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RASSEGNA STAMPA

Una maglia per tre: Inzaghi deve scegliere il vice Immobile

L'attacco è capovolto, le gerarchie sono già invertite. Parla Caicedo e sembra d'ascoltare un leader. A Parma lui vuole giocare per aiutare ancora la Lazio ad arrivare in Champions: «Dietro la Juve ci siamo noi e altre quattro squadre di pari livello. La competizione è molto equilibrata». Sarà però il campo a dire l'ultima parola. Alla prima giornata Felipao lo vedeva col binocolo, adesso è addirittura in vantaggio per essere titolare su Correa e Luis Alberto. E' iniziata la settimana della verità, ma Caicedo ha dimostrato già in quella scorsa tutta la sua voglia. Un gol pure sabato nell'amichevole con la Primavera, Luis Alberto è tornato ieri ad allenarsi e ora dovrà mettere lo sprint in pochi giorni per togliere all'ecuadoregno la maglia. Anzi, dovrà compiere un doppio sorpasso perché anche Correa scalpita per avere un posto. Ce n'è solo uno per tre al fianco d'Immobile perché Inzaghi inizialmente non cambierà modulo. Negli ultimi test Correa era stato provato addirittura esterno nel 4-4-2. Una soluzione da tenere sempre più in considerazione a gara in corso, Caicedo però in questo momento è perfetto per fare le sponde a Ciro e non far modificare la linea a cinque a centrocampo. 
TOUR DE FORCEDai fischi contro il Frosinone al tacco meraviglioso col Limassol sino agli applausi dell'Olimpico per il primo gol al Genoa. E' rinato, Caicedo, ha ritrovato la fiducia: «E' importante essere acclamati e avere il sostegno dei propri tifosi, ora devo continuare su questa scia e dare ancora di più. La strada è lunga e ci aspettano tante gare nelle quali dovrò esprimermi ad alti livelli. La rosa quest'anno è più ampia e il mister deve scegliere la formazione in base a chi dimostra più grinta. Chi non trova spazio, deve sempre farsi trovare pronto perché Inzaghi chiama sempre in causa tutti». Già, questo è lo spirito che vuole il tecnico. Ecco perché, dopo la Fiorentina, potrebbe premiare col bis Caicedo. Sarebbe stato persino un tris, se l'attaccante non fosse stato colpito dall'influenza a Francoforte: «Abbiamo sbagliato solo quella partita in un girone di ferro in Europa Leauge, ma vogliamo ripetere il percorso dello scorso anno. Andremo a Marsiglia per batterli a tutti i costi». Il ruggito della pantera deve scuotere tutta la Lazio, per affrontare questo nuovo tour de force serve veleno e coraggio. Parma e Marsiglia, poi lunedì 29 il big match con l'Inter. I biancocelesti in queste prime 8 giornate hanno già fallito tre volte con le grandi (Napoli, Juve e Roma), anche questo trend va subito invertito. Come ha fatto il rinnegato Caicedo col suo destino.   

 

Il Messaggero

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ALTRE

Marusic spegne 26 candeline e si candida per Parma

Adam Marusic compie oggi 26 anni. L'esterno Montenegrino ha collezionato 3 gol, 9 assist in 46 apparizioni in biancoceleste. Reduce la problemi fisici, anche recenti con la Nazionale, dovrebbe esserci per la trasferta di Parma nella 'sua' corsia di destra al fianco di Marco Parolo.

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POLITICA SPORTIVA

Gravina: “Io inguaribile rivoluzionario, subito riforme e facce nuove a via Allegri”

Lunedì, Gabriele Gravina, ex numero uno della Lega Pro (si è dimesso ieri), si presenterà all'Assemblea elettiva della Federcalcio a testa alta e forte del 63% che è stato in grado di mettere insieme. Certo un po' di preoccupazione c'è ma non per i franchi tiratori, piuttosto perché su di lui, candidato unico e incapace di delegare, ci sono grandi aspettative. Teme più che altro di non riuscire a trovare la sponda negli altri, che facciano parte del mondo del calcio e non. «Non sono un uomo dei poteri forti ma mi sono fatto da solo percorrendo tutta la trafila dalle serie minori». Parla a ruota libera e senza fermarsi mai. Ha l'eloquio garbato, non urla ma è in grado di coinvolgere e convincere chiunque. Sarà un presidente impopolare ma d'altronde, come continua a ripetere, «per fare una rivoluzione nel mondo del calcio ci vogliono decisioni che faranno storcere il naso ai più». Bisognerà lavorare sugli uomini e sulle poltrone. In questo senso non vuole più ombre. Avrà al suo fianco un segretario generale che di fatto abolirà la figura del dg, con buona pace dell'attuale Michele Uva. «Non è previsto dai nuovi principi del Coni il dg. Avrò anche due vice che ho indicato: Cosimo Sibilia e Gaetano Micciché». 
Impossibile trovare un'intesa con Damiano Tommasi?
«Sui programmi abbiamo lavorato insieme anche se è chiaro che non si può essere d'accordo su tutto. Avevamo una proposta comune: Abete che però era incandidabile. Lui non ci ha dato nessuna indicazione su un altro nome. Alla fine io e Sibilia abbiamo trovato un punto d'incontro. Ora il problema non è più il nome. A Damiano ho provato a spiegargliela così: se un giocatore si lamenta sempre che non gioca mai, quando l'allenatore ti schiera in una gara importante non puoi dire che non vuoi giocare perché ti stanno antipatici i compagni di squadra… Lo scopo di Tommasi? Io non l'ho ancora capito».
Probabilmente la flessibilità degli emolumenti è un punto di rottura importante
«Ci sarà una flessibilità, sì. A qualcuno darà fastidio. Non è pensabile prendere un premio promozione e poi quando si retrocede è colpa dei presidenti».
Anche con Mauro Balata, presidente della Lega di B, sembra non esserci intesa?
«Sto cercando di parlarci ma se loro non vogliono ascoltarmi… Da parte mia c'è una proposta ma per dialogare bisogna essere in due».
Una figura ingombrante è quella di Claudio Lotito: come proverà a limitarlo?
«È uno dei tanti presidenti. Merita rispetto. Io non amo le ombre, non amo le ingerenze, amo le condivisioni. Nel momento in cui si supera il limite della condivisione e si arriva alla prepotenza, all'arroganza, da parte mia c'è totale chiusura».
Quali saranno le tre cose che farà nei primo centro giorni da presidente?
«Ho le idee molto chiare e so perfettamente quali sono le priorità: stilare un codice dei controlli, riformare la giustizia sportiva e soprattutto le riforme dei campionati».
Introdurrà figure nuove nel governo del calcio?
«Occorre una figura nuova, una persona che apra un canale preferenziale con il mondo della scuola. Tramite il ministero, tramite le istituzioni. Sì, vorrei che il calcio entri nelle scuole. Un'ora di calcio in classe».
La Figc sarà più attenta a ricordare alla Juventus il numero degli scudetti vinti?
«La Juventus è una delle società in Italia che dimostra di essere più avanti rispetto alle altre. Non mi piace fermarmi a contare il numero degli scudetti».
Non si tratta di un problema di serietà?
«Io credo che la Federcalcio non possa usare il pallottoliere per contare gli scudetti di una società. Se qualcuno slo ha fatto, bisogna chiedere a lui. Io mi dedicherei con attenzione ad altri problemi. Non ho nessuna intenzione di focalizzare il mio tempo su vicende del passato. Comunque la federazione ha diffidato la Juventus, ma oltre non possiamo andare. Se loro continuano a dirlo, cosa facciamo? Ognuno rimane delle propria idea».
Ci spiega meglio come funzionerà il codice dei controlli?
«Parlo delle iscrizioni ai campionati, la madre di tutti i mali. Io penso che rispetto al format attuale bisogna dare la certezza nei riferimenti. Dovremo eliminare le zone d'ombra che ci sono soprattutto nella modalità d'applicazione».
Finora perché non è stato fatto?
«Evidentemente ci sono interessi dentro e fuori dalla nostra federazione che vanno scardinati. Ad esempio io voglio far uscire i criteri per l'iscrizione ai campionati entro il 31 dicembre così nessuno può scappare».
Cosa è cambiato rispetto al 29 gennaio quando le elezioni andarono a vuoto? 
«Prima non c'erano presupposti di conoscenza e di attuazione di programmi. In questo periodo abbiamo capito quanto sia importante stare insieme. Otto mesi fa saremmo andati incontro a decisioni personalistiche». 
Quanto ha contributo il commissariamento ad accelerare questo processo?
«Il commissariamento è un atto di grande umiliazione che al tempo stesso ha presentato delle negatività legate a serie di fatti oggettivi. Gli riconosciamo il merito di aver creato l'esigenza di stare uniti. Non so se è stato voluto o magari una nostra reazione». 
Si aspettava di più?
«No, non c'erano i presupposti per governare in quel determinato momento il mondo del calcio con quelle abilità che sono proprie di Roberto Fabbricini»
È consapevole del fatto che la Serie A busserà il 23 ottobre per chiederle più potere?
«La serie A merita un maggiore riconoscimento ma non a livello numerico in senso di percentuale di voto. È assurdo pensare che un 5% in più possa cambiare qualcosa. Io gli ho proposto una cosa molto semplice: il riconoscimento di una golden share su argomenti specifici e di suo interesse».
Trova un ct non scelto da lei…
«Mancini non l'ho scelto. E' stato scelto dalla Figc. Io rispetto la Figc. Però non si può valutare un presidente federale guardando solo ai risultati della Nazionale maggiore».
Occorre un progetto di 10 anni?
«Se si vuole fare melina, dieci anni non bastano. Altrimenti bastano pochi mesi. Dobbiamo cominciare a lavorare, oltre che sui centri federali, anche sulle anime. C'è anche un progetto per portare gli Europei del 2028 qui in Italia».
Il tema della materia prima: i calciatori. L'Italia sembra non avere più un bacino di qualità a cui attingere
«Il calcio è un fenomeno radicato sul territorio. Oltre ai centri federali bisogna lavorare sulle scuole calcio, prevedendo un modello di certificazione per chi vorrà aprire una. Altro esempio gli under 23: oggi tutti lavorano con questa classe d'età, ma credo che sia più logico creare una scala: lavorare con gli under 16 e 17 nei Dilettanti, con gli under 17 e 18 in Lega Pro e gli under 18 e 19 in B: in questo modo la serie A si potrà prendere il prodotto finito. Semplice, no?».
Le seconde squadre e il calcio femminile?
«Sono due punti che verranno rivisitati e rafforzati. Non si torna indietro, anche se le seconde squadre non possono essere ridotte a semplici partecipanti. Bisogna fare dei bandi ad hoc ad esempio a chi presenta dei progetti validi. Sul calcio femminile è stato fatto una lavoro di qualità dalla Dilettanti di Sibilia. La sua Lega è stata l'unica ad investire in maniera importante. Ora tutti vogliono metterci le mani…».
Il calcio ha bisogno di tornare ad essere credibile?
«È un'esigenza reale. Bisogna dare certezze. Noi siamo molto preoccupati per quello che è avvenuto. Siamo corresponsabili. Dobbiamo evitare che il mondo del calcio si arrocchi su posizioni di arroganza. Deve tornare ad essere il gioco degli italiani». 

Il Messaggero

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APPROFONDIMENTI

Re Ciro punta il Parma: al Tardini per rispondere alle polemiche

 

Ciro è tornato a casa. Dopo la personale delusione azzurra, con la coda polemica scaturita dal mancato ingresso in campo, Immobile è pronto a riprendersi il trono alla Lazio. L'occasione arriverà domenica, quando i biancocelesti faranno tappa al Tardini di Parma. Con i crociati Immobile ha colpito due volte, nella magica stagione granata del 2014. Un gol al Tardini nella sconfitta per 3-1 e uno al ritorno nel pareggio per 1-1. In questa stagione sono già 5 i centri in Serie A per l'attaccante di Torre Annunziata, ha risposto sempre presente nonostante la semi-assenza di Luis Alberto e Milinkovic. Si è caricato la Lazio sulle spalle perché ne è diventato in breve tempo leader, punto di riferimento e goleador. Domenica alle 15 Ciro ci sarà, più affamato che mai, anche per dimenticare le polemiche post Polonia-Italia.

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TIFOSI

Pronto l’esodo: al Tardini oltre 3000 laziali. Le info su Mariglia e Lazio-Inter

Saranno tanti i laziali per il match del 21 settembre, ore 15, allo Stadio Tardini. Dei 3800 posti disponibili  a  ieri 2700 quelli già venduti. Il costo del titolo d'ingresso è di 20 euro (5 per gli under 14) e per acquistarlo c'è tempo fino alle 19 di sabato 20. Giovedì 25 i biancocelesti invece, ore 21, sono attesi al Velodrome di Marsiglia; 2000 i ticket acquistabili  fino alle 23:29 di martedì 23 ottobre. I titolo potranno essere comprati solo presso i punti vendita listicket del gruppo Ticketone, ricevitorie e punti plus: verrà rilasciato un voucher personalizzato con il quale si potrà ritirare il biglietto di ingresso allo stadio (a partire dalle ore 16:00 di venerdì 19 ottobre fino alle ore 16:00 di mercoledì 24) presso uno dei Lazio Style 1900 indicato al momento dell'acquisto (A Marsiglia portare con sé lo stesso documento utilizzato per comprare il biglietto, ndr). Costo 24 euro, commissioni comprese. Infine, da venerdì in vendita i biglietti di Lazio-Inter di lunedì 29 ottobre, ore 20.30. Staccati 5000 tagliandi di cui 1500 agli interisti. 

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SERIE A

Dal tacco di Mancini al primo gol di Felipe: al Tardini tanti sigilli doc per la Lazio

Sfide prestigiose, gol storici e bellissimi. Parma- Lazio ( domenica ore 15, Sky) ha la forma di un album di ricordi. L’ultima volta al Tardini risale a 4 anni fa: il 7 dicembre 2014, la prima rete in Serie A di Felipe Anderson lanciò ufficialmente la cavalcata della banda Pioli. L’anno prima, il 10 novembre 2013, era stato Keita a trovare il primo centro da professionista. Ma le pagine da sfogliare sono soprattutto quelle a cavallo del millennio, quando Cragnotti e Tanzi concludevano trattative all’ordine del giorno e i due club facevano la voce grossissima in Italia e in Europa. Erano i tempi della parabola di Almeyda da centrocampo, nell’anno del secondo scudetto biancoceleste. Otto mesi prima, era stato Roberto Mancini a incantare la platea: la sua volée di tacco rientra ancora oggi in tutte le classifiche sui gol più belli di sempre. Magari proverà ad emularlo Ciro Immobile, lasciato malinconicamente in panchina contro la Polonia proprio dall’attuale ct azzurro. Una scelta che ha scatenato la levata di scudi a favore del bomber laziale, non solo da parte dei tifosi: da Ciccio Graziani a Beppe Savoldi, tanti grandi ex attaccanti italiani hanno criticato la decisione del Mancio. Per Immobile, un motivo in più per tornare subito decisivo a Parma, come già prima della sosta con la Fiorentina.
Accanto a lui si candida di nuovo Felipe Caicedo: «Sentire la fiducia dei tifosi è importantissimo, ma voglio dare ancora di più » , le parole dell’ecuadoriano a Lazio Style Channel. Alla ripresa degli allenamenti, è intanto rientrato in gruppo Luis Alberto: nella settimana che porterà alla trasferta di Marsiglia, il suo recupero per Inzaghi è fondamentale.

la Repubblica

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POLISPORTIVA

Lazio Pallanuoto: patto tra i giocatori romani per l’iscrizione al campionato

Lasciata sola da istituzioni e imprenditoria, come aveva denunciato ai primi di luglio Antonio Buccioni, dimettendosi da presidente della Polisportiva biancoceleste, la Lazio pallanuoto ha comunque trovato le forze per iscriversi al campionato di A1 maschile che inizia oggi (ore 15) conto l’Ortigia a Siracusa. Il patto siglato in una sera di mezz’estate tra i giocatori di lungo corso, coach Claudio Sebastianutti e il presidente Massimo Moroli ha fatto il resto, consentendo a questa Lazio tutta romana di lottare perlomeno per la salvezza fino a maggio del prossimo anno. Obiettivo non facile visto che scenderanno in vasca tanti giovani nel Settebello laziale. Ventisei gare di regular season in cui servirà dimostrare quello spirito di squadra che tre mesi fa ha permesso alla Lazio di non arrendersi di fronte a gravissimi problemi gestionali.

Il Corriere della Sera

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RASSEGNA STAMPA

Casarin: “Con la tecnologia meno spazio alla discrezionalità arbitrale”

La Regola 5 del Gioco, edizione 2018-19, dice tra l’altro: «Le decisioni saranno basate sul giudizio dell’arbitro che ha la discrezionalità di assumere azioni appropriate nel quadro delle Regole del Gioco». Ecco la parola chiave: discrezionalità, ovvero facoltà di seguire criteri autonomi nell’esercizio dell’arbitraggio. Un uomo del sistema e con una larga possibilità di interpretazione che gli permette di restare, comunque, all’interno delle Regole. O forse anche di rimanere così componente attiva del gioco. Durante la gara l’arbitro può sbagliare; può essere assistito dal collega addetto alla Var solo in caso di un «chiaro ed evidente errore» o «grave episodio non visto» in relazione a rete segnata o meno, calcio di rigore o meno, rosso diretto, scambio d’identità e così via. In sintesi l’area di rigore e dintorni possono essere riesaminati dall’arbitro, in collaborazione con l’addetto alla Var, per sanare il chiaro ed evidente errore. Sorge un altro dubbio ancora: l’errore è chiaro perché evidente? E quando non è evidente è tollerabile? La situazione si complica persino: due arbitri, con l’aiuto della tecnologia, vogliono arrivare alla verità unica oppure ognuno dispone di una discrezionalità propria che li contrappone perfino? Allora bisogna lavorare sulla univocità della lettura del fallo e restringere finalmente la discrezionalità, così evidente in campo, ma ora capace di riapparire di nuovo anche nei pressi della postazione tecnologica. La tecnologia è razionale e fredda per definizione, sono gli arbitri che non vogliono convergere sul traguardo unico. Perché? Da eccessi di discrezionalità sono nate le perfezioni del gol-line e la disumana capacità tecnologica di valutare il fuorigioco, ritornato «fenomeno semplice» dopo le recenti (divertenti) invenzioni. Area di rigore, gol e fuorigioco visti e rivisti con decisioni finali prossime all’equità. Ma perché bisogna oggi sottolineare che il percorso verso l’assistenza tecnologica è concluso, anzi che si è andati oltre il programmato? Correzioni ulteriori bloccate per paura di abbassare l’importanza dell’arbitro umano o per poter invadere ancora il terreno di gioco di irrinunciabili discrezionalità? Qui comando solo io, dicevamo noi o forse più semplicemente era «qui voglio giocare anche io». Per l’arbitro di oggi non c’è più tempo e spazio per giocare.

Il Corriere della Sera

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO 1900’ – Mauri: “La rabbia di Immobile per battere il Parma e ritrovare gioco ed autostima” (VIDEO)

STEFANO MAURI in studio a '9 GENNAIO 1900': "La Lazio ha avuto un percorso di alti e bassi, ma nonostante questo si trova in zona Champions ed ha già affrontato diverse big. Ora deve andare a Parma per vincere, farebbe bene al morale ed all'autostima per poi cercare di tornare a giocare come nel passato. Immobile certamente saprà trasformare la delusione di non aver giocato in nazionale in quella rabbia agonistica utile per portare la Lazio alla vittoria con il Parma. Per un tecnico non è semplice gestire la settimana della sosta. per un motivo o per l'altro non sa bene su quanti effettivi potrà realmente contare. Si lavora molto sull'intensità e meno sulla parte tattica. Ora Inzaghi dovrà essere bravo a scegliere i giocatori giusti per affrontare un altro ciclo di partite importanti"

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DICHIARAZIONI

La rinascita di Caicedo: “Con il sostegno dei tifosi posso dare ancora di più. Concorrenza? Il bello del calcio”

Felipe Caicedo, attaccante biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky.

“In Europa League siamo stati inseriti all’interno di un girone complicato nel quale sono presenti tre squadre molto forti. Noi siamo la Lazio e dovremo dare il massimo per qualificarci alla fase ad eliminazione diretta. Finora abbiamo sbagliato una partita, ma siamo sulla strada giusta: ci attendono ancora quattro gare e dovremo esprimerci al meglio delle nostre possibilità. L’Eintracht Francoforte ha dimostrato d’essere una squadra molto disciplinata e particolarmente fisica, caratteristiche che la rendono una vera squadra tedesca. Nella compagine tedesca corrono tutti allo stesso modo ed ogni interprete contribuisce alla causa ed, inoltre, sono molto forti sulle palle inattive. Noi, d’altro canto, dobbiamo concentrarci sul Marsiglia che è il nostro prossimo avversario: dovremo batterli a tutti i costi.

I francesi vantano qualità ed esperienza, ma secondo me la gara con il Francoforte risulterà più difficile rispetto a quella con il Marsiglia. Gli uomini hanno buona qualità, ma contro di loro sappiamo di poter mettere in campo al meglio il nostro gioco. In Europa League ogni squadra può metterti in difficoltà, fa parte delle prerogative della competizione. In casa dell’Apollon Limassol, invece, saranno proprio i ciprioti che proveranno a fare la partita, noi dovremo pensare solo alla nostra prestazione: gli uomini di Augoustī hanno messo in difficoltà anche il Marsiglia e, per questo, dovremo essere molto attenti quando andremo a giocare a Nicosia.

È molto importante essere acclamati dalla propria gente: giocare con la fiducia dei propri tifosi è un aspetto fondamentale per un calciatore. Ho sempre sentito il sostegno della gente laziale e dei miei compagni, ora devo continuare su questa strada e dare ancora qualcosa di più. Mi sto trovando bene, ma la strada è lunga e ci aspettano tante gare da giocare nelle quali dovrò esprimermi ad alti livelli. La rosa quest’anno è più profonda: ci sono tanti calciatori che possono contribuire a partita in corso. Il tecnico in questo modo ha più difficoltà a scegliere l’undici iniziale perché ci sono tanti giocatori che dimostrano gran voglia di scendere in campo, ma questo è il bello del calcio; coloro che trovano meno spazio devono sempre farsi trovare pronti perché il mister chiama sempre in causa l’intera rosa a disposizione.

La Serie A TIM, secondo me, è divenuta una competizione sempre più equilibrata. La Juventus è la migliore della classe, ma alle spalle della formazione bianconera ci sono quattro o cinque squadre di pari livello che hanno svolto un mercato interessante durante l’ultima estate e, per questo motivo, nel torneo si è alzato anche il livello della competitività. Ci sono tante squadre forti in Europa League, come ad esempio Arsenal e Chelsea: dobbiamo continuare a lavorare ed a credere nelle nostre possibilità perché abbiamo dimostrato di essere una squadra forte. Nella passata stagione siamo arrivati ad un buon punto nella competizione europea e possiamo ripeterci”.sslazio.it