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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Deluso da Berisha, Durmisi non adatto al 3-5-2”. Cardone: “Manca la crescita di Murgia e Luiz Felipe” (AUDIO)

Giordano: "Era difficile fare meno di ieri, a livello internazionale una partita brutta da vedere e giocare, sembrava uno stadio a porte chiuse. Come fa un giocatore che non gioca mai a non avere motivazioni? E' stata una brutta serata. Ciò che mi preoccupa è il modo di giocare, ho visto poca voglia di fare la partita, di mettere sotto gli avversari. Forse gli acquisti di agosto non hanno cambiato il volto alla Lazio, Berisha non si può aspettare in eterno, mi aspetto di più da lui. Luiz Felipe commette molti errori e mi sembra poco concentrato. Durmisi non me sembra adatto al 3-5-2, forse meglio a 4 perché non ha la struttura fisica per coprire tutta la fascia. Evidentemente ha ragione Inzaghi a far giocare sempre gli stessi, se queste sono le risposte che arrivano dai panchinari".

Cardone: "Colpito dalla mancata crescita di Luiz Felipe e Murgia. Si sono fermati pur avendo ottime potenzialità, è stata in generale una figuraccia da parte di tutta la squadra. Leiva rimarrà ancora a riposo, è stato deciso di risparmiarlo per arrivare ad un recupero pieno. Fiducia a Badelj per Verona".

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Oddi: “Poche motivazioni? Chi non gioca dovrebbe averne a pacchi. Assurdo non difendere Cataldi…” (AUDIO)

Oddi: "La Lazio dimostra che quando fai un turnover molto ampio, qualsiasi squadra non può girare bene. Le motivazioni poi erano inesistenti, ma almeno per l'intervento su Cataldi mi sarei aspettato una reazione diversa del gruppo, invece nessuno è andato a difenderlo, non un bel segnale. Chi gioca poco dovrebbe mettersi in mostra, anche sbagliando, ma con la voglia e la cattiveria che ieri sera non ho visto, fatta eccezione per Cataldi e pochi altri".

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APPROFONDIMENTI

Primi verdetti in vista di Nyon: pericoli Arsenal e Chelsea, spettro Salisburgo

L'ultima gara del girone di Europa League ha perso qualsiasi significato. La sconfitta della Lazio a Nicosia e il successo dell'Eintracht hanno chiuso la pratica del girone. Giusto quindi proiettarsi verso l'urna di Nyon, per i sorteggi del 17 dicembre. Mancano ancora delle sentenze, intanto però nella serata di ieri si sono assicurate il primo posto nel girone Salisburgo, Zenit S.Pietroburgo, Dinamo Zagabria, Arsenal, Dinamo Kiev e Chelsea. Tutte 'pescabili' dalla Lazio, che non potrà incontrare l'Eintracht o – eventualmente – il Milan. Stesso discorso per la Champions, le terze dei gironi classificate saranno nell'urna, ad eccezione delle italiane. 

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DICHIARAZIONI

Armini, primo esordiente del nuovo millennio laziale: “Grazie Inzaghi, un sogno che si avvera”

Il primo ragazzo del nuovo millennio ad esordire in una partita ufficiale per la Lazio si chiama Nicolò Armini. Il difensore (17 anni, 8 mesi e 22 giorni) è il capitano della Primavera (lo è statom anche dell'Under 17 azzurra), convocato in anticipo con l'Under 19: sono solo alcuni numeri del giovane centrale biancoceleste. Chiamato a Formello all'ètà di 10 anni, ha cominciato la trafila fino ad arrivare all'esordio ieri sera (anche se per pochi minuti) in Europa. "Sono grato al Mister, è un sogno che si avvera. Non me l'aspettavo. Un pensieri ai miei genitori e mio fratello, sono stati i minuti più belli della mia vita".

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DICHIARAZIONI

Acerbi non ci gira intorno: “Sconfitta meritata, ora voltiamo pagina col Chievo” (AUDIO)

Le dichiarazioni di Francesco Acerbi, nel post gara di Apollon Limassol-Lazio, ai microfoni del canale ufficiale biancoceleste: "Aldilà del record, ci sono poche parole da dire stasera: loro più cattivi, correvano tutti, hanno messo più voglia. Si poteva vincere o perdere, però la prestazione doveva esserci. Il campo non era dei migliori, ma non deve essere un alibi, hanno meritato la vittoria. Poco male, perché tra due giorni si rigioca e quella di Verona sarà davvero una partita importante. Il Chievo è una squadra fisica, esperta, mister Di Carlo lo conosco e sa mettere bene in campo le sue squadre. Se non sei cattivo non vinci neanche a Verona". Quindi un passaggio anche ai microfoni di SkySpiort:  "Non c'è nessun accordo col mister, non vado da lui a chiedergli di farmi giocare, non è nel mio stile. Gli dico solo che sono sempre pronto, poi sta a lui scegliere, perché è giusto che sia così. Non sta al giocatore prendere questo tipo di decisioni".

 

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RASSEGNA STAMPA

L’altra Lazio non funziona

Brutta e senz'anima. La Lazio perde in casa dell'Apollon Limassol per 2-0 e dice così addio alla possibilità di arrivare prima nel girone (l'Eintracht passeggia 4-0 col Marsiglia). Colpisce il modo in cui i biancocelesti giocano. Troppi errori in fase d'impostazione e praticamente nessuna idea di gioco. Nemmeno i singoli riescono ad incidere in qualche modo. Il risultato è che l'Apollon centra la prima vittoria del girone e soprattutto il primo successo contro una squadra italiana. Un ko che deve far riflettere parecchio: non è questa la strada per diventare grandi. Inzaghi rivoluziona la sua squadra un po' per necessità (molti hanno bisogno di tirare il fiato) e un po' per virtù (valutare chi gioca meno). Unico superstite Acerbi che taglia il traguardo delle 140 gare consecutive: «Zero alibi, sconfitta meritata», dirà dopo il fischio finale. Fascia da capitano a Cataldi che torna ad indossarla quasi 4 anni dopo l'ultima volta: «Emozionato per la fascia, ci dispiace per i tifosi», il suo pensiero al 90'. Normale che il risultato sia a metà perché la Lazio gira su ritmi bassi. Colpa anche di un campo reso molto pesante dal nubifragio abbattutosi prima della gara. Pioggia talmente abbondante che i tremila tifosi si spostano tutti nell'unico settore coperto. L'approccio dei biancocelesti non è dei migliori tanto che chiudono il primo tempo sotto di una rete. Luiz Felipe, in collaborazione con Proto, regala a Faupala una cartolina da conservare: gol in rovesciata. Il suo primo in Europa. Marcatura e riflessi dei laziali da rivedere. In avanti i biancocelesti fanno poco e niente, la sensazione è che manchi il raccordo tra i reparti. La ripresa segue lo stesso copione del primo tempo con la Lazio che commette tanti errori tecnici in fase di possesso palla. L'unico pericolo lo porta Cataldi con una punizione. La differenza di livello delle due squadre è palese eppure a guardare la gara non sembra affatto. Qualche buono spunto di Correa ma per il resto la Lazio gioca una partita da dimenticare. È vero che il solo primato del girone non poteva essere uno stimolo sufficiente ma in ogni caso è anche con queste partite che si allenano la fame e la rabbia delle grandi. Non è possibile che il solo fatto di aver già passato il girone crei appagamento. A maggior ragione che in campo ci è andato che trova meno spazio. Bocciato Murgia: nell'ora in cui resta in campo ci si accorge di lui solo per il giallo che rimedia. Inzaghi non riesce ad imprimere la giusta motivazione e nel corso della gara prova a sperimentare: per larghi tratti gioca anche con la difesa a quattro. Tutto inutile perché sono proprio le motivazioni a mancare. Debutto con i grandi per il baby Armini, primo millennial del club. I ciprioti giocano sugli errori dei biancocelesti e così nel finale raddoppiano pure con un gol da calcetto di Markovic.
INZAGHI: «PERSO MERITATAMENTE»
Serata da dimenticare e in fretta. «Abbiamo commesso qualche errore, però l'Apollon ha vinto meritatamente», ammette Inzaghi. Domenica in casa del Chievo c'è un quarto posto da difendere.

il Messaggero

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ESCLUSIVE

‘DOA’ – Sannino: “Lazio poco brillante, troverai un Chievo ‘incattivito’. Inzaghi? Bravo e fortunato” (AUDIO)

Sannino: “La mia esperienza in Grecia mi arricchisce, voglio trasmettere spirito e carattere ai miei giocatori. In Italia la Juve ha già ipotecato lo scudetto, ma il vero obiettivo è la Champions, come dimostra l’acquisto di Cristiano Ronaldo. La Lazio? non la vedo brillante come la scorsa stagione, l’idea di mantenere lo zoccolo duro è buona, dare continuità è sempre una scelta saggia. A volte serve più tempo del previsto per ritrovare la propria identità di gioco. La bagarre per il quarto posto è entusiasmante, anche perché non vedo corazzate, ma ottime squadre che ancora non hanno la mentalità da schiacciasassi. Inzaghi? Ha la Lazio nel destino, è un ragazzo molto serio e preparato. Nel caos Bielsa si meritò l’occasione, al di là della fortuna. Lotito? Posso solo parlar bene di lui, non ho mai subito ingerenze da parte sua, è simpatico e il rapporto con lui è forte. Chievo? Un gran caos fino all’arrivo di Di Carlo, l’impresa è difficile per loro, ma la Lazio troverà una squadra incattivita".

 

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DICHIARAZIONI

Lazio, Inzaghi: «Secondo posto? Ci toccherà un avversario difficile» (AUDIO)

"Spiace perdere, soprattutto a livello internazionale. Era una partita che a livello di classifica contava poco ma abbiamo perso meritatamente e c'è rammarico per il risultato". Queste le dichiarazioni di Simone Inzaghi nel post partita di Apollon Limassol-Lazio, quinta giornata del gruppo H della Europa League 2018-19. "Abbiamo fatto una partita dove abbiamo commesso qualche errore. Ma tutto sommato abbiamo tenuto bene il campo e dai ragazzi ho avuto le risposte che cercavo – ha dichiarato il tecnico biancoceleste ai microfoni Sky – La qualificazione l'avevamo già ipotecata col doppio confronto con il Marsiglia e poi dopo soli 15 minuti il Francoforte quest'oggi era già avanti per 2-0. Secondo posto nel girone? Questo cambia le cose. Ai sedicesimi ci toccherà una partita importante". Poi sui numerosi cambi di formazione con i tanti titolari lasciati a casa: "Ho cercato di vedere cose nuove in campo con giocatori che da un po' di tempo non giocavano. Alla vigilia avevamo preso una scelta precisa lasciando a casa alcuni giocatori che fino ad ora avevano giocato sempre con l'obiettivo di presentarci freschi per la partita di domenica". Pensiero che dunque si riversa sul Chievo. "Allarmato per questa sconfitta in ottica Chievo? Tutti i passi falsi sono campanelli d'allarme. Ma ora ci ritufferemo nel campionato perché è importante e vogliamo fare bene a Verona", ha concluso Inzaghi.

corrieredellosport.it

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EUROPA LEAGUE

Apollon Limassol 2-0 Lazio, il tabellino

Apollon Limassol-Lazio 2-0

Marcatore: 31' Faupala (A), 82' Markovic (A)

 

APOLLON LIMASSOL (4-2-3-1): Bruno Vale; Joao Pedro, Roberge, Ouedraogo, Soumah; Spoljaric, Sachetti;  Sardinero (78' Zelaya), Markovic, Schembri (66' Papoulis), Faupala (65' Maglica).

A disp.: Kissas, Stylianou, Vasiliou, Pereyra, Psychas.

All.: Sofrōnīs Augoustī.

 

LAZIO (3-5-2): Proto; Bastos (60' Lulic), Luiz Felipe, Acerbi; Caceres, Murgia (60' Rossi), Cataldi, Berisha, Durmisi; Correa, Caicedo (85' Armini).

A disp.: Alia, Guerrieri, Rezzi, Wallace.

All.: Simone Inzaghi.

 

 

Arbitro: Roi Reinshreiber (ISR)

Assisenti: Krasikowz – Biton (ISR)

IV Uomo: Mozes (ISR)

ADD1: Frid (ISR)

ADD2: Natan (ISR)

 

NOTE. Ammoniti: 19' Murgia (L), 49' Roberge (A), 75' Maglica (A), 86' Markovic (A)

Recupero: 1' pt.

 

 

 

UEFA Europa League, 5ª giornata Gruppo H

Giovedì 29 novembre 2018, ore 21:00

GSP Stadium di Nicosia

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EUROPA LEAGUE

Europa League, la Lazio cade a Cipro e resta seconda

ROMA – Un gol, bellissimo, nel primo tempo ed un contropiede micidiale nella ripresa condannano una Lazio a cui non riesce la possibilità di mantenere la scia dell'Eintracht, a valanga (4-0) sull'Olympique Marsiglia. La sconfitta è indolore in chiave qualificazione (i sedicesimi erano già matematici), ma preclude ad Inzaghi la possibilità di giocarsi tutte le proprie carte nel prossimo turno coi tedeschi di Francoforte in chiave primo posto nel girone. Pochi titolari, ritmi blandi nei primi 45' e timida reazione nella seconda frazione, a partita ormai compromessa. 

LE SCELTE – Simone Inzaghi si affida ad un robusto turn-over per la gara in terra cipriota con l'Apollon, ma non rinuncia al tanto caro 3-5-1-1 neanche in assenza di pressoché tutti i principali interpreti. Tra i pali torna Silvio Proto, dopo aver lasciato a Thomas Strakosha la porta biancoceleste, oltre che per tutte le gare di campionato, anche per il doppio confronto con l'Olympique Marsiglia in Europa League. Pacchetto arretrato composto da Bastos sul centro-destra, lo stakanovista Acerbi sul versante opposto (140ª partita consecutiva, sempre più a caccia del record di Javier Zanetti con 162) e Luiz Felipe regista difensivo, coadiuvati dagli esterni di centrocampo Caceres e Durmisi: l'uruguayano ex Juventus, prima di oggi, s'è visto in campo per 306', il collega danese per 258': 564' insieme, meno della metà di Lulic da solo (1145'). Ancor più drammatica, in termini di minutaggio complessivo in stagione, è la situazione del terzetto di centrocampo composto da Murgia (98'), Cataldi (254'), che torna capitano dopo quattro anni, e Berisha (190'): in tre, quasi un terzo di Parolo. I due prodotti del vivaio per la prima volta in campo insieme dal 1' con la maglia biancoceleste dei grandi. Infine, là davanti, Correa libero d'inventare tra le linee e di sfruttare gli spazi creati dal terminale offensivo Caicedo. Per dovere di cronaca, va sottolineato che anche Sofronis Avgousti si presenta al GSP Stadium di Nicosia con una formazione ampiamente rimaneggiata, se non fosse per i due capocannonieri della squadra lasciati in panchina: Emilio Zelaya e Facundo Pereyra, 8 gol a testa in 16 partite.

FAUPALA-SHOW – Il basso rodaggio degli undici biancocelesti in campo non è particolarmente evidente, almeno nella prima mezz'ora. La Lazio non domina e non viaggia a ritmi elevatissimi, ma ottiene abbastanza agevolmente il predominio del centrocampo, impossessandosi così, di fatto, del pallino del gioco. Al 3', è pregevole lo spunto sulla sinistra di Driza Durmisi, ma il pericolosissimo pallone messo in mezzo non viene valorizzato dai compagni. Anzi, dà il là ad un contropiede micidiale che si conclude con le veementi proteste cipriote per un episodio nell'area di rigore biancoceleste: Bastos, tuttavia, è già a terra quando Faupala cerca il contatto e la sensazione è che l'israeliano Krasikow abbia fatto bene a lasciar proseguire. Il brivido non scompone la truppa di Inzaghi che riprende in mano il controllo di un match a tratti soporifero e Berisha prova a squillare dalle parti di Bruno Vale, ma il centrocampista kosovaro strozza troppo il suo interno destro, che si spegne sul fondo senza creare particolari apprensioni alla retroguardia avversaria. Ci prova anche Correa a tornare sul tabellino dei marcatori dopo la rete segnata al Milan domenica, ma sessanta secondi dopo la mezz'ora di gioco si prende la scena un ragazzino francese originario della Nuova Caledonia, appena 22' in campo quest'anno con l'Apollon Limassol: cross di Joao Pedro dalla destra, morbida la marcatura di Luiz Felipe (ed approssimativa la lettura del traversone) e gesto tecnico importante del 21enne, con una rovesciata che non lascia scampo a Proto. L'ex talentino del Manchester City Under 23 riprova la gioia del gol a nove mesi dall'ultima volta, quando vestiva la maglia degli ucraini dello Zorya Lugansk.

FORCING INUTILE – Nella ripresa, iniziata senza cambi, la Lazio muta atteggiamento ed inizia a far viaggiare il pallone ad una velocità superiore rispetto alla prima frazione. Quel che non cambia, tuttavia, è l'eccessiva quantità di errori tecnici, non soltanto riconducibili alle pessime condizioni del terreno di gioco. La pressione biancoceleste, ad ogni modo, cresce col passare dei minuti e viene enfatizzata dalla doppia sostituzione effettuata da Inzaghi, col conseguente passaggio ad un 4-3-1-2 camaleontico (dentro Rossi e Lulic, fuori i deludenti Bastos e Murgia). Tra il 49' e l'80' ci provano in sequenza Cataldi su punizione, Correa (servito male da Caicedo), Durmisi e Caceres con una serie di cross insidiosi sui quali nessuno trova la zampata giusta e, soprattutto, lo stesso esterno danese che segna con un perfetto esterno sinistro, ma a gioco fermo, per un fuorigioco attivo di Rossi. C'è tempo per le proteste di Lulic per un tocco di gomito nella propria area di Soumah, poi la beffa in contropiede: micidiale ripartenza cipriota, Maglica manda in porta Papoulis, che regala a Markovic un tap-in facile facile. In casa Lazio, l'unica notizia degna di nota nel finale è l'esordio assoluto del giovanissimo Nicolò Armini, per l'Apollon invece è la prima vittoria contro una squadra italiana in tutta la propria storia, nonostante non avesse mai perso nel proprio stadio con nessun club nostrano nei tre precedenti: 0-0 con la stessa Lazio di Petkovic nel 2013, 3-3 con l'Inter di Bagnoli nel 1993-94 e 1-1 con l'Atalanta lo scorso anno. Ad una giornata dal termine, che varrà tanto quanto (e forse meno) un'amichevole, la truppa di Inzaghi, certa del secondo posto e privata della possibilità di agganciare la capolista Eintracht (4-0 al Marsiglia), se la vedrà proprio con i tedeschi di Francoforte allo stadio Olimpico.

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