L'incontro c’è stato e l’esito ha prodotto conferme: la Lazio e Felipe Anderson si separeranno appena arriverà l’offerta giusta. L’attaccante brasiliano giocherà in Premier League. Il West Ham s’è associato al Chelsea, è sfida tra gli Hammers e i Blues. La Lazio ha incontrato gli agenti dell’attaccante, ossia Kia Joorabchian e Giuliano Bertolucci. La storia è arrivata ai titoli di coda, s’era intuito dopo lo strappo Felipe-Inzaghi di febbraio, si sono avute conferme a metà stagione, è arrivata la certificazione dell’addio. Felipe lascerà la Lazio, Roma e l’Italia dopo cinque anni di accelerazioni e frenate, di magie e flop, di luci e ombre, di prodezze e malinconie. Andrà via appena Lotito riceverà l’offerta giusta. Il presidente ha alzato la posta, chiede 45 milioni, 5 milioni in più dei 40 che il Chelsea si preparava ad offrire. Lotito vuole incassare il più possibile perché ritiene Felipe un campione e perché deve riconoscere il 25% della vendita al Santos, club d’origine del giocatore.
Lo scenario.
Il Chelsea arriva a 40 milioni, il West Ham è fermo a 30 milioni (25 più 5 di bonus). I Blues devono sciogliere il nodo allenatore, hanno pensato a Blanc dopo aver puntato Sarri. Il West Ham ha scelto Manuel Pellegrini, l’allenatore cileno, è lui ad aver fatto il nome di Felipe per il suo attacco. Non resta che aspettare. Lotito cederà il brasiliano al miglior offerente. Felipe andrà via innanzitutto perché vuole cambiare aria, non perché la Lazio smobilita. Il suo valore è indiscusso, ma è in scadenza nel 2020 e tenerlo a tutti i costi (soprattutto senza rinnovo) è un rischio, non si vogliono ripetere casi alla De Vrij (tanto per citare l’ultimo). In più c’è da dire che non è mai nato il feeling con Inzaghi. Felipe, con lui, non ha mai strappato il posto da titolare, non è successo quando è partito Candreva né quando è andato via Keita. Il giocatore, dopo cinque anni, ha voglia di vivere un’altra avventura e ha chiesto ai suoi manager di ascoltare solo proposte provenienti dall’estero, non dall’Italia. La Premier è una destinazione che lo affascina ed è un campionato di riferimento per i suoi procuratori, hanno contatti con il Chelsea e con altri club inglesi. I rumors d’oltremanica girano e rigirano da un paio di stagioni, non s’è mai dato seguito agli stessi. E’ cambiato tutto quest’anno: Felipe è partito da partner di Immobile, ma s’è fatto male a fine luglio ed è rientrato a dicembre. S’è trovato di fronte Luis Alberto, rinato in versione mago. Inzaghi, quando ha potuto, ha sempre puntato sulla coppia Luis-Immobile. Felipe s’è ritrovato in panchina. Il caso è esploso dopo Lazio-Genoa (1-2), nella notte della lite con Simone. La tregua seguente è stata sancita per il bene di tutti, è stata forzata. Felipe ha dato il massimo fino all’ultima partita, ne è prova il gol segnato contro l’Inter, il 2-1 che tanto aveva fatto sperare i tifosi. E’ finita male la stagione, la delusione è stata forte e già nelle settimane precedenti il brasiliano aveva comunicato alla Lazio la voglia di partire. Lotito ha alzato la posta, non ha accettato le prime offerte e non venderà il giocatore a 30 milioni. Con la Lazio non esistono operazioni lampo, vale per gli acquisti e per le cessioni. Nell’anno in cui è partito De Vrij, in cui può partire Milinkovic, c’è anche Felipe tra le uscite. Con incassi milionari, unici nell’era Lotito, è scontato aspettarsi colpi da Champions. «Se andrà via un giocatore forte verrà rimpiazzato con uno dello stesso livello o più forte», l’ha detto Lotito.
Daniele Rindone / Corriere dello Sport