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ESCLUSIVE

AUDIO ‘LAZIO DI SERA’ – Petrucci (Sky): “Errore grave di Giacomelli, ma non vedo complotti”

Matteo Petrucci (SkySport) @Lazio di Sera: “C’è stato un errore sulla mancata concessione del rigore, soprattutto nel non rivederlo, mi chiedo come mai non si sia sfruttata la VAR. Il rosso  a Immobile? Sarebbe stato meglio il giallo, non credo ci siano gli estremi di condotta violenta (quindi 3 giornate) bisogna capire se verrà considerato comportamento antisportivo (2 giornate). Nel secondo tempo ho visto un Inzaghi diverso, era provato, quasi scioccato…”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO ‘9 GENNAIO 1900’ – Giordano: “Non voglio pensare alla malafede, ma Giacomelli è un incompetente”

BRUNO GIORDANO in collegamento a '9 gennaio 1900': "Faccio fatica nella mia vita a ricordare una cosa del genere. Sapete che per amore di questa squadra sono sempre molto molto critico perché vorrei che la Lazio migliorasse sempre di più ma quello che ho visto ieri non ha spiegazioni. L'arbitro nonostante tutti i mezzi a disposizione ha fatto un disastro: quello è calcio di rigore e non espulsione di Immobile. Giacomelli è incompetente, non voglio pensare alla malafede ma solo all'incompetenza. Il fallo di mano in area di rigore deve essere sempre punito, pensare che un tocco di mano del pallone sia volontario è follia, significherebbe che il giocatore ha appositamente toccato il pallone con le mani, basti pensare a questo".

 

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CURIOSITA'

Spuntano recensioni negative su TripAdvisor contro il bar dell’arbitro Giacomelli

Dopo quanto accaduto ieri sera allo stadio Olimpico, dove la Lazio di Simone Inzaghi ha perso 3-1 contro il Torino con diverse scelte arbitrali fortemente discutibili, non c'è da sorprendersi se il "bersaglio" numero uno delle proteste dei tifosi biancocelesti sia l'arbitro Piero Giacomelli. Sorprende invece parecchio che casualmente, proprio ieri sera, diverse recensioni siano comparse sulla bacheca di TripAdvisor del Café Rossetti, il bar di cui Giacomelli è proprietario a Trieste. «Un incubo», «Pessimo», «State lontani da questo cafè», è il tenore dei commenti. Tutti pubblicati nelle stesse ore, e tutti da utenti di Roma. Che sia una vendetta o no, non è dato saperlo, fatto sta che quei commenti hanno ricevuto decine di like sulla piattaforma: un fenomeno, anche questo, abbastanza insolito.

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ESCLUSIVE

AUDIO ‘9 GENNAIO 1900’ – Pieri: “Errori di valutazione e di protocollo. Mi auguro che l’AIA ammetta ed esca allo scoperto”

L'ex arbitro TIZIANO PIERI, in collegamento a '9 GENNAIO 1900'. Dopo la sconfitta col Torino e l'espulsione di Immobile con la Var, il club biancoceleste protesta, Pieri analizza a Radiosei l'operato di Giacomelli e di Di Bello (VAR): "Giacomelli è un arbitro che decide poco, parlano le statistiche, il suo modo di arbitrare non è decisionista. Non è un arbitro che entusiasma, è distaccato, non prevede baruffe e questo comporta poi un susseguente provvedimento disciplinare.  Nella fattispecie, l'episodio è stato giudicato male da protocollo VAR. Il fallo di mano era ravvisabile già in prima battuta, fallo di mano in orizzontale. La parte tecnica è stata sbagliata, doveva entrare a supporto il VAR Di Bello. Il protocollo dice che bisogna intervenire solo davanti ad un evidente errore dell'arbitro, quindi presumo che Di Bello abbia considerato come Giacomelli involontario il fallo di mano di Iago. Per quanto riguarda l'espulsione di Immobile ritengo che è stata una decisione molto estrema, anche se in presa diretta anche io avevo avuto quella sensazione. Più che violenza a me è sembrata una spinta con l'attenuante della provocazione di Burdisso. Ritengo che la squalifica di due giornate possa essere ridotta ad una con ricorso. Ora spero che l'AIA esca allo scoperto, senza giustificarsi, il designatore è molto intelligente, sa parlare, evitiamo di parlare solo quando c'è da fare il compitino. MI auguro una presa di posizione, ma conoscendo l'associazione è difficile che esca allo scoperto per una certa protezione della figura dell'arbitro. Sappiamo che è una sperimentazione, ma qui si parla di un errore di valutazione evidente. Per questo mi auguro che Rizzoli esca allo scoperto, ammettendo l'errore e magari concedendo un periodo breve di riflessione".

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APPROFONDIMENTI

Day after, Lazio ancora sotto shock: “Scatta il diritto al sospetto”

Alla Lazio fa male, la sconfitta con il Torino. Perché può capitare di perdere, non è stata la prima volta, né sarà certamente l'ultima, per la squadra di Simone Inzaghi. Ma quello che è accaduto nel finale di primo tempo nell'ultima partita di campionato ha ferito profondamente tutto il club biancoceleste, dal presidente ai giocatori, che nel secondo tempo non sono stati capaci di superare lo shock emotivo a cui erano stati sottoposti e hanno di fatto provato a giocare solo spinti dai nervi, esponendosi facilmente al contropiede del Torino. Una condizione di stress che rimane ancora oggi a distanza di ore e che, nelle segrete stanze del centro sportivo di Formello, sembrava addirittura potesse paventare come extrema ratio la possibilità di ritirare la squadra dal campionato.

DIACONALE: "A PENSAR MALE SI FA PECCATO, MA SPESSO CI SI AZZECCA" – Si tratta più che altro di una provocazione, ovviamente, tra l'altro smentita in serata dal direttore della comunicazione Stefano De Martino. La realtà è che la società di Lotito si sente accerchiata, vittima di arbitraggi penalizzanti e di un utilizzo quantomeno "discutibile" da parte del Var. Dal direttore sportivo Tare all'allenatore Simone Inzaghi, passando per i giocatori Luis Alberto e Parolo, si sono esposti tutti per manifestare il proprio disappunto, compreso il portavoce del club Arturo Diaconale, che ha rincarato la dose attraverso i social network: "Un errore con la Roma, un errore con la Fiorentina, un errore con la Sampdoria, un doppio errore con il Torino. Quando gli errori diventano una catena continua scatta il diritto al sospetto. Che non è piagnisteo, complottismo o alibi per le proprie carenze, ma la legittima richiesta di un campionato regolare, trasparente, corretto e non lo strumento per colpire chi non fa parte del coro. Parlo di Lazio? Certo. E la butto in politica calcistica? Certo. Perché ho troppa esperienza per non dare ragione al Cardinal Bellarmino quando diceva che a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca".

GLI ERRORI DELL'ARBITRO GIACOMELLI E L'UTILIZZO DEL VAR –L'effetto scatenante di questo putiferio è stata chiaramente la doppia decisione del direttore di gara, il signor Piero Giacomelli, che prima ha deciso di non sanzionare con un calcio di rigore il vistoso tocco di mano di Iago Falqué su cross di Immobile (un anno fa, in Torino-Lazio, lo stesso arbitro assegnò un rigore a tempo scaduto ai granata per un episodio simile, un tocco di mano di Parolo) e che poi, richiamato dal Var, il signor Di Bello, ha deciso di espellere lo stesso attaccante della Lazio (prima espulsione diretta della sua carriera) per aver reagito spintonando con la clavicola Burdisso, che gli si era posto davanti ad azione conclusa. Giacomelli è andato così a consultare il Var per vedere questo contatto che poi ha punito con il cartellino rosso (severamente, in relazione all'episodio poteva andare bene anche un giallo a entrambi o al solo Immobile), mentre tutti i giocatori si aspettavano che fosse andato a guardare il tocco di mano.

LA PRECISAZIONE DI BURDISSO: "MAI DETTO DI NON ESPELLERE IMMOBILE" – Da qui l'amplificazione delle proteste, anche se, paradossalmente, da regolamento l'applicazione del Var sia stata corretta: questo poteva intervenire infatti sul contatto Immobile-Burdisso, che l'arbitro non aveva visto o giudicato (diventando così un "chiaro errore", condizione necessaria per intervenire), mentre la stessa cosa non poteva farla sull'episodio del rigore non concesso, perché in quel caso la decisione rientra nella soggettività di Giacomelli, che consapevolmente (anche se sbagliando) ha deciso di considerare involontario il tocco di Iago Falqué e non intervenire. A distanza di ore è tornato sull'argomento anche Burdisso, che ha voluto precisare quanto fatto in campo, visto che sia il ds Tare che Parolo lo avevano chiamato in causa dicendo che pure lui si fosse esposto in campo, sostenendo che Immobile non fosse colpevole: "Io – ha detto a SkySport – ho solo riferito all'arbitro il mio problema con Immobile, poi lui ha fatto il suo lavoro e le immagini non c'entrano con quello che ho detto io. Le immagini sono chiare. Lui mi viene addosso. Io non ho detto quello che dicono Tare e Parolo, ho solo detto all'arbitro di non preoccuparsi perché era un problema tra me e Immobile".

GIACOMELLI OSCURA IL SUO PROFILO FACEBOOK – Beffa a parte, insomma, più che prendersela con il Var (che invece è ritenuto responsabile per gli episodi precedenti con Roma, Fiorentina e Sampdoria), la Lazio ha individuato il principale artefice della sconfitta del Torino in Giacomelli. L'arbitro questa mattina è stato costretto a oscurare anche il suo profilo Facebook, dove era stato preso d'assalto dagli insulti dei tifosi laziali, che contestavano il suo operato, accusandolo pure di essere romanista, per il fatto di aver come foto di copertina un'immagine di Francesco Totti prima di calciare un rigore e di aver colorato il suo locale a Trieste con un murales, sempre raffigurante l'ex capitano giallorosso, in occasione della partita di Champions League tra Roma e CSKA Mosca. Repubblica.it

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APPROFONDIMENTI

Giacomelli, incapacità o malafede? Il dilemma sull’arbitro con la passione per Totti

E alla fine arriva il Var: puntuale come sempre, a discapito della Lazio. Come una tassa. Il primo tempo è la croce messa sulla partita dei biancocelesti. Il resto è un cronometro che scorre, una squadra di Inzaghi che insegue il Torino per tre volte in vantaggio. Una Lazio generosa, rabbiosa, forse troppo frettolosa per servire la sua vendetta. Non basta, per la quarta volta la tecnologia ci mette lo zampino. A Genova con la Samp gli errori non avevano fatto danni in termini di risultato. Nel Monday Night, pesantissimo in termini di classifica, si è toccato il punto più bassodel rapporto Var-Lazio. Un Immobile che meriterebbe un rigore, un Immobile espulso per un contatto ritenuto violento su Burdisso. Allora, Var-gogna.

ANCORA IL VAR – Gara piacevole, scorre veloce tra ribaltamenti e belle trame. Lazio sempre in pressing, fa densità , lotta ed è pericolosa con gli esterni. Torino più accorto, lascia il pallino ai biancocelesti, poi si accende e riparte. Più concreti i granata, che raccolgono le due palle gol della prima frazione: prima il siluro defilato di Belotti va a sbattere sul palo interno a Strakosha battuto, poi Molinaro cestina un'altra buona chance. Nel mezzo di Lazio c'è solo il tentivo di Immobile che da posizione centrale perde il tempo per battere a rete. Poco lucido, era la sua mattonella. Si va a mille, tenuta fisica brillante, con un Luis Alberto a fare di rifinitore. Poi il Var cambia la gara della Lazio, ancora una volta in negativo e con protagonista Immobile. Il cross dell'attaccante prima finisce sul braccio larghissimo di Iago Falque. Nell'azione successiva (dopo un palo colpito dalla stessa punta) gli animi si scaldano e il napoletano viene a contatto corpo a corpo con Burdisso. Giacomelli dalla regia Var viene richiamato, ma non per il rigore, bensì per il contatto testa e testa di pochi minuti prima. Rosso per Immobile: Lazio in dieci e senza un rigore nitido. La tensione ora è altissima, ma c'è l'intervallo.lalaziosiamonoi.it

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AVVERSARIO

AUDIO – Lazio-Torino, Burdisso: «Tare e Parolo non dicono la verità»

Il giorno dopo le polemiche di Lazio-Torino prende la parola Nicolas Burdisso. Il difensore del Torino che era stato protagonista, suo malgrado, dell'episodio che ha portato all'espulsione di Immobile, nega di aver scagionato l'avversario: «Parolo e Tare dicono che io avrei detto all'arbitro che Ciro non mi ha toccato ma non ho mai detto queste cose in campo. Ho solo detto all'arbitro che era un problema mio con Immobile, poi Giacomelli ha fatto il suo lavoro. Le immagini sono chiare, è lui che mi viene addosso».

LE DICHIARAZIONI DI PAROLO – Subito dopo il match Parolo aveva commentato così l'episodio: «La partita è stata decisa dall'errore dell'arbitro: tutti pensavamo stesse andando a vedere il fallo di mano da rigore e invece ha espulso Immobile. La cosa strana è che anche Burdisso aveva detto di non essere stato toccato da Immobile». Dello stesso tenore le dichiarazioni di Tare: «Abbiamo anche saputo che Burdisso ha pure detto che Ciro non lo aveva toccato e che non andava espulso, lo hanno sentito tutti i giocatori in campo».corrieredellosport.it

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ESCLUSIVE

AUDIO ‘NMM’ – Insegno: “Sono offeso, c’è un disegno contro la Lazio”

PINO INSEGNO in collegamento a 'NMM': "Sono arrabiato, offeso, quello che è accaduto ieri sera non può passare inosservato. Mi è piaciuto Tare, anche ieri in prima linea, ha detto qualsiasi cosa e questa è la migliore cosa da fare negli spogliatoi. Questo ripertersi di eventi non è causale, c'è sempre un disegno dietro qualcosa. L'errore vale per una partita, quando si ripete c'è del dolo. Quello che sta accadendo sporca l'immagine di tutto il calcio e non solo il campioanto della Lazio".

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO NMM – Rambaudi: “E’ una sconfitta per il calcio, accade perché Lotito da fastidio?”

Roberto Rambaudi in collegamento a Non Mollare Mai:

Io non parlo mai degli arbitri ma stavolta non si può non parlare. Parlano le immagini. Leviamoci di dosso le maglie di appartenenza. È una sconfitta per il calcio perché veramente non riesco a darmi delle spiegazioni. Io dico. Se vogliono fare le cose perché Lotito dà fastidio per un determinato comportamento in lega. Se uno vuole fare le cose in modo chiaro non lo fa così, limpidamente, alla luce del sole. Se sei bravo le partite le indirizzi in un certo modo. Io sono combattuto, non voglio credere alla malafede. Però è talmente lampante il rigore. Gli addetti ai lavori non possono dire che sembrava rigore, è rigore. Anzi per assurdo se fischia rigore non c’è neanche l’espulsione. Sul dubbio della spallata di Immobile ci voglio passare sopra. Ma se dai il rigore l’espulsione non c’è. E finisce lì. Però dici, perché l’anno scorso Giacomelli ha fischiato rigore per il fallo di mano di Parolo? E perché questo in cui l’arbitro è vicino no? Ci sono delle cose che mi fanno stare male. E’ incapace. Una cosa mi devono garantire. Qui subentra l’allenatore degli arbitri. Il giocatore se sbaglia lo mandano via. Hai sbagliato, si può sbagliare in buona fede. E’ umano, perché sei un incapace. Puoi essere incapace nel tirare in porta, nell’allenare, nell’arbitrare, nel fare il presidente. Lo devono tenere fuori 4-5 mesi. Allora si, dimostri l’incapacità umana di un professionista che ha toppato incredibilmente una partita. Se sta fuori due settimane e poi rientra allora è più da vomito.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO ‘NMM’ – Agostinelli lapidario: “Solo una parola, vergogna!”

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a 'NMM': "C'è solo una parola che rappresenta al meglio quanto avvenuto ieri nel corso di Lazio-Torino, è vergogna. Mi dispiace, ma in alcuni casi può essere utilizzata anche nel calcio. Tutti ieri, quando Giacomelli è andato a consultare lo schermo, pensavamo che potesse concedere il calcio di rigore. Invece è arrivata quella espulsione. Sono deluso"