Migliaia e migliaia di persone nella suggestiva piazza Santa Croce per l’ultimo saluto a Davide Astori, capitano della Fiorentina. L’emozione più grande è stato il silenzio, prolungato, diventato colonna sonora della compostezza e del dolore dei fiorentini Hanno cominciato ad arrivare in Santa Croce un paio di ore prima e hanno atteso i protagonisti del calcio. E ogni delegazione di squadra veniva salutata con un grande applauso. Uno dei primi a giungere sul sagrato è stato Marco Van Basten. Significativo, alla luce della storica rivalità, quello tributato alle 10,26 a Buffon, Chiellini, Allegri, Barzagli e Pjanic. Gigi si è girato verso la gente e ha ricambiato il saluto.
I primi ad arrivare sono stati gli ex viola Giovanni Galli, Galbiati, Frey, Cassani e il dirigente Rogg a capo del gruppo del Venezia, insieme a Filippo Inzaghi. La Fiorentina ha portato nella basilica tutte le squadre, compreso le femminili. I bambini vestiti di viola hanno fatto da cordone all’ingresso della chiesa. Il sindaco Nardella è arrivato presto anche per accogliere i familiari di Davide, la compagna Francesca e agli altri amici del capitano. Quindi Pasqual, Toldo, la Roma con Totti e De Rossi. Quest’ultimo particolarmente provato: lui e Chiellini hanno pianto a lungo. Il Milan con Antonelli, Baresi e Filippo Galli. Poi Bernardeschi, Pepito Rossi, Avramov e Florenzi.
Insieme a loro delegazioni di tutte le squadre (quella della Juventus è arrivata direttamente da Londra) tra cui anche quella biancoceleste che, rispetto a quanto preannunciato, oltre a Maurizio Manzini contava anche Simone Inzaghi, Federico Marchetti e Davide Di Gennaro, entrambi ex Cagliari. Una cerimonia commovente, soprattutto nel momento delle testimonianze. "La città di Firenze lo riconosce come fiorentino, per sempre", ha detto il cardinal Betori. Emozionante anche il saluto del fratello Marco che ha ringraziato i presenti e quello della squadra che ha avuto come portavoce Badelj: "Tu sei il calcio, quello puro dei bambini. Eri la nostra luce". Poi alla fine, scortato dai familiari, il congedo dai suoi tifosi: “Un capitano, c’è solo un capitano”, il canto univoco della piazza