Categorie
CALCIOMERCATO

Darmian, l’ag.: “Nessuno della Lazio mi ha mostrato interesse”

Le voci che si susseguono in questi giorni riportano l’interesse della squadra capitolina per Mattia Darmian, difensore del manchester United e della nazionale italiana. Ma al momento, stando a quanto ci riferisce in esclusiva Tulio Tinti, agente del giocatore, ancora nulla di concreto: “Se il mio assistito interessa alla Lazio? Per ora non ho motivo di crederlo visto che non ho sentito nessuno. Dovrebbe chiederlo alla Lazio. Per ora, nulla”.  Un “per ora” che sa di possibilista e che potrebbe aprire la strada a nuovi risvolti per gennaio. Intanto, poche ore fa, il giocatore non ha nascosto il suo desiderio di tornare in Italia: “Mi manca l’Italia? Eh…devo dire di sì. So di essere in uno dei migliori club al mondo e ne sono orgoglioso, però ora l’Italia mi manca. Amo il mio Paese”.Messaggio chiaro, la Lazio lo sa bene.

cittaceleste.it

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Rambaudi: “Errori difensivi assurdi, Inzaghi che ci può fare? Ma questa è la fame che serve sempre” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a 'NMM': "Per interpretazione, voglia e fame di vittoria, la prestazione della Lazio mi è piaciuta. Ha girato un po' male, ci sono stati dei cambi, come quello di cataldi, che hanno portato la Lazio a giocare meglio in verticale. Poi ci sono state le solite disattenzioni difensive che continui a pagare caro. Dopo la rete di Immobile ho chiuso per raggiungere gli studi della Rai. Mi sono accorto dopo diverso tempo che la Samp avesse pareggiato. Prendere gol così è assurdo. In quel caso non devi parmettere all'avversario di arrivare dentro l'area. Secondo me è Lulic il giocatore che doveva prendere Saponara. Lui non ragione da difensore. Queste sono le situazioni in cui non puoi dire nulla all'allenatore. Per il resto la Lazio ha fatto una buona gara, di tigna e di voglia. In occasione del vantaggio di Quagliarella c'è stato ancora un errore di reparto, a difesa schierata. I particolari sono pesanti, ma alla base c'è stata una prestazione che deve essere ripetuta. Questa è la voglia che la Lazio non deve mai perdere". 

Categorie
APPROFONDIMENTI

Una crisi chiamata Leiva. Senza il brasiliano nessuna vittoria

Media di 2 punti con lui, di 1,16 senza. E sulla data del rientro non c’è ancora certezza. I prossimi giorni decisivi per capire se può farcela per il match di lunedì a Bergamo. Il sostituto Badelj sta deludendo. Meglio Cataldi, che però sbilancia la squadra.

Toglietemi tutto, tranne il mio Leiva. Inzaghi non lo ha mai detto apertamente, ma chi conosce bene l’allenatore sa che lui ritiene il play brasiliano uno dei pochi, se non l’unico giocatore davvero imprescindibile della sua Lazio. I fatti gli stanno dando ampiamente ragione. Una conferma della quale avrebbe volentieri fatto a meno il tecnico. Perché non ne aveva bisogno, ed ancor di più perché questa «conferma» è costata alla Lazio una frenata che, a fine stagione, potrebbe costare cara.

LA CRISI Sì, perché il brusco rallentamento della squadra biancoceleste coincide in toto con l’assenza del centrocampista. A Reggio Emilia contro il Sassuolo, primo dei quattro match senza vittorie dei biancocelesti, l’ex Liverpool ha giocato, ma non era al meglio, tanto da essere sostituito (da Berisha) a un quarto d’ora dal termine. Poi è rimasto in tribuna nelle successive tre partite e per la formazione biancoceleste sono arrivati altri tre deludenti pareggi, contro Milan, Chievo e Sampdoria. Leiva aveva in precedenza saltato quattro partite, la prima con il Napoli perché squalificato, quindi quella con l’Udinese per turnover e infine quelle con Inter e Spal per l’infortunio muscolare che successivamente l’ha nuovamente costretto ai box dopo il Sassuolo. Ebbene, anche in quelle altre quattro partite i risultati erano stati complessivamente deludenti: due sconfitte (con Napoli e Inter) e due vittorie (contro Udinese e Spal). In totale c’è una Lazio che ­nelle otto partite con Leiva in campo ­ viaggia alla media di 2 punti per gara ed un’altra Lazio che nei sette match senza il brasiliano totalizza 1,16 punti a partita.

FIATO SOSPESO Il problema, per Inzaghi, è che sulla data del rientro del regista non c’è ancora alcuna certezza. Il guaio muscolare all’adduttore continua a procuragli fastidio. Per questo è stato deciso di tenerlo fuori anche dalla sfida con la Samp, che sembrava quella giusta per il rientro. A posteriori la scelta di affrettare i tempi di recupero per schierarlo contro il Sassuolo è stata un azzardo pagato caro. Anche se va detto che il nuovo stop muscolare (nello stesso punto del precedente) è arrivato non nella partita del Mapei Stadium, ma alcuni giorni dopo in allenamento a Formello. Fatto sta che quella che poteva essere un’assenza di una ventina di giorni si è trasformata in uno stop molto più lungo e del quale non si conosce ancora la fine. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se il brasiliano potrà rientrare lunedì a Bergamo contro l’Atalanta. Solo se riuscirà a fare una settimana di lavoro normale, infatti, il giocatore tornerà in campo, in caso contrario il suo rientro sarà nuovamente rinviato.

BADELJ O CATALDI? Inzaghi spera ovviamente in un esito positivo. Anche per evitare di dover scegliere con chi eventualmente sostituirlo. Badelj, l’alternativa naturale, finora ha offerto un rendimento altalenante. È piaciuto di più Cataldi, anche sabato sera. Il romano tuttavia, essendo una mezzala adattata a fare il centrale, rischia di compromettere certi equilibri, specie in una gara delicata come quella con l’Atalanta. No, di Leiva non si può proprio fare a meno. Inzaghi l’aveva capito per tempo.

La Gazzetta dello Sport

Categorie
APPROFONDIMENTI

Da mancanza ad abbondanza, ora la Lazio sa solo pareggiare… ma con Mancini fu record

Da squadra che non pareggiava mai a quattro pareggi consecutivi. La Lazio sembra non trovare più la via della vittoria che manca ormai dalla gara di Europa League contro il Marsiglia e in campionato dalla vittoria dell’Olimpico contro la Spal. E’ passato troppo tempo da quando i ragazzi di Inzaghi hanno conquistato i tre punti e se fino ad ora la classifica non piange ancora, i biancocelesti distano un punto dal quarto posto e quattro dal terzo, è solo perchè anche le altre hanno arrancato compreso il Milan che ieri non è andato oltre lo 0-0 con il Torino. Eppure c’è un precedente che risale alla stagione 2002/03, la Lazio era allenata da Roberto Mancini e una delle guide dell’attacco era proprio Simone Inzaghi. In quel campionato i capitolini fecero sei pareggi consecutivi, dalla seconda alla settima giornata di campionato contro: Chievo, Torino, Milan, Atalanta, Perugia e Roma. A fine stagione però la Lazio si qualificò per i preliminari di Champions raggiungendo il quarto posto. Ancora nulla è perduto, ma la squadra di Inzaghi deve necessariamente ritrovarsi.

lazionews24.com

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mauri: “Disattenzioni decisive, è mancata la gestione da grande squadra. Strakosha? Incolpevole” (AUDIO)

Stefano Mauri ospite a 'QUELLI CHE…': "La Lazio ha pagato le solite disattenzioni, dopo una partita giocata bene più che altro nella seconda frazione. L'esperienza e lo spessore delle grandi squadre si vede anche dalla gestione delle partite, specialmente negli ultimi minuti. A volte sei convinto di averla vinta e ti adagi inconsciamente, successe anche a noi nella semifinale di Coppa Italia nel 2013, dopo il gol di Floccari arrivò l'occasione per Marchisio, che sparò al lato fortunatamente. Non sono un amante della costruzione da dietro, spesso espone la squadra a rischi inutili. Strakosha incolpevole per me sul gol di Saponara. Milan e Lazio sullo stesso livello, a meno che a gennaio non vengano stravolti i valori, mentre la Roma mi sembra aver più problemi da sistemare. L'impegno della Lazio non è mancato, ciò che viene meno è la costruzione del gioco, che rimane a mio avviso troppo prevedibile perché sempre affidata agli esterni e senza varietà. Non cambierei modulo, non credo sia quello il punto".

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

QUELLI CHE…’ – Giordano: “Calo di concentrazione una costante. Immobile garanzia, si sveglino gli altri!” (AUDIO)

Bruno Giordano a 'QUELLI CHE…':: "La Lazio meritava la vittoria, ma la Samp ha avuto il merito di rimanere sempre viva e lucida. Troppi cali di concentrazione, è una costante non solo della Lazio ma del calcio contemporaneo in generale. I giocatori non hanno più la capacità di mantenere la tensione alta per tutti i minuti della partita, non mi meraviglio più. Strakosha? Per me colpevole, Saponara non poteva fare altro che un pallonetto e la sua uscita non aveva senso. Per me ancor più decisiva la assurda tattica di continuare a costruire dal basso, di questo palleggio senza senso che ci espone a rischi enormi. Mi sembra un vano tentativo di emulare il gioco di Guardiola. Champions? Serve la stagione perfetta per agganciare il 4 posto, occhio però anche all'Atalanta che può essere l'outsider. Immobile è sempre una garanzia, ma si devono svegliare gli altri. A proposito, forse è arrivato il momento di vedere qualcuno in panchina…".

Categorie
ARBITRI

Lazio-E. Francoforte, designazione arbitrale e precedenti

Lazio-Eintracht Francoforte, sfida valida per la sesta giornata della fase a gironi del Gruppo H di UEFA Europa League, in programma giovedì 13 novembre alle ore 18:55 allo Stadio Olimpico di Roma, sarà diretta dal signor Halil Umut Meler (TUR).

 

Assistenti: Kerem Ersoy (TUR) – Ibrahim Çaglar Uyarcan (TUR)

IV uomo: Ceyhun Sesigüzel (TUR)

ADD1: Alper Ulusoy (TUR)

ADD2: Ümit Öztürk (TUR)

 

La designazione arbitrale per la sesta giornata della fase a gironi di UEFA Europa League ha assegnato la gara Lazio-Eintracht Francoforte al signor Halil Umut Meler. Il fischietto turco non aveva mai arbitrato finora la Prima Squadra della Capitale.

 

In passato, inoltre, l’arbitro dell’Azerbaigian non ha mai diretto delle compagini italiane di club. L’unico precedente con un’italiana risale al 20 maggio scorso: in tale data l’Italia Under 17 ha sfidato i pari età dell’Olanda nella finale dell’Europeo Under 17. La gara si è conclusa con la vittoria degli olandesi ai calci di rigore. A tale sfida partecipò anche Nicolò Armini, difensore della Primavera biancoceleste che ha debuttato in Europa League nell’ultimo turno disputato con l’Apollon Limassol.

 

sslazio.it

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, ora Milinkovic è sotto tiro

ROMA – È troppo diverso da prima per sembrare Sergej Milinkovic. Prova a fare quello che gli riusciva. I suoi lanci dischiudevano orizzonti. I suoi gol bucavano le porte, per la Lazio erano una proiezione d’infinito in quanto a traguardi. Il Sergente, il Milinkovic di oggi, è stato degradato anche dai tifosi laziali. Lo striscione offensivo srotolato sabato sera su Corso Francia, dopo Lazio-Samp, di cui non riportiamo la frase per la pesantezza dell’insulto, ha segnato la rottura. Milinkovic è nel mirino della Curva da dieci giorni. Il primo attacco era stato lanciato dopo il match di Verona: «I nostri striscioni di inizio anno (“Finti talenti solo a caccia di contanti”, ndr) erano preventivi e futuribili. Sembra che ci facciano un favore a giocare. Sergej contro il Chievo ha avuto un atteggiamento indisponente, come se lo facesse apposta», queste parole erano state espresse dagli ultras all’inizio della scorsa settimana. Alla Nord non è bastato l’impegno di sabato sera, se ne sono infischiati dei chilometri percorsi da Sergej (12), delle volte in cui è andato a duello, è rimasta negli occhi solo l’occasionissima sprecata di testa (incornata sbilenca a porta spalancata). Non è l’unico dettaglio che li ha fatti infuriare.

corrieredellosport.it

Categorie
APPROFONDIMENTI

Numeri a confronto col 2017/18: meglio la difesa, peggio l’attacco e 7 punti in meno

La scorsa stagione i biancocelesti dopo 15 gare avevano collezionato 7 punti in più rispetto ad oggi e segnato 14 reti in più. Unico dato migliorato quello dei gol subiti: nel 2017 erano 19, oggi 18

 

I numeri scavano la differenza nel confronto con lo scorso campionato. La Lazio, che non vince da quattro giornate (coincise con altrettanti pareggi), cerca se stessa ricollegandosi anche al rendimento di dodici mesi fa. Perché la squadra brillante della passata stagione diventa lo specchio dei problemi attuali dei biancocelesti di Inzaghi. Il pareggio con la Sampdoria al 54’ della ripresa ha acuito i disagi laziali a capo di una settimana di ritiro. A quota 25 punti il bilancio attuale scolora dinanzi al bottino dell’autunno 2017 quando dopo 15 gare giocate i biancocelesti contavano ben 32 punti, che comunque non bastavano per salire sul treno Champions, all’epoca occupato da Inter, Napoli, Juventus e Roma, le stesse poi anche al traguardo finale del campionato. Non regge il paragone pure il bottino dei gol realizzati. Ben 14 in più rispetto ai 22 attuali. Con 36 reti un anno fa la Lazio vantava il secondo migliorato fatturato offensivo della A, alle spalle della Juventus (41). Un passo avanti soltanto nel consuntivo dei gol incassati. Dopo 15 partite, un anno fa erano 19, mentre adesso sono 18. Mancano fondamentalmente le vittorie: ben 10 nel 2017, mentre adesso sono 7. Gli ultimi pareggi, quelli contro Chievo e Sampdoria, racchiudono i rimpianti più forti. Dal posticipo di lunedì prossimo a Bergamo ripartirà la caccia dei biancocelesti ai tre punti in campionato. 

 

 VERSO L’EINTRACHT — Intanto, già giovedì la Lazio proverà a non saltare l’appuntamento con la vittoria nella sfida dell’Olimpico contro l’Eintracht nell’ultima giornata del girone eliminatorio (già qualificate entrambe le formazioni) di Europa League. La sconfitta di dieci giorni fa contro l’Apollon ha alimentato non poche perplessità, compresa quella sull’affidabilità di diversi rincalzi. Domani pomeriggio la ripresa degli allenamenti a Formello con l’obiettivo di riallacciare già contro i tedeschi il feeling con i tre punti. 

Gazzetta dello Sport

 

Categorie
CURIOSITA'

C’è anche la sfortuna: Lazio prima in Italia per pali colpiti

La Lazio sbatte sui pali. Più che una metafora, i biancocelesti sono primi in Italia per legni colpiti (7) e quarti in europa dietro Barcellona (12), PSG e Real Madrid (8). Gli ultimi due consecutivi, a Verona col Chievo (sarebbe stato il vantaggio) e contro la Samp (sarebbe valso il pareggio). Insomma, anche il fattore destino sta recitando la sua parte in questo periodo negativo.