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TIFOSI

Eintracht-Lazio: Commerzbank-Arena sold out, circa 600 i laziali. Richiesti già 15mila biglietti per la gara di ritorno

Il viaggio europeo della Lazio continua. Domani sera alle 21 inizierà la seconda gara del girone H dell'ex Coppa Uefa, a Francoforte contro l'Eintracht. La Commerz-bank Arena sarà un catino infuocato, è previsto il tutto esaurito, tanto che sono rimasti invenduti, ad oggi, appena 1000 biglietti. Sono circa 600 i tifosi biancocelesti in viaggio. La massiccia presenza dei tifosi tedeschi dovrebbe essere confermata anche per la gara di ritorno del 13 dicembre, tanto che sono stati richiesti già 15mila biglietti per la gara dell'Olimpico per i tifosi ospiti. Si prospetta un'invasione tedesca.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘DOA’ – Piscedda: “Il turnover può attendere, a Francoforte con i migliori. Correa? Voglio rivederlo prima di giudicare…” (AUDIO)

"In questo momento, fossi Inzaghi non farei troppo turnover. Due gare ravvicinate, poi la pausa. La squadra ha bisogno di ritrovare certezze dopo il derby e solo giocando si smaltiscono le tossine. Luis Alberto? Non voglio pensare che ci siano problematiche non relative allo stato fisico. Correa ha dimostrato voglia, ma per giudicarlo abbiamo bisogno di più minuti".

 

 

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APPROFONDIMENTI

Indagine Last Bet, breve la pronuncia della Cassazione sulla competenza territoriale

Ci siamo, sarebbe meglio dire potremmo esserci. Ieri la Cassazione ha deciso la competenza dell'indagine 'Last Bet', l'inchiesta sul calcioscommesse nata a Cremona per la partita Cremonese-Paganese, la gara in cui il portiere dei grigiorossi Paoloni avrebbe avvelenato l'acqua dei compagni di squadra per alterare le loro prestazioni. Piazza Cavour entro la settimana renderà noto se il processo resterà a Bologna o se paradossalmente, dovrà tornare a Cremona.  Come noto, la gup felsinea Francesca Zavaglia ha rinviato a giudizio 31 dei 32 imputati tra cui Beppe Signori, Cristiano Doni e Stefano Mauri, tutti per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva (i procedimenti per le singole frodi si stanno tenendo nelle città dove si sono giocate le gare oggetto dell'indagine, ndr). La prima udienza si sarebbe dovuta tenere il 19 giugno ma un difetto di notifica ha indotto la gup a rinviare al 16 ottobre 2018, in quella sede si discuterà dell'ammissione delle prove nonché delle questioni preliminari.  Il procedimento, come detto, al momento si tiene a Bologna dove è stato trasferito nell'aprile 2017 per motivi di competenza territoriale, ma proprio il 5 aprile scorso, in udienza il pm Roberto Ceroni ha sollevato un conflitto negativo di competenza, indicando nuovamente Cremona come sede per celebrare il processo, e il gup Zavaglia ha deciso di inviare tutti gli atti alla Corte di Cassazione. Come noto, l'ex capitano della Lazio è accusato di aver partecipato all'alterazione dei due match Lazio-Genoa e Lecce-Lazio, rispettivamente del 14 maggio e 22 maggio 2011. Mauri, oltre al procedimento nel capoluogo felsineo, deve rispondere dell'accusa di frode sportiva in due processi separati a Roma e Lecce, ma entrambi i procedimenti non fanno un passo, tradotto si va dritti dritti verso la prescrizione del reato.
Gianluca La Penna

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RASSEGNA STAMPA

Tor di Valle, Parnasi 5 ore dai pm: ancora case e donazioni ad esponenti politici

Precisazioni e nuovi spunti su capitoli di indagine ancora aperti. Luca Parnasi parla per poco meno di cinque ore nel nuovo interrogatorio fiume tenutosi ieri pomeriggio.  Il passaggio di maggior rilievo nel verbale che è stato secretato su richiesta degli avvocati Giorgio Tamburrini ed Emilio Ricci riguarderebbe quello di un immobile concesso in comodato d’uso gratuito a Dario Rossin, ex capogruppo in consiglio comunale per Forza Italia. Circostanza che aprirebbe la strada a una possibile contestazione di finanziamento illecito, sulla quale già ragionano anche per altri casi simili il pm Barbara Zuin e l’aggiunto Paolo Ielo. Rossin avrebbe inoltre ricevuto 10mila euro perla sua campagna elettorale. Un metodo, quello racchiuso nella frase emblematica «Pago tutti come negli anni ‘80» che lo stesso imprenditore ha di fatto resa esplicita. Tra i suoi «beneficiati» ci sono, secondo la procura, anche i tesorieri di Pd e Lega, Francesco Bonifazi e Giulio Centemero, già finiti tra gli indagati. E tra le acquisizioni portate all’interrogatorio dai carabinieri del Nucleo investigativo ci sono i pagamenti emessi da alcune società del gruppo Eurnova, che secondo gli inquirenti avevano all’interno della galassia imprenditoriale proprio la funzione di «fatturare» spese non ufficiali. Parnasi, arrestato il 13 giugno scorso nell’ambito dell’inchiesta sul nuovo stadio della Roma è attualmente agli arresti domiciliari. In completo blu, si è allontanato da piazzale Clodio senza commentare. Al pm ha però anche illustrato di nuovo, arricchendoli di dettagli, i rapporti con la funzionaria della soprintendenza archeologica Anna Buccellato, che — sostiene l’imprenditore — voleva imporre ad Eurnova archeologi di «sua fiducia» per i sondaggi preventivi nell’area dello stadio. «Non è più il tempo in cui il funzionario ti suggerisce di mettere una persona e rischi di andare sotto processo — si sfogava Parnasi, intercettato con i suoi collaboratori — La Buccellato vuole una persona che non conosciamo, un certo Emanuele Giannini, che la va prendere a casa con la macchina… questo chiede 220 euro al giorno». La funzionaria, secondo l’imprenditore, avrebbe provato a imporre anche una società, la Elma, senza passare da una gara pubblica. Circostanza che sembra confermata dalla stessa Buccellato, intercettata: «Siccome tutti vogliono andare a fare i carotaggi là, ho scelto un nominativo… volete fa voi?… non fa nessuno!».

Fonte: Il Corriere della Sera

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CALCIOMERCATO

Il Messaggero: dal Milan il 17 agosto offerti 160 milioni per Milinkovic

In un'intervista al Tempo due giorni fa il presidente Claudio Lotito parlava di un'offerta indecente arrivata il 17 agosto scorso per Sergej Milinkovic, proposta rispedita al mittente in primis per una promessa fatta ad Inzaghi, in seconda battuta perché pur avendo un piano B la Lazio non avrebbe avuto il tempo per sostituire il serbo. Secondo Il Messaggero il valigione sarebbe stato portato dal fondo Elliott, 160 milioni di cui 40 cash più altre tre rate da 40 milioni fino al 2021. Al momento pericolo scampato e giocatore che ha rinnovato fino al 2023, vedremo se il Diavolo tornerà alla carica per il gioiello di Formello.   

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RASSEGNA STAMPA

Strakosha, qualche incertezza di troppo: Proto pronto per il ribaltone tra i pali?

 Parate e papere, miracoli e uscite a vuoto, Strakosha è il portiere senza vie di mezzo. Quello che stoppa Ronaldo in volo e al fotofinish chiude la porta (e la vittoria) a Empoli, ma pure quello che regala con un rinvio maldestro all'Inter il match point Champions. E' lo stesso che para i diagonali di El Shaarawy e Dzeko nei primi minuti, ma poi si nasconde dietro la barriera quando Kolarov piazza la punizione che vale un altro derby: «La posizione di Thomas era sbagliata, lui voleva vedere la palla svela papà Fotaq ma doveva stare più a sinistra. Abbiamo discusso dopo la gara, sono sicuro che mio figlio abbia avvertito la mia pressione e quella della sua famiglia, ma abbiano cercato di non insistere troppo perché sapeva già di aver sbagliato». Anche in quell'uscita a farfalle sul vantaggio giallorosso prima del tacco di Pellegrini: «Thomas ha commesso degli errori, ma è pronto a ripartire per migliorare». E' proprio questo il punto: Strakosha è un portiere a metà, divide et impera, troverà mai una continuità? Non parliamo ovviamente di presenze, con 38 gare in A l'anno scorso ha fatto addirittura registrare il record dell'era Lotito. Proprio per questo ora ci si aspettava la definitiva consacrazione. Invece ecco altri errori determinanti che fanno tornare in auge il tormentone: la Lazio ha sempre avuto numeri uno fra i pali, Strakosha diventerà mai un campione? 
TURN OVER
In estate sono stati risolti dallo staff medico i suoi problemi alla schiena, ma forse il Liverpool non si è tirato indietro solo per la sua lombalgia: «Thomas sarà un giocatore della Lazio per i prossimi tre anni giura papà Fotaq solo perché è felice di far parte di questo club». Sino a fine marzo scorso, nonostante appena 8 gare senza subire reti, l'albanese aveva donato punti (almeno 12) preziosi. La crescita era tangibile, ma adesso è come se si fosse arrestata in alcuni fondamentali. Strakosha non è maturato nelle uscite, nelle respinte (vedi gol di Mandzukic), mette i brividi coi piedi. Forse da Auronzo ha cominciato pure ad aver paura di perdere i suoi gradi. Non c'è più Vargic, adesso esiste la concorrenza, Proto ha iniziato alla grande in Europa. E domani scenderà in campo pure a Francoforte. Non sarà l'unica riserva che cercherà d'insidiare un titolare, ma anche lui avrà bisogno che la difesa smetta di scricchiolare. 
PROVE
Nove i gol subiti da Strakosha in 7 giornate, uno da Proto all'esordio col Limassol. La retroguardia biancoceleste non protegge la porta, in Germania Inzaghi dovrebbe far rifiatare anche Acerbi per la prima volta. Potrebbe toccare a Luiz Felipe (anche se reduce dall'infortunio) al centro con Bastos e uno fra Wallace, Caceres e Radu. Su quest'ultimo si stanno facendo delle valutazioni se impiegarlo o meno dall'inizio così come sul lungodegente Berisha. Quest'ultimo spera d'insidiare Milinkovic con Badelj e Murgia a centrocampo. Sulle fasce scalpitano Basta e Durmisi, davanti Correa e Caicedo. Sarà turnover praticamente totale, ma anche prove generali per la Fiorentina. Alla luce delle prestazioni dei titolari nel derby sono azzerate le gerarchie: chi dimostrerà in Europa la fame invocata da Inzaghi, anche in campionato si prenderà nuovi gradi. Non esistono più preferiti. 
Alberto Abbate-Il Messaggero

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EUROPA LEAGUE

Contro l’Eintracht ricco turnover: in campo Badelj, Murgia e Correa. Dubbio Immobile-Caicedo

Lavora la Lazio per la gara contro l'Eintracht Francoforte di giovedì sera, seconda gara del gruppo H di Europa League. Dalle prove viste in settimana Inzaghi sarebbe pronto a schierare una formazione con molte seconde linee. Detto che in porta giocherà Proto, in difesa le certezze dovrebbero essere i due centrali di parte, Bastos e Wallace, mentre la guida dei tre dovrebbe essere uno tra Acerbi e Ramos. In mediana Badelj e Murgia dovrebbero rilevare Leiva e Parolo, Milinkovic dovrebbe essere confermato interno sinistro con Berisha pronto ad entrare in corsa; sulle trequarti possibile turno di riposo per Luis Alberto, spazio a Correa che dovrebbe giocare a sostegno di uno tra Immobile e Caicedo.   

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AVVERSARIO

Russ: “Anche io come Acerbi ho sconfitto il tumore, un onore incontrarlo.Lazio club di tradizione”

Il destino ha dato loro appuntamento lì: Mörfelder Landstrasse 362 a Francoforte, Commerzbank-Arena, casa dell’Eintracht. Una partita delicata per la Lazio, chiamata a rialzarsi dopo il derby. Al centro del campo si troveranno di fronte Francesco Acerbi e Marco Russ, bandiera del Francoforte, entrato nel club nel ‘96, a 10 anni. I due sono uniti da una storia simile. Entrambi hanno sconfitto il tumore ai testicoli, riuscendo a tornare a giocare ad altissimi livelli. Russ scoprì di essere malato nel maggio del 2016 attraverso un controllo antidoping: gli venne suggerito un intervento d’urgenza, ma lui posticipò l’operazione per giocare lo spareggio salvezza con l’Eintracht. Sconfisse il Norimberga prima e la malattia poi. «So cosa ha passato Francesco e ha tutto il mio rispetto», spiega Russ. Per loro la partita di domani non sarà una sfida, solo un incontro.

Cosa significa per lei affrontare Acerbi?

«Mi sono imbattuto nella sua storia e mi sono emozionato. Sono contento di giocare contro la Lazio, club di grande tradizione, ma lo sono ancor di più di incontrare lui. Dopo il dramma vissuto il destino ci fa incontrare. Vorrei scambiare la maglia con lui a fine partita».

Che gara si aspetta?

«Difficile, ma anche per la Lazio. Siamo tosti, a Marsiglia siamo andati convinti di prender punti e abbiamo vinto. Ora, con il nostro pubblico, il più caldo in Germania, possiamo vincere ancora».

Sarete la sorpresa della competizione?

«Possiamo esserlo. Rispetto all’anno scorso abbiamo cambiato molto, ma fin dalla preparazione l’inserimento dei nuovi è stato ottimale. Diamo molta importanza allo spirito di squadra. Chi gioca contro di noi affronta una battaglia».

Che Lazio si aspetta?

«Arrabbiata per il derby perso. Sono i più forti del girone, possono vincere il torneo. Temo Immobile. Noi però non partiamo sconfitti. Ci siamo conquistati la possibilità di giocare in Europa vincendo la coppa nazionale col Bayern. Per noi questo torneo è un premio, ci trasmette sensazioni speciali».

E.Bergonzini-La Gazzetta dello Sport

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CURIOSITA'

Atletica – Mancano medaglie e risultati: la FIDAL taglia atleti e stipendi

Il conto — salatissimo — è arrivato ieri all’ora di pranzo, 51 giorni dopo la fine poco gloriosa (quattro bronzi: i titoli di squadra sono utili per rimpinguare il medagliere ma fanno poco testo) dell’Europeo di Berlino. Chi paga per l’involuzione dell’atletica leggera italiana, stordita dai Campionati continentali dello scorso agosto, dalla batosta olimpica di Rio 2016 (zero tituli) e dal digiuno quasi monacale (un bronzo) del Mondiale di Londra 2017? Dirigenti? Tecnici? Federales? Macché, gli atleti.

A 17 dei 41 azzurri dell’Athletic Elite Club, infatti, la Fidal cancellerà l’assegno di studio per scarso rendimento, espellendoli di fatto dal Club Olimpico. Altri 14 resteranno, ma con contributo dimezzato: gli atleti militari riceveranno lo stipendio dallo Stato, gli altri si arrangeranno. Soltanto in una decina (più 8 che 10) continueranno ad essere foraggiati: i nomi certi sono Antonella Palmisano, Gianmarco Tamberi, Filippo Tortu e Fausto Desalu. Gli esclusi, cui la decisione sarà comunicata a breve, dovranno pagare di tasca propria trasferte, allenatori, massaggiatori e altro. Un provvedimento senza precedenti per un gruppo già ristretto di uomini e donne.

Chi si attendeva un segnale forte verso un cambiamento politico, ne ha avuto uno di segno opposto: l’atletica italiana è in crisi per colpa di corridori e marciatori, saltatori e lanciatori seduti e demotivati. L’ha spiegato ieri Antonio La Torre, il nuovo commissario tecnico azzurro: «Ho chiesto una selezione al livello top, una fascia ristretta di atleti che possano affrontare il mondo». Si invocava per il ruolo un motivatore carismatico, magari esterno all’atletica, che mettesse ordine in un ambiente dove abbondano veleni e antiche ruggini: La Torre è invece un qualificatissimo metodologo, docente universitario, che da decenni si occupa di programmazione dell’allenamento. E i suoi nuovi vice (Pericoli, Andreozzi, Di Mulo, Tozzi) sono in Fidal da sempre. Per Elio Locatelli, c.t. uscente, la promozione a direttore della performance. «Corteggiavamo La Torre da anni — ha spiegato Alfio Giomi, presidente Fidal —, lui per spirito di servizio ha finalmente accettato. Qui non si fa politica: ci servono buoni tecnici». La Torre respinge ogni critica alla gestione federale: «Non dobbiamo guardarci indietro o cedere all’autolesionismo: i c.t. di altri sport si sono complimentati per i risultati di Berlino. Osanniamo le Federazioni di pallavolo e ciclismo che si sono accontentate di un quinto posto (l’atletica italiana a Berlino, però, è arrivata 16ª, ndr), perché criticare la nostra? Sono gli atleti a dover fare il salto di qualità e a non dover perdere nemmeno mezza giornata di tempo: chi si vedrà ridurre l’assistenza dovrà reagire spingendo verso l’alto. Noi federali cucineremo la minestra con quello che c’è. Comunicherò personalmente i tagli agli atleti. Mi assumo la responsabilità di tutto. Ai Giochi di Tokio 2020 mancano venti mesi: vi assicurò che questo modello funzionerà». Proseguono intanto le trattative con Stefano Baldini per il ruolo di responsabile del settore fondo: l’ex olimpionico di maratona, che stava ottenendo ottimi risultati nel settore giovanile, aveva lasciato l’incarico in totale disaccordo con i vertici. Giomi ha anche comunicato che la Fidal pubblicherà la lista dei collaboratori fiduciari e dei loro compensi (invocata dal Corriere della Sera) per rispondere ai dirigenti di base che parlano di spese immotivate per consulenti «ombra».

Fonte: Il Corriere della Sera

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO 1900’ – Doll: “Attenzione al Francoforte, la Lazio del derby non basterebbe. No al turnover, sono forti”

THOMAS DOLL in collegamento a '9 GENNAIO 1900': “I derby si vincono dando il massimo, forse la Lazio ha sentito troppo la partita. Ora attenzione al Francoforte, sono veloce e aggressivi, il turnover è un pericolo” 

Ho visto il derby, peccato perché la Lazio era partita bene, poi la gara è cambiata. Forse alcuni giocatori hanno patito la pressione della gara. Il derby si vince giocando al massimo e sabato questo non è accaduto. Ora attenzione all’Eintracht, la Lazio troverà una squadra giunta nella migliore condizione. Attenzione a Rebic e Haller, al loro ritmo ed aggressività. La Lazio deve essere concentrata per tutta la partita, hanno fiducia e saranno spinti da uno stadio caldo e pieno. La Lazio del derby non basta, sono veloci in contropiede e forti fisicamente. Turnover? Non è il momento, con i tedeschi il rischio sarebbe molto alto” 

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