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RITIRO ESTIVO

Auronzo2018, Giancarlo Inzaghi incontra la famiglia Fiorini

Tra passato e futuro. Ciò che è stato e quel che sarà. Dal ricordo di Giuliano Fiorini a quel desiderio di Filippo Inzaghi: “Un giorno vorrei diventare come lui”. Magia fu. Una leggenda della storia biancoceleste s’intreccia con destino Inzaghi. La famiglia Fiorini incontra Giancarlo Inzaghi, padre di Simone e Filippo. Ci troviamo nella hall dell’albergo che ospita il ritiro della Prima Squadra della Capitale ad Auronzo di Cadore. “Filippo un giorno scrisse una lettera al mio Giuliano” – racconta Ernestina, madre di Giuliano Fiorini, ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky – “Scrisse di voler diventare proprio come mio figlio”.

“Fiorini giocava nel Piacenza, Simone e Filippo erano suoi grandi tifosi. Andavamo sempre allo stadio, in ogni circostanza” – risponde Giancarlo – “Ho parlato con il mio primo genito di questa lettera e ricorda di aver avuto uno scambio con Fiorini, un calciatore che ha lasciato un ricordo indelebile di se’ sia a Roma che a Piacenza”.

Successivamente, la madre di Giuliano Fiorini ha proseguito così ai microfoni di Lazio Style Channel: “Sono ad Auronzo di Cadore per la prima volta e non ero mai stata in montagna prima d’ora. Rivedere in occasione dell’amichevole di ieri la maglia bandiera è stata una grande emozione: ho ancora la maglia originale, quella dei -9, ed è stata una casacca importantissima per la Lazio. Tanti tifosi biancocelesti ci vengono ancora a trovare per ricordare Giuliano. Quando segnò quello storico gol contro il Vicenza, ero fuori in piazzale perché, per scaramanzia, secondo mio marito non dovevo essere in casa quando Giuliano giocava con la sua Lazio. Quella partita lì, inoltre, era troppo importante”.

Sul 233 di Sky è continuata anche l’intervista di Giancarlo Inzaghi: “Quando Simone e Filippo perdono non riesco ancora oggi a dormire, ma quando vincono siamo sempre molto entusiasti a casa. Con i miei figli non parliamo mai di calcio alla vigilia di una partita. Simone mi chiama sempre al termine di ogni partita, appena rientra negli spogliatoi, mentre Filippo mi contatta un po’ più tardi. Chi tiferò quando la Lazio ed il Bologna si affronteranno? Mi auguro che la Lazio di Simone possa vincere in casa e mi auspico, allo stesso modo, che il Bologna di Filippo possa imporsi al Dall'Ara”.

Al termine dell’incontro, anche Fabiana Fiorini, figlia di Giuliano, è intervenuta ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky: “I tifosi della Lazio mi scrivono tutti i giorni per dimostrarmi il loro affetto nei confronti della nostra famiglia ed, in particolare, nei confronti di mio padre. Nelle ricorrenze più importanti, come ad esempio il 21 giugno, i sostenitori biancocelesti mi chiamano sempre e colgo l’occasione per ringraziarli, perché grazie al loro sostegno sono sempre presenti nella nostra vita”.

 

  • sslazio.it
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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Schurrle, Correa, Ramires.. Certi nomi mi fanno ridere. La Lazio deve comprare sugli esterni e in difesa” (AUDIO)

Bruno Giordano, intervenuto a 'Quelli che hanno portato il calcio a Roma', si è soffermato sulle voci di mercato che riguardano la Lazio: "Schurrle, Correa, leggo questi nomi e mi viene da ridere. Non capisco perché Ramires dovrebbe rinunciare a 11 milioni per venire alla Lazio e guadagnarne 4. Mi fanno arrabbiare certe notizie. Se la Lazio vende Milinkovic a fine mercato, pensate che Ramires sia ancora lì, ad aspettare la Lazio?". Quindi l'opinionista ci ha indicato quali siano gli acquisti prioritari per il club biancoceleste: "Io credo che vadano rafforzate le corsie esterne, specialmente a sinistra, soprattutto se Lulic poi dovesse giocare in mezzo al campo. Serve inoltre un altro bel difensore, per formare con Acerbi e Radu una difesa di spessore. Il Masiello di turno per intenderci. Poi manca il sostituto di Leiva, un giocatore che può giocare sia lì che mezzala. La Lazio ha solo mezze ali, l'unico scudo davanti la difesa è il brasiliano". 

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GIUSTIZIA SPORTIVA

Il Parma resta in Serie A con -5. Due anni di squalifica a Calaiò

Cinque punti di penalizzazione al Parma da scontare in Serie A nella prossima stagione, due anni di squalifica a Calaiò: questa – apprende l'Ansa – la sentenza del tribunale nazionale federale sul caso del messaggino inviato dal giocatore della squadra emiliana a un suo collega dello Spezia alla vigilia della gara conclusiva del campionato di serie B. Il tribunale ha riconosciuto nel comportamento di Calaiò il tentato illecito sportivo. La procura aveva chiesto il -2 nello scorso campionato, praticamente una richiesta di revoca della promozione nella massima serie

Il Parma "ha conseguito sul campo la posizione finale in classifica che le ha consentito la promozione diretta in Serie A", per questo il "tribunale ritiene che la penalizzazione riferita alla classifica del campionato di Serie B appena conclusosi, oltre che estremamente afflittiva" sarebbe anche "in aperto contrasto con lo stesso principio di afflittività previsto dall'art. 18, comma 1, lett. g) del CGS". È quanto si legge in un passaggio del dispositivo con cui il Tribunale federale nazionale della Figc ha sanzionato il Parma con 5 punti di penalizzazione da scontare nel prossimo campionato di Serie A, sul caso del messaggino inviato da Emanuele Calaiò a un suo collega dello Spezia alla vigilia della gara conclusiva del campionato di serie B. Il Tfn evidenzia inoltre "che si è in presenza, nella specie, di un tentativo di illecito decisamente respinto dai destinatari dei messaggi e la cui conoscenza da parte della Società Parma Calcio non è stata in alcun modo nemmeno ipotizzata". Secondo il Tribunale quindi "la penalizzazione va operata con riferimento alla stagione sportiva in corso e, solo ove si appalesi inefficace – motivano i giudici – può essere fatta scontare, in tutto o in parte, nella stagione sportiva successiva, di talché, dovendosi individuare la stagione sportiva in corso in quella 1° luglio 2018/30 giugno 2019, la infliggenda penalizzazione sul punteggio non potrà che scontarsi in tale stagione sportiva".

Corrieredellosport.it

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RASSEGNA STAMPA

Ramires solo se parte Milinkovic, ma il gruppo Suning..

Ramires Santos do Nascimento: la Lazio può prenderlo solo se parte Milinkovic. Il brasiliano in Cina guadagna 11 milioni l'anno, ma vuole tornare in Europa. E' disposto a fare un super sconto sull'ingaggio alla Lazio. Non lo fece a gennaio per trasferirsi all'Inter. Ecco perché, stando al Corriere dello Sport, il gruppo Suning, proprietario del Jiangsu e del club nerazzurro starebbe provando a mettere i bastoni fra le ruote all'ex Chelsea. Ramires avrebbe chiesto la rescissione del contratto, non essendo stato tesserato dal club cinese per la prossima stagione. La sua ultima partita ufficiale risale a gennaio e non ne potrà giocare altre. Il Jiangsu ha infatti tesserato quattro stranieri: Alex Texeira, Boakye, Paletta ed Eder. Suning potrebbe decidere di tenerlo 'prigioniero' fino alla scadenza del contratto, il 31 dicembre 2019. Certo, così facendo dovrebbe garantire al giocatore circa 15 milioni di stipendio, ma non è escluso che possa farlo. Ramires attende notizie da Kia Joorabchian, il suo agente, lo stesso di Anderson. La Lazio potrebbe garantirgli un ingaggio da 4 milioni più bonus con i soldi di Milinkovic. 

GF

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DICHIARAZIONI

Basta: “Stiamo lavorando duramente. I nuovi si sono inseriti bene, è facile in questo gruppo”

Dusan Basta è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, al termine del test contro la selezione Top 11 Radio Club 103:“Questa parte del ritiro è più dura, le gambe sono pesanti ma è normale che sia così: stiamo lavorando nel modo giusto, la freschezza arriverà più tardi. I nuovi si sono inseriti bene perché quando si è in un buon gruppo anche nuovi riescono subito a sentirsi parte integrante; si stanno impegnando, quindi per ora va tutto bene”

sslazio.it

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DICHIARAZIONI

Simeone: “Decisi di diventare allenatore quando giocavo nella Lazio”

Diego Pablo Simeone parla spesso di Lazio. Alla rivista The Coaches’ Voice si è soffermato sul momento in cui decise di diventare allenatore:  "Avevo 27 o 28 anni quando decisi davvero che sarei diventato un allenatore. Ricordo che stavo tornando a casa dopo un allenamento -giocavo alla Lazio allora – e finsi di dover guidare una sessione di allenamento. Mi dissi: ‘Lavoriamoci’. Sapete come i bambini usano l’immaginazione quando giocano? Feci la stessa cosa da adulto, giocando ad essere un allenatoreUsai la mia squadra e mi immaginai prendere parte all’allenamento. Mi figurai la partita successiva e pianificai tutto ciò di cui avrei avuto bisogno: alla fine ero sommerso da fogli di carta ricoperti di disegni e annotazioni"

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘BC’ – Facco: “Le amichevoli sono importanti per rodare la squadra. Il mercato si deve sbloccare, la Lazio va migliorata” (AUDIO)

Mario Facco in collegamento a Buongiorno Capitano, commenta il 14-0 in amichevole contro la Top 11 Radio Club 103: "Queste amichevoli servono solo a rodare la squadra, a trovare la forma migliore. Servono a consolidare i movimenti che saranno importanti durante la stagione, a prendere le distanze giuste tra i reparti e a far prendere confidenza ai nuovi. Queste partite sono utili, nonostante finiscano poi 14-0. In sede di mercato secondo me va messa a punto la situazione. La Lazio dopo un un campionato brillante, non è riuscita a centrare la Champions. E' una squadra che va migliorata, soprattutto per quanto riguarda le seconde linee". 

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RASSEGNA STAMPA

Post Anderson: scende Gomez, Schurrle il nome nuovo

Niente, non si sblocca. Le distanze restano e con il passare dei giorni stanno diventando incolmabili. La Lazio e il Papu Gomez non sono mai stati così lontani: 10 milioni di euro l’offerta biancoceleste, 18-20 la richiesta di partenza dell’Atalanta, disposta a scendere al massimo (al minimo, in questo caso) a 15 milioni. Nessuno sconto da parte di Percassi: Gomez ha 30 anni, ne compirà 31 il prossimo febbraio, ha il contratto in scadenza nel 2022 e i bergamaschi hanno già monetizzato. Nelle ultime sessioni di mercato hanno riempito le casse di contanti con le cessioni di Gagliardini, Conti, Caldara, Spinazzola, Cristante e Petagna (alla Spal per 3 milioni di prestito, più altri 12 per il riscatto obbligatorio in caso di salvezza). Insomma, se la Lazio non alza la proposta, non se ne fa nulla. E così dovrebbe essere: Lotito non vuole spendere più di 10 milioni per un classe ’88. Ha già chiuso un colpo del genere prendendo Acerbi dal Sassuolo. 

INVESTIMENTO. Meglio investire cifre importanti su giovani di valore, questo il pensiero della dirigenza. Inzaghi continua a sperare, ha chiesto Gomez al ds Tare (arriverà oggi in ritiro), l’ha messo in cima alla lista dei desideri. Per quella che è la situazione attuale, difficilmente verrà accontentato. Il Papu era uscito allo scoperto la settimana scorsa: «Nel calcio mai dire mai. Ci sono delle richieste, Bergamo è casa mia, però non ho mai fatto promesse d’amore. Vorrei giocare in un club che lotti per la Champions o lo scudetto». Gasperini, il giorno prima, aveva risposto in modo sarcastico sul suo futuro: «Gomez si sta allenando bene, forse perché sta per andare alla Lazio…». 

SCHÜRRLE. Il nome nuovo per il dopo Felipe Anderson è quello di André Schürrle, attaccante del Borussia Dortmund, campione del mondo con la Germania nel 2014. Ex Chelsea, alto 184 cm, è classe ’90 e ha grande esperienza internazionale: rappresenta la via di mezzo tra il calciatore di prospettiva e il profilo esperto, che già conosce la Serie A (come Gomez). Il prezzo del cartellino è tutt’altro che basso: 15-20 milioni di euro. Schürrle, nato a Ludwigshafen, sarebbe allettato da una nuova esperienza all’estero. Cresciuto nel Mainz, esplose nel Bayer Leverkusen prima dell’approdo in Premier. Due anni in Inghilterra, poi il ritorno in Bundesliga, al Wolfsburg. Dal 2016 il passaggio al Borussia Dortmund per 30 milioni. In giallonero è sembrato un po’ in calo: 8 gol nelle ultime due stagioni. Ma si tratta di un giocatore di assoluto spessore: esterno, seconda punta, anche centravanti. L’ostacolo più alto (altissimo) è l’ingaggio: 6 milioni all’anno (fino al 2021). La Lazio, con lui, chiuderebbe un colpo di livello-top per il reparto avanzato. È un’idea nata negli ultimi giorni, servirebbe uno “sconto” da parte sua o un aiuto del Borussia. È una pista a dir poco complicata.

Carlo Roscito / Corriere dello Sport

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Dalla Francia: Lazio su Thiago Mendes del Lille

Lazio su Thiago Mendes, questa l'indiscrezione che arriva dalla Francia. Stando all'Equipe, Lazio e Wolfsburg sarebbero interessate all'acquisto del centrocampista brasiliano del Lille. Al primo anno in Ligue 1, Thiago Mendes ha totalizzato 31 presenze mettendo a segno 3 gol e 4 assist. Come riporta il quotidiano sportivo, il Lille deve vendere per avvicinarsi alla somma promessa alle autorità del calcio francese, lo scorso giugno. Il club transalpino, infatti, era stato retrocesso d'ufficio in via cautelare per troppi debiti, salvo poi riuscire a rimediare alla situazione. Insomma il Lille deve vendere e vorrebbe guadagnare una cifra vicina ai 20 milioni con il 26 enne brasiliano. L'Equipe afferma inoltre che Lazio e Wolfsburg si sarebbero sfidate arrivando fino ad offerte da 17 milioni circa. Quella di Mendes è una pista complicatissima per la Lazio per due motivi. Il primo sta nel fatto che Mendes è extracomunitario e non ha presenze in nazionale. In caso di acquisto di Wesley, il centrocampista del Lille non potrebbe essere tesserato. Inoltre appare difficile pensare ad una Lazio disposta a spendere 17 o 20 milioni per un giocatore che rappresenterebbe, in questo momento, un alternativa a Lucas Leiva. 

GF

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Lazio, Wesley segna il gol decisivo e vince la Supercoppa con il Bruges

Non perde l’abitudine del gol Wesley, il brasiliano classe 1996 che Tare da tempo ha messo nel proprio mirino come vice Immobile. Il centravanti brasiliano ieri si è aggiudicato la Supercoppa Belga, mettendo a segno al 43’ il gol del momentaneo 2-0 del Bruges contro lo Standard Liegi (Di Vanaken l’1-0 al 39’, il 2-1 finale al 49’ firmato da Edmillson junior). Wesley aspetta solo che la Lazio faccia l’ultimo sforzo per accontentare il club belga che lascerebbe partire la propria punta per un’offerta di circa 12 milioni. Se fino a 48 ore fa il sudamericano, contrattofino al 2021, sembrava l’unico obiettivo per sostenere il reparto offensivo insieme con la punta di Torre Annunziata, ora in quel ruolo i biancocelesti avrebbero messo gli occhi su Lucas Perez, punta legata all’Arsenal fino al 2020. L’ex Deportivo, 29 anni, non rientrerebbe nei piani del neo tecnico Unay Emery, quindi arriverebbe a Roma per una cifra inferiore ai 10 milioni.

GLP