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CALCIOMERCATO

Milinkovic-Savic, parla l’ag. Kezman: “Via a fine stagione? Non è escluso”

ROMA – Gli occhi delle big d'Europa su Sergej Milinkovic-Savic. Inevitabile viste le prestazioni del centrocampista della Lazio, uno dei migliori del nostro campionato. A rivelare l'interesse per il giocatore di molte squadre importanti è il suo procuratore, Mateja Kezman. «Se Milinkovic-Savic continua così ci saranno numerosi contatti con diverse società, così come ci sono stati quest’estate e vedremo cosa fare. In questa fase però ciò che conta è crescere sotto la gestione di Inzaghi che è un grande allenatore. Al momento Milinkovic-Savic è felice di continuare la sua avventura a Roma nella Lazio», ha detto durante un'intervista a Radio Crc. Poi ha aggiunto: «Milinkovic-Savic via a fine stagione? Pressioni fortissime già ci sono state da diverse piazze come Madrid, Manchester e Milano, ma il ragazzo vuole essere felice e giocare per continuare a crescere e diventare nel suo ruolo uno dei migliori al modo. Adesso è difficile pensare ad un futuro diverso dalla Lazio che ha iniziato benissimo, ma non posso escludere che a fine stagione possa andar via. Il Napoli interessato? Solo voci». 

TARE – Milinkovic-Savic è uno dei grandi colpi di Igli Tare. Kezman apprezza il lavoro del direttore sportivo laziale: «A volte viene criticato, ma ha svolto un grande lavoro. Ha preso ottimi calciatori e ha ceduto chi non era soddisfatto a prezzi straordinari. Ora la panchina della Lazio è più lunga, può lottare per i primi due posti e provare a vincere l'Europa League».

Corrieredellosport.it

Dario Cadeddu

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APPROFONDIMENTI

Inzaghi fa la storia: eguagliati Maestrelli ed Eriksson

Un avvio di stagione spumeggiante quello della Lazio di Simone Inzaghi che continua a essere la sorpresa del campionato. I biancocelesti, dopo aver alzato al cielo la Supercoppa Italiana, hanno iniziato bene in campionato e hanno esordito vincendo in Europa League. Un mese da assoluta protagonista con la voglia di andare, ancora una volta, oltre i propri limiti. La squadra del mister piacentino poi continua a riscrivere le proprie statistiche. Tre vittorie e un pareggio nei primi quattro turni, con dieci punti all'attivo, rappresentano un traguardo importante. Inzaghi, infatti, ha eguagliato il miglior risultato della storia capitolina in fatto di avvio di stagione. Solo due volte nella sua storia, la Lazio era partita così bene. La prima volta nel 1974/75, con Maestrelli in panchina, le aquile con il tricolore sul petto partirono alla grande . Stessi risultati anche per la squadra di Sven Goran Eriksson nel 1999/2000 che poi chiuderà la stagione vincendo lo scudetto. L'allenatore emiliano è l'assoluta arma in più dei biancocelesti che possono sognare in grande. Siamo solo all'inizio ma, se il buongiorno si vede dal mattino, il meglio deve ancora venire. Lalaziosiamonoi.it

Dario Cadeddu

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SOCIETA'

Lotito gongola: “Lazio sfida vinta e patrimonio in continua crescita”

Si è conclusa ieri, tra i suggestivi luoghi dell’ex Carcere, l’Enoteca Provinciale della Tuscia e la Rocca di Montefiascone, la Prima Edizione del M.A.F. – Montefiascone Art Festival. La manifestazione, promossa dalla Società Sportiva Lazio e dall’Officina d’Arte OutOut, ha visto la premiazione, tra gli latri, Claudio Lotito, insignito del Premio per l’Impegno Sociale nella rivalutazione del territorio e della comunità attraverso la cultura dello sport. A termine dell'evento, il presidente biancoceleste ha dichiarato: "Amo dire di essere un presidente tifoso e non un tifoso presidente. La passione è fondamentale per promuovere ogni iniziativa, ma serve avere i piedi per terra. Quando arrivai tutti la definivano una sfida impossibile, per salvare il patrimonio della Lazio mi sono caricato di miliardi di debiti, dormivo un'ora a notte per tre mesi per cercare di salvarla, cosa che sono riuscito a fare. Quando si è salvata la società sono cominciati i complotti, la strumentalizzazione politica. Io sono il proprietario civile della società però amministro un patrimonio storico sportivo della collettività. Ho l'obbligo di tramandarlo nel miglior modo possibile, amo costruirà società le cui fondamenta sono su cemento armato e non sulla sabbia.

MA QUALE 'LAZIETTA' – "Stavo in una situazione dove ogni giorno succedeva qualcosa e dovevo per forza remare per arrivare a riva perché se così non facevo la società saltava. Io ho detto ‘non faccio saltare niente’, non solo per i soldi che ho messo, che erano 50 miliardi, ma per la credibilità della persona e soprattutto perché mi sarei dovuto far carico di un fallimento. Ma quando ho rimesso in sesto la società, avevo stabilito un principio: essendo questa un’attività economica deve produrre reddito. Ma non perché ne devo trarre un vantaggio io, ma per rendere autoconsistente la società. Oggi la Lazio è una società che ha 200 milioni di patrimonio immobiliare ed ha una prospettiva di club molto forte dal punto di vista economico-patrimoniale. Questo è un regalo importante che sto facendo alla tifoseria, perché i tifosi devono sapere che io amo coniugare l’aspetto del sogno con quello pratico. Non si vive di visioni oniriche. Il sogno deve essere il fine, ma poi devi portare i risultati. E sento parlare ancora di ‘Lazietta’, ma non è Lazietta manco per niente. Mi contestavano il settore giovanile, oggi abbiamo il rating più alto di tutte le squadre di Serie A. Abbiamo vinto due Supercoppe contro l’Inter di Mourinho e contro la Juventus che aveva conquistato tutto, due Coppe Italia e una rimarrà scolpita nella storia perché vinta contro la Roma. Io mi sentivo come una persona che stava dalla parte del giusto e avevo un motto. Quando sono entrato il primo giorno nello spogliatoio, tutti si sono alzati in piedi e io ho detto: ‘Voglio dodici gladiatori perché il dodicesimo è chi combatte per degli ideali, al contrario dei mercenari. Questo motto ha dato l’esempio e ha ottenuto i risultati nel tempo. Lalaziosiamonoi.it

 

Dario Cadeddu

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APPROFONDIMENTI

I numeri di Genoa-Lazio: Leiva domina i tackle, Luis Alberto ovunque

n vista della trasferta sul campo del Genoa, Inzaghi richiedeva continuità, concentrazione e fame di vittoria, convinto che questa potesse essere la ricetta migliore per sfatare il famoso tabù del Marassi. E così è stato, ancora una volta il mister piacentino ha dimostrato di conoscere a fondo le qualità della sua squadra. E forse attorno al Ferraris più che un tabù si era creata una vera e propria cabala avversa: la Lazio non vinceva su quel campo da ben 7 anni. E anche se superstizioni e scaramanzie hanno poco a che fare col mondo del calcio, le difficoltà riscontrate ieri sera contro gli uomini di Juric qualche dubbio l’hanno fatto sorgere a tutti. Eppure i ragazzi di Inzaghi hanno portato i tre punti a casa, che significano il quarto risultato utile consecutivo. E se oggi vogliamo ancora parlare di cabala senza alcuna amarezza rifacciamoci proprio a quel 7 tanto ostico e giochiamo un po’ con i numeri di Genoa – Lazio.

I NUMERI – Proprio nella tradizione cabalistica il 7 ha un ruolo centrale. Strana sorte del destino: il 7 lo ritroviamo spesso anche nei numeri del match di ieri sera. Con ben 7 tiri totali e 2 gol Immobile ha portato i suoi compagni alla vittoria. Una nuova tradizione si affaccia sul futuro dei ragazzi di Inzaghi: quando il folletto con la maglia 17 segna, la Lazio vince. Continuiamo con l’uomo rivelazione di questo esordio di stagione: Luis Alberto. Il jolly di mister Inzaghi ha dimostrato anche ieri sera di essere il valore aggiunto di questa nuova rosa: con 75 passaggi e 93 tocchi di palla (su 745 totali della partita) al Marassi si è aggiudicato i primi due record stagionali. E oltre al numero 7 c’è un secondo elemento che, così come in questo esordio di stagione, è stato protagonista anche ieri sera: la duttilità. E infatti il tuttofare spagnolo, muovendosi tra le linee in un modo tutto suo, ha creato anche il maggior numero di occasioni (3), dribblando più volte rispetto a tutti (6). Ma oltre a Luis Alberto, a essere duttile è anche lui: Leiva. Sicuramente il giocatore di cui Inzaghi, in assenza di Wallace, ha dimostrato di aver più bisogno. Prima come centrocampista e poi come centrale di difesa ha totalizzato ben 5 tackle. E ha riconfermato di esserne un maestro, soprattutto in quello finale su Taarabat. E ora, archiviati numeri e tradizioni scaramantiche, testa al Napoli.

Lalaziosiamonoi.it

Dario Cadeddu

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SERIE A

Pazza Lazio a Genova: Gentiletti horror, Immobile regala tre punti

La Lazio non molla mai. Finisce l’ossigeno, ma non esaurisce la voglia di combattere. La squadra di Inzaghi vince contro il Genoa per 3-2. Va in vantaggio con Bastos in apertura, poi il pareggio del baby Pellegri. Immobile risponde, il baby rossoblu segna la sua doppietta. Infine ci pensa Gentiletti, con un errore da pennarello rosso: regala ad Immobile il pallone del 3-2 finale. Una vittoria di carattere. Mancavano le energie dopo il giovedì di Coppa. Adesso sotto con il Napoli.

LE FORMAZIONI – Lazio senza Parolo, al suo posto l’uomo dei gol decisivi, Alessandro Murgia. Per il resto solito blocco vincente visto fin qui, con Luis Alberto a supporto di Ciro Immobile. Juric se la gioca senza un attaccante vero: davanti ci sono Ricci, Taarabt e Centurion. Una scelta iniziare non proprio azzeccata.

PRIMO TEMPO IN DISCESA – Bel ritmo da parte dei biancocelesti. Al 13’ ecco subito il vantaggio: punizione di Milinkovic-Savic, Perin non la tiene, Bastos da due passi insacca il pallone dell'1-0. Inzaghi applaude i suoi, che insistono. Basta si divora il raddoppio, Immobile fa lo stesso mancando di precisione. Alla mezz’ora primo cambio per il Genoa: fuori Centurion, dentro Pellegri, sedicenne ma punta vera. I rossoblu girano comunque poco, la Lazio così controlla e fa passare tempo. Dopo 46’ Orsato fa rientrare tutti negli spogliatoi: match in pugno.

GENOA VIVO – Pellegri è la mossa giusta. Prima fa ammonire De Vrij, poi è fortunato a trovare la rete dell’1-1. Rimpallo sul petto di Radu, la punta del Genoa si ritrova il pallone lì casualmente e infila Strakosha. Un tiro, pure fortunoso, che vale il pareggio. Fuori de Vrij, dentro Caicedo. Lucas Leiva va a fare il terzo difensore. Al 66’ escono anche Murgia e Basta per Lukaku e Marusic. Servono energie nuove. L’occasione più clamorosa capita proprio sui piedi di Lukaku: da 2 metri, solo davanti alla porta, calcia verso l’angolo battezzato da Perin. Un gol divorato, il fratello Romelu a Manchester se la riderà di gusto. Si rifà, per fortuna. Sgroppata classica sulla sinistra, palla per Immobile che non sbaglia. 1-2, così va bene. Ma Il Genoa non molla: Pellegri, dall’oratorio al Ferraris, è scatenato. Prende il tempo a Leiva, e in scivolata realizza una doppietta da non credere.

GENTILETTI FATALE – Caicedo sfiora il palo in diagonale, Strakosha fa il miracolo sul colpo di testa du Zukanovic. Vi ricordate Gentiletti? L’ex Lazio all’82’ commette l’errore della vita: palla regalata a Immobile, che si invola verso Perin, il numero 17 non sbaglia. 2-3, biancocelesti di nuovo avanti. Nel secondo tempo è successo di tutto. Orsato fischia, è quasi una liberazione. La Lazio vince anche questa e vola in campionato.

Lalaziosiamonoi.it

Dario Cadeddu

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DICHIARAZIONI

La carica di Inzaghi: “Siamo sempre sotto esame. Inizia un ciclo di fuoco, ma abbiamo fame di punti”

Dopo un mese di stagione ha avuto le risposte che si aspettava dalla sua Lazio? "Siamo partiti molto bene, la prima ufficiale il 13 agosto, è passato un mese, siamo partiti col piede giusto, come ho detto avremo tante partite, sarà difficile, dovremo recuperare energie fisiche e mentali. Col Vitesse ho avuto buone risposte da chi aveva giocato bene. Dovrò essere bravo a scegliere, rispetto all'anno scorso sarà più difficile".

Che partita si aspetta? "Non ci aspetta una gara semplice, il Genoa ha un allenatore che trasmette idee e grinta, lo abbiamo provato l'anno scorso a Pasqua, stavano bene fisicamente, il Marassi non è mai uno stadio semplice. Dovremo mettere corsa e determinazione, e avere fame di punti, dobbiamo essere continui".

Tra quanto Nani? "Lo sapevamo, aveva avuto un brutto infortunio alla fine di luglio, ci vorrà ancora un po' di tempo, sta lavorando, è volenteroso. Stamattina ha cominciato a fare qualcosina coi compagni, viene da una brutta distorsione al collaterale. Ci vorrà un po' di tempo, ma lo vedo con lo spirito giusto. Ci darà una mano quando sarà pronto".

Cosa pensa del suo rendimento finora? "Faremo in modo di proseguire così, i maghi non esistono, bisogna scegliere i giocatori giusti, al di là dei presidenti e degli allenatori contano i giocatori e i miei mi hanno dato garanzie".

Nani, Felipe Anderson, Milinkovic e Immobile "Me lo sarei posto volentieri anche domani, avrei voluto avere tutti a disposizione. Poi avrei scelto io, ci vorrà un po' di tempo, vogliamo continuare così".

Quanto è migliorato anche Simone Inzaghi come allenatore? "Penso che di imparare non si finisce mai, siamo tutti sotto esami. Ci sarà sempre tempo per migliorare. In questi due anni ho avuto a disposizione un gruppo che mi ha seguito e cerca di mettere in pratica quello che chiediamo. Sarà una stagione complessa".

Juric ha parlato di Immobile, ha ancora margini di miglioramento? "L'ho appena detto, tutti abbiamo margini di miglioramento, anche Immobile. Ciro è un ragazzo che si applica e ha sempre voglia di crescere, dipendiamo tanto da lui, è la nostra bocca di fuoco. Caicedo anche ha fatto bene, ci può aiutare aspettando anche il rientro di Nani e Felipe".

La Lazio è anche molto italiana… "Lo abbiamo dimostrato anche l'anno scorso, abbiamo lanciato i nostri giovani che hanno meritato. Murgia vuole sempre migliorarsi, ci ha dato grandi soddisfazioni in Supercoppa e col Vitsse. Avremmo meritato forse di giocare di più, ha dovuto aspettare un mese, ha sfruttato l'occasione, vedremo domani se giocherà, ma è uno su cui puntare al 100%".

Ora cosa chiede alla squadra? "Abbiamo fatto un mese molto buono, che avevamo preparato dal ritiro. Abbiamo ancora questo ciclo di fuoco, avremo 5 partite intense, cinque battaglie fino alla prossima sosta". Quanto ha imparato da Eriksson? "Ho cercato di prendere il meglio da tutti gli allenatori, ora non li elenco perché potrei dimenticare qualcuno. Tutti mi sono serviti per crescere. Poi è normale che ogni allenatore abbia delle proprie certezze".

Ci sono tanti attestati di stima dagli altri tecnici. Gli avversari vi complicheranno la vita maggiormente? "Non sarà un problema, a Roma c'è pressione, la gente si aspetta tanto da noi, siamo sempre sotto esame, io, il mio staff e i giocatori. Domani affrontiamo una squadra complicata, stimo Juric, dovremo essere determinati".

Domani un esame per la difesa? Come sta de Vrij? Cosa chiede a Bastos? "Numericamente siamo molto in difficoltà, de Vrij dovrà giocare il più possibile, volevo farlo riposare giovedì anche per l'infleunza, poi ci ho pensato e ha giocato. Oggi si è allenato bene, potrà aiutarci. Bastos sta giocnado, è entrato bene col Milan, giovedì abbiamo commesso qualche errore a livello individuale. Anche lui ha giocato un po' meno, domani lo impiegherò, ci punto tanto, ci darà tante soddisfazioni".

 

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Dario Cadeddu 

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FORMELLO

FORMELLO – Per il Genoa tornano Leiva e Immobile. Murgia al posto dello squalificato Parolo

FORMELLO – Non c’è tempo per festeggiare il successo all’esordio europeo, un nuovo delicato impegno di campionato è alle porte. Inzaghi dirige la seduta della mattina, unica occasione per testare sul campo l’undici che affronterà il Genoa di Juric. La rifinitura scioglie l’unico dubbio di formazione, sarà Murgia a sostituire lo squalificato Parolo. L’eroe di Arnhem farà coppia con Leiva, davanti alla difesa, nel ‘classico’ 3-4-2-1 che sta caratterizzando le scelte del tecnico da inizio stagione. Mancherà l’infortunato Wallace, al suo posto confermato Bastos nella difesa a tre completata da de Vrij e il rientrante Radu. In vanta al fianco dell’insostituibile Luis Alberto ecco Immobile. Out Felipe Anderson e Nani.

 

PROBABILE FORMAZIONE (3-4-2-1): Strakosha; Bastos, de Vrij, Radu; Basta, Murgia, Leiva, Lulic; Milinkovic, Luis Alberto; Immobile

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AVVERSARIO

Qui Genoa: problema muscolare per Pandev, a rischio anche Spolli

Seduta di allenamento per il Genoa che prosegue la preparazione al prossimo impegno di campionato, contro la Lazio. Il programma di ieri pomeriggio ha previsto esercitazioni specifiche, in aggiunta a partitelle con campo di varie dimensioni e con numero di giocatori variabile: otto contro otto, dieci contro dieci. Per la giornata di oggi, in programma una seduta a porte chiuse. I SINGOLI – Prende corpo l'ipotesi di un forfait di Goran Pandev, il quale si è limitato a terapie mediche e fisiche a seguito di problemi muscolari. Nei prossimi giorni verranno effettuati accertamenti diagnostici. Nel finale di allenamento Spolli è stato vittima di un contrasto riportando una dolorosa contusione, ma la sua disponibilità al momento non sembra in discussione. Lalaziosiamonoi.it

 

Dario Cadeddu

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EUROPA LEAGUE

Ranking Uefa, bene le italiane in EL: la Lazio sale al 42esimo posto

Ci pensano le squadre in Europa League a rimediare ai risultati negativi delle italiane in Champions. Le vittorie di Atalanta (3-0 sull'Everton), Milan (1-5 sull'Austria Vienna) e ovviamente la Lazio, vincitrice per 3-2 sul campo del Vitesse, riscattano le sfide disastrose delle squadre di Serie A che hanno fatto registrare solo un misero 0,33 di fatturato in classifica per ogni partita giocata. Resta il vantaggio sulla Francia a scongiurare brutte sorprese: per la qualificazione di 4 squadre nel massimo torneo continentale anche per l'edizione 2019-20 non dovrebbero esserci problemi. TOP RANKING UEFA PER CLUB – La graduatoria tiene in conto dei punteggi accumulati dai club nelle ultime cinque stagioni (dal 2013/2014 ad oggi) e vede ancora in testa il Real Madrid. Le italiane sono rappresentate nella top20: Napoli al 12' e Fiorentina 20' posto nonostante l'esclusione dalle coppe europee. Un piazzameno destinato a peggiorare più andranno avanti i tornei internazionali. Roma ferma in 28' posizione, Lazio che sale al 42' posto. Più indietro Milan (57') e l’Atalanta (113' posto). Lalaziosiamonoi.it

 

Dario Cadeddu

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RASSEGNA STAMPA

Rinnovo De Vrij, incontro prima del Vitesse: si tratta sulla clausola

Non solo la vittoria col Vitesse. Come anticipato, la gara in terra olandese è stata anche l’occasione per incontrare gli agenti di Stefan de Vrij. L’ex Feyenoord ha guidato la difesa della Lazio nelle sua patria. Poco prima le parti hanno gettato le basi per prolungare il suo matrimonio in biancoceleste. Come riporta il pezzo di ‘Repubblica’ a firma di Marco Ercole e Stefano Fiori, il vertice è durato diverse ore: è iniziato la mattina, proseguito a pranzo e andato in scena fino a poco prima dell’inizio della partita. Un meeting importante, il secondo dopo quello all’indomani della Supercoppa italiana vinta con la Juventus. La tanto attesa fumata bianca non è ancora arrivata. Ma si continua ad andare verso un rinnovo fino al 2019. Uno scenario che scongiurerebbe l’ipotesi peggiore, quella che il miglior difensore del Mondiale in Brasile possa essere libero di firmare con un altro club tra quattro mesi. L’unico nodo resta la clausola rescissoria, anche se la forbice ora si è ridotta. La richiesta della Lazio è scesa a 35 milioni, 10 in più dei 25 auspicati dall’entourage del giocatore. Un passo avanti della SEG può portare alla chiusura. Lalaziosiamonoi.it

Dario Cadeddu