Media di 2 punti con lui, di 1,16 senza. E sulla data del rientro non c’è ancora certezza. I prossimi giorni decisivi per capire se può farcela per il match di lunedì a Bergamo. Il sostituto Badelj sta deludendo. Meglio Cataldi, che però sbilancia la squadra.
Toglietemi tutto, tranne il mio Leiva. Inzaghi non lo ha mai detto apertamente, ma chi conosce bene l’allenatore sa che lui ritiene il play brasiliano uno dei pochi, se non l’unico giocatore davvero imprescindibile della sua Lazio. I fatti gli stanno dando ampiamente ragione. Una conferma della quale avrebbe volentieri fatto a meno il tecnico. Perché non ne aveva bisogno, ed ancor di più perché questa «conferma» è costata alla Lazio una frenata che, a fine stagione, potrebbe costare cara.
LA CRISI Sì, perché il brusco rallentamento della squadra biancoceleste coincide in toto con l’assenza del centrocampista. A Reggio Emilia contro il Sassuolo, primo dei quattro match senza vittorie dei biancocelesti, l’ex Liverpool ha giocato, ma non era al meglio, tanto da essere sostituito (da Berisha) a un quarto d’ora dal termine. Poi è rimasto in tribuna nelle successive tre partite e per la formazione biancoceleste sono arrivati altri tre deludenti pareggi, contro Milan, Chievo e Sampdoria. Leiva aveva in precedenza saltato quattro partite, la prima con il Napoli perché squalificato, quindi quella con l’Udinese per turnover e infine quelle con Inter e Spal per l’infortunio muscolare che successivamente l’ha nuovamente costretto ai box dopo il Sassuolo. Ebbene, anche in quelle altre quattro partite i risultati erano stati complessivamente deludenti: due sconfitte (con Napoli e Inter) e due vittorie (contro Udinese e Spal). In totale c’è una Lazio che nelle otto partite con Leiva in campo viaggia alla media di 2 punti per gara ed un’altra Lazio che nei sette match senza il brasiliano totalizza 1,16 punti a partita.
FIATO SOSPESO Il problema, per Inzaghi, è che sulla data del rientro del regista non c’è ancora alcuna certezza. Il guaio muscolare all’adduttore continua a procuragli fastidio. Per questo è stato deciso di tenerlo fuori anche dalla sfida con la Samp, che sembrava quella giusta per il rientro. A posteriori la scelta di affrettare i tempi di recupero per schierarlo contro il Sassuolo è stata un azzardo pagato caro. Anche se va detto che il nuovo stop muscolare (nello stesso punto del precedente) è arrivato non nella partita del Mapei Stadium, ma alcuni giorni dopo in allenamento a Formello. Fatto sta che quella che poteva essere un’assenza di una ventina di giorni si è trasformata in uno stop molto più lungo e del quale non si conosce ancora la fine. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se il brasiliano potrà rientrare lunedì a Bergamo contro l’Atalanta. Solo se riuscirà a fare una settimana di lavoro normale, infatti, il giocatore tornerà in campo, in caso contrario il suo rientro sarà nuovamente rinviato.
BADELJ O CATALDI? Inzaghi spera ovviamente in un esito positivo. Anche per evitare di dover scegliere con chi eventualmente sostituirlo. Badelj, l’alternativa naturale, finora ha offerto un rendimento altalenante. È piaciuto di più Cataldi, anche sabato sera. Il romano tuttavia, essendo una mezzala adattata a fare il centrale, rischia di compromettere certi equilibri, specie in una gara delicata come quella con l’Atalanta. No, di Leiva non si può proprio fare a meno. Inzaghi l’aveva capito per tempo.
La Gazzetta dello Sport