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CITTA'

Caos a Roma, il prefetto: «Dai tedeschi nessun avviso sull’arrivo degli ultrà violenti»

«C'erano personaggi a rischio, tra gli ultrà tedeschi, abbiamo fatto il possibile, i servizi della Questura erano stati preparati da giorni, ma le polizie straniere dovrebbero avvisarci quando ci troviamo davanti a questi pericoli». Il prefetto di Roma, Paola Basilone, risponde al termine di una giornataccia molto simile, per certi versi, a quella che la Capitale ha vissuto con i barbari olandesi del Feyenoord, era il febbraio del 2015 e le scorrerie degli hooligan culminarono con lo scempio della fontana della Barcaccia a piazza di Spagna. Stavolta, per fortuna, di mezzo non c'è andato nessun monumento di valore, eppure la città conta i segni delle incursioni sguaiate dei tifosi (tifosi?) dell'Eintracht di Francoforte, impegnati ieri notte in una partita di Europa League contro la Lazio.
Prefetto, cosa non ha funzionato?
«Mi faccia dire che cose di questo genere non dovrebbero avvenire, non sono comportamenti civili e dispiace sempre assistere a certi spettacoli. Purtroppo spesso questi tifosi stranieri arrivano in ordine sparso, non è sempre facile seguirne gli spostamenti».
Dovrebbero però rispettare i punti di raccolta concordati con le forze dell'ordine, in teoria.
«Certo e i punti di raccolta sono stati predisposti. Mi creda, la Questura, che ha curato il piano della sicurezza, ha messo in campo i servizi necessari per tutelare l'ordine pubblico, c'è stata una programmazione seria nei giorni scorsi, come si fa sempre per gli eventi di questo tipo. Non c'è stata sottovalutazione, si è fatto tutto il possibile per evitare incidenti o contatti con i tifosi laziali».
Perché allora si è dovuto assistere a certe scene: il supermercato preso d'assalto non lontano dallo stadio Olimpico, le scorribande di centinaia di ultrà in pieno centro storico, perfino a via del Corso, Villa Borghese trasformata in un orinatoio a cielo aperto. È mancato qualcosa in questa programmazione?
«La verità è che spesso le polizie straniere non collaborano con le forze dell'ordine italiane e questo impedisce a chi mette a punto i piani della sicurezza di conoscere tutti i dettagli, soprattutto sui soggetti più pericolosi di cui parlavo prima. Non è facile pianificare, se mancano alcuni elementi importanti di valutazione».
La polizia tedesca quindi non ha fornito un supporto adeguato alla Questura di Roma?
«È successo diverse volte, anche in passato, e questo per noi rappresenta logicamente una difficoltà».
Viene da chiedersi: è possibile bloccare i violenti prima che arrivino qui, per evitare che la Capitale diventi preda di tifosi scalmanati e irrispettosi?
«Non è affatto facile, almeno quando parliamo di cittadini dell'Unione europea, per cui vale, come si sa, la libertà di circolazione, c'è il trattato di Schengen. Non si può proibire a un tedesco o a un francese di viaggiare in Italia».

Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Inzaghi: “Bene Correa e Luis Alberto, non meritavamo la sconfitta. Sorteggio complicato” (AUDIO)

ROMA – "I ragazzi non avrebbero meritato la sconfitta per quello che si è visto in campo. Bisogna fare i complimenti a Gacinovic per il bel gol del pareggio, ma la seconda rete era fuorigioco e fallo di mano con il guardalinee a cinque metri". Queste le dichiarazioni di Simone Inzaghi nel post partita di Lazio-Eintracht Francoforte, ultima giornata del gruppo H della Europa League 2018-19. "Dispiace per i ragazzi ma cercavo delle risposte e oggi le ho avute. C'è sempre da migliorarsi, quotidianamente e l'obiettivo di stasera era quello di vincere la partita ma Gacinovic ha fatto un gran gol all'incrocio e poi la convalida della seconda rete non la capisco – ha dichiarato il tecnico biancoceleste ai microfoni di Sky – Dovevamo riscattare la prestazione di Cipro anche se sapevamo che con poche motivazioni è più difficile. L'eurogol di Gacinovic ci ha complicato la serata per il risultato ma per la prestazione sono soddisfatto". Inzaghi ha successivamente elogiato i suoi due attaccanti schierati dal primo minuto: "Luis Alberto e Correa hanno fatto molto bene, proprio quello che gli avevo chiesto: palla corta e scambiare fra di loro. Sapevamo che i tedeschi si sarebbero difesi con difesa alta e ci serviva la loro qualità".

Poi sul problema fisico di Lucas Leiva, escluso dalla lista dei convocati: "Il nostro desiderio è quello di recuperarlo per Bergamo – ha sottolineato il tecnico – Stasera volevo dargli un po' di minutaggio ma nella rifinitura di ieri non è stato brillantissimo. Insieme al ragazzo e allo staff medico abbiamo deciso di non rischiarlo quest'oggi e dunque vedremo nei prossimi giorni. Ha avuto un infortunio a Marsiglia, poi una ricaduta: ora con molta tranquillità vedremo come reagirà il ragazzo ai vari sforzi fisici". Infine sul sorteggio dei sedicesimi che si terrà lunedì: "Essendo arrivati secondi non sarà un sorteggio semplice. Sedici squadre, con alcune formazioni scese dalla Champions. Avremo un sorteggio complicato ma l'obiettivo era superare il turno. Vedremo lunedì cosa capiterà" ha concluso Inzaghi. (in collaborazione con Italpress)

corrieredellosport.it

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EUROPA LEAGUE

Lazio-Eintracht 1-2: Correa non basta, disordini all’Olimpico

ROMA – Il ko di Cipro non è stato vendicato, i quattro pareggi di fila in campionato neanche. La Lazio lascia all’Eintracht l’ultima partita del girone di Europa League: i tedeschi vincono 2-1 dopo aver rimontato l’iniziale vantaggio di Correa. Una partita che non contava nulla dal punto di vista della qualificazione – Inzaghi già certo del secondo posto – ma che comunque avrebbe potuto dare alla squadra la scossa necessaria per il prosieguo della stagione. All’Olimpico non è stata assolutamente una bella serata e la colpa è dei quasi 10 mila tifosi di Francoforte presenti allo stadio: prima un bengala lanciato in tribuna Tevere, poi la tentata invasione di campo da parte di un facinoroso subito bloccato dagli agenti delle forze dell’ordine appena scavalcati i vetri che separano la Sud dal campo.

 

FOLLIA ULTRAS – Situazione sotto controllo al fischio d’inizio del match. Dopo le tensioni del pomeriggio, la zona antistante lo stadio è stata completamente bonificata e gli ultimi tifosi tedeschi sono confluiti all'interno dell'impianto. La situazione è poi degenerata nel corso della serata con gli ultras del Francoforte che hanno iniziato a lanciare fumogeni e soprattutto hanno tentato di invadere il campo subito dopo il gol di Correa.

 

FUORI LE STELLE – Qualche novità nell’undici di Inzaghi che deve rinunciare a Caicedo e sceglie Luis Alberto al fianco di Correa: a centrocampo la regia è affidata a Cataldi mentre in difesa accanto ad Acerbi giocano Bastos e Luiz Felipe. Un po’ di turnover per i tedeschi, già certi del primo posto, che rinunciano alle stelle Rebic e Jovic e al portiere Trapp. Il terminale offensivo è Haller, autore di un esaltante inizio di stagione avendo messo a referto ben 11 reti nelle 21 gare tra campionato e coppe.

TIMIDEZZA – I quarantacinque minuti iniziali scivolano via senza particolari sussulti con l’Eintracht che si rende più vivace nella prima mezz’ora senza però preoccupare particolarmente la porta difesa da Proto e con la Lazio che prende il controllo del gioco sul finale: di Luis Alberto prima e di Durmisi dopo le chance della squadra di Inzaghi. Alla mezz’ora i tedeschi si vedono costretti a fare a meno di Hasebe per un problema muscolare: il centrocampista giapponese è rimpiazzato da Ndicka.

RIMONTA – La ripresa è ben più movimentata: Correa sblocca al 56’ sfruttando l’ottima verticalizzazione di Luis Alberto, ma il vantaggio della Lazio è vanificato dalla meravigliosa conclusione di Gacinovic che termina sotto l’incrocio dei pali e fissa il risultato in parità. Durmisi manca il gol del 2-1 facendosi ipnotizzare dall’uscita di Ronnow mentre Haller firma il sorpasso al 71’ anche se l’azione è viziata dal fuorigioco iniziale dello stesso attaccante. Nel finale Inzaghi tenta il tutto per tutto: entrano Rossi e Lulic per Berisha e Caceres, chi va più vicino al pari è ancora Correa. Ma la situazione non cambia più e la Lazio chiude il Gruppo H a quota 9 con tre vittorie e tre sconfitte. Curiosità per gli amanti delle statistiche: i biancocelesti in Europa League erano imbattuti da ben 17 partite casalinghe.

corrieredellosport.it

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EUROPA LEAGUE

Lazio-Eintracht Francoforte 1-2, il tabellino

Lazio-Eintracht 1-2

Marcatore: 56' Correa (L), 65' Gacinovic (E), 71' Haller (E)

 

 

 LAZIO (3-5-2): Proto; Bastos, Luiz Felipe, Acerbi; Caceres (75' Lulic), Murgia, Cataldi, Berisha (75' Rossi), Durmisi; Luis Alberto, Correa.

A disp.: Guerrieri, Alia, Basta, Wallace, Parolo.

All. Inzaghi.

 

EINTRACHT FRANCOFORTE (4-4-1-1): Rönnow; Da Costa, Russ, Falette, Willems; Müller (79' Jovic), Fernandes, Hasebe (32' N'Dicka), Tawatha; Gacinovic (88' Stendera); Haller.

A disp.: Zimmermann, Trapp, Rebic, Beyreuther.

All. Hutter.

 

 

 

Arbitro: Halil Umut Meler (TUR)

Assisenti: Ersoy (TUR) – Uyarcan (TUR)

IV Uomo: Sesigüzel (TUR)

ADD1: Alper Ulusoy (TUR)

ADD2: Ümit Öztürk (TUR)

 

NOTE. Recuperi: 2' pt; 2' st.

Ammoniti: 50' Luis Alberto (L), 57' Acerbi (L), 76' Falette (E), 87' Cataldi (L), 89' Stendera (E)

 

 

 

 

UEFA Europa League, 6ª giornata Gruppo H

Giovedì 13 dicembre 2018, ore 18:55

Stadio Olimpico di Roma

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APPROFONDIMENTI

L’Europa per ritrovare sorriso e convinzione

La sconfitta in casa dell’Apollon deve aver insegnato che ogni partita, anche quella inutile ai fini della qualificazione o del primato del girone, deve essere affrontata con lo spirito di una finale. Quel ko ha portato con sé una serie di problemi che la Lazio ha somatizzato. Ci son voluti un ritiro e più di qualche urlaccio per riportare alta l’attenzione. E alla fine, a guardar bene, non son nemmeno serviti al 100%, la dimostrazione è il grave errore con la Sampdoria al minuto 99. Ecco allora che questa sera contro il Francoforte i biancocelesti dovranno tirare fuori tutto l’orgoglio possibile per ritrovare la vittoria. Un successo, che come detto, è inutile ai fini della classifica e della qualificazione visto che la squadra di Inzaghi è passata ai sedicesimi con due turni d’anticipo. L’Eintracht ha già vinto il girone e arriva a Roma con l’obiettivo di chiudere in bellezza. Una squadra difficile da affrontare e che ha già battuto largamente la Lazio all’andata. Inzaghi vuole cancellare quella partita e soprattutto evitare una nuova figuraccia: «Senz’altro, è la prima cosa. A volte quando non si hanno le motivazioni si va incontro a brutte figure e non vogliamo farle. Schiererò una squadra competitiva, che possa fare una buona prestazione. Ogni partita porta insegnamenti, dobbiamo capire che non è mai finita fino al triplice fischio» sottolinea il tecnico in conferenza.

CONCENTRAZIONE
 

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L’obiettivo, dunque, è quello di ritrovare il sorriso. Fondamentale per ricompattare lo spogliatoio e riprendere la corsa verso la Champions. La vittoria manca addirittura da cinque partite tra coppa e campionato. La sfida contro la Samp ha restituito però la consapevolezza di aver ritrovato lo smalto dal punto di vista del gioco: «Un tecnico quando vede così è deluso del risultato, ma contento della prestazione». Per ora si accontenta di annotare questo e per il futuro non ha richieste particolari: «Chiederò di non avere infortuni e di avere tutti i giocatori disponibili. Abbiamo avuto qualche problema, cercherò di fare in modo che tutta la rosa sia a disposizione». Evita di mettere altre pressioni sul gruppo. Simone sa benissimo che i suoi ragazzi non reagiscono bene quando sono messi nell’angolo. Meglio concedergli qualche metro d’aria in più. Evitare un altro scivolone ma soprattutto restare concentrati senza pensare troppo alla gara di lunedì in casa dell’Atalanta che inevitabilmente rischia di occupare tutti i pensieri di chi sarà in campo stasera.

MASSIMA ALLERTA
Inzaghi farà turn over. Immobile e Milinkovic («Gli ho parlato, deve rispondere sul campo. Farà cambiare idea sul suo conto al più presto») non ci saranno. Leiva sta meglio ma probabilmente metterà solo qualche minuto nelle gambe. In regia andrà Cataldi con Berisha e Murgia ai fianchi. Caceres e Durmisi dovrebbero agire sugli esterni. Grandi dubbi in avanti con il duo Luis Alberto-Correa in pole position. Clima rovente e allerta massima per i 9 mila tifosi tedeschi giunti a Roma. Si temono altri incidenti dopo gli agguati ai laziali dell’andata. Divieto di vendere alcolici e controlli più rigorosi già da ieri sera. L’apertura dei cancelli è prevista per le ore 17 per i tifosi lazili, alle 15.30, invece, per i sostenitori dell’Eintracht.Ilmessaggero.it

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FORMELLO

Lazio-Eintracht, i convocati di Inzaghi: a riposo Immobile e altri big. Badelj infortunato, Leiva ancora out

AGGIORNAMENTO – #Leiva out dopo gli accertamenti strumentali, al suo posto nella lista dei convocati Marco #Parolo

Il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi contro l’Eintracht Francoforte (ore 18:55) allo Stadio Olimpico di Roma.

Portieri: Alia, Guerrieri, Proto

Difensori: Acerbi, Basta, Bastos, Caceres, Durmisi, Luiz Felipe, Wallace

Centrocampisti: Berisha, Cataldi, Parolo, Luis Alberto, Lulic, Murgia

Attaccanti: Correa, Rossi

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ARBITRI

Atalanta-Lazio, arbitra Orsato: i precedenti

La 16ª giornata di Serie A TIM Atalanta-Lazio, in programma lunedì 17 dicembre alle ore 20:30 allo Stadio Atleti Azzurri d'Italia di Bergamo, sarà diretta dal signor Daniele Orsato (sez. di Schio).

 

Assistenti: Liberti-Longo

IV Uomo: Sacchi

V.A.R.: Manganiello

A.V.A.R.: Peretti

 

La designazione arbitrale per la 16ª giornata di Serie A TIM, ha assegnato la gara Atalanta-Lazio al signor Daniele Orsato della sezione di Schio.

Il fischietto veneto ha già diretto i biancocelesti in 30 occasioni: il bilancio di quest’ultime sorride alla Prima Squadra della Capitale. In 12 circostanze la Lazio ha ottenuto i tre punti, in 12 un punto ed in 6 è uscita sconfitta.

In questa stagione, il fischietto di Schio ha arbitrato la Lazio in due gare di campionato: la prima risale al 16 settembre scorso, occasione nella quale la compagine di Simone Inzaghi sconfisse l’Empoli in trasferta per 1-0; successivamente il direttore di gara veneto ha condotto il match Lazio-Fiorentina vinto sempre dai capitolini per 1-0.

Orsato arbitrerà per la seconda volta un confronto tra i biancocelesti e l’Atalanta: il primo incontro risale al 3 maggio del 2015, giorno in cui i biancocelesti riuscirono ad ottenere un punto allo Stadio Atleti Azzurri d’Italia al termine del match conclusosi sull’1-1.

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AVVERSARIO

Gomez ed il “no” alla Lazio: “Ho rifiutato la proposta di Lotito

Il Papu Gomez resterà un desiderio che non si è potuto realizzare. Vecchio pallino di Simone Inzaghi e Igli Tare, per diversi mesi l’attaccante argentino è stato al centro delle trattative fra Lazio e Atalanta. Ad ammetterlo è stato proprio il diretto interessato (ieri la sua intervista alle colonne di TuttoSport), che ha risposto così all’argomento: «Si, è vero. In estate sono stato contattato, ma ho detto subito di no all’offerta di Lotito». Un secco rifiuto al club biancoceleste che quindi ha poi spostato la mira sul più giovane connazionale Joaquin Correa.lazionews24

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mauri e Rambaudi in coro: “Lazio, niente figuracce. Le riserve diano segnali a Inzaghi” (AUDIO)

Stefano Mauri: "Bisogna evitare brutte figure, soprattutto serve che le seconde linee facciano ricredere Inzaghi dopo Nicosia: è la loro occasione. Giusto avere il pensiero alla gara di Bergamo e quindi far riposare i pezzi pregiati della rosa. Correa-Luis? Credo che non verrà mai riproposta in campionato". 

Roberto Rambaudi: "La testa deve essere già alla partita con l'Atalanta, perché quella è la gara da non sbagliare. Detto questo, chi gioca meno ha il dovere di entrare in campo concentrato, ma soprattutto si deve sentire responsabilizzato per la gara di stasera. Il 3-5-2 stasera per dare continuità al lavoro fatto negli ultimi anni e abituare chi gioca meno al sistema".

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AVVERSARIO

Eintracht, Trapp: “Lazio da non prendere sotto gamba. Acerbi? Provo grande stima per lui”

Se la ritenete una sorpresa, allora esprimete lo stupore a voce bassa, perché a Francoforte considerano l'Eintracht una meravigliosa realtà. La squadra è molto più forte di quella che nel 2014 (ultima partecipazione europea) venne eliminata con un doppio pareggio dal Porto ai sedicesimi, subendo fra l'altro il gol decisivo a una manciata di minuti dalla fine della gara di ritorno. Per questo a Francoforte non sono sorpresi dal primo posto nel girone che include anche Lazio (seconda) e Marsiglia (già eliminata). “Il club è cresciuto tantissimo, e penso non sia ancora al termine del proprio percorso – afferma Kevin Trapp, terzo portiere della nazionale tedesca, tornato all'Eintracht dopo quattro stagioni al Psg –. Sappiamo bene chi siamo e conosciamo il valore delle avversarie, ma siamo ambiziosi e vogliamo sempre di più. Il club ha il potenziale per crescere ancora. Lo vedrete”. A partire da stasera, in una partita che tecnicamente non conta nulla: “Per noi ogni partita è importante. Verranno circa 9mila tifosi a Roma, come si fa a snobbare la gara con questa premessa?”. A dimostrazione del fatto che l'Eintracht ci tiene a far bene, Trapp ha deciso di seguire la squadra anche se non farà parte dell'incontro. Non sarà nemmeno in panchina, ma in tribuna, come fosse un tifoso qualsiasi. Trapp d'altronde è un tipo molto passionale, ambizioso, che dà molta importanza all'armonia nello spogliatoio e al rispetto per gli altri. Nella sua prima esperienza a Francoforte è stato bene come in nessun altro posto, per questo, appena ha potuto, ha deciso di tornare, anche se significava lasciare il Psg. Questione di sentimenti, questione di cuore.

Cosa l'ha spinta a lasciare il Psg?

“Qui sono, per questo quando c'è stata la possibilità di tornare non ci ho pensato un attimo. So quanto si possa si possa stare bene a Francoforte e quanto il club sia ambizioso. Al più tardi dopo questo girone se ne sono accorti tutti in Europa”.

Appena il Psg ha annunciato l'acquisto di Buffon lei gli ha lasciato spontaneamente il numero 1…

“Con Gigi abbiamo un rapporto amichevole, quando capita ci sentiamo ancora. Per me allenarmi con lui è stata un'esperienza molto positiva, anche se ovviamente non è durata molto perché in chiusura di mercato sono tornato a Francoforte. Gli ho lasciato il numero come forma di rispetto, lui ha molto apprezzato il gesto, condividendolo anche sui social. È una persona fantastica, da lui si può imparare molto sotto tutti i punti di vista”.

Cosa significa la gara di oggi per voi?

“Vogliamo incantare ancora, e sicuramente vorranno farlo i nostri tifosi che vengono in massa. Chi conosce la nostra gente, chi è stato nel nostro stadio, sa quanto il pubblico sia importante per noi. L'atmosfera grazie a loro è sempre meravigliosa, in qualsiasi campo. La Lazio poi è una squadra forte, quindi non va comunque presa alla leggera. Ogni partita, inoltre, ha significati anche nascosti, si guardi alla gara d'andata…”.

Cosa intende?

“Non sapevo che anche Acerbi, come Russ, avesse combattuto una malattia così grave. Lo sono venuto a sapere a fine partita quando si sono scambiati la maglia. Provo un rispetto profondo per entrambi, riprendersi da una malattia così non è facile. Di fronte a uomini del genere bisogna solo togliersi il cappello”.

Pensava che l'Eintracht potesse superare il girone da prima?

“Volevamo qualificarci per gli ottavi, abbiamo sfruttato le prime due vittorie nelle prime due partite contro Marsiglia e Lazio che sicuramente, in partenza, erano le due favorite. Abbiamo messo il cuore in ogni partita e continueremo a farlo”.

Dove può arrivare l'Eintracht?

“Come detto noi diamo sempre il massimo. Lo facciamo per i nostri tifosi, per la regione intera, e per il club, ovviamente. Non vogliamo deludere nessuno e andare sempre oltre il massimo delle nostre possibilità. L'obiettivo è lavorare sempre al 100% per andare il più avanti possibile e riempire d'orgoglio tutti”.

Come avete festeggiato il 4-1 dell'andata?

“Quella partita è stata la conclusione perfetta di una giornata magnifica. L'atmosfera nel nostro stadio è indescrivibile, specie in quella gara, i tifosi pompano benzina nei nostri serbatoi”.

Gazzetta dello Sport