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Dermatite atopica, Aifa estende rimborso di upadacitinib dai 12 anni di età

(Adnkronos) – L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità in Italia di upadacitinib, inibitore orale e selettivo di Jak, per il trattamento della dermatite atopica da moderata a grave negli adolescenti a partire dai 12 anni di età candidati alla terapia sistemica. Lo annuncia AbbVie in una nota in cui ricorda che la dermatite atopica “è una malattia infiammatoria cronica della pelle a decorso recidivante, caratterizzata da lesioni eczematose e da prurito persistente. Nell’adolescenza il carico di malattia si esprime ben oltre la dimensione cutanea”: disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione, ripercussioni sulla vita scolastica, sportiva e relazionale, con un impatto significativo sulla qualità di vita del ragazzo e dell’intero nucleo familiare. “Ogni ampliamento delle opzioni terapeutiche disponibili è una notizia che riguarda prima di tutto i pazienti e le loro famiglie”, afferma Giovanni Pellacani, presidente Sidemast – Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse. “Oggi la dermatologia italiana dispone di strumenti che consentono di costruire percorsi realmente personalizzati, anche per i pazienti più giovani – continua -.Il messaggio che, come società scientifica, vogliamo far arrivare è che questi percorsi esistono e sono accessibili: rivolgersi ai centri specialistici di riferimento è il primo passo perché la persona giusta riceva la terapia giusta nel momento giusto”.  L’autorizzazione europea si basa su uno dei più ampi programmi registrativi condotti nella dermatite atopica, che ha valutato upadacitinib in monoterapia (Measure Up 1 e Measure Up 2) e in associazione a corticosteroidi topici (Ad Up) rispetto a placebo, in oltre 2.500 pazienti adulti e adolescenti con malattia da moderata a grave. “Con l’ampliamento delle opzioni terapeutiche a farmaci come upadacitinib – osserva Antonio Costanzo, vicepresidente Sidemast – oggi è possibile puntare a raggiungere simultaneamente una risoluzione completa o pressoché completa delle lesioni cutanee e un prurito minimo o nullo. Come per ogni terapia sistemica, il profilo di sicurezza è un aspetto fondamentale e, per upadacitinib, disponiamo di dati pubblicati di sicurezza a 6 anni, oltre che di un’ampia esperienza in real life”. In particolare, “nell’adolescente l’impatto della dermatite atopica non si misura solo sulla pelle”, sottolinea Cataldo Patruno, presidente Sidapa – Società italiana di dermatologia allergologica, professionale e ambientale. “La visibilità delle lesioni impatta molto negativamente sulla vita sociale e sull’immagine di sé in una fase della vita in cui ciò pesa moltissimo. Inoltre, il prurito incide sul sonno e sul rendimento scolastico. Gli obiettivi terapeutici – aggiunge – devono pertanto essere spostati in alto: bisogna puntare all’assenza di prurito e alla scomparsa delle lesioni con rapidità, perché ogni mese di malattia attiva in adolescenza è un mese che non torna”.  Aggiunge Caterina Golotta, direttore medico di AbbVie Italia: “L’innovazione terapeutica ha valore quando riesce a tradursi in un beneficio concreto per le persone. L’estensione della rimborsabilità di upadacitinib agli adolescenti con dermatite atopica da moderata a grave rappresenta un importante passo avanti nella possibilità di rispondere ai bisogni di una popolazione particolarmente delicata, per la quale il controllo della malattia significa anche poter vivere pienamente la scuola, le relazioni e la quotidianità. È questo – conclude – il senso del nostro impegno nella ricerca: sviluppare soluzioni innovative capaci di fare la differenza nella vita dei pazienti”. 
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Pavia, trovato morto in casa il 24enne che pochi giorni fa aveva subito un’aggressione omofoba

(Adnkronos) –
È stato trovato senza vita
il 24enne originario di El Salvador che lo scorso 21 agosto era stato vittima di un’aggressione a sfondo omofobo. Il corpo è stato trovato questa mattina nell’appartamento in cui abitava a Vigevano, in provincia di Pavia. Il 24enne era stato insultato e poi spinto nel Naviglio da due persone. L’episodio aveva suscitato preoccupazione e indignazione. Secondo quanto confermato ad AdnKronos, a dare l’allarme questa mattina è stato un altro giovane residente nello stesso stabile, che ha trovato il corpo nell’abitazione. Sul posto sono arrivati gli agenti della Polizia di Stato insieme al personale della Scientifica, impegnato nei rilievi. Restano da chiarire le circostanze della morte.  
Il giovane, classe 2002, lo scorso 21 agosto era stato affrontato da due uomini che, secondo la ricostruzione dei carabinieri, lo avrebbero insultato e poi spinto facendolo finire nel canale. L’allarme era scattato con una chiamata al 112 e sul posto erano intervenuti i carabinieri della Stazione di Vigevano. I militari avevano rintracciato i due uomini ancora nelle vicinanze. La situazione, però, sarebbe rapidamente degenerata. I due avrebbero reagito contro i carabinieri, inveendo e opponendo resistenza. Uno degli episodi contestati riguarda anche una bottiglia di vetro integra, che sarebbe stata brandita nei confronti dei militari. I carabinieri sono comunque riusciti a contenere i due e a identificarli. Per l’aggressione al giovane i due sono stati denunciati alla Procura di Pavia, entrambi già noti alle forze dell’ordine: il primo, classe 1998, già destinatario di un foglio di via obbligatorio dal Comune di Vigevano, il secondo, classe 1993. Le contestazioni comprendono la discriminazione legata all’orientamento sessuale, le lesioni personali, la minaccia e la resistenza a pubblico ufficiale.  
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Esiste la dipendenza da energy drink? “Possono fare male alla salute”

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Esiste la dipendenza da enery drink? Le bevande energetiche sono tra le più vendute e consumate, nonostante numerose ricerche dimostrino effetti negativi che il loro consumo regolare può causare alla salute. Una conferma, in questo senso, arriva dal dottor Aniello Maiese, medico dell'Università La Sapienza di Roma che, interpellato dal Daily Mail, ha confermato come possano "aumentare la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca e influenzare l'eccitabilità cardiaca". Oltre a motivi prettamente di salute, le bevande energetiche possono creare una vera e propria dipendenza. Il media inglese riporta l'esperienza di un uomo che, quando arrivano le 16, deve per forza cercare "la prima lattina di energy drink zuccherata e piena di caffeina che trovo". Non tutte le bevande energetiche però, secondo Maiese, sono pericolose in questo senso. Il rischio dipende piuttosto dalla quantità consumata, dalla concentrazione di caffeina e dalla presenza di altri stimolanti. Molte delle bevande energetiche dichiarano di contenere "caffeina naturale", ma, secondo il dottor Maiese, si tratta di un termine da usare con una certa cautela: "La caffeina di per sé non diventa più sicura solo perché proviene da una fonte naturale", ha affermato, sostenendo che, dal punto di vista farmacologico, la caffeina è la stessa molecola indipendentemente dal fatto che provenga dal caffè o dal tè verde. "Ciò che conta molto di più è la quantità totale di caffeina, gli altri ingredienti presenti e la quantità di prodotto effettivamente consumata", ha spiegato. Inoltre, la "caffeina naturale" non garantisce necessariamente energia senza il successivo calo della stessa. Sebbene il dottor Maiese affermi che probabilmente non sia molto preciso definire "salutare" qualsiasi bevanda energetica, ammette che alcune possono essere "più o meno favorevoli dal punto di vista nutrizionale e cardiovascolare".  
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Violenza su 13enne in minimarket a Torino, gip: “Uomo ha difficoltà a contenere impulsi, ma obbligo firma è sufficiente”

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"Ha difficoltà a contenere gli impulsi, ma l'obbligo di firma è sufficiente". E' quanto scrive il gip di Torino nell'ordinanza di non convalida del fermo del 42enne bengalese, indagato per violenza sessuale ai danni di una 13enne, caso finito ieri al centro delle polemiche politiche. Si è in presenza di un "quadro gravemente indiziario a carico dell'indagato, avendo lo stesso, in modo repentino e improvviso, cercato un approccio con la persona offesa abbracciandola più volte e toccandole il seno, approfittando della minore età della ragazza di cui era consapevole" e "pochi minuti prima aveva attuato un comportamento del medesimo tenore ai danni di un'altra donna che evidenzia la difficoltà dell'indagato a contenere i suoi impulsi". Detto questo però "le esigenze cautelari descritte possono essere fronteggiate con la misura dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, atta a imporre un contatto diretto e persistente con le Istituzioni, suscettibile di sensibilizzare l'indagato in merito alle violazioni delle norme commesse".  Il 28 agosto scorso, la vittima si presenta nel minimarket in via Breglio, a Torino, per acquistare dei succhi di frutta. Al momento di pagare, viene avvicinata dall'indagato, dipendente del negozio. L'uomo, le chiede se fosse fidanzata, la abbraccia e le chiede l'età, prima di palpeggiarle il seno. Gli agenti, dopo la denuncia presentata in questura dal compagno della madre, si presentano nel minimarket e identificano il 42enne, che però non ha alcun documento d'identità. Su loro richiesta l'uomo contatta un collega affinché fornisca le credenziali per visionare le telecamere nel locale. Le immagini confermano la versione della 13enne, che ai poliziotti ha poi raccontato il disgusto per quanto subito, e immortalano la violenza. Sono proprio le stesse telecamere a immortalare, pochi minuti prima, una donna più grande subire gli stessi abusi. "Ho sbagliato, non ho mai commesso reati, è la prima volta che mi succede e sono molto dispiaciuto per l'accaduto", ha poi detto l'uomo durante l'interrogatorio all'udienza di convalida.  Nell'ordinanza il gip sottolinea inoltre che "non pare sussistano elementi specifici e concreti che inducano a ritenere sussistente il fondato pericolo di fuga dell'indagato, ravvisato nel provvedimento di fermo nella circostanza che si tratti di soggetto sprovvisto di una residenza ufficiale, dimorante in un appartamento non dallo stesso locato e dalla circostanza che sia munito di un documento valido per l'espatrio – si legge nell'ordinanza – Ne consegue che il fermo non può essere convalidato".  "Si ritengono sussistenti nel caso di specie le esigenze cautelari" e "precisamente un concreto e attuale pericolo di commissioni di reati della stessa specie di quello per cui si procede, in ragione delle modalità di condotta, attuata ai danni di una ragazza di minore età e considerato altresì che pochi minuti prima aveva attuato un comportamento del medesimo tenore ai danni di un'altra donna che seppur di gravità contenuta evidenzia la difficoltà dell'indagato a contenere i suoi impulsi", si sottolinea nel provvedimento. "Quanto alla scelta della misura si osserva che, a fronte dell'incensuratezza dell'indagato, del comportamento collaborativo tenuto nell'immediatezza dei fatti (essendosi lo stesso attivato per recuperare le credenziali per visionare le telecamere interne del locale), dell'effetto deterrente cagionato dal trauma dell'arresto e dalla prima esperienza detentiva e della resipiscenza dimostrata nel corso dell'interrogatorio di garanzia, le esigenze cautelari descritte possono essere fronteggiate con la misura dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, atta a imporre un contatto diretto e persistente con le istituzioni, suscettibile di sensibilizzare l'indagato in merito alle violazioni delle norme commesse'', si legge ancora nell'ordinanza. "Qui si discute della misura cautelare, il giudice non sta condannando o liberando l'indagato. Piuttosto bisogna seguire il processo. Ma, se uno legge l'ordinanza, non c'è nessuno stupro. C'è un atto di violenza sessuale, così qualificato dalla legge, che è un palpeggiamento fugace, che io non sminuisco minimamente". A parlare all'Adnkronos è Gian Domenico Caiazza, già presidente dell'Unione delle Camere Penali Italiane. "Quando ho letto la notizia, mi sono chiesto come sia possibile che un giudice possa prendere un provvedimento simile – spiega – E ovviamente non è possibile. Quindi è una cosa che è completamente diversa da uno stupro. Non è che se la legge usa un'unica locuzione, violenza sessuale, dobbiamo dire che è stupro anche la famosa pacca sul sedere. Questo è uno dei casi classici fatti 'di minima gravità', pur essendo invece contestate le aggravanti della minore età della ragazza. È chiaro che il giudice nella fase cautelare non sta dando la pena, deve semplicemente stabilire se metterlo o meno in carcere in questa fase. Capisco che il pm chieda la misura in carcere, perché c'era quel precedente di 40 minuti prima. Si può discutere, ma partendo da una premessa: qui non c'è uno stupro di una minorenne. La rappresentazione del fatto è alterata. Riconduciamo le cose al loro preciso valore. Il giudice ha valorizzato il fatto, lo descrive molto bene. La ragazza conosce l'uomo, perché va a fare spesso la spesa lì. C'è un rapporto di cordialità, lui le regala le cose, lei chiacchiera con lui, povera ragazza. A un certo punto lui le dice 'abbracciami', lei l'abbraccia. Le ripete 'abbracciami un'altra volta', e si abbracciano un'altra volta. Al secondo abbraccio le mette le mani sul seno e dice: 'bello'. Ontologicamente, il fatto è questo qui. In più, l'uomo ha dato il suo contributo, il giudice lo valorizza. Gli si potevano dare i domiciliari e non l'obbligo di firma. Qui la discussione è liberissima, ma non è che è accaduta una mostruosità inspiegabile". "Un magistrato, il sostituto procuratore di Torino, davanti a un’odiosa violenza sessuale, ovvero il palpeggiamento di una ragazzina di 13 anni, ha chiesto il carcere per un uomo accusato di aver commesso il fatto. Un altro magistrato, il giudice per le indagini preliminari, ha disposto invece un’altra misura cautelare, ovvero l’obbligo di firma. Un provvedimento che ovviamente si può criticare, ma soprattutto si può contestare secondo quanto previsto dalle stesse regole procedurali, ricorrendo al tribunale del Riesame ed eventualmente in Cassazione. Non è una decisione definitiva. Non è neanche una sentenza, oltre a non essere né una condanna né un’assoluzione. Davanti a questo quadro sono stati diversi gli attacchi scomposti da parte di autorevoli esponenti del governo, che sono andati oltre la critica. Ed è questo che stigmatizziamo con forza, così come riteniamo del tutto non ortodosso l’invio degli ispettori che non hanno il compito di valutare il merito dei singoli procedimenti”. Lo dichiara il presidente dell’Anm Giuseppe Tango. 
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Caso Garlasco, il consulente della Procura di Pavia: “Fatemi incontrare Andrea Sempio”

(Adnkronos) – È arrivata stamattina la richiesta da parte del consulente della Procura di Pavia, il professor Roberto Catanesi, di incontrare Andrea Sempio di persona per poter completare la consulenza personologica di cui è incaricato. La difesa dell’indagato per il delitto di Garlasco ha preso tempo per valutare la richiesta. Ne dà notizia sui social Giammarco Menga, giornalista della redazione di “Quarto Grado”, il programma condotto da Gianluigi Nuzzi con Alessandra Viero, in onda su Retequattro tutti i venerdì in prima serata. La Procura di Pavia aveva affidato la consulenza a Roberto Catanesi sulla capacità di intendere e volere e la presunta pericolosità sociale dell'indagato per la morte di Chiara Poggi, avvenuta a Garlasco il 13 agosto del 2007. Si ricordi che il 38enne, amico del fratello della vittima, si era rifiutato di sottoporsi in prima persona alla consulenza psichiatrica già nel mese di maggio. Sempre la Procura ha indicato il 28 settembre come la data di scadenza dei termini per le indagini preliminari. 
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Mauro Marin indagato per stupro, ancora guai per il vincitore del Grande Fratello 2010

(Adnkronos) –
Nuovi guai giudiziari in arrivo per Mauro Marin, il quarantaseienne imprenditore di Castelfranco Veneto vincitore dell’edizione 2010 del Grande Fratello. Condannato un anno fa dal Tribunale di Sulmona per percosse ai danni dell’ex compagna, e sotto processo per una vicenda analoga, si ritrova ora a dover fronteggiare un’accusa molto pesante. La Procura di Treviso, riporta 'Il Gazzettino', "l’ha iscritto a piede libero sul registro degli indagati per violenza sessuale ai danni di una ventinovenne di nazionalità romena, residente a Padova".  L’inchiesta "vivrà a breve un momento cruciale. Il pubblico ministero ha infatti chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari la fissazione di un incidente probatorio in cui verrà raccolta, in forma protetta e con tutte le garanzie di legge, la testimonianza della parte offesa. La deposizione della giovane approderà quindi direttamente nel fascicolo processuale ed avrà valore di prova. L’appuntamento al tribunale di Treviso, davanti al giudice Gianluigi Zulian, è fissato per il prossimo 23 settembre. La ragazza, che lavora abitualmente come accompagnatrice turistica e nelle discoteche, conosce Marin da circa tre anni. I due erano usciti qualche volta assieme e si erano incontrati in altre occasioni nelle sale da ballo. La ventinovenne sostiene però di non aver mai avuto alcuna relazione con l’imprenditore".  Era il 7 maggio scorso, si legge sul quotidiano, "quando l’ex gieffino l’ha contattata al telefono. L’ha invitata nella sua abitazione di Castelfranco per quella stessa sera. La ventinovenne ha accettato la proposta di vederlo. In tarda serata ha raggiunto Castelfranco in taxi. Marin l’avrebbe fatta accomodare in casa chiedendole se voleva bere qualcosa. Di fronte al rifiuto della giovane, sarebbe subito passato all’azione. Brandendo un coltello da cucina con una lama lunga una trentina di centimetri, le avrebbe ordinato di spogliarsi. La ventinovenne, piccola e con un fisico minuto, non sarebbe stata nelle condizioni di sottrarsi alla morsa dell’ex gieffino. Marin le avrebbe legato le mani dietro la schiena con la cintura dell’accappatoio impedendole in questo modo di reagire. E l’avrebbe costretta a subìre un rapporto sessuale completo. Nel tentativo di cancellare le tracce dell’accaduto avrebbe poi obbligato la ragazza a lavarsi e ripulirsi. É in quel momento che la giovane sarebbe riuscita ad afferrare il suo telefono e a registrare un breve video, già finito tra le carte della Procura". Poche sequenze in cui Marin "ammetterebbe di aver fatto all’amore ma negherebbe, nonostante le insistenze della ragazza, di aver usato qualsiasi forma di violenza. Avrebbe detto di non averlo fatto apposta e, in preda ad una crisi d’ira, avrebbe ordinato alla giovane di allontanarsi da casa sua".  Nel frattempo "la ventinovenne aveva contattato un amico, anch’egli di Castelfranco, affinché venisse a recuperarla a casa di Marin. Quest’ultimo -si legge sul Gazzettino- si era precipitato sul posto ma, prima di potersi allontanare assieme alla ragazza, aveva dovuto subire le minacce e gli improperi del padrone di casa, uscito all’improvviso in cortile con un’accetta tra le mani. Alla fine i due erano comunque riusciti a salire in auto e fuggire. Sconvolta, la ragazza si era fatta riaccompagnare a casa. Dopo una notte insonne, si era recata al pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera di Padova per una visita ginecologica che avrebbe confermato, oltre alla presenza di alcuni graffi, le tracce della violenza subita. Nell’occasione i medici le avevano diagnosticato un forte stato d’ansia con insonnia prescrivendole alcuni psicofarmaci.  Adesso l’inchiesta sta per entrare nel vivo: la ragazza sarà chiamata a ripercorrere, nel corso dell’incidente probatorio, i drammatici momenti dello stupro in un incubo che sarebbe durato complessivamente circa un’ora".  
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Legge elettorale, nodo ballottaggio. FdI prende tempo: “Lo votiamo solo con ok alleati”

(Adnkronos) –
Ballottaggio sì o no? La data cerchiata di rosso è il 9 settembre, quando la riforma della legge elettorale approderà in aula al Senato e si aprirà la partita vera sul secondo turno. L'emendamento firmato dal senatore di FdI Marcello Pera, che prevede il ballottaggio se nessuna coalizione raggiunge il 48% in entrambe le Camere e almeno due superano il 38%, resta per ora un'iniziativa a titolo personale. Ma in Fratelli d'Italia non viene considerato un capitolo chiuso: il testo può essere modificato, discusso e, eventualmente, votato, ma solo dentro un'intesa con gli alleati. "Non facciamo la fuga solitaria", è il ragionamento affidato all'Adnkronos da fonti parlamentari di Fdi. La linea, dunque, è quella della prudenza. L'emendamento Pera "è a titolo personale, non è la posizione ufficiale di FdI ma non è detto che non lo diventi". Prima del voto c'è ancora tempo per lavorare a una soluzione condivisa: "Potremmo votarlo ma se lo votiamo lo facciamo in accordo con le altre forze di maggioranza". In casa FdI, spiegano le fonti, il doppio turno presenta infatti "lati positivi e negativi", come ha osservato anche il presidente del Senato Ignazio La Russa. Il vantaggio sarebbe quello di aumentare le possibilità di ottenere il premio di maggioranza e, di conseguenza, una maggiore stabilità di governo. Ma c'è anche un rovescio della medaglia: la soglia del 48% prevista dall'emendamento Pera potrebbe determinare un secondo turno anche in situazioni nelle quali l'attuale testo consentirebbe invece di assegnare direttamente il premio. E poi c'è l'incognita dell'affluenza al secondo turno, "un grande punto interrogativo". Il nodo resta quindi tutto politico, oltre che tecnico. La Lega, viene osservato, "è fortemente contraria" al ballottaggio, ma nelle file di FdI non si esclude che anche all'interno del partito di Matteo Salvini possano esserci sensibilità diverse: "È piuttosto noto che la Lega non la pensa tutta allo stesso modo". In ogni caso, "queste sono cose che vengono gestite a livello di vertice". Per questo, viene sottolineato, la partita non si chiude con il deposito dell'emendamento. La proposta Pera è stata presentata per l'esame direttamente in Aula e non in commissione, lasciando quindi spazio a un confronto politico prima dell'approdo del provvedimento in Assemblea. "C'è ancora tempo", ribadiscono le fonti. Sul tavolo c'è anche un altro emendamento che FdI invita a valutare: quello firmato dal senatore Sigismondi sulla questione dei sindaci, con l'obiettivo di ridurre i tempi entro i quali un sindaco deve dimettersi per candidarsi. Anche in questo caso, però, la cautela è d'obbligo: "Va valutato: è firmato solo da un senatore e va visto con gli alleati. Anche quello è strumento di riflessione". 
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Drone russo su Lipsia, Von der Leyen e Rutte: “Non tollereremo attacchi, pronti a proteggerci”

(Adnkronos) – Il drone carico di esplosivi rinvenuto all'aeroporto di Lipsia, in Germania, è stato "un attacco condotto con materiale di livello militare da agenti russi sul territorio dell’Unione europea". Lo dichiara la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel corso di una conferenza stampa congiunta con il segretario generale della Nato, Mark Rutte. "Non lo tollereremo", aggiunge, sottolineando che se l'attacco fosse riuscito, "avrebbe causato danni enormi e forse anche perdita di vite umane". La leader dell'esecutivo Ue esprime "piena solidarietà" alla Germania, che ieri ha indicato Mosca come responsabile ultimo dell'attacco. "Se l’intenzione era farci riflettere due volte prima di sostenere l’Ucraina, posso dire che ha solo rafforzato la mia determinazione", prosegue von der Leyen. "L’intimidazione non funzionerà, ed è per questo che oggi incontro il segretario generale della Nato: siamo uniti". 
L'
Unione europea e la Nato aumenteranno la pressione sulla Russia in seguito al tentato attacco, ha aggiunto von der Leyen. Ue e Nato "non si limiteranno a mantenere la pressione sulla Russia: la aumenteranno. E non ci fermeremo finché la Russia non smetterà di bombardare e uccidere bambini, uomini e donne innocenti in Ucraina", afferma la leader dell'esecutivo Ue. E ancora. Il tentato attacco "segna una nuova escalation sul territorio dell’Unione europea direttamente attribuita alla Russia, ma fa parte di un modello più ampio di incidenti sempre più pericolosi: ripetute incursioni nel nostro spazio aereo, droni che paralizzano i nostri aeroporti, interferenze con le nostre infrastrutture critiche".  "Gli europei devono affrontare la dura realtà che questa è la nuova normalità", prosegue la leader dell'esecutivo europeo. "Dobbiamo fare di più, e questo significa essere pronti a rispondere alla sconsideratezza della Russia in modo più rapido ed efficace. Dobbiamo considerare le nostre infrastrutture quotidiane come possibili obiettivi in prima linea e proteggerle di conseguenza", continua, affermando che l'Ue sosterrà qualsiasi Stato membro preso di mira da Mosca. Il blocco "dispone già di squadre di risposta rapida in grado di reagire a questo tipo di attacchi, sia all’interno sia all’esterno dell’Unione: la nostra forza, la nostra preparazione e la nostra determinazione sono quindi il nostro deterrente", sottolinea von der Leyen. In parallelo, le sanzioni Ue "hanno indebolito l’economia russa: possiamo fare di più, utilizzare ulteriori sanzioni e averle pronte da imporre non appena atti tanto pericolosi e potenzialmente letali saranno attribuiti", prosegue, sottolineando che i ministri degli Esteri Ue riuniti in Irlanda stanno discutendo di nuove designazioni, mentre la stessa Commissione sta "valutando come intaccare ulteriormente le casse di guerra della Russia". "La Russia è diventata sempre più sconsiderata" e le sue azioni stanno "creando rischi maggiori", le fa eco Rutte. Mentre il Cremlino prosegue la sua "terribile guerra contro l’Ucraina, abbiamo visto un numero crescente di droni e missili attraversare il nostro spazio aereo lungo il fianco orientale, creando rischi maggiori", rileva il numero uno Nato. "Abbiamo inoltre assistito a un aumento delle attività ostili che prendono direttamente di mira il nostro territorio, dagli incendi appiccati in fabbriche che producono equipaggiamenti di difesa per l’Ucraina fino all’attacco ibrido russo a Lipsia". Il leader dell'Alleanza esprime "piena solidarietà alla Germania, a tutta l’Alleanza e all’Unione europea. Gli esempi sono molti. I pericoli posti dalla Russia sono evidenti e lavoriamo senza sosta per garantire di essere pronti a proteggere la nostra popolazione", continua. "Se la Russia pensa che le minacce ci divideranno, o che ci dissuaderanno dal sostenere l’Ucraina, si sbaglia". Lo dichiara il segretario generale della Nato Mark Rutte nel corso di una conferenza stampa congiunta con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. "La nostra unità resta incrollabile. Il nostro sostegno all’Ucraina è chiaro", aggiunge. I due leader si sono incontrati per discutere del tentato attacco all'aeroporto di Lipsia/Halle, che ieri il governo tedesco ha attribuito a Mosca. 
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Una nonna cura un giardino per 20 anni, ma il Comune vuole smantellarlo

(Adnkronos) –
Una nonna di 89 anni è stata costretta a rinunciare al suo amato giardino. Il Consiglio comunale ha ordinato a Katharine Hoskyns, che vive nel nord-ovest di Londra, di non curare più quello che era diventato un vero e proprio parco pubblico di cui la donna si prendeva cura da oltre 20 anni, dopo aver ricevuto lamentale da parte dei vicini per "comportamenti antisociali". La donna aveva creato, nel corso degli anni, una piccola 'oasi' fuori casa a St John's Wood, dopo che il comune aveva installato dei parcheggi dove prima c'era uno spazio verde. Da allora Hoskyns, un'insegnante ormai in pensione, aveva riempito l'area di vasi di pomodori, gerani ed erbe aromatiche, aggiungendo anche una panchina: "Avevo delle macchine parcheggiate fuori casa, dove prima avevo un bello spazio. Ho deciso che invece di essere infelice per questo, avrei reso di nuovo piacevole quello spazio", ha raccontato al Daily Mail. "Mi piace perché posso andare in giro a lavorare i miei vasi e la gente si avvicina e chiacchiera con me. È un'attività piacevole e sociale", ha spiegato. Peccato però che il mese scorso il Ma il Consiglio comunale di Westminster abbia inviato alla signora Hoskyns una diffida formale, intimandole di rimuovere la panchina e le piante, citando una "serie di lamentele da parte dei residenti". Il consiglio ha aggiunto di essere stato costretto "a malincuore" ad avviare un procedimento dopo numerosi tentativi di risolvere la controversia in via informale nel corso degli anni. Secondo la signora Hoskyns però, c'è solo un vicino che "si oppone" al suo giardino e insiste sul fatto che non vi siano mai stati episodi di inciviltà: "Sono rimasta molto turbata quando ho ricevuto la lettera. Non crea intralcio, c'è spazio a sufficienza per una sedia a rotelle. C'è solo una persona a cui non piace. Pensava che ci fossero stati comportamenti antisociali sulla panchina, ma non è vero". Nella lettera inviata dal Comune, si affermava che le piante e la panchina avrebbero potuto creare potenzialmente dei problemi di sicurezza, specificando come la caduta dei vasi avrebbe potuto portare delle lesioni e la panchina non fosse "strutturalmente sicura". La donna però si rifiuta di rinunciare al suo giardino e, con l'aiuto della sua famiglia, ha risposto all'ingiunzione di esecuzione.  La famiglia inoltre ha lanciato una petizione per chiedere che le piante e la panchina rimangano, che ha già raccolto 190 firme, tutte di persona, con il 'vecchio' metodo porta a porta: "I vicini si offrono volontari e danno un grande aiuto. È un'iniziativa che coinvolge tutta la comunità, oltre che me", ha spiegato Hoskyns, "il Consiglio probabilmente si metterà di nuovo in contatto, ma noi continueremo a rispondere. Non sono più solo io, ora tantissime persone sono coinvolte e danno una mano in questa lotta".  
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Emergenza sangue in Italia, chi può donarlo e ogni quanto

(Adnkronos) – Dopo l'estate, il periodo di calo delle donazioni, c'è la necessità di sacche di sangue negli ospedali. Sono tre i requisiti fondamentali per iniziare a donare: un'età compresa tra i 18 e 60 anni; un peso corporeo superiore a 50 chilogrammi e uno stile di vita sano. Lo ricorda l'Avis Roma che poi smentisce il falso mito della donazione a digiuno completo e raccomanda una corretta preparazione alimentare. Ma ogni quanto si può donare?  
Cosa fare e cosa non fare prima della donazione: È consigliato fare colazione prima della donazione. La colazione deve essere leggera e può essere a base di: thè, caffè, succo di frutta o spremuta poco zuccherata, 2 fette biscottate con marmellata poco zuccherata, qualche biscotto secco. È invece assolutamente vietata l’assunzione di latte e derivati. È sconsigliato il digiuno completo.
 
Dopo la donazione: una buona colazione, che può andare dal mangiare cornetti, dolci o anche salato (nessun divieto). Altri suggerimenti: non portare pesi con il braccio della donazione per evitare un potenziale ematoma. 
Cosa non fare durante la giornata: nessuna attività fisica (o sport intenso), nessuno sforzo (no lavori particolarmente pesanti); Non fumare nelle due ore successive; non è necessario nutrirsi più del solito. È preferibile un pasto leggero, facilmente digeribile e assumere molti liquidi (non alcolici). 
Ogni quanto si può donare: l'intervallo di tempo minimo fra due donazioni di sangue intero è di 90 giorni; uomini e donne non in età fertile: fino a 4 volte all'anno; donne in età fertile: fino a 2 volte all'anno (con un intervallo minimo di 180 giorni consigliato o 90 giorni a seconda delle valutazioni mediche locali. Per la donazione di soli componenti (plasma o piastrine), gli intervalli e i limiti annuali variano in base al protocollo medico e al tipo di aferesi, ma consentono una maggiore frequenza (fino a 6 volte o più all'anno in base al giudizio clinico).  
Per proteggere la salute pubblica e garantire la sicurezza dei prodotti trasfusionali, sono previsti periodi di sospensione dal prelievo; 48 ore per cure odontoiatriche minori; vaccinazioni asintomatiche (Covid, influenza, tetano); 5 – 7 giorni: assunzione di antinfiammatori/aspirina; estrazioni dentarie o interventi chirurgici minori; 14 giorni guarigione da stati febbrili o terapie antibiotiche; 4 mesi per tatuaggi, piercing, agopuntura; rapporti sessuali occasionali o a rischio; endoscopie o interventi chirurgici maggiori; 6 mesi – 1 anno per: gravidanza e parto (rinvio di 6 mesi dal parto/interruzione); soggiorni o viaggi in zone endemiche per malaria o malattie tropicali. 
Esclusione definitiva: positività ad epatiti B/C, Hiv, sifilide; patologie croniche severe (malattie cardiovascolari, tumori, diabete insulino dipendente, epilessia, malattie autoimmuni); alcolismo cronico o uso di sostanze stupefacenti. L'Avis Roma sottolinea infine "che la legge tutela il donatore dipendente garantendo il diritto a una giornata di riposo dal lavoro normalmente retribuita (la retribuzione viene rimborsata al datore di lavoro dal Fondo sanitario nazionale tramite Inps)". 
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