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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO ‘NMM’ – Piscedda a Felipe e Nani: “Le scelte dell’allenatore vanno accettate. Servono i fatti non le parole per fargli cambiare idea”

MASSIMO PISCEDDA in collegamento a 'NMM': "Secondo me la capacità di un allenatore è anche quella di essere elastico utilizzando diversi moduli. Se nel secondo tempo entrano due esterni di attacco, credo sia giusto per esempio in questo caso passare al 4-3-3. Ho sempre pensato che un giocatore per esprimersi al massimo deve essere utilizzato nel suo ruolo naturale. Le scelte vanno accettate, Inzaghi ha fatto il calciatore e capisce anche gli umore dei propri giocatori. Quando un allenatore fa una formazione è convinto che possa far bene e sia quella giusta. Con il Genoa ha preferito Murgia piuttosto che inserire uno come Felipe: secondo alcuni a sbagliato, poi a posteriori si può dire tutto. Non è detto che facendo diversamente la Lazio avrebbe battutto il Genoa. Ci può stare Nani e Felipe ci siano rimasti male, i giocatori sono così, ma i giocatori devono mettere in difficoltà i propri allenatori con i fatti, allenandosi meglio dei compagni nel corso della settimana e non a chiacchiere"

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RASSEGNA STAMPA

La difesa non è da Champions

Un dato negativo già emerso nell’ultimo mese, ma che al netto dei due ko contro Milan e Genoa diventa ancora più esplicativo. La Lazio mantiene un attacco super (58 gol all’attivo, secondo soltanto alla Juventus con 59) ma la difesa si conferma la peggiore delle prime cinque: 29 reti subite in 23 gare di campionato. Davvero troppe per una squadra che ha dimostrato di avere i requisiti per lottare per un posto in Champions. Nello specifico, come emerge nella consueta rassegna stampa di Radiosei, sono 25 i gol incassati da dentro l’area, soltanto 4 quelli da fuori. Numeri che stridono rispetto alle prime due della classe: il Napoli capolista, prossimo avversario dei biancocelesti, ha incassato 14 reti, la Juventus 15 (il cambio di modulo di Allegri ha portato benefici in questo senso). Inter e Roma, inseguitrici della Lazio per la Champions, hanno al passivo solo 18 e 17 gol. Un gap non indifferente che emerge anche al cospetto della scorsa stagione: la Lazio formato 2016/17 alla 23° giornata aveva infatti subito 27 gol, 2 in meno di quella di oggi. Una criticità più volte evidenziata e alla quale ora occorre porre rimedio al più presto. Il Napoli può diventare allora lo stimolo giusto per alzare lo soglia di attenzione e rendere la difesa più solida anche con il sostegno dei centrocampisti. 

lalaziosiamonoi.it

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AVVERSARIO

Napoli, Sarri sorride: Mertens torna in gruppo

 Buone notizie per Maurizio Sarri questa mattina a Castelvolturno: al lavoro di gruppo si sono infatti uniti Raul Albiol, Callejon e Mertens, dopo il differenziato di ieri. Insomma, dopo la paura per la distorsione alla caviglia accusata per un fallo subito durante il match con il Benevento, torna il sereno per quanto riguarda l'attaccante che dovrebbe essere serenamente a disposizione del tecnico per la sfida alla Lazio in programma sabato sera alle 20.45 al San Paolo.

Doppia seduta di allenamento per il Napoli, con una mattinata di «attivazione e circuito di forza. Successivamente solo il gruppo di difensori è stato impegnato in lavoro tattico specifico»,come riporta il sito ufficiale del club. Nel pomeriggio seconda sessione di allenamento.corrieredellosport.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO ‘QUELLI CHE…’ – Pinelli: “Non mi stupirei se Anderson giocasse titolare a Napoli”

Pietro Pinelli in collegamento a QUELLI CHE..

Pensando all’Inzaghi psicologo non mi stupirei se schierasse Anderson titolare contro il Napoli. Penso che ci sia stato o che ci sarà un intervento della società. Durante la discussione tra allenatore e giocatore era presente Peruzzi. Questo confronto ci può stare. Qualche compagno di squadra era molto irritato dall’atteggiamento di Felipe. Il suo nervosismo l’avevo notato subito dopo la gara con l’Udinese. Dovevamo intervistarlo, ma lui si è girato ed è tornato negli spogliatoi. Vuole sentirsi importante. In questo momento però la Lazio terza in classifica non può essere stravolta per le bizze di un giocatore. Inzaghi deve fare le scelte per il bene della squadra, non per il singolo.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO ‘QUELLI CHE…’ – Rambaudi e Agostinelli su Anderson: “Deve cambiare atteggiamento, ora la miglior cura è il silenzio”

Roberto Rambaudi in collegamento a QUELLI CHE..

La partita è stata giocata sotto ritmo. Si è sentita la mancanza di Milinkovic. E' come se al Napoli togliessi Mertens. E' mancata la personalità, la voglia di fare un giocata importante. Poi senza Milinkovic la Lazio perde la possibilità di giocare con le palle alte. Chi è entrato non ha fatto la differenza. Anderson è questo. Sono tre anni che è così. Non lo fa apposta, fa parte del suo bagaglio. Inzaghi deve cercare di cambiare il giocatore, per il talento che ha, non può giocare così. La società ha dimostrato di saper gestire certi casi. Lo farà anche con lui. Secondo me la strategia migliore è non parlare più di Felipe, sistemare la situazione con il silenzio.

 

Andrea Agostinelli in collegamento a QUELLI CHE..

Il Genoa è una squadra che si chiude. La Lazio è in appannamento in alcuni uomini. Poi la panchina non ha fatto la differenza. Chi è subentrato ha deluso. Io sono contento che si siano confrontati Anderson e Inzaghi, che ci sia sta questa discussione. La prestazione di Felipe, tecnicamente, non è stata la sua peggiore. Il problema è l'atteggiamento quasi irrispettoso. Ora dovrà lavorare il doppio per prendersi il posto. E' sempre stato discontinuo, è una sua caratteristica. L'atteggiamento è cambiato, una strafottenza che è stata percepita da tutto lo stadio. Non partirà sicuramente titolare con il Napoli. Si creerebbe un precedente clamoroso per lo spogliatoio. Non si può far passare il messaggio che avendo un atteggiamento del genere poi si giochi titolare.

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APPROFONDIMENTI

Felipe Anderson, da risorsa a problema

Non è un cattivo ragazzo, tende alla malinconia, sorride poco e guarda per terra, ora sembra demotivato e in crisi di fiducia, non reagisce. Così tanto da apparire indisponente e irritante come non si era mai visto in quasi cinque anni di Lazio e chissà che i primi fischi dello stadio Olimpico non lo aiutino a risvegliarsi dal torpore e dai tormenti. Inzaghi non può più aspettarlo e non concede sconti. Ha ragione: bisogna rispondere con le prestazioni, la concorrenza è dura, va accettata e piegata sul campo correndo, sacrificandosi per il gruppo, tirando fuori gol e colpi.

Felipe Anderson doveva essere l’acquisto invernale della Lazio, si è trasformato in un caso. Da risorsa a problema, va aiutato, ma deve tirarsi fuori da solo, scuotersi e dimostrare, invece ha assunto un atteggiamento che non piace e non produce. Così non si può giocare, così Inzaghi non lo farà più giocare. Presumeva di possedere un posto da titolare per diritto divino, invece nei suoi quattro mesi di assenza la Lazio volava e non ne avvertiva la mancanza. Doveva prendere il posto di Keita e giocare da attaccante centrale, quel posto lo ha lasciato a Luis Alberto e ora ne soffre la precedenza, ma sarebbe assurdo mettere in discussione lo spagnolo, anche se nelle ultime partite è apparso meno brillante. Corrieredellosport.it

LEGGI ANCHE: Tensione dopo Lazio-Genoa: Inzaghi riprende Felipe Anderson, il brasiliano non ci sta…

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SERIE A

Sky sui diritti della Serie A: “Li compreremo da chi ha l’obbligo di venderli”

«Collaborare con MediaPro? Noi prima di tutto compriamo diritti e compreremo i diritti della Serie A da chi ha l'obbligo di venderli». Così Riccardo Pugnalin, Executive Vice President Communication & Public Affairs di Sky: «Aspettiamo di vedere come e quando verranno offerti in vendita i diritti in un quadro di regole certe e chiare. Su questa linea seguiremo con attenzione e tranquillità l'evolversi delle cose allo scopo di continuare a mettere a disposizione dei nostri abbonati la migliore offerta calcistica e sportiva». ilmessaggero.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO ‘BC’ – Facco sulla partita col Napoli: “La Lazio non parte battuta, ma non credo nei miracoli”

Mario Facco in collegamento a Buongiorno Capitano

Non mi aspettavo la partita col Genoa. Nel complesso la squadra ha perso lo smalto e la lucidità di qualche mese fa. Basta qualcosa in più in certi momenti del campionato per mettere in difficoltà la squadra. E' un risultato che penalizza e che soprattutto non permette più di sbagliare. Io non credo nei miracoli. Il Napoli è una squadra che gioca bene a calcio da mesi, è ben organizzato. Non dico che la Lazio parte battuta, però le condizioni sono diverse. Il Napoli è in buon momento. Onestamente penso che con il Genoa ci sia stato un problema di formazione. Si sapeva che il Genoa è allenato dal maestro del catenaccio. Bisognava prepararla meglio, con più determinazione. Poi qualche scelta poteva essere presa in modo più oculato. E' un risultato che penalizza moralmente, tarpa un po' le ali. Non voglio dire che adesso la Lazio abdichi il progetto. Il progetto è lì, la Lazio se la gioca con le altre squadre. Deve ritrovare se stessa, l'obiettivo è ancora raggiungibile.

 

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, un SMS per ripartire

Un Sms per ripartire. Simone Inzaghi è pronto a mandarlo, quell sms, sabato a Napoli per rimettere subito in carreggiata la sua Lazio che, dopo aver a sorpresa raggiunto il terzo posto, si è piantata, perdendo le ultime due partite di campionato, evento che mai in questa stagione si era verificato. Un Sms per ripartire e rilanciare la corsa alla Champions. Ma lo smartphone non c’entra. Sms sta per Sergej Milinkovic Savic, una sigla dietro la quale si nasconde molto (se non tutto) dello straordinario cammino stagionale della squadra biancoceleste.

DIFFERENZA Certo, la forza della creatura di Inzaghi sta essenzialmente in un collettivo in cui ciascun elemento ha la sua importanza e la sua efficacia. Ma ci sono poi i giocatori che spostano gli equilibri e fanno la differenza. E il centrocampista serbo, sotto questo punto di vista, è quello più indispensabile di tutti. Per le sue qualità, ma anche per il peso specifico che ha nello scacchiere laziale. Ammesso che ce ne fosse bisogno, la conferma di tutto ciò si è avuta lunedì sera. Priva di Milinkovic (squalificato) la Lazio non solo ha perso in casa con il Genoa, ma lo ha fatto al termine della sua peggiore prestazione stagionale. Il fatto è che, ormai, di Sms Inzaghi non può più fare a meno. Della sua fisicità, della sua capacità di creare superiorità sulla trequarti, del suo gioco aereo. Oltre che dei suoi gol e dei suoi assist. Non ne può fare a meno il tecnico per sviluppare il consueto gioco e non possono farne a meno i compagni che di solito fanno la differenza al pari di lui. Come Immobile e Luis Alberto (ieri, per lo spagnolo, è stato ufficializzato il prolungamento contrattuale fino al 2022 con ingaggio ritoccato a 1,8 milioni di euro netti a stagione). Privi dell’apporto del serbo, i due attaccanti biancocelesti hanno fatto scena muta contro il Genoa. In parte perché privi delle sponde e delle assistenze del serbo e in parte perché i difensori avversari si sono potuti concentrare unicamente su di loro.

RIVINCITA Ma per fortuna loro e della Lazio intera Milinkovic già sabato sera farà ritorno in campo. Scontata la squalifica, il centrocampista è pronto a riprendere il suo posto in campo. Lo farà nella partita più delicata, sul campo della capolista del campionato. Quel Napoli che all’andata, all’Olimpico, strapazzò senza pietà i biancocelesti. Un k.o. pesante (1-4), ma pieno di rimpianti per una Lazio che, dopo un grande primo tempo (chiuso in vantaggio per 1-0), nella ripresa fu sconfitta più che dal Napoli dagli infortuni a catena che la falcidiarono in difesa. Sono quasi cinque mesi che Inzaghi aspetta di prendersi la rivincita con Sarri. Peccato che arrivi proprio nel momento sbagliato. La frenata della sua squadra è evidente. Due sconfitte consecutive in campionato, appena un pareggio nelle ultime tre gare giocate, coppa compresa. E la miseria di due gol segnati in 270 minuti. Pochissimi per una squadra che dall’inizio del torneo viaggia a una media realizzativa di oltre 2 gol e mezzo a partita. I biancocelesti sono però sicuri di poter ripartire subito. In fondo, potrebbe bastare un Sms.

La Gazzetta dello Sport – Stefano Cieri 
 

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RASSEGNA STAMPA

Bergomi: “Lazio non in crisi, ma in Champions andranno Roma e Inter”

Procede a rilento la corsa Champions tra Lazio, Inter e Roma. Il ko contro il Genoa di lunedì non ha permesso ai biancocelesti di allungare sulla squadra di Spalletti e di mantenere inalterata la distanza con la Roma, riducendo di fatto il vantaggio acquisito nell'ultimo mese sulle inseguitrici. Ad analizzare la lotta per l'Europa che conta è stato l'ex difensore nerazzurro e oggi commentatore Sky, Beppe Bergomi, che si è soffermato anche sul momento dei ragazzi di Inzaghi: “La Lazio ha una grande squadra, con tanti giocatori che possono fare la differenza in qualsiasi momento – riporta la consueta rassegna stampa di Radiosei –. Nelle ultime due gare i biancocelesti non hanno fatto bene, ma il loro gioco è rimasto brillante. Non sono in crisi nera e non lo saranno neppure in caso di sconfitta sul campo del Napoli. Chi andrà in Champions? Ad inizio stagione avevo detto Inter e Roma e lo confermo”.