Categorie
AVVERSARIO

Inter, Spalletti vuole scacciare la crisi: “Abbiamo tutto per trovare le soluzioni”

"Uomini deboli, destini deboli. Uomini forti, destini forti. Facciamo vedere che uomini siamo". Lo slogam piazzato alla fine della conferenza stampa ha fatto capire tutta la voglia che Luciano Spalletti ha dentro alla vigilia del match contro la Lazio.

Spalletti, che partita sarà Inter-Lazio?
Sarà una sfida aperta perché loro sono una formazione forte, ma anche noi siamo forti. E ci sarà anche una sfida tra bomber come quella tra Icardi e Immobile che si contenderanno insieme ad altri il titolo di capocannoniere fino alla fine.

Sente in questo momento il sostegno dei tifosi?
Mano a mano che si vincevano le partite mi sentivo sempre più interista, ora che ne abbiamo perse tre di fila e sento l’apporto dei tifosi, sono totalmente innamorato dell’Inter.

Cosa può ridare all’Inter le sicurezze del passato?
Una vittoria. Dobbiamo riuscire a perforare questo “duro” che stiamo trovando. Non possiamo scavalcarlo. Abbiamo fatto tutto da soli e, ora che giochiamo contro la Lazio, dobbiamo reagire. Non stiamo facendo un brutto campionato anche se abbiamo perso le ultime due partite di campionato.

Cosa vorrebbe dire battere la Lazio?
Sarebbe la soluzione di tutti i discorsi che tentiamo di costruire adesso.

Cosa ha detto ai giocatori in questi due giorni?
Si cerca di portare loro dei dati di fatto. Uno degli esempi è che se a questo punto fossimo arrivati con due sconfitte contro Napoli e Juventus, ma facendo 4 punti contro Udinese e Sassuolo, il modo di vederci ora sarebbe del tutto diverso. Abbiamo fatto cose eccezionali prima e trovare qualche difficoltà adesso è facile. Abbiamo fatto tutto da soli e adesso abbiamo la possibilità di trovare da soli la soluzione. E’ in questo momento che riesci a capire le tue qualità individuali, come si reagisce e si va alla ricerca dell’obiettivo che ha. Nessuno può darti la soluzione di quello che vai cercando. Noi abbiamo determinato che adesso ci possano dire qualcosa perché prima abbiamo fatto cose eccezionali. Chi siamo e da dove veniamo dobbiamo tenerlo in mente. Sapendo che siamo una squadra forte non possiamo mai essere in difficoltà perché abbiamo le soluzioni per tutto. Siamo forti.

Cosa se ne esce da questo momento, dal clima negativo che si è creato?
Nel calcio ci sono momenti in cui le cose vanno storte e nel quale devi far scorrere il tempo e recuperare le energie che di solito determinano una reazione. Noi abbiamo dei dati che non ci fanno essere pessimisti, anzi… Gli obiettivi vanno bene, ma la differenza la fanno il sistema, l’organizzazione, le procedure, il modo di lavorare che deve essere bello chiaro.

L’Inter quando ha avuto la possibilità di fare il salto di qualità negli ultimi anni ha sempre fallito. Perché?
Bisogna essere abituati agli spaventatori professionisti. Ovvero a chi dice che il quarto posto è a rischio. Il quarto posto è sempre a rischio, dall’inizio alla fine del campionato. Ci sono persone che dicono sempre il peggio per spaventare, non mi riferisco ai giornalisti, ma anche ai tifosi delle altre squadre e un po’ a tutti. I giocatori che alleno hanno tutti il colpo in canna, anzi il colpo di reni come portieri per cambiare la situazione. I tifosi dell’Inter ci sono vicini e supereremo quota 60.000 presenti allo stadio anche domani. Loro hanno in testa la soluzione, hanno fiducia in quello che possiamo fare e vengono a supportarci anche domani. E i giocatori la pensano anche come me: sono totalmente innamorati della nostra squadra adesso che nelle difficoltà la nostra gente ci sta vicina. Noi siamo una squadra forte e facciamo contagiare da questo.

Inzaghi ha detto che dovremo essere bravi a non dare ampiezza all’Inter. Cosa rispondi a chi dice che l’Inter è prevedibile?
E’ corretto che dobbiamo palleggiare meglio centralmente e penetrare di più dietro la linea difensiva avversaria. Dipende anche dalle caratteristiche della rosa. La Lazio è brava a ribaltare l’azione a campo aperto e noi dovremo stare attenti a questa cosa.

Aveva iniziato la stagione con un discorso chiaro ovvero dicendo che aveva rinunciato alla Champions, mettendosi in gioco con un contratto di due anni. Nelle ultime partite però c’è stato un atteggiamento non giusto da parte dei giocatori che dovevano ridarle la Champions. E’ arrabbiato? Preoccupato?
Sono un po’ sorpreso da questa mancata totalità di buttarci dentro tutte le forze che abbiamo per reagire alle difficoltà. Non ci abbiamo magari messo tutto, ma se nel derby avessimo segnato sullo 0-0 come ne avevamo avuto la possibilità… Dovevamo fare qualcosa di più nel derby, ma abbiamo giocato tutto sommato alla pari. Tutti sono attenti e vogliosi nel ribaltare questo momento e bisogna fortificare le loro convinzioni. Questi sono ragazzi che hanno fatto talmente tanto bene prima… Sento parlare di Lazio e Roma che hanno disputato un campionato eccezionale, di Napoli e Juve che sono due squadre di extraterrestri, ma noi siamo lì in classifica, al loro livello. Se ci troviamo in questa posizione abbiamo fatto vedere delle qualità e nessuno ci ha regalato niente. Se si va dietro a quello che ci dicono, ti mettono davanti tutti i numeri che ti hanno portato a essere lì, per far vedere che siamo calati, ma dobbiamo solo lavorare come abbiamo fatto finora.

E’ ipotizzare Candreva trequartista?
Antonio ha fatto vedere anche di sapersela cavare in quel ruolo, ma lo può fare accentrandosi anche se Cancelo spinge. Io non voglio fare ulteriore confusione. Noi l’abbiamo indovinata all’inizio con questo blocco squadra. Faremo un passetto indietro rafforzando le nostre convinzioni, non tirare il cappello in aria andando alla ricerca di un qualcosa che non si sa se funzioni. Le scelte saranno quelle che abbiamo sempre fatto.

Alla luce degli ultimi risultati è scaduto il tempo di coloro che le dovevano far cambiare idea sul blocco dei titolatissimi?
Ho avuto risposte parziali da parte dei giocatori che ho utilizzato perché i risultati sono stati quelli che sono stati. Io rimango dell’idea iniziale e sto con i calciatori che ho, perché mi piacciono.  Noi dobbiamo avere un modo di lavorare corretto che poi ti porta all’obiettivo. Chi ha solo l’obiettivo nel mirino perde di vista tutto il resto. Bisogna avere un modo di lavorare e avere tutti i giorni un mini traguardo da portare a casa. Un traguardo importante si raggiunge con la somma di mini traguardi. Non mi sta bene chi dice che vuole giocare di più o che vuole andare via a gennaio perché perde importanza il lavoro da qui a gennaio. Se uno lo dice io lo trito. Bisogna essere dentro il lavoro da fare ogni giorno. Chi dice che vuole andare via a gennaio, gli si toglie qualcosa perché quello non è il modo giusto di stare in un gruppo.

Ha visto qualcuno in particolare che non si è comportato bene?
Se ho da dire qualcosa a qualcuno glielo vado a dire e in questo momento non ho avuto da dire niente a nessuno. Li vedo tutti un po’ demoralizzati e dispiaciuti per quello che è successo. Bisogna stare con loro che sono dei calciatori forti che sono arrivati in una squadra forte con i meriti avuti. Quando sei qui dentro, in questo contesto e vesti questi colori e questa maglia, devi saper reagire. Non ti puoi scansare se qualcuno ti viene addosso perché tanto prima o poi la travata tu la prendi. Devi andare addosso agli altri per crearti la strada. All’Inter non ci si nasconde perché gli altri ti vengono addosso. Devi essere forte, reggere e ridarle sennò si va a giocare da un’altra parte.

Nelle ultime 5 partite un solo gol segnato, mentre la difesa ne ha subiti 4 nelle ultime 3 gare. Cosa è successo?
Niente di particolare. C’è stato un calo dell’autostima e un annebbiamento delle qualità dei singoli. Se siamo un po’ titubanti avvengono cose così. A te viene il braccino e gli altri aumentano la convinzione di farcela.

Gagliardini è spesso criticato, ma senza di lui sembra mancare fisicità. A Gagliardini manca qualcosa a livello mentale? Sbaglia troppo?
E’ uno che tra le sue caratteristiche ha generosità, lotta e corsa e magari perde qualcosa in fase di costruzione, di verticalizzazione improvvisa. A me Gagliardini va benissimo così com’è.

E’ soddisfatto del percorso di crescita di Cancelo? Può tornare al Valencia a gennaio?
Cancelo ha conoscenze superiori rispetto al passato sulla fase difensiva. Ha fatto due buone partite e migliorerà di volta in volta perché ha qualità nei piedi, può giocare più offensivo e partendo dal basso è una risorsa importante. A gennaio i calciatori possono dire quello che gli pare, ma finché Ausilio o Sabatini non dicono loro che possono andare da un’altra parte, tutti restano qua. Tengono il muso due partite, ma poi gli passa e hanno perso solo due occasioni di giocare… A gennaio se c’è il contesto giusto vanno via quelli che ci pare a noi, non chi vuole andare via. Siamo noi quelli che gestiamo la situazione. Si fa quello che ci sembra giusto.

E’ rimasto deluso dalle ultime prove di Joao Mario?
E’ un ragazzo semplice perché ha una correttezza esagerata nel modo di frequentare lo spogliatoio e di allenarsi. A me non ha detto niente di strano quando gli ho parlato, ma poi intorno a un giocatore ci sono tante postazioni che dicono verità diverse. Lui è un ragazzo per bene e corretto dal punto di vista professionale. Mi spiace che non abbia sfruttato i palloni per far gol nel derby. Se ha pensato di andar via, ha buttato via un po’ di attenzione per quelle occasioni lì perché se pensi di andare via, perdi qualcosa in applicazione. Dopo il derby però si è allenato bene.

Ha fatto più lo psicologo o allenatore sul campo in settimana?
Ho parlato anche con i singoli per cercare di risolvere i problemi perché a volte non serve parlare al gruppo. Noi abbiamo tutte le capacità per avere un destino forte. Come è stato scritto… Uomini deboli, destini deboli. Uomini forti, destini forti. Facciamo vedere che uomini siamo.corrieredellosport.it

Categorie
CALCIOMERCATO

L’offerta dell’Inter a de Vrij: 4 milioni per 4 anni

L’Inter punta dritto su Stefan de Vrij per rinforzare la propria difesa. L’olandese, in scadenza di contratto a giugno con la Lazio, non ha ancora dato una risposta al club biancoceleste sulla proposta di rinnovo presentata da Tare e Lotito e l’impressione è che alla fine il giocatore deciderà di cambiare aria. In quel caso, i nerazzurri sarebbero in netta pole position rispetto alle concorrenti (fra le altre, Juventus e Barcellona). La Gazzetta dello Sport riporta i dettagli dell’offerta interista:

Con ogni probabilità l’olandese non rinnoverà. Sul centrale l’Inter è tornata a lavorarci con decisione nelle ultime settimane, un po’ come ha fatto il Barcellona. I nerazzurri avevano proposto un quadriennale a 4 milioni bonus compresi. Le diplomazie sono al lavoro per arrivare a un risultato rapidamente. Tra i tanti candidati difensori, anche due extracomunitari: Balbuena, paraguaiano del Corinthians, e Cesar Montes, messicano del Monterrey“.fcinternews

 

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO ‘NMM’ – Rambaudi: “La Lazio contro l’Inter ha un’occasione da non perdere”

Roberto Rambaudi in collegamento a NMM

Icardi è un uomo da area di rigore, trasforma il nulla in gol. E' continuo da tre anni, fa venti gol sempre. La sua forza è quella, muoversi dentro l'area. il suo difetto è quello di partecipare poco alla manovra. Cosa che fa invece benissimo Immobile. Sarebbero una grande coppia. Li vedo bene insieme. Sono due attaccanti completamente diversi. Icardi lo vedo bene in una grandissima squadra che comanda il gioco sempre. Sarebbe perfetto per il Napoli. Farebbe 40 gol. Icardi nell'Inter deve fare quello che fa. Deve occupare l'area di rigore perché Perisic e Candreva rimangono ancorati alle fasce. Immobile fa un altro tipo di gioco perché ha giocatori dietro che sanno inserirsi benissimo. Io credo che la Lazio debba andare a Milano a vincere la partita, sfruttare le difficolta dell'Inter e recuperare i punti persi. Questa partita è l'occasione per rientrare nel gruppone.  

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO ‘NMM’ – Piscedda: “Immobile ed Icardi si equivalgono, ad entrambi manca la consacrazione internazionale”

MASSIMO PISCEDDA in collegamento a 'NMM': Immobile è un giocatore che attacca molto la profondità, mentre Icardi staziona e segna. Hanno caratteristiche diverse, entrambi attacano la palla più che la ricerca del dribbling. Immobile è più veloce, l'argentino è più bravo nel gioco aereo. Complessivamente si equivalgono, anche se entrambi faticano molto a livello internazionale. Ci sono gli ottimi attaccanti e di grandi attaccanti, a loro manca la certificazione di spessore europeo. Va detto che non hanno avuto neanche grandi occasioni per fare quel salto di qualità". Su de Vrij: "Secondo me non è uno dei difensori migliori della storia della Lazio, ora si ha questa percezione perchè il livello medio si è abbassato. In una visione attuale è tra i migliori, pensate che gioca ancora Dainelli alla sua età. I difensori di adesso rispetto a quelli di 30 anni fa non sono paragonabili".

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Ecco i premi: società e giocatori concordano i bonus

icchi premi e cotillons per la Lazio: è previsto anche il bonus scudetto nel patto società-giocatori. E’ stato un anno d’oro. Un anno così, fatto di vittorie (Supercoppa), record e tabù violati (il blitz di Torino su tutti), apre ad ogni scenario. Nei premi collettivi che sono in via di definizione e pattuizione c’è un capitolo riservato al tricolore, non c’è molto da stupirsi considerando la crescita della squadra e rileggendo la classifica (macchiata dagli errori arbitrali): Lazio 36 punti (45 per il Napoli capolista), con una partita in meno e il big match contro l’Inter alle porte. Lo scudetto non è più un miraggio, non lo è soprattutto in prospettiva considerando le potenzialità tecniche ed economiche del club, gli incassi estivi e futuri (legati ad eventuali cessioni faraoniche).

JACKPOT – Per diventare grandi si deve pensare in grande. Il premio scudetto è in discussione, sarà fissato così come il premio Champions, forse il più accessibile, mai come quest’anno. Nei premi riconosciuti dalla società alla squadra si procede per gradi: dalla Coppa Italia all’Europa League sino alla grande Europa e al tricolore. E’ il primo anno in cui simili obiettivi appaiono meno lontani. La Lazio, nell’era Lotito, è riuscita a strappare premi per le vittorie in Coppa Italia e in Supercoppa, per le qualificazioni in Europa League (in Champions ci è andata nel 2007, ha fallito il preliminare 2015). Quest’anno la squadra punta al jackpot.Corrieredellosport.it

Categorie
DICHIARAZIONI

AUDIO CONFERENZA: Inzaghi: “Inter ferita, ma per noi è importante. Voglio una prova da Lazio”

FORMELLO –  Mister Inzaghi predenta l'ultima gara del 2017 dalla sala stampa del cetro sportivo biancoceleste. Domani alle 18, a San Siro, la Lazio affronterà l'Inter in una sfida dal sapore di Champions:

Quante certezze a Milano?

"Sarà una gara importante, non decisiva per la classifica, ma importantissima per noi. Sappiamo che affrontiamo una squadra forte, dovremo giocare al 100% per ottenere un risultato positivo".

Ti fidi dell'ottimismo della vigilia?

"I ragazzi sono preparati. L'Inter ha perso le ultime 3 partite, ma ha avuto un calo fisiologico come è successo a tutte le altre squadre. Un calo capitato anche a noi, alla Juve e al Napoli. L'Inter ha qualità e stimo Spalletti".

Un punto sul girone d'andata?

"Finora i ragazzi sono stati straordinari, abbiamo centrato la qualificazione in Europa League con due giornate d'anticipo, siamo in semifinale di Coppa Italia, in campionato siamo con le grandissime squadre. Abbiamo fatto bene, ma le competizioni andranno avanti e il campionato finirà a maggio. Dopo la sosta avremo una partita ogni 4 giorni, diventerà ancora più difficile. Abbiamo perso qualche punto in maniera inaspettata, la classifica poteva essere addirittura migliore. Ma non guardiamo indietro. Le ultime due partite ci hanno tolto energie, valuterò la formazione per domani". 

Gara decisiva per la Champions League?

"Lo ripeto, non è decisiva, ne mancano altre 19 dopo quella di domani. Incontriamo una squadra che è davanti, vogliamo rimanere attaccati, siamo ancora lì nonostante tutto. Voglio una prova da Lazio. Quando lo facciamo difficilmente sbagliamo".

Cosa teme maggiormente?

"La qualità dei loro giocatori, ci sarà un bellissimo stadio per entrambe le squadre, so che arriveranno in tanti da Roma e che si faranno sentire. Dobbiamo fare 90 minuti importanti".

In cosa più forte Immobile di Icardi e viceversa?

"Stiamo parlando dei due più forti in questo momento insieme a Higuain. Li conosciamo bene, Icardi ha segnato sempre nelle ultime giornate a parte con il Sassuolo, bisogna tenerlo sempre a bada, può colpire in qualsiasi momento. Anche Perisic e Candreva sono grandissimi giocatori. Sappiamo cosa andiamo a incontrare, ci siamo preparati bene".

Di Gennaro può essere un rinforzo per gennaio?

"Lo abbiamo voluto, ha subito un brutto infortunio con ricaduta. Sta rientrando in gruppo, dopo la sosta lo avremo ijnsieme a Caicedo, sono i due che mancano. Mi dispiace per Caicedo, è importante per noi, adatto alla nostra squadra, si sacrifica. È stata l'unica nota negativa con la Fiorentina. Mi toglie una scelta davanti, nonostante il ritorno di Nani e Felipe Anderson".

Parolo può riposare?

"Una cosa che valuteremo, per la nostra economia di gioco è importantissimo, è un giocatore che ci dà equilibrio, attacchiamo con tanti giocatori, è molto importante per il nostro scacchiere".

La crisi dell'Inter un vantaggio o meno? Felipe Anderson gioca?

"L'Inter ha avuto un calo come tutte le altre, l'ho già detto. Prima le aveva vinte tutte e ne aveva pareggiate due. Troveremo una squadra ferita, ma dovranno passare sopra la Lazio, venderemo cara la pelle. Per Felipe vediamo, ha giocato 60 minuti con la Fiorentina, è stato bravo a legare il gioco, vedremo chi giocherà".

Lazio favorita visti i supplementari dell'Inter in Coppa?

"A volta si ha un giorno in più, a volte uno in meno. A noi è capitato a Bergamo dopo il Cittadella. Domani accadrà all'Inter. Con l'Atalanta siamo venuti fuori alla distanza, domani conterà l'approccio".

Soddisfatto del 2017?

"Soddisfattissimo, siamo tornati in Europa, abbiamo fatto la finale di Coppa, abbiamo vinto la Supercoppa. Ma la ciliegina sulla torta è avere ritrovato i tifosi, ci fanno sentire il loro sostegno, li vediamo sempre al nostro fianco. Il mio più grande successo è aver riportato i tifosi allo stadio, come con il Crotone o con la Fiorentina, nonostante l'orario. I tifosi ci hanno permesso di passare il turno".

Dubbi di formazione?

"Devo valutare il recupero di alcuni giocatori, la loro forma. Avremo un leggero risveglio muscolare domani, poi deciderò con tranquillità. Vedremo il da farsi".

Come si batte Spalletti? L'anno scorso quanto fu importante la vittoria a San Siro?

"Fu determinante per noi e per l'ambiente vincere ai quarti a San Siro, da lì nacquero i due derby di Coppa. Spalletti fa giocare bene le proprie squadre, cambia moduli e tattiche in corsa, credo sia uno dei migliori in circolazione".

Domani ci sarà Rocchi?

"Ancora non si vedono immagini chiare del contatto del derby tra Bastos e Kolarov, però non dobbiamo tornare indietro e concentrarci su domani. Ho piena fiducia in Rocchi, insieme a Orsato credo sia il migliore arbitro italiano":

Come si limitano Perisic e Candreva?

"Ci siamo preparati a questo, l'Inter è una squadra che crossa tanto, ha esterni imprevedibili, non dovremo concedere troppi traversoni ed essere bravi nelle marcature".

Categorie
FORMELLO

VIDEO FORMELLO – Inzaghi sceglie Wallace, Immobile guiderà l’attacco contro l’Inter

FORMELLO – Ultima seduta prima della gara di Milano con l’Inter in programma per domani alle 18. Inzaghi testa sul campo l’11 che partirà dal 1’ a San Siro: confermato il 3-5-1-1, torneranno dall’inizio tre titolari rispetto alla sfida di Coppa Italia con la Fiorentina di martedì scorso. Sarà la “solita” Lazio, scaldano i motori Immobile, Luis Alberto e Marusic. Il bomber napoletano ieri è tornato a lavorare in gruppo, ha pienamente recuperato dall’influenza di inizio settimana. Servirà una condizione ottimale per tenere botta 90’ a San Siro, Inzaghi avrà bisogno del suo sacrificio: Caicedo e palombi non saranno del match. Le alternative all’attaccante azzurro sono out per problemi fisici: per il classe ‘96 una leggera distorsione alla caviglia rimediata nella seduta di ieri, mentre una lesione di primo grado al retto femorale ha fermato l’ecuadoriano che tornerà tra tre settimane. Il ballottaggio degli ultimi giorni riguardante la difesa è stato risolto in mattinata: Wallace è stato provato sul centro-destra, sarà lui a completare con De Vrij e Radu la retroguardia.

 

PROBABILE FORMAZIONE – Strakosha; Wallace, De Vrij,. Radu; Marusic, Parolo, Leiva, Milinkovic, Lulic; Luis Alberto, Immobile

 

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Leiva, il faro della Lazio, era quasi nerazzurro

Un intrigo del destino che ora appare chiaro. Lucas Leiva, nuovo faro della Lazio di Inzaghi, un anno fa stava per passare all’Inter. Proprio in questi giorni di fine dicembre: suggestiva coincidenza con la sfida di domani a San Siro. Si cercava un perno per il centrocampo di Pioli. Venne riattivata la pista per il brasiliano, già seguito dall’Inter ai tempi in cui giocava nel Gremio e poi con Benitez, suo estimatore a Liverpool. Una trattativa avviatissima con l’ok di Leiva, desideroso di venire a giocare in Italia dopo esser finito in ombra con Jurgen Klopp, il tecnico tedesco dei Reds, ma anche per riallacciare le proprie origini (Pezzini nel suo cognome riporta alle radici di norma Tania). Appena un mese prima, Leiva aveva fatto un viaggio in Italia: una foto postata su Twitter con la moglie Ariana in piazza Duomo era sembrata il prologo al suo futuro milanese. Poi le strategie di mercato dell’Inter virarono verso Gagliardini. E Leiva rimase a Liverpool. A rinforzare le attenzioni di Igli Tare, il d.s. della Lazio che sin dall’autunno 2016 ne aveva decantato le qualità a Simone Inzaghi. Era già scattato il giro d’orizzonte per cautelarsi in caso di partenza di Lucas Biglia.

LA SCELTA Così a luglio, quando si è concretizzato l’addio all’argentino, non ci sono stati dubbi sul nome del sostituto. Sia pure con alcune differenti caratteristiche, Leiva si è subito integrato nel progetto di Inzaghi. La Supercoppa conquistata alla prima gara ufficiale con la Lazio ha suggellato di significati beneauguranti il suo arrivo. Con Leiva il centrocampo ha trovato una nuova dimensione. E l’ex Liverpool, di partita in partita, sta conquistando la Lazio. Con la personalità e il suo lavoro, che alterna tanta interdizione con lanci in profondità. «Dopo 10 anni in Inghilterra in un campionato veloce e fisico, mi sono trovato molto bene qui. I compagni mi hanno aiutato, mi sento a casa». Adora Roma: qualche settimana fa, con la famiglia, è stato da Papa Francesco. Un feeling con la Lazio che scava anche nelle rispettive date di nascita: Leiva festeggerà i 31 anni il 9 gennaio, lo stesso giorno del compleanno del club. Domani, guiderà la Lazio all’esame Champions con l’Inter. «Andiamo a Milano con la fiducia di poter ottenere un buon risultato», ha detto martedì dopo il successo con la Fiorentina che ha dato la semifinale di Coppa Italia. Ai compagni saprà indicare la strada della vittoria. A San Siro il play ha già trionfato. Proprio contro l’Inter. Nella sfida degli ottavi di Champions dell’ll marzo 2008: 1-0, gol di Fernando Torres. Quella sera Leiva giostrava tra Mascherano e Gerard nello scacchiere di Rafa Benitez. A testa alta tra geometrie e maniche rimboccate: il metodo ripreso al volante della Lazio.

La Gazzetta dello Sport – Nicola Berardino 

Categorie
NAZIONALI

Lulic: “Addio mia amata Bosnia”

Quasi dieci anni al fianco della Bosnia. Era il 1 giugno 2008 quando Senad Lulic a 22 anni faceva l’esordio con la maglia del proprio paese contro l’Azeirbagian. Da lì 57 presenze e anche 4 gol con la Nazionale dei Dragoni. Un lungo ed emozionante percorso che si è chiuso lo scorso ottobre con l’eliminazione dalle qualificazioni ai prossimi Mondiali in Russia. Pochi minuti fa il capitano della Lazio ha annunciato infatti con un lungo post su Instagram il suo addio alla selezione bosniaca: "Nella vita le decisioni non vengono mai prese da un momento all’altro. Specialmente quando si tratta di amore, come quello che mi lega alla Bosnia Erzegovina e alla maglia del paese che amo. Tuttavia è tempo di dirsi addio. Dopo giorni e giorni di riflessioni e colloqui con famiglia e parenti, ho deciso che per me la carriera in Nazionale è finita. Ve lo dico con il cuore sofferente perché ho investito il mio tempo, la mia salute e un’enorme quantità di amore nel combattere per lo stemma del mio paese. Qualche volta è andata bene, qualche altra volta male, ma come per tutti noi andare ai Mondiali in Brasile è stato l’apice della mia carriera. Mi dispiace non aver raggiunto nuovamente quel traguardo: ci siamo persi da qualche parte e ora è tempo che le giovani forze si facciano avanti ed imparino dai nostri errori. Alcune cose potevano andare meglio, alcune sono state fatte alla perfezione e l’unica cosa di cui non mi pento è che ho sempre fatto del mio meglio sul campo. A volte sembrava che alcune persone fossero forse troppo piccole, ma sappiamo tutti quanto siamo sopravvissuti allo stress insieme alle nostre famiglie. Grazie a tutti i selezionatori, la Federazione, i tifosi, che ci hanno seguito in tutto il mondo e che mi mancheranno tanto, i media, i compagni di squadra, gli addetti ai lavori, tutti coloro che in qualche modo hanno fatto parte della mia vita. Ma ora è tempo di andare, in futuro rimarrò un fedele tifoso. Poiché alcune frasi e alcune cose sono a volte interpretate in modo errato, chiedo ai media di accettare la mia decisione, che è stata presa dopo una lunga riflessione e non è mai stata influenzata da cose accadute o non accadute. Ho sempre avuto un buon rapporto sia con tutta la Federazione che con lo spogliatoio ma, a parte questo, la mia decisione è stata presa solo perché sentivo che era giunto il momento di nuove forze e di nuovo sangue. Grazie a tutti quelli che mi hanno sostenuto e che sono stati con me tutti questi anni. Il vostro Senad Lulic".lalaziosiamonoi.it

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Bomber 2017: da Icardi a Mertens, tutti in fila dietro ad Immobile

Inter-Lazio chiude con i botti il girone d’andata del campionato in corso e tutto il 2017. La squadra di Inzaghi va a San Siro per cercare la vittoria che, se unita a quella con l’Udinese nella gara da recuperare a gennaio, porterebbe i biancocelesti avanti proprio ai nerazzurri. Sarà la partita che metterà di fronte Immobile a Icardi, i due attaccanti principe di questa Serie A e di tutto l’anno in generale. Infatti, come riporta la rassegna di Radiosei, i due combattono a suon di gol per il primato di bomber: nella stagione in corso l’argentino è davanti al laziale di una rete (17 a 16), ma nel computo totale del 2017 Ciro ha segnato 30 reti contro le 27 di Maurito e di Mertens. Il match di domani può dare la chance a Icardi di rifarsi accorciando il gap e ad Immobile quella di scappare verso lo scettro del re dei gol. Sarà tutta da vivere.lalaziosiamonoi.it