Lunedì sera ha lasciato l’Olimpico scuro in volto, Felipe Anderson. Cappello nero in testa con la visiera schiacciata verso il naso, quasi a coprire lo sguardo, rivolto verso il basso. Il brasiliano era appena uscito dallo spogliatoio, dove aveva avuto un confronto con mister Inzaghi. Il tecnico lo aveva mandato in campo contro il Genoa al 70’ con l’obiettivo di risollevare le sorti dell’incontro, in quel momento fermo sull’ 1-1. L’ingresso di Felipe non ha cambiato gli equilibri: il suo atteggiamento è sembrato quello di un giocatore svogliato, lontano anni luce dal Felipe che fece innamorare tutto l’ambiente.
STIMA E CRITICHE
Dagli spalti è arrivato qualche fischio, mentre i compagni in campo lo hanno inviato anche in maniera decisa a dare il massimo. Al termine del match, poi, è mister Inzaghi ha avuto un confronto con Felipe, confessando di aspettarsi di più da uno come lui, in grado di spaccare le partite con le sue potenzialità. Felipe, ragazzo particolarmente sensibile, non ha preso benissimo queste parole, aggiunte al dispiacere per la sconfitta. Tra polemiche e rimproveri più o meno diretti, il brasiliano pare si sia sentito eccessivamente criticato e bersagliato. In realtà, Felipe gode della stima di tutti, ed è per questo che intorno a lui si sono create grandi aspettative.
SPRONARE
La discussione con Inzaghi, quindi, andrebbe circoscritta al tentativo da parte del mister di spronare Felipe Anderson, con la speranza che nelle prossime occasioni possa entrare in campo con uno spirito diverso. Senza dimenticare, infine, che l’incontro tra i due è avvenuto negli attimi immediatamente successivi alla sconfitta contro il Genoa, in un clima tutt’altro che sereno, tra delusione e rammarico per aver perso un’occasione per consolidare il terzo posto. Nel pomeriggio la squadra si ritroverà per gli allenamenti, e insieme allo staff tecnico visionerà i video della partita di lunedì, analizzando gli errori commessi.ilmessaggero.it