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APPROFONDIMENTI

Turnover per caso: Inzaghi sempre con i fedelissimi

I due baby portoghesi Bruno Jordão e Pedro Neto (i cui trasfer sono arrivati però a stagione in corso), i portieri di riserva Guerrieri e Vargic, il jolly Crecco (che però ha dovuto sacrificare il suo posto nella lista della Serie A per consentire l'inserimento di Mauricio) e lo sfortunato Felipe Anderson, che si è dovuto fermare in estate e ancora non è tornato a disposizione. Loro sono gli unici giocatori della rosa di Simone Inzaghi ancora non impiegati in questa stagione, conferma evidente della volontà del tecnico di coinvolgere più possibile tutti i suoi uomini, così come fatto da quando è diventato allenatore del club biancoceleste. 

GLI UNDICI FEDELISSIMI DI INZAGHI – Prova a coinvolgere tutti, sì, ma fino a questo momento il turnover, in campionato, è stato dettato solo ed esclusivamente da infortuni e squalifiche, destinando quasi interamente l'utilizzo delle "seconde linee" all'Europa League. Non è un caso che, dando uno sguardo al minutaggio concesso finora da Inzaghi ai suoi giocatori nell'arco della stagione (quindi coppa compresa), i primi undici siano la formazione titolare al netto degli infortuni. In ordine decrescente troviamo Strakosha con 1440', Luis Alberto 1273', Radu 1226', Parolo 1186', Immobile 1176', Milinkovic 1115', Lulic 1110', de Vrij 1073', Lucas Leiva 1006', Marusic 934' e Bastos 730'. E gli ultimi due, non hanno superato quota 1000 solo perché "subentrati" dopo gli infortuni di Basta e Wallace. Tutti gli altri non hanno superato nemmeno i 510 minuti in stagione, con Murgia, vero "dodicesimo" di Inzaghi, arrivato al massimo a 505.

IN CAMPIONATO SEMPRE GLI STESSI – La statistica diventa ancora più evidente controllando solo i dati della Serie A, dove troviamo nelle prime undici posizioni di impiego sempre gli stessi calciatori, tutti sopra gli 800 minuti giocati a parte sempre Marusic e Bastos. Gli altri uomini dell'organico scesi in campo almeno una volta, quindi Basta, Lukaku, Wallace, Patric, Murgia, Luiz Felipe, Caicedo, Nani, Palombi, Di Gennaro e Mauricio, insieme ne hanno messi insieme appena 1607, praticamente lo stesso numero (1540) di quelli di Strakosha e Bastos (cioè primo e undicesimo più impiegati in campionato) messi insieme, rispettivamente 990 e 550. Grazie all'Europa League, insomma, Inzaghi coinvolge tutti. Ma alla fine, soprattutto in campionato, giocano sempre gli stessi.repubblica

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ESCLUSIVE

AUDIO – Vocalelli a Radiosei: “Gabriele, sembra sia accaduto ieri…”

AUDIO – Il direttore del CdS Alessandro Vocalelli ricorda Gabriele Sandri: “Mi vengono in mente tante cose, ero direttore del Corriere dello Sport quando Gabriele venne ucciso. Fu una giornata terribile, tutti a prendere la parti della famiglia Sandri alla luce di quello che era successo. Incredibile siano passati 10 anni. Ancora, e giustamente, la famiglia vive questa tragedia, sembra sia accaduta ieri…".

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NAZIONALI

Luis Alberto: “La scorsa stagione è da buttare, ma ora ho fiducia in me stesso”

Luis Alberto si sta godendo il sogno della chiamata in Nazionale, con la Spagna avrà l’opportunità di giocare in amichevole contro Costa Rica e Russia. Il laziale – come riporta As – ha ribadito la sua soddisfazione per la convocazione: “L’idea è quella di non essere chiamato solo una volta, voglio consolidare la mia posizione e giocare con la Spagna il più possibile. Sono molto felice perché questo è un sogno che si è realizzato, un sogno che ha ogni bambino da quando inizia a giocare”. Infine Luis Alberto si è dichiarato contento di tornare a Malaga (luogo dove si disputerà il match, ndr) presso lo stadio della Rosaleda: “Tornare in Andalusia è sempre bello. La Rosaleda è un campo speciale per me, perché al Malaga ho trascorso un grande anno (stagione 2014/2015, ndr)”.  Inoltre lo spagnolo ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Marca dove ha parlato della sua rinascita.

Dicono i tecnici della selezione che Luis Alberto è il miglior giocatore in Serie A adesso come adesso… 

“Sicuramente l'anno scorso sono stato il peggiore! (ride, ndr) Ho pensato di fare un cambiamento perché ho visto che tutto stava scivolando via. Ho cambiato molto grazie a molte persone che mi hanno aiutato. Questo mi ha fatto avere più fiducia in me, a non pensare a quello che dicono gli altri, ad avere la testa solo per aiutare la mia squadra … Tutto ora sta andando come voglio e sono sicuro che c’è ancora molto che devo fare”.

Chi ti ha aiutato in questo modo?

“Mia moglie, soprattutto. Ma avevo bisogno di un po' di aiuto in più e mi sono affidato a Juan Campillo, un tecnico esperto di sport. Con lui ho lavorato sull’aspetto mentale, pensando come un vincitore. Questo mi ha fatto crescere molto. Lavoro ancora con lui perché so che posso dare di più”.

Cosa è cambiato rispetto al passato?

“Prima non mi rendevo conto che dovevo essere più competitivo. Essere più costante. Non vale la pena giocare bene solo venti minuti rispetto ai 90 totali. Non bastano un paio di giocate, devi essere costante in tutta la partita”.

Questo cambiamento radicale è arrivato in soli nove mesi…

“Non è stato facile. Molto del lavoro è stato parlare con Campillo, poi mi sono allenato bene, dimenticandomi perché non giocavo, e non ascoltando le persone che dicevano cose negative. Il mio sogno 3-4 anni fa era di giocare in Nazionale, perché buttarlo via? Mi sono guardato indietro e ho visto che avrei potuto farcela. La gente che conosco da quando sono bambino mi ha detto che sarei potuto diventare un grande calciatore. Ora mi rendo conto che questo è vero e penso: ‘Ho gettato 3-4 anni prima di arrivare ad un livello molto alto'”.

Quindi, oggi è un giocatore migliore … e una persona migliore?

"Sono molto più maturo. Parlo con i giovani della Lazio che giocano meno e cerco di aiutarli. Gli dico osservare quello che abbiamo fatto io o Milinkovic-Savic, che ora è titolare praticamente sempre. Non bisogna mai arrendersi, non bisogna gettare la spugna. Devi fidarti di te, nessuno ti potrà dire niente… Tutto può essere cambiato". 

 Roma è una città con tifosi tanto appassionati come sembra?

"Sì, non mi aspettavo dei tifosi così appassionati. Da quando sono arrivato il primo giorno il tema principale di cui si parlava era il derby. Non importa il campionato, non importa nient'altro… Ma il derby deve essere vinto. Ora non sono a Roma, ma fra 10 giorni affronteremo la Roma. Sono sicuro che in città non si parlerà d'altro". 

Cosa pensi della questione di Anna Frank e degli adesivi, è stata dura affrontarla?

"Onestamente questa cosa riguarda la società. Noi calciatori siamo stati isolati. L'allenatore e il club non ci hanno permesso di discuterne e credo sia stata la scelta migliore. Siamo ai margini di questo problema e dobbiamo concentrarci per essere competitivi".  

Sei il secondo miglior marcatore con la Lazio (tre gol) e il miglior assist-man in Serie A. Ti piace più segnare o fare assist?

“Francamente mi piace passare più il pallone: se ho la possibilità di calciare o passare la palla, preferisco il passaggio. Non so se sono pazzo (ride, ndr), ma preferisco essere più partecipe all’azione. Con Ciro Immobile ho un ottimo rapporto e non credo che bisogna guardare solo i numeri, ma quello che facciamo per la squadra”.

 

LALAZIOSIAMONOI

 

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RASSEGNA STAMPA

Biglia chi? Leiva ha già cancellato l’argentino

Il rubapalloni è diventato un rubacuori. Quelli dei tifosi della Lazio che non hanno avuto bisogno di troppo tempo per capire che si, quel brasiliano che di brasiliano ha davvero poco è l’uomo giusto al posto giusto. Lucas Leiva ha conquistato l’ambiente sin dalla prima apparizione ufficiale, la sera in cui vinse con i nuovi compagni la Supercoppa italiana. Poteva trattarsi dell’acuto isolato di un guerriero orgoglioso ma stanco. E invece no. Era solo il primo atto di una nuova sfida che il centrocampista ex Liverpool sta vivendo con lo stesso piglio e la stessa professionalità mostrata in dieci anni di Premier vissuti con i Reds.

CHE COLPO Adesso che ogni dubbio è stato fugato lo si può dire: il suo è stato l’ennesimo colpo a effetto della premiata ditta Lotito-Tare. Alla Lazio è costato appena 5 milioni, un quarto di quanto incassato dalla cessione di Biglia. Ma del giocatore che è stato chiamato a sostituire Leiva non sta facendo rimpiangere nulla. Ne ha di fatto cancellato il ricordo, anche nella mente dello stesso Inzaghi, che della cessione di Biglia fece inizialmente fatica a farsene una ragione. E invece da un Lucas all’altro (Biglia e Leiva hanno lo stesso nome di battesimo) la Lazio sicuramente non ci ha rimesso. Anzi, a Formello sono in molti a pensare che ci si sia addirittura guadagnato. In campo, dove l’ex Liverpool è diventato l’equilibratore imprescindibile della manovra (1.006 i minuti giocati in campionato). Ma anche nello spogliatoio, dove ci ha messo pochissimo a diventare uno dei leader indiscussi. E poi uno nato il 9 gennaio (data di fondazione del club) non poteva che rivelarsi un acquisto azzeccato.

BRASILIANO ATIPICO Di brasiliano ha davvero poco, a cominciare dall’aspetto fisico (capelli biondi ed occhi azzurri, sembra piuttosto un nordeuropeo), ma anche le caratteristiche tecniche insinuano il dubbio che arrivi da Svezia o Germania. Il suo pezzo forte sono i tackle invece che i dribbling. E ai ricami col pallone preferisce la lettura delle azioni. Brasiliano atipico che, però, del suo Paese è innamorato. Arriva da Dourados, Mato Grosso. Lì ha una fazenda nella quale si rifugia ogni volta che può. Innamorato del suo Paese e della sua nazionale, ovviamente. Ha indossato la maglia della Seleçao tra il 2007 e il 2013. La storia in verdeoro pare ormai chiusa. Ma la sua rinascita con la casacca della Lazio non sta passando inosservata.gazzetta dello sport

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SERIE A

Anticipi e posticipi: il 23 dicembre a pranzo con il Crotone, il 30 al Meazza alle 18,30

La Lega di Serie A ha ufficializzato l'elenco degli anticipi e dei posticipi di campionato per i prossimi due mesi. Il piatto forte è Juventus-Roma, all'Allianz Stadium di Torino: i bianconeri sfideranno la squadra di Di Francesco sabato 23 dicembre alle 20.45, nell'anti-vigilia di Natale. Un'altra sfida di cartello sotto le feste è quella tra Inter e Lazio. Spalletti ospiterà Inzaghi a San Siro sabato 30 dicembre alle 18.30. Il 22 gennaio, invece, Inter e Roma si incroceranno a San Siro nel posticipo domenicale delle 20.45. La prima giornata del girone di ritorno si disputerà invece tra il 5 e il 6 gennaio.

Diciottesima giornata: venerdì 22 dicembre, ore 18: Chievo-Bologna (*); venerdì 22 dicembre, ore 20,45: Cagliari-Fiorentina; sabato 23 dicembre, ore 12,30: Lazio-Crotone sabato 23 dicembre, ore 18: Milan-Atalanta; sabato 23 dicembre, ore 20,45: Juventus-Roma.
Diciannovesima giornata: venerdì 29 dicembre, ore 20,45: Crotone-Napoli; sabato 30 dicembre, ore 12,30: Fiorentina-Milan; sabato 30 dicembre, ore 18: Inter-Lazio sabato 30 dicembre, ore 20,45: Verona-Juventus*.
Ventesima giornata (prima del girone di ritorno): venerdì 5 gennaio, ore 18: Chievo-Udinese*°; venerdì 5 gennaio, ore 20,45: Fiorentina-Inter; sabato 6 gennaio, ore 12,30: Torino-Bologna; sabato 6 gennaio, ore 18: Roma-Atalanta; sabato 6 gennaio, ore 20,45 Cagliari-Juventus.
Ventunesima giornata:domenica 21 gennaio, ore 12,30: Atalanta-Napoli; domenica 21 gennaio, ore 18: Cagliari-Milan; domenica 21 gennaio, ore 20,45: Inter-Roma; lunedì 22 gennaio, ore 20,45: Juventus-Genoa.

(*) Anticipo-posticipo disposto su indicazione dell'Osservatorio sulle manifestazioni sportive per evitare la concomitanza con altri eventi. (°) In caso di qualificazione dell'Udinese ai Quarti Coppa Italia, la partita Chievo-Udinese si disputerà sabato 6 gennaio alle 15.

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SERIE A

UFFICIALE – Lazio-Udinese si giocherà il 24 gennaio

"Il Commissario Straordinario della Lega Serie A, visto il rinvio a data da destinarsi della gara Lazio – Udinese del 5 novembre 2017, decretato dall’arbitro a causa dell’impraticabilità del terreno di gioco, dispone che la gara Lazio – Udinese della 12a giornata di andata di Serie A TIM si recuperi mercoledì 24 gennaio 2018, con inizio alle 19.00 (ore 20.45 in caso di disputa di Sampdoria – Roma il 13 dicembre 2017)"

Con questo comunicato arriva l'ufficialità: Lazio-Udinese si giocherà il 24 gennaio prossimo alle ore 19.00

 

Dario Cadeddu

Radiosei

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ESCLUSIVE

AUDIO – Venturin a Radiosei: “La chiave di volta è stata il lavoro della società, ma ora piedi a terra. Leiva mi ricorda Almeyda”

GIORGIO VENTURIN in collegamento a '9 GENNAIO 1900': "La chiave di volta è stata il lavoro della società, ma ora piedi a terra. Leiva mi ricorda Almeyda"

"La Lazio non può' più essere considerata una sorpresa, bensì una conferma positiva. Un campionato così giocato non era nelle attese di nessuno. E' stato fatto un buon lavoro da parte del club e del tecnico che gestisce un bel gruppo di giocatori. La chiave di volta a questi livelli è il lavoro della società. Evidentemente si è creato l'ambiente ideale, poi i giocatori ed Inzaghi ci stanno mettendo il resto. Grossi meriti vanno a lui, sta dimostrando di essere un allenatore all'altezza della situazione. Luis Alberto è esploso in modo sorprendente, a volte la casualità modificano anche gli assetti delle squadre. E' un giocatore di grosso spessore, ha fatto la trafila delle nazionali spagnole, ha giocato all'estero. Aveva tutto per fare bene. Ora piedi a terra, le insidie ci sono, bisogna viaggiare partita dopo partita. Fortunatamente la Lazio può dedicarsi al 100 per cento al campionato. Lascia ben sperare soprattutto per le belle prestazioni sfoderate e non solo per i risultati ottenuti. BIglia? Aveva fatto il suo tempo, era anche una questione di stimoli, va detto che Leiva ha le caratteristiche giuste. Meno regista, ma perfettamente in linea con le esigenze della squadra e le caratteristiche degli altri. Devo dire che mi ricorda un po' Almeyda, anche se non sono del tutto simili. Il derby? la Roma ha avuto alti e bassi, ora è consapevole dei propri mezzi, mentre la Lazio sta mantenendo questo trend da molto tempo. Speriamo che dopo gli impegni delle nazionali, tornino tutti al meglio. Sarà una gara equilibrata, sono due squadre forti"

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DICHIARAZIONI

Mancini scommette su Inzaghi: “In lotta per lo scudetto fino alla fine”

A Roma il maltempo ha preso il sopravvento, ma sulla Lazio scende solamente una pioggia di complimenti. L’allenatore dello ZenitRoberto Mancini, storico ex biancoceleste, ha incensato così Inzaghi e i suoi ragazzi ai microfoni di Perform: “Il livello della Serie A si sta sicuramente alzando rispetto a un po’ di anni fa. Sono convinto che le prime cinque squadre della classifica lotteranno fino alla fine per vincere il campionato e per la Champions.La squadra sta facendo un ottimo campionato, inaspettato per molti. Sono contento per Simone, perché oltre a esser stato un mio compagno di squadra è stato anche un mio giocatore e gli voglio molto bene. Spero possa continuare così!”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO – Rambaudi: “Lazio più completa della Roma”

AUDIO 'NMM' – Ascolta il pensiero di ROBERTO RAMBAUDI su #Italia e #derby: "Nessuna pressione da gestire, la Lazio deve affrontare la partita con la Roma come quelle con Milan, Juventus e Napoli. Ha raggiunto una consapevolezza tale che può fare la partita e vincerla. Ritengo che rispetto alla Roma, la Lazio sia più completa. Nonostante i numeri dicano che quella di Di Francesco è la squadra che ha subito meno reti, sette, la sensazione è che sia inferiore alla Lazio a livello difensivo. La Lazio è più completa della Roma".

 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO – Cardone (Repubblica) su rinnovo de Vrij: “Non sono ottimista, questo silenzio dopo l’incontro mi fa pensare male”

RINNOVO DE VRIJ, IL PENSIERO DI GIULIO CARDONE (LA REPUBBLICA): "Non sono ottimista sulla sua volontà di firmare, questo silenzio dopo l'incontro mi fa pensare male"

"La situazione contrattuale di de Vrij va sempre monitorata. Ogni giorno può essere quello buono per la risposta del difensore che, nel frattempo, sta vagliando anche altre proposte. Certamente questo silenzio dopo l'incontro dei giorni scorsi non mi fa pensare bene, non sono molto ottimista. Deve esserci proprio un convincimento intimo e romantico per evitare che si impegni con un altro club per giugno. La cosa positiva è che c'era finalmente accordo sul valore della clausola a 25 milioni. Poi la SEG ha riportato il tutto al ragazzo che ora deve decidere. La sostanza è la volontà precisa di de Vrij che deve capire cosa vuole fare per il suo futuro"