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US Open, oggi Musetti-Sweeny: orario, precedenti e dove vederla in tv

(Adnkronos) –
Lorenzo Musetti torna in campo agli US Open 2026. Oggi, giovedì 3 settembre, il tennista azzurro sfida l'australiano Dane Sweeny – in diretta tv e streaming – nel secondo turno dello Slam americano, l'ultimo della stagione. Musetti arriva al match dopo aver battuto all'esordio il britannico Fery, superato in tre set, mentre Sweeny ha superato Moutet.  La sfida tra Musetti e Sweeny è in programma oggi, giovedì 3 settembre, non prima delle 18.30 ora italiana. I due tennisti non si sono mai affrontati in carriera, con quello di New York che sarà quindi il loro primo incrocio.  Tutte le partite degli US Open 2026 sono trasmesse in Italia in diretta tv in chiaro su SuperTennis e in diretta tv via satellite su Sky Sport per gli abbonati. Match visibili in streaming sulle piattaforme SuperTenniX, NOW Tv e Sky Go.  
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Milano, Formigoni: “Calabresi? Per centrodestra partita resta aperta, moderati non hanno anello al naso”

(Adnkronos) – "Con tutto il rispetto per la figura di Mario Calabresi, che stimo, i moderati non hanno l’anello al naso". È questo il punto di partenza dell’analisi di Roberto Formigoni, intervistato dall’Adnkronos sulle prossime elezioni comunali di Milano e sull’ipotesi di candidatura di Mario Calabresi per il campo largo di centrosinistra. 
L'eventuale candidatura di Calabresi può attrarre il voto dei moderati? L’ex sindaco di Milano Albertini, in caso di candidatura di Calabresi praticamente dà quasi il centrodestra per spacciato.
 "Non concordo. Cominciamo con la prima cosa. Calabresi può attirare il voto dei moderati, ma i moderati non hanno l’anello al naso. Non guarderebbero soltanto il candidato sindaco, ma la coalizione che lo sostiene. E nella coalizione che eventualmente sosterrà Calabresi, un peso significativo è della sinistra radicale. All’interno del Pd peraltro ci sono altri candidati, come Anna Scavuzzo e Pierfrancesco Majorino. Quindi Calabresi non è il candidato sindaco. È certamente una figura di rilievo, però torno a dire: il candidato sindaco di quale coalizione? 
Cioè?
 "Una coalizione che si è rivelata determinante nelle scelte politiche delle giunte di Sala e che ha portato la sinistra al governo a Milano a fare delle scelte di governo assolutamente radicali, estremiste. Pensiamo al fatto che Milano è stata trasformata in una città per ricchi, che si sta combattendo una guerra contro la circolazione delle auto, pensando di trasformare Milano in una città turistica, ma Milano è innanzitutto una città del lavoro. Chi lavora ha bisogno di utilizzare l’auto, invece qui si cancellano parcheggi, si mettono divieti, si mettono sanzioni. Quindi il moderato, che non ha l’anello al naso, valuterebbe bene qual è la coalizione che sostiene Calabresi. Credo che Calabresi non sposterebbe i voti dei moderati.  Dall’altra parte chi potrebbe sfidarlo?
 "Dall’altra parte ho trovato assolutamente ridicola la polemica che vedo ancora in parte esistere tra civico e politico. C’è chi dice che il candidato deve essere civico, altrimenti non vinceremo mai. Io penso che bisogna scegliere un candidato sindaco che abbia una personalità riconosciuta, che sia ritenuto capace di governare una città complessa come Milano, che sia capace di scaldare gli animi". 
In che modo?
 "Bisogna fare una campagna elettorale che sarà complicata, perché il centrodestra parte in svantaggio. Quindi ci vuole una personalità forte, generosa, che abbia voglia di spendersi, perché bisognerà girare tutti i quartieri, soprattutto nelle periferie. C'è un disagio amplissimo contro le scelte fatte dalla sinistra in questi anni. Però bisogna andare a parlare con questa gente, a visitare tutti i quartieri, a visitare tutte le situazioni di disagio, tutte le situazioni complesse. Per questo dico un candidato generoso. Poi che sia civico, che sia politico, non importa. 
Finora, tra i nomi usciti qualcuno di interessante c'è?
 "Ma sono tutti interessanti, sia il politico Lupi, sia i civici, sia quelli che hanno fatto politica in anni passati in posizioni di consigliere comunale, in posizioni libere, ci sono tutti i nomi interessanti che hanno il pregio, ai miei occhi, di avere offerto la loro disponibilità. Perché appunto, sapendo il momento difficile che il centrodestra attraversa a Milano, decidere di autocandidarsi significa decidere di mettersi a disposizione". 
Anche con Calabresi la partita rimane aperta?
 "La partita è in grave difficoltà per i 10-12 punti di distacco di vantaggio che in questo momento il centrosinistra ha rispetto al centrodestra. Questo è l'elemento forte che mette in difficoltà una campagna elettorale del centrodestra. Per questo ho detto prima: ci vuole una campagna elettorale molto ben pensata, capace di andare a interloquire con tutte le aree di vita dei cittadini milanesi, capace di visitare tutte le periferie, una campagna elettorale che impegni il candidato sindaco sette giorni su sette per almeno 8-10 mesi. Su questo sono d'accordo con Albertini: la scelta dovrebbe essere fatta entro la fine di settembre, immaginando che nel 2027 si vada a votare alla scadenza naturale, cioè nell'autunno del 2027. Perché, se invece le elezioni accadessero prima, a maggior ragione bisogna decidere entro la fine di settembre". 
Una corsa contro il tempo
 "Siccome oggi non sappiamo quale sarà la data del voto, è chiaro che il 30 settembre è proprio la deadline. Dopodiché il candidato e i partiti dovranno mettersi pancia a terra, perché potrebbe passare un anno prima del voto, ma potrebbero passare anche sei mesi. Il lavoro da fare è lo stesso che dicevo prima, cioè visitare tutte le periferie, tutti i luoghi di disagio, incontrare tutte le categorie, tutti i cittadini". 
Partita ancora giocabile?
 "La partita è giocabile se abbiamo un candidato di questo tipo, che vuole veramente spendersi, che ama Milano e vuole veramente spendersi. La gente innanzitutto ha bisogno, chiede di essere ascoltata. Per questo non bastano i social, la televisione, i cartelloni. Occorre l'incontro personale, perché l'elettore vuole vederti, vuole sentirti parlare, vuole guardarti negli occhi, vuole conoscere il tuo indirizzo. Se sei una persona seria gli dici: se io sarò eletto, guarda, questo è il mio indirizzo, questo è il mio numero di telefono, potrai venire a parlarmi, cercarmi, e io sarò a tua disposizione. Questo vuole sentirsi dire l'elettore. Posso fare una domanda, perfida lo ammetto: Calabresi sarebbe pronto a fare in campagna elettorale tutto il lavoro che ho indicato prima?" 
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Due uccelli sulla rete e arbitro annulla il punto: furia Medvedev a US Open

(Adnkronos) –
Daniil Medvedev 'perde la testa' agli US Open 2026 per colpa… di due uccelli. Il tennista russo ha battuto l'americano Gorzny nel secondo turno dello Slam americano, l'ultimo della stagione, al termine di una partita in cui non è mancato un momento di nervosismo, nato da una situazione a dir poco surreale. Nel bel mezzo di un set infatti, due uccelli si sono appoggiati sulla rete, proprio mentre era iniziato lo scambio tra i due giocatori. Medvedev ha subito alzato il braccio per segnalarne la presenza sul campo, ma senza ottenere alcun riscontro da parte dell'arbitro ha continuato a giocare e alla fine ha vinto il punto. In quel momento però il giudice di sedia, che nel frattempo si è accorto della presenza degli uccelli sulla rete, ha fermato tutto e fatto ripetere il punto, scatenando l'ira di Medvedev, che ha protestato in maniera veemente, ma senza riuscire a cambiare la decisione.  
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Corte Ue: “Divieto di tatuaggi per le forze di polizia è discriminatorio nei confronti delle donne”

(Adnkronos) – L'applicazione combinata della norma che vieta i tatuaggi visibili e dell’obbligo di indossare un’uniforme specifica in base al genere è discriminatoria. E' quanto sostiene l'avvocata generale della Corte di giustizia dell'Unione europea Tamara Ćapeta nelle conclusioni, pubblicate oggi, sul caso di H.G., che "si era iscritta al concorso per diventare agente di polizia nelle forze di polizia italiane" ed è stata tuttavia esclusa "perché aveva un piccolo tatuaggio raffigurante un fiore sul polpaccio sinistro".  "In Italia, è vietato agli agenti di polizia avere tatuaggi visibili in caso di utilizzo dell'uniforme", ricorda l'avvocata generale ricordando che mentre H.G. è stata esaminata, "il suo tatuaggio è stato rilevato" e visto che con l’uniforme di cerimonia sarebbe stato visibile "è stata esclusa dal concorso". Nelle conclusioni l'avvocata generale Tamara Ćapeta ritiene, informa una nota della Corte di giustizia dell'Unione europea, che la politica di assunzione del caso trattato "costituisca una discriminazione diretta fondata sul sesso, la quale è vietata dal diritto dell'Unione. A suo avviso, l'applicazione combinata di due norme, una che vieta i tatuaggi visibili e l'altra che impone alle donne di indossare gonne in occasione di cerimonie ufficiali, penalizza i candidati di sesso femminile sulla base del loro sesso. Se H.G. fosse un uomo – si osserva – non sarebbe stata esclusa dal concorso per il solo motivo di avere un tatuaggio sulla parte inferiore della gamba. Inoltre, l'avvocata generale ritiene che la discriminazione di cui trattasi non possa essere giustificata dai motivi addotti dal governo italiano". Secondo l'avvocata generale "gli argomenti delle autorità italiane, secondo cui la norma in questione ha lo scopo di consentire la partecipazione a cerimonie ufficiali, circostanza che veicola valori tradizionali e rafforza l'identità delle forze di polizia, non possono essere accolti come giustificazioni nel caso di specie". L'avvocata generale Ćapeta ritiene al contempo "inopportuno e inutile escludere dalle forze di polizia le donne con tatuaggi per il motivo che esse non possono partecipare a cerimonie ufficiali, dato che tali eventi costituiscono solo una piccola parte delle funzioni di polizia, che gli agenti di polizia di sesso femminile indossano già pantaloni come parte della loro uniforme operativa e che i dirigenti di polizia possono, in ogni caso, autorizzare un agente di polizia di sesso femminile a indossare pantaloni in occasione di una determinata cerimonia". L’avvocata generale Ćapeta ritiene che la politica di assunzione in tal caso "non possa soddisfare il criterio del requisito essenziale per lo svolgimento dell'attività lavorativa e sia quindi vietata dalla normativa dell'Unione in materia di lotta alle discriminazioni fondate sul sesso". 
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Cultura, Cerchiai (Bper): “Polo dell’Aquila è tappa di una rete diffusa e una leva per lo sviluppo territori’

(Adnkronos) – "Quello di oggi, cioè l'apertura del polo culturale all'Aquila, è un evento importante per Bper perché è una tappa di un progetto che porta a costituire una rete diffusa sul territorio che integrerà le città storiche per Bper, cioè le città che un tempo erano sedi di banche autonome che pian piano sono venute a far parte del gruppo Bper e sono state integrate in una logica di accoglienza”. Così Fabio Cerchiai, presidente Bper, intervenuto a L’Aquila, all’inaugurazione del nuovo Polo Culturale de La Galleria Bper a Palazzo Farinosi Branconi. L’evento ha celebrato la restituzione alla comunità di due spazi, restaurati in seguito al sisma del 2009: la sede e un palazzo storico di Bper. L’iniziativa è parte del più ampio progetto ‘Poli culturali Bper. Un sistema di patrimonio diffuso’, che trasforma le sedi storiche del Gruppo in luoghi di cultura e valorizza il patrimonio artistico e architettonico. Gli spazi restaurati nel capoluogo abruzzese sono pensati per ospitare iniziative culturali e mostre, come il percorso permanente ‘Scrigno di memorie. Paesaggi, colori e tradizione: cinque secoli d’arte del Meridione’. “È una tappa importante perché testimonia in modo molto concreto l'importanza di poter usare la cultura come leva per lo sviluppo non soltanto civile e sociale, ma anche economico dei territori. E così è in realtà perché la cultura consente dialogo, confronto, riflessione: tutto questo se è utilizzato in modo corretto determina vicinanza, coesione e questo è il presupposto per creare relazioni solide, stabili con la clientela ma soprattutto con le comunità”. “Quello dei poli culturali è un progetto che porta alla costruzione di una rete che comprenderà quasi tutte le nostre città più importanti dal punto di vista storico. Tra poco avremo l'apertura di un polo culturale a Palazzo Barbantini-Koch nel mese di ottobre a Ferrara e sicuramente questa è una strada che continueremo a percorrere con la convinzione che la spesa in cultura non sia un costo ma un investimento” ha concluso Cerchiai. 
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Emergenza sangue, il 10 settembre a Roma si può donare all’iniziativa Adnkronos-Avis

(Adnkronos) – Dopo l'estate, il periodo di calo delle donazioni, c'è la necessità di sacche di sangue negli ospedali. L'Adnkronos e l'Avis Roma hanno organizzato giovedì 10 settembre, dalle 8.30, una raccolta straordinaria in

piazza Mastai a Trastevere
. Tutti i romani sono invitati a donare, un gesto di solidarietà che può salvare tante vite. Nella piazza ci sarà l'autoemoteca con il personale sanitario.  Sono tre i requisiti fondamentali per iniziare a donare: un'età compresa tra i 18 e 60 anni; un peso corporeo superiore a 50 chilogrammi e uno stile di vita sano. Lo ricorda l'Avis Roma che poi smentisce il falso mito della donazione a digiuno completo e raccomanda una corretta preparazione alimentare.  
Cosa fare e cosa non fare prima della donazione: è consigliato fare colazione prima della donazione. La colazione deve essere leggera e può essere a base di: thè, caffè, succo di frutta o spremuta poco zuccherata, 2 fette biscottate con marmellata poco zuccherata, qualche biscotto secco. È invece assolutamente vietata l’assunzione di latte e derivati. È sconsigliato il digiuno completo. 
Dopo la donazione: una buona colazione, che può andare dal mangiare cornetti, dolci o anche salato (nessun divieto). Altri suggerimenti: non portare pesi con il braccio della donazione per evitare un potenziale ematoma. Cosa non fare durante la giornata: nessuna attività fisica (o sport intenso), nessuno sforzo (no lavori particolarmente pesanti); Non fumare nelle due ore successive; non è necessario nutrirsi più del solito. È preferibile un pasto leggero, facilmente digeribile e assumere molti liquidi (non alcolici). 
Ogni quanto si può donare: l'intervallo di tempo minimo fra due donazioni di sangue intero è di 90 giorni; uomini e donne non in età fertile: fino a 4 volte all'anno; donne in età fertile: fino a 2 volte all'anno (con un intervallo minimo di 180 giorni consigliato o 90 giorni a seconda delle valutazioni mediche locali. Per la donazione di soli componenti (plasma o piastrine), gli intervalli e i limiti annuali variano in base al protocollo medico e al tipo di aferesi, ma consentono una maggiore frequenza (fino a 6 volte o più all'anno in base al giudizio clinico). 
Per proteggere la salute pubblica e garantire la sicurezza dei prodotti trasfusionali, sono previsti periodi di sospensione dal prelievo; 48 ore per cure odontoiatriche minori; vaccinazioni asintomatiche (Covid, influenza, tetano); 5 – 7 giorni: assunzione di antinfiammatori/aspirina; estrazioni dentarie o interventi chirurgici minori; 14 giorni guarigione da stati febbrili o terapie antibiotiche; 4 mesi per tatuaggi, piercing, agopuntura; rapporti sessuali occasionali o a rischio; endoscopie o interventi chirurgici maggiori; 6 mesi – 1 anno per: gravidanza e parto (rinvio di 6 mesi dal parto/interruzione); soggiorni o viaggi in zone endemiche per malaria o malattie tropicali. 
Esclusione definitiva: positività ad epatiti B/C, Hiv, sifilide; patologie croniche severe (malattie cardiovascolari, tumori, diabete insulino dipendente, epilessia, malattie autoimmuni); alcolismo cronico o uso di sostanze stupefacenti. L'Avis Roma sottolinea infine "che la legge tutela il donatore dipendente garantendo il diritto a una giornata di riposo dal lavoro normalmente retribuita (la retribuzione viene rimborsata al datore di lavoro dal Fondo sanitario nazionale tramite Inps)". 
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US Open, Sabalenka litiga ancora con un giornalista: “Pensa prima di parlare”

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Aryna Sabalenka molto nervosa agli US Open. La tennista bielorussa ha superato il secondo turno dello Slam americano battendo in due set la russa Polina Jacenko, ma è stata protagonista, ancora una volta, di una lite in conferenza stampa, dopo non aver gradito, per usare un eufemismo, la domanda di un giornalista. Il reporter ha chiesto alla numero 1 del mondo come stesse vivendo questo inizio di torneo, facendo riferimento alle tante feste andate in scena la scorsa settimana, e scatenando di conseguenza l'ira di Sabalenka: "Voi siete proprio uno scherzo. Feste, divertimento. Perché dovresti anche solo dirlo? Perché dovresti anche solo pensarlo? Cioè, che razza di domanda è questa? Solo perché ho postato alcune attività con i brand pensi che io abbia fatto festa?", ha risposto decisamente stizzita la bielorussa. "Non sto dicendo che tu abbia fatto festa, ma che ci sono un sacco di eventi. Non sto dicendo che vai alle feste", si è difeso il giornalista, ma senza successo: "Lo hai detto proprio tu". "Scusa? Per tutti quelli che non hanno capito, non sto suggerendo che Aryna si stia divertendo a queste feste", ha replicato ancora il reporter, "sto dicendo che fa un sacco di apparizioni e c’è un sacco da fare". Poi, dopo un "ok" non molto convinto della tennista, ha provato a concludere la domanda: "Ora che il torneo è iniziato, stai diventando seria e combattiva?". Dalla padella alla brace: "Oh sì, prima non ero per niente seria. Prossima domanda. Pensa prima di dire certe cose", è stata la freddissima risposta di Sabalenka.  
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Report, Corsini: “Piervincenzi resta alla conduzione”

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Daniele Piervincenzi resta alla conduzione di 'Report'? “Assolutamente sì”. Risponde così ai cronisti il direttore dell’Approfondimento Rai, Paolo Corsini, a margine della presentazione di ‘Ore 14’ di Salvo Sottile, in merito alla conduzione della trasmissione di inchiesta dopo la rinuncia di Giulia Presutti. "Il passo indietro di Giulia Presutti alla conduzione di Report “è una scelta personale, lei è una risorsa per l’azienda e un’ottima professionista", afferma Corsini. I conduttori "li sceglie il direttore, mi pagano per questo, tra le altre cose. Stiamo lavorando per partire e far andare in onda Report l’8 novembre", aggiunge. "Report va in onda l’8 novembre, stiamo lavorando per quello. Stiamo facendo tutte le valutazioni del caso- Ieri sera è accaduto un nuovo fatto -ribadisce riferendosi al passo indietro di Presutti- A breve daremo tutte le risposte possibili". "L'attenzione al genere è stata la mia prima preoccupazione, quindi cercherò di mantenerla", spiega lasciando intendere che accanto a Piervincenzi potrebbe arrivare un'altra conduttrice. Il programma "dovrà essere strutturato diversamente, anche a livello di regia, anche perché i conduttori sono due". 
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Ucraina-Russia, Putin: “C’è possibilità di accordo per stop guerra ma minacce ad aerei civili ostacolano la pace”

(Adnkronos) – Esiste la possibilità di un accordo per porre fine alla guerra in Ucraina. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, durante il Forum economico d'Oriente a Vladivostok, aggiungendo che diversi Paesi, tra cui Stati Uniti e Cina, sono pronti a sostenere una soluzione pacifica. Secondo il capo dello Stato, "In definitiva, il problema deve essere risolto dai Paesi coinvolti nel conflitto: Russia e Ucraina. Questo è l'approccio corretto. Tuttavia, siamo grati a tutti coloro che stanno cercando di contribuire al raggiungimento di una soluzione. C'è una possibilità? A mio parere, sì", ha dichiarato Putin. "I contatti con l'Ucraina stanno continuando – ha detto il presidente russo – Sono in corso i contatti con i rappresentanti dell'Amministrazione statunitense nominati da Trump per il dialogo con la Russia" e questo dialogo "sta funzionando", ha aggiunto. Nelle scorse settimane si era parlato di una prossima visita a Mosca dell'inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff e del genero del presidente americano Donald Trump, Jared Kushner. A Vladivostok il presidente russo ha ribadito che le "minacce di attacchi contro aerei civili" da parte dell'Ucraina sono "una manifestazione di terrorismo di Stato". "Abbiamo appreso delle minacce di attacchi contro aerei civili. Questa è, ovviamente, una manifestazione di terrorismo di Stato. E ciò complica certamente le possibilità di tenere colloqui di pace bilaterali", ha sottolineato il leader del Cremlino. Ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva avvisato le compagnie aeree e le assicurazioni che i cieli russi "non sono più sicuri", annunciando un aumento della presenza di droni lanciati da Kiev nello spazio aereo russo. "Gli attacchi contro le navi mercantili e le minacce di attacchi contro gli aerei civili sono una manifestazione di terrorismo di Stato e senza dubbio ostacolano la possibilità di condurre negoziati per la pace", ha sottolineato Putin, aggiungendo che "coloro che rimangono in silenzio, coloro che non prestano attenzione a tutto questo e mi riferisco soprattutto agli alleati occidentali dell’Ucraina, diventano complici del terrorismo internazionale. E come potrebbe essere altrimenti? Non è possibile interpretarlo diversamente". A margine del Forum, il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha detto che la Russia non inseguirà mai l'Europa implorando la revoca delle sanzioni, aggiungendo che Mosca non ha mai costruito muri né si è isolata dall'Europa, e che questa è stata una scelta dell'Unione Europea. "L'Europa ha deciso che la nostra cooperazione degli anni passati era così vitale per la Russia che dovremmo correre dietro di loro, implorandoli: 'Dai, va bene, perdonateci, dimenticate quello che è successo, torniamo indietro, revocate le sanzioni' – ha detto Lavrov – Questo non accadrà". "Abbiamo, se vogliamo, il nostro orgoglio nazionale nel senso migliore del termine. Non abbiamo assolutamente bisogno della benevolenza di nessuno – ha aggiunto – La Russia ha abbastanza amici e partner pronti a cooperare in buona fede, mentre l'Europa semplicemente non può farlo". Gli attacchi russi continuano. I raid hanno causato 5 morti e almeno 66 feriti in tutta l'Ucraina nelle ultime 24 ore. I droni di Mosca hanno raggiunto anche le regioni occidentali, tra cui le oblast di Khmelnytsky e Vinnytsia. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha dichiarato che gli attacchi russi hanno causato danni in 13 oblast durante la notte, mentre gli allarmi antiaerei sono rimasti attivi per lungo tempo in molte città e comunità a causa della minaccia dei droni a reazione. "Il nemico non è andato in vacanza: i russi hanno trovato un nuovo modo per intensificare le ostilità e non hanno intenzione di rallentare – ha affermato il capo dello Stato – Abbiamo bisogno di una risposta e di contromisure più incisive, nonché di una produzione europea più rapida di sistemi di difesa, principalmente aerea, sia antimissile che antidrone".  
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Juventus, Giraudo e Calciopoli: “Gogna mediatica figlia dell’invidia”

(Adnkronos) –
Antonio Giraudo torna a parlare di Calciopoli. L'ex amministratore delegato della Juventus, a 20 anni di distanza dallo scandalo che ha sconvolto la Serie A e che gli è costata la radiazione, ha fatto di nuovo sentire la sua voce raccontando la 'sua' verità: "Calciopoli è stata una gogna mediatica senza precedenti, figlia dell’invidia di chi non ci ha battuto sul campo, ma la vera conseguenza è stata quella di affossare il calcio italiano", ha detto in un'intervista concessa a La Stampa. Uno scandalo, quello di Calciopoli, che, secondo lui, non sarebbe mai scoppiato se ci fosse stato l'avvocato Gianni Agnelli: "Non sarebbe successo nulla di quello che è successo. Ci hanno seguiti, intercettati e spiati privatamente. Non si sarebbero mai permessi nemmeno di immaginare certe cose con Gianni e Umberto Agnelli", ha detto Giraudo, "sarebbe prevalso il codice di rispetto che vigeva nel capitalismo italiano. Il comportamento della Juventus mi ha sempre lasciato perplesso. Ha chiesto il patteggiamento nel processo sui bilanci e i suoi dirigenti sono stati assolti. Ha accettato la Serie B, senza neanche aver letto le intercettazioni. L’errore di valutazione fu enorme". Giraudo ha parlato poi di Luciano Moggi, radiato anche lui dopo Calciopoli: "Gabetti e Boniperti non lo volevano. Il compromesso fu: veniva assunto senza potere di firma e rappresentanza nelle istituzioni. Come gestore del gruppo riconosco tutt’ora le sue capacità", ha raccontato l'ex dirigente bianconero, "si è rovinato da solo nella comunicazione vanitosa, dovuta al fatto che non aveva avuto esperienze industriali. Ha fatto danni a se stesso e mancato di rispetto a chi ha lavorato con lui". Giraudo ha poi preso a esempio la nuova pronuncia della Corte di giustizia dell'Unione europea riguardo il sistema italiano e, in particolare, sulla possibilità di sottoporre le sanzioni disciplinari in ambito sportivo a un effettivo controllo giurisdizionale: "Questo cambia il contesto in cui la storia può essere raccontata. Ad oggi tutti i processi ordinari si sono conclusi senza alcuna condanna. Ma c’è una novità che riguarda la giustizia sportiva, ovvero la recente sentenza della Corte di giustizia europea. Chiarisce un principio fondamentale: chi si vede inflitta una sanzione sportiva deve avere diritto a rivolgersi a un giudice in grado di valutarle la legittimità", ha continuato Giraudo, "un giudice potrà quindi annullare una pronuncia disciplinare 'domestica' che si ritiene illegittima. Come ha sostenuto il mio avvocato Dupont, vittorioso alla Corte di giustizia: l’attuale sistema è contrario ai principi del diritto europeo". Giraudo si è detto poi restio a tornare all'Allianz Stadium per vedere giocare la Juventus: "Non ci sono mai più voluto tornare. Ho ceduto solo una volta. Mio figlio aveva comprato tre biglietti in distinti, per me e il mio nipotino. Non ho potuto dire di no. Mi hanno riconosciuto e non riuscivo a uscire dallo stadio tra foto e selfie. E il coro 'torni, torni'. Oggi in tribuna tornerei solo se mi invita l’Ingegner Elkann".  
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