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Mostra del cinema di Venezia, Alessandro Benetton: “Il film di De Angelis è una storia italiana di grande qualità”

(Adnkronos) – “Ho risposto con piacere all’invito del produttore di essere qui. Ho visto una storia italiana di grande qualità, in grado senz'altro di fare la sua parte nella competizione globale del Festival di Venezia. Al centro della pellicola c’è il rapporto complesso con la famiglia, reso sullo schermo con ferocia e con ironia, alla quale si appartiene e dalla quale a un certo punto si cerca di diventare indipendenti, ma restandole, nonostante tutto, legati. Seguire la propria traiettoria, cercare con determinazione la discontinuità senza rinnegare il fuoco delle proprie radici, è qualcosa di sano, tutt'altro che semplice, e che fa parte del ciclo della vita. Sono sentimenti e fasi che, in modi e tempi diversi, toccano ciascuno di noi”. Così Alessandro Benetton, Presidente di Edizione, ieri sera all’uscita della première del film “Il fuoco che ti porti dentro” di Edoardo De Angelis, prodotto da Picomedia con Rai Cinema, e interpretato da Vanessa Scalera, Lino Musella, Elena Radonicich, Ivana Lotito, Nicole Malaj, Samuele Mazza e Tony Laudadio con Tommaso Ragno.  
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Consumi, Dalle Rive (Ancc Coop): “Instabilità incide su fiducia consumatori”

(Adnkronos) – "Il rapporto Coop che presentiamo oggi ci consegna una fotografia di un Paese che ha preso atto delle difficoltà derivanti dalla situazione geopolitica. L'instabilità è un dato permanente ormai dei rapporti politici fra le nazioni. L'anno scorso abbiamo definito quella in cui entravamo 'l'era del caos' e, purtroppo, questo caos si è consolidato e impatta profondamente sul sentiment e sulla vita delle famiglie e dei nostri soci e clienti". A dirlo è Ernesto Dalle Rive, presidente Ancc di Coop, intervenendo alla presentazione, a Milano, dell’anteprima digitale del 'Rapporto Coop 2026 – Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani', redatto dall’Ufficio studi di Ancc-Coop (Associazione nazionale cooperative di consumatori-Coop). "L'indagine ci consegna un consumatore preoccupato – spiega -, fortemente in crisi rispetto alle proprie idee di futuro, con atteggiamenti quasi frugali, che cerca di coniugare l'atto di spesa con delle ambizioni, come quella a prendersi cura di sé e a gratificarsi con quello che mette in tavola, o quelle legate alla felicità nel rapporto col cibo e nella ritrovata convivialità all'interno del nucleo familiare. Purtroppo, però, il consumatore vede queste aspirazioni in contraddizione con una situazione economica che impatta sul proprio stile di vita perché risente di condizioni difficili. Il Pil di questo Paese non cresce, la produttività è in calo, l'inverno demografico ci consegna una situazione in cui investire sul futuro è sempre più difficile".   "Come cooperativa di consumatori vogliamo assumere un atteggiamento che aiuti il consumatore in questa situazione – sottolinea Dalle Rive -. Siamo impegnati in un processo di efficientamento del nostro sistema di cooperative aderenti alla nostra associazione. Vogliamo ricavare dalle nostre attività marginalità da investire nel rapporto con il consumatore, ma è evidente che necessitiamo anche di poter ricavare dal rapporto con le istituzioni, e con il Governo in primo luogo, degli elementi di innovazione nelle politiche che riguardano la grande distribuzione che ci aiutino". Dalle Rive fornisce due esempi dei temi da trattare insieme alle istituzioni. "Le imprese della grande distribuzione – spiega – ambiscono a essere riconosciute come imprese fortemente energivore e, di conseguenza, a poter godere delle agevolazioni sugli oneri di sistema che hanno le imprese del comparto industriale. Essendo di fronte alla stagione dei rinnovi contrattuali, immaginiamo si possa fare, all'interno del tavolo di confronto permanente con la grande distribuzione promosso dal Governo, un grande patto per il lavoro, che consenta da una parte di rendere più strutturali gli interventi sulla riduzione del cuneo fiscale e, dall'altra, di far fronte agli aumenti retributivi che il rinnovo del contratto comporterà, facendo in modo che dal punto di vista fiscale le imprese non siano penalizzate e che ci sia un trasferimento di ricchezza vero nelle tasche dei lavoratori". 
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Consumi, Russo (Ancc Coop): “Consumatori spaventati da rincari”

(Adnkronos) – "Gli italiani guardano allo scenario plumbeo che viviamo quotidianamente con sgomento e a tratti con una rassegnata inquietudine. Temono i cambiamenti della geopolitica, sono preoccupati per il riscaldamento climatico, spaventati per l'ulteriore incremento dei prezzi. Al tempo stesso, però, vivono questa dimensione quasi con un certo fatalismo, un certo distacco. Tant'è che ormai smettono di guardare le news in tv e saltano le notizie più inquietanti nei loro feed dei social". A dirlo è Albino Russo, direttore generale Ancc di Coop, in occasione della presentazione, a Milano, dell’anteprima digitale del 'Rapporto Coop 2026 – Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani', redatto dall’Ufficio studi di Ancc-Coop (Associazione nazionale cooperative di consumatori-Coop). "Invece, utilizzano questi ultimi anni per ridefinire la loro mappa valoriale e rimettere al centro del loro agire quotidiano vecchi e nuovi valori – prosegue -. Certamente rimane il mito imperituro della famiglia, ultima trincea in cui rifugiarsi per trovare una comfort zone in un mondo, appunto, che spaventa. Assumono il benessere come il nuovo obiettivo prioritario della vita quotidiana, un benessere non solo fisico, ma sempre più olistico, psichico, una migliore salute mentale, che trova anche corrispondenza nella voglia di tempo aggiuntivo". "Gli italiani vivono una quotidianità in affanno – dice ancora -. Un terzo si dichiara costantemente sotto stress e avere un po' di tempo per sé, per disconnettersi dal mondo esterno e recuperare un equilibrio interiore, appare l'altra grande esigenza degli italiani. A questo si mescola la voglia di esperienze diverse, a partire dai viaggi, che offrono esperienze diverse da una quotidianità faticosa". Sul fronte della tecnologia, infine, per il direttore generale Ancc di Coop, "gli italiani non guardano al nuovo smartphone da 2mila euro, ma alla tecnologia gratuita delle app dell'intelligenza artificiale, lo strumento che consente, senza grossi esborsi, di migliorare la qualità della vita. Gli italiani sono, infatti, quelli che dichiarano in maggior misura, rispetto agli altri Paesi europei, di farsi assistere dall'intelligenza artificiale nei loro acquisti. Tutte queste dimensioni rientrano in una nuova sintassi dei consumi, in cui vince l'esperienza e vince il benessere. Ma il tratto che si afferma con maggiore nettezza è, paradossalmente, il valore del 'non consumo'. Due italiani su tre condividono fermamente l'affermazione secondo cui 'c'è un valore nell'astenersi dal consumo, nel limitare gli sprechi, nel limitare gli acquisti', non solo per necessità economiche – conclude – ma anche per scelta personale". 
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Venezia 83, Renzo Rosso, il visionario del denim sfida anche l’intelligenza artificiale

(Adnkronos) – "Bisogna sempre accettare le sfide, e spesso rompere ogni regola". Un film sulla vita di Renzo Rosso che sceglie di non raccontare l'imprenditore visionario della moda italiana attraverso le regole tradizionali del documentario: è questa la scommessa di "Be Brave", presentato fuori concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione Venice Open. Diretto da Francesco Carrozzini e prodotto da Our Films, società di Mediawan, con Lorenzo Mieli, Mario Gianani e Gabriele Immirzi, il progetto si presenta come una delle sperimentazioni più radicali dell'edizione di Venezia 83: un documentario realizzato attraverso un impiego estensivo dell'intelligenza artificiale generativa, utilizzata come componente strutturale del linguaggio visivo e del processo produttivo. Al centro del racconto c'è uno degli imprenditori più riconoscibili della moda italiana e internazionale, fondatore nel 1978 di Diesel e, nel 2002, del gruppo OTB, Only The Brave, diventato negli anni una realtà globale alla quale fanno capo marchi come Diesel, Jil Sander, Maison Margiela, Marni e Viktor&Rolf, oltre alle società Staff International e Brave Kid e a una partecipazione nel marchio americano Amiri. Ma "Be Brave" non vuole essere semplicemente il ritratto di un imprenditore di successo. La sfida di Carrozzini è un'altra: raccontare un uomo che ha costruito la propria identità professionale proprio sulla capacità di rompere gli schemi utilizzando uno strumento che, oggi, più di ogni altro mette in discussione le regole della produzione audiovisiva. L'intelligenza artificiale diventa così non soltanto una tecnologia, ma una scelta narrativa, estetica e persino concettuale. 
Il titolo del film riassume il messaggio che Renzo Rosso affida alle nuove generazioni: "avere il coraggio di osare, di non avere paura, di disobbedire alle convenzioni". "Be brave", appunto. Un invito che attraversa la storia personale dell'imprenditore e che, nelle intenzioni degli autori, diventa anche una dichiarazione di intenti sul rapporto tra creatività e tecnologia. 
La storia parte da un momento simbolico della vicenda Diesel. E' il 1996 quando il marchio sbarca ufficialmente negli Stati Uniti, nel cuore della patria del denim, sfidando Levi's sul suo stesso terreno e arrivando a Lexington Avenue a New York. E' una scelta che sintetizza lo spirito di Rosso: entrare nel territorio del principale concorrente, non per adattarsi alle regole esistenti, ma per provare a cambiarle. Da quel passaggio prende forma un viaggio attraverso la vita, il lavoro e l'immaginario dell'imprenditore. Carrozzini incontra amici, collaboratori, artisti e creativi che hanno condiviso con Rosso momenti diversi del suo percorso. Dalle loro testimonianze emerge un elemento comune: la sensazione di essere stati incoraggiati a esprimere se stessi, a sentirsi liberi di creare, a superare i confini imposti dalle convenzioni. E' anche questa dimensione umana a impedire al film di ridursi a una celebrazione imprenditoriale. Rosso viene raccontato come un uomo capace di costruire un impero, ma soprattutto come una persona che ha fatto della provocazione una forma di linguaggio. Moda, comunicazione, pubblicità e cultura pop diventano nel corso dei decenni strumenti per mettere in discussione ciò che viene considerato normale. 
E proprio per questo l'intelligenza artificiale, secondo Carrozzini, non poteva essere un semplice effetto speciale. "Raccontare Renzo Rosso – spiega il regista che è anche un celebrato fotografo del mondo cinematografico – significa confrontarsi con un pioniere che ha destrutturato i linguaggi tradizionali per creare cortocircuiti visivi e culturali". Rosso, osserva Carrozzini, è sempre stato "fondamentalmente un provocatore", tanto nella moda quanto nella comunicazione. Da qui la decisione di utilizzare l'IA non per inseguire una moda tecnologica, ma come strumento coerente con il protagonista. L'idea, dunque, è trasformare la tecnologia nel "correlativo oggettivo" del pensiero di Rosso: un flusso generativo continuo, capace di rompere le regole e di mettere lo spettatore davanti a una domanda inevitabile. Che cosa succede quando una tecnologia in grado di generare immagini, suoni e rappresentazioni sempre più realistiche entra nel territorio della memoria, della biografia e del cinema? "Be Brave" prova a rispondere senza nascondere la macchina, ma nemmeno consegnandole il controllo dell'opera. Al contrario, uno dei punti rivendicati dalla produzione è proprio il mantenimento di una responsabilità creativa umana lungo tutto il percorso. 
L'intelligenza artificiale, spiega Roberto Beragnoli, curatore degli effetti visivi, non ha sostituito il processo cinematografico tradizionale. E' stata inserita all'interno di una pipeline strutturata, modellata sulle procedure delle produzioni VFX. Il lavoro è partito dalla sceneggiatura, dalla quale è stato realizzato un breakdown completo del film, con la suddivisione in scene, sequenze e singole inquadrature. Ogni shot è stato identificato con un codice e trattato come una vera unità produttiva, con versioni successive, verifiche, revisioni e approvazioni. La continuità visiva è stata costruita attraverso una library proprietaria di reference asset, realizzata a partire da materiale originale, comprendente personaggi, ambientazioni, oggetti, palette cromatiche e riferimenti fotografici. Le immagini generate non sono quindi state semplicemente prodotte da un comando e inserite nel montaggio: sono state sottoposte a selezione, correzione, rigenerazione, compositing e controllo. E' qui che il progetto rivendica una concezione dell'IA come strumento e non come autore autonomo. Ogni elemento generato viene sviluppato, verificato e raffinato da professionisti. La macchina accelera e amplia le possibilità, ma la decisione su cosa mostrare, come mostrarlo e perché mostrarlo resta nelle mani del gruppo creativo. Una vera e propria "bottega" contemporanea, nella definizione della produzione, dove tecnici, artisti, sceneggiatori, ricercatori, produttori e regista lavorano insieme. Un modello che, nelle intenzioni degli autori, dimostra come l'innovazione tecnologica possa convivere con una dimensione profondamente artigianale del cinema. Determinante, in questo processo, è stato anche il lavoro del produttore creativo Marco Pianigiani, impegnato nella costruzione della struttura narrativa e del ritmo del film e nel dialogo continuo tra scrittura, regia, AI artist e montaggio. Il progetto è nato da un'idea di Lorenzo Mieli, con la scrittura di Michele Abatantuono e Lara Prando e la direzione creativa dell'IA affidata a Roberto Beragnoli. Lo sviluppo tecnologico è stato realizzato insieme a Blackstone, realtà italiana specializzata in effetti visivi e nell'applicazione dell'intelligenza artificiale ai processi audiovisivi. Il risultato è un'opera nella quale l'intelligenza artificiale viene applicata a una parte molto ampia del linguaggio cinematografico. Le ricostruzioni di episodi, ambientazioni, archivi e memorie possono così rappresentare eventi per i quali non esistono immagini o per i quali i materiali disponibili non sono più sufficienti. Ed è proprio nella memoria personale che la tecnologia trova una delle sue applicazioni più significative. Renzo Rosso, durante la presentazione del progetto, ha sottolineato come l'IA abbia permesso di affrontare anche il problema delle immagini della sua infanzia. "Fare Renzo da bambino lo può fare solo l'IA perché non ci sono immagini", ha osservato. Rivedersi rappresentato da piccolo, ha raccontato, è stato "incredibilmente bello ed emozionante". Dietro l'imprenditore e dietro l'immagine pubblica emerge così il tema della famiglia. Rosso ha ricordato il debito nei confronti dei genitori e i valori ricevuti durante l'infanzia, a partire da quello della famiglia. Un tema che nel film assume un significato particolare anche per il rapporto personale con la madre di Francesco Carrozzini, Franca Sozzani, storica direttrice di "Vogue Italia". E' un legame che dà al progetto una dimensione ulteriore. Carrozzini conosce Rosso da quando era bambino e ha ricordato la profonda amicizia tra l'imprenditore e sua madre. La realizzazione di "Be Brave", ha raccontato, gli ha permesso di tornare idealmente a quel rapporto e, nello stesso tempo, di conoscere Rosso sotto una luce nuova. Un filo che collega direttamente il nuovo film all'esperienza precedente del regista al Lido di Venezia. Nel 2016 Carrozzini aveva presentato alla Mostra "Franca: Chaos and Creation", documentario dedicato proprio a Franca Sozzani. La madre del regista, scomparsa pochi mesi dopo quella partecipazione alla Mostra, aveva accompagnato il figlio sul red carpet della 73/a edizione del festival. Quel primo documentario era il racconto di una donna che aveva fatto della moda e della fotografia strumenti di rottura e di innovazione. Dieci anni dopo, Carrozzini torna a Venezia con un protagonista che, in un'altra parte dello stesso universo creativo, ha perseguito una filosofia simile: cambiare le regole anziché limitarsi a rispettarle. Il legame personale con Sozzani, dunque, attraversa il film senza trasformarlo in un'opera nostalgica. Diventa piuttosto un ponte tra due generazioni e due figure accomunate dall'idea che la creatività debba avere il coraggio di esporsi. Rosso, del resto, ha rivendicato da sempre una relazione particolare con la tecnologia. Raccontando il progetto, ha ricordato episodi della propria infanzia e una curiosità quasi istintiva per i dispositivi e le innovazioni. Da adulto, quella stessa curiosità è diventata parte della sua attività imprenditoriale. Ha raccontato di essere coinvolto in diverse realtà tecnologiche e di aver seguito, nel corso della sua carriera, l'evoluzione di strumenti che "hanno modificato profondamente il modo di comunicare e fare impresa". Per questo, quando Lorenzo Mieli gli ha presentato l'idea di un film costruito con l'intelligenza artificiale, la reazione di Rosso non è stata quella di chi si trova davanti a una tecnologia estranea. "Ho detto: questo pioniere sono io", ha raccontato, spiegando di aver riconosciuto nella proposta il proprio modo di affrontare le novità: "sperimentare prima degli altri, ma senza perdere il contatto con qualcosa di autentico".  
Rosso ha spiegato di aver ricevuto negli ultimi anni diverse proposte per realizzare un film sulla propria vita, anche da parte di importanti case di produzione e registi. Le aveva rifiutate perché non si riconosceva nell'idea di diventare il protagonista celebrativo di un'autobiografia cinematografica. "Non sono uno showman", ha detto, chiarendo di non essere interessato a un'opera costruita per raccontare quanto fosse "bello" o "figo". La proposta di Mieli, invece, era diversa perché partiva dalla tecnologia e da una forma narrativa capace di mettere in discussione lo stesso concetto di biografia. E' un punto centrale del film: l'IA non serve a costruire un'immagine perfetta di Rosso, ma a mettere in scena il paradosso di un uomo reale raccontato attraverso immagini che, in alcuni casi, non sono mai esistite. La questione della creatività, inevitabilmente, arriva al centro del confronto. Rosso rifiuta l'idea che la tecnologia possa sostituire il designer o l'artista. Al contrario, sostiene che l'IA possa diventare "uno strumento straordinario per ampliare il campo delle possibilità". Nel mondo della moda, ha spiegato, "la macchina può produrre rapidamente decine di ipotesi, combinazioni e variazioni. Può offrire al creativo una quantità di stimoli che sarebbe impossibile ottenere con la stessa velocità attraverso i metodi tradizionali. Ma la scelta finale resta necessariamente umana". La macchina può proporre, ma non possiede automaticamente il Dna di un marchio. Per trasformare un'idea in un prodotto coerente con un'identità, occorre conoscere la storia dell'azienda, il suo patrimonio, i suoi valori, i dettagli che ne costituiscono l'heritage. E anche quando l'IA produce un risultato convincente, "il lavoro non è finito: bisogna modificarlo, correggerlo, intervenire sui particolari, chiedere nuove versioni e orientare il processo". "La creatività non è sostituita dalla macchina", è il concetto espresso da Rosso. L'IA, piuttosto, può diventare uno stimolo capace di suggerire possibilità alle quali il creativo, da solo, forse non sarebbe arrivato. E' una posizione che coincide con quella espressa da Lorenzo Mieli: "l'obiettivo del progetto è stato sperimentare l'intelligenza artificiale senza pregiudizi, verificarne concretamente limiti e potenzialità, ma anche ribadire la necessità di regolarla e controllarla". Il film diventa quindi anche una sorta di laboratorio. "Un gioco con lo spettatore", come lo definisce Carrozzini, nel quale l'IA viene applicata a molteplici livelli, comprese le interviste e il materiale d'archivio. Lo spettatore è chiamato a interrogarsi su ciò che sta guardando, sulla natura dell'immagine e sulla differenza sempre più sottile tra ciò che è stato registrato e ciò che è stato generato. (di Paolo Martini) 
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Emma annuncia il rinvio del concerto, il video virale: “Non posso avere sulla coscienza la vostra salute”

(Adnkronos) – "Se succede qualcosa di male a voi, io penso che non potrei più continuare a vivere". Con queste parole Emma Marrone ha annunciato ai fan il rinvio del concerto all'Ippodromo Snai San Siro a causa del maltempo.  La comunicazione è arrivata circa tre ore prima dell'inizio dello show, quando l'Ippodromo era già gremito di fan in attesa di poter entrare. Poi, la commissione di vigilanza ha preso la decisione di annullare l'evento dopo aver valutato le condizioni meteorologiche e di sicurezza. Poco più di un'ora dopo è arrivata anche la nuova data del concerto: martedì 15 settembre. Ma la delusione è stata tanta. Emma, che negli anni ha costruito con i fan un rapporto di stima e fiducia, è uscita personalmente per comunicare la decisione, esprimendo tutto il suo dispiacere. "Sono venuta a dirlo personalmente, fino a ieri c'erano 45 gradi, oggi ha deciso che dovesse arrivare l'autunno", ha detto, provando a stemperare la rabbia e la tensione.   Poi, visibilmente emozionata ha spiegato le ragioni della scelta: "La sicurezza delle persone per me è la cosa più importante. Ho fatto le prove fino a 5 minuti fa. Purtroppo il meteo è cambiato e io non voglio e non posso avere sulla coscienza la salute e la sicurezza per un concerto della vostra vita. Sono devastata, dispiaciuta quanto vuoi, perché sono 2 giorni che sono chiusa qua dentro per fare uno show incredibile. Non dipende da noi, non dipende da me, però così è stato deciso", ha concluso.  
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Lui ha 53 anni, lei 24: a La volta buona arriva la proposta di matrimonio a sorpresa

(Adnkronos) –
Proposta di matrimonio in diretta a La volta buona. Lei 24 anni e lui 53 anni. Quasi 30 anni di differenza, ma il sentimento tra Gaia e Omar è fortissimo. È successo oggi, quando tra emozione e paura per il futuro, lui ha fatto la sua dichiarazione d'amore.  Parlando proprio della loro differenza di età, Omar aveva espresso una delle sue più grandi preoccupazioni: il timore di non poter condividere con Gaia il futuro che desidera. "La mia preoccupazione futura – ha detto con la voce commossa – non è tanto la differenza di età, che tra vent’anni sarà ancora più evidente. Mi auguro che la mia vita vada avanti per tanti altri anni, ma non ho più tutto il tempo che vorrei per stare con lei e godermela. Il fatto è che un giorno potrei dover lasciare Gaia, lasciarla sola. Lei, invece, non invecchierà mai insieme a me".  Alle parole cariche di emozione è seguito un gesto ancora più significativo. Sulle note di 'Ti sposerò perché' di Eros Ramazzotti, Omar si è inginocchiato davanti a Gaia e le ha fatto la proposta: "Io ti ringrazio per tutto quello che mi stai dando, per avermi dato il privilegio di averti conosciuta, di averti incontrata e di averti amata. Oggi siamo ospiti di Caterina a 'La volta buona' e Caterina mi ha dato la possibilità di chiederti se non sia questa la volta buona che io ti porti all'altare. Io e te possiamo costruire un futuro insieme? Tu sei tutto quello che ho, il mio futuro, la mia entità, il 100 per cento di me stesso". Quindi la domanda: "Mi vuoi sposare?". Tra le lacrime e la profonda commozione, Gaia ha risposto senza esitazioni: "Si".  
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Consumi, Rapporto Coop: “Italiani preoccupati da guerre e crisi economica, il 30% su soglia burning out”

(Adnkronos) – Avvertono la stanchezza del quotidiano (il 30% è sulla soglia di un vero e proprio burning out), temono come e più degli altri le guerre (87%), sentono la zavorra della difficile situazione economica (77%) e guadagnano meno di 20 anni fa e meno degli altri europei. E' la fotografia degli italiani che emerge dal 'Rapporto Coop 2026-Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani', redatto dall’Ufficio studi di Ancc-Coop (Associazione nazionale cooperative di consumatori-Coop) e la cui anteprima digitale è stata presentata a Milano. Il rapporto, che per alcune sue parti si è avvalso dell’ausilio dei nuovi programmi di intelligenza artificiale generativa, è orientato a leggere, con gli occhi degli italiani, le scelte che mettono in campo quotidianamente, partendo – come tutti gli anni – dal loro rapporto con il cibo. Per fare questo, oltre ai tanti contenuti originali offerti dai contributors del Rapporto, anche questa edizione si è avvalsa di due diverse survey ('Today, Tomorrow' e 'The New World Outlook') condotte entrambe lo scorso agosto. La prima ha coinvolto un campione di 1.000 italiani rappresentativo della popolazione italiana (18-75 anni). La seconda si è rivolta a un panel della community dei lettori delle scorse edizioni del Rapporto e ha coinvolto 800 opinion leaders e market maker. Quella che viene fuori dal report la 'stanchezza del quotidiano'. Il 58% del campione, infatti, cita il tempo, per se stessi e per le proprie attività, come una variabile irrinunciabile del proprio benessere personale. Un mito che per più di un italiano su tre appare irraggiungibile. Il 37% (e il 45% fra gli occupati), infatti, denuncia una vita in affanno in cui la quotidianità non lascia scampo e dove agli impegni lavorativi si sommano le mille incombenze del lavoro 'ombra' della gestione della vita familiare (45%) e i ritmi frenetici del vivere contemporaneo (29%).  L’affanno di tempo porta gli italiani sulla soglia di un vero e proprio burning out che colpisce il 30% e il bisogno di tempo per sé spiega anche (almeno in parte) quella nuova tendenza a essere off più che online: un milione il calo degli utenti sui social in 2 anni, il 21% lo motiva proprio per recuperare tempo perduto. In cima alla classifica delle preoccupazioni degli italiani ci sono le guerre (87% del campione) e le tensioni geopolitiche (79%), sono zavorrati da una difficile situazione economica (77%) e percepiscono la società in cui vivono più violenta di anni fa (lo affermano 4 italiani su 5). La famiglia resta il porto sicuro (lo indica il 64%) e sotto pressione non stupisce che la ricerca del benessere, un lascito del post-Covid, acquisti ora una valenza diversa: prima la mente e poi il corpo. Il wellness coincide con buone capacità cognitive per il 64% degli italiani, seguito dal benessere psicologico (54%) e solo a distanza dalla salute fisica (43%). Questa voglia di ridefinire le proprie priorità verso obiettivi non economici nasce probabilmente dall’aver acquisito come un dato di fatto la mancata crescita dei propri redditi: gli italiani guadagnano meno di 20 anni fa e meno degli altri europei (peggio di noi solo la Grecia) e anche per questo l’Italia vanta il record non certo invidiabile di essere uno dei Paesi più disuguali d’Europa dove l’indice di Gini, che misura le disuguaglianze interne, sale in cinque anni di 2,5 punti percentuali e in cui il 67% delle persone ha vissuto almeno una condizione di disagio.  "Per provare a contrastare questa deriva e recuperare la drammatica perdita di potere d’acquisto dovuta all’inflazione – spiega il Rapporto Coop 2026 – sono 1 milione in più gli italiani al lavoro (rispetto al 2019), è aumentata contemporaneamente l’intensità lavorativa (35 ore in media lavorate in più all’anno tra 2019 e 2025) e sono tanti gli italiani occupati anche nei giorni festivi". Un paradosso, perché mentre il mercato del lavoro si avvia verso una condizione di quasi piena occupazione (per il 50% degli italiani è un buon momento per cambiare lavoro), registra evidenti segnali di sofferenza: il 56% dei lavoratori italiani è insoddisfatto della propria retribuzione, il 35% denuncia ritmi e carichi di lavoro, il 32% lamenta l’assenza di spazi per fare carriera. Dal canto loro, le imprese non trovano profili adeguati ai loro bisogni e devono trattenere a lavoro una quota crescente di over 50 e addirittura di pensionati; il 42% della forza lavoro in Italia oggi è over 50, era tale il 22% di 10 anni fa. "Il 2026 ci consegna un Paese che pare rassegnato a non crescere – sottolinea il report -; nemmeno le deroghe al Patto di Stabilità, e l’eccezionale iniezione di investimenti pubblici favorita dal Pnrr, pur in anni difficili, sono riusciti a riportare il Paese sul sentiero della crescita strutturale. Le previsioni del consenso internazionale stimano la crescita italiana inferiore al punto percentuale (la stima dell’Ufficio studi Coop di chiusura del Pil 2026 non supera lo 0,8%, 0,9% nel 2027) proprio nell’anno in cui massimo avrebbe dovuto essere il contributo del Piano di ripresa e resilienza che peraltro ha premiato l’Italia più di tutti gli altri Paesi".  Il confronto con l’Europa – e soprattutto con la vicina e simile Spagna – spiega le ragioni del "motore inceppato" dell’economia italiana. "La prima differenza è l’endemica difficoltà della nostra economia di far crescere la produttività – spiega il Rapporto Coop – . Senza generare nuovo valore a parità di risorse impegnate non è possibile redistribuire nuova ricchezza e in ultima analisi fare crescere i redditi. La variazione della produttività italiana è negli ultimi anni addirittura negativa e accusa un differenziale di quasi un punto all’anno con l’economia spagnola (-0,2% il dato italiano a fronte del + 0,6% spagnolo). La seconda leva di possibile sviluppo è quella demografica. Senza l’aumento dei redditi i consumi possono crescere solo per incremento demografico. Anche qui il paragone con la Spagna è impietoso. La popolazione spagnola, grazie anche a una gestione più aperta dei flussi migratori, registra un +4,8% contro il -1,5% italiano. E sul fronte della produttività conta certamente anche la dimensione di impresa (da noi la più bassa d’Europa), l’assenza dai settori ad alto valore aggiunto, e il persistere di un forte ritardo nell’istruzione (la quota dei giovani laureati è ferma al 31% contro il 56% della Francia e ancora la Spagna con il 53%)".  Solo un dato positivo emerge dalla macroeconomia del Paese: la minore inflazione subita dagli italiani rispetto alla media europea, sebbene la loro percezione sia ampiamente superiore a quella degli altri Paesi europei (+5,1% l’Italia, +3,6% area euro). Se gli italiani avessero subito la stessa crescita dei prezzi dell’area euro avrebbero speso 22,6 miliardi in più. Circa un quarto di questa cifra complessiva è motivato dalla minore inflazione alimentare, mentre il comparto dell’energia è l’unico che registra i prezzi più alti dell’Europa. Anche sul versante dei consumi l’Italia appare un "Paese ingessato", fermo a vent’anni fa dove, però, si fanno strada nuove regole e nuove priorità. Consumare meno e combattere gli sprechi diventa un valore, come afferma il 65% degli intervistati, ma non solo per necessità. Di quanti decidono di ridurre i consumi oltre uno su quatto lo fa per scelta personale. Il digitale aiuta perché è lì che il 50% degli italiani cerca consigli e idee per riparare o realizzare da soli dei prodotti. Ma il vero consulente per gli acquisti è per il 74% dei consumatori italiani l’Ai, un valore più alto di quanto non sia in altri paesi (il 68% ad esempio negli Stati Uniti). E' una Ai che dà informazioni, genera ispirazione e permette di confrontare tra varie opzioni disponibili. Ovviamente per scegliere meglio e spendere con oculatezza risorse scarse.  E il valore dato al non possesso giustifica di fatto gli unici consumi che ritornano nei desiderata degli italiani ovvero i consumi esperienziali: viaggi, week end, ma anche cura degli hobby, della creatività, il fai da te. Obbedisce alla stessa logica anche ciò che succede nel mercato del tech: esplodono gli acquisti di smartphone ricondizionati (nei primi 6 mesi dell’anno ne sono stati venduti 520.000 ovvero un +58% rispetto allo scorso anno) e se elettrodomestico deve essere almeno che sia funzionale e, comunque, accessibile. Su tutti il robottino lavapavimenti che raggiunge 1 milione di pezzi venduti pari a un +74% anno su anno. 
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Leao, pioggia di fischi all’esordio in Champions con il Galatasaray

(Adnkronos) – Pioggia di fischi per Rafael Leao, al suo esordio in Champions League con la maglia del Galatasaray. L'attaccante portoghese, che nella serata di ieri, mercoledì 9 settembre, ha debuttato con i turchi contro lo Sporting Lisbona (nella prima giornata della fase campionato della massima competizione europea), è stato accolto non benissimo dai suoi ex tifosi.  Il motivo? L'ex Milan, con un passato anche allo Sporting, ha lasciato il club portoghese a parametro zero nel 2018, per andare al Lilla. Da quell'operazione era venuta fuori una battaglia legale tra lo Sporting e il club francese, costretto a risarcire anni dopo i biancoverdi, tra mille polemiche. Un episodio per cui Leao non ha lasciato un buon ricordo nella sua vecchia squadra.  Per la cronaca, il portoghese è entrato in campo a inizio ripresa senza lasciare il segno nella sconfitta per 3-1 subita dai turchi. 
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Migranti, crollo di arrivi a Lampedusa. Il sindaco: “100mila nel 2023, quest’anno 10mila”

(Adnkronos) – "La situazione dei migranti a Lampedusa è nettamente migliorata negli ultimi anni. Siamo passati dalle oltre 100 mila presenze del 2023 ai poco meno di 10 mila presenze al 31 agosto di quest'anno". Lo ha detto all'Adnkronos il sindaco di Lampedusa, Filippo Mannino, a margine della due giorni organizzata a Pantelleria per la conclusione del Pnrr 'Isole verdi' alla presenza dei sindaci delle isole minori. "Gli arrivi sono in netto calo, ma è cambiata anche la gestione dell'hotspot e ciò che gravita attorno. Per ciò che, ad esempio, riguarda i servizi sanitari, i trasferimenti avvengono in maniera molto più veloce. Non c'è più la calca degli altri anni. C'è la presenza di Croce rossa che garantisce una gestione più professionale, insomma non c'è più a Lampedusa una gestione emergenziale del fenomeno", ha aggiunto.  L'isola si avvia a chiudere una stagione turistica estremamente positiva. "Quest'estate abbiamo registrato con gli aerei un +33% e soltanto nel mese di agosto con gli aerei a Lampedusa sono arrivati 930.000 persone. Per certi aspetti, siamo molto fieri di questo, molto contenti, però questi numeri hanno messo un po' a dura prova quelli che sono i servizi che vengono erogati sul territorio, come il servizio idrico, il servizio fognario. Lo abbiamo affrontato con difficoltà. C'è stato qualche disagio per la raccolta dei rifiuti, noi abbiamo il servizio porta a porta e abbiamo avuto difficoltà a garantire sempre il rispetto dei degli orari", ha aggiunto.  "Il governo potrebbe aiutarci come isola di frontiera, nel sostenere ad esempio il costo dei servizi, il costo della spazzatura. Si potrebbe prevedere di aumentare la tassa di sbarco, ad esempio. Noi abbiamo la tassa di sbarco che nel periodo estivo portiamo a cinque euro, io penso che per un turista che rimane una settimana a Lampedusa invece di pagare cinque euro ne potrebbe pagare 10 . Questo potrebbe contribuire indirettamente ad avere dei servizi a livello qualitativo migliori", ha detto ancora. 
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Poste, avanti sviluppo fotovoltaico: target 1300 impianti entro fine anno

(Adnkronos) – "Nei primi sei mesi del 2026 Poste Italiane ha incrementato gli investimenti per abbattere l’impatto ambientale del patrimonio immobiliare e per aumentare la produzione di energia rinnovabile". Lo si legge in una nota del gruppo, che afferma che lo sviluppo del fotovoltaico prosegue: "Anche grazie al Progetto Polis, nei primi sei mesi di quest’anno ha già registrato circa 210 installazioni di nuovi impianti, portando il totale a circa 1.080, con una potenza installata di circa 31.700 kilowatt picco. L’obiettivo – si legge – è quello di raggiungere, entro la fine del 2026, la quota di 1.300 impianti con una produzione attesa di oltre 40 gigawattora all’anno". Inoltre, nel primo semestre "è aumentato di circa 2.400 unità il numero di edifici coinvolti nel progetto Smart Building, altro tassello importante nella strategia green di Poste Italiane, che nel 2025 ha consentito un risparmio di 10,5 gigawattora di energia elettrica". Anche in questo caso la meta di Poste è "raggiungere, entro il 2027, un risparmio di circa 17 gwh". Al momento "sono circa 6.700 gli edifici in cui sono stati installati sensori evoluti che raccolgono dati gestiti da una piattaforma unica di supervisione, gestione e controllo integrato, capace di regolare in modo automatico ed ottimale gli impianti di illuminazione, riscaldamento e ventilazione, garantendo così una riduzione di consumi di energia elettrica stimata intorno al 15%, oltre a una migliore gestione del confort ambientale".  
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