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Immobile: “Inzaghi la mia fortuna, la Lazio una grande soddisfazione. Punto la Champions e mi immagino in coppia con Giordano”

In testa alla classifica marcatori, ventisei gol e 9 assist. Potrebbe chiedere di più, Ciro Immobile? Certo che sì. Il sogno resta la Champions. Anzi, più concreto di un sogno: è l'obiettivo vero della stagione biancoceleste. L'attaccante di Torre Annunziata non si è celato dietro inutile diplomazia, ai microfoni de Il Tempo: "Non ci possiamo nascondere, l’obiettivo è quello. C’è un po' di rimpianto per qualche punto in più che meritavamo. Senza lottare testa a testa, saremmo stati più vicini alla vetta. Non avremmo avuto l’obbligo di vedere sempre il risultato degli altri. Adesso siamo quarti perché prima della sosta la Roma ha perso e l’Inter ha pareggiato. Abbiamo sfruttato questa situazione e cercheremo di farlo fino al termine del campionato. Cosa mi ha detto Giacomelli? “Ho visto la Var e devi andare fuori”. Lo avevo capito da subito che non avrebbe controllato il fallo di mano di Iago Falque”. La Lazio punta alla Champions, Immobile a laurearsi miglior marcatore in serie A: "Con Icardi è una sfida bellissima, lui sta andando benissimo, prima dei quattro gol a Ferrara era davanti a me. L’anno che vinsi il titolo con il Torino, all’ultima giornata non giocavo. Allora restai a casa a gufare i miei avversari. Quest’anno bisogna considerare anche Higuain e Mertens, possono risalire in qualsiasi momento”.

INZAGHI E LA RINASCITA – “Quando arrivai al Borussia Dortmund loro venivano da una finale Champions, erano tra le squadre più forti d’Europa. La pressione era tanta però, a dicembre eravamo ultimi. Di conseguenza sono stato messo un pò da parte. In ogni caso di quell’esperienza non butto via tutto, non è semplice realizzare quattro gol in Champions League. In Spagna, quando giocavo, segnavo sempre. Poi però mi tenevano fuori. Non venivo considerato. Fortunatamente alla Lazio ho trovato Inzaghi e per me è cambiato tutto. Con lui ho un ottimo rapporto, ci confrontiamo spesso, mi sta valorizzando tantissimo. La Lazio gioca bene e diverte, siamo un grande gruppo. Con chi avrei voluto giocare tra Giordano, Signori o Klose? Bruno Giordano, tra i più forti”.

VINCERE CON LA LAZIO – “Fa sempre parte del lavoro, la scaramanzia c’è, ma fino a un certo punto. Qui alla Lazio è bello vincere, me ne sono accorto con la Superocoppa Italiana. Roma è una bella piazza, calorosa, che regala emozioni. La gente adesso si è riavvicinata a noi, questo è importante. E’ bello vedere i bambini in giro con la tua maglia, quando smetterò mi rimarranno dei bei ricordi. Tutto quello che entra nella storia, farà parte di quello che sarò io. E’ una bella soddisfazione far parte di questa gloriosa società. Li vedo anche io i bambini con la mia maglia e ogni volta mi emoziono, soprattutto in questo ultimo periodo. Forse la classifica aiuta, giochiamo un bel calcio, divertente”.

BATOSTA MONDIALE – "E’ stata una brutta botta, una macchia nera sulla carriera. In tanti si ricorderanno in maniera negativa di noi, nessuno escluso. Dispiace soprattutto per i bambini, per le persone che aspettano con ansia i mondiali. Non abbiamo raggiunto un obiettivo fondamentale. Il calcio però ti dà sempre l’opportunità di guardare avanti, ci saranno gli europei tra due anni, il mondiale per chi lo farà, io forse sarò troppo vecchio (ride, ndr)”.lalaziosiamonoi.it

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Lulic, un regalo chiamato Champions: “Spero di arrivare a maggio con risultati positivi”

Nel giorno del suo compleanno, al termine dell'allenamento, Senad Lulic è intervenuto a Lazio Style Channel.

“Per il mio trentaduesimo compleanno vorrei regalare alla mia squadra un lungo cammino senza alcun infortunio; è la cosa più importante per noi. Mi auguro anche di poter arrivare al 20 maggio, giorno in cui terminerà il campionato, con una buona classifica. Speriamo, inoltre, di poter dar seguito al cammino svolto finora attraverso nuovi risultati positivi.

Stiamo tornando al lavoro al termine della sosta: gli allenamenti sono duri ed intensi poiché questa sarà l’ultima settimana nella quale potremo lavorare a pieno regime. Da qui in poi, infatti, giocheremo una volta ogni tre giorni. Dobbiamo ottenere una buona condizione fisica in questa fase per poter dare inizio ad un buon percorso. Il ChievoVerona è sempre un avversario difficile da affrontare, vanta calciatori molto forti. Noi, dal canto nostro, stiamo lavorando tanto per preparare al meglio la prossima sfida e per provare a vincerla.

Quest’oggi ci siamo ben comportati in allenamento, dobbiamo spingere in questa settimana per essere pronti al periodo ricco d’impegni che ci aspetta”. sslazio.it

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Diaconale e ‘l’antilotitismo viscerale’: “Pregiudizi vuoti per affossare la sua immagine. É l’unico che ha idee e progetti”

A proposito dell'ipotesi di candidatura a presidente della Figc da parte di Claudio Lotito – poi sconfessata dal patron biancoceleste stesso -, Arturo Diaconale ha pubblicato una nota sul sito ufficiale della Lazio esprimendo il proprio punto di vista: "Scrivo queste considerazioni spogliandomi del ruolo di responsabile della S.S. Lazio e rientrando nei miei panni tradizionali di giornalista con lunga esperienza di analista politico alle spalle. Mi colpisce come la maggior parte dei giornalisti sportivi che seguono sui principali media nazionali le intricate vicende della Figc abbia scoperto che l’unico nesso di quanto sta avvenendo per la scelta del successore di Tavecchio al vertice del calcio italiano sia il cosiddetto “antilotitismo”".

"ANTILOTITISMO" – "Cioè una alleanza tra le più diverse componenti della Figc non per un progetto di innovazione, di rilancio e di sviluppo dell’organismo che dirige e controlla lo sport più popolare ed amato del paese. Ma, molto più semplicemente ed anche pedestremente, per contrastare e colpire Claudio Lotito, dipinto nelle maniere più disparate, da Attila distruggitore ad ammaliatrice Lolita (il gioco di parole Lotito-Lotita) del calcio nazionale, da gaffeur per Sinagoghe e dintorni a ducetto incapace di fornire sogni ai tifosi, da manovratore occulto e palese di politica, agenzia delle Entrate, nomine federali e vicende calcistiche varie a frenetico manovratore in contemporanea di sei telefonini per meglio sfogare la propria incontenibile bulimia verbale".

"SOLO PREGIUDIZI"  "A colpirmi in particolare, però, non è l’alleanza “contra personam”, che è un fenomeno tipico del modo di fare politica e giornalismo degli ultimi tempi, ma l’assenza totale di una qualsiasi motivazione concreta, realistica e positiva posta a fondamento dell’“antilotitismo viscerale”. Alla base dell’alleanza, in sostanza, non c’è alcun progetto ma solo una serie di pregiudizi legati non alle attività di un personaggio che si è costruito da solo ed è riuscito a conquistare traguardi di grande rilevanza in tutti i settori in cui è stato ed è impegnato, ma solo agli aspetti esteriori di un uomo che non rientra nei canoni del conformismo imperante del politicamente corretto".

"LOTITO HA RILANCIATO LA LAZIO" – "L’aspetto più singolare di questo “antilotitismo viscerale” vuoto di qualsiasi contenuto è che più si manifesta e più ingigantisce e rinforza nell’opinione pubblica l’immagine del personaggio che si vuole colpire ed affondare. Lotito sarà pure Attila ma ha salvato la S.S. Lazio dal fallimento e l’ha portata a competere con i massimi club italiani ed europei. Lotito sarà pure Lotita ma senza aver bisogno di un Nabokov non ha sbagliato una scelta (da Tare a Inzaghi, da Peruzzi al parco giocatori) nel rafforzare una società in passato considerata la cenerentola del calcio romano".

"IDEE E FATTI" – "Lotito sarà pure gaffeur, ducetto, divoratore di telefonini, amante del latinorum e della buona tavola, ma è riuscito a diventare nel giro di poco più di un decennio l’uomo che può vantare i maggiori successi personali nel calcio nazionale. Sarà pure, come ha scritto Roberto Beccantini, il “peggio del meglio ed il meglio del peggio” dell’italiano medio. Ma intanto c’è, conta, pesa ed è l’unico che ha idee, progetti ed energie da investire per la ripresa del calcio. Certo, è italiano, con tutti i pregi ed i difetti dell’italiano. Ma chi l’ha detto che non sia meglio per il nostro calcio avere a che fare con un italiano di questo stampo piuttosto che con cinesi, americani o con qualche soggetto incapace di diventare un personaggio di rilievo o ancora lontano da un simile traguardo?"

 

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32 candeline per Lulic, Strakosha: “Buon compleanno capitano!”

Sono 32 le candeline che oggi Senad Lulic dovrà spegnere soffiando sulla sua torta. Il capitano biancoceleste cresce in saggezza. Con qualche capello bianco in più guiderà la sua Lazio verso nuovi importanti traguardi. Continuerà a essere il punto di riferimento per i suoi compagni. Soprattutto per i più giovani. Intanto Thomas Strakosha gli fa gli auguri su Instagram: "Buon compleanno capitano! Che Dio ti benedica!". 

 

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AUDIO CONFERENZA – Caceres è già caldo: “La Lazio nel destino. La concorrenza stimola”. Peruzzi: “Ci darà una grande mano”

Giornata di presentazioni nel centro sportivo di Formello. Nel quartier generale della Lazio è infatti il momento di far conoscere l'acquisto del mercato di gennaio, Martin Caceres. Non c'è il ds Tare (influenzato) a introdurre il difensore uruguaiano arrivato dal Verona, per questo ci pensa il Club Manager Angelo Peruzzi: "Siamo felicissimi di presentare Martin, un giocatore che volevamo già ad agosto. Puntavamo su di lui, adesso faremo di tutto per farlo sentire a suo agio e consentirgli di inserirsi nel gruppo. Pensiamo ci possa dare una mano. Siamo onorati di averlo qui. Lo metteremo nelle condizioni di sviluppare le sue qualità sia come calciatore che come uomo".
 
CACERES: "AVEVO LA LAZIO NEL DESTINO" – Successivamente tocca allo stesso Caceres prendere parola e presentarsi. A partire dalla Lazio nel destino, visto che il suo primo gol in Italia arrivò proprio all'Olimpico contro i biancocelesti da difensore della Juventus: "Si chiama destino, è vero. Ma a prescindere da quello sono contento di essere qui. Vengo da 6 mesi positivi a Verona, che mi hanno permesso di mettere alle spalle quelli in Inghilterra". Anche la prima impressione è stata più che positiva: "Come gruppo è buono, questi due giorni mi sono trovato benissimo. Sullo spogliatoio niente da dire, ho trovato ragazzi semplici. Arrivo in una squadra che sta facendo benissimo, è in una buona posizione di classifica, meritata per quanto fatto vedere finora. Mi metterò a disposizione del mister per fare del mio meglio". Poi su Inzaghi: "Lo conoscevo da tempo, la prima impressione è buona. Non solo come allenatore, ma anche per come fa giocare la squadra. Avrò sicuramente un ottimo rapporto con lui, così come con gli altri tecnici con i quali ho lavorato".
 
"LA CONCORRENZA UNO STIMOLO PER TUTTI" – Caceres arriva alla Lazio per portare esperienza e qualità in un reparto difensivo che già adesso conta nomi importanti: "Il passato non conta, viviamo il presente. Al di là di quello che ho vinto, vengo per dare qualcosa in più alla squadra. La concorrenza penso sia un stimolo per me, ma anche per loro, che vedono arrivare un altro difensore. Io sono in uno stato di forma ottimale, mi metterò a disposizione sapendo di essere l'ultimo arrivato: mi dovrò abituare ai compagni e ai movimenti, anche se questo modulo l'ho già interpretato ai tempi della Juventus". Per quanto riguarda il ruolo, non ha preferenze: "Sinceramente non ho una posizione preferita. In Nazionale faccio il terzino sinistro, anche il destro. A Verona ho giocato pure centrale nell'ultimo periodo. Non ho nessun tipo di problema". Infine, la classica domanda sul derby: "Per quello che ho visto da fuori è molto bello e caldo. Da dentro lo vivrò sicuramente in un'altra maniera". Repubblica.it

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Farris: “Ora dosiamo le forze per restare in corsa su tutto. 3-5-2 perfetto per noi, Luis Felipe studia per sostituire de Vrij”

Massimiliano Farris, allenatore in seconda dei biancocelesti, è intervenuto quest’oggi ai microfoni di Lazio Style Radio 

“Nell’ultima settimana sono stato a New York, è stata un’esperienza bellissima. Nel giorno del compleanno della Prima Squadra della Capitale sono stato ospite del Lazio Club New York: mi hanno fatto sentire a casa, sono dei ragazzi fantastici innamorati dei nostri colori, colgo l’occasione per salutarli. In questa stagione è molto bello vedere come i ragazzi riescano a proporre sul campo ciò che propiniamo al gruppo in fase di preparazione delle partite. Stiamo navigando bene poiché tutti coloro che scendono in campo sanno quel che devono fare.

Siamo partiti dal silenzio di Norcia e siamo arrivati ai 45 mila spettatori di Lazio-Crotone: devo dire la verità, la differenza si vede quando lo stadio ci spinge, quando il calore della tua gente viene ritrovato. Il calcio vive di questo, vive di calciatori che si emozionano e delle emozioni dei nostri appassionati; si è ricreato il giusto mix tra la piazza e la squadra: esser ripagati con questo calore ci rende molto soddisfatti del nostro lavoro.

Lo scorso anno ci siamo ritrovati a guidare la squadra dall’inizio della stagione, abbiamo lavorato a testa bassa e le fortune di questo gruppo nascono da questo: dalla nostra incoscienza e dallanostra sana follia sono scaturiti tanti risultati importanti. Se Bielsa fosse arrivato alla Lazio? Io e Simone saremmo andati alla Salernitana, ma forse, al termine di una buona stagione in terra campana, saremmo tornati in biancoceleste riuscendo, comunque a vincere la Supercoppa.

Il mio primo incontro con Inzaghi? Ero solito seguire le finali della Primavera, andai a vedere la Primavera biancoceleste di Simone vincere il derby nonostante un’inferiorità numerica ed un amico che avevamo in comune ci presentò; in questo modo guardammo insieme l’altra semifinale Torino-Fiorentina. Lui già mi conosceva perché avevo già affrontato in Serie B il fratello Filippo, parlammo di calcio durante la serata e, dopo 15 giorni, mi chiamò per propormi una collaborazione: ci siamo incontrati e successivamente abbiamo capito che eravamo due persone complementari. Lui a volte è irruento, io più riflessivo; quando sono io a ragionare meno, è lui ad emerge con la sua esperienza da calciatore e da grande conoscitore di questo sport. Inzaghi ha dimostrato d’avere grandi capacità di gestione in uno spogliatoio ricco di grandi campioni: l’ex attaccante, ad esempio, ha rigenerato Klose nel momento in cui il tedesco avrebbe potuto staccare la spina. Tanti, infatti, si auspicarono un rinnovo in extremis del centravanti teutonico. Inzaghi, inoltre, ha risollevato Keita portando quest’ultimo a stabilire il record personale di gol, e portando, infine, dalla cessione del senegalese il miglior introito possibile per la Società. Simone sa gestire i calciatori, è un gran conoscitore di calcio ed ha trasmesso l’ossessione di studiare le partite e gli avversari, come colpirli e come proteggerci. Il nostro è un gruppo di lavoro ben consolidato, al quale si è aggiunto anche Mario Cecchi.

Dopo aver ottenuto grandi risultati in Italia, Immobile non si è trovato bene all’estero, nonostante abbia fatto intravedere le sue qualità, Inzaghi si è impuntato ed è riuscito ad ottenere grazie al lavoro della Società questo attaccante: il numero 17 ha ripagato la fiducia di tutti nel miglior modo possibile. Leiva è un calciatore pazzesco; senza conoscerlo, pensavo che 10 anni di militanza nel Liverpool potevano esser stati conseguiti solo da un grande campione. Il centrocampista brasiliano ci ha spiegato che, nell’ultima parte della stagione, ha aiutato molto Klopp; aveva stretto un accordo con il tecnico tedesco: quest’ultimo, che fu aiutato da Lucas nei primi sei mesi, non impedì la cessione del brasiliano nella sessione di mercato seguente. Leiva ha trovato una splendida città come Roma, è un leader per lo spogliatoio ed è un piacere lavorare con lui: ci fa innamorare del nostro lavoro, ha vinto subito una coppa da protagonista con noi ed è un calciatore a cui è difficile rinunciare.

Stefan de Vrij è un perfezionista, non smetterà mai di migliorarsi. La sua qualità migliore è la lettura del gioco; sa un secondo prima degli altri dove andrà la sfera, è un ragazzo eccezionale ed un professionista esemplare. Ci sarebbe da parlare di ogni singolo, come ad esempio di Radu, Luis Alberto e Lulic. Questo farebbe capire a tutti perché la Lazio sta marciando così bene in questa stagione. Il difensore centrale è chiamato sempre a guardare le spalle ai propri compagni, deve essere sempre attento. Anche una prestazione perfetta può esser condizionata da un errore nel finale, come ad esempio è accaduto a Wallace a Ferrara: il numero 13 aveva svolto un’ottima prestazione, ma ha commesso un errore in fase di disimpegno causata dal nostro diktat di giocare sempre il pallone.

Alcuni nostri calciatori hanno imparato tanta tattica in Italia, ed ora all’estero ammettono d’aver ricevuto un’importante lezione: ciò dimostra che il nostro campionato è molto competitivo. Siamo stati i primi ad utilizzare questo 3-5-2 da quando lo ha lasciato la Juventus, lo abbiamo sperimentato e lo abbiamo trovato il migliore per gli interpreti di cui disponiamo. Nella nostra rosa abbiamo calciatori ideali per questo modulo ed alcuni singoli si sono esaltati come Radu, che non sta sbagliando un pallone, Luis Alberto, Milinkovic, Parolo ed ogni calciatore che prende parte a questo sistema tattico. Tutti sono importanti e funzionali per il nostro gioco.

Nel calcio si può fare tutto, ma c’è bisogno sempre di equilibrio. D’ora in poi ci attendono tante partite ed avremo bisogno di tutti e di calciatori freschi, dovremo dosare le forze per prendere le scelte giuste nelle gare più indicate e capire quale giocatore sarà più indicato per ogni sfida. Caceres ha una grande esperienza e porterà della vivacità in uno spogliatoio già molto unito, ci darà sicuramente una mano; abbiamo avuto un buco nella prima parte della stagione in quel ruolo utilizzando allo stremo calciatori come Bastos e Wallace; l’uruguaiano ci darà qualcosa in più, ciò che ci è mancato nella prima parte della stagione. Luiz Felipe? Deve studiare dai compagni, può diventare un difensore molto importante; è cresciuto molto, ha sempre svolto quel che gli abbiamo chiesto.

Quando si gioca un trofeo è sempre qualcosa di importante, lo abbiamo visto sperimentato nella passata stagione riuscendo a centrare due finali. La Champions League sarebbe un grande traguardo, ma vogliamo comunque lottare in Europa League e per i vertici del nostro campionato. Inzaghi è un martello su questo e ci ha insegnato ad esser sempre concentrati sulle coppe: lo scorso anno ci diceva di non trascurare la TIM Cup, e grazie a questo atteggiamento siamo riusciti a vincere un trofeo. Abbiamo cercato il giusto mix in questa Coppa Italia ed ora abbiamo centrato la semifinale, un turno che ci potrebbe portare ad una nuova finale.

Il bivio della mia carriera mi ha portato ad allenare la Primavera: avevo allenato il Lega Pro ed in Serie D; non sarebbe stato un passo indietro, ma il rischio era quello di poter uscire da un determinato giro. Ho avuto i consigli ed i consiglieri giusti ed ho preso questo treno, sono ancora in corsa. Inzaghi non mi fa sentire un vice, si sa prendere le giuste responsabilità al momento giusto e ci fa sentire sempre gratificati, non fa mai mancare la coccola a nessuno. Ringrazia sempre tutti i suoi calciatori ed il suo staff, pochi lo fanno in Serie A. Ci sentiamo bene ed affrontiamo positivamente le nostre 8 ore di lavoro giornaliere, non sentiamo le fatiche, anche delle trasferte, e ci affacciamo al lavoro sempre con il sorriso, perché questo ad oggi è il mondo Lazio e vogliamo preservarlo.

Abbiamo sfatato la legge del secondo anno, quella dello Stadium, quella della Supercoppa e speriamo di sfatare anche nuovi tabù. In questo momento ci rendiamo conto che stiamo costruendo qualcosa di importante, vogliamo vivere il nostro futuro senza paura sperando di creare una tendenza nel calcio italiano”.sslazio.it

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Lotito: “Ritirato dalle elezioni per il bene della Lazio. Milinkovic? Non è sul mercato”

Presidente Lotito, stavolta i conti non le sono tornati. Niente candidatura… «Io non ero candidato…». 

Indicato, va bene? Comunque, come valuta quel che è successo, considerato da molti, non solo dai suoi avversari, una sua sconfitta politica?
«Esattamente nel modo contrario! Io registro una vittoria. Adesso è chiaro a tutti il peso di questo forte gruppo di società di altissimo livello, anzi, di amici, sia in A che in B, che uniti potranno farsi valere anche di più. In un certo senso questa conta è stata utile, per capire meglio tante cose… e tra queste i veri equilibri del calcio».

Domenica notte, per spiegare la mancata presentazione delle firme a sostegno della sua candidatura, lei ha parlato di scelta finale legata all’interesse superiore della Lazio, e non del mancato quorum raggiunto.
«Ma io le firme le ho tutte qui, e avrei potuto procedere, con 12 voti diretti e personali della B. Ho passato questa mattina a chiamare i presidenti che mi avevano testimoniato in modo concreto la loro fiducia. La verità è che le riflessioni finali, fatte con i miei collaboratori, hanno tenuto conto del rischio a cui avrei sottoposto il titolo Lazio, che vanta in Borsa una performance di primissimo livello, oltre a quelli sul piano sportivo».

Intanto la Lazio vola, con un Milinkovic-Savic a livelli siderali. Quanto può valere per lei? Circolano cifre da Finanziaria…
«Non mi interessa. Non è sul mercato! Lui mi assomiglia, ha lo stesso carattere: spirito di sacrificio e determinazione. E ha coraggio: quando suo padre lo ha “convinto” ad andare a Firenze per parlare con la Fiorentina, lui, che aveva già l’accordo con noi, è arrivato lì e ha spiegato: “Voglio solo la Lazio!”. Questo dice tutto, per me».

Una Lazio da Champions, ora.
«Tutto serve, tutto paga. Siamo stati capaci di superare momenti complicati, traversie. Se saremo uniti fino in fondo come adesso…». Corrieredellosport.it

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AUDIO – Incontro arbitri-allenatori, Inzaghi: “Contrario al Var, ma confronto sereno. C’è stata ammissione errori”

AGGIORNAMENTO ORE 12.45 – All’incontro tra gli allenatori e gli arbitri in Lega Calcio c’era anche Simone Inzaghi. Il tecnico della Lazio è stato spesso polemico sulla Var, ma oggi ha smorzato i toni: «E' stato un bel confronto – ha iniziato – e, anche se io resto contrario e l’ho ribadito, il Var sta aiutando il nostro calcio. Abbiamo analizzato i dati e sono inequivocabili. E’ giusto andare avanti con questa tecnologia. C’è stata l’ammissione di qualche errore, come è normale, ma c’è anche la volontà di andare avanti perché il Var può portare dei benefici al calcio. Sono stati analizzati dei video e c’è stato un bel confronto. Si tratta di un bell’incontro. Abbiamo parlato anche di Lazio-Toro? Abbiamo parlato di tutto».

Avrà inizio tra pochi minuti la riunione in Lega Serie A, a Milano, tra gli arbitri e gli allenatori del massimo campionato italiano per fare il punto sul VAR. Nel mirino pregi e sui difetti della Video Assistant Referee e sulla sua applicazione nella prima parte di stagione. Nel pomeriggio, ci sarà poi una conferenza stampa di Nicchi, Rizzoli e Rosetti che si confronteranno con i giornalisti presenti. C'è anche la Lazio, con mister Simone Inzaghi accompagnato dal team manager Stefan Derkum. Dopo un rapporto burrascoso tra la tecnologia e la stessa squadra biancoceleste, l'incontro di oggi proverà a ridare un po' di serenità alle parti.

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Tare fiducioso su de Vrij: “Vedrete che resterà”

Uno dei ds più apprezzati del panorama calcistico della Serie A è Igli Tare. La scoperta di futuri campioni e la costruzione di una Lazio da Champions ha convinto tutti. Con il presidente Lotito forma un binomio molto affiatato, tanto da considerare scontato il rinnovo del contratto che sta per scadere. Queste le parole di Tare riportate dalla consueta rassegna stampa di Radiosei: “Il rinnovo sarà una formalità. E’ l’ultimo dei miei pensieri. Con il presidente Lotito c’è stima e fiducia reciproca. Ho dovuto imparare tutto da solo. Non è stato facile perché non avevo esperienza e soprattutto nessuno credeva in me. Il merito è di Lotito che ha visto più lungo degli altri affidandomi questo ruolo”

TENACIA E LAVORO – “Sono state proprio le critiche quelle a farmi andare avanti. Io sono fatto così: più mi attaccano e più mi carico. Ero consapevole che prima o poi avrei raccolto i frutti del mio lavoro. Il colpo migliore? Sicuramente Milinkovic. Non solo perché è uno dei talenti più forti in circolazione ma anche perché sono riuscito a fargli mantenere la parola data all’inizio. Quello che brucia di più? Senza dubbio Cavani. In quel periodo non c’erano le condizioni “politiche” affinché potesse passare dal Palermo alla Lazio. Questa è sicuramente la Lazio più forte che ho costruito nei miei dieci anni, ma non ci si può sedere perché bisogna continuare a lavorare per raggiungere altri obiettivi”.

DE VRIJ – “A Roma bisogna fare i conti con tutto. E’ fondamentale che l’ambiente sia unito. Le critiche vanno bene ma se sono costruttive. Sbagliato attaccare sempre a testa bassa alla prime difficoltà. E’ anche questo che fa fare il salto di qualità. De Vrij resta? Vedrete che sarà cosi”.lalaziosiamonoi.it

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Elezioni, ipotesi candidatura Lotito col centrodestra. E lui chiarisce: «Ci penserò al momento opportuno»

Il presidente della Lazio e patron della Salernitana Claudio Lotito potrebbe essere tra i candidati alle prossime elezioni politiche di «Noi con l’Italia», la “quarta gamba” del centrodestra. L’ipotesi è rimbalzata da ambienti interni all’Udc. Interpellato, Lotito non ha sgombrato il campo da questa ipotesi. «Capisco che il mio nome susciti interesse mediatico e forse molti sanno che io, quando decido di impegnarmi, lo faccio seriamente – ha detto il presidente della Lazio e patron della Salernitana – ma quello della candidatura è un problema che mi porrò al momento opportuno. Altrimenti succede come nei conclave dove uno entra Papa ed esce parroco di campagna. Non so questa voce da dove sia nata. Io non ho ricevuto alcuna proposta in tal senso. Quando e se la riceverò, la valuterò».corrieredelmezzogiorno.corriere.it