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Retroscena D’Amico: “Ecco perhè Bearzot mi fece fuori dalla Nazionale…”

VINCENZO D'AMICO in collegamento a 'NMM': "Ecco perchè sono stato fatto fuori dalla Nazionale…"
"Non ho mai giocato in nazionale perchè un giorno venni convocato per una trasferta in Lussemburgo. C'eravamo io e Bruno Conti per la sostituzione di Franco Causio. Giocammo una gara amichevole, entrai al posto di Causio a destra con Conti a sinistra, ruolo a me più ideale visto che ci giocavo già nella Lazio. Alla fine dell'amichevole Bearzot disse esattamente il contrario ed a domanda dei giornalisti io confermai che il mio ruolo ideale fosse proprio partendo da sinistra. Litigai con lui solamente per aver confermato ai giornalisti che nella Lazio giocavo in quel ruolo, mi fece fuori. Evidentemente si sentì tradito, malgrado fossi un suo pupillo. Dopo quell'episodio mi portò solo in Tribuna, anche in assenza di Causio ed Antognoni. Lui mi evitò, senza darmi spiegazioni fino a quando non mi convocò più"

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Agostinelli: “Il derby ha scaricato la Lazio, succede se non sei abituato a vincere”

"La mia idea è che la Lazio abbia perso questa mattina perchè dal punto di vista nervoso è arrivata scarica all'appuntamento. La vittoria del derby è stato come un punto di arrivo che ha scaricato la testa dei calciatori. Succede se non hai l'abitudine a vincere, non accade se sei la Juventus. Questa la prima cosa che non esclude il fatto che ha trovato un napoli più forte. La squadra di Sarri ha avuto delle battute di arresto solo per poca esperienza, ma gioca il miglior calcio di Italia. Le due cose insieme hanno fatto in modo che il Napoli dominasse in quel modo. Quello che conta è la netta differenza di forze in campo. Mi sarei aspettato la sconfitta, ma non questo gap di prestazione rispetto all'avversario. Inoltre, bisogna aggiungere che sono mancati molto Biglia e de Vrij. Tutto vedono anche la differenza tra le due panchine. Alla lunga queste cose le paghi. Resta il merito di quanto fatto. Al primo minuto della partita di ieri, la squadra di Inzaghi ancora poteva coltivare il sogno terzo posto. Ora si è ristabilito quello che sapevamo. L'annata resta straordinaria"

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AUDIO – Rambaudi ‘NMM’: “Con il Milan è stata alzata l’asticella, ora la prova del nove è contro le piccole…”

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a 'NMM': "Con il Milan è stata alzata l'asticella, ora la prova del nove è contro le piccole…"

"Ieri la Lazio ha alzato l'asticella. Ha giocato una buonissima gara, vittoria partita dalla difesa, dalla solidità della squadra, dal modo in cui è stata preparata. Partita vinta anche grazie a Luis Alberto che ha giocato libero di far male tra le linee. Lo spagnolo, Lulic ed Immobile i migliori. L'attaccante è stato strepitoso, molto utili Leiva e Parolo. Milinkovic un po' limitato dalla presenza sulla trequarti di Luis Alberto, ma è stato comunque bravo. Lazio superiore, ora il mio dubbio è con le piccole, ossia in quelle gare che ti fanno fare la partita. Battere il Genoa sarebbe un segnale incredibile al campionato. Non mi preoccupa l'Europa League, credo che la Lazio vada molto avanti. Inzaghi è un allenatore adatto per queste competizioni e potrà beneficiare della presenza di calciatori esperti come Leiva e Nani"

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AUDIO – Agostinelli analizza la Lazio: “Bene a metà campo, l’attacco mi spaventa”

ANDREA AGOSTINELLI IN COLLEGAMENTO A "NOVE GENNAIO MILLENOVECENTO": "Leiva è il giocatore con più esperienza e può giocare anche come mezz'ala, lo stesso vale per Luis Alberto anche se con caratteristiche diverse mentre Di Gennaro può giocare solo davanti alla difesa. Nel reparto c'è più qualità in generale, abbiamo più concorrenza, Murgia ha un anno in più e per questo è migliorato. Mi impaurisce solo l'attacco, manca un giocatore che sostituto per la cessione di Keita. Caicedo lo vedremo e darà respiro a Immobile".

 

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AUDIO – Facco: “Se Biglia dovesse restare alla Lazio? Gli toglierei la fascia, mi sorprenderebbe il contrario”

MARIO FACCO in collegamento a 'NMM': "Se Biglia dovesse restare alla Lazio? Gli toglierei la fascia, mi sorprenderebbe il contrario"

"Nel caso in cui dovesse restare Biglia vediamo cosa accadrà. Me la sono posta questa domanda, vorrei vedere come verrebbe gestita la questione. E' da un mese che se ne parla, tanto da arrivare a trattativa e prezzi fatti. C'è anche la questione della fascia. Per quanto mi riguarda io, in quel caso, non glie la ridarei più, preferirei calciatori come Lulic e Parolo. Lui 'tornerebbe' come un gregario qualsiasi, poi se la sua capacità di imporsi fosse così importante si vedrà. Idealmente la fascia dal braccio l'ha tolta nel momento in cui ha scelto di andare a Milano. Non è una cosa che mi riguarda, ma sarei davvero sorpreso che la fascia tornasse a lui. Il vero problema, poi, sarebbe farla digerire ai tifosi, sarebbe un bel pasticcio. Si parla sempre di Keita, poi alla fine Biglia se ne andrebbe per gli stessi motivi. Questioni di ingaggio e di ambizioni sportive. Onestamente mi divertirò a leggere sui giornali come andrà a finire"

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Rambaudi: “Strategie Lazio? Non sono preoccupato, ma rassegnato”

Roberto Rambaudi in collegamento a 'NMM': "Non sono preoccupato, ma sono deluso e rassegnato. Nelle mie aspettative ho dato delle opportunità a questo club, ma da quanto ho capito siamo da punto a capo, non è cambiato nulla che possa farmi pensare ad una crescita. Ora siamo nella fase in cui si dice che la Lazio sta facendo di tutto per trattenere i migliori, ma la realtà è che doveva essere fatto prima ed in modalità diverse. Il potere di una società come la Lazio deve essere quella di programmare, vedere oltre, fare le cose in anticipo"

 

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D’amico: “Lazio serena, Juve impegnata su più fronti. Sono ottimista”

VINCENZO D'AMICO in collegamento a 'NMM': "Lazio serena, Juve impegnata su più fronti. Sono ottimista"

"La chiave per battere la Juventus? Potrei rispondere semplicemente facendo un gol in più (ride, ndr). Fino a due mesi fa non avrei mai voluto giocarla, ora sono molto più ottimista. La Lazio è in un periodo di prestazione importanti, al netto della qualità delle squadre incontrate che non sono il massimo. Adesso la vedo in un modo diverso, credo tra l'altro che il calendario della Juventus aiuti un po' noi. La Lazio ora è serena, mentre la squadra di Allegri sta e continuerà a investire energie nervose e fisiche fino a giugno. Ci sono le basi per giocarsela, poi sappiamo che la Juventus parte in vantaggio perché è più forte. Il 17 maggio è certamente il momento migliore per incontrarla. I precedenti degli ultimi anni non sono positivi, anche se un po' di fortuna c'è stata in quella semifinale che ci portò al 26 maggio"

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Agostinelli: “Nessun timore del Palermo, la Lazio vincerà certamente”

Giorno di compleanni in casa biancoceleste: il presidente della Polisportiva Antonio Buccioni e Andrea Agostinelli spengono oggi le candeline. L’ex centrocampista è intervenuto ai microfoni di Radiosei, festeggiando l’evento parlando di Lazio: “Non ho paura del Palermo, dopo il pareggio di Genova prevedo una reazione e credo che non ci saranno problemi. Mi aspetto una Lazio cattiva e che possa fare più di un gol. Inzaghi sa benissimo che non deve lasciare punti in giro, domenica è un’occasione più unica che rara: se centrerà l’Europa League allora si confermerà l’allenatore rivelazione insieme a Gasperini, anche se l’atalantino è un tecnico navigato, mentre Simone è molto giovane”. Un pensiero sulla finale di Coppa Italia in programma contro la Juventus, semifinalista di Champions: “Se potessi scegliere una data per la partita preferirei il 2 giugno. I bianconeri non penseranno mai minimamente di lasciare una coppa, a quel punto l’avrebbe fatto prima: a Napoli per esempio ha disputato una guerra per superare il turno. Le partite importanti si preparano da sole, a volte anzi si deve sdrammatizzare. Bisogna essere più seriosi invece nelle partite sulla carta più facili. L’atteggiamento giusto però deve venire dai giocatori, che se sono grandi non abbassano mai la guardia. Nella Lazio alcuni devono ancora crescere sotto questo punto di vista, mentre nella Juventus in tanti hanno questa qualità di non cedere mai un millimetro. I biancocelesti soprattutto nell’ultimo periodo hanno commesso qualche passo falso: la sfida di Cagliari, il primo tempo di Sassuolo e domenica quando la squadra di qualche tempo prima avrebbe vinto facilmente. Contro il Napoli, che non è una piccola, i ragazzi sembravano appagati dopo il derby”. La chiusura con un messaggio proveniente dal cuore: “Non allenerei mai la Roma, neanche per 10 milioni l’anno e una rosa fantastica”.

 

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D’Amico a NMM: “Un minimo di timore prima del ritorno ce l’avevo”

"Sinceramente, malgrado quanto era avvenuto nella semifinale di andata, un minimo di timore ancora lo avevo. La Roma comunque è una squadra importante con un tecnico importante, poi nel corso della gara ho capito che non avrebbero avuto possibilità. Devo dire che stimo molto Spalletti, anche se non ha vinto molto in carriera. Anche io ho fatto vincere un solo scudetto alla Lazio, ma potenzialmente potevo fare di più (ride, ndr)"

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AUDIO – Nazionale, Agostinelli: “Sbagliato dare tutte le colpe a Ventura

ANDREA AGOSTINELLI IN COLLEGAMENTO A "NOVE GENNAIO MILLENOVECENTO": "Il campo nelle sfide delle nazionali – sia maggiore che under 21 – ci ha raccontato di una incredibile superiorità. La Spagna non ha trovato difficoltà neanche per 10 minuti. Non è giusto dare tutte le colpe a Ventura, ha sbagliato sicuramente, ma a volte va bene altre no. Poi gli è stato rinnovato il contratto poco fa. Il modulo? Facile parlare ora ma è chiaro che la superiorità numerica a centrocampo ha fatto la differenza".