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Roma, Mourinho: “Dare tutto per provare a vincere contro una Lazio ambiziosa ed offensiva”

Il tecnico della Roma, José Mourinho, è intervenuto in conferenza stampa per presentare la gara di domani:  

“Il derby è una sfida diversa e una sfida senza dubbi. Quando ho parlato la prima volta con la proprietà e il direttore, dal primo minuto, non c’erano dubbi. Sapevamo e sappiamo cosa vogliamo fare, dove vogliamo andare. Ho avuto altre squadre con dei dubbi, qui non esistono dubbi. E quando è così non è la sfida più difficile. 

Non ho un motto per il derby, non mi identifico né con Zeman né con Garcia. È più importante parlare poco e giocare tanto. Tutto ciò che si dice prima non ha senso e le parole se le porta via il vento. Conta il gioco, solo quello. Di Pellegrini ne esiste solo uno, non è facile parlare di lui in queste circostanze. La partita di domani contro la Lazio si è iniziata a giocare dal 90′ della sfida contro l’Udinese. Non avere Pellegrini domani cambia tanto la partita. Non vi dico chi giocherà domani. Sono qui a Roma da pochi mesi e devo capire ancora tante cose. La rivalità tra due club è una cosa bella al 100% con qualsiasi squadra che si allena. 

Mi piace tanto giocare il derby, vorrei giocarne sempre uno in più di derby e vorrei trarre sempre degli insegnamenti da ogni derby. Io voglio che la mia squadra abbia molta più ambizione che vincere un derby. Il derby non è tutto. Domani vogliamo giocare con la palla, vogliamo aggredire quando portiamo palla e vogliamo segnare. Quando siamo senza palla dobbiamo avere rispetto e umiltà e dobbiamo difenderci. 

Il gioco sarà globale e dovremo fare una partita completa per vincere contro una squadra di qualità. Non voglio parlare di ciò che faremo noi domani, dico solo che con la palla vogliamo segnare e senza palla vogliamo difendere. Domani Zalewski deciderà se giocare o no, lo deciderà lui per la sua situazione familiare vista la perdita del padre. Io lo voglio domani, ma deciderà lui. Vina per me gioca”.  

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Roma, Pellegrini salta il derby: ecco le opzioni di Mourinho

La Roma comincia a studiare la gara di domenica contro la Lazio facendo i conti con l’assenza di Pellegrini. Il capitano giallorosso è stato espulso per somma di ammonizioni nel match contro l’Udinese: tante polemiche per il secondo giallo, ritenuto “ridicolo” da Mourinho che nel post partita ha lanciato poi un appello al club per provare a fare ricorso per poterlo avere a disposizione. Nonostante le parole dello Special One, la Roma dovrà fare i conti con la sua assenza nella stracittadina e adesso il portoghese dovrà studiare una nuova strategia per la trequarti. Sono almeno tre le opzioni per sostituire il capitano della Roma. La prima su tutte è lo spostamento di Mkhitaryan nella posizione di Pellegrini, inserendo invece El Shaarawy sulla sinistra al posto dell’armeno: “Posso giocare in questo ruolo ma decide il mister se giocherò come seconda punta, come 10 o come ala – le parole di Mkhitaryan post Udinese -. Sarà importante vincere, non mi importa se giocherò come ala o dietro l’attaccante. L’importante è dare il contributo e vincere le prossime partite”.

Un’altra opzione per Mourinho è quella di schierare Zaniolo come trequartista centrale, inserendo Carles Perez a destra o spostando uno tra Mkhitaryan ed El Shaarawy (anche lui può giocare centrale) sulla fascia occupata fin qui dal 22 giallorosso. Scelta mai presa fin qui in considerazione da Mourinho che ha anche un’altra opzione: Eldor Shomurodov

L’uzbeko contro il Verona non ha convinto come esterno e schierarlo seconda punta potrebbe essere la sorpresa nel derby. Dal primo minuto o a gara in corso. Più opzioni per sostituire Pellegrini, ma attenzione anche al cambio modulo. L’ultima alternativa sarebbe togliere il trequartista centrale per inserire un centrocampista in più per fare maggiore densità in mezzo al campo e aiutare maggiormente Cristante, Veretout e il reparto difensivo ad arginare i tre attaccanti biancocelesti più le incursioni di Milenkovic e Luis Alberto. Un 4-3-3 con la licenza di attaccare per Veretout, ma con un modulo che darebbe maggiore copertura alla difesa. Tante opzioni, a Mourinho il compito di trovare la migliore.   Corrieredellosport.it

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Torino, i convocati di Juric: ok Pjaca

 Sono 24 i calciatori convocati dal tecnico del Torino Ivan Juric per la sfida alla Lazio della 5ª giornata, in programma questo pomeriggio all’Olimpico Grande Torino alle 18.30: recuperato Marko Pjaca dopo il problema accusato contro il Sassuolo, ancora out l’infortunato Belotti.

I convocati di Juric per la Lazio

PORTIERI: V. Milinkovic, Berisha, Gemello. DIFENSORI: Bremer, Zima, Rodriguez, Ansaldi, Singo, Djidji, Vojvoda, Aina, Buongiorno. CENTROCAMPISTI: Pobega, baselli, Lukic, Kone, Mandragora, Linetty, Rincon. ATTACCANTI: Pjaca, Brekalo, Sanabria, Verdi, Warming.

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Torino, Juric: “Cavalchiamo l’entusiasmo e superiamo anche l’esame Lazio!”

Due vittorie consecutive, il Torino va a caccia della terza: nel posticipo di domani alle 18.30 allo stadio Olimpico Grande Torino, i granata affronteranno la Lazio. A breve, dalla sala conferenze dello stadio, il tecnico Ivan Juric incontrerà i giornalisti per presentare la gara. Segui la diretta testuale su TuttoMercatoWeb.com.

Ore 13.33 – Inizia la conferenza stampa di Juric.

Come arrivano le due squadre a questo appuntamento?
“Ho visto bene la Lazio contro il Cagliari, pur con il pareggio ha fatto un’ottima gara. Noi l’abbiamo preparata come al solito”

Prevede cambiamenti in formazione?
“A Reggio Emilia abbiamo giocato con cinque cambi, adesso dobbiamo decidere: è fuori Praet, rientra Verdi”

Come sta Pjaca?
“Ha un piccolo fastidio, già lo aveva prima dell’iultima partita. Ha lavorato a parte, oggi è andata abbastanza bene. Domattina ulteriore test”

Come stanno Izzo e Belotti?
“Per Izzo non dovete chiedere a me, Belotti non riesce a correre: non ci sono previsioni di rientro”

Ci spieghi meglio di Izzo.
“Ha preso una botta, ma è di tre settimane fa. Bisogna chiedere al medico. Ancora non sta bene, ma nessuna polemica. Anche per Belotti speravo in una progressione diversa, invece dopo tanto tempo ancora non riesce a corricchiare. Quando è così, si è preoccupati”

Come procede la costruzione del Toro?
“Sono curioso, sto conoscendo ancora la squadra. Il valore della Lazio è assoluto, noi cercheremo di fare una partita importante”

In cosa potete migliorare dopo Reggio Emilia?
“Abbiamo fatto bene, ma non vuol dire che non si possa fare meglio o peggio. E’ stata una partita fatta bene, domani sarà un altro esame”

E’ l’organico più forte che ha mai allenato?
“No. Il Genoa era più forte come struttura della squadra, difensori ed esperienza: il mio primo anno avevo una squadra molto formata. Era una squadra forte, per questa sono curioso e siamo in progressione. Io dò alla mia squadra 5, con la possibilità di arrivare a 7 o 8 se cresciamo. Io mi auguro di arrivare ad essere una squadra da 7 o da 8”

Come gestirà le tre partite in una settimana?
“Penso soltanto a domani, è il mio pensiero fisso. In questo momento, il Venezia non conta niente. Poi, dopo la gara di domani, faremo la conta dei disponibili per la prossima partita. E non incidono nemmeno i diffidati: dobbiamo essere capaci di mettere uno o l’altro, magari domattina cambio idea ma le cose vengono fatte sempre uguali. Ci sono tanti giocatori che possono giocare”

Che campionato è secondo lei?
“Noi siamo una squadra di cinque, non di più. Mi auguro che tutti insieme alziamo il livello, ma dobbiamo lavorare tanto. Penso che possiamo fare anche molto male, ma non deve succedere. Dipende tutto da noi, partita dopo partita e durante gli allenamenti in settimana. E poi ci sono tanti fattori durante l’anno”

A chi si può paragonare Brekalo?
“E’ un esterno normale, lui e Pjaca hanno caratteristiche simili. Sono esterni con buona tecnica, lui ha un buon tiro dai 15-16 metri”

Può esserci una coppia di centrocampo Pobega-Mandragora?
“Tutti possono giocare insieme, abbiamo tanti giocatori in mezzo e forse addirittura troppi. Possiamo variare tanto lì in mezzo, possono giocare entrambi o non giocare nessuno dei due”

Per domani ha già fatto delle scelte in mediana?
“Vedo ancora domani. Pobega e Mandragora hanno fatto bene: sulla fascia sinistra abbiamo fatto bene a Reggio Emilia”

C’è tanto entusiasmo intorno al Toro.
“Sono contento, preferisco l’entusiasmo alla depressione. Ma abbiamo cominciato da poco, abbiamo fatto tre partite bene e una molto molto male. E’ meglio giocare quando la gente ti applaude e non ti fischia, dobbiamo cavalcare l’onda e non perdere questo modo di essere. Ma è troppo presto per i giudizi, dobbiamo solo andare avanti così e restare con i piedi per terra”

Chi è il vice-Bremer?
“Vediamo, comunque Bremer deve continuare a crescere ed è un giocatore importante. Al suo posto vedo Zima, che con il tempo deve imparare tante cose. E anche Buongiorno ha fatto molto bene. Sono giovani con i quali lavoreremo tanto”

Come sceglie tra Aina e Ansaldi?
“E’ questione tattica. Hanno caratteristiche diverse: Ansaldi può essere un top player, in altri momenti preferisco un uomo di gamba come Aina e a livello di intensità fisica è sul modello Premier”

Come vede Baselli e Rincon?
“Ne giocano due, noi siamo sei ed è difficile accontentare tutti. Bisogna avere delle gerarchie: al momento è così, il campionato è lungo e si vedrà”

Cos’ha di preciso Belotti?
“Ha una contusione fortissima al muscolo tibiale. Ci aspettavamo che in questa settimana andasse bene, invece no. E così non posso dare date: la diagnosi è questa, speriamo che passi e che non avrà altri problemi. Speriamo che passi presto”

E’ condizionato dal contratto?
“Assolutamente no, è un leone. Anzi, è un vantaggio per tutti il contratto in scadenza. Quando sei in questa situazione, non puoi essere più motivato di così: per me è un grande vantaggio, penso che lui sia consapevole ed è stra motivato. Ma anche molto preoccupato e dispiaciuto per non dare il suo contributo. Lo vedo bene, voglioso e che ha voglia di lottare”

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Lazio sola contro 26.000 tifosi turchi scatenati. Dervisoglu: “Noi senza paura”

La prima volta in stagione per tutti. Per la Lazio in Europa, per il Galatasaray nel proprio stadio: una coincidenza che complica la sfida dei biancocelesti. Non sarà facile il debutto in Europa League, si è aggiunta una difficoltà, quella del ritorno a casa della squadra di Fatih Terim, di nuovo in scena al Türk Telekom Stadium, a 124 giorni dall’ultimo precedente. Bolgia turca, seppur con l’impianto sfruttato a metà così come da normative anti-Covid. L’atmosfera sarà comunque bollente, i tifosi del “Gala” attendono una serata così da tempo, visto che l’ultimo match a cui hanno potuto assistere senza limitazioni nel loro impianto risale addirittura al 1° marzo 2020, partita vinta 3-0 contro il Genclerbirligi.Il clima suggestivo è stato sottolineato anche da Halil Dervisoglu, a cui Terim affiderà le chiavi dell’attacco: «Sono emozionato per questo match, sarà la prima volta davanti ai tifosi del Galatasaray, sono felicissimo». Classe 1999, arrivato in prestito dal Brentford nel gennaio 2021, ha fatto di tutto per continuare la sua avventura sul Bosforo: «La squadra è molto concentrata, ci siamo preparati bene. Speriamo di fare una buona prestazione davanti ai nostri supporter e di centrare la vittoria. La Lazio è tosta, ma sappiamo cosa possiamo fare, noi siamo il Galatasaray! Affronteremo la partita senza timori e con fiducia». Dervisoglu, turco con cittadinanza olandese (è cresciuto nello Sparta Rotterdam), domenica ha esordito nella Super Lig con un assist contro il Trabzonspor (2-2 finale). Avrà una nuova occasione contro la Lazio in Europa League. Sarà la punta di riferimento del probabile 4-2- 3-1 scelto da Terim per questa gara speciale. Quella del ritorno a casa. Sia del Galatasaray, sia dei suoi tifosi. (…) Corrieredellosport.it

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Galatasaray-Lazio, Terim: “Girone da Champions. Sarri può vincere lo scudetto…”

Fatih Terim, tecnico del Galatasaray, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro la Lazio: “Siamo in un gruppo (che comprende anche Lokomotiv Mosca e Marsiglia) che se fosse di Champions League non si stupirebbe nessuno”.

Sui biancocelesti: “Sarri ha formato una squadra che può giocarsi il campionato. Sarebbe ingiusto dirfe che possa essere meglio di così. In campionato è partito bene fino alla partita col Milan…”.

Sul Galatasaray attuale: “Abbiamo un’età media bassa. È la prima volta che giochiamo nel nostro stadio quest’anno, nonostante ciò siamo riusciti a restare imbattuti in 8 partite su 10 in questa stagione. Ogni partita del girone è dura, vogliamo giocarci il passaggio del turno fino all’ultima partita del girone”.

Sul ritorno del pubblico sugli spalti: “Il calcio senza tifosi è inacecttabile. Abbiamo giocatori che appariranno per la prima volta davanti ai propri tifosi, sarà un evento importante”.

Sull’Italia: “Ho vissuto bei momenti e ho conservato amicizie che durano ancora. Amo l’Italia”.

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Giroud e il Milan sorridono: il francese torna negativo al Covid-19. Il comunicato ufficiale

Buone notizie per Olivier Giroud e per il Milan, con l’attaccante francese risultato negativo al tampone. Ecco la nota ufficiale del club rossonero: “AC Milan comunica che Olivier Giroud è risultato negativo al Covid-19. Il calciatore, domani, verrà sottoposto allo screening medico previsto dal protocollo federale per la ripresa dell’attività sportiva”.

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Milan, l’attesa di Ibra quasi finita: Liverpool nel mirino, ma attenzione alla Lazio…

Lui ha fatto scorrere impazientemente le lancette – tick tock, l’attesa è finita, indovina chi è tornato, ha scritto sui social nei giorni scorsi –, ma è l’intero mondo rossonero a essere impaziente sul ritorno in scena di Ibrahimovic. Soprattutto da giovedì scorso, ovvero da quando Giroud è stato spedito dietro le quinte dal Covid. Più che la maledizione della numero 9, che Olivier ha già dimostrato di saper sconfiggere, è la maledizione del centravanti. C’era l’anno scorso, perché Ibra non aveva un vero alter ego. E alla fine c’è anche quest’anno, perché Zlatan è reduce da un lungo stop, Giroud è alle prese con il virus e Pellegri – per candida ammissione di Pioli – deve ancora raggiungere una condizione ottimale. Risultato: per ora si torna ai surrogati dell’annata scorsa, ovvero Rebic e Leao, con il croato che negli ultimi giorni ha guadagnato terreno sul portoghese. Ibra comunque, al di là della sua personale scansione del tempo, è quasi pronto per il gran rientro. Come sempre quando si tratta di lui, a Milanello il concetto cardine è prudenza. Per i motivi noti: anagrafe e rischio di ricadute. Clinicamente, però, lo svedese è a posto da giorni. La prova madre è il ritorno al lavoro in gruppo, avvenuto una settimana fa. Partitelle comprese, altro fattore basilare. Lui d’altra parte ha informato del ritorno alla normalità tutti i suoi seguaci su Instagram, pubblicando intere sessioni di tiri in porta. A Milanello sorridono quando assicurano che Z è tornato davvero, perché raccontano che lo svedese è già tornato in clima partita. Come sabato scorso, nel test contro la Primavera: gol e lavate di capo più o meno a tutti.

Resta ora da capire la data del rientro in partite ufficiali. Domani la squadra riprenderà la preparazione a Milanello dopo 48 ore di libertà e per Zlatan saranno giorni decisivi. Da un lato la prudenza, dall’altro l’urgenza dettata dal forfait di Giroud. E così, se fino a qualche giorno fa lo scenario più probabile pareva uno spezzone di partita con la Lazio, domenica a San Siro (ore 18), e poi la rentrée dal primo minuto in grande stile, ad Anfield contro il Liverpool in Champions, ora non è da escludere l’impiego dall’inizio già contro i biancocelesti. Anche solo per un tempo. Valutazioni in corso a Milanello. La sua ultima partita risale al 9 maggio, a Torino contro la Juve. Una smorfia di dolore nel lasciare il campo, poi il pesante verdetto: distorsione al ginocchio destro, con relativo intervento chirurgico il 18 giugno per una pulizia articolare. Addio Europeo, arrivederci Milan. Ora ci siamo, il tick tock è arrivato (quasi) alla conclusione. Gazzetta.it

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Milan, Giroud positivo al Covid 19: il comunicato del club

Il Milan ha reso noto che oggi Olivier Giroud è risultato positivo ad un tampone molecolare effettuato a domicilio. Le autorità sanitarie locali di competenza sono state subito informate. Il giocatore sta bene ma deve rimanere in isolamento fiduciario. Si precisa – sottolinea il club rossonero – che Olivier non ha avuto contatti con il resto della squadra dalla gara di campionato contro il Cagliari”.

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Spezia, Motta: “Sarri un maestro, sarà dura ma ce la giochiamo”

Alla vigilia di Lazio-Spezia, il tecnico della squadra ligure Thiago Motta ha presentato la sfida in conferenza stampa. 

“Abbiamo recuperato alcuni giocatori e chi ci sarà in grado di giocare la partita. Contro il Cagliari mi aspettavo una buona prestazione per quanto fatto durante la settimana e non sarà diverso domani, dove abbiamo preparato bene la partita. È una partita nuova, diversa, contro una buona squadra ed entreremo in campo per fare una buona prestazione. Le gerarchie sono chiare per tutti da dentro, voi da fuori lo vedrete man mano. Dentro di noi è chiaro, ognuno conosce il suo ruolo e voi vedrete cosa accadrà.

Si può imparare sempre, giovane o no, non è la cosa più importante. Ho imparato da quando ho giocato fino ad oggi, spero di farlo sempre perché vuol dire che avrò voglia di fare questo lavoro. Da Sarri si può imparare sempre, ha fatto una grande carriera e ha un futuro importante. Gli auguro il meglio. Sto imparando molto, il calcio non si ferma più, è in evoluzione continua e dobbiamo essere sempre attenti: ascoltare tanto e imparare.

Mi aspetto una partita difficile per noi, dovremo essere pronti ad affrontarla come alla prima. Ora prepariamo questa partita per prepararla nel miglior modo possibile e per fare la miglior partita. Penso solo alla partita di domani, ho preparato questa squadra per giocare domani una partita importantissima fuori casa, contro una grande squadra del campionato. Avremo tempo di pensare ad altre cose, ora non è il momento di pensare al caso Nzola. Penso a chi ho in rosa per la partita di domani e che ho scelto per quanto visto in settimana. La concentrazione di tutti è sulla partita di domani.

Dal mio punto di vista c’è sempre qualcosa di diverso, quando vai ad affrontare squadre diverse si cambia l’approccio. Quando non abbiamo la palla proviamo a riconquistarla, questo è il modo in cui la vedo io. Abbiamo preparato la gara in modo diverso, vedremo quanto saremo bravi a mettere in campo ciò che abbiamo preparato.

Ho ritrovato una Serie A difficilissima, ogni partita si gioca ai limiti e tutte le squadre possono vincere. A Cagliari eravamo con un risultato che ci dava la possibilità di fare i tre punti e per poco non abbiamo perso la partita. Questa è la Serie A, la difficoltà di affrontare squadre che hanno la capacità durante la partita di riprenderla anche se in difficoltà. Ho ritrovato quello che avevo già visto prima, sappiamo che non sarà facile e ogni partita dovremo lottare e vedremo cosa saremo capaci di fare”. sslazio.it