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RASSEGNA STAMPA

Immobile, il trascinatore solitario che non molla mai

ROMA Trascinatore in campo, leader nello spogliatoio. Ciro Immobile è l'orgoglio della Lazio. La gara con la Sampdoria è solo l'ultima delle prestazioni da incorniciare dell'attaccante biancoceleste. Del resto i numeri parlano chiaro: 10 gol in campionato. Gli stessi di Pjatek, sorpresa del Genoa, e di Cristiano Ronaldo, stella della Juventus. Ciro non ha mai deluso le aspettative, anche quando la squadra non ha girato. Ne sanno qualcosa le difese di Napoli e Roma, fulminate dal bomber di Torre Annunziata. 
LOTTATOREImmobile non indossa la fascia da capitano (cucita sul braccio di Lulic), ma è come se la portasse: protesta con gli arbitri, si dispera per un gol sbagliato, si fa sentire con i compagni e si danna l'anima per condurli alla vittoria. Contro i blucerchiati non ci è riuscito per una manciata secondi. Dopo aver realizzato con grande freddezza il calcio di rigore al 95' è arrivato il pareggio di Saponara in extremis. Quel «minuto e mezzo di follia finale», come lo ha definito Inzaghi, è stata una grande delusione, che Immobile ha sfogato subito in campo, richiamando i compagni per l'errore commesso. Già a Verona aveva predicato nel deserto del Bentegodi, firmando poi il definitivo 1-1. 
SICUREZZANella crisi di risultati della Lazio, Ciro è una certezza a cui Inzaghi si aggrappa per guarire dalla pareggite. Quantità e qualità al servizio della squadra. Un moto perpetuo dal primo all'ultimo minuto. Immobile, mal supportato dal centrocampo sabato sera, non ha aspettato il pallone in area. Anzi, si è abbassato per partecipare alla manovra. Ha guidato il pressing, ha attaccato lo spazio e si è defilato sulla fascia per poi puntare il centro. In più di un'occasione è successo contro la formazione di Giampaolo: Ciro si è accentrato, partendo largo dalla sinistra. Una variante tattica per sorprendere i difensori avversari. Un escamotage a cui Inzaghi è dovuto ricorrere per sopperire alla mancata intesa con Caicedo. Insomma, Immobile ha fatto suo il motto del «non mollare mai», dimostrando di poter essere pericoloso su tutto il fronte offensivo. Un messaggio forte e chiaro al ct dell'Italia, Roberto Mancini, che l'altro ieri era in tribuna all'Olimpico, mentre Inzaghi dalla panchina non smetteva di applaudire il suo numero 17. 

Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

L’involuzione è questione di testa

ROMA Il gol di Saponara ha avuto l'effetto di un diretto destro al volto quando la guardia è ormai bassa e lo sguardo rivolto solo al gong. Una botta tremenda. Soprattutto perché la Lazio aveva dato ampi segnali di ripresa. Il ritiro voluto dal presidente Lotito aveva sortito gli effetti sperati. I biancocelesti hanno fatto vedere segnali incoraggiati. La voglia di vincere nonostante le difficoltà. Ma il problema più grande è nella testa. Inspiegabile, altrimenti, l'aver subito un gol a pochi secondi dalla fine e con la palla nelle mani di Strakosha. Una follia. Forse la peggiore ma non certo l'unica. Un problema che già lo scorso anno si era palesata cancellando in appena sette minuti in due partite la semifinale di Europa League e la qualificazione in Champions. Il dato allarmante è che in questa stagione sono già otto i black out in 20 giornate tra coppa e campionato. 
ANSIA DA PRESTAZIONEPronti via ed è il Napoli a ribaltare il risultato alla prima giornata, poi c'è stato il derby con la Roma perso 3-1 con i biancocelesti che non sono proprio scesi in campo. Il tonfo in casa dell'Eintracht per 4-1, il ko contro l'Inter per 3-0 (anche qui Lazio assente ingiustificata). E ancora i tre pareggi con Milan, Chievo, Sampdoria e in mezzo la clamorosa sconfitta con l'Apollon in Europa. Il filo conduttore è sempre lo stesso: la testa. Ora però sembra essersi trasformata in una vera e propria sindrome. Un solo punto fatto con le big, rispetto ai sette dello scorso anno. Ma c'è di più perché in nove occasioni i biancocelesti hanno subito gol pochi minuti dopo aver segnato. E soprattutto incassa almeno una rete da nove giornate consecutive, l'ultimo clean sheet risale al successo in casa del Parma per 2-0 del 21 ottobre scorso. Un dato (18 gol) che deve far riflettere ma non allarmare visto che l'anno scorso ne aveva presi due in meno (16). Non è cambiata la fragilità difensiva, la sensazione è che ogni volta che una squadra avversaria attacca nella giusta maniera faccia gol. Basti pensare che nelle ultime quattro le rivali sono sempre passate in vantaggio. La cosa su cui bisogna riflette maggiormente sono i 16 gol in meno realizzati. Manca terribilmente l'apporto di Milinkovic e Luis Alberto entrambi con due marcature in meno rispetto alla passata stagione. Si deve ritrovare il feeling perso, quello che aveva permesso ai biancocelesti di incantare l'Italia conquistando 35 punti (11 vittoria, pari e 2 ko), 10 in più rispetto ad oggi (7 successi, 4 sconfitte e 4 pareggi). 
BUCO A DESTRANormale che ogni stagione non possa mai essere uguale all'altra e che ripetersi sia sempre difficile. Ma proprio per questo ci si sarebbe aspettati qualcosa in più da Inzaghi che continua ad insistere su un modulo, il 3-5-2, che convince sempre meno. Non è un caso che nelle ultime tre gare il pari sia arrivato con il 4-3-2-1. La panchina è più lunga ma il tecnico non sempre fidarsi del tutto: solo Acerbi è stato schierato sempre titolare. Correa 2 sole volte su 14, sorprendono gli appena 75 minuti di Berisha e i 60 di Durmisi mai dal primo minuto. Anche la società avrebbe potuto fare qualcosa in più: sulla destra c'è una lacuna evidente. Basta, Patric, Marusic, Wallace e Bastos non garantiscono la qualità richiesta a questo livello. Tempo per correre ai ripari c'è ancora, vietato mollare adesso.

Il Messaggero

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STATISTICHE

Lazio, record stagionale di tiri: 27 di cui 11 nello specchio

Il gol di Saponara al 99' minuto ha letteralmente gelato la Lazio. Il 'solito' secondo tempo di grinta e temperamento aveva portato i suoi frutti, con il rocambolesco finale prima della beffa, in una partita che segna un record (amaro). Sono stati ben 27 i tiri della Lazio, di cui 11 nello specchio della porta, eppure i gol biancocelesti sono arrivati entrambi da calcio piazzato. Strano, anche perché dei 27 tentativi ben 21 sono arrivati all'interno dell'area di rigore. Stabilito un record stagionale.

 

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DICHIARAZIONI

Giampaolo esulta: “Il gol di Saponara? Giustizia divina”

"Non è finita finché non è finita". Una massima che si adatta perfettamente all’atteggiamento mostrato dalla Sampdoria nell’anticipo serale della quindicesima giornata di Serie A. Una prestazione gagliarda quella della squadra blucerchiata, che sul campo della Lazio ha acciuffato un punto preziosissimo quando ormai le speranze sembravano minime. Sotto nei minuti di recupero a causa della rete di Immobile, a regalare la gioia del pareggio alla Samp è stato Riccardo Saponara al 99’ di gioco, precisamente a 8 secondi dal termine del match. Una gioia incontenibile per Marco Giampaolo, che nel postpartita ha parlato ai microfoni di Sky Sport di "giustizia divina" e ha criticato il rigore concesso alla squadra di Inzaghi con il Var. "Siamo stati bravi nel primo tempo – ha esordito l’allenatore della Sampdoria -, facendo una grande prestazione contro una squadra forte nell’uno contro uno. Poi, nella ripresa, siamo calati e abbiamo subìto il gioco della Lazio. Siamo comunque rimasti ordinati e perdere sarebbe stato un peccato. Abbiamo lottato e abbiamo messo in campo tanta grinta. Questo punto ci soddisfa e ci permette di allungare la nostra striscia positiva. Devo dire, però, che ho qualche dubbio sul rigore concesso ai biancocelesti: non si possono decidere le partite al 95’ per questi particolari. Ma il pareggio di Saponara è arrivato per una sorte divina, si è inventato un gran gol. C’è giustizia divina, meritavamo di fare risultato".

 

"La nostra ambizione deve sempre essere quella di annullare il gap con le squadre più forti e di poterci giocare le partite – ha proseguito l’allenatore della Samp -, senza mai partire battuti. Molto sta nella convinzione dei giocatori, è un lavoro psicologico ma chiaramente devono aiutarti anche i risultati. Quello di oggi è il giusto premio per lo sforzo di aver saputo soffrire. Probabilmente siamo inferiori ad altre squadre, ma io so che quando siamo in salute ce la possiamo giocare con tutti. A volte non ci riesce di colmare il gap che ci divide dalle grandi, ma altre volte, come stasera, possiamo dire la nostra. Io penso che con prestazioni del genere, alla lunga, potremo toglierci delle soddisfazioni. In un campionato equilibrato come questo la continuità può premiare". In chiusura una battuta su Saponara, l’uomo decisivo: "Saponara? Sulla trequarti so di avere due giocatori forti. Stasera per me era più funzionale Ramirez, che ha fatto una grande partita, ma l’ingresso di Saponara era pianificato. Ci ha regalato un pareggio molto importante. Dopo il gol sono corso nello spogliatoio, volevo rivedere l’azione del rigore e un’altra precedente. Non ero abbastanza lucido – ha concluso Giampaolo -, anzi. Potevo anche insultare qualcuno, quindi è stato meglio andarsene".

 

Fonte: SkySport

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DICHIARAZIONI

Parolo: “Mi prendo le mie responsabilità per il 2-2, ma il gruppo è unito” (VIDEO)

Le dichiarazioni di Marco Parolo al termine di Lazio-Sampdoria,ai microfoni dei cronisti in mixed zone: "Fa male perdere così. Abbiamo giocato una partita con la fame, da gruppo unito. Tutte le parole sentite in settimana sono state parole un po’ al vento, anche inventate. Questo gruppo è compatto e unito. La troppa tensione che si è creata, dopo il 2-1, non ci ha fatto essere lucidi. Mi prendo le mie responsabilità, perché su quella palla sarei dovuto andare davanti la difesa e saltare io. Per la mia esperienza ho fatto un errore che non dovevo commettere. Penso che questa squadra ha fatto una grande partita. La Samp ha tirato in porta 1 volta e mezza, noi 21. A volte sembra che la palla non voglia entrare, stessa cosa a Verona. Dobbiamo rimanere uniti come lo siamo stati fino ad oggi: lo dimostra l’esultanza sul gol. In questo momento non ci gira bene. Bisogna uscire da questo momento negativo. In questa settimana ho pensato una cosa: la Lazio andava in ritiro, negli anni passati, dopo 3 sconfitte. Quest’anno dopo 3 pareggi e al quinto posto. Vuol dire che ci si aspetta tanto ed è giusto. Questa di stasera è stata una prova di carattere. Quel calo di 1’ è forse dovuto ad una settimana con tanto stress ed emotiva che forse non ci ha permesso di essere lucidi. Andiamo avanti. Basta parlare dell’anno scorso, le cose cambiano, gli avversari ci conoscono. Parliamo di quest’anno. Serve buttarla dentro, segnare. Le occasioni ci sono state. Dietro bisogna alzare la tensione. Spesso però abbiamo fatto bene, ma questo è il calcio. In questo momento non abbiamo fiducia. Se siamo una Ferrari? Siamo una squadra consapevole dei propri mezzi. Se ci dicono che siamo una Ferrari, lo siamo. Ma la Ferrari compete anche con tante altre macchine forti. Questa squadra ha spirito, il gruppo è compatto e ha voglia di uscire da questo momento. Le critiche sono giuste, ora vogliamo andare sempre avanti e dire a fine stagione che con un punto guadagnato contro Chievo e Samp siamo in Champions League".

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TIFOSI

Spunta uno striscione contro Milinkovic

La tifoseria della Lazio non ha digerito l'ennesimo pareggio, arrivato in pieno recupero contro la Sampdoria grazie al colpo di genio di Saponara. Cori pesanti, rabbia dopo la gara da parte dei tifosi biancocelesti e c'è stato anche uno striscione esposto all'esterno dell'Olimpico. Destinatario, Sergej Milinkovic-Savic reo di metterci poco impegno in questa stagione dopo la mancata cessione: "Milinkovic zingaro", il contenuto dello striscione indirizzato al serbo considerato autentico capro espiatorio della situazione.

calciomercato.com

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DICHIARAZIONI

Inzaghi incredulo: «Mai vista una cosa simile in 25 anni di calcio» (AUDIO)

ROMA – "Un colpo di tacco al 99' non mi era mai capitato in venticinque anni di calcio. C'è amaro in bocca e i dati parlano chiaro: abbiamo fatto venticinque tiri in totale contro i tre della Sampdoria. Avremmo meritato la vittoria". Questo il commento di Simone Inzaghi al termine di Lazio-Sampdoria 2-2, anticipo della quindicesima giornata di Serie A deciso da un gol allo scadere di Saponara. "In quell'ultimo minuto dovevamo tenere palla e non dovevamo buttarla – ha spiegato il tecnico biancoceleste ai microfoni di Dazn – Ma questo è il calcio. Non bisogna mai abbassare la guardia. Mi dispiace per i ragazzi, in questo ritiro abbiamo trascorso cinque giorni insieme molto importanti".

L'ANALISI – Dopo il pareggio beffa dell'Olimpico, Inzaghi guarda già al futuro: "La delusione ci servirà per il resto della stagione. Siamo quarti in classifica, ora dobbiamo recuperare forze ed energie perché giovedì abbiamo l'impegno in Europa League prima della trasferta di Bergamo che sarà difficile. Dobbiamo stare attenti ai dettagli che fanno la differenza. Questa squadra è matura ed esperta: non dobbiamo più prendere un gol del genere". Infine l'allenatore è intervenuto ai microfoni di Sky Sport con un commento sui singoli: "Milinkovic Savic? Mi sono disperato per quel gol sbagliato. Gli serve una scintilla e quel colpo di testa avrebbe potuto dargli tantissimo. Luis Alberto è entrato col piglio giusto e secondo me entrambi hanno giocato bene". (in collaborazione con Italpress)

corrieredellosport.it

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SERIE A

Lazio-Sampdoria 2-2, il tabellino

Lazio-Sampdoria 2-1

Marcatori: 21' Quagliarella (S), 79' Acerbi (L), 96' rig. Immobile (L), 99' Saponara (S).

 

 

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Wallace (76' Luis Alberto), Acerbi, Radu; Patric, Parolo, Badelj (52' Correa), Milinkovic, Lulic; Caicedo (52' Cataldi), Immobile.

A disp.: Proto, Guerrieri, Luiz Felipe, Bastos, Caceres, Durmisi, Lukaku, Berisha, Murgia.

All.: Simone Inzaghi.

 

SAMPDORIA (4-3-1-2): Audero; Bereszynski, Andersen, Colley, Murru; Praet (70' Jankto), Ekdal, Linetty; Ramirez (82' Saponara); Caprari (65' Kownacki), Quagliarella.

A disp.: Rafael, Belec, Ferrari, Tonelli, Rolando, Sala, Tavares, Vieira, Defrel.

All.: Marco Giampaolo.

 

Arbitro: Davide Massa (sez. Imperia)

Ass.: Valeriani – Di Vuolo

IV uomo: Illuzzi

VAR: Pairetto

AVAR: Manganelli

 

NOTE. Ammoniti: 40' Bereszynski (S), 45' Immobile (L), 57' Audero (S), 69' Wallace (L), 90' Linetty (S), 101' Saponara (S)

Espulso: 92' Bereszynski (S)

Recupero: 2' pt; 5' st.

 

 

Serie A TIM, 15ª giornata

Sabato 8 dicembre 2018, ore 20:30

Stadio Olimpico di Roma

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SERIE A

Lazio-Sampdoria 2-2: Saponara-gol, beffa incredibile al 99’

ROMA – Paura e delirio all’Olimpico nell’anticipo tra Lazio e Samp. Prima il gol di Quagliarella (21’), poi il tap-in vincente di Acerbi sul colpo di tacco di Parolo (79’) e fin qui niente di paranormale. Ma ciò che succede nel finale ha dell’incredibile: Immobile firma quello che sembrava il sigillo su rigore in seguito a un episodio da Var al 96’, tre minuti più tardi si consuma invece il suicidio tattico della squadra di Inzaghi che in superiorità numerica (espulso Bereszynski) subisce il 2-2 di Saponara al 99’. Per il tecnico biancoceleste si tratta del quarto pari di fila: la Ferrari corre solo a sprazzi, soprattutto nel secondo tempo, e continua a essere ingolfata.

 

FUORI LUIS ALBERTO – Due le novità principali di Simone Inzaghi: Caicedo affianca Immobile nel tandem offensivo mentre Patric è l’esterno che agisce sull’out di destra del 3-5-2 biancoceleste. Nella Samp non c’è Defrel, davanti le sorti sono affidate a Quagliarella e Caprari. La buona partenza della Lazio sfocia nel gol di Immobile (prontamente annullato per fuorigioco in seguito all’erroraccio di Audero) e nel piattone di Patric, che non trova lo specchio della porta e quel vantaggio che avrebbe potuto già indirizzare l’anticipo serale dell’Olimpico.

SEMPRE QUAGLIARELLA – La squadra di Giampaolo è viva, la manovra funziona e l’1-0 è soltanto questione di tempo: suggerimento chirurgico di Murru e tocco vincente dell’eterno Quagliarella al 21’. Adesso la Lazio prova a spingere sull’acceleratore e, come spesso accade, tenta di risolvere la pratica con Immobile: l’attaccante entra prima in area di rigore e lascia partire il mancino che va fuori di poco mentre nel recupero dei 45 minuti iniziali apre il destro incontrando il palo dopo la deviazione di Bereszynski.

PULP FICTION – Il dominio della Lazio all’inizio del secondo tempo è palese: occasioni a raffica (Patric, Lulic, Parolo) e due innesti (Correa e Cataldi per Badelj e Caicedo) che non riescono però ad affondare il colpo del pareggio. La Samp si risveglia dal torpore in cui era caduta per merito della squadra di casa al 70’ con Quagliarella che impegna Strakosha dalla distanza, un minuto più tardi invece c’è bisogno del miracolo di Audero per dire di no al piazzato di Correa da posizione ravvicinata. Il cambio di Luis Alberto arriva al 76’: l’ingresso dello spagnolo vede anche il passaggio al 4-3-1-2. Il ‘magic moment’ biancoceleste – ravvivato dallo splendido colpo di tacco di Parolo – culmina nel meritato pareggio di Acerbi al 79’ ma non nel 2-1 finale perché Milinkovic non sfrutta a dovere l’assist di Lulic sprecando di testa davanti al portiere doriano. Negli ultimi tre minuti e mezzo la Samp resta in dieci per il doppio giallo a Bereszynski (strattona Correa involatosi verso l’area) e sulla punizione successiva di Luis Alberto ecco arrivare il primo episodio da Var: Andersen la devia di braccio e per Massa non ci sono dubbi, assegnando il rigore che Immobile trasforma al 96’ per l’ovazione dell’intero Olimpico. Ma non è mica finita: c’è ancora tempo per Saponara e per il suo 2-2 che ammutolisce squadra e tifosi avversari al 99’. Il giocatore in prestito dalla Fiorentina sbuca tra i due centrali biancocelesti e beffa Strakosha con un tocco d’esterno volante.

corrieredellosport.it

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Pre-match, Murgia: “Siamo uniti più che mai”

Ad un'ora dal fischio d'inizio di Lazio-Sampdoria, il centrocampista biancoceleste Alessandro Murgia è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky.

"È stata una settimana intensa perché stando insieme abbiamo legato ancora di più. Di fronte questa sera avremo una squadra importante, guidata da un allenatore che ha sue idee ma noi metteremo in campo quello che sappiamo fare.

Guadriamo il più avanti possibile pensando però sempre partita per partita, possiamo fare questo solo giocando nel modo giusto, ci siamo preparati per questo.

Il gruppo è più unito che mai, remiamo tutti dalla stessa parte per raggiungere i nostri obiettivi, siamo contenti e carichi per vincere".sslazio