Derby sponsor per la Lazio
È sempre derby per Lotito, stavolta sullo sponsor. Ora Expo 2030 può finire sulle maglie vergini della Lazio. È la contromossa del patron, suggerita da tifosi biancocelesti, per contrastare l’ufficializzazione dell’accordo tra la Roma e Riyad Season (biennale da 25 milioni di euro), recepito come uno schiaffo dal sindaco Gualtieri, a meno di 60 giorni dal pronunciamento dei 180 membri del Bureau International des Expositions sulla sede di Expo. Il principale competitor della Capitale in Arabia Saudita sarà pubblicizzato dal club giallorosso. La Lazio invece non ha ancora trovato un brand in grado di valorizzarne il marchio e allora decide di correre in soccorso del Campidoglio: «Abbiamo sempre manifestato la nostra azione volta a tutelare l’aspetto valoriale dello sport nella sua interezza e degli interessi della città di Roma essendo la prima squadra della Capitale. A tal fine metteremo in atto ogni iniziativa possibile per sostenere la candidatura della città ad ospitare una manifestazione internazionale così importante, per consentire alla Capitale d’Italia, ai suoi abitanti e all’intero Paese di avvalersi dei benefici di carattere economico e sociale che ne deriveranno nel presente e nel futuro». Questa la nota diramata ieri sera da Lotito, tramite il nuovo responsabile della comunicazione, Stefano Di Traglia (ex portavoce Bersani), di cui ormai manca solo l’ufficialità e l’annuncio. L’offerta della Lazio però ha un prezzo, bisogna sedersi a trattare a un tavolo. Il numero uno biancoceleste, nonché senatore di Forza Italia, potrebbe pure concedere la pubblicizzazione gratis sulle proprie casacche, magari in cambio di altro. C’è sempre il tema stadio, il Flaminio o i terreni sulla Tiberina sullo sfondo. L’iniziativa ha anche un valore politico all’interno del suo partito. Il Messaggero