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Molestie a 13enne, questore emette avviso orale a commesso minimarket

(Adnkronos) – Il Questore di Torino, Massimo Gambino, ha emesso un avviso orale nei confronti del cittadino bengalese denunciato per violenza sessuale con l'accusa di aver molestato a fine agosto una tredicenne in un minimarket dove la ragazzina si era recata per comprare alcune bevande per i fratelli. A seguito della denuncia, l’autorità giudiziaria aveva emesso la misura cautelare di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Nel provvedimento del Questore vengono messi in evidenza gli elementi che denotano una chiara pericolosità sociale dell’uomo.  I fatti che hanno portato alla denuncia, si rileva, sono avvenuti all’interno dell’esercizio commerciale in cui il destinatario del provvedimento prestava la propria opera. Inoltre, si sottolinea, un altro episodio della stessa gravità, sarebbe avvenuto nella stessa giornata, sempre all’interno dell’esercizio commerciale, ai danni di una donna. Il Questore di Torino ha, pertanto, ritenuto che le condotte messe dell’uomo “evidenzino una concreta propensione alla commissione di fatti lesivi
dell’integrità e della libertà sessuale altrui, minando, inoltre, la sicurezza e la tranquillità pubblica e creando turbamento e un diffuso allarme sociale”.  Il provvedimento dell’avviso orale richiama ufficialmente una persona a comportarsi secondo la legge, segnalando al destinatario che le sue azioni sono sotto osservazione e che continuare con tali condotte potrebbe portare a conseguenze più pesanti. 
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“L’Intelligenza Artificiale può ucciderci tutti in 10 anni”, l’allarme del ricercatore

(Adnkronos) –
"L'Intelligenza Artificiale potrebbe uccidere tutti gli esseri umani" nel prossimo decennio. E' l'allarme che Evan Hubinger, un ricercatore di punta di Anthropic, uno dei colossi dell'AI, fa scattare con un post su X. "Crediamo davvero che l'AI possa uccidere tutti gli esseri umani. Personalmente ritengo che la probabilità sia superiore al 10% nel prossimo decennio", scrive in un post che viene rilanciato dall'emittente Cbs. Hubinger si presenta come ricercatore dell'azienda con sede a San Francisco. "Credo che Anthropic stia facendo del suo meglio, ma non abbiamo ancora un piano per risolvere il problema dell'allineamento per la superintelligenza e non siamo chiaramente sulla strada giusta per riuscirci. Penso che il rischio dai modelli attuali sia basso. Quello che mi preoccupa è la superintelligenza derivante dal miglioramento autonomo: come abbiamo detto, sta accadendo più velocemente di quanto pensassimo", aggiunge commentando il post di un collega che ha appena presentato le proprie dimissioni. "Oggi mi sono dimesso da Anthropic. Ho trascorso gli ultimi tre anni a occuparmi di ricerca sul pre-addestramento sia presso OpenAI che presso Anthropic. Nessuna delle due aziende sta agendo in modo responsabile", le parole di Jacob Coxon in un post su X. "Stanno correndo a tutta velocità verso una superintelligenza capace di auto-migliorarsi, mettendo a repentaglio le nostre vite. In OpenAI, molti non hanno interiorizzato totalmente la portata della posta in gioco per la civiltà. In Anthropic, la posta in gioco è ben compresa, ma l'azienda è incastrata in una corsa per arrivare prima degli altri: ritengono che nessun altro agirà responsabilmente e che quindi" non "debbano farlo nemmeno loro, nonostante i rischi".  La Cbs ha chiamato in causa l'AI Security Institute, l'organizzazione internazionale creata dai governi e incaricata di analizzare, testare e ridurre i rischi legati ai sistemi di intelligenza artificiale più avanzati. "L'AI Security Institute continua a collaborare strettamente con i partner del settore, tra cui Anthropic, per rendere i modelli più sicuri", le parole di un portavoce del Cabinet Office britannico alla Cbs, sottolineando che "proprio la scorsa settimana" è stato testato "GPT-6 Astra", il modello "più potente" di OpenAI, prima del suo rilascio al pubblico. "I rischi non si fermano ai confini nazionali e nessun Paese può affrontarli da solo. Il Regno Unito continuerà a testare i modelli più avanzati, a sviluppare una rigorosa comprensione scientifica delle loro capacità e dei relativi rischi, e a garantire che le decisioni politiche si basino su evidenze concrete", ha affermato il portavoce.  
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Siena, ritrovato un cadavere dentro la piscina di un agriturismo: indagini in corso

(Adnkronos) – Un giovane straniero senza fissa dimora è morto annegato nella piscina di un agriturismo a Castellina in Chianti, nel Senese. La tragedia si è consumata durante la notte di oggi, mercoledì 9 settembre, quando – secondo una prima ricostruzione – il giovane si sarebbe introdotto all’interno della proprietà con l’intenzione di fare un bagno. È stato proprio in piscina che si sarebbe verificato l’incidente. A dare l’allarme sono state le persone presenti nella struttura, facendo scattare l’intervento dei soccorsi. Sul posto sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Poggibonsi, i vigili del fuoco e il personale sanitario. Per il giovane, però, non c’è stato nulla da fare: i soccorritori hanno constatato il decesso. Restano da chiarire le cause della morte. I carabinieri hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto. Sarà in particolare l’autopsia, disposta sulla salma, a fornire elementi utili per stabilire se il giovane sia annegato accidentalmente oppure se sia stato colto da un malore prima di finire in acqua. 
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Katia Ricciarelli ricorda Pippo Baudo: “Tra noi non ha funzionato perché c’erano silenzi infiniti”

(Adnkronos) – "Tra noi non ha funzionato perché c'erano silenzi infiniti". Katia Ricciarelli ospite oggi, mercoledì 8 settembre, a La volta buona ha ricordato Pippo Baudo, l'amato conduttore televisivo scomparso il 16 agosto del 2025. La relazione tra Katia Ricciarelli e Pippo Baudo è durata 18 anni: "Ci siamo sposati dopo due mesi di fidanzamento. Quando si ha una certa età non ha senso di aspettare mesi e anni prima di sposarsi. Pensavamo entrambi che il nostro fosse l'ultimo amore della nostra vita", ha raccontato la soprano nel salotto di Caterina Balivo.  "Per me – aggiunge Ricciarelli – Pippo era simpatico, amava molto le battute, amava ridere ed era un grande artista. E nessuno può dire nulla su questo". "Insieme eravamo proprio belli, una bella coppia", ricorda Ricciarelli col sorriso.  I due si sono separati nel 2004, a La volta buona la soprano ha spiegato i motivi che li hanno portati alla rottura: "Io giravo molto, lui invece per lavoro stava spesso a casa. Quando tornavo era difficile ritrovare il filo, c'erano dei silenzi infiniti, che è la cosa peggiore. A me piace tanto parlare, al limite litighiamo e poi facciamo pace", ha spiegato. Ricciarelli ha ammesso con ironia: "Ero molto gelosa, ho fatto tante scenate di gelosia. Una volta ho preso la valigia e me ne sono andata. Speravo mi fermasse, ma non lo ha fatto e mi sono trovata sola fuori come una cretina".   
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Tumore seno, Criscitiello (Aiom): “Test genomico aiuta a definire terapia ideale”

(Adnkronos) – "Il risultato del test" genomico, "valutato all'interno di un contesto più ampio che comprende parametri come le dimensioni del tumore, l'eventuale interessamento dei linfonodi ascellari, l'espressione dei recettori ormonali, l'indice proliferativo e il grado della neoplasia, ci aiuta a definire il trattamento ideale. Di conseguenza, per quelle pazienti che alla diagnosi si trovano in una 'zona grigia', in cui l'esame istologico tradizionale non chiarisce del tutto l'utilità della terapia, il test genomico rappresenta un valido strumento per assumere una decisione più consapevole e informata". Così Carmen Criscitiello, consigliere nazionale Aiom – Associazione italiana di oncologia medica, professore di Oncologia medica Humanitas University e responsabile Uo di Oncologia mammaria Istituto clinico Humanitas Rozzano e San Pio X Milano, intervenendo oggi a Milano all’incontro con la stampa promosso da Abbott, 'Tumore al seno, i primi due anni di attività dell'Osservatorio nazionale sui test genomici'. L'esame diagnostico in questione è "probabilmente lo strumento che prima di ogni altro ci ha condotti nell'era della medicina e dell'oncologia di precisione – afferma Criscitiello – Si tratta di esami che analizzano l'attività di determinati geni direttamente sul tessuto tumorale, fornendo informazioni fondamentali non solo sulla probabilità di recidiva, ma anche sul reale beneficio della chemioterapia. In questo modo è possibile somministrare la chemioterapia esclusivamente alle donne che ne trarrebbero un effettivo beneficio, risparmiandola a chi andrebbe incontro soltanto a effetti collaterali e a un impatto negativo sulla qualità della vita quotidiana". 
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Tumore seno, Fabi (Aiom): “13mila pazienti all’anno candidate a test genomico”

(Adnkronos) – "A fronte di circa 13mila pazienti potenzialmente candidate ogni anno, la media dei test effettuati tra il 2024 e il 2025 ha superato quota 2.500. Va considerato che la dotazione del Fondo nazionale dedicato ai test genomici non è più sufficiente. Le diagnosi aumentano, cresce il numero di pazienti idonee e abbiamo imparato a utilizzare questo strumento con la massima appropriatezza: per questo abbiamo inevitabilmente bisogno che il Fondo venga incrementato". Con queste parole Alessandra Fabi, consigliera nazionale Aiom – Associazione italiana di oncologia medica e responsabile Medicina di precisione in senologia presso la Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma, è intervenuta nel corso dell'incontro con la stampa 'Tumore al seno, i primi due anni di attività dell'Osservatorio nazionale sui test genomici', promosso oggi a Milano da Abbott.  Fabi si sofferma sulla necessità che ha spinto a istituire un Osservatorio sui test genomici: "Era necessario effettuare una valutazione e un'osservazione di quello che è stato un lavoro ormai pluriennale dei clinici e di tutta la parte tecnica – spiega – I risultati sono positivi: il primo messaggio è che i medici sono riusciti a portare in ogni ospedale la medicina di precisione attraverso il test genomico, imparando a utilizzarlo secondo criteri di appropriatezza nelle pazienti con un tumore precoce già operato, ormono-dipendente ed Her2-negativo, che rappresenta circa il 60% dei casi di tumore alla mammella". Dai numeri emersi dall'Osservatorio "possiamo dire che il quadro generale è molto buono – osserva la consigliera Aiom – ma abbiamo ancora un ampio margine di miglioramento, soprattutto in alcune aree geografiche dove il numero di test eseguiti e prescritti rimane ridotto". Un divario dovuto "a fattori culturali, come il timore infondato di perdere tempo prezioso prima di avviare la chemioterapia, quando invece il test permette a metà delle pazienti di evitarla del tutto, ma anche a una complessa burocrazia ospedaliera che frena l'operato del singolo clinico". 
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Tumore seno, Tinterri (Humanitas): “Test genomici sin dalla biopsia”

(Adnkronos) – "Eseguendo un test genomico direttamente sulla biopsia si otterrebbero tutti i benefici di un trattamento chemioterapico preventivo, evitando probabilmente interventi molto più demolitivi. Oggi questo non è ancora consentito perché manca la rimborsabilità dell'esame". Così Corrado Tinterri, professore di Chirurgia generale all'Humanitas University e responsabile dell'Uo di Senologia alla Breast Unit dell'Humanitas Cancer Center di Rozzano, in occasione dell'incontro con la stampa 'Tumore al seno, i primi due anni di attività dell'Osservatorio nazionale sui test genomici', promosso da Abbott oggi a Milano.  "La maggior parte dei tumori della mammella riguarda pazienti che non sottoponiamo mai a un trattamento chemioterapico pre-operatorio – sottolinea lo specialista – Ciò significa che per queste donne, in presenza di una neoplasia localmente avanzata o con coinvolgimento linfonodale, dobbiamo eseguire interventi chirurgici estesi, pur scoprendo in un secondo momento che la chemioterapia sarebbe stata indicata". I test genomici rivestono dunque un ruolo importante nel percorso diagnostico. "In diversi Paesi europei questa procedura è già operativa – evidenzia Tinterri – In Italia condurremo uno studio per confermare la fattibilità e l'efficacia dell'utilizzo del test da biopsia, con la prospettiva di ottenere ottimi risultati", conclude. 
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Tragedia a Genova, bimbo di 5 anni cade da una finestra al terzo piano e muore

(Adnkronos) – Un bambino di 5 anni è morto dopo essere caduto dalla finestra al terzo piano di un appartamento a Genova, quartiere Begato. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia
di Stato. Quando sono arrivati i sanitari del 118 il piccolo è apparso subito in condizioni molto gravi ed è morto poco dopo. Indagini in corso per ricostruire l’accaduto. 
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Buonfiglio: “Caso Malagò? Non l’avrei mai voluto, serve attenzione e Coni cercherà di non sbagliare”

(Adnkronos) –
“Comincio dal dire che questa storia qui non avrei mai creduto e voluto che si concretizzasse e si formalizzasse. Detto ciò va presa con attenzione e senza fretta. Il Coni e il presidente del Coni cercheranno di non sbagliare”. Queste le parole del presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, a margine della presentazione di Obiettivo Tricolore in Senato, in merito alla richiesta respinta di archiviazione della procura generale dello sport sul caso del tesseramento di Giovanni Malagò. “Ipotesi commissariamento? Quante volte me lo avete chiesto già in passato, ma io non mi faccio influenzare né da destra né da sinistra, né da sopra né da sotto – ha aggiunto Buonfiglio- ma devo fare quello che non è un diritto, ma un dovere del presidente del Coni, fare delle valutazioni con molta attenzione, valuteremo la situazione”.  Sul caso Malagò è intervenuto anche il ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi. "È un tema che sta affrontando la giustizia sportiva a ogni livello. Le norme si conoscono – quelle sportive e dello Stato – al di là della loro interpretabilitá. A ognuno il suo ruolo, il mio è quello di osservatore rispettoso ma interessato di questa situazione".
 Ieri la Procura generale dello Sport guidata da Ugo Taucer ha respinto la richiesta di archiviazione presentata dal capo della Procura federale della Figc, Giuseppe Chinè, sull'indagine in merito al mancato tesseramento di Malagò. Taucer ha inviato una relazione a Chinè e per conoscenza a Buonfiglio, comunicando la decisione, ma nella relazione Taucer chiede chiarimenti e altre argomentazioni. Chinè fornirà ulteriori elementi chiarificatori e altre deduzioni in merito alla linea che l'ha portato a chiedere l'archiviazione. 
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Caro-casa, dall’Ue nuova legge sugli alloggi accessibili: “Ma non sono contro gli affitti brevi”

(Adnkronos) – Sostenere gli Stati membri e le città dell'Ue nell'affrontare il problema dilagante dell'accessibilità economica e la disponibilità di alloggi nelle aree soggette alle maggiori pressioni. Questo il cuore della proposta lanciata oggi dalla Commissione europea, la Legge sugli alloggi accessibili (Affordable Housing Act), il primo tentativo a livello comunitario di intervenire su un problema che interessa sempre più le aree urbane del Vecchio continente: l'ultimo Eurobarometro ha rilevato che oltre il 50% degli abitanti delle città considera l'alloggio un problema immediato e urgente nel luogo in cui vive.  La proposta della Commissione parte dal tentativo di affrontare il problema posto dalle modalità di utilizzo degli alloggi per scopi diversi dalla residenza principale, quali gli affitti brevi, che specialmente nelle città a forte vocazione turistica "può aggravare la disponibilità locale e l'accessibilità economica". La legge proposta intende rispondere a tali criticità, fortemente localizzate, offrendo alle autorità pubbliche certezza giuridica quando scelgono di agire, sulla base delle specificità locali, nel quadro del diritto dell'Ue, anche per risolvere le contestazioni legali in merito alla compatibilità tra diritto locale e comunitario che sono emerse nei Paesi membri che hanno già adottato misure per allentare tali pressioni .Nel pratico, la Legge sugli alloggi accessibili non impone obblighi ma fornisce il primo quadro comune europeo per valutare le misure in materia abitativa che incidono sul mercato unico, come spiega la vicepresidente della Commissione europea, Teresa Ribera, nel corso di una conferenza stampa. La decisione di intervenire, e su quali misure adottare, rimane alle autorità competenti. "Le scelte di politica abitativa restano nazionali, regionali e locali", sottolinea l'esecutivo europeo in un comunicato, ribadendo che la legge è concepita per fornire chiarezza giuridica alle autorità quando decidono di intervenire nelle zone sottoposte a tensione abitativa, salvaguardando al contempo il mercato unico e nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà. La nuova Legge mira ad aiutare le autorità competenti a individuare le "zone sottoposte a tensione abitativa", applicando una nuova metodologia comune e criteri tecnici condivisi. Qualora le autorità scelgano di limitare l'uso degli alloggi, intervenendo, per esempio, sugli affitti brevi o le abitazioni
sfitte, devono prima "dimostrare che ciò contribuisce alle pressioni abitative locali e garantire che le misure siano mirate, necessarie e proporzionate", spiega la Commissione. Per quanto riguarda gli affitti brevi, gli interventi delle autorità locali possono riguardare "specificamente le attività che riducono il patrimonio immobiliare disponibile per l'uso a lungo termine, in particolare laddove la loro entità, frequenza o natura commerciale aggravino la pressione abitativa", si legge nel comunicato. Prima di introdurre restrizioni, le autorità devono dimostrare che l'attività di locazione a breve termine ha avuto un impatto negativo "significativo" sull'accessibilità economica o sulla disponibilità di alloggi per almeno tre anni, e che misure meno restrittive non risulterebbero altrettanto efficaci. Esse dovranno dunque applicare e far rispettare il regolamento dell'Ue, compresi i requisiti di registrazione e la rimozione o disattivazione degli annunci non conformi, e, ove disponibili, utilizzare i dati raccolti a sostegno della propria valutazione. In parallelo agli interventi sugli affitti brevi, le autorità locali in Ue stanno intervenendo anche con misure che incidono sull'acquisto o sull'uso di immobili residenziali, come le seconde case o gli immobili sfitti per lunghi periodi. La proposta della Commissione fornisce un quadro più chiaro anche per tali iniziative, tutelando la certezza del diritto e il legittimo affidamento: "le condizioni legate all'acquisto non possono applicarsi retroattivamente, devono essere previste adeguate disposizioni
transitorie e le misure volte a contrastare gli alloggi sfitti a lungo termine devono tenere conto dei periodi giustificati di mancata occupazione", spiega il comunicato. "Per i residenti delle aree sotto pressione, l'obiettivo è fare in modo che le misure adottate a livello locale siano meglio mirate, maggiormente supportate da dati concreti e riesaminate nel tempo, e che siano accompagnate da interventi volti ad aumentare l'offerta di alloggi", prosegue il comunicato della Commissione, aggiungendo che anche gli investitori del settore e i proprietari immobiliari attivi su più mercati locali beneficeranno di una maggiore chiarezza sul quadro giuridico dell'Ue. La proposta dell'esecutivo europeo è corredata da una raccomandazione sull'accessibilità economica e sull'offerta di alloggi nelle zone sottoposte a tensione abitativa. Essa "sostiene le autorità nei loro sforzi per incrementare l'offerta abitativa nelle aree che ne hanno più bisogno, anche attraverso una pianificazione e un rilascio più rapidi dei permessi per le nuove costruzioni, la ristrutturazione e la riconversione degli edifici", nonché agevolando gli investimenti. La Commissione incoraggia dunque le autorità a concentrare tali sforzi per incrementare l'offerta di alloggi. L'intera proposta legislativa passerà ora al Parlamento europeo e al Consiglio nell'ambito della procedura legislativa ordinaria. In linea di principio gli affitti brevi "sono un'idea valida" e la Commissione europea "non intende affatto contrastarli in quanto tali" nella sua nuova proposta di legge per gli alloggi accessibili. Lo dichiara Dan
Jorgenson, commissario Ue con delega all'Edilizia abitativa, nel corso della conferenza stampa di presentazione della legge, puntualizzando che essa non impone obblighi, ma aiuta i sindaci delle città sottoposte a tensione abitativa, metrica resa misurabile dalla proposta, ad agire nel quadro del diritto comunitario. Per alcuni gli affitti brevi "costituiscono una straordinaria opportunità per viaggiare e visitare Paesi mai visti prima, per altri rappresentano una gradita fonte di reddito", afferma Jorgensen. Tuttavia, "riscontriamo aree urbane in cui l'aumento delle locazioni a breve termine ha progressivamente allontanato i comuni cittadini dalle proprie abitazioni, determinando un rincaro dei prezzi del tutto inaccettabile". Da qui la preoccupazione del 51% degli europei, rilevata nell'ultimo Eurobarometro, riguardo alla mancanza di alloggi a prezzi accessibili, che ritengono un problema grave e urgente. Ci troviamo nel pieno di una crisi abitativa: dobbiamo agire", aggiunge. La proposta fornisce dunque agli Stati membri e alle amministrazioni locali gli strumenti necessari per introdurre misure che contribuiscano a risolvere parte delle sfide aperte. "Occorre essere consapevoli che difficilmente una soluzione unica può andare bene per tutti", sottolinea Jorgensen, spiegando che si tratta di dare "facoltà di individuare specifiche zone sottoposte a tensione abitativa e, qualora in tali aree siano soddisfatti criteri comuni, di introdurre misure correttive" regolamentando le locazioni a breve termine o le abitazioni sfitte. "Non stiamo imponendo prescrizioni né rendendo queste misure obbligatorie: chiariamo semplicemente che, qualora si intenda intervenire in una zona sottoposta a tensione abitativa, lo si può fare nel rispetto delle norme dell'Ue, disponendo del relativo quadro giuridico", conclude. 
—lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)