Primo stop in Europa, per la Lazio. Contro lo Zulte Waregem, i capitolini finiscono sul 3-2. Subito in svantaggio nella prima manciata di minuti, poi raddoppio belga nella ripresa. Gol di Caicedo e tacco di Leiva per tornare in pista, prima che Iseka chiuda definitivamente la sfida. Ma Inzaghi trova comunque grandi spunti per sorridere, quando ripenserà alla trasferta in Belgio. E poco hanno a che fare con la sostanziale irrilevanza del risultato ai fini della classifica della Lazio. I capitolini, a Waregem, ritrovano Felipe Anderson e Wallace. L'esterno brasiliano infiamma il pubblico laziale accorso in Belgio: i segnali lanciati sono più che positivi, ormai è tornato. Pronto a dare una mano alla Lazio nelle prossime partite, match che conteranno molto più di questo e risulteranno sempre più decisivi per la galoppata biancoceleste con la Champions League nel mirino. Primo tempo di solita rivoluzione europea. Inzaghi, appena valicati i confini nazionali (e blindato il primo posto del girone), cambia tutto e mette alla prova gli uomini con meno minutaggio. Via a Miceli dal primo minuto, prima chiamata per Armini, che si accomoda in panchina. L’unico confermato dell’11 titolare visto contro la Sampdoria è Bastos: Inzaghi lo rischiera in campo, a scrollarsi di dosso la brutta prestazione in terra ligure.
EATA GIOVENTU’ – Ci mette un po’a scaldarsi, la Lazio. Cerca riferimenti e fa fatica a guadagnare metri di campo per costruire una manovra offensiva. Lo Zulte ne approfitta: al sesto minuto de Pauw brucia Patric e di testa insacca la sfera in porta. Vargic potrebbe decisamente fare di più. Il croato, oltretutto, si rende protagonista, al termine del primo tempo, anche di minuti di concitato paradosso: rimettendo in gioco la palla, serve involontariamente Kaya. Per fortuna, la difesa si fa trovare pronta e la partita non ha particolare peso. Altrimenti, l’azione avrebbe allertato i cardiologi di mezza Roma. I biancocelesti si schiariscono le idee quando sul cronometro sono trascorsi 20 minuti. Bene Crecco. Sui suoi piedi, nel primo tempo, capitano le due chance più nitide per ripristinare il pareggio. Il centrocampista ci mette lo zampino anche nell’azione che porta al gol, annullato poi per fuorigioco, al 34’- in posizione di offside sia Palombi, che raccoglie l’imbeccata di testa di Crecco, che Bastos. Buon impatto anche per Miceli, a cui la Lazio affida i calci piazzati: il ragazzino – un classe 2001 – ci prova anche con un paio di conclusioni dalla distanza.
BENTORNATO FELIPE – Ok i talentini, ma Inzaghi vuole diluire tutta questa giovinezza con un po’ di comprovata esperienza per recuperare la sfida. Proprio Crecco e Miceli lasciano il posto a Felipe Anderson –prima presenza stagionale per il brasiliano, fermo da metà agosto a causa dell’infortunio– e Lucas Leiva. Altro sospiro di sollievo: il rientro di Wallace, che rileva il posto di Luis Felipe. Molto meno rassicurante, invece, ancora Vargic: la responsabilità del raddoppio dello Zulte firmato Heylen, al 60’, grava nuovamente sul portiere croato. I biancocelesti però, si rendono più pericolosi: il numero 10 è straripante, offre ai tifosi presenti i suoi dribbling al fulmicotone. Ogni volta che si muove lui, la difesa belga trema: quanto mancavano, alla Lazio, le sue accelerazioni. Cambio passo, per la Lazio, molto più aggressiva. E infatti, arriva anche il gol: al 67’, la firma è di Caicedo. Se Felipetto porta velocità, Leiva la solida esperienza. Non è solo partecipe all’azione del primo gol: quando al 76’ si ritrova la palla tra i piedi, la spedisce di tacco in porta. Prima rete in maglia biancoceleste. Il pareggio si rivela fugace, destinato a durare appena sette minuti: Iseka dalla distanza vanifica gli sforzi dei biancocelesti. Prima sconfitta in Europa, ma poco importa. La buona notizia stasera è una e vale il viaggio fino a Waregem: bentornato, Felipe.lalaziosiamonoi.it