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Pietrangelo Buttafuoco approda sull’emittente dei vescovi dopo l’uscita dalla Rai

(Adnkronos) –
Pietrangelo Buttafuoco approda a Radio InBlu2000, l’emittente radiofonica della Conferenza episcopale italiana (Cei). La nuova collocazione arriva dopo l’uscita dalla Rai, dove lo scrittore e presidente della Biennale di Venezia conduceva 'Lupus in fabula', la striscia letteraria quotidiana di dieci minuti in onda al mattino su Rai Radio1, alle ore 6,50. I palinsesti delle emittenti che fanno capo alla Cei saranno ufficializzati domani, come anche quelli di Radio Rai, dove Buttafuoco non è stato riconfermato. Buttafuoco, dopo la chiusura del programma Rai, trova dunque spazio nella radio della Chiesa italiana, che fa capo allo stesso gruppo di Tv2000. Le due realtà sono dirette da Vincenzo Morgante, giornalista con un lungo passato in Rai. La conclusione di 'Lupus in fabula' aveva suscitato polemiche e interrogativi, anche per il contesto nel quale era maturata. Nei mesi precedenti Buttafuoco era stato al centro di un duro confronto con esponenti del governo sulla vicenda del padiglione russo alla Biennale d’Arte, in particolare con il ministro della Cultura Alessandro Giuli e con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari.  La decisione della Rai era stata da alcuni interpretata come una conseguenza di quello scontro politico. Una lettura che, tuttavia, non risulta essere stata ufficialmente confermata. Pochi giorni fa, alla Mostra del Cinema di Venezia, il ministro Giuli, in una cerimonia ufficiale, alla presenza di Buttafuoco ha espresso la sua solidarietà al programma 'Lupus in fabula'. Ad ascoltare il ministro c'erano tra gli altri il consigliere d'amministrazione Rai Simona Agnes e altri dirigenti della tv pubblica. Ora per Buttafuoco si apre una nuova esperienza radiofonica. In attesa di conoscere altri dettagli del nuovo progetto editoriale su Radio InBlu2000, secondo quanto risulta all'Adnkronos il programma parlerebbe sempre di letteratura e sarebbe collocato sempre alla stessa ora di 'Lupus in fabula'. 
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Alcaraz eliminato agli US Open, come cambia il ranking

(Adnkronos) –
Carlos Alcaraz viene eliminato ai quarti di finale degli US Open e perde punti pesanti nel ranking Atp. Il tennista spagnolo è stato battuto da Ben Shelton al termine di una maratona di cinque set e saluta così l'ultimo Slam della stagione, in cui rientrava dopo lo stop di oltre quattro mesi per l'infortunio al polso e a cui arrivava da campione in carica. Alcaraz, proprio grazie al trionfo dell'ultima edizione, arrivava a New York con 2000 punti da difendere e la sconfitta con Shelton gli 'costa' ben 1600 punti nella classifica generale. Ora lo spagnolo si ritrova con 5560 punti e vede allontanarsi i primi due della classe, Jannik Sinner e Alexander Zverev, che potrebbe 'scappar via' in caso di trionfo agli US Open. Zverev può già contare su un vantaggio di 2500 punti e potrebbe allungare ancora in caso di semifinale (scenderà in campo questa notte contro l'olandese Van de Zandschulp), di finale o trionfo. Il tedesco arrivava a New York dopo l'eliminazione al terzo turno e ha tutto da guadagnare quindi, avendo già conquistato 300 punti in più rispetto allo scorso anno.  'Sorride' anche Jannik Sinner, che nonostante il forfait per infortunio, che gli è costato 1300 punti nel ranking, rimane saldo al primo posto e ora è a 5940 lunghezze di distanza dal rivale spagnolo. L'azzurro si deve guardare piuttosto dall'ascesa di Zverev, ora a quota 8090 ma che potrebbe avvicinarsi ancora alla vetta.  
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Melanoma colpisce testa e unghie, circa 800 casi all’anno: “Parrucchieri ed estetisti sentinelle”

(Adnkronos) – "Sono all’incirca 800 ogni anno in Italia le diagnosi di melanoma che colpiscono due aree del corpo particolarmente insidiose e 'nascoste': il cuoio capelluto e l’apparato ungueale. Zone spesso escluse dall’auto-osservazione quotidiana o scambiate per semplici inestetismi". Per intercettare queste lesioni prima che sia troppo tardi, la Fondazione Melanoma lancia un appello e promuove un’iniziativa di sensibilizzazione rivolta a parrucchieri ed estetisti, chiamandoli a diventare vere e proprie ‘sentinelle’ nella prevenzione dei tumori cutanei. La proposta è stata lanciata in occasione dell’ottava edizione di ‘We in Action’, evento multidisciplinare dedicato all’importanza di fare squadra nella prevenzione e alle nuove frontiere nella lotta contro i tumori cutanei, in corso a Napoli, che ha visto come testimonial, per il terzo anno consecutivo, il campione di calcio Giuseppe Bergomi.   "Sebbene la testa e il collo rappresentino soltanto il 9% della superficie corporea, questa zona concentra circa il 20% di tutti i casi di melanoma in Italia – spiega Paolo Ascierto, professore ordinario di Oncologia all’Università Federico II di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma Onlus -. Di questi, oltre un terzo (35%) si sviluppa direttamente sotto la chioma. In quest’area, il melanoma viene spesso definito ‘killer invisibile’: i capelli lo nascondono alla vista del paziente, la forte vascolarizzazione della zona ne facilita la diffusione e la lesione tende a crescere in profondità più rapidamente”.  Il risultato è un tasso di sopravvivenza a 10 anni che si attesta attorno al 60%, un dato nettamente inferiore rispetto ai melanomi che compaiono sugli arti o sul tronco. Ed è qui che i parrucchieri possono entrare in gioco. “Parte del lavoro dei parrucchieri prevede di separare le ciocche dei capelli e questo consente di osservare la cute da angolazioni che nessuno di noi potrebbe mai raggiungere da solo allo specchio – dichiara Ascierto -. Segnalare con discrezione una macchia scura, asimmetrica o nuova durante un lavaggio o un taglio può fare la differenza tra una diagnosi tempestiva e una malattia avanzata”. 
Se il cuoio capelluto soffre di scarsa visibilità, l’unghia soffre di sottovalutazione. “Il melanoma della matrice ungueale – spiega Ascierto – è una forma rara ma aggressiva (pari a circa 130–300 casi l’anno in Italia), che si manifesta come una banda longitudinale scura sulla lamina ungueale (melanonichia)”. Uno studio recente, pubblicato sulla rivista 'Clinical and Experimental Dermatology', ribalta il falso mito che questo tumore colpisca solo in età avanzata. “Lo studio condotto su pazienti fino a 40 anni d'età, inclusi adolescenti e under 30, dimostra che il melanoma dell'unghia può insorgere subito dopo la pubertà – evidenzia Ascierto -. In questa fascia d'età, le lesioni vengono frequentemente scambiate per traumi da sport, ematomi o micosi. L'estetista o l'onicotecnica, rimuovendo smalti o ricostruzioni, è la prima figura in grado di notare striature scure verticali di ampiezza, forma o colore irregolare; cambiamenti progressivi nella pigmentazione della linea nel tempo, scurimento della cuticola o della cute attorno all'unghia (segno di Hutchinson)”. Ma attenzione: parrucchieri ed estetisti non devono fare diagnosi, compito che resta di esclusiva pertinenza del dermatologo. “Il loro ruolo è esclusivamente quello di ‘campanello d’allarme’: un invito gentile e riservato rivolto al cliente a far controllare dal medico una macchia insolita o una striscia sull'unghia che non accenna a scomparire – conclude Ascierto -. Chiediamo ai professionisti del settore beauty di fare squadra con noi. Con un piccolo gesto di attenzione in più, una semplice seduta in salone o in centro estetico può trasformarsi nel primo passo per salvare una vita”.  “Nella mia carriera ho imparato che le partite più importanti non si vincono mai da soli, ma grazie a un lavoro di squadra dove ognuno ha un ruolo fondamentale – dichiara il campione Giuseppe Bergomi, storico testimonial di We in Action -. In questa battaglia contro il melanoma, parrucchieri ed estetisti possono diventare nostri preziosi compagni di squadra: non come 'centravanti' della diagnosi, compito che spetta solo ai medici, ma possono servire l'assist vincente. Guardare dove gli altri non arrivano, notare un dettaglio e fare la segnalazione giusta al momento giusto: è così che si fa squadra per salvare una vita”. 
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Netanyahu denuncia Haaretz per diffamazione: “Bugie, nessuna telefonata con Mbz”

(Adnkronos) – Il primo ministro Benjamin Netanyahu smentisce nuovamente un articolo pubblicato ieri da 'Haaretz', secondo il quale il presidente degli Emirati Arabi Uniti lo avrebbe avvertito, alcuni giorni prima dell’attacco del 7 ottobre 2023, di un attacco pianificato da Hamas e parte al 'contrattacco' denunciando il quotidiano israeliano per diffamazione. E' quanto annuncia lo stesso premier israeliano in un post su 'X' dove annuncia che ha dato mandato ai propri avvocati di fare causa alla testata e al suo giornalista, Shlomi Eldar.   Per il premier israeliano tutta questa vicenda "è una calunnia infame, dai chiari risvolti, nell’ambito della campagna elettorale della sinistra, e ci saranno altre calunnie false di questo tipo".  Netanyahu ribadisce che non ci fu alcuna telefonata tra lui e il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed, tra l’inizio di settembre 2023 e il 7 ottobre del 2023, giorno dell'attacco di Hamas. "L'ufficio del primo ministro, il Consiglio di sicurezza nazionale e la segreteria militare hanno esaminato con cura il diario delle conversazioni del primo ministro in quei giorni – e non hanno trovato alcuna traccia di ciò. In generale, le conversazioni diplomatiche tra il primo ministro e il presidente degli Emirati si svolgono esclusivamente presso l'ufficio del primo ministro tramite il rappresentante degli Emirati che arriva all'ufficio con un dispositivo crittografato speciale. Tutte queste conversazioni sono documentate. Lo stesso Eldar ha dichiarato ieri sera in un'intervista al Channel 12 che la conversazione che sostiene sia avvenuta, e in cui afferma che sia stato dato un avvertimento al Primo Ministro, si è svolta in questo modo. Tuttavia, da un'indagine approfondita non solo nel diario delle conversazioni del Primo Ministro, ma anche nella documentazione delle visite nell'ufficio del Primo Ministro in quel periodo, non risulta alcuna visita del rappresentante degli Emirati nell'ufficio del Primo Ministro", sottolinea Netanyahu. "Non c'è alcuna possibilità di entrare nell'ufficio del primo ministro senza una documentazione o una registrazione effettuata dalle forze di sicurezza". 
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Prezzi benzina e diesel, non si fermano gli aumenti. Unc: “Pieno gasolio costa 40 cent in più in un giorno”

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La corsa del prezzo di benzina e diesel non si ferma. La verde è al livello più alto dal 30 giugno 2022, gasolio a un centesimo dal massimo dell’anno. Senza il taglio dell’accisa che scade domani (anche se si parla di nuove proroghe), saremmo a 2,346 euro al litro, ben oltre il record storico del 17 marzo 2022 di 2,229 euro al litro.  Oggi, mercoledì 9 settembre il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,067 €/l per la benzina (+9 millesimi rispetto a ieri), 2,176 €/l per il gasolio (+7), 0,747 €/l per il Gpl (invariato) e 1,769 €/kg per il metano (+7). Sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 2,152 €/l per la benzina (+9), di 2,248 €/l per il gasolio (+8), 0,884 €/l per il Gpl (+1) e 1,752 €/kg per il metano (+5).Stando alle rilevazioni di Staffetta Quotidiana, Eni ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e diesel. Per IP rileviamo un rialzo di due centesimi sulla benzina e uno sul gasolio. Per Q8 +2 centesimi sul diesel. Per Tamoil +3 sulla verde e +2 sul gasolio. Venendo al dettaglio per modalità di vendita e per marchio sui dati rilevati alle 8 di ieri mattina, considerando tutti i circa 24mila punti vendita che comunicano i prezzi all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy (rete stradale e autostradale insieme), queste sono le medie dei prezzi praticati elaborati dalla Staffetta: benzina self service a 2,059 euro/litro (compagnie 2,063, pompe bianche 2,051), diesel self service a 2,173 euro/litro (compagnie 2,177, pompe bianche 2,157). Benzina servito a 2,187 euro/litro (compagnie 2,230, pompe bianche 2,089), diesel servito a 2,302 euro/litro (compagnie 2,349, pompe bianche 2,196). Gpl servito a 0,748 euro/litro (compagnie 0,761, pompe bianche 0,738), metano servito a 1,759 euro/kg (compagnie 1,755, pompe bianche 1,727), Gnl 1,690 euro/kg (compagnie 1,705 euro/kg, pompe bianche 1,711 euro/kg). Sulla benzina self service Eni è a 2,059 euro/litro (2,277 il servito); IP a 2,067 (2,224 servito); Q8 a 2,067 (2,223 servito); Tamoil a 2,049 (2,111 servito); sul gasolio self service Eni è a 2,173 (2,391 servito); IP a 2,185 (2,344 servito); Q8 a 2,179 (2,337 servito) e Tamoil a 2,158 (2,224 servito). Il ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, in data odierna il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,067 euro/l per la benzina e 2,177 euro/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,152 euro/l per la benzina e 2,248 euro/l per il gasolio. "In un solo giorno, da ieri a oggi, in autostrada un pieno da 50 litri di gasolio costa 40 cent in più, uno di benzina 45 cent. Dal primo settembre a oggi, ossia in appena 8 giorni, il balzo è astronomico: +2,20 euro per il gasolio e +2,40 per la benzina" denuncia Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. "Una progressione impressionante che si tradurrà in un incubo nel momento il cui sarà tolto lo sconto sulle accise. Il gasolio, infatti, passerà in autostrada dai 2,248 euro di oggi a 2,419 se i prezzi resteranno quelli di oggi, cosa impossibile considerata l'escalation in corso in Medio Oriente. Insomma, il Governo deve tornare sui suoi passi. Non rinnovare lo sconto in questo momento sarebbe un atto irresponsabile e non solo per gli automobilisti ma per gli effetti sull'inflazione già decollata in agosto", conclude Dona. 
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US Open, Alcaraz k.o. nei quarti: Shelton vince la maratona e vola in semifinale

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Carlos Alcaraz sconfitto nei quarti di finale dell'US Open, Ben Shelton vince la maratona notturna e vola in semifinale. Lo statunitense, testa di serie numero 8, supera lo spagnolo, numero 2 del tabellone e detentore del titolo, per 6-7 (5-7), 6-1, 6-3, 1-6, 7-6 (10-7) dopo 4h28'. Il match si chiude nel cuore della notte di New York, dopo le 3 e mezza del mattino, con epilogo al super tie-break. L'americano, avanti di un minibreak, si inceppa e concede 4 punti consecutivi: Alcaraz mette la freccia ma non riesce a prendere il largo. Lo spagnolo commette un paio di errori inediti (6-6) e si torna in equilibrio. Alcaraz continua a perdere la misura dei colpi, Shelton può allungare (8-6) e arriva al match point (9-7). L'americano chiude con un ace, il settimo della sua performance, e vola in semifinale grazie alla prima vittoria in carriera contro il fuoriclasse iberico. Ora affronterà il connazionale Frances Tiafoe, testa di serie numero 11, in un derby che garantisce agli Stati Uniti la presenza di un giocatore in finale. Alcaraz si arrende dopo una battaglia che mette a dura prova la tenuta fisica: lo spagnolo rientrava nel circuito dopo uno stop di 4 mesi per problemi al polso. 
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Palermo, scende in cantina per verificare una perdita di acqua e muore folgorato

(Adnkronos) – Tragedia nel quartiere Cep di Palermo, dove un uomo di 33 anni è morto folgorato. E' accaduto in un piano scantinato di viale Michelangelo. Dopo una perdita di acqua, l'uomo è sceso in cantina per verificare da dove provenisse insieme a un'altra persona, quando è rimasto folgorato. Sembra che sul pavimento ci fosse un po' d'acqua. Sul posto anche il medico legale. 
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Champions League, oggi Liverpool-Atletico Madrid: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv (in chiaro)

(Adnkronos) – Big match in Champions League. Oggi, mercoledì 9 settembre, il Liverpool ospita l'Atletico Madrid – in diretta tv e streaming – ad Anfield Road nella prima giornata della massima competizione europea. I Reds di Iraola sono reduci dalla vittoria esterna contro l'Ipswich, battuto 2-0 nell'ultimo turno di Premier League, mentre i Colchoneros di Simeone sono stati superati nettamente dall'Atletico Bilbao, che si è imposto 3-0 in caso.  La sfida tra Liverpool e Atletico Madrid è in programma oggi, mercoledì 9 settembre, alle ore 21. Ecco le probabili formazioni: 
Liverpool (4-2-3-1): Alisson; Frimpong, Jacquet, Van Dijk, Kerkez; Mac Allister, Szoboszlai; Barcola, Wirtz, Gakpo; Isak. All. Iraola. 
Atletico Madrid (4-4-2): Oblak; Llorente, Pubill, Hancko, Grimaldo; Simeone, Barrios, Hjulmand, Baena; Lookman, Kang-in Lee. All. Simeone.  Liverpool-Atletico Madrid sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali SkySport, ma anche in chiaro su TV8. Il match si potrà seguire anche in streaming sull'app SkyGo, su NOW e sulla piattaforma web di TV8.  
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Frana su linea Brennero-Bolzano, circolazione ferroviaria sospesa

(Adnkronos) – La circolazione sulla linea ferroviaria Brennero-Bolzano è sospesa a causa di una frana caduta nel corso della notte tra Fleres e Colle Isarco. Lo smottamento si è verificato a causa del maltempo che ha colpito l'Alto Adige. I treni, si legge sul sito web di Rete Ferroviaria Italiana, Gruppo Ferrovie dello Stato, subiranno limitazioni e cancellazioni.  
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Usa, Trump mette sé stesso al centro del midterm: oggi a Dallas la delicata convention Gop

(Adnkronos) – Dopo mesi di latente pessimismo sulle elezioni di midterm, tradizionalmente difficili per il partito del presidente in carica, e di timori per la capacità dei repubblicani di mobilitare gli elettori senza il nome di Donald Trump sulla scheda, dal tycoon è arrivato finalmente un messaggio decisamente più ottimista. "Vinceremo le elezioni di metà mandato e salveremo l'America!", ha scritto su Truth Social nel messaggio di auguri per il Labor Day. Una svolta nei toni che arriva pochi giorni dopo la prima spesa davvero consistente del Super Pac Maga Inc. in questa campagna elettorale – 10 milioni di dollari in spot televisivi e digitali per la delicata corsa al Senato in Texas – e alla vigilia dell'inedita convention repubblicana di Dallas, in programma oggi e domani, pensata dallo stesso Trump per trasformare il voto del 3 novembre in un referendum sulla sua presidenza. "Fate finta, per favore, che sia io sulla scheda", ha chiesto ai suoi sostenitori. Convinto da sempre di essere il principale motore della mobilitazione elettorale repubblicana, a meno di due mesi da un voto che potrebbe costare al Gop il controllo del Congresso e condizionare pesantemente gli ultimi due anni del suo mandato, Trump ha deciso di replicare in piena campagna per i midterm lo show delle convention presidenziali. A Dallas, però, non ci saranno candidati da nominare né un programma formale da approvare: l'evento all'American Airlines Center – l'arena da circa 20mila posti che ospita le partite Nba dei Dallas Mavericks – sarà aperto al pubblico e si preannuncia a tutti gli effetti come un gigantesco comizio, con oltre 50 interventi o presentazioni a serata, momenti di intrattenimento e una grande pioggia di palloncini alla chiusura. Trump, coinvolto in prima persona nell'organizzazione, sarà il protagonista di entrambe le giornate: terrà il discorso principale mercoledì e chiuderà la convention giovedì, subito dopo il vicepresidente JD Vance. Gli organizzatori prevedono complessivamente circa 30mila partecipanti per un evento finanziato dai donatori repubblicani e dal costo superiore ai 40 milioni di dollari. 
Sul palco sfileranno alcuni dei principali esponenti dell'amministrazione e del partito: oltre a Vance, sono attesi il presidente della Camera Mike Johnson, il segretario al Tesoro Scott Bessent, il segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr., il procuratore generale Todd Blanche, Donald Trump Jr. e l'ex portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. Poi spazio soprattutto ai candidati impegnati nelle sfide decisive per il controllo del Congresso, tra cui Ken Paxton in Texas e Mike Rogers in Michigan, insieme a numerosi candidati alla Camera. Non tutti, però, saranno a Dallas: diversi repubblicani impegnati nei collegi più competitivi hanno preferito restare a fare campagna nei propri distretti. Lo stesso Johnson ha riconosciuto che, con l'inizio del voto anticipato ormai vicino, per molti parlamentari è un momento troppo delicato per allontanarsi dal territorio. 
Il programma servirà soprattutto a riportare l'attenzione sui temi che Trump considera i punti di forza dei primi due anni del suo secondo mandato: la stretta sull'immigrazione al confine con il Messico, i tagli fiscali, il rilancio della produzione americana, i dazi e la riduzione dei prezzi dei farmaci, insieme all'agenda "Make America Healthy Again".  
Sul palco saliranno anche cittadini comuni chiamati a raccontare i benefici ottenuti dalle politiche dell'amministrazione, mentre i candidati repubblicani cercheranno di contrapporre la propria piattaforma alle "posizioni estreme" dei democratici. Giovedì, alla vigilia del 25esimo anniversario degli attentati dell'11 settembre, è previsto inoltre un momento commemorativo con le famiglie dei soccorritori, mentre i giovani repubblicani ricorderanno, a un anno di distanza, l'uccisione dell'attivista conservatore Charlie Kirk. Su queste premesse, la convention resta una scommessa ad alto rischio. Trump arriva a Dallas con un indice di approvazione fermo al 33% secondo Reuters/Ipsos, il minimo del suo secondo mandato, dopo mesi segnati dall'aumento del costo della vita e dalla guerra con l'Iran. Diversi strateghi repubblicani temono quindi che trasformare i midterm in un referendum personale sul presidente possa finire per mobilitare i democratici almeno quanto la base Maga. È il dilemma che accompagnerà l'intero appuntamento: nel 2018, durante il primo mandato di Trump, i democratici conquistarono la Camera e, storicamente, il partito che controlla la Casa Bianca tende a perdere terreno alle elezioni di metà mandato. L'ultimo presidente a vedere il proprio partito guadagnare seggi in entrambe le Camere era stato George W. Bush nel 2002, nelle prime elezioni nazionali dopo gli attentati dell'11 settembre 2001, in un clima eccezionale di unità nazionale e forte consenso attorno alla presidenza. Questa volta Trump vuole provare a spezzare la regola mettendo sé stesso, pur senza essere candidato, simbolicamente al centro della scheda elettorale. 
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