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Malaria all’aeroporto di Francoforte, 1 morto e 5 casi tra i dipendenti: rafforzati i controlli

(Adnkronos) – Allerta all'aeroporto di Francoforte, uno dei maggiori in Europa, dove una persona è morta e altre cinque risultano positive alla malaria. Si tratta di dipendenti dello scalo, come riporta il quotidiano Bild, dopo aver parlato con un portavoce di Fraport. Secondo il Robert Koch Institute (RKI), l'infezione potrebbe essersi verificata tra il 4 e il 6 luglio. A metà del mese scorso, infatti, era emerso che alcuni addetti al carico e allo scarico delle merci avevano contratto la malaria e che la trasmissione poteva essere avvenuta tramite la puntura di zanzare infette che avevano viaggiato in stiva. Non ci sarebbe stata, dunque, una trasmissione da uomo a uomo.  Il portavoce di Fraport, Andreas
Schopf, ha dichiarato: "Le nostre più sentite condoglianze vanno alla famiglia del defunto. Gli altri dipendenti colpiti stanno ricevendo cure
mediche". Tuttavia, al momento, non sono stati registrati altri focolai. "I nostri reparti specializzati stanno monitorando attentamente la situazione. Abbiamo informato a fondo tutti i dipendenti e abbiamo chiesto loro di consultare un medico in caso di sintomi e di specificare che lavorano in aeroporto, e che vi sono casi di malaria aeroportuale, in modo che possano essere effettuati test
mirati", ha aggiunto Schopf alla Bild. All'interno dell'aeroporto sono state piazzate delle trappole e alcuni esemplari di zanzare sono già stati uccisi. Gli animali saranno sottoposti ad analisi presso ad Anversa per verificare l'eventuale presenza del parassita responsabile della malaria. L'ultimo caso di malaria aeroportuale (Airport malaria), secondo il Robert Koch Institute (RKI), è stato rilevato in Germania nel 2023, sempre a Francoforte. Tuttavia, un evento del genere è raro al di fuori delle cosiddette aree endemiche e prevede che le zanzare vengano trasportate in altri continenti tramite aerei cargo o passeggeri. 
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Kessie torna in Serie A? Duello di mercato Juve-Roma

(Adnkronos) – Il duello di mercato per il ritorno di Franck Kessie in Serie A entra nella fase decisiva. Sul centrocampista ivoriano accelerano con forza Roma e Juventus, in una sfida che a breve potrebbe arrivare alla svolta. Come riportato da Sky Sport, i giallorossi hanno provato a cambiare gli equilibri nelle ultime ore: nella serata di martedì 25 agosto hanno incontrato l’agente del giocatore, battendo un primo colpo per anticipare la concorrenza bianconera. La Juventus, però, si era già mossa in precedenza e ad oggi, mercoledì 26 agosto, ha una posizione di vantaggio nella corsa al centrocampista.  Il pressing della Juve resta forte. I bianconeri continuano a lavorare con l’entourage del giocatore e stanno cercando di arrivare a dama. A spingere per l’operazione c’è anche Luciano Spalletti, che considera l'ex Milan un elemento importante per completare il centrocampo e vorrebbe averlo a disposizione il prima possibile. La proposta bianconera è già delineata: due anni di contratto, con un’opzione per una terza stagione.  Dall’altra parte, la Roma è uscita allo scoperto. L’incontro con l’agente di Kessie rappresenta un segnale chiaro della volontà di inserirsi nella trattativa. La Juventus conserva il vantaggio accumulato grazie alle mosse anticipate, ma il blitz giallorosso ha cambiato lo scenario e adesso ogni passo può diventare determinante. Se i bianconeri scegliessero di aspettare, i giallorossi potrebbero guadagnare terreno. Se invece la Juve deciderà di forzare l’operazione, la trattativa potrebbe chiudersi in breve. In ogni caso, il ritorno del centrocampista ivoriano in Serie A è sempre più vicino. 
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Morto il boss Domenico Papalia, era storico esponente della ‘ndrangheta del Nord

(Adnkronos) – È morto nella notte in un ospedale di Milano Domenico Papalia, 81 anni, storico esponente di vertice della ’ndrangheta al Nord, originario di Platì, nel Reggino. Papalia, conosciuto come 'don Micu', era da tempo gravemente malato per un carcinoma alla prostata. Era stato ricoverato il 17 agosto all’ospedale San Paolo di Milano. 
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Detenuto evade dal circuito di alta sicurezza del carcere di Augusta: ricerche in corso

(Adnkronos) – Un detenuto è evaso nelle scorse ore dal carcere di Augusta (Siracusa). Sono in corso le ricerche per rintracciare l'uomo. La Procura di Siracusa ha aperto un fascicolo di inchiesta per ricostruire le modalità dell'evasione. Su quanto avvenuto, è intervenuto Gennarino De Fazio, responsabile della Uil Fp Polizia penitenziaria, dopo l'evasione ieri sera dalla struttura penitenziaria di un detenuto inserito nel circuito dell'alta sicurezza."Sono ormai quasi 65.500 i detenuti nelle carceri del Paese, stipati in soli 46.200 posti disponibili, mentre al fabbisogno della Polizia penitenziaria mancano almeno 20mila agenti. Nella casa di reclusione di Augusta, in particolare, si contano ben 476 detenuti a fronte di 267 posti disponibili, con un sovraffollamento del 178%, di contro risultano assegnati solo 204 donne e uomini del Corpo di polizia penitenziaria là dove ne servirebbero almeno 352 (-42%)". A dirlo è Gennarino De Fazio, responsabile della Uil Fp Polizia penitenziaria, dopo l'evasione ieri sera dalla struttura penitenziaria di un detenuto inserito nel circuito dell'alta sicurezza. "In queste condizioni, evidentemente, non ci si dovrebbe interrogare tanto sulle cause delle evasioni e degli eventi disfunzionali che si verificano nelle prigioni – prosegue il sindacalista -, ma si dovrebbe prendere atto che se il sistema ancora in qualche misura regge lo si deve solo alla professionalità, all’abnegazione, al sacrificio, al senso del dovere e dello Stato degli operatori. Ma pure a questo c’è un limite. Gli agenti sono ormai stremati nelle forze da carichi di lavoro esorbitanti, con turnazioni di servizio che si protraggono anche per 26 ore continuative, e mortificati nel morale da episodi come questo o quando, quali anello debole del sistema, divengono il capro espiatorio cui addebitare le responsabilità, non di rado anche penali", sottolinea il dirigente della Uil Fp Polizia penitenziaria. “Il Governo deve prendere atto dell’emergenza in essere e che va progressivamente aggravandosi e mettere in campo misure consequenziali, a impatto immediato – conclude -. Va subito deflazionata la densità detentiva, è indispensabile potenziare compiutamente gli organici della Polizia penitenziaria nelle carceri, anche sfoltendo gli uffici ministeriali, senza peraltro rinunciare, come si sta di fatto facendo, alla formazione. Vanno implementati gli equipaggiamenti e le tecnologie, urge assicurare l’assistenza sanitaria, vanno avviate riforme strutturali. Non bastano i palliativi sinora varati, servono provvedimenti di carattere eccezionale". 
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Siddi, il borgo laboratorio che trasforma risorse comunità in opportunità economiche e sociali

(Adnkronos) – Siddi, piccolo borgo della Marmilla nel cuore della Sardegna, custodisce un patrimonio naturalistico, artistico e ambientale, che ogni anno richiama studenti, archeologi e studiosi, provenienti da università italiane e internazionali. Nell'ambito del mandato amministrativo 2026-2031, il Comune ha approvato il progetto 'Siddi-borgo laboratorio', con l'obiettivo di costruire un modello innovativo di sviluppo territoriale fondato sulla valorizzazione delle risorse endogene della comunità e sulla capacità di trasformarle in nuove opportunità economiche, sociali e culturali. Al centro del progetto c’è la riqualificazione dell’ex pastificio Puddu in hub multifunzionale, capace di generare nuove opportunità economiche, culturali, scientifiche e sociali finalizzate alla riduzione dello spopolamento, dove risorse materiali e immateriali si fondono per generare nuovi prodotti, servizi e iniziative.  In particolare, il progetto si basa sul business model già realizzato in altre realtà similari, costituendo un cambio di paradigma in quanto focalizzato sulle priorità dei contenuti: valorizzazione del patrimonio, creazione della rete integrata degli asset culturali-turistici, stimolazione della imprenditoria locale (artigianato, agrifood, turismo); coinvolgimento attivo della comunità favorendo processi di innovazione, sostenibilità, partecipazione e rigenerazione territoriale. Il modello, condiviso con la Fondazione Ampioraggio, intende diventare scalabile, facendo di Siddi un laboratorio permanente di innovazione territoriale replicabile in altre realtà. Presentato ufficialmente il 30 giugno scorso a Ostra durante la X edizione di Jazz'Inn, il progetto ha suscitato l'interesse di imprese nazionali e multinazionali, investitori, startup, università e istituzioni che in occasione della seconda tappa di Jazz'Inn, in programma a Roma dal 9 al 13 novembre prossimi, potranno presentare proposte e soluzioni, contribuendo alla costruzione di un concreto modello di collaborazione tra pubblico e privato.  "Lo spopolamento – dichiara Marco Pisanu, sindaco di Siddi – rappresenta una delle principali sfide delle aree interne italiane e, in Sardegna, assume dimensioni particolarmente rilevanti. Con 'Siddi-borgo laboratorio' intendiamo trasformare questa criticità in un'opportunità di sviluppo, creando le condizioni per attrarre nuove famiglie, giovani, imprese e investimenti attraverso la nascita di nuove attività economiche, la valorizzazione del patrimonio immobiliare e la crescita del turismo sostenibile. Il nostro obiettivo è costruire un modello innovativo economicamente sostenibile, capace di raggiungere l'equilibrio gestionale entro tre anni". Fondazione Ampioraggio, forte della propria esperienza nazionale nella promozione dell'innovazione territoriale e nello sviluppo dei borghi, è stata individuata quale coordinatore del progetto con il compito di accompagnarne il percorso di progettazione, sviluppo, consolidamento della rete partenariale e attivazione delle collaborazioni pubblico-private. 
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Vaccino a mRna contro melanoma, Int Milano ‘protagonista nella ricerca’

(Adnkronos) – La ricerca italiana ha avuto “un ruolo da protagonista in un risultato di grande rilievo internazionale” nella ricerca sul melanoma. L’Int-Istituto nazionale dei tumori di Milano, riferisce una nota, è “il centro che ha randomizzato il maggior numero di pazienti al mondo nello studio internazionale di fase 3 INTerpath-001: 82 pazienti randomizzati su 128 sottoposti a screening, oltre 30 pazienti randomizzati in più rispetto al secondo Centro Australiano, a livello mondiale”. Lo studio, nato dalla collaborazione internazionale tra Moderna e Msd e condotto su 1.137 pazienti – ricostruisce la nota – ha valutato l’aggiunta del vaccino personalizzato a mRna intismeran al pembrolizumab rispetto al solo pembrolizumab.  “I risultati annunciati hanno dimostrato un miglioramento statisticamente significativo di entrambi gli obiettivi primari dello studio: la recurrence-free survival (Rfs), cioè il tempo libero da recidiva, e la distant metastasis-free survival (Dmfs), il tempo libero dallo sviluppo di metastasi a distanza. “La nostra forza è essere stati il centro al mondo con la maggiore esperienza in termini di pazienti all’interno di questo studio – sottolinea Michele Del Vecchio, direttore dell’Unità Oncologia medica melanomi, dipartimento di Oncologia medica dell’Int di Milano – Un risultato che testimonia lo straordinario lavoro di tutto il gruppo multidisciplinare coinvolto nella sperimentazione: chirurghi, oncologi medici, anatomopatologi, infermieri di ricerca, data manager”. Il trattamento “è destinato a pazienti con melanoma completamente asportato chirurgicamente ma ad alto rischio di recidiva: pazienti con melanoma primitivo ad alto rischio, con metastasi nei linfonodi regionali o, in alcuni casi, con singole metastasi a distanza radicalmente asportate. Il vaccino è costruito a partire dal materiale tumorale del singolo paziente. Dopo un controllo di qualità, il tessuto viene analizzato attraverso un algoritmo computazionale in grado di identificare fino a 34 neoantigeni, cioè proteine specifiche delle cellule tumorali di quel paziente. L’mRna che codifica per questi neoantigeni viene quindi incapsulato in nanoparticelle lipidiche, per favorire l’accesso alle cellule target”. Una volta somministrato, il vaccino stimola l’espansione delle cellule T specifiche contro il tumore e una memoria immunologica capace di riconoscere e colpire eventuali cellule tumorali residue che esprimano gli stessi antigeni.  “È una vera terapia personalizzata – spiega Del Vecchio – perché il vaccino viene costruito sulla base delle caratteristiche del tumore del singolo paziente. L’obiettivo è consentire al sistema immunitario di riconoscere ed eliminare anche eventuali microfocolai metastatici responsabili della ripresa della malattia”. L’immunoterapia con pembrolizumab è già oggi in grado di ridurre significativamente il rischio di recidiva nei pazienti con melanoma ad alto rischio. L’aggiunta del vaccino – precisano gli esperti – ha dimostrato di aumentare ulteriormente questa capacità, riducendo in maniera statisticamente significativa sia il rischio di recidiva, sia quello di sviluppare metastasi a distanza. Particolarmente rilevante anche il profilo di sicurezza: “l’aggiunta del vaccino non ha determinato un aumento apprezzabile della tossicità rispetto al solo pembrolizumab, un aspetto importante in un trattamento adiuvante, somministrato cioè a pazienti nei quali non è presente una malattia macroscopicamente evidente”. I dati completi dello studio saranno presentati al Congresso Esmo – European Society for Medical Oncology di ottobre a Madrid. Il protocollo dello studio prevede la prosecuzione del follow-up dei pazienti per valutare anche la sopravvivenza globale. “Se questi risultati saranno confermati – conclude Del Vecchio – questo approccio potrà diventare il nuovo standard di cura per il trattamento adiuvante dei pazienti con melanoma ad alto rischio. Per arrivare a questo obiettivo sarà fondamentale una collaborazione stretta tra varie figure professionali”.  La gestione di una terapia personalizzata di questo tipo richiede, infatti, una forte integrazione multidisciplinare: dalla qualità e analisi del materiale tumorale alla somministrazione del vaccino e al monitoraggio dei pazienti. È un percorso complesso che mette insieme competenze diverse e nel quale, e qui sta la differenza, l’esperienza maturata dall’Int di Milano, sia nel vaccino in questione sia in generale nella ricerca e cura del melanoma, rappresenta un elemento fondamentale. 
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Medvedev eliminato a sorpresa a Winston-Salem: “Forse dovrei lasciare il tennis…”

(Adnkronos) –
Daniil Medvedev ha abituato a 'colpi di testa' e provocazioni, facendo spesso sorridere e divertire gli appassionati di tennis nel corso della sua carriera. Nelle ultime ore, è diventato virale uno sfogo del russo durante i sedicesimi dell'Atp 250 di Winston Salem, negli Stati Uniti. Poco prima della sconfitta contro l'americano Martin Damm, Medvedev ha parlato così in campo, durante una pausa: "Forse dovrei iniziare una carriera nel pickleball con Jack Sock, in doppio. Non è troppo tardi. Qualsiasi sport è meglio di questo, persino il curling".  Una frase dettata dalla frustrazione per il match giocato fino a quel momento molto male, prima della sconfitta all'esordio, ma che ha strappato almeno un sorriso ai tifosi. Tra pochi giorni, il russo sarà al via degli Us Open. 
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Ballando con le stelle, Giada Lini torna come maestra: l’annuncio

(Adnkronos) –
Giada Lini confermata come maestra di Ballando con le stelle. Questa è la sua sesta edizione dopo quella dello scorso anno, in cui si è classificata al terzo posto in coppia con Fabio Fognini.  L'annuncio è arrivato con un video condiviso sul profilo Instagram del programma di Rai 1 condotto da Milly Carlucci, che torna in onda il prossimo 3 ottobre. "Finalmente lo posso annunciare: sarò anche quest'anno a Ballando con le stelle. È la mia sesta edizione. Che dire? L'emozione è tantissima, i ricordi di questi anni sono meravigliosi ma lo scorso anno ho toccato il terzo gradino del podio", dice la ballerina nel video, augurandosi di fare quel "saltino" in più.  Giada Lini si aggiunge agli altri nomi già annunciati, tra ritorni e novità. Tra le conferme ci sono Anastasia Kuzmina, Erika Martinelli, Giovanni Pernice e Nikita Perotti. Tra le novità di questa edizione ci sono Gioia Giovanatti, Leonardo Lini e Rebecca Gabrielli.  
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Nepal, alluvione nel nord: “Numerose vittime e dispersi”. Xi mobilita i soccorsi

(Adnkronos) – Si temono numerose vittime dopo una violenta alluvione che ha colpito il distretto di Rasuwa, nel nord del Nepal, al confine con il Tibet. L'acqua ha travolto alcuni villaggi e danneggiato infrastrutture, tra cui una diga idroelettrica. Finora si registrano 8 morti e 12 persone sono state tratte in salvo. Ma le operazioni di ricerca e soccorso sono ancora in corso, ha riferito il portavoce dell'esercito nepalese, Rajaram Basnet.  La stessa ondata di maltempo ha provocato una frana al posto di confine di Gyirong, in Tibet, dove si registrano "numerose vittime" e dispersi, secondo quanto riferito dall'agenzia ufficiale cinese Xinhua. Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato di "mobilitare tutte le risorse" disponibili per soccorrere i feriti e ridurre al minimo le perdite umane. La frana si è verificata intorno alle 10.30 ora locale (le 4.30 in Italia). Le autorità hanno reso noto che 13 agenti di polizia risultano dispersi da due postazioni nel distretto di Rasuwa, mentre non è stato possibile mettersi in contatto con decine di altre persone. Secondo i funzionari locali, l'alluvione potrebbe essere stata provocata dallo scioglimento della neve caduta nel fiume Bhote Koshi, che scorre dal Tibet verso il Nepal. Diversi distretti a valle sono stati posti in stato di massima allerta e l'autorità nazionale per la gestione delle emergenze ha invitato la popolazione che vive nelle aree vulnerabili lungo le sponde dei fiumi a prestare la massima attenzione. Rasuwa si trova lungo una delle principali vie commerciali tra il Nepal e la Cina e, come ricorda la Bbc, già lo scorso anno era stata colpita da una devastante alluvione, che aveva provocato 18 morti dopo il cedimento di un ghiacciaio sul versante cinese del confine.  
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Eros Ramazzotti stop al tour, operato alle corde vocali: “Dovremo aspettare il 2027”

(Adnkronos) –
Eros Ramazzotti si è sottoposto a un intervento alle corde vocali. "È andato bene", ha rassicurato il cantante in una Instagram stories in cui ha ringraziato tutti per "i messaggi di affetto e vicinanza" ricevuti. Ramazzotti ha però dovuto rinviare le date del tour a causa dei tempi di recupero: "Il mio medico mi ha imposto un programma di riabilitazione che non mi permetterà di essere pronto per le prove e la partenza per le date in Usa, Canada e America Latina, per le quali purtroppo dovremo aspettare il 2027", ha spiegato. "Ci incontreremo più forti e uniti di prima", ha concluso il cantante.  
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