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Vavro si avvicina: offerti 9 milioni più bonus, si chiude entro lunedì?

AGGIORNAMENTO: 9 milioni + 1 di bonus l’offerta della società del presidente Lotito, che conta di definire tutto entro la giornata di lunedì, nonostante il Copenaghen non abbia ancora individuato il sostituto. Intanto, domani Vavro è atteso a Copenaghen per le visite mediche di inizio stagione, utili per incontrare il club e prendere una decisione. Sul classe ’96 ci sono anche Atalanta e Roma, ma la Lazio resta al momento la grande favorita. Gianlucadimarzio.com

L'edizione odierna de il Corriere dello Sport porta aggiornamenti sulla trattativa per Vavro. Il Copenaghen sarebbe pronto ad abbassare le richieste per lasciar 'libero' il difensore slovacco, da 12 a 10 milioni. La Lazio sperava – facendo leva sulla chiara volontà del giocatore – di arrivare a questo punto. Adesso la seconda, forse decisiva, parte della trattativa: tentare di abbassare ulteriormente il prezzo del cartellino per arrivare a dama. Vavro è il prescelto, la strategia del club biancoceleste stavolta sembra pagare dividendi, ma attenzione all'altra faccia della medaglia: l'affare saltato Wesley.

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Yazici, il manager conferma: “C’è l’interesse, ma non la trattativa”

La Lazio ha individuato in Yusuf Yazici l'erede di Milinkovic. Il suo manager, Adem Cebeci, ai microfoni de il Lalaziosiamonoi.it ha commentato le voci che vorrebbero il suo assistito vicino al mercato italiano: “Sì è vero, la Lazio lo segue, sappiamo che c’è gradimento da parte loro. Se a Yazici piacerebbe venire in Italia e giocare in biancoceleste? Certo, perché no, ma non c’è ancora una trattativa tra i club; per questo dobbiamo aspettare”. Attendere, ovviamente, l'eventuale addio del sergente, che sbloccherebbe gran parte del mercato della Lazio.

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Lazio, per l’attacco idea Cholito

L'edizione odierna de Il Messaggero riporta l'ultima idea di mercato della Lazio per sostituire il partente Caicedo. Il Cholito Giovanni Simeone, figlio di Diego che ha rifiutato il Sassuolo, piace a Verona e Bologna, ma per la Lazio potrebbe essere una scommessa. La società toscana aveva dovuto sborsare 18 milioni per strapparlo al Genoa. Dopo i miseri 6 centri nell'ultima annata per i nuovi viola di Commisso è scontata la minusvalenza. Come Immobile ai tempi del Siviglia. L'idea potrebbe diventare una possibilità concreta, a meno che non si scelga un profilo completamente diverso, magari pescando all'estero.

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Tomiyasu, il gigante giapponese che piace a Tare va al Bologna

AGGIORNAMENTO – Il Bologna saluta Avenatti ed è vicino all’arrivo di due difensori a lungo seguti durante la stagione. La società rossoblù ha infatti perfezionato la cessione dell’attaccante allo Standard Liegi, ma nel frattempo ha sistemato la difesa. Takehiro Tomiyasu è ormai ad un passo: il Bologna ha raggiunto l’accordo con il club belga Sint-Truiden. Il difensore classe ‘98 sarà in Italia venerdì, la cifra dell’operazione è di 7 milioni di euro. Gianlucadimarzio.com

 

Il Messaggero di oggi riporta l'idea di mercato Takehiro Tomiyasu, difensore centrale alto 190cm del Sint-Truiden (Belgio, Jupiler League) classe 98'. In Italia c'è anche il Bologna sul giocatore, in Belgio parlano di un'offerta di 6 milioni rispedita al mittente dalla società belga, in attesa della mossa di Tare. Mihajlovic starebbe facendo pressioni per averlo, la sua valutazione è di 10 milioni, il suo valore è in ascesa anche perché impegnato in Copa America col suo Giappone.

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Tare sull’ipotesi PSG-Milinkovic: “Solo voci dei giornali, non dobbiamo venderlo. Dalla Francia nessuna offerta”

Il prestigioso sito del quotidiano francese Le Parisien ha contattato telefonicamente il  ds della Lazio Igli Tare chiedendogli notizie sull'affaire PSG-Milinkovic. "Non c'è niente da dire, perché non c'è discussione. Non ne so nulla. Non abbiamo alcuna pressione per venderlo. Queste sono solo voci di giornali", ha replicato in modo sbrigativo il dirigente capitolino. "Non conosco il suo prezzo, non ne ho idea. Non posso parlare di qualcosa che non sia concreto o reale. Queste sono solo storie”, ha aggiunto Tare, che sull'esistenza di un offerta dei parigini ha replicato altrettanto seccamente: "No".

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Vavro, il Copenaghen rifiuta offerta del Watford: sarà libero per 10 milioni di euro

Da 12 a 10. Il Copenhagen sembra aver sciolto le riserve e ha deciso di abbassare la richiesta per Denis Vavro, gigante della retroguardia del club danese, nome caldo per la retroguardia di Simone Inzaghi. La trattativa portata avanti dal direttore sportivo Igli Tare procede: negli scorsi giorni gli scandinavi hanno rifiutato dall'Inghilterra una proposta più bassa dal Watford per Vavro, visionato nelle scorse settimane anche da club iberici. Il centrale ha deciso di partire e lo stesso Copenhagen si sta già muovendo per cercare il sostituto. tuttomercatoweb.com

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Szoboszlai è già fuori mercato Lazio, ci sono anche Barça, Dortmund ed Arsenal

Non c’è calcio senza memoria, ma l’Ungheria si nutre di racconti e ricordi da oltre mezzo secolo e cerca un’inversione di tendenza che sappia riaccendere emozioni e fantasia. In passato ha fatto scuola, si è meritata un capitolo del grande romanzo sulle espressioni di gioco più nobili e spettacolari della storia e ha lasciato in eredità una nazionale – ribattezzata “l’Aranycsapat”, la squadra d’oro – che sfiorò nel1954 la conquista della Coppa del Mondo, perdendo per 3-2 la finale contro la Germania Ovest del ct Sepp Herberger, di Fritz Walter, di Helmut Rahn e di Max Morlock. Un’Ungheria leggendaria, bella e affascinante, costruita con sapienza in panchina da Gustav Sebes, uno dei maestri della tattica, l’inventore del 3-2-3-2, del cosiddetto modulo a doppia “M”: lo stile magico di Ferenc Puskas, piede sinistro da videogame, la regia vellutata di Jozsef Bozsik, la creatività di Nandor Hidegkuti (il primo finto nove), le prodigiose acrobazie di Sandor Kocsis, soprannominato “testina d’oro”, capocannoniere in quel Mondiale con undici gol in cinque partite, gli slalom e la velocità di Zoltan Czibor, Mihaly Toth e Laszlo Budai. Una nazionale da enciclopedia, proprio come la mitica Hondev, che all’inizio si chiamava Kipest, quartiere alla periferia di Budapest, quattro campionati vinti tra il 1950 e il 1955, il serbatoio infinito di una generazione reazionaria che aveva vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi del 1952 e prodotto un’ondata di modernità al Mondiale del 1954.

LA SCOPERTA – Dallo splendore alle ombre del presente: l’Ungheria occupa il 42° posto nel ranking della Fifa. Dominik Szoboszlai è la nuova promessa di un movimento che vuole uscire dall’anonimato e da un lungo letargo. E’ una mezzala, gioca nel Salisburgo, è nei piani del Barcellona, che lavora per sorpassare il Borussia Dortmund. Piace anche alla Lazio e all’Arsenal. Ha diciotto anni, il direttore sportivo Igli Tare lo aveva inserito nella lista dei possibili successori di Sergej Milinkovic-Savic. Forza atletica, potenza, energia, tecnica purissima, un repertorio molto ricco: ha diciotto anni, è nato il 25 ottobre del 2000 a Szekesfehervar, centomila abitanti, una città che si trova tra Budapest e il lago Balaton. Ha un talento sublime e una mentalità da mediano. Dribbling e rapidità, un metro e 86, ma anche grinta e applicazione.

IL PADRE – Il “Guardian”, giornale inglese, lo ha inserito nella lista dei diciottenni più interessanti a livello mondiale. Il padre Zsolt è il suo primo consigliere, lo ha seguito e accompagnato durante ogni tappa della sua carriera: dal Feherbar al Fonix-Gold, fino all’Mtk Budapest e al Videoton che lo ha ceduto il 30 marzo del 2017 al Salisburgo per mezzo milione di euro. Szoboszlai fa già parte della nazionale ungherese, ha festeggiato la prima convocazione quando aveva sedici anni e mezzo. Il Salisburgo lo aveva prestato all’inizio al Liefering, società satellite controllata sempre dalla Red Bull. In Austria e in un Ungheria lo hanno paragonato a Toni Kroos, il tedesco del Real Madrid. E’ ambidestro, ha imparato a battere molto bene le punizioni, alla metà di marzo ha rinnovato il contratto con il Salisburgo fino al 2022. Sedici partite, tre gol e quattro assist nell’ultimo campionato austriaco, vinto dal Salisburgo per la sesta volta consecutiva. Il suo procuratore è Matyas Esterhazy. Corriere

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Milinkovic spinge per Juve e Real, ma il PSG è la pista più concreta

Ricomincia il gioco a incastro e può convenire alla Lazio. A meno che fra bugie sfruttate e verità nascoste per scatenare un’asta al rialzo, alla fine Lotito non si ritrovi con uno “scontento” e tanti soldi in meno. Ora in Spagna “Diario” assicura che è pronto a inserirsi Florentino Perez per Milinkovic. Il Real valuta Sergej come alternativa a Pogba, visto che lo United non ha alcuna intenzione di scendere sotto i 120 milioni. Zidane aveva già messo il serbo nella sua lista. Se si rianimasse davvero questa pista, la Lazio avrebbe una migliore e benedetta alternativa. Perché Sergej tifa per i Galacticos dall’infanzia e sicuramente vedrebbe questo trasferimento in un’altra maniera. Già, perché nonostante il suo agente Kezman abbia trovato l’intesa economica (a 25 milioni sino al 2024) con Leonardo, Milinkovic starebbe ora facendo resistenza. Piuttosto che volare a Parigi, preferirebbe restare in Italia, in Serie A. In particolare, il serbo vuole la Vecchia Signora con cui è da un mese in parola. Ecco perché la Juve aspetta sicura e tergiversa, ecco perché Lotito spera nell’asta; non vuole cedere all’offerta di 40 milioni più qualche contropartita bianconera. Eppure l’eventuale inserimento del baby prodigio Kean potrebbe essere una meravigliosa idea, vista la ricerca di un giovane attaccante, con la soddisfazione anche dell’amico Raiola. Ieri se n’è parlato in Lega. Braccio di ferro alla finestra. L’estate scorsa Lotito gli aveva fatto una promessa, ora Milinkovic vuole la Juve e in fretta. 
VOLONTÀ
Il presidente però sotto gli 80 milioni non lo accontenterà e Sergej ha paura che Paratici, nonostante l’accordo, possa tirarsi indietro e tuffarsi su un’altra pista. In effetti, così sembra: i 70 milioni da spendere per de Ligt forse sono già un’avvertenza. E, ironia del destino, proprio il Psg può essere il principale ostacolo pure per questo colpo in difesa. Al momento, infatti, non trovano riscontri gli 80 milioni offerti dai francesi per Milinkovic, nonostante il silenzio a Formello e le bombe lanciate dalla Serbia. In Spagna invece confermano il buon esito dell’affare Jony per 2 milioni dal Malaga: ha già fatto in segreto le visite mediche, si presenterà al raduno a Roma. Così come Luis Alberto che, al di là delle continue voci sul Siviglia, dà sui social appuntamento a Correa ad Auronzo, fra un allenamento e l’altro a Ibiza. 

Il Messaggero

 

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Clamoroso Buffon: torna alla Juve a fare il secondo

Weekend con De Ligt. Ma soprattutto: un altro anno con Gigi Buffon. Sì, l’ex capitano è pronto a tornare in bianconero, dopo l’addio dell’estate 2018. Svincolatosi dal Psg (né lui né il club francese hanno esercitato l’opzione reciproca per prolungare), dopo aver valutato alcune proposte poco accattivanti e preso in considerazione l’idea di andare al Porto, a sostituire l’amico Casillas, Gigi sarebbe pronto al clamoroso ritorno a casa. Decisivi gli ultimi colloqui: alla Juve farebbe da secondo, in attesa di ricoprire nuovi incarichi in futuro, a fine carriera. A lasciare la Juve invece potrebbe essere Perin, che ha diverse opportunità di mercato che vanno dalla Roma fino al Siviglia: nelle prossime ore la sua partenza potrebbe aprire al clamoroso ritorno di Buffon in bianconero, con l'obiettivo di andare a caccia di quella Champions League che non è mai riuscito a vincere nella sua carriera pur ricchissima di trionfi. Corrieredellosport.it

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Tra Cipriano e la Lazio c’è ancora Sampaoli

Il difensore del Santos, Gustavo Cipriano vuole solo la Lazio. Il classe 2001 ha espresso la sua voglia di vestire la maglia biancoceleste. Dopo le offerte respinte la scorsa stagione, ora il difensore spinge con il suo entourage per la cessione. Il tecnico del Santos Jorge Sampaoli vorrebbe convincere il ragazzo a restare in Brasile, ma Cipriano sembra non volerne sentire, la sua voglia è chiara, vuole solo la Lazio. La società biancoceleste ha offerto 750 mila euro per l’acquisizione dell’ 85 % del cartellino, il restante 15 % resterebbe al club brasiliano, che avrà una percentuale sulla futura rivendita del ragazzo ad altri club. La Lazio lavora per piazzare il colpo Cipriano. Cittaceleste.it