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Lazio-Jony, depositato il contratto in Lega

Doveva essere annunciato da qualche settimana, ma alla fine il contratto di Jony con la Lazio è stato depositato negli uffici della Lega.

A bloccare la trattativa era stato un 'misunderstanding' tra la Lazio e il Malaga per quanto riguardava la formula dell'operazione e i pagamenti.

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Il Real Madrid accelera per Pogba. Milinkovic-Manchester United, ci siamo

 In attesa che si sblocchi il giro delle punte, si è sbloccato quello delle mezzali. Nel senso che il Real Madrid ha deciso di accelerare su Pogba, con cui ha da tempo un accordo perché è da sempre la prima scelta di Zidane. In dirittura d'arrivo la trattativa con il Manchester United, che a sua volta è subito piombato su Sergej Milinkovic. Anche in questo caso, operazione ben avviata: il serbo della Lazio è in procinto di trasferirsi in Premier (firmerà un ricco quinquennale), accordo praticamente fatto sulla base di 75 milioni più bonus. Parte di questa cifra, la società biancoceleste la girerà al Trabzonspor per il centrocampista individuato dal ds Tare come l'erede di Milinkovic, Yusuf Yazici, classe '97. Il nazionale turco è da tempo corteggiato anche dal Lille, che ha offerto 15 milioni più bonus, la Lazio arriverà a 20 e comunque appare favorita. Repubblica.it

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Punto cessioni: Neto-Jordao dirottati al Monaco

Sicuramente la questione legata al futuro di Milinkovic è quella più importante dell'intero panorama biancoceleste, ad ogni modo però in questa sessione di mercato serve anche sfoltire la rosa. Come riporta la Gazzetta dello Sport, facendo un breve riepilogo delle possibili trattative, Wallace è corteggiato dal Wolverhampton ma nelle ultime ore è piombato su di lui il Besiktas, che insegue inoltre DurmisiBadelj è sempre in trattativa col Bordeaux, mentre Caicedo si trova a dover scegliere tra l'offerta del Boca Juniors e la permanenza alla Lazio con rinnovo di contratto. Sui giovani portoghesi Pedro Neto e Bruno Jordao si è inserito il Monaco, che è anche passato in vantaggio rispetto al Benfica che già da settimana trattava i due giocatori. Laziopress.it

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Il presidente del Trabzonspor: “Yazici non ha mostrato tutto il suo valore: non abbiamo bisogno di soldi…” 

Yusuf Yazici non è poi così lontano dalla sua culla calcistica nonché unica maglia indossata in carriera. Il classe 1997, nativo di Trabzon, da almeno due settimane è dato vicino al trasferimento al Lille, ma il contratto fino al 2022 lo rende ancora un prospetto difficile da sradicare dalla Turchia. A dare forza a questa sensazione proprio Il presidente del club, Ahmet Agaoglu, che così si è espresso in una trasmissione televisiva: "Yazici non ha ancora mostrato il suo vero valore. Lui, Abdülkadir Ömür e altri giovani rappresentano i nostri gioielli. Chiunque sia interessato a loro, che sono il nostro patrimonio più prezioso, deve presentare un'offerta adeguata. Finora questo non è successo, poi non so cosa avverrà nei prossimi giorni”, ha spiegato il numero 1 del sodalizio, che ha poi rincarato la dose: “Non abbiamo la necessità di incassare soldi, se avessimo voluto vendere lo avremmo fatto quando avevamo maggiori difficoltà economiche. I nostri giovani non sono soltanto dei giocatori, ma i rappresentanti del nostro progetto. L'eventuale cessione non può essere considerata come un normale trasferimento di un giocatore". 
 

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Jorge Mendes si “prende” anche il Milan: l’impero dell’agente da Lisbona alla Cina

La Mendesia è un impero che si estende dal Portogallo alla Cina, non ha confini e la sua economia si regge sul business del pallone: gli abitanti non arrivano nemmeno a un centinaio, eppure garantiscono un prodotto interno lordo da un miliardo di dollari. A tanto ammonta, secondo Forbes , il valore dei contratti curati nel 2018 dalla GestiFute, la società fondata e guidata dal «sovrano» Jorge Mendes, il super agente che parla 5 lingue e gira con 4 telefonini: nell’ultimo anno le commissioni per gli spostamenti dei suoi assistiti hanno generato ingressi per 100,5 milioni di dollari. Mentre a Torino Raiola si prende la scena per l’operazione De Ligt, l’uomo che la scorsa estate ha perfezionato l’affare monstre CR7-Juve sta giocando da regista nel mercato delle punte del Milan: la cessione di André Silva al Monaco porta la sua firma, quella (possibile) di Cutrone al Wolverhampton pure.

La rete
Da Ederson a Thiago Silva, da Bernardo Silva a James Rodriguez fino ovviamente a Ronaldo e Mourinho, con gli assistiti di Mendes si costruirebbe uno squadrone, ma pensare al 53enne portoghese come semplice agente sarebbe riduttivo. Perché le capacità sono da imprenditore di multinazionale: la sua rete ha oltrepassato gli steccati delle procure sportive per atterrare all’interno dei club. Con gli inglesi del Wolverhampton il legame è istituzionalizzato: la proprietà è del colosso cinese Fosun, che ha una quota della società di Mendes e molti dei nomi da lui gestiti sono finiti lì, in campo e in panchina. L’allenatore è infatti quel Nuno Espirito Santo con cui Jorge iniziò a farsi strada 23 anni fa: Nuno faceva il portiere al Vitoria Guimarães e Mendes – calciatore che diversificava già con una videoteca e una discoteca − lo portò al Deportivo La Coruña.

Principato
Ma la galassia Mendes ha basi ovunque. In Portogallo gli affari con Benfica e Porto non si contano; in Premier i flussi dei suoi calciatori hanno seguito gli spostamenti di Mou; in Spagna orbitano attorno al Valencia di Peter Lim, magnate di Singapore che di Jorge è amico e socio nella Meriton Capital Limited, e all’Atletico. In Ligue 1 l’Impero ha stretto accordi strategici con il Principato: Mendes è il braccio destro sul mercato di Dimitri Rybolovlev, tycoon russo proprietario del Monaco. Qui approderà Silva per 8 milioni in meno di quelli spesi dal Milan per acquistarlo dal Porto. Siamo alla rarità: di solito chi compra con Mendes poi rivende a cifre più alte. Anche riuscire a piazzare per 30 milioni un giocatore che si era svalutato, però, è un piccolo capolavoro. Jorge ha vinto ancora. E il Milan sorride.

 

gazzetta.it

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Agente Szoboszlai: “Finché c’é Milinkovic…”

Milinkovic agita il mercato della Lazio. Il centrocampista serbo, la cui valutazione è di 80 milioni, potrebbe lasciare Roma, come ammesso anche nei giorni scorsi da Lotito. Il diesse Tare sta già lavorando per farsi trovare pronto, se si dovesse concretizzare la sua cessione. Tra i nomi caldi accostati al club biancoceleste, c'è soprattutto quello di Dominik , Szoboszlai, talento classe 2000 del Salisburgo. Per parlare del futuro del giovane centrocampista austriaco, su TMW è intervenuto in esclusiva il suo agente, Matyas Esterhazy: 

"Ci sono molte voci su tanti club, ma le cose al momento non sono cambiate. Dominik si sta preparando a Salisburgo per la prima partita di campionato, in programma venerdì contro il Rapid Vienna. Lui come sostituto di Milinkovic? Il serbo è ancora un giocatore della Lazio, quindi non c'è bisogno di sostituirlo". Tuttomercatoweb.com 

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Stop mercato in attesa di Milinkovic. Confronto Lotito-Luis Alberto, ipotesi rinnovo

Colloqui di una notte di mezza estate. Da Villa San Sebastiano ad Auronzo di Cadore. L’arrivo, sabato, di Claudio Lotito in ritiro è servito a tenere alta l’attenzione in casa Lazio e fare il punto della situazione sul mercato. L’altro ieri il presidente della Lazio ha cenato con la squadra, non ha fatto il classico discorso al gruppo ma si è intrattenuto fino a tarda sera a giocare a carte con lo staff e poi è rientrato a Cortina. Sintomo che c’è serenità. L’intesa tra società e tecnico sulle operazioni in entrata e in uscita c’è da tempo. Simone Inzaghi in occasione del suo rinnovo ha chiesto garanzie ed è stato accontentato. Il ds Igli Tare, ormai da due giorni al seguito della squadra in Veneto, gli ha già portato Vavro, Adekanye, Jony e Lazzari. Con l’assenza di offerte per Milinkovic e Luis Alberto, «la squadra rimane così», assicura la dirigenza. Insomma, mercato chiuso, a meno di colpi di scena. Sergej ha salutato il presidente, ma non ci ha parlato. Con lo spagnolo, invece, ci sarebbe stato un confronto. Un incontro per chiarire i motivi delle sue ripetute dichiarazioni pro Siviglia. Un’occasione per intavolare anche un eventuale rinnovo. Ipotesi che la società sta valutando per mettere a tacere le voci su un suo possibile addio. Per Caicedo, invece, il prolungamento del contratto è in discesa, anche se l’ecuadoriano, oltre alla continuità nelle presenze, chiede oltre 2 milioni. Tutto fa pensare che alla fine si troverà un soluzione. Se così non fosse, “l’amico” Mendes è pronto a sponsorizzare Ahmed Hassan, egiziano 26enne punta centrale del Braga. Gli è stata data carta bianca per la cessione di Jordao e Neto al Benfica, ma se i tempi dovessero allungarsi, Jorge potrebbe dirottare i giovani e quasi mai inutilizzati talenti verso il Monaco. La stessa società che due anni fa risolse la grana Keita sborsando 30 milioni di euro. Un caso? In partenza ci sono anche Badelj e Wallace. Il croato vuole tornare alla Fiorentina, mentre per il difensore ci sono diversi estimatori in Premier League, sempre grazie al solito Mendes. Il messaggero

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Jony e la clausola: il Malaga vuole denunciare l’esterno e la Lazio alla Fifa

Il presidente proprietario del Malaga, Al Thani, non ci sta. Il club spagmnnolo infatti starebbe per denunciare Jony e la Lazio per violazioni delle norme regolamentari. Come riporta Il Messaggero, ieri sera in un'emittente radiofonica iberica un avvocato del Malaga ha annunciato la volontà di denunciare il giocatore per aver violato il contratto, contestando di fatto un utilizzo illegittimo della clausola rescissoria e chiedendo allo stesso il pagamento di una cifra pari a 12 milioni. La Lazio invece sarebbe responsabile di aver contatto il giocatore in tempi non consentiti e senza avvisare la società di appartenenza. Lotito e Tare si dicono certi di aver rispettato le regole, si attendono eventuali evoluzioni.

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Decreto Crescita: perché conviene acquistare calciatori stranieri

Per anni i dirigenti italiani hanno denunciato gli aiuti di Stato ai club spagnoli, beneficiari della cosiddetta Legge Beckham che abbatteva le tasse nelle buste paga dei calciatori stranieri. Adesso una Legge Beckham ce l’abbiamo noi. E i ruoli si sono invertiti, col presidente della Liga Javier Tebas a dire, con un’esagerazione, che «in Italia i giocatori pagano 10 volte meno tasse che in Spagna» e il quotidiano El Pais a titolare «El “calcio” es un paraíso fiscal».

I dettagli

«La nuova norma è una bomba», sintetizzano in coro Antonio Tomassini e Antonio Longo, avvocati esperti in materia tributaria e sportiva dello studio legale internazionale DLA Piper che organizza, domani a Milano, il seminario «Gli incentivi fiscali per gli sportivi professionisti che si trasferiscono in Italia: cosa cambia con il Decreto Crescita». Obiettivo: approfondire le conseguenze della normativa e fornire alle società e agli sportivi gli strumenti per gestire al meglio i nuovi incentivi e coordinarli con gli altri regimi di favore già esistenti. Ma cos’è esattamente questa «bomba»? Parliamo della legge di conversione del Decreto Crescita che, tra le varie misure di stimolo, ha dedicato un capitolo al rientro dei cervelli introducendo specifiche agevolazioni fiscali per gli sportivi professionisti (quindi atleti, allenatori, direttori tecnico-sportivi e preparatori atletici) che hanno lavorato all’estero negli ultimi due anni e trasferiscono la residenza in Italia rientrando nella nozione di lavoratori «impatriati», siano essi italiani o stranieri. Per loro la tassazione ai fini Irpef si applica solo sul 50% del reddito imponibile prodotto: in sostanza pagheranno le imposte soltanto sulla metà delle loro entrate. Per la verità il provvedimento è ancora più vantaggioso per gli altri lavoratori, tassati solo sul 30% del reddito. Ma alla fine il Parlamento ha deciso di non premiare fino a tal punto i soggetti di un mondo dorato come il calcio, prevedendo pure una sorta di contributo di solidarietà, pari allo 0,5% della base imponibile, destinato al potenziamento dei settori giovanili. Noccioline rispetto ai risparmi ottenuti. Vediamoli.

Gli esempi

Facciamo il caso di un calciatore professionista che da anni milita in un club estero e che si trasferisce in Italia quest’estate (con residenza fiscale dal 2020). Per garantirgli uno stipendio netto di 2 milioni annui, il club italiano acquirente applicherà le ritenute sull’imponibile ridotto del 50% e così l’ingaggio, a parità di importo netto, costerà 2,54 milioni (con un’Irpef di 539.270 euro) anziché 3,5 milioni (con un’Irpef di 1,49 milioni). Sì, c’è il contributo dello 0,5%, ma parliamo di poco più di 6mila euro. In sostanza, se prima una società italiana sborsava quasi il doppio rispetto a quanto entrava nelle tasche del calciatore, considerata l’aliquota massima Irpef del 43%, d’ora in poi pagherà meno di un terzo del netto. Adesso caliamo la norma nella realtà della nuova Serie A. Tra gli ultimi arrivi dall’estero, spicca l’esempio di De Ligt, al quale la Juve ha assicurato uno stipendio netto base di 8 milioni annui: il club bianconero avrebbe dovuto pagare, al lordo, 14 milioni, ma pagherà a regime 10,1 milioni grazie al Decreto Crescita, con un risparmio di 3,9 milioni, in base alle elaborazioni dello studio DLA Piper. Sul fronte Inter, Godin percepirà un ingaggio di 6,75 con un costo lordo per l’Inter di 8,5 milioni anziché 11,8 e un risparmio di 3,3 milioni. La norma non si applica solo ai calciatori. L’allenatore portoghese Fonseca, nelle ultime tre stagioni allo Shakhtar, con uno stipendio netto base di 2,5 milioni, costerà alla Roma 3,2 milioni con un beneficio di 1,2. Per la sola prima stagione il risparmio per le società sarà sostanzialmente della metà rispetto agli importi a regime, visto che il provvedimento scatta il primo gennaio 2020: sarà applicabile dai contratti sottoscritti quest’estate ma lo sconto sulla tassazione si concretizzerà solo nel secondo semestre (gennaio-giugno) del 2019-20.

Le ricadute

Il nuovo regime fiscale per gli «impatriati» va ad integrare la precedente norma sui neo residenti (cioè all’estero in 9 degli ultimi 10 anni), che ha previsto un’imposta sostitutiva di 100mila euro annui per tutti i redditi di fonte estera. «Anche questa norma ha attratto l’attenzione di alcuni sportivi. Tuttavia può risultare più conveniente del regime introdotto dal Decreto Crescita qualora la parte di introiti da investimenti, diritti e in generale da redditi esteri sia decisamente preponderante rispetto ai compensi pagati dal club italiano», spiega l’avvocato Antonio Longo, riferendosi a quella stretta cerchia di stelle dello sport (come Ronaldo) che hanno ricchi contratti commerciali a livello internazionale. Fatto sta che le ultime misure possono rappresentare una svolta per la competitività e il potere di spesa delle nostre squadre. L’abbattimento dell’imponibile in busta paga, sebbene in teoria riguardi il lavoratore, in realtà dà una grossa mano al datore di lavoro che è il club. «Questo perché – dice l’avvocato Antonio Tomassini – tra atleta e società lo stipendio si negozia sempre sul netto. Il regime si inserisce nelle misure per attrarre capitale umano in Italia ed è al momento la più interessante agevolazione fiscale nel panorama dello sport professionistico europeo. Si spera che funga da stimolo per il rilancio dello sport italiano».

La Gazzetta dello Sport

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Milinkovic, il Manchester prepara l’offerta: pronti 80 milioni

Il Manchester United è a caccia di un centrocampista di livello e negli ultimi giorni si sta convincendo sempre di più a fare uno sforzo per arrivare a Sergej Milinkovic-Savic. A riportarlo è il Mirror, secondo cui anche Ole Gunnars Solksjaer avrebbe messo il serbo della Lazio in cima alle preferenze per la mediana e, per questo, da Manchester potrebbero decidere di accontentare Claudio Lotito, avvicinandosi agli 80 milioni da lui richiesti. Tuttomercatoweb