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Inter, Icardi da domani in gruppo

L'esilio forzato sta per finire: Mauro Icardi ha terminato le cure al ginocchio sinistro infortunato da tempo e da domani sarà di nuovo in gruppo a disposizione di mister Luciano Spalletti. L'attaccante argentino dell'Inter era fuori dal 13 febbraio, quando gli venne tolta la fascia da capitano poco prima della trasferta di Europa League contro il Rapid Vienna. Poi un lungo tira e molla e tanta incertezza sul suo futuro.

A questo punto la sosta del campionato servirà a Icardi per recuperare una buona condizione fisica e rientrare al più presto in campo, magari già domenica 31 marzo nella delicatissima sfida contro la Lazio. 

Difficilmente sarà subito titolare, ma di sicuro si presenterà pronto a cancellare l'ultimo periodo difficile con il primo gol importante. Intanto, le polemiche sono state messe da parte, come pure la richiesta di tornare a indossare la fascia. Quanto al rinnovo del contratto, se ne parlerà più avanti con calma. , Ma, intanto, il primo passo verso la riconciliazione è stato fatto.

SportMediaset

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Inter, Wanda Nara: “Siamo vicini alla pace”. In campo con la Lazio?

“Tutti parlavano della crisi nerazzurra, ma io ero sicura che l’Inter avrebbe reagito e avrebbe vinto”. Sulla vittoria del derby Wanda Nara non aveva dubbi. I dubbi, piuttosto, sono quelli che continuano a circondare il caso Icardi. Nel consueto appuntamento a “Tiki Taka”, però, la moglie-agente dell’ex capitano dell’Inter parla di un avvicinamento tra le parti: “Ho parlato con Marotta, siamo ormai vicini alla pace, manca poco. Mauro sta cercando di recuperare, il problema al ginocchio è reale. Se si è sempre allenato con questo problema, fa capire come abbia sempre messo prima l’Inter. Non ci sono problemi con i compagni”. L’INCONTRO — Su un incontro in programma con la società, Wanda Nara ha aggiunto: “Incontro venerdì? Forse con Mauro. Io non ho saputo nulla. Nessuno mi ha chiamato. Ovviamente lui potrebbe incontrare il mister senza di me. Nessuno sa cosa si sono detti lui e Spalletti. Il problema di tutti è che confondono Mauro e Wanda: quello che penso io è diverso da quello che pensa lui. Non è un problema di soldi. Si sentono sempre voci che arrivano da dentro, facciamo nomi e cognomi perché altrimenti non ci si capisce. Il problema non sono le mie dichiarazioni.”

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Fiorentina, Pioli: “Momento decisivo, è ora di spingere forte. Lazio in grande salute mentale e fisica”

Alla vigilia della sfida con la Lazio, il tecnico della Fiorentina Stefano Pioli è intervenuto in conferenza stampa per presentare la 27ª giornata di Serie A TIM.

“Da quando abbiamo ripartita la stagione nel 2019, tra campionato e Coppa Italia, abbiamo realizzato 25 gol, subendone 16. Questo fa parte della mentalità di una squadra che vuole sempre segnare una rete in più dell'avversario, poi è vero anche che è importante che la nostra fase difensiva diventi più solida ed efficace. Io, però, voglio una Fiorentina votata al gioco offensivo.

Da domani iniziano due mesi decisivi per noi, sia per il campionato che per la Coppa Italia. Ogni partita sarà molto importante e pesante per la classifica. L'obiettivo è migliorare rispetto al girone d’andata. Stiamo rincorrendo, dobbiamo spingere e sperare che le squadre davanti a noi perdano qualche punto.

Con la Lazio sarà molto importante, arriva al Franchi un avversario in grande condizione fisica e mentale, che ha tutto per fare bene. Ci vorrà la miglior Fiorentina possibile per cercare di vincere. La vittoria nel derby ha riportato grande entusiasmo tra i biancocelesti, proprio nel momento più difficile dopo l'eliminazione dall'Europa League. La squadra di Inzaghi ha tutto per essere tra le più forti del campionato.

Stiamo vicinissimi a Pjaca, un ragazzo che sta molto bene dentro al gruppo e si è sempre messo a disposizione. È davvero sfortunato e anche oggi ho visto i ragazzi un po' scossi per il suo infortunio. Marko però è forte e sono sicuro che riuscirà a tornare ancora più forte anche questa volta. Dabo ha saltato due giorni di allenamento per influenza, mentre Lafont è reduce dalla distorsione alla caviglia di Bergamo e non ha ancora recuperato, ha avuto qualche problema pure Edimilson: per tutti e tre vedremo domattina. Muriel si è inserito subito con grande positività e serenità, è un giocatore di qualità, determinato e con grande maturità.

Ci servirà grande attenzione in fase difensiva e compattezza a livello di squadra. È il gioco corale che deve fare la differenza, dovremo stare molto concentrati per non far loro attaccare la profondità”.

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Tutti disponibili per Pioli. I precedenti fanno pensare ad un match con tanti gol

Allenamento mattutino per la Fiorentina al centro sportivo “Davide Astori”. Stefano Pioli ha tutti i giocatori a disposizione per la partita di domenica sera contro la Lazio. Curiosità: ad assistere alla seduta anche lo staff tecnico del Benevento guidato dall’allenatore Cristian Bucchi. Tornando al match di domenica prossima, questi i precedenti e le curioistà così come riporta il sito since1900.it:
Il confronto tra i viola e i biancocelesti è una classica del campionato italiano. Il primo match fu giocato a Modena nel campionato della Divisione Nazionale 1928/29, dove ne uscì vincitrice la Lazio per 4 a 0.
In Serie A il primo match fu giocato nel campionato del 1931/32 dove, questa volta ne uscirono vincitori per 2 a 0 i toscani.
L’ultima gara giocata allo stadio “Artemio Franchi” risale al 18 aprile 2018 che finì 3 – 4 per la compagine biancoceleste con i gol di (3 Veretout (F), 2 Luis Alberto (L), Martin Caceres (L) e Felipe Anderson (L)) gara che si concluse anche con due espulsioni di Sportiello (F) e Murgia (L). 
In campionato la partita più recente è quella del 7 ottobre 2018 allo Stadio Olimpico di Roma, in cui la Lazio si impose per 1 a 0 con il gol di Ciro Immobile al 37° minuto del primo tempo. Il confronto complessivo tra i due club vede in prevalenza la Lazio che in 139 partite giocate in Serie A, ha restituito contro la Fiorentina 52 vittorie, 41 pareggi e 46 sconfitte. Per quanto riguarda solamente i match giocati a Firenze il bilancio è in vantaggio per i viola che hanno riportato ai danni della Lazio 32 vittorie, 19 sconfitte e 19 pareggi. 
Le reti totali effettuate da quando queste due squadre si incontrano sono 368, dove 191 sono reti firmate Lazio e 177 sono quelle effettuate dalla Fiorentina. Ciro Immobile contro la Fiorentina ha segnato soltanto una volta in Serie A nella gara di andata della stagione 2018/19, stesso numero di gol segnato da Luis Muriel ai danni della Lazio, gol siglato nella stagione 2013/14 quando il colombiano vestiva la maglia dell’Udinese.

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La Fiorentina è tornata al lavoro. Segna tanto ma senza azioni corali

Palestra, campo, esercizi dii tecnica e partitella a campo ridotto: questa la seduta svolta oggi dalla Fiorentina, gigliati al rientro in campo – in vista del posticipo domenicale contro la Lazio, in programma domenica sera alle 20.30 allo stadio Artemio Franchi – dopo i due giorni di riposo concessi da Stefano Pioli. riprende così ad allenarsi la Fiorentina in vista del posticipo domenicale contro la Lazio, in programma domenica sera alle 20.30 allo stadio Artemio Franchi. A proposito di Pezzella&Co, dal sito fiorentina.it emergono dati interessanti sulla capacità di creare tramite offensive. Da gennaio ad oggi, Viola in rete 28 volte in 10 partite tra campionato e coppa Italia; dei tre gol siglati alla Dea in Coppa due sono arrivati su assist, l’altro su rigore; nell'1-4 di Ferrara solo il passaggio di Biraghi per la conclusione letale di Edimilson può essere considerata una giocata collettiva. Con l’Inter gol su rigore, su punizione, e su autogol; contro la Samp solo il gol di Pezzella può esser considerato assist. Gli altri sono stati due giocate solitarie di Muriel. I dati della Lega vedono la Fiorebntina in 13^ posizione per gli assist forniti, solo 16, lontanissima dai 39 dell'Atalanta; la Lazio, prossima avversaria, è nona con 20. Un'altra curiosità concerne i cross: insieme a Lazio e Frosinone è ultima a quota 3, graduatoria guidata ancora dalla Dea a quota 13, +1 sul Cagliari.

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Convocati – Di Francesco recupera tutti: assente solo Under

Sono 23 i convocati di Eusebio Di Francesco per il derby di domani. Il tecnico abruzzese dovrà fare a meno solo di Cengiz Under, nella lista presenti invece Manolas, Karsdorp e Schick. Questo l'elenco completo: 
Portieri: Olsen, Fuzato, Mirante
Difensori: Karsdorp, Juan Jesus, Kolarov, Marcano, Santon, Fazio, Manolas, Centrocampisti: Cristante, Pellegrini, De Rossi, Coric, Zaniolo, Florenzi, Pastore, Nzonzi
Attaccanti: Perotti, Dzeko, Schick, Kluivert, El Shaarawy
Non Convocati: Bianda, Celar, Cengiz Under, Greco, Riccardi
 

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Roma, Di Francesco: “Obbligo di vincere per entrambe. Lazio brava a ribaltare la partita, occhio a Correa”

Eusebio Di Francesco prepara il derby con la testa alla Champions League. Vincere la stracittadina sarà fondamentale per la Roma che ha l’obbligo di restare in scia quarto posto: «Entrambe le squadre hanno l’obbligo di vincere. È un derby molto sentito: noi non vogliamo allontanarci dalla zona Champions e la Lazio vuole accorciare le distanze con noi. Zaniolo? Sarà uno dei protagonisti e ci aspettiamo da lui qualcosa di importante». 
 
La preparazione. «Dal punto di vista mentale vogliono tutti partecipare a questo grande match unico. Hanno fatto una buona settimana di lavoro che ci ha permesso di ritoccare alcune situazioni». 
 
Le insidie. «Sono quelle di un derby. Non si può dire come andrà, ma di fronte avremo una squadra abile a ribaltare la partita, sarà difficile come è sempre stata contro una squadra con tante qualità compreso un giocatore come Correa molto bravo nell’uno contro uno, bravo a utilizzare tante situazioni di gioco». 
 
Centrocampo a tre. «Tutto può avere una logica, non dico come giocheremo domani per non dare vantaggi a nessuno. In questo momento abbiamo alternato i due sistemi di gioco ma sono valutazioni che faremo all’inizio e durante la gara. Il calcio è dinamico e se sono cinque centrocampisti c’è un difensore in meno, è come quando scrivete 4-5-1 e 4-1-4-1 non capisco cosa significhi».
 
Zaniolo. «Lui non deve essere tranquillo, ma concentrato determinato e cattivo come negli allenamenti. Non ho parlato di derby con lui, ci sono già tanti compagni nella squadra che ne parlano. Sarà uno dei protagonisti e ci aspettiamo da lui qualcosa di importante». 
 
Manolas ed El Shaarawy. «Kostas è disponibile, ha recuperato dal problema alla caviglia. El Shaarawy sta bene è importante come tanti altri, si sta mettendo a disposizione dei compagni. Ha alzato la qualità e ha più continuità, ma non basta».
 
Il derby dei romani. «Io ho perso 4 derby consecutivi da calciatore. È importante averli in rosa, a volte può toglierti e a volte ti può dare. De Rossi e Florenzi hanno esperienza e possono aiutare i compagni».
 
De Rossi. «Oggi non so dire se giocherà domani. La più importante è il derby, non pensiamo troppo al domani. Daniele per me è sempre un punto interrogativo, ma ci sta dando buone risposte. Ad oggi sta bene, la sua condizione fisica deve crescere, ma con certezza non posso dare risposte».
 
Dzeko. «L’astinenza all’Olimpico è casuale perché in Champions segna. Mi piace quello che fa per la squadra, la sua condizione fisica dopo l’infortunio è cresciuta tanto, se fa gol sono felice perché l’attaccante ha bisogno di questo. Mi piace il fatto che sia felice a fine gara se la squadra vince, anche se non fa gol». 
 
Il modulo. «Nel primo tempo con il Bologna ho giocato 4-3-3 e la squadra non aveva identità definita. A Frosinone la prestazione non mi è piaciuta, ho preferito fare il 4-2-3-1 con De Rossi e Nzonzi, ha giovato a Dzeko e Pellegrini. Fermarmi al sistema di gioco è riduttivo, il 4-3-3 lo conosciamo, ma a volte ci ha tolto qualcosina. Da allenatore non posso dire che uno è meglio dell’altro, ogni match modifico anche a partita in corso».
 
Gli infortuni. «Non mi piace dire dove sarebbe la Roma senza infortuni. Sarebbe crearmi degli alibi, la Roma ha 44 punti ed ha quello che si merita, nelle ultime partite siamo stati un pizzico fortunati in altre occasioni non è andata come doveva. Abbiamo avuto tanti infortuni, ma li hanno avuti anche altre squadra. Ci giochiamo i quarti di Champions con il Porto ed è una cosa positiva». 
 
La pressione. «Entrambe hanno l’obbligo di vincere. È un derby molto sentito: noi non vogliamo allontanarci dalla zona Champions e la Lazio vuole accorciare le distanze con noi. Perdere sarebbe uno svantaggio per entrambe le squadre». 
 
Cuore o testa. «La gente è già carica. Ci metteremo cuore, impegno e passione. Il gol di Dzeko al 45’ ha riavvicinato la squadra alla gente, l’abbraccio finale mi auguro possa esserci anche domani. Faremo una partita di cuore, ma ci vuole anche testa». 
 
Juan Jesus. «Avevo dubbi perché si sono allenati bene sia lui che Marcano. Ho ritenuto opportuno dare una nuova chance a Marcano contro il Frosinone, il rendimento è cresciuto. Marcano è più bravo di testa rispetto a Jesus, con il Frosinone sapendo che ci sono calciatori con strutture importanti avevo bisogno di un giocatore bravo di testa». 
 

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Roma, Pallotta: “Posta in palio alta, se giochiamo come sappiamo…”

«Se guardo indietro a questi primi sei anni, alzo le mani e ammetto di aver commesso degli errori, ma penso che in alcune aree siamo riusciti anche a superare le aspettative. Non ho mai pensato di andarmene. Faccio 61 anni fra due settimane e questo progetto mi esalta ancora. Quando forse ne avrò 75 non starò più qui a guidare questo Club, ma questo non è un progetto a breve termine per me». Il presidente della Roma James Pallotta tira le somme dei suoi anni a capo del club giallorosso in una lunga intervista rilasciata al sito ufficiale del club: «Credo che dal punto di vista calcistico, centrare quasi costantemente l’accesso alla Champions League, senza gli introiti provenienti da uno stadio di proprietà, ci abbia aiutato a rendere la Roma un marchio globale sostenibile. Ho toccato con mano che può essere difficile trovare persone provenienti dall'estero disponibili a lavorare direttamente dall’Italia, dove il cerchio per individuare qualcuno è inevitabilmente più stretto. Per esempio, parlando in termini di social media e di quello che abbiamo fatto con Roma Studio è stato qualcosa di unico», le parole di Pallotta. Il presidente non nasconde che durante la sua gestione alcune cose non sono andate per il verso giusto: «I ritardi nel progetto stadio ci hanno riportato indietro di due o tre anni. Nel merchandising non siamo stati in grado di andare nella direzione che avremmo voluto intraprendere, ma le cose stanno cambiando. A volte in passato mi sono un po’ demoralizzato quando percepivo che qualche persona nell’area business non avvertiva la stessa urgenza di raggiungere i più alti livelli a cui sono abituato e che mi piacerebbe vedere». 

L’ambizione di Pallotta è però di arrivare tra i migliori club d’Europa: «È possibile, ma non possiamo diventare un top 10 Club senza uno stadio. Possiamo vivere grandi anni, come la scorsa stagione, e passare periodi in cui andiamo fino in fondo in Champions League, ma voglio arrivare a essere tra i top 10 e non parlo solo in termini di fatturato, ma di tutto». 

Le recenti contestazioni non lo hanno turbato: «Sono onesto, una volta mi faceva male. Non voglio dire bugie, all’inizio non lo accettavo. Ma ora non me ne frega niente, perché so che il lavoro su cui ci impegniamo da tanto è solo per il bene del Club. Quando me ne andrò qualcun altro verrà criticato allo stesso modo, ma per ora preferirei che la gente criticasse me e sostenesse i giocatori. Dite quello che volete su di me, ma supportate i calciatori». Il conclusione una battuta sul il derbydi sabato sera: «Abbiamo delle grandi partite sabato e mercoledì. È per questo che giochiamo a calcio. Queste sono partite che si attendono con ansia: in cui c’è una gran posta in palio. Non chiedermi un pronostico, ma se giochiamo come so che possiamo fare, siamo in grado ottenere i risultati di cui abbiamo bisogno». Il Messaggero

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Milan, Gattuso: “Stiamo bene ma giochiamo contro una grande realtà”

Vigilia di Lazio-Milan, oggi Gennaro Gattuso ha rilasciato le consuete dichiarazioni del giorno che precede le partite. Non lo ha fatto, però, in conferenza stampa. Il mister però in vista del delicato match allo stadio Olimpico ha parlato a Rai Sport. Ecco le sue parole sul momento della squadra: “Stiamo attraversando un buon momento sicuramente, ma domani giochiamo contro una realtà del calcio italiano da diversi anni. C’è grande rispetto per la Lazio, c’è una partita difficile da affrontare, ce la giocheremo sicuramente“.

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Milan, i convocati di Gattuso

Il tecnico del Milan, Gennaro Gattuso, ha ufficializzato la lista dei 23 rossoneri convocati per Lazio-Milan, andata delle Semifinali di Coppa Italia in programma domani, martedì 26 febbraio, alle ore 21:00 allo stadio Olimpico di Roma.

 

Portieri: A. Donnarumma, G. Donnarumma, Reina

Difensori: Abate, Calabria, Conti, Laxalt, Musacchio, Rodriguez, Romagnoli, Strinic

Centrocampisti: Bakayoko, Bertolacci, Biglia, Kessie, Montolivo, Paquetá

Attaccanti: Borini, Calhanoglu, Castillejo, Cutrone, Piatek, Suso.