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Immobile, sempre più uomo Champions ed incubo Borussia: “Meritavamo di più, abbiamo la mentalità di una grande squadra” (AUDIO)

Statistica particolare per Ciro Immobile al Signal Iduna Park, stadio del Borussia Dortmund. L’attaccante della Lazio ha ha segnato in tutte le quattro gare di Champions League nell’impianto tedesco (3 con il Dortmund nel 2014/15); l’ultimo giocatore ad aver trovato il gol nello stesso stadio per 4 match di fila era stato Cristiano Ronaldo all’Allianz Stadium nel novembre 2018.tuttomercatoweb.com Nel post partita di Borussia Dortmund-Lazio, il centravanti biancoceleste Ciro Immobile è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky: “La squadra ha cercato il gol della vittoria fino alla fine, sono orgoglioso dell’atteggiamento dei miei compagni. Non ci siamo accontentati del pari, abbiamo cercato il successo fino all’ultimo. Quest’attitudine ci dà ancora più motivazioni in vista delle prossime partite. È stato bello tornare a Dortmund, ho ritrovato lo stesso freddo di quando sono andato via ed ho notato tanti posti che frequentavo quando ero qui. Sono felice di aver rivisto qualche membro della dirigenza giallonera e qualche calciatore di Favre che ho conosciuto durante la mia esperienza in Germania”.

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BVB-Lazio, Hoedt nel pre-match: “Dobbiamo giocare da squadra per rendere speciale questa serata”

A circa un’ora dal fischio d’inizio di Borussia Dortmund-Lazio, il difensore biancoceleste Wesley Hoedt è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel

“Questa serata può essere particolare, vogliamo che sia speciale per tutti noi. Siamo reduci da una sconfitta bruciante, ma può capitare. Ora tocca a noi rispondere sul campo. Sarà una partita molto difficile, il Borussia Dortmund è forte e lo siamo anche noi. Dobbiamo giocare come sappiamo fare, attaccando e difendendo da squadra. Solo così possiamo giocarcela con tutti. Nello spogliatoio si è parlato dell’approccio, abbiamo visto che è necessario non sbagliarlo: dobbiamo essere umili e lottare tutti insieme”.

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Inzaghi ad un passo dalla storia: “Vicino ad un grande traguardo, Haaland osservato speciale, Reina-Strakosha una risorsa”

"Sappiamo che siamo vicini a un ottimo traguardo, però ci manca ancora qualcosa, ci sono due partite da disputare: domani abbiamo una gara molto importante contro una, a parere mio, delle migliori squadre d'Europa con un ottimo potenziale”. Parla così ai microfoni di Sky Sport Simone Inzaghi alla vigilia della sfida di Champions contro il Borussia Dortmund in Germania – mercoledì ore 21 su Sky Sport Arena (satellite e internet), Sky Sport 253 (satellite e internet) e Sky Sport 484 (digitale terrestre) – che potrebbe regalare l’approdo agli ottavi di finale con una giornata di anticipo. "All’andata abbiamo vinto cominciando con il piede giusto questa Champions, manca ancora qualcosa per l’aritmetica certezza del passaggio turno, ma bisogna entrare tra le prime 16 d'Europa, per noi sarebbe un grandissimo traguardo", ha proseguito l’allenatore biancoceleste. Che ha chiesto alla squadra una reazione immediata dopo la sconfitta contro l’Udinese in campionato: "Domenica abbiamo peccato di presunzione, si può perdere una partita ma non in quel modo. L’abbiamo analizzata, dobbiamo resettare al più presto e guardare avanti. Abbiamo lavorato 4-5 anni per entrare in Europa e vogliamo giocarci questa Champions al meglio delle nostre forze".

Tra i protagonisti più attesi del match c’è sicuramente l’ex Immobile: "È sempre molto continuo e non solo per i gol, ma anche per le prestazioni e per l’apporto che dà alla squadra. Poi anche Haaland sarà un osservato speciale: è un grandissimo giocatore, capace di segnare in ogni partita”, ha ammesso Inzaghi. Che non si sbilancia sul portiere che scenderà in campo dal primo minuto: "Strakosha o Reina? Non deve diventare un problema, ho dei dubbi di formazione come in tutti i ruoli. Questo deve continuare a essere una risorsa per noi". Lazio che giocherà con il lutto al braccio per la scomparsa del portavoce del club Arturo Diaconale: "Una bruttissima notizia, era un grandissimo laziale con cui ho avuto la fortuna di collaborare negli ultimi 4 anni. Metteva tanta dedizione nel lavoro, è una grande mancanza, mi unisco al dolore della famiglia. Ci eravamo visti 4 mesi fa a una cena da lui organizzata, credevo che le cose andassero meglio ma purtroppo la vita è imprevedibile", ha concluso Inzaghi.

Skysport

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Diaconale, Tare: “Lazio perde uomo vero, abbiamo sofferto con lui”

"Siamo addolorati e logorati dalla sua perdita, ha sofferto tanto e noi con lui. Ci lascia un grande laziale, un uomo vero, una persona perbene. E stato un grande onore lavorare con lui. Ci mancherà molto". Igli Tare, direttore sportivo della Lazio, all'Adnkronos ricorda Arturo Diaconale, portavoce della società biancoceleste scomparso questa mattina. "Domani a Dortmund per l’incontro di Champions League – aggiunge – giocheremo con il lutto al braccio per ricordarlo".

adnkronos

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Morte Diaconale, De Martino conferma: “Con il Borussia lutto al braccio”

Stefano De Martino, Direttore della Comunicazione della S.S. Lazio, è intervenuto quest’oggi ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 FM:

“Arturo lottava da tempo contro un brutto male, purtroppo se ne è andato questa mattina. C’era la speranza che potesse farcela. Omaggeremo la memoria di Arturo Diaconale disputando la gara di domani contro il Borussia Dortmund con un lutto al braccio, ma andremo in Germania con un dolore immenso e con grande difficoltà: non se ne va solo un dirigente che da anni portava il suo calore e la sua lazialità infinita, ma anche la sua competenza e la sua esperienza. Arturo ha dato qualcosa a tutti, a me in particolare. Porterò per sempre con me Arturo, era benvoluto da tutti. Il momento è molto difficile, siamo tutti stretti intorno alla famiglia nel suo dolore. Ricorderemo Arturo tutti i giorni, la sua figura importante e carismatica mancherà molto alla Lazio”.  

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Cabrini: “Se Maradona avesse giocato nella Juve invece che a Napoli sarebbe ancora vivo”

"Maradona sarebbe ancora vivo se all'epoca fosse stato della Juventus e non del Napoli". Ne è sicuro Antonio Cabrini, campione del Mondo nel 1982 e per 13i stagioni in maglia bianconera.
"E' stato una leggenda vivente e un avversario gentiluomo – ha detto Cabrini a Irpinia Tv di Avellino – che come tanti altri fuoriclasse ha saputo dare nello stesso tempo il meglio e il peggio. Sarebbe ancora qui con noi se fosse venuto alla Juve perché l'ambiente lo avrebbe salvato, non la società ma proprio l'ambiente. L'amore di Napoli è stato tanto forte e autentico quanto, ribadisco, malato". E ancora: "Maradona in campo era corretto, disciplinato, veniva marcato in modo pesante, come è noto, ma non si lamentava mai. E questo faceva di lui un avversario leale. Era un leader forte, coraggioso, irraggiungibile, generoso. Il Napoli, grazie a lui, vinse lo scudetto nel campionato 1986-‘87. In quegli anni Napoli divenne una sorta di sua appendice perché Napoli era Maradona e Maradona era Napoli. Fu un amore viscerale. Tuttavia, nell’ambiente pallonaro Maradona non era un giocatore del Napoli , ma era il giocatore di tutti, un fenomeno percepito come tale, a prescindere dalla squadra in cui militava. Per noi Diego fu un esempio di coraggio e di generosità senza eguali". gazzetta.it

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Gascoigne a Shilton: “Senza Maradona non ti conoscerebbe nessuno”

 Con il suo solito modo ironico e provocatorio, Paul Gascoigne, ha dato il suo commento riguardo la vicenda della "Mano de Dios" tra Diego Maradona e Peter Shilton. Il portiere inglese proprio ieri aveva ribadito che El Diez non gli avesse mai chiesto scusa per quel gol di mano ai Mondiali in Messico.Gazza ha analizzato la questione da un altro punto di vista: "Maradona è stato un'icona, la gente torna sempre sulla storia della 'Mano de Dios' ma è così che Shilton è diventato famoso. Shilty, è quel gol che ti ha fatto conoscere". L'ex portiere inglese è stato al gioco e ha risposto divertito: "Grazie Gazza, anche se poi ho giocato per altri vent'anni dopo quella partita".

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Lazzari: “Vogliamo rimanere in alto fino all’ultimo. I tifosi ci mancano, li aspettiamo”

Manuel Lazzari, centrocampista biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky.

"Maradona ha cambiato il calcio, è stato una leggenda. La sua scomparsa dispiace a tutto il mondo. Quest'anno non c'è una vera favorita per il campionato, quindi sarà aperto fino alla fine. Noi faremo di tutto per trovarci lì fino all'ultimo. Sono contento di aver realizzato il primo gol della stagione, che mi sono valse delle bottiglie di vino. I tifosi ci mancano tanto, all'Olimpico andavamo in campo con la consapevolezza di giocare in 12. Sappiamo che è un momento difficile per tutti, dobbiamo tenere duro per uscirne il prima possibile. Abbiamo una rosa ampia, lo dimostra la qualità dei nostri cinque cambi. Sono arrivati ragazzi in punta di piedi, che ora danno il massimo in campo.

Era importante partire bene a Cagliari, spero di continuare così. Contro lo Zenit purtroppo ho tirato troppo centrale, per fortuna abbiamo portato a casa una vittoria fondamentale per il nostro passaggio del turno. La Champions League è il punto d'arrivo per chiunque gioca a calcio, per me è stata un qualcosa di unico. Ogni tanto ripenso da dove sono partito e mi emoziono. Fares? Siamo caratterialmente simili, Momo è molto felice di essere qui. Adesso si sta ambientando, anche io lo scorso anno all'inizio ho fatto fatica. Sulle sue qualità però non ci sono dubbi.

Per ora, i due momenti più belli della carriera sono stati l'esordio in Nazionale e quello in Champions League. Lo scorso anno è stato importante, non pensavo di riuscirmi ad integrare così velocemente. La Lazio per me è qualcosa di incredibile, una big del calcio italiano e non solo. Qui sono diventato più maturo, ho cambiato mentalità, si gioca sempre per vincere. Ricordo ancora il mio gol in casa del Celtic, purtroppo è servito a poco ma fu lo stesso una grande emozione.

A Crotone ci siamo presi tre punti fondamentali su un campo diffiicile e pesante. Idolo? Da piccolo guardavo molto Kakà, ora mi ispiro a Carvajal e Alphonso Davies, i terzini più forti al mondo. Punto molto sulla velocità, devo migliorare sicuramente in zona gol. Ho scelto il 29 perché è la mia data, mi ha sempre portato bene. Cibo? Mi piace molto la carbonara, la preferisco all'amtriciana. Futuro? Vogliamo continuare a fare bene, andando avanti in Champions e giocandoci il campionato.

Quest'anno purtroppo ho saltato qualche partita, adesso sto riprendendo la condizione migliore. Adesso testa all'Udinese, una squadra che meriterebbe più punti per le qualità che ha. Giocare alle 12:30 è fastidioso perché appena ti svegli devi fare subito colazione-pranzo. Siamo però consapevoli di poter fare una grande partita e dare continuità. Poi andremo a Dortmund".sslazio.it

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Addio Maradona, Pelé: “Giocheremo a calcio in cielo”

Diego Armando Maradona è morto. E a dire addio al leggendario campione argentino, tra le migliaia di messaggi di cordoglio, ecco arrivare anche quello di un'altra leggenda del calcio mondiale, il brasiliano Pelé. "Che triste notizia. Ho perso un grande amico e il mondo ha perso una leggenda. Ci sarà ancora molto da dire, ma per ora possa Dio dare forza ai membri della famiglia. Un giorno, spero che potremo giocare a pallone insieme nel cielo", il messaggio di Pelé. adnkronos

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Manzini: “La vittoria di ieri è stato il primo regalo di compleanno!”

Maurizio Manzini, storico Team Manager biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di S.S. Lazio Agenzia Ufficiale nel giorno del suo ottantesimo compleanno:

“Ringrazio tutti i tifosi laziali che mi stanno facendo gli auguri di buon compleanno, mi ha fatto molto piacere leggere le loro manifestazioni d’affetto. Sono arrivati tanti messaggi dal mondo Lazio, anche da ex giocatori. Non ce n’è uno in particolare a cui tengo, ognuno di loro ha rappresentato una parentesi felice e vissuta intensamente.

Il primo regalo per il mio compleanno? Sicuramente la vittoria della Lazio contro lo Zenit! Se dovessi scegliere tre momenti da ricordare della mia esperienza in questo Club, il primo sarebbe sicuramente il 19 luglio del 2004: nel giorno successivo si sarebbero portati i libri in tribunale e la Lazio sarebbe finita se Claudio Lotito non avesse salvato la Società con dei soldi veri. Il secondo ricordo che voglio menzionare è il giorno nel quale vincemmo lo Scudetto. Infine, ricorderò sempre con piacere Paul Gascoigne”.