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L’evoluzione del consumo di carne dei nostri antenati, studio su scimmie cebi svela nuovi scenari

(Adnkronos) – Il consumo di vertebrati è raro nei primati non umani, al contrario, ciò ha avuto un ruolo molto importante nell’evoluzione della nostra specie. Determinare quando e perché gli altri primati sfruttano queste risorse può contribuire a comprendere il consumo di carne nei nostri antenati. Sull’argomento, la rivista ‘Plos One’ ha appena pubblicato uno studio condotto da un gruppo internazionale di ricerca, fra cui Elisabetta Visalberghi dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Istc), Noemi Spagnoletti, ex-dottoranda nello stesso Istituto, attualmente presso Sapienza Università di Roma e Susana Carvalho, paleoantropologa Direttore scientifico del Gorongosa National Park (Mozambico). Si tratta – riferisce una nota congiunta – del “più esteso record finora pubblicato sul consumo di carne nei cebi barbuti ‘Sapajus libidinosus’, una scimmia sudamericana famoso perché abitualmente usa strumenti litici. I risultati offrono un modello comparativo per riflettere sul ruolo che il consumo di piccoli vertebrati potrebbe aver avuto nell’evoluzione umana”. La ricerca si basa su 45 mesi di osservazioni di due gruppi selvatici di cebi barbuti che vivono a Fazenda Boa Vista, nello Stato del Piauí, nel nord-est del Brasile. In oltre 5mila ore di osservazione sono stati registrati 446 eventi di consumo di vertebrati, con un tasso medio di 6,34 eventi di predazione ogni 100 ore. Le prede cacciate erano soprattutto rettili – in particolare lucertole e talvolta serpenti e iguane – e poi mammiferi, in particolare roditori. Ma nella lunga lista non mancano uccelli, pipistrelli e opossum. “I risultati mostrano che il consumo di mammiferi e sauri è una componente abituale della dieta di questa popolazione, così come è abituale il loro uso di sassi e di incudini per aprire piccole noci di cocco e altri frutti dal guscio molto duro – spiega Visalberghi, del Cnr-Istc – La predazione è più frequente nei maschi che nelle femmine e negli adulti rispetto ai giovani. Inoltre, quando diminuisce la disponibilità di frutti e di insetti, aumenta il consumo di piccoli vertebrati. Queste prede, quindi, non sono un diversivo ma un’importante fonte energetica”.  "Anche il modo in cui le prede sono consumate è interessante. Cervello e visceri – continua la nota – vengono estratti e ingeriti prima di altre parti del corpo. Si tratta di tessuti ricchi di nutrienti che vengono masticati molto rapidamente, mentre i muscoli richiedono di essere processati più a lungo". “L’acquisizione di energia in tempi rapidi – chiarisce Visalberghi – è sicuramente un vantaggio quando la preda viene condivisa con altri membri del gruppo, o c’è in rischio che qualcuno se ne appropri”. Inoltre, “osservare come i cebi integrano nella dieta piccoli vertebrati può aiutarci a comprendere meglio alcune tappe dell’evoluzione nella predazione umana – aggiunge Spagnoletti, co-leader dell’articolo – Studiare questi comportamenti nei primati ci offre quindi nuovi elementi per ricostruire come potrebbero essersi evolute le strategie di sussistenza dei primi esseri umani”. Prima dell’emergere del cosiddetto ‘human predatory pattern’ – illustra la nota – caratterizzato dallo sfruttamento regolare di animali di dimensioni pari o superiori a quelle del predatore, i piccoli vertebrati potrebbero aver rappresentato per gli ominini un’importante fonte di nutrienti, soprattutto nei periodi di scarsità di altre risorse. Il loro sfruttamento è più semplice, meno rischioso e meno costoso rispetto a quello necessario per cacciare e consumare prede più grandi. Pertanto, è del tutto verosimile che abbia preceduto e accompagnato lo sfruttamento di animali di maggiori dimensioni. Lo studio invita quindi a prestare maggiore attenzione alle evidenze di consumo di piccoli vertebrati negli assemblaggi faunistici fossili in modo da poter valutare il ruolo di queste risorse nelle prime fasi dell’evoluzione della predazione umana. La ricerca evidenzia, inoltre, l’importanza delle ricerche sul campo di lungo periodo per comprendere le strategie alimentari di primati molto longevi e caratterizzati da una grande flessibilità comportamentale. La collaborazione internazionale – conclude la nota – ha coinvolto, oltre a Sapienza Università di Roma e al Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), il Gorongosa National Park in Mozambico, l’Universidade de São Paulo in Brasile, l’Universidade do Porto, l’Universidade do Algarve e l’Universidade de Coimbra in Portogallo, l’University of Oxford nel Regno Unito e la Pontificia Universidad Católica de Chile. La ricerca sul campo di Spagnoletti, avviata durante il suo dottorato alla Sapienza in collaborazione con il Centro Primati del Cnr-Istc di Roma, è stata sostenuta anche da una borsa Sapienza per attività di perfezionamento all’estero. 
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Europa League, oggi il sorteggio: Milan e Juventus scoprono le avversarie – Diretta

(Adnkronos) –
Oggi, venerdì 28 agosto, prende forma la nuova edizione dell'Europa League con il sorteggio di Monaco. La seconda competizione europea per club ripartirà con 36 squadre, tutte a caccia della finalissima del 26 maggio 2027 a Francoforte. Italia allo start con Milan e Juventus, che scopriranno quindi le proprie avversarie nella competizione.   A seguire ci sarà il sorteggio di Conference League, con l'Atalanta prima testa di serie.  
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Ucraina, Savill (Rusi): “Impianti per missili Scalp pronti non prima del 2028”

(Adnkronos) – “Costruire da zero un impianto per un missile avanzato, come lo Scalp, non sarà un processo rapido e difficilmente vedremo armi di questo genere pronte per le operazioni del prossimo anno. Dovremmo quantomeno attendere fino al 2028. Ma si tratta di un voto di fiducia e della conferma che Londra e Parigi intendono garantire un supporto a medio termine all’Ucraina nella guerra contro la Russia”. Inizia da qui la riflessione rilasciata ad Adnkronos di Matthew Savill, direttore del dipartimento di Scienze Militari del RUSI, il Royal United Services Institute, il più antico think tank al mondo nel settore della difesa con base a Londra. Il riferimento della sua analisi è l'autorizzazione del governo britannico al trasferimento di tecnologie per l'assemblaggio in Ucraina di particolari armi, rilasciata a seguito della recente visita a Kiev del neo primo ministro Andy Burnham. La decisione arriva in una fase di acuta tensione geopolitica, segnata dalle recenti minacce di Mosca di colpire obiettivi militari del Regno Unito come rappresaglia per il sostegno fornito a Kiev.  Le armi in questione sono i missili denominati Scalp, o anche comunemente definiti Storm Shadow, sviluppati congiuntamente da Francia e Regno Unito e prodotti dal consorzio europeo Mbda. Burnham, in occasione della sua visita a Kiev, ha di fatto suggellato il precedente annuncio del presidente francese Emmanuel Macron, che a sua volta aveva autorizzato la produzione dei missili su licenza in Ucraina, per la quale però serviva il via libera sui brevetti d'oltremanica. Un accordo che, stando all’analisi di Matthew Savill “esclude la possibilità che ci possa essere un ribaltamento delle sorti del conflitto nel breve periodo: qualsiasi fabbrica costruita in Ucraina diventerà un bersaglio primario per la Russia. Il vero valore dell'operazione è, in realtà, legato al passaggio di competenze, che aiuterà Kiev ad affinare i propri programmi missilistici nazionali, garantendo maggiore precisione”.  Un'evoluzione necessaria, che emerge chiaramente analizzando l'impiego dei droni nel conflitto, sviluppati nel corso degli ultimi mesi grazie sempre al trasferimento di competenze giunte dal supporto di vari paesi europei. “L'Ucraina lancia ormai attacchi in profondità utilizzando centinaia di droni alla volta – spiega l’esperto del Rusi – Pur coprendo distanze molto superiori rispetto a quelle degli Storm Shadow, questi mezzi presentano forti limiti tattici: essendo lenti, faticano a superare le difese anti aeree russe. I missili da crociera anglo-francesi, al contrario, viaggiano ad alta velocità e possiedono testate capaci di distruggere bunker e strutture sotterranee, obiettivi oggi fuori dalla portata dei velivoli senza pilota”.  Rispetto alla reazione del Cremlino all'accordo industriale, Savill smorza i timori di una potenziale escalation: “Mosca proverà senza dubbio a distruggere i siti produttivi ucraini, ma non si tratta di uno scenario inedito. Le armi occidentali colpiscono già obiettivi russi da tempo e diverse compagnie europee operano all'interno dei confini ucraini per la manutenzione”. Il punto critico sollevato dal direttore del dipartimento di Scienze Militari riguarda invece il resto del continente: “L'Europa deve prendere atto che le infrastrutture dell'industria militare, la logistica e le reti di approvvigionamento sono già potenziali obiettivi russi. Questa consapevolezza impone un cambio di paradigma: i paesi europei devono prepararsi fin da ora adeguando le difese fisiche e cibernetiche dei propri impianti e innalzando i protocolli di sicurezza per il personale impiegato nel comparto della difesa. Abbiamo già assistito ad attacchi informatici, anche recentemente, anche qui nel Regno Unito, a strutture pubbliche ed aeroporti, e la capacità di bloccarli è stata quasi del tutto nulla”. (di Alessandro Allocca) 
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Usa, Trump pubblica classifica migliori presidenti della storia. E il primo è lui

(Adnkronos) –
Donald Trump si è messo al primo posto nella classifica dei migliori presidenti della storia degli Stati Uniti, davanti a George Washington e Abraham Lincoln. È stato lo stesso presidente americano a condividere sui social c, che ha subito attirato l'attenzione dei media e provocato commenti ironici e critiche. Secondo alcuni osservatori, sarebbe basata su una vecchia classifica pubblicata dalla rivista Life nel 1948, successivamente modificata inserendo Trump al primo posto nella categoria dei "più grandi". Washington, Lincoln, Thomas Jefferson e Franklin D. Roosevelt compaiono invece tra i "grandi". E relegando nell'ultima categoria, quella dei "falliti", alcuni presidenti democratici a lui invisi come Barack Obama e Joe Biden.  La pubblicazione della classifica arriva dopo un sondaggio della Cnn sul gradimento dei presidenti repubblicani tra gli elettori del partito. Secondo il sondaggio, il 53% degli elettori repubblicani indica Trump come il presidente repubblicano più ammirato, davanti a Ronald Reagan e Abraham Lincoln. È un dato che aiuta a spiegare il contesto politico nel quale arriva il post di Trump, ma non coincide con le valutazioni degli storici e degli studiosi della presidenza americana.  Nel 2024, il Presidential Greatness Project aveva infatti collocato Trump all'ultimo posto tra i presidenti americani. Al primo posto era stato indicato Abraham Lincoln, mentre Joe Biden, alla sua prima presenza nella graduatoria, si era piazzato al 14° posto. Il risultato aveva fatto discutere anche perché il sondaggio era stato realizzato tra studiosi della presidenza e delle scienze politiche, quindi con criteri molto diversi da quelli utilizzati dagli elettori per esprimere il proprio giudizio politico. Anche altre classifiche accademiche hanno espresso valutazioni molto negative sulla presidenza Trump. Tra gli studiosi più critici c'è Michael Bailey, politologo della Georgetown University, che ha definito Trump "senza dubbio il peggior presidente della storia degli Stati Uniti". Secondo Bailey, "la corruzione e i danni alle istituzioni e alla reputazione degli Stati Uniti nel lungo periodo vanno ben oltre qualsiasi cosa abbiamo visto in precedenza".  Il contrasto è quindi evidente: Trump si colloca personalmente al vertice della storia presidenziale americana, mentre nelle classifiche elaborate dagli studiosi è stato finora collocato nelle ultime posizioni. La distanza tra questi due giudizi racconta anche la forte polarizzazione che continua a caratterizzare la figura di Trump negli Stati Uniti. 
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Dramma a Palermo, bimba di due anni muore annegata in piscina

(Adnkronos) – Tragedia a Palermo dove una bambina di due anni e mezzo è morta in una piscina. La piccola era in compagnia dei genitori e altre persone e stava trascorrendo una serata in un’abitazione dove c’era una piscina soprelevata. La bimba è entrata nella piscinetta ma sembra che nessuno se ne sia accorto nell'immediatezza ma solo dopo, quando era già morta. Indagano i carabinieri.   
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La cannabis fa bene al cuore? Uno studio ammette gli effetti positivi della marijuana

(Adnkronos) – "La cannabis fa bene al cuore". È il riassunto di un nuovo studio pubblicato dal Journal of American College of Cardiology, che mostra come gli adulti che fumano regolarmente marijuana abbiano meno battiti cardiaci ectopici, ovvero contrazioni cardiache anticipate rispetto al normale ritmo del cuore, nei giorni in cui la inalano rispetto ai giorni in cui si astengono. Secondo lo studio, inoltre, non c'è nessuna differenza significativa nelle contrazioni ventricolari premature, nell'attività fisica, nella durata del sonno o nel glucosio medio con l'uso di cannabis. Studi osservazionali precedenti avevano prodotto invece risultati contrastanti riguardo all'uso di cannabis e ai suoi effetti cardiovascolari, con i ricercatori che hanno comunque avvertito come questo studio non infdichi una sicurezza assoluta per la salute in relazione alla cannabis. Tuttavia, secondo Gregory Marcus, responsabile dello studio e professore ordinario di ricerca sulla fibrillazione atriale presso l'Università della California, San Francisco, i risultati dovrebbero stimolare ulteriori ricerche in questo campo: "Le correlazioni tra l'assegnazione casuale e la variabilità della frequenza cardiaca sono risultate significative e coerenti, fornendo probabilmente una solida base di evidenza", ha affermato Marcus.  Lo studio ha coinvolto adulti che fumavano cannabis regolarmente e non avevano precedenti di aritmie cardiache, con i ricercatori che hanno portato i partecipanti a inalare o astenersi dall'uso di marijuana quotidianamente per 14 giorni. L'aderenza al trattamento è stata valutata tramite la pressione, con indicazione oraria, del pulsante del cerotto Zio al momento dell'assunzione di cannabis, questionari giornalieri e spettrometria di massa salivare. L'ectopia cardiaca giornaliera, definita come la presenza quotidiana di contrazioni atriali e ventricolari premature, è stata utilizzata come principale parametro di valutazione. I ricercatori hanno quindi assegnato 108 partecipanti (età media 32 anni; 59% donne, 37% bianchi non ispanici) a 713 giorni di inalazione di cannabis e 616 giorni di astinenza, notando un'aderenza all'assegnazione. I dati hanno mostrato che la cannabis inalata ha portato a una riduzione del 9% delle extrasistoli, i battiti cardiaci anticipati rispetto al ritmo normale del cuore, e che anche la frequenza delle contrazioni atriali premature giornaliere è diminuita, mentre le contrazioni ventricolari premature non hanno subito variazioni significative. Inoltre, ogni inalazione di cannabis ha prodotto una riduzione del 2% dei battiti ectopici, mentre il numero di passi, la durata del sonno e i livelli di glucosio non differivano significativamente tra i gruppi a seconda dell'utilizzo o meno della cannabis. I ricercatori hanno comunque evidenziato diverse limitazioni, tra cui l'eterogeneità dei prodotti a base di cannabis, i possibili effetti da astinenza e la popolazione relativamente giovane con frequenze generalmente basse di ectopia. Per Quinn R. Pack, professore associato presso la UMass Chan Medical School — Baystate Cardiology di Springfield, Massachusetts, i risultati hanno però un impatto pratico immediato minimo e dovrebbero soprattutto stimolare interrogativi per la ricerca futura: "Sconsiglio vivamente a qualsiasi medico di pensare che questo studio costituisca una base di prove affidabile per un effetto terapeutico della cannabis nei pazienti con extrasistoli atriali", ha affermato, "l'entità degli effetti era ridotta e sembra improbabile che abbia una rilevanza clinica. La popolazione studiata era giovane e l'incidenza dell'ectopia atriale era minima rispetto ai pazienti che vediamo di solito in ambulatorio". Marcus ha inoltre espresso cautela, aggiungendo di essere riluttante a trarre conclusioni definitive che potrebbero essere immediatamente applicate nella pratica clinica: "Chi fa uso di cannabis dovrebbe essere consapevole che sembrano esserci effetti significativi sul sistema cardiovascolare", ha spiegato, "e almeno tra i consumatori abituali di cannabis, non sembrano esserci differenze identificabili relative al sonno, all'attività fisica o alla glicemia. Se effettivamente esistano componenti della cannabis che contribuiscono realmente a sopprimere le aritmie, sono necessari ulteriori studi".  Quindi, in sostanza, la cannabis fa bene al corpo oppure no? Sebbene la ricerca possa eventualmente dimostrare che il tetraidrocannabinolo, ovvero il principale principio attivo psicoattivo della pianta di Cannabis sativa, ha effetti terapeutici e un ruolo nella medicina clinica, Pack ha osservato che i dati relativi al consumo di marijuana tramite combustione mostrano forti segnali di danno. Di conseguenza, ha affermato, "i potenziali, seppur modesti, benefici teorici derivanti dall'uso di marijuana fumata sono, a mio parere, di gran lunga superati dai ben documentati effetti cardiovascolari negativi della marijuana fumata su eventi cardiaci avversi, di portata anche maggiore".  
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Tragedia a Perugia, auto si ribalta e finisce fuori strada: morti due 17enni

(Adnkronos) –
Tragedia nella notte tra Perugia e Marsciano, dove due 17enni sono morti in un incidente stradale. L'auto, sulla quale viaggiavano insieme ad altri tre ragazzi che sono rimasti feriti non gravemente, si sarebbe ribaltata nell'affrontare una curva per poi finire fuori strada.  Le due vittime erano sedute nella parte posteriore dell'auto e sarebbero state sbalzate fuori dal mezzo finendo contro un muro. I due giovani sono morti sul colpo. Gli accertamenti sull'incidente sono affidati alla Polizia locale di Perugia. Sono intervenuti anche i vigili del fuoco, carabinieri e personale del 118.  La sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, ha espresso a nome proprio, della Giunta e dell’intera Amministrazione comunale, il più profondo cordoglio per la morte dei due 17enni. "È una notizia terribile, – scrive Ferdinandi sul sito web del Comune di Perugia – che colpisce profondamente tutta la nostra comunità. Due vite giovanissime spezzate in una notte che lascia dolore e sgomento. In questo momento ogni parola appare insufficiente di fronte a una tragedia così grande. Il pensiero mio e dell’intera Amministrazione comunale va innanzitutto alle famiglie dei due ragazzi, ai loro amici e alle comunità che oggi piangono la loro scomparsa. Sarà mia cura entrare quanto prima in contatto con le famiglie per esprimere personalmente la vicinanza della città di Perugia. Ai giovani rimasti feriti rivolgiamo l’augurio di una pronta ripresa". "L’Amministrazione comunale – si legge ancora – ringrazia tutti gli operatori sanitari e le forze intervenute nella notte per l’attività di soccorso, assistenza e messa in sicurezza dell’area". 
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Vela e sole, parte la sfida alla prevenzione del melanoma tra i giovani

(Adnkronos) – Portare la prevenzione oncologica direttamente nei luoghi dello sport e fare della foto protezione un comportamento quotidiano, soprattutto tra i più giovani. È questo l’obiettivo di 'Le Vele al Sole: Proteggiti', il programma di educazione promosso dall’Intergruppo melanoma italiano (Imi) in partnership con la Federazione italiana vela (Fiv) in occasione dei Campionati italiani giovanili in Singolo Kinder Joy of Moving di Ravenna.  L’iniziativa – informa una nota – si inserisce nel progetto Skinport promosso da Imi per la "prevenzione dei tumori cutanei nelle popolazioni caratterizzate da un’elevata esposizione alla radiazione ultravioletta negli ambienti marittimi". Evitare i tumori della pelle è possibile seguendo sempre alcuni comportamenti corretti. Gli specialisti di Imi hanno individuato 10 semplici regole che nella vela assumono particolare rilievo. Infatti l’esposizione solare, in questo sport, risulta molto intensa durante gli allenamenti e le regate. Viene inoltre amplificata dalla riflessione UV sull’acqua e dal vento che può anche ridurre la percezione del rischio. Perciò, dal 28 agosto al 3 settembre, Imi metterà a disposizione di giovani velisti, famiglie, istruttori e tecnici la brochure educativa 'Le Vele al Sole: Proteggiti'. Il materiale, anche attraverso piattaforme multimediali dedicate, illustra le principali regole per una corretta fotoprotezione: evitare scottature ed esposizioni eccessive, proteggersi nelle ore centrali della giornata e utilizzare correttamente filtri solari, indumenti, cappelli e occhiali, con particolare attenzione ai bambini.  "Per tutti i tumori della pelle i fattori di rischio più importanti sono l’esposizione solare e l’uso delle radiazioni ultraviolette artificiali – sottolinea il prof. Ignazio Stanganelli, coordinatore del progetto Imi Skinport -. Il melanoma in particolare è una neoplasia cutanea molto pericolosa nonché una malattia oncologica fra le più frequenti prima dei 50 anni. La prevenzione primaria è possibile e va promossa soprattutto tra i giovani che sono spesso i più esposti ai rischi del sole e dell’abbronzatura. La presenza nella città romagnola di circa 500 giovani velisti e delle loro famiglie è una straordinaria opportunità per trasformare una grande manifestazione sportiva nazionale in un momento collettivo di sensibilizzazione e educazione alla salute. Inoltre da Ravenna Capitale del Mare 2026 vogliamo avanzare la proposta di un modello di prevenzione Imi-Fiv da estendere alle manifestazioni veliche nazionali".  "Educare i giovani velisti a proteggersi dal sole significa prendersi cura della loro salute dentro e fuori dallo sport. La vela – dichiara il presidente della Federazione italiana vela, Francesco Ettorre – vive il mare e l’ambiente aperto ogni giorno: per questo la fotoprotezione deve diventare un gesto naturale, parte della preparazione di un atleta come l’abbigliamento tecnico e le regole di sicurezza. Siamo felici di avviare con IMI questa campagna durante i Campionati italiani giovanili in Singolo Kinder Joy of Moving di Ravenna, con l’auspicio che possa diventare un modello stabile da portare nelle manifestazioni veliche di tutta Italia".  Il momento centrale della campagna sarà domenica 30 agosto alle ore 18 presso il FIVillage, in collaborazione con il Circolo Velico Ravennate, con la presentazione del progetto 'Le Vele al Sole: Proteggiti'. L’iniziativa di Ravenna si integra infine con le attività promosse sul territorio dall’Istituto oncologico romagnolo (Ior) attraverso il progetto 'Good Sun Good Skin' e con il programma Skinport Maris (Maritime Activities Recreational Intermittent Sun) in collaborazione con Assonautica Italiana – Sezione Provinciale di Ravenna. 
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Aereo si scontra con camion a New York: “Due controllori hanno lasciato lavoro in anticipo”

(Adnkronos) –
Due controllori del traffico aereo avrebbero lasciato il lavoro in anticipo la sera in cui un aereo di Air Canada Express si è schiantato contro un camion dei pompieri sulla pista dell'aeroporto LaGuardia di New York. È quanto riporta la Cnn in relazione all'incidente dello scorso 22 marzo, che ha portato alla morte dei due piloti del velivolo subito dopo l'atterraggio. Il camion dei pompieri, secondo le ricostruzioni delle autorità che stanno indagando, stava attraversando la zona di rullaggio per intervenire in un incidente avvenuto dall'altra parte dell'aeroporto. A bordo del velivolo c'erano 72 passeggeri e quattro membri dell'equipaggio per il volo di un'ora da Montreal a New York, con decine di persone sono rimaste ferite. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, la Federal Aviation Administration sta valutando l'adozione di provvedimenti disciplinari nei confronti dei controllori, ha rivelato una fonte alla Cnn, attualmente in congedo. I nuovi dettagli sono stati riportati per la prima volta dal Wall Street Journal, mentre il National Transportation Safety Board (NTSB) continua a indagare sull'incidente. È improbabile che il rapporto finale dell'agenzia, contenente le conclusioni sulle probabili cause e sui fattori che hanno contribuito all'incidente, venga pubblicato prima di altri sei mesi. "La FAA si impegna a ritenere responsabili i propri dipendenti e non comprometteremo la sicurezza o l'efficienza del Sistema Spaziale Aereo Nazionale", ha dichiarato l'agenzia in un comunicato. Il sindacato che rappresenta i controllori del traffico aereo, la National Air Traffic Controllers Association, non ha invece confermato che siano stati presi provvedimenti disciplinari nei confronti dei controllori, ma ha affermato di essere "in costante contatto con i vertici della FAA per discutere attivamente di queste accuse". "Non tollereremo le frodi e stiamo adottando le misure appropriate per ritenere responsabili i colpevoli e impedire che pratiche illegali creino disagi ai viaggiatori", ha dichiarato il Segretario ai Trasporti Sean Duffy in un comunicato, "ma quando una piccola percentuale di individui si approfitta dei contribuenti americani, sovraccarica ingiustamente il lavoro dei colleghi controllori e compromette lo spazio aereo, non abbiamo altra scelta che intervenire".  
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Malattia di Parkinson, ok in Europa a formulazione orale Ld/Cd a rilascio modificato

(Adnkronos) – La Commissione europea (Ce) ha concesso l'autorizzazione all'immissione in commercio di Hopledo* (levodopa/carbidopa a rilascio modificato) per il trattamento dei pazienti adulti affetti da malattia di Parkinson e fluttuazioni motorie da moderate a severe non adeguatamente controllate con regimi terapeutici orali a base di levodopa e inibitori della dopa decarbossilasi (Ddc). Lo annuncia, in una nota Zambon che prevede di avviare l'introduzione graduale del trattamento nei mercati europei a partire da ottobre 2026. L'azienda sta collaborando con le autorità sanitarie e gli altri stakeholder per favorire un accesso tempestivo alla nuova terapia. “Hopledo è la prima formulazione orale a rilascio modificato di levodopa/carbidopa (Ld/Cd) approvata per il trattamento delle fluttuazioni motorie nella malattia di Parkinson, la patologia neurologica a più rapida crescita a livello mondiale secondo l'Organizzazione mondiale della sanità”, continua la nota. Nonostante la disponibilità di trattamenti orali, permane un importante bisogno clinico insoddisfatto di nuove opzioni terapeutiche: “oltre l'80% delle persone con malattia di Parkinson sviluppa fluttuazioni motorie entro 10 anni dall'esordio della patologia. Il nuovo trattamento utilizza “un'esclusiva formulazione che combina granuli a rilascio immediato e pellet a rilascio prolungato in un'unica capsula rigida, progettata per garantire sia un rapido inizio dell'effetto terapeutico sia un beneficio prolungato nel tempo. Questo consente di mantenere concentrazioni plasmatiche di levodopa più stabili e di prolungare il controllo dei sintomi”. L'autorizzazione della Ce fa seguito al parere positivo espresso dal Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema) e si basa sui risultati dello studio di Fase 3 Rise-Pd, che ha confrontato Hopledo con una formulazione di levodopa/carbidopa (Ld/Cd) a rilascio immediato in pazienti con fluttuazioni motorie da moderate a severe. Nello studio, la nuova formulazione ha dimostrato un incremento significativo del tempo trascorso in Good On (periodo in cui i sintomi sono ben controllati senza discinesie invalidanti), sia nell'arco della giornata sia per singola dose, rispetto alla formulazione di Ld/Cd a rilascio immediato. Tali risultati sono stati ottenuti con un numero inferiore di somministrazioni giornaliere e con un profilo di sicurezza comparabile. “Per le persone che convivono con la malattia di Parkinson, così come per i loro caregiver e gli operatori sanitari – afferma Giovanni Magnaghi, amministratore delegato di Zambon – il bisogno di ulteriori opzioni terapeutiche per contribuire alla gestione delle fluttuazioni motorie rimane significativo. L'approvazione di Hopledo rappresenta un importante passo avanti nel lungo impegno di Zambon al fianco della comunità Parkinson. Riflette il nostro impegno nel promuovere un'innovazione concreta, sia nella ricerca di nuove soluzioni terapeutiche sia nel prendersi cura della persona, con l'obiettivo di supportare i pazienti nell'affrontare le sfide quotidiane della malattia e aprire nuove possibilità di vita”.  “Le fluttuazioni motorie – spiega Josefa Domingos, presidente di Parkinson's Europe – condizionano profondamente la vita quotidiana delle persone con malattia di Parkinson, costringendole spesso a organizzare le proprie giornate in funzione degli orari di assunzione della terapia. Sono proprio queste fluttuazioni a determinare se una persona possa condividere un pasto con la famiglia, rispettare un impegno o semplicemente affrontare la giornata con serenità. Per questo, ogni progresso che consenta di aumentare il tempo trascorso in Good On e di offrire un maggiore controllo su quando questi periodi si verificano, è significativo per la nostra comunità. Accogliamo con favore le nuove opzioni terapeutiche che permettono ai clinici ulteriori possibilità di personalizzare il trattamento in base alle esigenze individuali dei pazienti. Continueremo a farci portavoce di un accesso equo e tempestivo in tutta Europa, affinché tutti coloro che potrebbero beneficiarne abbiano concretamente questa opportunità”. Una delle principali sfide terapeutiche nella malattia di Parkinson “è mantenere un controllo motorio stabile nell'arco dell'intera giornata”, rimarca Günter Höglinger, direttore del dipartimento di Neurologia e del Friedrich Baur Institute presso l’Ospedale Universitario Lmu di Monaco. “Molti pazienti presentano fluttuazioni nel controllo dei sintomi e spesso devono pianificare le proprie attività quotidiane in funzione del momento di insorgenza e della durata dell'effetto della levodopa. Grazie alla sua esclusiva formulazione a rilascio modificato – chiarisce – Hopledo offre un tempo di Good On significativamente più lungo per ciascuna dose, mantenendo al contempo un profilo di sicurezza paragonabile a quello della levodopa/carbidopa a rilascio immediato. Questa combinazione di beneficio prolungato e riduzione della frequenza di somministrazione rappresenta un importante progresso nella terapia con levodopa per le persone con Malattia di Parkinson e fluttuazioni motorie”. Nel 2024, Zambon ha siglato un accordo di licenza esclusiva con Amneal Pharmaceuticals per la commercializzazione di Hopledo nell'Unione Europea, nel Regno Unito e in Svizzera – conclude la ntoa – Il trattamento, precedentemente noto come IPX203, è già approvato e commercializzato negli Stati Uniti con il marchio Crexton*, dove ha già maturato un'esperienza regolatoria e commerciale consolidata, a supporto del suo prossimo lancio in Europa. 
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