Quando la scorsa estate è stata introdotta la nuova formula del campionato Primavera, in cui venivano raggruppate le migliori 16 squadre in un unico torneo, con tanto – per la prima volta – di rischio retrocessione, difficilmente qualcuno avrebbe potuto pronosticare una discesa della Lazio in seconda divisione. La sconfitta di ieri contro la Sampdoria, invece, ha confermato aritmeticamente la caduta della squadra biancoceleste, al termine di una stagione da incubo che ha visto Andrea Bonatti e Valter Bonacina avvicendarsi in panchina.
LAZIO PRIMAVERA, RETROCESSA DA NUMERO UNO DEL RANKING – Nessuno dei due tecnici è riuscito a invertire la rotta e salvare la situazione della Primavera biancoceleste, che paradossalmente è ancora prima nel ranking del settore giovanile, in virtù delle sue vittorie negli ultimi 5 anni di uno Scudetto, due Coppe Italia e una Supercoppa italiana. Trofei ottenuti grazie a tanti investimenti fatti dal club nel settore giovanile, capace di sfornare allenatori come Alberto Bollini e, soprattutto, Simone Inzaghi, oltre a tanti giovani di talento entrati nel mondo del professionismo, quali Alessandro Murgia, Luca Crecco, Guido Guerrieri e Thomas Strakosha, oggi in prima squadra, più i vari prestiti Danilo Cataldi, Cristiano Lombardi (Benevento), Simone Palombi, Alessandro Rossi, Marius Adamonis, Joseph Minala (Salernitana), Luca Germoni (Parma), l'ex capitano Lorenzo Filippini (Pisa) e Gianluca Pollace (Sicula Leonzio), tutti elementi di quel vivaio d'oro che potrebbero tornare alla base nella prossima stagione e tornare utili in ottica dei 4 slot riservati ai prodotti del proprio settore giovanile durante la composizione della rosa a 25.
FALLIMENTO NONOSTANTE I NUMEROSI INVESTIMENTI – Il ricambio generazionale però non è stato all'altezza della situazione e questo nonostante i continui investimenti da parte del club nel settore giovanile, che ha portato a Roma un dirigente come Mauro Bianchessi (ex responsabile dell'attività di base e dello scouting Under 14 del Milan) a guidare le categorie inferiori, più tanti altri giovani talenti. Su tutti ovviamente i due portoghesi Pedro Neto (classe 2000) e Bruno Jordão (1998, quindi tecnicamente già fuori quota per la Primavera), arrivati nell'ambito dell'operazione che ha portato Keita (altro prodotto del vivaio) al Monaco e pagati tra prestito e riscatto complessivamente 25,5 milioni di euro. A dir la verità loro hanno contribuito solo in minima parte al fallimento, essendo stati inseriti in organico solo a partire da gennaio e collezionando in due 12 presenze (8 l'attaccante, con un gol, e 4 il centrocampista). Così come i "prestiti" dei fuori quota che di tanto in tanto sono arrivati dalla prima squadra (si sono visti Crecco, Di Gennaro, Murgia, Tounkara e Rozzi), anche i due baby portoghesi stati utilizzati solo nella parte finale del campionato, per tentare di risollevare una situazione già di per sé compromessa. Non sono stati sufficienti, perché in tutto il campionato – fino a questo momento, mancano ancora due partite – l'intero organico ha realizzato complessivamente 28 gol, solo 4 in più del capocannoniere della scorsa stagione, Alessandro Rossi, arrivato da solo a 24.
L'OBIETTIVO ORA È TORNARE SUBITO IN PRIMA DIVISIONE – Una figuraccia inaspettata, che "però sarà utile alla crescita di questi ragazzi", ha spiegato il tecnico Bonacina subito dopo la matematica retrocessione. Adesso alla Lazio non resta che tentare di concludere dignitosamente la stagione (di mezzo c'è anche un derby da giocare) e proiettarsi già alla prossima (in panchina si parla di un ritorno di Andrea Bonatti), quando potrebbe verificarsi un caso più unico che raro: se la prima squadra di Inzaghi finisse il campionato con la qualificazione in Champions League, infatti, pure la sua selezione Primavera si qualificherebbe (anche se da squadra di seconda divisione) all'omologa Youth League. Un trofeo che diventerebbe così un altro obiettivo stagionale, da aggiungere alla risalita immediata nella prima divisione del campionato, ripartendo magari dai nuovi talenti del vivaio. Tra i classe 2001, ad esempio, ce ne sono alcuni che nell'ultimo periodo sono già stati aggregati al gruppo e inseriti nella lista Uefa da Simone Inzaghi insieme ai 1999 Alessio Miceli, Edoardo Rezzi e Lorenzo Spurio: si tratta del portiere Federico Cirillo e dei difensori Mattia Petricca e Nicolò Armini. Quest'ultimo in particolare, è seguito addirittura da Mino Raiola. Repubblica.it