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FORMELLO

VIDEO FORMELLO – Tornano Lulic e Milinkovic, Lukaku salta la rifinitura

FORMELLO – Tutto pronto per la sfida di domani con il Napoli. Inzaghi testa nella rifinitura mattutina l’11 anti-azzurri, per il secondo giorno consecutivo prove del 3-5-1-1 che con tutta probabilità scenderà in campo dal 1’ al San Paolo: con De Vrij e Radu ci sarà Wallace. Il brasiliano ha vinto il ballottaggio con Caceres e Bastos, è rientrato dal problema alla tibia che gli ha fatto saltare l’ultimo match di campionato con il Genoa. A centrocampo torneranno Lulic e Milinkovic dalla squalifica, completeranno con Leiva e Parolo e Marusic il centrocampo biancoceleste. In avanti Luis Alberto e Immobile.

 

DI GENNARO VERSO IL RIENTRO, LUKAKU NON SI ALLENA- Intanto Di Gennaro questa mattina è tornato a lavorare sul campo, ha svolto lavoro differenziato insieme ai preparatori. Per la prossima settimana dovrebbe tornare a lavorare in gruppo a più di un mese dall’ultimo stop di iniziò anno. Lavoro a parte anche per Felipe Anderson che non verrà convocato per la gara con il Napoli per i noti fatti di questi giorni. Non ha preso parte alla seduta Lukaku.

 

PROBABILE FORMAZIONE – Strakosha; Wallace, De Vrij, Radu; Marusic, Parolo, Leiva, Milinkovic, Lulic; Luis Alberto, Immobile 

 

 

 

ADD

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CALCIOMERCATO

Skriniar tra Barça e Real, De Vrij nel mirino dell’Inter

Non solo Lautaro Martinez. L'indiscrezione arriva dalla Spagna, precisamente dalle colonne di Mundo Deportivo. L'Inter starebbe pensando al futuro e al possibile sostituto di Milan Skriniar, uno dei difensori messi nel mirino dal Barcellona, così come dalle big europee (Real Madrid, Manchester City e Manchester United in fila). Ausilio, quindi, avrebbe in mente di prendere Stefan De Vrij per sopperire alla partenza del centrale ex Sampdoria, destinato a creare una plusvalenza importante per le casse nerazzurre. L'olandese ha un contratto in scadenza nel 2019 con la Lazio e non ha ancora messo la firma sul rinnovo.  CorrieredelloSport.it

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CURIOSITA'

AUDIO ‘QUELLI CHE…’ – Suor Paola: “Pronta la scommessa in stile Delio Rossi”

Suor Paola, intervenuta a "Quelli che hanno portati il calcio a Roma", ci racconta di aver pronta una scommessa con un giocatore della Lazio se la squadra dovesse centrare una finale. Ascolta l'audio integrale!

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EUROPA LEAGUE

Becali, presidente Steaua: “40mila tifosi per affrontare la Lazio”

Che attesa in Romania per la sfida con la Lazio. In casa Steaua da mesi non si parla di altro, ora la data dei sedicesimi di Europa League è molto vicina. Non solo: la stagione regolare del campionato si avvia verso la conclusione. Se dovessi scegliere vorrei battere Cluj (primo in classifica a +2 sulla Steaua, ndr) e Lazio. La Dinamo, anche se dovesse batterci, infatti sono sicuro che non andrà ai play-off. Sconfiggendo la Lazio avremmo invece l’opportunità di qualificarci, ammette il patron Gigi Becali a prosport.ro. All’Arena Nazionale sono attesi molti tifosi: “Secondo me contro la Lazio ci saranno almeno 40mila spettatori. Non so quanti biglietti siano stati venduti, ma noto un grande interesse. Non tengo più il conto degli incassi: prenderò tra i 700mila e il 1 milione e 200 di entrate per i biglietti. Ma non mi interessa! Ultimamente abbiamo già guadagnato molti soldi”. Questioni finanziarie a parte l’appuntamento con la Lazio continua a destare grande entusiasmo. lalaziosiamonoi.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO ‘BC’ – Facco: “L’eventuale assenza di Albiol non cambierà il Napoli, sarà una partita molto dura”

Mario Facco in collegamento a Buongiorno Capitano

Io penso che, anche senza Albiol, il Napoli possa fare la sua partita. La Lazio sta attraversando un periodo non lucido. La partita con il Napoli sarà molto dura. Chiaramente con il ritorno di Milinkovic mi sento più tranquillo. Lui e Luis Alberto, però, ultimamente sono stati coinvolti, insieme a tutta la squadra, in un periodo di flessione. Loro sono i due elementi fondamentali nella nostra formazione. Se fanno una prestazione al di sotto delle loro possibilità, la differenza si sente. Napoli e Juve vincono sempre. Non cambia molto chi giochi prima. In questo momento sono le squadre che meritano di più la propria posizione in classifica.  

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RASSEGNA STAMPA

Anderson: l’esclusione potrebbe non riguardare solo Napoli. Oggi la versione di Inzaghi sul confronto post-Genoa

Non solo il Napoli: in casa Lazio tiene banco anche il caso Felipe Anderson. Ieri il brasiliano, dopo gli esami del sangue, non si è allenato nuovamente con la squadra. Questa mattina è atteso a Formello per un differenziato. Dopo il colloquio con Tare e Peruzzi, il club procede con diplomazia: la prima mossa – in base al regolamento interno stipulato in estate a Walchsee – sarà una multa salatissima per non aver risposto alla convocazione per il pranzo e aver discusso le scelte del tecnico (oggi in conferenza Inzaghi chiarirà il duro confronto post Genoa). Società e squadra sono dalla parte dell’allenatore: gli interessi del gruppo vengono prima di tutto. Come sottolinea la rassegna stampa di Radioseil’esclusione non ha limiti temporali prestabiliti.Potrebbe limitarsi alla partita col Napoli se l’ex Santos dimostrerà un altro atteggiamento accettando anche la concorrenza, oppure prolungarsi nel tempo. Negli ultimi giorni si sono susseguite le indiscrezioni su una richiesta di cessione da parte del giocatore, anche a inizio gennaio. Di certo, nonostante il mercato in Cina e Brasile sia ancora aperto, non verrà ceduto adesso. Un’eventualità di cui si riparlerà soltanto in estate (piace anche al Napoli). Felipe può essere ancora una risorsa nella corsa Champions. Ma dipende tutto da lui. lalaziosiamonoi.it

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RASSEGNA STAMPA

Il bivio di Anderson: retromarcia o cessione?

Solo soletto. Come uno scolaro in punizione mentre il resto della classe fa ricreazione. Così ieri Felipe Anderson a Formello, il giorno dopo il confronto-scontro con i dirigenti Tare e Peruzzi. Una rottura che ha fatto finire il brasiliano fuori squadra. E che lo pone ora di fronte a un bivio. Spingere per una cessione, che il club vorrebbe non prima di giugno, ma che sarebbe possibile pure subito (magari in prestito), essendo il mercato ancora aperto in molti Paesi (Cina, Russia, Ucraina e soprattutto Brasile, dove Felipe ritroverebbe il sorriso smarrito). Oppure fare retromarcia e rientrare nel progetto di Inzaghi. Ribaltone, quest’ultimo, che ha un precedente che riguarda un giocatore di cui Felipe è molto amico: Keita. Il senegalese, nell’estate del 2016, finì ai margini della rosa. Ci volle tutta la pazienza di Inzaghi e Peruzzi per ricomporre la frattura. Ma l’operazione riuscì e Keita visse poi la sua migliore stagione.

IL GRANDE FREDDO Al momento, però, la situazione resta quella tipica dei separati in casa. Tanto Inzaghi quanto la società sono stati irremovibili. Le regole vanno rispettate a prescindere da chi le violi, questo il sunto del diktat tecnico societario. E Anderson non lo ha fatto sia lunedì con Inzaghi sia successivamente con gli stessi dirigenti. La frattura tra le parti non sarà facile da sanare. Anche perché i mal di pancia di Felipe hanno origini lontane. Tutto nasce dal mancato trasferimento al Manchester United nell’estate del 2015. Gli inglesi offrirono (con tanto di proposta scritta) 48 milioni al club e 4,5 milioni l’anno al giocatore. Lotito rifiutò e Felipe restò alla Lazio. Ma il pensiero di quell’occasione sfumata non lo ha mai abbandonato. Ed è anche per questo che, ora che ha recuperato dalla pubalgia (che lo ha tenuto ai box per 4 mesi) diventa intollerabile per lui restare in panchina oppure giocare sulla fascia, dove non si sente a suo agio.

IL BIVIO Ma le regole sono uguali per tutti. E la Lazio non può concedere deroghe. Anche perché, là davanti, Inzaghi ha tanti giocatori di qualità. Molti dei quali (Luis Alberto, Nani, Milinkovic) si stanno giocando la chance di essere convocati per il Mondiale. Ciò nonostante di un Felipe Anderson che torni a remare nella stessa direzione del resto del gruppo Inzaghi non vuole fare a meno. Per questo la speranza del tecnico è che la buriana passi in fretta. Ma è indispensabile che sia il giocatore a fare il primo passo. Difficile, invece, che i cocci si rimettano insieme se il brasiliano continuerà a manifestare la voglia di cambiare aria.

La Gazzetta dello Sport – Stefano Cieri 

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Immobile-Insigne: amici contro

Amici per la pelle. Da una vita. O meglio, da Pescara. Là s’incontrarono Insigne e Immobile e nacque il feeling, una grande intesa in campo, una forte amicizia fuori. Il filo conduttore del loro legame è stato Zeman, l’allenatore che li schierò in quel tridente da favola completato da Sansovini. Il grande ispiratore di quella squadra era Verratti, l’amico comune, che confezionava assist geniali per i due napoletani. Lorenzo di Frattamaggiore, Ciro di Torre Annunziata: i due attaccanti a Pescara parlavano la stessa lingua dentro e fuori, in quel campionato di B (2011-2012) segnarono addirittura 46 gol (28 Immobile e 18 Insigne) trascinando il Pescara in A. Quel campionato positivo rappresentò la svolta della loro vita professionale: Insigne tornò a Napoli vivendo con Mazzarri in panchina la prima stagione da protagonista prendendo il posto di Lavezzi nell’attacco con Hamsik e Cavani; Immobile passò al Genoa e l’anno successivo a Torino esplose con 22 reti. Lorenzo e Ciro ci hanno impiegato poco tempo per il passo successivo, è arrivata la prima convocazione in nazionale con Prandelli ed è cominciata la loro avventura anche nell’Italia: il deludente Mondiale 2014 in Brasile con l’eliminazione nella fase a gironi, lo splendido Europeo 2016 in Francia con Conte e a novembre scorso la tremenda delusione del playoff perso contro la Svezia con l’addio ai Mondiali di giugno in Russia.

Quattro volte hanno giocato insieme in maglia azzurra: le tre partite di qualificazione Mondiale con Israele, Macedonia e Albania e i 19 minuti finali della sfida di andata contro la Svezia persa per 1-0. Una crescita vissuta di pari passo: 27 anni Immobile (28 il 20 febbraio), uno in meno Insigne. Il sogno di diventare calciatori affermati coronato attraverso un percorso diverso: Lorenzo è rimasto qui e si è formato nel settore giovanile del Napoli, Ciro invece dopo i primi anni con i ragazzi del Sorrento passò alla Primavera della Juventus vincendo il torneo di Viareggio prima di esordire in prima squadra con i bianconeri. Si capiscono ad occhi chiusi: Lorenzo con un secondo di anticipo intuisce dove può muoversi Ciro e lo lancia alla perfezione. Ma domani sera saranno ancora una volta avversari: Napoli-Lazio li vedrà uno di fronte all’altro. Dopo quell’anno a Pescara, infatti, le loro strade non si sono più incrociate: Immmobile è stato spesso accostato al Napoli, voci di mercato, anche insistenti, che poi però non hanno avuto seguito con il suo trasferimento in maglia azzurra. Un duello chiave della sfida di domani sera al San Paolo, Insigne è l’uomo perfetto a sinistra per il 4-3-3 di Sarri, una capacità unica di lanciare in porta i compagni e di garantire un costante equilibrio sulla fascia per il suo contributo continuo nei rientri. Immobile è il terminale offensivo del gioco di Simone Inzaghi, quello che trasforma in gol pesanti il grande lavoro della squadra: Ciro ha segnato 20 gol in 19 presenze ed è il capocannoniere della serie A (è già a 26 reti stagionali, coppe comprese). La gioia della rete gli manca dal 6 gennaio (poker alla Spal), poi si è fermato per infortunio ed è rientrato in campionato contro il Genoa, Insigne insegue il primo gol del 2018, l’ultima guizzo il 23 dicembre contro la Samp al San Paolo.

Un saluto prima della partita, una chiacchierata veloce, un abbraccio di cuore e poi in campo da avversari, come all’andata all’Olimpico (vittoria in rimonta per 4-1 del Napoli). Un match prima sofferto e poi trionfale per gli azzurri: Immobile e Insigne non segnarono ma furono tra i protagonisti della serata. Domani sera inseguono il gol ma innanzitutto un risultato positivo: il Napoli è sempre più nel vivo del duello scudetto contro la Juve, la Lazio deve ripartire nella corsa Champions dopo il ko contro il Genoa all’Olimpico. Una partita speciale per Immobile. «Per Ciro giocare al San Paolo non è mai stata una partita normale, quando era all’estero sarebbe venuto a piedi a Napoli», ha detto il suo procuratore Sommella a Radio Crc. E ovviamente grande attesa per Insigne: questa contro la Lazio è infatti una partita fondamentale nella corsa scudetto, l’ostacolo sulla carta più impegnativo in questa fase per il Napoli.

Il Mattino – Roberto Ventre 

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RASSEGNA STAMPA

Il momento è cruciale, Lotito incontra la squadra

Scende in prima linea, Claudio Lotito. Il presidente della Lazio, visto il momento delicato che sta vivendo la squadra tra gli ultimi risultati negativi e la vicenda Anderson, ha incontrato i giocatori a Formello. Un confronto in mattinata per tenere alta la concentrazione e spronare la squadra in vista dei prossimi impegni. Sabato sera la Lazio sarà impegnata al San Paolo contro il Napoli, e il numero uno biancoceleste spera di vedere lo stesso atteggiamento mostrato fino a poche settimane fa.

Intanto Felipe Anderson si è allenato da solo, svolgendo un lavoro differenziato lontano dal resto della squadra. Dopo la confronto verbale avuto con Inzaghi lunedì sera per la prestazione deludente contro il Genoa, e i colloqui con Tare e Peruzzi nella giornata di ieri, il brasiliano non sarà convocato per la trasferta di Napoli. Contro la formazione di Sarri verrà confermato il 3-5-2: ballottaggio a destra tra Basta e Marusic, in avanti confermata la coppia Luis Alberto-Immobile. ilmessaggero.it

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ESCLUSIVE

Rocco Tolfa @Lazio di Sera: “Col Genoa Lazio sottotono, Felipe? Brava la Lazio a farsi sentire”

“Contro il Genoa ho visto una Lazio sottotono, forse anche Inzaghi ha avuto letture un po’ tardive e confuse. Rispetto allo scorso anno forse il mister si è un po troppo fossilizzato su questo modulo. Felipe Anderson? Va salvaguardata la squadra, brava la Lazio a prendere una decisione forte. Spero che il brasiliano sappia stare al passo di una squadra e di una società che cresce continuamente…”