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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il processo è a porte chiuse

ROMA Chiuse le porte di Formello, si spalancherà un portone sabato in campo. E' questo l'obiettivo del ritiro dichiarato. Così il centro sportivo si trasforma in un luogo spirituale per ritrovare l'animo laziale. A confessare tutta la squadra da martedì ormai ci pensano Inzaghi, Peruzzi e Tare. Sono iniziati pure i colloqui personali, bisogna eliminare sul nascere tutte le fazioni, è fondamentale ritrovare certi campioni. Nessuno può e deve approfittare di questa situazione per far uscire personalismi o spargere altre parole infiammabili nell'aria. 
Anzi, a gettare acqua sul fuoco ci pensa Peruzzi, direttore dell'area tecnica, ma come sempre anche Angelo custode di una ciurma che non vuole finire in avaria. Lui non è uno che abbandona così la nave, dunque tutte le riflessioni d'addio sono rinviate: «Ho sempre firmato un contratto per un anno. Così sta bene pure a Lotito. Anche lui è giusto che decida a giugno se ho fatto bene o se è il caso di darmi un calcio e mandarmi via». Dei litigi ci sono stati, ma al momento sembrano essere rientrati. E' stato Peruzzi a comunicare il ritiro sul pullman di ritorno da Verona ai giocatori: «E' normale che preferissero stare a casa a dormire con le proprie famiglie, ma poi tutti hanno capito che non era una punizione, ma un modo per ricompattarci. Non siamo in una crisi nera, abbiamo una buona classifica e possiamo ancora fare meglio». 
CATTIVERIAL'allarme è scattato col Milan, ma ancora non era assordante. Già allora però Lotito aveva iniziato a lamentarsi dei cambi, dell'assenza di cattiveria e della gestione del gruppo. Inzaghi era finito sotto processo, con tanto di vis-a-vis sabato scorso a Formello. Il presidente pensava di dare una scossa a lui e alla squadra. Invece le pressioni hanno avuto un effetto boomerang e hanno portato a un pari assurdo col Chievo. Due giorni prima erano state le riserve a crollare a Cipro, a Verona invece pure i big riposati hanno fallito senza nessun apparente motivo. Ieri mattina è stato analizzato tutto il primo tempo horror nelle sessioni video, prima della doppia seduta, insieme proprio alla gara di Coppa. Già, proprio prima dell'Europa League, Peruzzi era stato scavalcato da qualche giocatore che si era rivolto direttamente a Tare per giocare. Basta, tutti devono tornare a remare dalla stessa parte, per la Lazio questo è il momento di rigiocarsi tutte le sue carte. Il filotto giusto contro Samp, Atalanta, Cagliari, Bologna e Torino permetterebbe non solo di riprendersi il quarto posto, ma di puntare persino l'Inter se già domani non dovesse mantenere il passo. 
DIFESABasta anche black out (16 gol subiti in 14 giornate) in difesa, che Inzaghi non sembra voler cambiare in corsa. Ieri si è concentrato sulla retroguardia, sono iniziate le prove col solito 3-5-2. Inzaghi ha riparlato molto anche con Milinkovic e Luis Alberto. Le critiche adesso li stanno inghiottendo, ma senza di loro il tecnico ritiene impossibile lottare per la Champions. In questo dicembre lui e la Lazio si giocano tanto, è fondamentale ritrovare quindi subito un successo che manca dall'8 novembre. Anche perché altrimenti il ritiro potrebbe non avere più un breve termine, conoscendo il presidente.

Il Messaggero

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO 1900’ – Abbate: “Bisogna capire se la Lazio regge le pressioni. Inzaghi scavalcato? Tare sostiene lui e Peruzzi” (AUDIO)

'9 GENNAIO 1900' – Alberto Abbate (Il Messaggero): “Dobbiamo capire quanto al Lazio regga le pressioni. Sabato con la Sampdoria sarà la prova del nove… Credevo in una reazione dopo la sfuriata di Lotito ma col Chievo non è accaduto… Non capisco se per strafottenza o per timore. Per me non è possibile non tornare su Milinkovic e Luis Alberto: senza loro due non è la stessa Lazio. Nel tiro poco cattivo col Chievo c'è tutto il momento di Milinkovic”. Il serbo potrebbe sentirsi stimolato con una panchina? “La Lazio ha bisogno di lui. Col Milan stava giocando male ma quando è uscito si è sentita la sua mancanza, a livello fisico regge tutto il reparto”. Inzaghi nei confronti con la squadra ha chiesto se tutti remavano dalla stessa parte? “Probabilmente si è parlato anche di questo tema, qualche giocatore comunque si è lamentato con altre figure della società per lo scarso utilizzo”. Il ds Tare rispetto a queste richieste cosa ha fatto? “Ha difeso la figura di Inzaghi e di Peruzzi, e credo che di questo si possa parlare nella conferenza stampa fissata domani a Formello”. 

 

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POLITICA SPORTIVA

Lega Serie A – Luigi De Siervo a due voti dalla poltrona di AD

Mancano solo due voti e Luigi De Siervo, attuale ad di Infront Italia dopo un importante passato in Rai, diventerà l'amministratore delegato della Lega di serie A, il “motore” del calcio italiano. L'assemblea elettiva è prevista per il 20 dicembre a Milano, i giochi sembrano già fatti: il presidente Gaetano Miccicchè, particolarmente attivo, ci tiene a completare la squadra entro fine anno per poter finalmente sviluppare quei progetti di rilancio, in Italia e pure all'estero, fermi da anni in qualche cassetto. Il ruolo dell'ad è nuovo, e importante: per questo ha richiesto un lavoro lungo, sin troppo lungo, ed estremamente complesso. Si sono fatti tantissimi nomi, e di grande profilo: da Marzio Perrelli (andata a Sky) a Paolo Dalpino, da Domenicali e Gandini. Alla fine, la commissione (presieduta da Miccichè e di cui fanno parte anche Lotito, Campoccia e Antonello) ha “esaminato” tre candidati: Araimo, Mammì e De Siervo. Araimo (Discovery) è uscito subito dalla contesa, sono rimasti De Siervo e Mammì. De Siervo, come detto, è l'ad di Infront Italia, advisor della stessa Lega: per questo durante le estenuanti trattative per il rinnovo del contratto dei diritti tv, l'allora commissario della Lega, Giovanni Malagò, lo aveva escluso dalle candidature per motivi di conflitto di interessi (per la verità, Malagò avrebbe preferito il suo amico Perrelli). Ma adesso il problema per De Siervo non si pone più: Infront non sarà più l'advisor commerciale della Figc (che farà tutto “in house”, con un ufficio revenue) e dal 2021 lascerà anche la Lega maggiore. De Siervo ha un curriculum di primordine: avvocato, fiorentino, classe '69, ex mezzofondista e giocatore di football americano con la squadra degli Apache, è stato per anni numero 1 di Rai Com prima di passare a Milano, a Infront Italia (ora in mani cinesi). E' amico di Renzi e Lotti, è vero: ma stavolta, per fortuna, la politica dovrebbe stare fuori dall'uscio. De Siervo è sicuramente fra i massimi esperti di tv e di sviluppo del prodotto-calcio e ha pronto da tempo ormai il progetto del famoso Canale della Lega che i presidenti potrebbero tenere presente dal 2021, quando scadrà l'attuale contratto. Anche per questo adesso almeno 12 club sono pronti a votarlo: il regolamento della Lega prevede che in prima e seconda ci vogliono 14 preferenze, dalla terza solo 11. De Siervo, già adesso, potrebbe farcela ma cerca quei due voti (e magari qualcuno in più) che gli consentirebbero di essere eletto subito, rafforzando la sua posizione. Con lui sta anche Claudio Lotito, che qualche pedina la sposta sempre. Contro Baldissoni (Roma), Stirpe (Frosinone), Scaroni (Milan), Fenucci (Bologna) e altri che potrebbero votare Mammì o astenersi. Ma Scaroni, quando entrerà (con Baldissoni) in consiglio di Lega, potrebbe cambiare idea. Tramontata l'ipotesi ventilata da Marco Bogarelli, ex n.1 di Infront (vedi Spy Calcio del 1 dicembre), vale a dire la candidatura di Riccardo Jelmini, ceo di DigitalGo Group. Restano, come detto, in corsa solo De Siervo, favoritissimo (a meno di sorprese dell'ultima ora) e Mammì, che ha appena lasciato Sky Italia dopo un “raffreddamento” dei rapporti con l'ad Andrea Zappia. Mammì, compagno di Diletta Leotta, è anche lui un esperto di tv e di calcio: secondo alcune fonti, potrebbe essere indirizzato verso Img, la società made in Usa che ha acquistato dalla Lega i diritti esteri della serie A per tre anni, ad una cifra record di 350 milioni a stagione. Ma Img fatica a venderli in tutto il mondo e vorrebbe rinegoziare il contratto con la Lega al ribasso, cosa impossibile con Miccichè. Tra l'altro sui diritti esteri la Lega ha un problema: Mp&Silva deve ancora pagare 30-40 milioni del vecchio contratto e da via Rosellini è già partito un sollecito. Meglio non dare troppo lavoro agli avvocati…

Uva, addio Figc: ma resta vicepresidente Uefa sino al 2021…

Michele Uva esce dalla Figc: l'ex direttore generale, entrato nel 2014 con Tavecchio, ha firmato un accordo di transazione dopo che in primo tempo era stato sospeso (dall'incarico, ma non dallo stipendio) da parte di Gabriele Gravina. Provvedimento-seppur legittimo- molto frettoloso quello del presidente federale, due giorni dopo che era stato eletto. Uva ci era rimasto molto male e aveva interessato i suoi legali. Ora l'accordo: Gravina al posto del dg vorrebbe una segretario generale con ampi poteri ma bisognerà fare una assemblea statutaria per modificare lo statuto e ci vorranno un paio di mesi. Come segretario generale si erano fatti i nomi dall'avvocato Ruggero Stincardini, consulente della Lega di A, di Mauro Grimaldi che Gravina conosce e stima, e di Marco Brunelli, ora ad ad interim della Lega e che il presidente Miccichè non vuole lasciare partire. Per quanto riguarda Uva, resterà vicepresidente Uefa sino al 2021: e questo va ricordato. “Ho lasciato una Federazione sana, ricca, proiettata al futuro, internazionale” ha ricordato. Di sicuro non andava d'accordo soprattutto con Cosimo Sibilia, presidente della potente Lega Dilettanti, vicepresidente vicario della Figc e delegato alla giustizia sportiva, e con Marcello Nicchi, n.1 dell'Aia. Alla Uefa, Uva non rappresenta la Figc, ma gli interessi di tutti. E' ancora avvelenato con Gravina per quella sospensione che credeva di non meritare. Ma la Figc il prossimo anno ospita il congresso elettivo Uefa e la finale degli Europei 2021, nel 2020 avrà una tappa importante degli Europei e vuole candidarsi per l'edizione del 2028: conviene fare ancora la guerra a Uva?

Riforma Coni: problemi con i dipendenti?

Giovanni Malagò ritiene "doveroso" un confronto (forse venerdì) con il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, per "trovare una soluzione che vada bene a tutti" sulla riforma del Coni. "C'è piena volontà di incontrarci – ha detto il presidente del Coni, a margine dei 'Gazzetta Awards 2018' – doverosa disponibilità di confrontarci e non fare polemica, di dare un contributo necessario per rispettare le autorità politiche e governative, tenendo al tempo stesso presente quali sono le istanze del mondo dello sport nella piena volontà di trovare una soluzione che vada bene per tutti". Ecco, appunto: la soluzione non è semplice da trovare. Ora i dipendenti dello sport (di Palazzo H e delle Federazioni) sono sotto la Coni Servizi, che in futuro dovrebbe essere assorbita dalla Sport e Salute Spa di nomina governativa. Ma su questo fronte potrebbero sorgere non pochi problemi, con il rischio anche di duplicazione di uffici (marketing e stampa, ad esempio): i sindacati sono molto vigili. Secondo alcune interpretazioni, la riforma così come è stata formulata dal governo non si può fare, Giorgetti dovrebbe cambiarla. E per farlo ci vorrebbe tempo (quello che spera Malagò). Si vedrà. Da parte del sottosegretario c'è la volontà di andare avanti e chiudere la “partita” appena sarà possibile. Dello stesso avviso l'altro sottosegretario Simone Valente, responsabile sport per i 5 Stelle e molto ascoltato da Di Maio. Valente ci era rimasto male perchè non era stato scelto come ministro dello sport la scorsa primavera ma ha seguito passo passo tutte le vicende della riforma del Coni e anche della candidatura olimpica di Milano-Cortina. Di sport è appassionato: l'altra sera è stato ospite del Gala dell'Aic (tempo fa sembrava che Damiano Tommasi potesse candidarsi per i 5 Stelle) e poi, sempre a Milano, è stato ad un evento del ciclismo. Lui, più di Giorgetti, è molto critico nei confronti di questo Coni e della gestione Malagò.

REPUBBLICA.IT

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CITTA'

Esplosione autocisterna sulla Salaria: due vittime e 17 feriti

Due morti e 17 di feriti: è il bilancio dell'incendio e delle esplosioni in un distributore di carburanti al chilometro 39 della via Salaria, in prossimità di Borgo Quinzio, in provincia di Rieti, poco distante da Passo Corese. Secondo quanto si apprende dalla Questura di Rieti, il bilancio provvisorio sarebbe di 2 morti e 17 feriti, di cui tre gravi. Le vittime sono un vigile del fuoco, Stefano Colasanti di 50 anni, che era in servizio ma diretto a Roma e si è fermato quando ha visto l'incendio per aiutare le persone coinvolte, e un uomo che al momento dell'esplosione dell'autocisterna di Gpl si trovava nei pressi del distributore e si era fermato con al sua auto, in una via ad una decina di metri dalla pompa di benzina, perchè incuriosito dall'incendio, quando è stato investito dalle fiamme. Dei feriti, 3 sono stati portati all'ospedale di Monterotondo, 5 all'ospedale di Rieti, il resto a Roma: 4 al Sant'Andrea, 5 in codice rosso al Sant'Eugenio e 2 al Policlinico Gemelli. Tutti hanno riportato ustioni e traumi da scoppio.

L'incendio sarebbe divampato da un'autocisterna che in quel momento stava scaricando del carburante, e che per cause ancora da accertare ha preso improvvisamente fuoco. Anche la successiva esplosione sarebbe dipesa dal fuoco dell'autoarticolato, provocando il ferimento di almeno dodici persone tra cui alcuni vigili del fuoco, giunti sul posto prima del boato dai distaccamenti di Poggio Mirteto e Montelibretti proprio per sedare le prime fiamme. Tra gli altri feriti anche alcuni soccorritori del 118 che sarebbero rimasti ustionati al volto.
"Posso confermare che il bilancio della tragedia è pesante. L'esplosione è partita da un'autocisterna che stava scaricando gpl nell'area di servizio. C'è stato un primo incendio e mentre i vigili del fuoco e il 118 stavano operando è avvenuta una violentissima esplosione", ha detto all'Ansa il questore di Rieti, Antonio Mannoni. "Al momento – ha aggiunto Mannoni – i vigili del fuoco stanno mettendo in sicurezza l'area e la cisterna, raffreddandola. Le vittime sono un pompiere e un civile che si trovava nei pressi del distributore ed è stato investito dall'esplosione".

L'esplosione è stata talmente violenta che l'autocisterna insieme ad un mezzo dei vigili del fuoco sono stati sbalzati per una decina di metri finendo in una strada adiacente al distributore. Una delle vittime è stata trovata morta in un'auto che ha preso fuoco e che si trovava in questa strada.

"Un boato enorme, mai sentita una cosa cosi', sembra il terremoto", hanno raccontato alcuni residenti della Vecchia Salaria dopo la forte esplosione.

La via Salaria è temporaneamente chiusa in entrambe le direzioni tra Borgo Quinzio, nel comune di Fara in Sabina, e Borgo Santa Maria, nel comune di Montelibretti, tra le province di Rieti e Roma, dal km 38 al km 41,500. A prestare soccorso agli automobilisti in coda ci sono anche i volontari GVCSA di Fara Sabina.

"Stiamo monitorando costantemente la situazione. Abbiamo deviato il traffico proveniente da Roma lungo la via Farense, non è consentito a nessuno di avvicinarsi all'area dell'esplosione", scrive su Facebook il sindaco di Fara in Sabina Davide Basilicata. "La situazione è seria. Squadre dei vigili del fuoco stanno continuando ad operare – ha proseguito il primo cittadino di Fara – le forze dell'ordine insieme alla nostra polizia locale sta monitorando la situazione della zona".Repubblica.it

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COPPA ITALIA

Pisa battuto, agli ottavi sarà Lazio-Novara

Novara (4-3-2-1): Benedettini; Tartaglia, Chiosa, Bove, Visconti; Nardi, Fonseca (83' Schiavi), Sciaudone; Cattaneo, Peralta (69' Bianchi); Cacia (56' Manconi). All: Viali

Pisa (3-4-1-2): Gori; Buschiazzo (52' Masi), Brignani, Meroni (86' Liotti); Birindelli (65' Masucci), Gucher, Marin, Lisi; Zammarini; Marconi, Di Quinzio. All: D'Angelo

Ammoniti: Bove (N), Di Quinzio (P), Buschiazzo (P), Cacia (N), Tartaglia (N), Marin (P), Masucci (P), Bianchi (N), Chiosa (N)

All’Olimpico sarà Lazio-Novara. La squadra di Viali batte il Pisa e vola agli ottavi di finale dopo essersi sbarazzato in agosto di Perugia prima e Brescia poi. Al “Piola”, nello stadio dedicato allo storico attaccante della nazionale e bomber all time in A proprio della Lazio, decidono le reti di Peralta, Bove e Manconi in pieno recupero. Meglio il Pisa in un primo tempo sfortunato con un clamoroso palo colpito da Marconi, già autore del vantaggio pareggiato dall’ex Peralta, e con un vistoso rigore negato per un fallo di mano in barriera sulla punizione di Di Quinzio. Nel secondo tempo cambia però tutto ed è il Novara a rientrare meglio in campo. Bove ribalta il punteggio da palla inattiva calciata benissimo in area da Fonseca e spizzata da Nardi ma, nel miglior momento dei padroni di casa, si rifà vivo il Pisa con Lisi, tra i migliori in campo di tutta la partita. Il 2-2 sembra così congelare il match almeno fino ai supplementari, ma è Jacopo Manconi (dentro per Cacia a inizio ripresa) a decidere il match al primo dei cinque di recupero assegnati. Gioia Novara, che ritrova la vittoria in casa che mancava addirittura dal primo di settembre. Ora in programma la trasferta all’Olimpico.skysport

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Mauri: “Peruzzi è stato chiaro, è intoccabile. Tornerei di corsa, magari come osservatore” (VIDEO)

Live ‘NMM’ – Con Stefano #Mauri in studio: "#Peruzzi è stato molto chiaro sulle notizie emerse questa mattina, non ha intenzione di lasciare la Lazio. Nei problemi della Lazio di questo momento non c'è certamente Angelo, il suo arrivo ha portato solo giovamento. Peruzzi è intoccabile. Se tornerei alla Lazio da dirigente? Anche domani mattina, anche subito, ma non al posto di Peruzzi. Il mio ruolo non è quello del club manager, non mi dispiacerebbe fare l'osservatore al fianco di Tare e dello stesso Peruzzi"

 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Wilson: “Ritiro utile, ma se l’atteggiamento non cambia…” (AUDIO)

PINO WILSON in collegamento a 'NMM': "Sono d'accordo sul fatto che un ritiro ha sempre una sua utilità, a meno che non sia punitivo, a meno che non ci sia la voglia di imporre delle cose o sottolineare solo gli errori di una parte. L'utilità c'è, poi in questo caso stiamo parlando di un ritiro di 3-4 giorni. Il problema ci sarebbe nel caso in cui non ci fosse nessuna efficacia nelle prossime gare. Se dovessimo continuare a vedere prove scialbe a livello di atteggiamento allora tutto sarebbe diverso. In quel caso sarebbero più utili le multe. 

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SOCIETA'

Irrompe Peruzzi: “Mai detto di voler lasciare. Ritiro? Non ci sono liti tra calciatori e membri della società”

Il Club Manager biancoceleste Angelo Peruzzi è intervenuto quest’oggi ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky: 

“Mi dispiace aver letto alcuni articoli questa mattina, non ho mai avuto un gran rapporto con la stampa, forse non sono un buon comunicatore per questo motivo, ma non mi sembra di aver mai dichiarato di voler lasciale la Lazio. Questo mi dispiace e non so da dove sia emersa una notizia simile. Sono qui da tre anni ed è da tre anni che rinnovo annualmente il mio accordo economico con il Club: il mio contratto è sempre stato della stessa durata e mi piace stipularlo così in accordo anche con il Presidente Claudio Lotito. Alla fine di ogni anno vengono sempre portate a termine delle analisi in una Società. Nessun calciatore all’interno dello spogliatoio ha rumoreggiato o ha manifestato malumore per la decisione di andare in ritiro: è sempre meglio dormire con la propria compagna o con i propri figli, ma abbiamo riscontrato il favore dell’allenatore ed anche dei calciatori. Stiamo parlando di una decisione presa in comune accordo, non si tratta di una soluzione punitiva, ma di uno stratagemma per compattarci. 

Non stiamo facendo male in stagione, siamo in una buona posizione di classifica che potrebbe essere anche migliore. Vogliamo solo unirci e proseguire ancora meglio. La piazza di Roma si esalta e si deprime in pochissimo tempo: stiamo crescendo e, come in tutte le altre squadre, ci sono dei periodi in cui giochiamo meglio ed altri in cui riscontriamo più difficoltà. Non siamo in una crisi nera come tanti vogliono far credere. Oggi abbiamo svolto due sedute d’allenamento e prima di queste abbiamo analizzato quanto svolto nelle ultime due prove in stagione. Vogliamo migliorare, ma non ci sono liti tra calciatori o tra membri della società. C’è un bell’ambiente all’interno del Centro Sportivo, accettiamo che qualcuno voglia ledere questi rapporti ma noi non lo faremo. 

Domenica scorsa la Sampdoria ha svolto un’ottima prova soprattutto negli uomini di Caprari e Quagliarella: ci aspetta una gara difficilissima sabato nella quale dovremo dare il massimo di noi stessi. Da qui alla sosta ci saranno delle partite nelle quali dovremo raccogliere tanti punti perché inizieremo il girone ritorno disputando due gare molto importanti e delicate. Se otterremo gratificazioni nei prossimi macth, possiamo ripartire con maggior attenzione e con più controllo. In un campionato devono emergere più componenti, non basta eccellere solo in alcune: ogni aspetto, da quello fisico a quello tecnico, dev’essere al massimo. Se si tralascia qualcosa, non si ottengono risultati che si vogliono raggiungere. Tutte le squadre possono riscontrare delle difficoltà, così come ogni singolo calciatore. Io sono stato un portiere ed ho passato mesi nei quali prendevo gol da qualsiasi posizione, facevo il massimo affinché non accadesse ma può succedere. Noi ci impegnamo affinché che questi periodi durino il meno possibile. 

Luka Modric? Ha svolto un’ottima stagione, meritava il Pallone d’Oro. Dopo tanti anni di predominio di Cristiano Ronaldo e Messi ha vinto il calciatore croato, ma anche il portoghese aveva raccolto ottimi risultati. Griezmann aveva svolto un buon campionato, ha vinto un Mondiale ed ha siglato due reti in finale di Europa League. La Juventus è una forza e vince lo Scudetto da sette anni, sbaglia pochissimo sotto ogni punto di vista, a partire dal comportamento. È la squadra che bisogna imitare e si raggiungono livelli simili solo quando lo spessore di un club cresce gradualmente. Un calciatore che arriva alla Juventus si predispone mentalmente in una maniera diversa. Il calcio è un gioco: ogni interprete che vuole misurarsi in questo sport deve divertirsi, anche se ad un certo punto bisogna essere un professionista esemplare. Alla base c’è sempre il divertimento, ma bisogna sempre dare il massimo e riversare tutta la rabbia agonistica di cui si dispone. Tra la sconfitta e la vittoria c’è una differenza molto sottile ed, a volte, è la determinazione a colmarla. 

Il nostro trend è calato dopo la gara con il Milan: siamo stati un po’ in fase calante da quel momento perché c’era la consapevolezza di poter dare qualcosa di più ed è questo che, secondo noi, ci ha fatto pagare qualcosa successivamente. Conosco Maurizio Manzini da una vita e gli voglio molto bene: sta recuperando da un acciacco fisico, ma non molla mai ed è da tanti anni che è qui alla Lazio”.sslazio.it

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Petrucci (Skysport): “Campanello d’allarme suonato, riscatto o crisi dopo questo ritiro. Mercato a gennaio? No” (AUDIO)

MATTEO PETRUCCI (Skysport) in collegamento a 'NMM': "Riportiamo la voce della società che parlo di ritiro riflessivo e non punitivo. Detto questo non è un premio, stiamo parlando comunque di un ritiro che porta con sé tutti i significati del caso. E' vero che vista la classifica è una scelta che può sorprendere, ma certamente nasce da lontano ed è stato reso necessario dagli ultimi risultati. Io non so quanto possa essere utile, in passato è servito. L'avventura di Simone Inzaghi nasce proprio in questo modo a Norcia. Il ritiro non lascia spazio a vie di mezzo, o è l'anticamera di una crisi o di un riscatto. Vedremo quello che accadrà. E' un momento di confronto e magari anche di scontro, ma questo è un rischio calcolato. Va ricordato che la Lazio è in linea con i suoi obiettivi stagionali, ma non possiamo nascondere che il momento è delicato. Non per i risultati, ma per gli atteggiamenti. Inzaghi l'ho intervistato tante volte, nelle sue dichiarazioni spesso cercava sempre di vedere il mezzo pieno. Se anche lui parla nei termini in cui ha parlato dopo Verona, un piccolo grande campanello di allarme è suonato. Mercato a gennaio? Non credo, non per mancanza di risorse ma per scelta. C'è la possibilità che caceres possa partire, ma non credo che il club abbia intenzione di tornare sul mercato. caceres viene considerato uno dei centrali, non un esterno dei quinti. In quel caso da sei centrali si passerebbe a cinque. Questo è quello che mi risulta adesso. Il problema del quinto a destra, Inzaghi l'ha sollevato da questa estate, è innegabile che Marusic abbia dei problemi fisici, ma al momento non so perchè la Lazio continui a pensare di non operare sul mercato".

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DICHIARAZIONI

De Martino: “Peruzzi sorpreso dalle notizie su un suo addio. Discorso Parolo al gruppo confronto per spronarsi a vicenda”

Il direttore della comunicazione della Lazio, Stefano De Martino, ai microfoni di RMC Sport, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “La decisione del ritiro è stata presa di insieme, anche con la squadra. Smentisco il fatto che ci siano stati alcuni giocatori rimasti perplessi. In questo modo il gruppo avrà più tempo per lavorare e analizzare gli errori, passare più tempo insieme in vista della sfida contro la Sampdoria di sabato. Ho letto di cene, discorsi fatti da Parolo alla squadra, ma di queste cene ne facciamo a decine durante la stagione – insieme anche alla dirigenza – ma il giorno dopo sul giornale non c’è nulla. Parolo è uno dei senatori, è uno degli uomini che ha più esperienza anche se nel nostro spogliatoio tutti hanno parola. C’è spesso il confronto per spronarsi a vicenda. C’è un tipo di giornalismo che non aspetta altro che saltare alla gola della Lazio, ma i tifosi hanno capito e non ci cascano più.  Il suo contratto è annuale. Era dispiaciuto per le notizie che escono, sono stato a pranzo con lui era sorpreso: non andrà via. Peruzzi lavora con grande impegno, da quando è arrivato siamo cresciuti tutti. Si sente a casa sua, ha sposato questo progetto e ce lo ribadisce ogni giorno. Il rapporto Lotito-Inzaghi? Tutto nasce da quella telefonata estiva, ma Lotito ne ha fatte altre 200 di telefonate così con tutti: con me, con i magazzinieri e con Tare. Non ci sono problemi. C’è unità di intenti, vogliamo raggiungere l’obiettivo Champions League : ce lo meritiamo dopo il bellissimo calcio espresso l’anno scorso. Siamo molto sereni”.

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