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RASSEGNA STAMPA

Lazio-Milan è Lucas contro Lucas

Lucas contro Lucas, una sfida nella sfida. Domenica pomeriggio non sarà unicamente Lazio-Milan, ma anche e soprattutto con confronto più meno diretto tra due calciatori che durante l’estate si sono dati il cambio nello spogliatoio di Formello, così come nello scacchiere biancoceleste disegnato da Inzaghi. L’addio dell’argentino è considerato un vero e proprio tradimento per il tecnico laziale che a più riprese – nella passata stagione – aveva esaltato le qualità dell’ex centrocampista dell’Anderlecht al quale la società aveva deciso di assegnare la fascia da capitano. Fiducia mal ripagata, per un giocatore che – allo stato dei fatti – non ha mai orientato il suo futuro professionale verso i colori biancocelesti. In questi pochi mesi la Lazio ha sostituito il regista con Lucas Leiva; all’interno dello spogliatoio è arrivata quella musicalità brasiliana sinonimo di felicità, e soprattutto sinonimo di vittoria: con l’ex centrocampista del Liverpool la Lazio ha vinto quel trofeo tanto a lungo inseguito da Biglia e mai afferrato. Dopo aver saltato l’esordio in campionato contro il Crotone per infortunio, il regista rossonero ha giocato una manciata di minuti contro il Cagliari per poi mettersi a disposizione della sua Nazionale; oggi – dopo aver giocato contro Uruguay e Venezuela – tornerà a Milano per preparare il suo ritorno da ex allo stadio Olimpico: di fronte avrà il suo recente passato, ma anche un presente che lo vede oggi dall’altra parte della barricata, con Lucas Leiva pronto a complicargli la vita.

Lazio-Milan è anche Lucas contro Lucas, Brasile contro Argentina, il jogo bonito contro la garra; Leiva e Biglia, due mediani truccati da registi, due centrocampisti avvezzi ad alzare l’argine, con poca confidenza con il gol e tanta corsa nelle gambe. L’argentino nelle sue stagioni laziali ha saputo riempire il campo con la sua fisicità e le sue giocate ordinarie – da metronomo – che hanno spinto la Lazio verso campionati apprezzabili, ma mai vincenti. Il contrario di Lucas Leiva, che nella sua prima notte di nozze coi biancocelesti ha saputo prendere per mano la squadra fino alla vittoria, contro una Juventus incastrata nella trama di Inzaghi, messa alle corde da una manovra più snella – meno macchinosa – maggiormente verticale. Domenica pomeriggio nell’arena del Foro Italico saranno di fronte due giocatori dall’opposta filosofia di vedute; il brasiliano ha cercato e voluto la Lazio, puntando sul nuovo progetto biancoceleste, dall’altra ci sarà un giocatore che ha mortificato le strategie societarie e la fiducia mal riposta di un tecnico che lo aveva messo al centro di un nuovo progetto dal respiro europeo. Dopo aver battuto la Juventus in finale di Supercoppa Italiana, la Lazio cercherà di tracciare il suo nuovo percorso prima del debutto in Europa League affrontando un Milan rinnovato, negli uomini e nello spirito. Ma Inzaghi ha già studiato i punti deboli della formazione di Montella: uno lo conosce benissimo. E ha tutta l’intenzione di approfittarne.

Il Tempo – Simone Pieretti

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RASSEGNA STAMPA

Milinkovic lo sfata tabù ha messo il Milan nel mirino

E’ uomo-derby, da agosto pure anti-Juve, adesso sotto col Milan. Insieme al Napoli, è l’ultima big imbattuta da quando Milinkovic è sbarcato in Italia. Ora è lui amuleto e pozione anti-tabù con questa maglia. Più la Lazio è giù, più la tira su. Anche per questo lo scaramantico Lotito non l’ha mandato per 50 milioni all’Inter o a Torino. Perché Inzaghi non può più rinunciare a questo cecchino. Spara ancora, Sergej. Con l’ultima fucilata ha ucciso un Chievo vivace, dopo la sosta all’Olimpico arriva un Milan forte e audace. Una diretta concorrente per la Champions, che l’anno scorso a marzo (dopo la vittoria dell’andata) strappò in extremis il pari con Suso. Milinkovic non può aver dimenticato la sua macchia, perse una palla a centrocampo che annullò quasi allo scadere il vantaggio del rigore di Biglia. Non ripeterà un simile errore, ormai ne va del suo onore. Anche perché adesso c’è un’altra motivazione in serbo, Milinkovic non è più un campioncino acerbo. Dopo le polemiche scatenatesi nei giorni scorsi per una possibile convocazione del Montenegro, Sergej sente questa rivelazione del suo ex allenatore dell’Under 21 Petkovic e ritorna allegro: «Il Ct Muslin ha sottolineato che le porte della Nazionale sono aperte a tutti, si porterà Milinkovic direttamente al mondiale in Russia per vincere». Insomma, basta continuare così, basta pedalare e correre.

RECUPERO Accelera a Formello, Milinkovic. Era affaticato, da ieri può già considerarsi recuperato. Una tempo qualcuno lo riteneva troppo lento, adesso il suo passo è accelerato. Incredibile la sua crescita a due anni da quando si presentò con un bacione di Giuda a Firenze: da allora 17 volte il suo nome sul tabellino, tra campionato e Coppa Italia, trasformate in 16 vittorie e un passaggio del turno con questa maglia. Nel 2015, 5,2 milioni più le commissioni al procuratore Kezman, fondamentale proprio per la mancata firma di Sergej coi viola e per il rinnovo sino al 2022. Ma in Belgio assicurano che quest’estate sarebbero arrivati al Genk altri 10 milioni di bonus dopo la sua esplosione. Nulla in confronto a quanto Lotito un giorno potrà ricavare quando arriverà la definitiva consacrazione. Intanto ogni colpo di Milinkovic già oggi vale un tesoro: quando segna, la Lazio vince sempre e parte il coro. Sergej fondamentale anche quando non fa un capolavoro: top player nei passaggi (51 su 65), nei tocchi (84) e ovviamente nei duelli aerei (3), anche a Verona questo gigante serbo senza nei.

FORMAZIONE Ancora non ci sarà Nani (ieri comunque 40 minuti di corsa coi compagni) titolare sulla trequarti, dovrà pensarci Milinkovic a far male al Milan e a riunire i reparti. Inzaghi spera in un altro suo gol d’ esterno per scatenare l’inferno. D’altronde, con Simoncino in panchina, otto sue reti corrispondono a otto vittorie (sette, più il centro per la finale dell’ultima Coppa Italia persa), inutile piangersi addosso per l’assenza di Felipe. Nel 3-5-2 Sergej in avanti rimette le ali e fa passare tutti i mali. In 40mila (al momento 11mila abbonati, 15mila biglietti venduti e 2mila ospiti) con lui vogliono alzare i boccali.

Il Messaggero – Alberto Abbate 

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NAZIONALI

Qualificazioni Mondiali, Italia-Israele 1-0: ci pensa Immobile

REGGIO EMILIA –  L'Italia è Immobile, va ai play-off per inerzia e per effetto di un gol del suo migliore realizzatore, Ciro il Grande, tornato a segnare per Ventura dopo quattro partite a digiuno. L'attaccante della Lazio piega Israele e regala agli azzurri il secondo posto, l'obiettivo minimo. Manca la matematica, ma è davvero un dettaglio: l'1-0 di Reggio Emilia intanto elimina Israele, mentre l'Albania, pareggiando in Macedonia, scivola a -6 dagli azzurri, e con uno scarto nella differenza reti (+1 contro +12) che si potrebbe colmare solo con due disastri degli uomini di Ventura. Tecnicamente, l'Italia dovrà centrare la qualificazione agli spareggi fra un mese: basterà un punto contro la Macedonia a Torino il 6 ottobre, ma non sarà neppure necessario se gli albanesi non vinceranno in Spagna ad Alicante contro la Roja, che deve ancora certificare il primo posto matematico e ne ha fatti intanto otto, di nuovo, al Liechtenstein. Albania-Italia a Scutari, il 9 ottobre, sarà probabilmente ininfluente. Altrimenti, nella peggiore delle ipotesi, Ventura ci andrà consapevole di poter gestire un ampio margine di reti. 

Quando l'altoparlante dello stadio ha mandato la hit del momento di Fabri Fibra e TheGiornalisti, "e tu vuoi correre ma c'è l'Apocalisse in centro", probabilmente Gian Piero Ventura avrà avuto la sensazione di sentire la voce di Tavecchio, che di Apocalisse aveva parlato appunto alla vigilia del confronto con Israele, pensando all'ipotesi di una mancata qualificazione. Un primo tempo inguardabile, accompagnato dai fischi impietosi del pubblico reggiano, ha dato corpo all'incubo peggiore: di aggiungere alla batosta di Madrid un passo falso in casa e complicarsi la vita. Il ct ha confermato il modulo discusso e nove undicesimi della squadra di Madrid, limitandosi ai cambi obbligati: Astori per lo squalificato Bonucci, Conti per l'infortunato Spinazzola, con il trasloco di Darmian a sinistra. Levy, che sabato ha perso per ammutinamento il capitano Zahavi, ha cambiato mezza squadra rispetto alla partita contro la Macedonia, cinque giocatori incluso il portiere (Harush per Glazer). Addirittura nove uomini diversi nel confronto con la formazione che un anno fa spaventò l'Italia ad Haifa. Si è schierato in abito castigato, abbottonato in un 4-1-4-1 con Natcho a frangere i flutti davanti alla difesa. Squadra cortissima, Israele, capace di difendersi rannicchiata in venti metri, ha mandato l'Italia a sbattere continuamente contro un muro di gomma.

La manovra azzurra è stata lenta, macchinosa, prevedibile, sviluppata fra uno sbadiglio e l'altro per linee orizzontali, appesantita da errori banali nei passaggi più semplici e per nulla ravvivati dalla ricerca saltuaria del guizzo a scavalcare la difesa. Certo, poteva essere tutto in discesa se Belotti avesse rotto l'equilibrio dopo appena 40 secondi, nella migliore occasione capitata all'Italia: palla di Insigne per Darmian sulla sinistra, cross in mezzo per il Gallo che tutto solo ha piazzato sul secondo palo mettendo però sul fondo. Se si escludono un paio di tiracci di De Rossi, l'Italia non si è più vista dalle parti di Harush fino al recupero, quando il portiere israeliano ha compiuto un miracolo di piede su Insigne che gli era entrato in area piccola. Prima, invece, è stata la squadra di Levy a rendersi pericolosa: un'incursione di Kabha che ha scartato mezza difesa, una volata di Davidzaba a sinistra con cross pericoloso in mezzo (Shechter, in scivolata, era in fuorigioco), fino alla gran botta di Cohen che ha esaltato Buffon, provvidenziale. All'intervallo, l'Italia è uscita fra i fischi, severi ma giusti. 

Nella ripresa è cambiato tutto. La Nazionale ha guadagnato metri, rotto gli indugi, ha perso Conti per infortunio alla caviglia destra (al suo posto, Zappacosta), ha preso dei rischi in più per creare superiorità numerica a ridosso dell'area. Soprattutto, è stata trascinata da Candreva, autentico leader, che ha fatto valere la gamba e il piede raffinato mandando ai matti mezza difesa israeliana, alternando la ricerca della fascia con percussioni improvvise per linee centrali. Immobile, risvegliatosi anche lui, ha messo dentro di testa uno degli assist migliori dell'interista, che ha provato a mandare a segno due volte Belotti (Harush ha compiuto una prodezza sul colpo di testa del Gallo) e per poco non ci è riuscito con Barzagli. Però non è mancato il patema finale: gli azzurri, incapaci di chiuderla, hanno rischiato di beccare gol da Ben Chaim, appena entrato, fermato due volte in contropiede. 
Alla fine, tre punti d'oro e i play-off messi al sicuro. L'Apocalisse può attendere. 

ITALIA (4-4-2) – Buffon 6 – Conti 6 (4’ st Zappacosta 6.5), Barzagli 6, Astori 5.5, Darmian 5.5 – Candreva 7 (42’ st Bernardeschi sv), Verratti (45’ st Montolivo sv), De Rossi 5, Insigne 5 – Belotti 5.5, Immobile 6.5.
ISRAELE (4-1-4-1) – Harush 6.5 – Keltjens

6, Ben Haim 6, Tzedek 5, Davidzada 5 – Natcho 6.5 – Melikson 5.5 (17’ st Ben Chaim 6.5), Kabha 6, Cohen 6.5 (32' st Einbinder 6), Refaelov 5 – Shechter 6 (14’ st Benayoun 6). 
Arbitro: Bastien (Fra) 6.  
Reti: 8’ st Immobile
Arbitro: Bastien (Fra) 6.  
Note: spettatori 16mila, incasso 13mila euro. Ammoniti Verratti, Cohen, Immobile. 

 

repubblica.it

 

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RASSEGNA STAMPA

Lazio all’esame del ciclo terribile

Sul mercato è finita in parità, ora Lazio e Milan si sfidano sul campo e l'attesa è grande. Per Borini l'hanno spuntata i rossoneri, che hanno offerto un ingaggio superiore al "pupillo" di Tare, cioè 2,2 milioni contro 1,7; su Biglia invece è stata brava la società biancoceleste a ottenere quello che chiedeva, cioè 20 milioni (pagabili in 4 anni), bonus compresi. Si annuncia equilibrata anche la partita di domenica all'Olimpico, la prima di un ciclo terribile per la Lazio: 7 gare in 21 giorni, dal 10 settembre al 1° ottobre. Inevitabile, con un tour de force simile, che Inzaghi si affidi al turnover: sarà l'occasione per valutare in pieno l'intero organico, anche se il tecnico dovrà fare a meno di una pedina fondamentale come Felipe Anderson (rientro previsto il 14 ottobre a Torino con la Juve). Alla prossima sosta per le nazionali, insomma, saranno più chiari obiettivi e ambizioni stagionali della Biancoceleste.

Tra l'altro sono tutti confronti impegnativi, a partire proprio dalla sfida con il Milan di domenica. Poi, giovedì 14 alle 21.05, l'esordio nel girone di Europa League in Olanda, contro il Vitesse. Appena tre giorni dopo, il 17 alle 20.45, c'è Genoa-Lazio a Marassi. Tremendo il turno infrasettimanale del 20, all'Olimpico contro il Napoli di Sarri, tra le favorite per lo scudetto. Il 24 trasferta a Verona (ore 15), il giovedì successivo seconda giornata di Europa League contro i belgi dello Zulte Waregem alle 19 e a porte chiuse per la squalifica dell'Olimpico (sanzione Uefa per gli ululati razzisti dei tifosi a Praga contro lo Sparta il 10 marzo 2016). Il ciclo terribile si chiude il 1° ottobre alle 15 contro il Sassuolo.

Si gioca ogni tre giorni, c'è spazio per tutti. Per esempio in Olanda contro il Vitesse sarà di sicuro titolare in difesa Bastos, tra i sacrificati di questo inizio di stagione, mentre domenica vedremo di nuovo il trio Wallace-de Vrij-Radu. Stesso discorso in attacco: in Europa League spazio a Caicedo, così come a centrocampo potranno mettersi in mostra Murgia, l'eroe di Supercoppa, e Di Gennaro, preso a parametro zero e fin qui mai utilizzato. Sulle fasce, Basta e Lulic contro il Milan, poi Marusic e Lukaku in Olanda. E qualche minuto contro il Vitesse spera di giocarlo anche l'ultimo arrivato Nani, in ritardo di condizione. A proposito di Europa: la Lazio è entrata a far parte dell'Eca, l'associazione europea dei club da ieri presieduta da Andrea Agnelli. Tra lui e Lotito è scoppiata la pace.

Esuberi: resta intensa la trattativa per il trasferimento di Mauricio in Turchia, dove il mercato chiude venerdì. E Marchetti riflette su una proposta dello Sparta Praga. Repubblica.it

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TIFOSI

Vitesse-Lazio, info vendita tagliandi

La S.S. Lazio comunica che i tagliandi che saranno messi in vendita per il settore ospiti in occasione della gara di Europa League, Vitesse-Lazio, in programma giovedì 14 settembre 2017, ammontano a 1.100 unità.

Inoltre, il prezzo per il singolo biglietto è pari a € 22,80.sslazio.it

La S.S. Lazio comunica che i biglietti per la gara di Europa League Vitesse – Lazio di giovedi 14 settembre saranno

messi in vendita nelle seguenti modalità:

DALLE 10:00 DI  GIOVEDI 7 SETTEMBRE FINO ALLE 10:00 DI MARTEDI 12 SETTEMBRE

– Presso i punti vendita abilitati LISTICKET Gruppo Ticketone – verrà rilasciato un segna posto personalizzato;

La ricevitoria rilascerà un segnaposto personalizzato con il quale si potrà ritirare il biglietto di ingresso stadio

ESCLUSIVAMENTE presso il Lazio Style 1900 scelto e comunicato al momento dell’acquisto.

Limite di vendita: l’acquirente potrà comprare fino a quattro biglietti presentando il documento in originale e la fotocopia

dei documenti degli altri tre titolari.

Per il ritiro del biglietto di ingresso stadio oltre al segnaposto sarà necessario presentare sempre un documento di identità

in originale e la fotocopia dei documenti degli eventuali altri tre titolari.

 

I biglietti riservati ai tifosi biancocelesti sono:

– Settore Ospiti 1.100 posti – Prezzo:  €. 22,80 più prevendita Listicket-Ticketone  per un totale di €. 26,80;

– Tribuna 100 posti – Prezzo:  €. 54 più prevendita Listicket-Ticketone  per un totale di €. 58;

 

I Lazio Style abilitati al ritiro dei biglietti ingresso stadio, a partire dalle ore 15:00 di venerdi 8 settembre

sono:

– Lazio Style 1900 di Via G. Calderini 66/C

– Lazio Style 1900 di Parco Leonardo 

– Lazio Style 1900 di Via Prenestina, 200

– Lazio Style 1900 di Roma ESt

 

IMPORTANTE:

La S.S. Lazio informa che in occasione della gara Vitesse – Lazio del prossimo 14 settembre 2017, saranno

adottate le stesse misure di sicurezza valide in Italia e pertanto i destinatari di DASPO non avranno titolo

per accedere allo Stadio Gelredome di Arnhem.

E' fondamentale presentare al ritiro dei tagliandi presso i Lazio Style 1900, lo stesso documento che

porterete in trasferta nei Paesi Bassi.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO – Giordano: “Montella o Inzaghi? Mi tengo Simone…”

BRUNO GIORDANO in collegamento a '9 GENNAIO 1900': "Lazio-Milan è una partita che arriva presto per il Milan ed è una cosa che dobbiamo sfruttare anche se hanno giocato più partite ufficiali di noi per amalgamare il gruppo. Hanno cambiato tanto ed è questo il nostro vantaggio anche se hanno inserito tanta qualità, hanno Kalinic che è un attaccante che a me piace tantissimo, che se messo in condizione può segnare tantissimo. La Lazio è favorita perché ha cambiato meno, Biglia è stato sostituito con un giocatore come Leiva che si è già integrato molto bene. Montella o Inzaghi? Preferisco Simone, mi piace più il suo gioco, che va sempre verso la "meta" in verticale, meno possesso e più intensità".

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO – Rambaudi: “Lazio favorita contro il Milan”

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a '9 GENNAIO 1900': "Sull'Italia al mondiale bisogna stare attenti, le squadre che incontreremo sono meno quotate ma non bisogna dare nulla per scontato. La gara contro la Spagna è stata brutta per come è arrivata. Alcuni giocatori non hanno giocato come e dove avrebbero dovuto. Con il Milan sarà una partita nella quale la Lazio a mio avviso parte favorita, perché seppur i rossoneri hanno fatto un ottimo mercato non sono ancora squadra compatta. La Lazio ha giocatori che possono indirizzare la gara ma non cambiarla così come la squadra di Montella. ".

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FORMELLO

(VIDEO) FORMELLO – Nani corre per la Lazio, scarico per i nazionali. C’è anche Pedro Neto

FORMELLO – È ripresa dei lavori nel quartier generale biancoceleste. In attesa che tutti i nazionali impegnati in questi giorni tornino dalla parentesi con le rispettive rappresentative (Parolo, Immobile, Caicedo e Strakosha giocheranno questa sera) , Inzaghi nel tardo pomeriggio ha iniziato a preparare i suoi alla sfida con il Milan,  in programma per domenica alle 15. Il tecnico, intanto,  ha riabbracciato de Vrij, Marusic, Lulic, Lukaku, Murgia e Palombi: scarico iniziale per loro al rientro alla base dalle fatiche con le nazionali. Ha accolto il giovane Pedro Neto, oggi regolarmente in gruppo. Ovviamente non ha preso parte alla seduta Felipe Anderson, fermo a causa della nota tendinopatia. Domani alle 17 la nuova seduta di lavoro.

NANI CORRE PER LA LAZIO – Seconda giornata di lavoro da calciatore biancoceleste per il talento portoghese: lavoro atletico sotto gli oggi del prof. Ripert. Nel corso di questa settimana svolgerà un programma specifico per guadagnare una condizione adeguata. Sarà pronto per la terza settimana di settembre, Inzaghi conta i minuti…

ADD

 

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AVVERSARIO

Milan, Bonaventura: “Con la Lazio ci sarò, è davvero temibile”

– termina qui la Q&A in compagnia di Giacomo Bonaventura.

Se si ispira a qualcuno nel ruolo da mezzala: "Ce ne sono tanti bravi. Penso che il più forte di tutti sia stato Iniesta negli ultimi anni. Non mi ispiro mai a un calciatore, cerco di migliorare le mie caratteristiche".

Sul rapporto con Bonucci: "Un bel rapporto. Perchè Leo è uno di quei giocatori che hanno gli attributi quindi mi piace essere in squadra con lui".

Sul gol contro il Pescara: "A volte è più facile metterla sotto la barriera piuttosto che sopra. E' stata una grandissima soddisfazione fare gol sotto la Sud per un gol da tre punti".

Sulla concorrenza nelle punizioni quest'anno: "Anche quest'anno farò la mia parte su punizione".

Su Calhanoglu: "E' un giocatore che ha grandi qualità tecniche, è bravissimo anche nei calci piazzati. Spero che possa fare bene, perchè in Germania l'ha fatto".

Se ha mai pensato di prendere la 10 quando è partito Honda: "Ci avevo pensato quando ho visto che era libera, ma non volevo cambiare di nuovo numero. Non mi interessa molto il numero della maglia, sinceramente".

Su cosa vorrà fare in futuro e se allenerà mai: "E' presto pensarci. mi piacerebbe magari un domani fare l'allenatore. Però è ancora presto, farò in tempo a cambiare idea tante volte, magari".

Sul gol nel derby con la maglia del Milan che manca: "Spero di farlo presto. Ne ho fatti tanti con l'Atalanta, spero di rimediare presto".

Su come ha vissuto il gol di Zapata nel derby: "Ero a casa, è stato grande Zapata perchè mi ha fatto emozionare. Veniva da un periodo non brillantissimo e far gol nel derby all'ultimo minuto è sempre bello".

Sul film più bello: "Il Padrino, Al Pacino è uno dei miei attori preferiti".

Sul giocatore brasiliano del Milan del passato che ti ha colpito di più: "Kakà, ha vinto il Pallone d'Oro. Credo sia stato uno dei più grandi. Anche Cafu ha fatto tantissimi anni qua e ha vinto tanto. Ma sono stati davvero tanti i giocatori brasiliani forti passati da Milanello".

Sulle differenze tra campionato ed Europa League: "Quando si gioca in campionato contro le grandi il livello delle sfide è alto, come in Europa. In Europa si può andare a giocare contro squadre straniere che vedono il calcio in maniera differente e a cui dovremo adattarsi".

Sul momento in cui si è sentito più orgoglioso di indossare la maglia del Milan: "Sin dal momento in cui ho firmato il contratto. Per un giocatore italiano arrivare in una squadra con questa storia è un sogno. E' stato un giorno intenso, che non dimenticherò mai".

Sul segreto del suo continuo miglioramento: "Cerco di fare sempre del mio meglio, non accontentandomi mai. Cerco di andare sempre oltre i miei limiti".

Sul momento più bello con la maglia del Milan: "Sicuramente la vittoria contro la Juventus a Doha, abbiamo fatto una mezza impresa".

Sulla tournèe in Cina: "Tutti gli anni i nostri tifosi aumentano, rispetto anche a due anni fa. E' bello andare là perchè vediamo una cultura diversa dalla nostra, ma grande passione per il calcio".

Sulla comunità indonesiana che è molto forte a livello di tifo milanista: "Sono tantissimi, li abbiamo visti anche qua fuori da Milanello ogni tanto. Li salutiamo e li ringraziamo tanto".

Sul Pallone d'Oro: "Tutti i ragazzi che giocano a calcio ci pensano quando iniziano. Penso che sia il trofeo che premiano i giocatori delle squadre che vincono le coppe quindi serve prima vincere delle coppe importanti a livello europeo e mondiale".

Su chi può essere la sorpresa di questa stagione del nuovo Milan: "Spero che possa fare bene Kalinic e che, se dovesse fare tanti gol, può portarci tanti punti in classifica. Spero possa essere lui il top player di quest'anno".

Se suona ancora la chitarra per staccare la spina: "Ogni tanto mi diverto ancora, ma faccio anche altre cose per staccare e non pensare al calcio".

Su come è andato il recupero dal lungo infortunio dello scorso gennaio: "La mia spinta per recuperare è stata la mia grande passione per il calcio. Ho sofferto, ma questo mi ha dato la forza per tornare più forte. Mi mancava il campo già dopo due domeniche che non potevo giocare. Sono contento di come ne sono uscito, sono guarito. Speriamo vada tutto bene"

Sul calciatore che lo ha più impressionato durante l'intera carriera: "Una volta ho giocato contro Ibrahimovic quando era al Milan e mi aveva impressionato per la sua forza fisica. O Pirlo per la classe".

Sull'esordio nelle competizioni europee e su dove può arrivare il Milan in Europa: "E' stato molto bello, c'è stato un grandissimo pubblico in casa. Abbiamo fatto delle grandi prestazioni anche grazie alla spinta dei tifosi, ci ha dato una grande carica. Dobbiamo dare il massimo tutte le partite con grande voglia e poi cercare di fare il nostro meglio perchè il livello in Europa si alza rispetto che in Italia".

Sul ruolo di veterano: "Ho 28 anni, la nostra squadra ha un'età media più giovane. Noi dobbiamo dare l'esempio e trasmettere i valori corretti ai ragazzi che arrivano dalla Primavera o che hanno poca esperienza nel calcio dei giovani. Sono contento quando vedo dei ragazzi giovani che hanno voglia di imparare".

Sull'inizio fulminante di Cutrone: "E' arrivato in prima squadra con grande fame e voglia di dimostrare. Sta facendo bene, deve continuare su questa strada. Ha delle buone qualità e può fare bene".

Se è meglio essere specializzato in un ruolo o essere duttile: "Sono due cose diverse. Penso che specializzarti in un solo ruolo possa darti dei vantaggi, ma anche fare più ruoli possa essere utile per la crescita. Comunque anche io ho giocato tanto in un solo ruolo, quindi un po' di specializzazione ce l'ho anche io".

Sul ruolo: "Per il nostro modo di giocare e che vuole mister Montella, mi piace molto giocare a centrocampo come mezzala. Durante la mia carriera ho girato tanti ruoli e mi è servito per vedere meglio il gioco".

Su come ha passato l'estate: "E' stato importante allenarsi, anche quando la squadra era in vacanza. Però ho cercato anche di staccare, a volte il riposo vale come l'allenamento".

Sul giocatore più di estro nel Milan e più di forza fisica: "Ce ne sono tanti. Di sicuro uno dei più forti fisicamente è Kessie, una forza della natura. Di estro e fantasia potrei dire Calhanoglu, che è un giocatore tecnico, creativo".

Sul suo modello da piccolo: "Ce ne erano tanti, guardavo tantissime partite. Mi piacevano i giocatori estrosi e che davano spettacolo, ma anche i centrocampisti più fisici e temperamento".

Su dove vorrebbe segnare il prossimo gol decisivo: "Sarebbe bello farlo in una finale o in una partita decisiva. Non nego che fare dei gol nelle partite di campionato anche non decisive è sempre bello".

Sull'essere calciatore: "Vivo il calcio con grande passione. Senza duro lavoro ho sempre pensato che non si potessero raggiungere grandi risultati. Credo in questo e agisco di conseguenza".

Se può essere la stagione della propria consacrazione: "Devo lavorare, cercare di migliorarmi. Non mi pongo obiettivi troppo in là. Fino ad adesso ho sempre fatto così".

Sull'acquisto che lo ha sorpreso in Serie A: "Sicuramente noi abbiamo preso Bonucci dalla Juve che è un giocatore che non mi aspettavo potesse arrivare qua. E' un grande giocatore e può darci una mano. Penso sia stato lui il colpo più eclatante".

Se il Milan potrà lottare per lo Scudetto quest'anno: "Sarà molto difficile, ci sono squadre come Juventus, Napoli e Roma che negli ultimi anni hanno dimostrato di essere davanti a noi. Però con il lavoro possiamo crescere anche noi e arrivare a quel livello".

Sul numero 5: "Mi è sempre piaciuto, ho visto che era libero e ho deciso di prenderlo. Non sono scaramantico nè uno che guarda troppo ai numeri. Ho sempre avuto il 28, mi lega a un po' di esperienze. Però volevo cambiare".

Su come sta fisicamente: "Ho avuto un problemino muscolare al retto femorale. E' un muscolo delicato per chi gioca a calcio. Sono praticamente a posto, in questi giorni tornerò a dare il 100% in allenamento. Per la Lazio dovrei esserci, incrociando le dita".

Sul nuovo Milan: "C'è tantissimo entusiasmo, anche per i tanti acquisti. L'inizio è tutto positivo, ma sappiamo che il campionato sarà lungo e difficile e dovremo continuare ad alimentare questo entusiasmo. La società ha fatto un buonissimo mercato. Ci vorrà un po' di tempo per abituarsi, perchè nelle ultime partite otto undicesimi erano diversi rispetto alla scorsa stagione".

Se è orgoglioso di essere stato un punto di riferimento del Milan degli ultimi anni: "Sono contento, anche se la squadra non ha sempre brillato. Però sono contento di come mi sono espresso".

Sul ringraziamento ai tifosi per gli auguri: "Volevo fare un ringraziamento perchè ho ricevuto tantissimi auguri non solo da parte dei tifosi del Milan".

Sul rapporto con i social: "Non ho un grandissimo rapporto, ma li uso ogni tanto per stare in contatto con i tifosi".

Amici di MilanNews.it, benvenuti alla diretta scritta della Q&A con Giacomo Bonaventura. Il centrocampista rossonero risponderà alle domande provenienti da tutto il mondo. Restate con noi per non perdere neanche una risposta di Jack.

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ESCLUSIVE

AUDIO – Baiocchini (Skysport): “Lazio meno forte nei titolari, ma con più alternative. Keita perdita pesante”

EMANUELE BAIOCCHINI (Skysport) in collegamento a '9 GENNAIO 1900'!

"Il voto che merita la Lazio dopo il mercato è alto, un nove per le uscite un 6,5 per le entrate. Io avrei puntato di più su una seconda punta. Nani può farla, ma nasce come esterno di attacco. La conclusione del mercato è legato anche alle intenzioni di de Vrij. Se la Lazio riuscirà a strappare un biennale sarà stato un capolavoro, altrimenti non tipuò sempre andare bene come è accaduto con le vendite di Keita e Biglia. Da quello che sapevo, per l'olandese il rinnovo del contratto era l'ultima delle opzioni, prima voleva valutare le proposte del mercato, poi valutare anche di andare a scadenza. Invece sta scalando le gerarchie la terza offerta del rinnovo, l'offerta della Lazio per l'ingaggio è importante. C'è anche un buon rapporto con la SEG, quindi a questo punto mi aspetto che possa prolungare il suo contratto. Penso che la Lazio sia lievemente peggiorata nell'undici titolare rispetto alla scorso anno, ma abbia fatto un passo in avanti nelle alternative. Ci sarà, però, da soffrire in campionato nelle settimane in cui ci sarà l'Europa. La perdita di Keita ha tolto qualcosa. Per quanto riguarda Lazio-Milan, sono più curioso di quello che possa fare la squadra di Montella. La Lazio sappiamo cosa può dare, mi aspetto un campionato da quarto-sesto posto, mentre il Milan ha potenzialità superiori che devono però essere espresse. La Lazio è la prova del nove per capire di che pasta sia fatto"