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Casillas e la Lazio del 2000: “Doveva vincere la Champions League”

Pochi dubbi sul fatto che la Lazio del 2000 sia stata una delle squadre più forti degli ultimi anni. E un’altra conferma arriva anche dalle parole di Iker Casillas. L’ex portiere spagnolo, che ad agosto ha annunciato il ritiro dal calcio giocato dopo i problemi al cuore, su Twitter ha stilato la sua personale lista dei club più forti che potevano vincere una Champions League. E nell’elenco figura anche la squadra che allora era allenata da Sven-Goran Eriksson. Quella che vinse lo scudetto e che in Europa si fermò solo ai quarti di finali, battuta dal Valencia. Valencia allenato da Cuper che arrivò in finale, perdendo poi contro il Real Madrid proprio di un giovane Casillas. 

Corrieredellosport.it

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In attesa delle visite mediche, Muriqi si sente già biancoceleste: ‘segue’ il club sui social

L’arrivo di Vedat Muriqi alla Lazio è slittato solo di qualche ora. L’attaccante preso dal Fenerbahce si presenterà domani a Roma, al massimo entro giovedì. Visite mediche di rito e firma sul nuovo contratto. Ora è in Kosovo dopo aver partecipato al matrimonio della sorella. Appena sbarcherà in Italia dovrà essere sottoposto a tampone. Intanto su Instagram ha iniziato a seguire il club. Che di tutta risposta ha contraccambiato il ‘segui’. Due prove che confermano ancor di più l’affare in dirittura d’arrivo. Al Fenerbahce andranno 18 milioni di euro più 2 di bonus e il 10% sulla futura rivendita. C’è attesa per il suo arrivo. Sui social i tifosi gli hanno già dato il benvenuto: non vedono l’ora di vederlo in campo. Corrieredellosport.it

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Silva-mania, tifosi pazzi per un ‘altro’ mago: i social di David Silva presi d’assalto

David Silva un colpo che fa sognare, è un dato di fatto. Dalla giornata di ieri, quando le prime voci dalla Spagna parlavano di una possibile offerta della Lazio per il fantasista, i tifosi biancocelesti lo hanno riempito di messaggi sui social. “Vieni a Roma, ti vogliamo”. E ancora: “Sei forte, ti aspettiamo alla Lazio”. Il fantasista è in uscita dal Manchester City a parametro zero. L’operazione è difficile, ma i sostenitori laziali già sognano.

Un aiuto da Mancini

L’ultimo post su Instagram di David Silva è quello preso veramente d’assalto dai tifosi della Lazio. Sono centinaia i commenti dei supporter biancocelesti che lo invitano a trasferirsi a Roma. Ma non solo, spunta anche un messaggio di Roberto Mancini, che ha allenato lo spagnolo ai tempi della sua avventura ai Citizens. Il ct della Nazionale scrive: “The best”. E in risposta al suo commento, ne arrivano altri dei sostenitori biancocelesti: “Perché non mette due paroline buone sulla Lazio?”. Da segnalare tanti messaggi d’affetto anche da parte dei tifosi del Valencia, che rivorrebbero il proprio mago in squadra. Lì David iniziò il suo cammino nel grande calcio. Ora attende per decidere sul futuro: a 34 anni ha ancora voglia di essere protagonista.

corrieredellosport.it

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Luis Alberto stacca Gomez, magia per la grande Europa: “Finalmente Champions”

 C’è la firma anche di Luis Alberto nel match tra Lazio e Cagliari che ha sancito il quarto posto aritmetico per i biancocelesti. Un assist al bacio per Immobile, l’ennesimo in stagione. Il Mago è a quota 15 passaggi vincenti in Serie A, nessuno come lui. C’è il Papu Gomez a 14, poi Lorenzo Pellegrini a 9. Su Instagram, Luis ha festeggiato la qualificazione in Champions League quasi certa: “Ce l'abbiamo fatta! La prossima stagione giocheremo la Champions. Sono molto orgoglioso di questa squadra e ora ancora 3 partite in cui far bene”. Non si accontenta il numero 10 biancoceleste. Davanti ci sono Verona, Brescia e Napoli. Tre match per migliorare la classifica e non solo: l’obiettivo è fare ancora più assist. corrieredellosport.,t

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Milinkovic: «Siamo arrabbiati, ma non molliamo. Testa alla Fiorentina»

«Siamo molto incazzati, veramente tanto. Ma non molliamo, testa già a sabato». Sergej Milinkovic vuole dimenticare subito la sconfitta con l’Atalanta e proiettarsi alla sfida con la Fiorentina, prossimo avversario della Lazio in campionato. La trasferta di Bergamo di ieri sera ha lasciato l’amaro in bocca al “Sergente”, autore di un gol capolavoro per il momentaneo 2-0, prima della rimonta nerazzurra. A centrocampo ha dettato legge, lottato su ogni pallone e non si fermato anche quando è stato toccato duro al volto. In un contrasto con Toloi ha avuto la peggio, rimediando un taglio all’altezza dello zigomo destro. É stato necessario l’intervento dei medici che lo hanno curato come fosse un pugile. Rientrato a Roma ha espresso su Instagram tutto il suo malcontento. Un post carico di motivazioni e voglia di riprendere la marcia interrotta verso un sogno chiamato scudetto.ilmessaggero.it

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Immobile: “Gioco alla PlayStation e mi alleno.Un abbraccio a medici e infermieri”

Tutti a casa con i social network come mezzo di comunicazione con il mondo esterno. Ciro Immobile, in diretta su Instagram, è intervenuto a Tiki Taka per raccontare questo momento e non solo: “Alla PlayStation gioco molto a FIFA e a Call of Duty, il tempo a disposizione è tanto. Mi alleno davanti casa, ho qualche peso e faccio gli squat con le bimbe sulle spalle. Il gol più bello in questa stagione? Forse quello al Milan. Era il centesimo con la maglia della Lazio, ma mi è piaciuto il movimento, il colpo di testa che non è il mio forte. Bello anche quello contro la Spal in pallonetto".

Ruolo ed Europei

“Un attaccante riesce a migliorare con il passare del tempo. Gioco in una squadra molto offensiva e mi ha aiutato molto. Quando fai tanti gol ti senti in fiducia e non vuoi mai fermarti. L’Europeo? Mancini crede in noi, possiamo vincerlo, ma in questo momento si pensa poco al calcio. Vorrei mandare un abbraccio ad infermieri e medici che in questo momento stanno lavorando per l’Italia”.

corrieredellosport.it

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Diaconale: “Mie opinioni indipendenti da Lotito. Dietro i presunti virtuosi c’è la precisa volontà di annullare il campionato”

Arturo Diaconale, responsabile della comunicazione della Lazio, in un lungo post su Facebook, è tornato a parlare del tema legato alle ipotesi sul termine della stagione di Serie A: "Torno a ribadire che quanto scrivo sul mio taccuino biancoceleste non impegna direttamente o indirettamente il presidente Claudio Lotito e la S.S. Lazio, ma esprime solo le mie opinioni personali. Naturalmente sono consapevole che il mio ruolo di portavoce del presidente possa ingenerare il sospetto che si tratti di opinioni condizionate dalla mia attività nella società biancoceleste. Ma, a parte che Lotito ha dimostrato fin troppo bene che quando c’è da esprimere la propria voce non si tira certamente indietro, la mia storia di giornalista libero mi impedisce di considerare un fattore di censura la mia funzione nella S.S. Lazio.

Per cui, non per amore di polemica ma per naturale vocazione alla dialettica, non posso fare a meno di rilevare il singolare fenomeno che si sta verificando sui media a proposito di quale impatto stia avendo il coronavirus sul mondo del calcio. Nessuno discute sulla necessità o meno di affrontare con misure energiche la diffusione della pandemia. Ciò che viene presentato, con il contorno dei soliti pregiudizi, è l’idea che l’esplosione del virus abbia prodotto una sorta di divisione tra buoni e cattivi tra i dirigenti delle società calcistiche italiane. Da un lato quelli che si fanno carico del problema generale della tutela della salute del pubblico e di quello particolare della tutela della salute dei giocatori, cioè i buoni. E dall’altro i cattivi rappresentati da chi, pur nella consapevolezza della gravità dei due problemi, bada esclusivamente ai propri limitati interessi di bottega. Da un lato, quindi, il rispetto per l’interesse generale del Paese, dall’altro l’egoismo di privilegiare sempre e comunque il proprio “particulare”.

Prendiamo, ad esempio, la discussione in atto sul dilemma se il fermo del Campionato comporti automaticamente il blocco degli allenamenti. La questione, che viene presentata da alcuni media come il confronto tra chi si preoccupa della salute dei giocatori ed è virtuoso e chi pensa solo alla classifica ed è un egoista, è mal posta. Perché dietro i presunti virtuosi si nasconde il preciso interesse a bloccare tutto, competizione ed allenamenti, per arrivare ad annullare il Campionato. O per cristallizzare la classifica del momento (Juventus sopra la Lazio per un punto) o per dare una conclusione al campionato con quella soluzione play-off e play-out che potrebbe offrire una occasione di salvataggio della stagione alle squadre che nel 19/20 hanno deluso (qualcuno vorrebbe il play-off non a quattro, neppure a sei ma addirittura a dodici).

Perché mai questo sarebbe un interesse virtuoso e quello antagonista, che punta a completare il campionato nel rispetto delle regole, sarebbe censurabile? Mistero fitto o risposta fin troppo facile? Mario Balotelli, che pure non è mai stato simpatizzante laziale, ha scelto la seconda strada affermando che il Campionato è stato bloccato solo dopo che la Lazio è diventata seconda. Ma, proprio per evitare polemiche, evito la semplificazione e mi limito a sottolineare come l’indicazione del presidente della Figc Gabriele Gavina a finire con regolarità “quello che è iniziato” sia quella di maggiore buon senso.

L’auspicio, allora, è di portare a termine la stagione senza le fasulle distinzioni moralistiche tra i virtuosi ed i peccatori. Basta con le ipocrisie politicamente corrette che, guarda caso, sono sempre al servizio degli interessi dei eterni privilegiati. Aspettiamo che la nottata del coronavirus arrivi all’alba e poi si riapra il campionato. E vinca chi continua ad avere più fiato, voglia, passione. Come recita ed impone la legge dello sport. Da Olimpia ad oggi!

Attenzione a non compiere errori in nome di un moralismo da strapazzo (vero Chirico?). Il rischio è che si torni ancora una volta a ingenerare negli italiani il sospetto che la repubblica calcistica italiana sia sempre e comunque retta da una monarchia e che la sorte dei campionati finisca con l’essere sempre decisa dalla subordinazione ad essa!

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Immobile promette: “Dopo l’emergenza noi più forti. Chiudere la carriera qui? Penso di si”

Tutti a casa per l’emergenza coronavirus, Ciro Immobile si coccola la famiglia e apre anche una diretta Instagram con i suoi follower. L’attaccante della Lazio ha approfittato di questo momento per rispondere a qualche domanda sul momento e non solo: “Aspettiamo e torneremo più forti di prima. Ho paura per quello che sta succedendo, il campionato annullato passa in secondo piano con problematiche così importanti. Sono giuste le misure del presidente Conte su tutto. Una follia accalcarsi davanti ai supermercati e fare la spesa. Si va uno alla volta!”. Poi sulla sua Lazio: “Lulic sta migliorando, anche se non so se il campionato riprenderà. Chiudere la mia carriera qui? Penso di sì, ma non si sa mai. Tengo tantissimo ai tifosi, l’ho dimostrato. E tutte le coreografie fatte sono opere d’arte”. Chiusura finale: “Del Piero era il mio giocatore preferito quando ero bambino. Mi raso se batto il record di gol di Higuain? Ci può stare”. corrieredelloasport.it

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Armini tra rinnovo e voglia di Lazio: “Voglio tornare sotto la Nord. Nesta il mio idolo”

Nicolò Armini parla da laziale, con il cuore aperto, sempre in attesa di una firma che ancora non c’è. Il giovane calciatore della Primavera della Lazio, è in scadenza di contratto a giugno, potrebbe andare via gratis. A fine 2019 si parlava di un incontro tra la società biancoceleste e il suo agente, Mino Raiola. Ad oggi però, nulla di fatto. Su Instagram Nicolò, che il 7 marzo compirà 19 anni, ha risposto ad alcune domande: “Il mio sogno? Tornare presto sotto la Curva Nord. Il mio idolo è Alessandro Nesta”. Non lo ha mai nascosto, il giocatore nato a Marino: il suo numero di maglia è proprio il 13, quello indossato dall’ex capitano. Dieci anni di Lazio, ha fatto tutta la trafila nelle giovanili sino all’esordio in prima squadra lo scorso 20 maggio al’Olimpico contro il Bologna: "Quella è stata la partita più emozionante". Poi sui compagni: “Immobile è un fenomeno, Acerbi mi dà consigli per la difesa. Milinkovic? Il giocatore più forte con cui ho giocato”. 

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Diaconale, ai gufi è rimasto solo il calcolo delle probabilità

TACCUINO BIANCOCELESTE di Arturo Diaconale

Il calcolo delle probabilità dei gufi

La speranza è il calcolo della probabilità. Ad esso si sono aggrappati e si aggrappano quanti sperano che la S.S. Lazio non riesca ad arrivare nella ultimissima fase finale del Campionato in grado di giocare le proprie carte per tagliare per prima il traguardo dello scudetto.

Presto o tardi, hanno detto e ripetono i gufetti stupiti e preoccupati per il percorso di crescita della squadra biancoceleste, si deve fermare. Non perché abbia carenze, stia perdendo freschezza, vivacità ed efficacia di gioco, capacità di conseguire risultati. Ma perché il calcolo delle probabilità stabilisce che arriverà comunque il momento in cui la parabola, dopo aver raggiunto l’apice, incomincerà la fasce discendente. 

Un ex dirigente e manager uscito da giro calcistico per questioni giudiziarie ha addirittura stabilito che la legge delle probabilità sarà rapida visto che il problema della Lazio è la continuità. Come se il numero delle partite utili conseguito fino ad ora da Simone Inzaghi e dai suoi ragazzi non fosse sufficiente a fissare una linea di continuità destinata a continuare ad andare avanti. Naturalmente vanno fatti tutti i debiti scongiuri nei confronti di questi “calcolatori” del malaugurio. Ma, per quanto mi riguarda, oltre a non credere troppo a queste convinzioni balzane, ho una esperienza personale che mi fa dubitare dell’efficacia del calcolo delle probabilità. Avevo uno zio che per anni ed anni ha giocato la stessa schedina al Totocalcio nella certezza assoluta che presto o tardi sarebbe risultata vincente. Ma in vent’anni non è mai successo. 

Perché mai alla Lazio potrebbe o dovrebbe succedere in quattro mesi?