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Lazio, che attacco! Sei al livello di Barça e Bayern

Lazio tra le big d’Europa. Il paragone sembra azzardato se si guarda alla posizione in classifica dell’armata di Inzaghi, non se si considerano le reti siglate. I numeri dell’attacco della Lazio sono allo stesso livello di alcune delle maggiori compagini dei più importanti campionati del nostro continente. Con 83 gol all’attivo – 20 in più rispetto alla scorsa stagione – i biancocelesti hanno lo stesso bottino del Barcellona, primo nella classifica della Liga a 12 punti dall’Atletico Madrid. Ma non finisce qui. Il Bayern Monaco, capolista della Bundesliga e semifinalista della Champions League, supera la compagine capitolina di una sola rete. Impossibile non considerare che, se i club appena citati sono ormai certi della vittoria del titolo, la Lazio dovrà lottare fino alla fine per ottenere il terzo o il quarto posto. Alle tante marcature messe a segno hanno fatto seguito i numerosi gol subiti: la difesa è da rivedere, ma l’attacco è stellare!

lazionews24.com

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Stagione da record, Immobile si prende tutto

Ciro l’Immortale, si prende tutto quello che è suo. La Lazio, la vetta della classifica marcatori della Serie A, chissà se pure la Scarpa d’oro. Immobile ormai ha il tocco magico, trasforma in gol ogni pallone che tocca, la doppietta realizzata contro la Sampdoria è la fotografia di una stagione perfetta. Per tutta la partita sfianca gli avversari, poi canta due volte a firmare il poker biancoceleste e a centrare l’ennesimo record: grazie alle 41 reti totali, l’attaccante napoletano è il giocatore di Serie A che ha segnato più gol stagionali, superando così Gonzalo Higuain – 38 centri nel 2015/16 prima di dire addio al Napoli – ed Edin Dzeko che l’anno scorso con la Roma ne ha messi a segno 39.

A secco da due partite, perché con Roma e Fiorentina non aveva gonfiato la rete, Immobile si è riscattato ben presto punendo i blucerchiati e blindando la vetta della classifica cannonieri del campionato italiano: domina al primo posto dall’alto dei suoi 29 gol, tre in più di Mauro Icardi a inseguire. Ha rischiato di non segnare neppure nella soleggiata domenica dell’Olimpico, ha zittito tutti negli ultimi cinque minuti di partita, non ne ha voluto sapere di lasciare anzitempo il campo anche se il tecnico Simone Inzaghi avrebbe voluto concedergli un po’ di riposo. Era successo anche contro la Fiorentina, quando si era arrabbiato per la sostituzione nonostante mancassero appena tre giri di orologio al triplice fischio. La Champions passa per i suoi gol, l’allenatore biancoceleste lo sa bene e sa bene anche che di Ciro non si può fare a meno: la Lazio ha segnato 117 gol stagionali ed è tra le migliori in Europa, 83 in Serie A dove detiene il migliore attacco. Di fatto un terzo delle reti hanno la firma di Immobile, portato in trionfo dai 45 mila dell’Olimpico e dalla sua famiglia sempre presente sugli spalti. C’era la moglie Jessica, alla quale ha dedicato la solita esultanza, il fratello e le due figlie Michela e Giorgia, alzate al cielo al secondo gol a scandire il nome del papà. Magari a fine stagione porterà loro in regalo una bella Scarpa d’oro, quella che insegue con i big d’Europa, dopo aver agganciato Lionel Messi al secondo posto (la Pulce ha una partita da giocare) a quota 58 punti e aver avvicinato il primato di Mohamed Salah a 62 punti grazie all’ultimo gol rifilato al West Bromwich. Intanto Ciro continua la sua scalata alla classifica all time dei bomber biancocelesti, con le sue 67 reti con la maglia della Lazio si piazza al 6° posto a soli dieci centri da Giorgio Chinaglia. E insieme a Luis Alberto si laurea coppia d’attacco più prolifica nella storia laziale con i 40 gol totali, meglio proprio del napoletano in tandem con Keita l’anno scorso.
Il Tempo/G. Baldinacci 

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I giocatori e i loro figli davanti a 45 mila tifosi. E’ una Lazio di famiglia, è il trionfo della Lazialità

La foto finale è una foto di famiglia: 23 giocatori, i loro figli in campo e 40.000 tifosi tutti attorno. La foto finale è il trionfo della lazialità. E’ una foto d’identità, antica per tradizione, ancora più bella perché vissuta e realizzata in diretta. Non si vive più solo di ricordi, si rivive di emozioni, di sentimenti. Prima, durante e dopo le partite. Perché le partite della Lazio son sempre durate tre tempi e hanno creato parentela. I preparativi, i 90 minuti, il ritrovarsi comunque vicini, uniti. Così accade di nuovo all’Olimpico. Al fischio finale, dalla Tribuna Centrale, si riversano in campo i figli di Inzaghi e dei giocatori, di tutte le età, anche piccini piccini. Scorrazzano, rincorrono il pallone, da una porta all’altra, da una Curva all’altra. E dagli spalti partono gli olé. Sono scriccioli d’uomo, fanno tenerezza. Riportano alla mente immagini di maestrelliana memoria, quando i gemelli di Tommaso erano i gemelli di tutti i laziali.

L’emozione.

Al 90' di Lazio-Samp è iniziata la partita dei figli dei giocatori-padri e per i tifosi è iniziato un altro spettacolo. Ci si ferma per viverlo, nel piacere della parentela creatasi. Le bimbe di Immobile, Michela e Giorgia, di rosa vestite, hanno rincorso papà Ciro. In campo ha fatto il suo ingresso Lorenzo Inzaghi, secondogenito di Simone, erede di una dinastia di bomber. Sul prato dell’Olimpico sono entrati i figli del direttore sportivo Tare ed anche quelli di Leiva. Il maschietto, Pedro Lucas, si allena con le giovanili biancocelesti. In Tribuna Centrale c’erano i figlioletti di Luis Alberto (ieri spettatore per la squalifica), la piccola Martina e il piccolo Lucas, che ha poco più di un mese di vita. Verosimilmente era lui l’aquilotto più piccolo presente ieri all’Olimpico. Tutti laziali d’adozione, in settimana cantano gli inni biancocelesti. Anche per loro la Lazio è famiglia.

Battisti.

I quarantamila tifosi di ieri, a trionfo compiuto, sognando la Champions, hanno intonato “I giardini di marzo” di Battisti come sigla finale. E’ iniziato il giro di campo della squadra con sosta sotto la Nord. «Noi con voi contro tutto e tutti» è lo striscione scelto dalla Curva come manifesto delle battaglie anti-torti. La festa è proseguita sui social. Strakosha ha scritto «una vittoria importante davanti a uno stadio pieno di tifosi!». Di Gennaro, redivivo, ha raccontato i suoi brividi: «E’ stato emozionante tornare in uno stadio pazzesco!».

 

Daniele Rindone / Corriere dello Sport

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SERIE A

Impresa Napoli a Torino, anche Inzaghi ringrazia

#Impresa #Napoli a Torino: ora la #Juventus ha un solo punto di vantaggio e trema. #Inter-Juventus e Roma-Juventus saranno gare ad alta tensione. Anche #Inzaghi ringrazia! #scudetto #Champions

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STATISTICHE

Immobile a -1 da Higuain: ora è caccia al record. Scarpa d’oro: agganciato Messi

Una tripla rincorsa per Ciro Immobile, che a 28 anni nella ormai “sua” Lazio ha raggiunto la definitiva maturazione e insegue Champions LeagueScarpa d’Oro e uno storico record ora di proprietà di Gonzalo Higuain. «La Scarpa d’oro sarebbe una bella soddisfazione, me la sto giocando anche se c'è una concorrenza spietata e penso pure a Salah – diceva il centravanti dall'ultimo ritiro della Nazionalea marzo -. Certo è il sogno di tutti gli attaccanti ma è difficile. Higuain non ci è riuscito con 36 gol, serve davvero una stagione super». Già, quei 36 gol del ‘Pipita’ che nella stagione 2015/16 – l’ultima con la maglia del Napoli – strappò il primato dal milanista Nordahl che nel campionato 1949/50 si era fermato a "soli” 35 centri.

MISSIONE POSSIBILE – Un record che sembrava inavvicinabile e che invece – a distanza di appena due anni – è pienamente alla portata del centravanti della Lazio e dell’Italia, salito a quota 29 reti con 31 presenze in 34 giornate di campionato. Appena una rete in meno di quelle che aveva segnato Higuain (con lo stesso numero di gare giocate) nel suo miglior anno napoletano. Il problema per “Ciro il Grande”, come lo hanno ribattezzato i tifosi biancocelesti, è che l’argentino si scatenò poi nelle ultime tre giornate di campionato andando a segnarne altre 6 dopo essere rimasto a secco nella gara persa 1-0 sul campo della Roma: doppietta nel 2-1 all’Atalanta, un gol nel 2-1 esterno sul campo del Torino e tripletta all’ultima giornata nel 4-0 al Frosinone, quando si congedò dal San Paolo portandosi via il pallone prima di andarsene alla Juventus.

Serviranno dunque 8 reti a Immobile per superare Higuain e il bomber campano dovrà andarli a cercare in queste ultime quattro partite, stando attento a non prendere un giallo visto che è in diffida: Torino in trasferta, Atalanta in casa, Crotone in esterna e infine Inter all’Olimpicoin quello che si annuncia già come un vero e proprio spareggio per la Champions League. Il sorpasso è invece già avvenuto se si prendono in esame i gol stagionali: già 41 quelli di Immobile (ai 29 in Serie A si aggiungono anche i 8 in Europa League, i 2 in Coppa Italia e i 2 segnati nella finale di Supercoppa vinta contro la Juve in estate), tre in più delle 38 con cui Higuain chiuse l'annata 2015/16 (36 in Serie A più 2 in Europa League).corrieredellosport.it

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DICHIARAZIONI

Lulic, capitano fiero: “Lazio e tifosi, uno spettacolo. Ora i tre punti di Torino. Parolo? Tornerà presto”

Al termine del match con la Sampdoria, il capitano della Prima Squadra della Capitale Senad Lulic è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky.

“L’importante è continuare a vincere le partite, il resto non importa. Quest’oggi eravamo attesi da un avversario molto forte come la Sampdoria e comunque abbiamo ottenuto quanto cercavamo: dopo questo successo ci riposeremo, poi penseremo alla prossima gara. Se oggi non avessimo vinto, il successo di Firenze non avrebbe avuto alcuna importanza; volevamo dar seguito al successo sulla Fiorentina. I tifosi vengono allo stadio per vedere belle prestazioni e gol: noi rischiamo molto nelle retrovie, ma riusciamo anche a segnare tanti gol. Oggi abbiamo contenuto le offensive avversarie realizzando anche quattro gol: non abbiamo subito gol quest’oggi e ciò è molto importante per la nostra fase difensiva.

Fondamentale, comunque, è stato ottenere i tre punti. È sempre bello vedere lo stadio pieno e ci auguriamo di vedere così tanti tifosi in ogni gara: con le prestazioni proviamo a portare la gente allo stadio. Quest’anno ci stiamo divertendo segnando anche tanti gol, le persone si stanno accorgendo di questo e accorrono per assistere alle nostre partite. Parolo voleva essere in campo per dare una mano alla squadra, poi è dovuto uscire: abbiamo giocatori che possono entrare a gara in corso e dare tanto. In tal senso, Lukaku è un giocatore straordinario ed oggi ha offerto un’ottima prestazione. Il Torino è sempre difficile da affrontare, dobbiamo ricaricare le batterie per poter sfidare i granata al meglio. Avendo sempre una settimana a disposizione, possiamo preparare ogni match al meglio”.

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Inzaghi carica: “Per la Champions dobbiamo pensare solo a noi stessi. Parolo? Spero di riaverlo presto” (AUDIO)

Nel post partita di Lazio-Sampdoria, Simone Inzaghi è intervenuto ai microfoni di Premium:

La lotta Champions è ancora aperta…

"Noi dobbiamo pensare solo a noi. I ragazzi oggi sono stati strepitosi contro un avversario che lotta per l'Europa League e non abbiamo concesso quasi nulla. Il tutto in una cornice di pubblico che è sempre bello vedere come allenatore". 

Dopo Salisburgo il cambio di mentalità…

"Noi dovevamo affrontare questa settimana nel migliore dei modi: dopo Salisburgo avevamo sette giorni complicati con Roma, Fiorentina e Sampdoria. Anche le rivali hanno vinto, ma noi abbiamo un calendario più complesso. Ovviamente vogliamo continuare il nostro sogno che è partito questo agosto".

Ora ci sono partite complicate…

"Fare delle classifiche sulle partite che dovremo affrontare è complesso, tutte hanno un obiettivo. Speriamo che le nostre rivali contro la Juventus possano perdere qualche punto. Dobbiamo pensare a noi, ora il nostro scoglio si chiama Torino e non sarà semplice". 

Stefan de Vrij si è dimostrato un professionista esemplare nonostante la situazione che lo vedrà partente al termine della stagione… 

"Stefan de Vrij è un campione che mette tutto in campo, è un grandissimo professionista che si allena al 100% ogni giorno ed è stato molto bravo come i suoi compagni. A Firenze l'ho sostituito dopo 25 minuti ma ho giocato spesso ultimamente. Abbiamo limitato l'attacco della Sampdoria che ha creato tanti problemi a varie squadre". 

Si possono fare calcoli per questa corsa Champions?

"Tutto si risolverà nelle prossime partite, però vedere come si esprime la Lazio in campo è un piacere. Questa è una mia soddisfazione e me la tengo stretta. I calciatori è da Auronzo che stanno lavorando benissimo e credo che questa cornice di pubblico se la siano meritata per quanto fatto sul campo".

Come sta Parolo? 

"Ora bisognerà cercare di preparare la settimana nel migliore dei modi. Parolo lo ringrazio, ha avuto un problemino muscolare e farà degli accertamenti. Non era al meglio all'antivigilia ma aveva dato risposte positive alla vigilia di questa partita. Spero di averlo con noi presto, è uno dei nostri leader e lo vogliamo per questo finale di stagione".

 

Più tardi Inzaghi è intervenuto anche a Sky Sport: "Tutti vogliono arrivare in Champions, non si ferma nessuno. Siamo lì, vogliamo continuare a cullare il nostro sogno. Venivamo dall'ottima gara di Firenze. I ragazzi hanno dimostrato ancora una volta chi sono. Giocano un ottimo calcio, stanno bene insieme ed è un piacere vederli giocare. Bellissima la cornice di pubblico, credo che si siano divertiti tutti i tifosi. La squadra non mi deve dimostrare nulla. Siamo arrivati in semifinale di coppa italia, ai quarti di Europa League e siamo tra il terzo e il quarto posto dal 13 di agosto. Abbiamo giocato 51 partite, va fatto un applauso a questi ragazzi. Ora mancano cinque partite e cercheremo di fare il massimo. Prima di Lazio-Inter ci sono altre tre partite importantissime. Ognuna ha le sue insidie, come le avranno quelle che dovranno affronatre Roma e Inter. Se stasera tifo Napoli? Io tifo la mia squadra. Sappiamo di avere uno dei calendari peggiori, ma siamo partiti con il piede giusto e dobbiamo continuare così da qui alla fine. Abbiamo giocato tante partite, ma fortunatamente ho uno staff di alto livello e una squadra di professionisti. Cerchiamo di monitorare tutti i ragazzi, c'è chi ha bisogno di più riposo, ma ripeto, i miei ragazzi sono dei veri professionisti. Abbiamo degli ottimi difensori, ma il nostro modo di giocare a calcio, forse li penalizza un po'. Probabilmente giocando in modo meno offensivo avremmo preso qualche gol in meno, ma queste giornate, con tutti i tifosi contenti di vedere tanti gol, ci ripagano in pieno."

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MIXED ZONE – Nani: “Grande partita, la Lazio è più forte di Inter e Roma. Futuro? Vedremo a fine stagione” (VIDEO)

Al termine del match, vinto per 4-0, con la Sampdoria, Luis Nani risponde alle domande dei cronisti in zona mista: "In questo momento è importante giocare tutte le partite come fossero finali. Vogliamo centrare la Champions League, perciò dobbiamo vincere ogni partita. Penso che oggi la squadra abbia giocato bene. dobbiamo proseguire così. Ci dobbiamo concentrare su noi stessi. Se le vinciamo tutte siamo In Champions. Ogni partita è difficile, ma dobbiamo essere contenti, perché è un bel momento e stiamo giocando bene. La Lazio ha dimostrato per il gioco espresso di essere più forte di Roma e Inter. Rispetto queste due squadre, ma penso che la Lazio sia più forte. Se voglio rimanere? Io penso a lavorare, con la stessa mentalità, la stessa voglia che ho avuto fino ad ora. Voglio aiutare la squadra a raggiungere l'obietivo. Poi a fine stagione vedrò cosa fare della mia vita."

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SERIE A

Lazio show, Sampdoria demolita e quarto posto conservato

La Lazio senza Luis Alberto, squalificato, si affida a Felipe Anderson a supporto del solito Immobile. Nella Samp Giampaolo dal canto suo concede il riposo a Quagliarella non in perfette condizioni a vantaggio di Caprari e Duvan Zapata. Dopo un quarto d'ora Parolo avverte un fastidio muscolare ed è costretto a lasciare il campo per Lukaku. Ma la Lazio non si perde d'animo e inizia a costruire alla sua maniera, schiacciando gli avversari nella loro trequarti. La prima azione pericolosa della partita però e della Samp che al 29' con Barreto impegna Strakosha, bravo anche sulla ribattuta di Torreira. Poi inizia lo show biancoceleste. Il vantaggio arriva al minuto 32: cross perfetto di Radu dalla sinistra dopo un'azione insistita, Milinkovic-Savic si libera della marcatura di Strinic e insacca in tuffo di testa. La Lazio non accenna a diminuire la pressione e al 43' trova il raddoppio: corner perfetto di Felipe Anderson, incornata di Vrij ancora in anticipo su un disastroso Strinic. Nella ripresa la Sampodoria prova a farsi vedere in avanti, Zapata impegna in un paio di occasioni Strakosha poi è costretto a uscire per un problema fisico, al suo posto Quagliarella. Giampaolo cambia tutto il reparto d'attacco, la Lazio allenta la pressione e gestisce il risultato con un buon giropalla fino al triplice fischio. Prima però c'è spazio anche per la doppietta di Ciro Immobile che continua la sfida a distanza con Salah e Messi per la Scarpa d'Oro. Sono 83 gol in campionato per la Lazio (117 in stagione). Tre punti fondamentali per Inzaghi, la corsa Champions con Roma e Inter continua.

CorrieredelloSport.it

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APPROFONDIMENTI

Milinkovic è tornato e la Lazio se lo gode

Milinkovic è tornato, la Lazio ha ritrovato il suo miglior centrocampista. Un mese difficile nel quale non era più riuscito a dare il meglio, a incidere nei meandri delle partite, a essere decisivo anche in zona gol. Insomma, un Milinkovic sotto tono, lontano parente del calciatore esplosivo, forte, trascinatore di un reparto dove ha spesso fatto la differenza. Tanto che l'allenatore Inzaghi lo aveva sia lasciato fuori, che sostituito come nella trasferta di Salisburgo. Adesso, che il campionato è entrato nella sua fase calda e determinante, ecco che il talento serbo (classe 1995) è tornato a essere l'elemento di grande spessore, che cambia gli equilibri delle sfide. Contro la Sampdoria, in una gara che scivolava via senza tanti sussulti, Milinkovic si è tuffato di testa, come un falco, su un cross di Radu e sbloccare il risultato. Ma la sua prova è stata costellata di tante giocate importanti, come l'assist per mandare in gol Immobile per il 3-0. Un Milinkovic su grandi livelli che rappresenta una garanzia per la Lazio nella volata Champions. Poi rappresenterà anche l'uomo-mercato su valutazioni da capogiro che potrebbero anche tentare la società.

Ilmessaggero.it