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TIFOSI

Lazio-Sampdoria, venduti 3 mila tagliandi

Marco Canigiani, responsabile del marketing biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky.

“Per la partita fra Lazio e Sampdoria ci saranno gli sconti per gli under 16. Ad ora sono circa 3.000 i biglietti venduti, ma già da oggi ci aspettiamo che il trend possa crescere, come accade di solito.

Il servizio bus è confermato anche per la partita di domenica, in più ci sarà una nuova zona di partenza. Sono infatti aumentate a nove le zone da dove partono i pullman. Ogni partita cerchiamo di studiare le dinamiche e le richieste adatte e necessarie. A breve uscirà la comunicazione ufficiale dove ci saranno tutte le informazioni nel dettaglio. Si potrà andare allo stadio dal punto di partenza del bus e tornare a casa nello stesso modo. Se il servizio dovesse ottenere ancora numeri positivi e se ci sarà un determinato riscontro da parte dei tifosi, allora in futuro si potrà incrementare ulteriormente. È un servizio importante, migliora in generale la viabilità, il numero di macchine in circolazione: questo porta un beneficio tangibile all’intera organizzazione dell’evento. Siamo i primi ad aver effettuato questo tipo di servizio, è partito già dall’anno scorso in occasione di Lazio-Inter all’ultima giornata di campionato. Altri club si stanno interessando per capire come funziona e le sue modalità. Sono sempre favorevole ad iniziative che migliorino il sistema ed abbiano un riscontro positivo. Spesso le altre società guardano noi ed ai servizi che effettuiamo, capita costantemente di essere dei pionieri, ma anche noi guardiamo gli altri per le iniziative positive che effettuano.

Per quanto concerne le maglie con il numero personalizzato, la prenotazione può essere effettuata fino al 7 dicembre: vi sono ancora due giorni di tempo. Presso i Lazio Style si possono acquistare le maglie e si può prenotare il numero personalizzato, che è omaggiato dal nostro main sponsor”.sslazio.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Nuovo modulo per nuovi stimoli? Tentar non nuoce. Badelj e Leiva compatibili” (AUDIO)

Giordano: "Le chiacchiere di Roma sono sempre tante, a volte prive di fondamento. L'unico modo che hanno i giocatori per rispondere è portare a casa risultati, giocando da squadra. Badelj e Leiva? Io credo possano giocare insieme, magari in un 4-2-3-1 rinunciando a Parolo. Spesso dico che è una squadra monca, proprio perché non avendo soluzioni come esterni offensivi saresti costretto ad avanzare Lulic, rinunciando alla qualità palla al piede. In ogni caso, spesso un nuovo modulo – che sfrutti al meglio le caratteristiche dei giocatori – può dare nuovi stimoli ad una squadra troppo abituata alla solita solfa". 

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RASSEGNA STAMPA

Caos Lazio, Parolo: «Ognuno ha fatto come gli pare, ora resettiamo»

ROMA Tutti per nessuno, nessuno per tutti. Se non c'è anarchia totale, dentro lo spogliatoio della Lazio, poco ci manca. Il gruppo granitico e compatto dell'anno scorso è un lontano ricordo. Il ritiro imposto da società e tecnico, oltre ai recenti e deludenti risultati, nasce da questo. Un gruppo scollato, diviso in gruppetti, con gli anziani e leader da una parte, quasi inascoltati, i più giovani da un'altra, più concentrati a vivere sui social che sul campo, e qualche nuovo giocatore arrivato dall'ultimo mercato quasi isolato e ancora non inserito del tutto. E le responsabilità di questo, in parte, sono anche dell'allenatore che, forse, ha lasciato correre un po' troppo. E sin dal ritiro, dove qualcosa già non andava. Qualche lamentela di troppo che però non viene fatta direttamente ad Inzaghi. 
MARCO NE HA PER TUTTIUn chiacchiericcio fastidioso e continuo. E l'allenatore nel faccia a faccia avuto due giorni fa con i giocatori ha parlato anche di questo, ma senza fare nomi, pure se, forse, sono facilmente individuabili con la recente prestazione in Europa League. Una squadra solo sulla carta, ma non nel vero senso della parola. I risultati ottenuti fino ad ora, con il quinto posto a un solo punto dal Milan, cinque dall'Inter terza e più quattro sulla Roma, con la qualificazione al turno successivo in Europa League con due turni d'anticipo e senza la qualità di due pedine come Milinkovic e Luis Alberto (il suo è un caso davvero singolare), sono quasi un miracolo, con la superficialità attuale che regna incontrastata all'interno dello spogliatoio laziale. Da tempo i leader cercano di farsi ascoltare e di trovare una soluzione, ma fino ad ora ogni dialogo è caduto nel vuoto, almeno fino all'altro giorno, quando Parolo e Lulic hanno preso la parola dopo Inzaghi, Tare e Peruzzi. Il centrocampista biancoceleste è stato il più duro, ma allo stesso tempo il più sincero e accorato. «Dobbiamo darci una regolata e una mano tutti insieme, resettare, non pensare più a quanto fatto l'anno scorso, ripartire da zero ma conservare quella rabbia, tornare ad essere umili e aiutarci l'un l'altro dentro e fuori dal campo perché fin qui ognuno ha fatto un po' come gli pare, se ci riusciamo bene altrimenti butteremo tutto e renderemo inutile anche la passata stagione con tutto quello che ci è successo», la sintesi del pensiero del giocatore. 
LA CENA DELLA DISCORDIAParole spietate e pronunciate in un silenzio assordate, ma che nascono da un'amarezza di fondo. Già perché il punto di non ritorno, e che fa ben capire cosa si respira all'interno della squadra, c'è stato due settimane fa, quando Parolo, Radu e Lulic hanno organizzato la cena per la squadra. Un modo per stare insieme tra giocatori e le rispettive famiglie. Un appuntamento organizzato all'ultimo, pochi giorni prima, ma alla fine, al ristorante vicino Formello, non si è presentata mezza squadra. Uno sgarbo che non è stato preso bene dai leader e ha aperto gli occhi anche all'allenatore e ai dirigenti. Pare che l'unico assente giustificato fosse Immobile. Qualcuno si è scusato il giorno dopo, ma è una ferita ancora aperta che si cercherà di rimarginare in questi giorni, dove sono banditi i cellulari e soprattutto la partecipazione ai social, con qualche giocatore che esagera. Il leitmotiv è parlare, chiarirsi e ritrovare la compattezza per lottare per la Champions, l'obiettivo più importante. Qualcosa già è scattato, anche perché l'imperativo è tornare tutti per uno, uno per tutti.

Il Messaggero

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ESCLUSIVE

‘LAZIO DI SERA’ – Caravello: “Germoni merita categorie superiori, a fine stagione incontreremo la Lazio” (AUDIO)

"Germoni? Il ragazzo meriterebbe una categoria superiore. Però sono contento dello spazio che gli stanno concedendo. La nostra è stata una scelta precisa, serviva la gavetta giusta. La squadra sta andando bene e può arrivare tra le prime in classifica Gioca largo a sinistra, ma quando il centrocampo passa a 5 può fare sia il quarto che il quinto. Con la Lazio abbiamo allungato il rapporto di un altro anno, noi crediamo in questo progetto. Ci rivedremo a fine stagione per capire la scelta più giusta da prendere”.

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ESCLUSIVE

‘DOA’ – Durante: “Caceres-Santos, qualcosa c’è. Mercato sudamericano difficile per la Lazio” (AUDIO)

"Caceres al Santos? Che io sappia qualcosa c'è stato. Il giocatore è di gradimento al Santos che sta cercando in quella posizione un giocatore.I dirigenti del Santos hanno sempre lavorato bene con gli uruguagi. In Brasile ci sono tanti giovani talenti non formati, ma costano carissimo. In ottica Lazio il mercato sudamericano è difficile, perché non c'è la via di mezzo che spesso va a cercare il DS Tare, anche per questo il suo mirino negli ultimi anni si è spostato nel nord Europa, il Belgio soprattutto".

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, senti Reja: «Servono uomini veri che si diano una mano»

ROMA Non chiamatelo ritiro punitivo, questo è preventivo. Ma ha comunque un carattere distintivo: è il settimo dell'era Lotito. Dal 2004 a oggi, il presidente è ricorso in diverse situazioni a questo espediente per ritrovare il sereno e in campo il risultato: sei vittorie e un pareggio, nelle partite immediatamente successive, dice il dato. Storico lo 0-2 al Cagliari del 21 marzo 2010 da cui nacque la splendida avventura di Reja sulla panchina biancoceleste, subentrato al posto di Ballardini da 5 gare. Dopo la prima vittoria sul Parma e un pari con la Fiorentina, arrivarono tre ko. Pesantissimo quello in casa col Bari (0-2), che spinse la Lazio con un piede in B e costrinse Lotito a spedirla a Norcia. Lì il vecchio zio Edy e la squadra strinsero un famigerato «Patto» per centrare la salvezza: «Io inizialmente non ero d'accordo, ma alla fine ero appena arrivato e fu il modo migliore per conoscere i miei nuovi ragazzi e unirci»
In quale maniera, Reja?
«Mi ricordo che facemmo una cena per il compleanno di Zarate e quello fu il momento esatto in cui ci ritrovammo». 
Cosa scattò nella mente dei giocatori?
«Doveva arrivare prima una maga, poi un mental coach e io mi rifiutai. Parlai coi senatori e con Brocchi e gli dissi: Se avete gli attributi, adesso tirateli fuori. Mica sarete dei bambini che avete bisogno dei tutori?' Da lì, ci fu un ricompattamento e volammo a vincere in Sardegna». 
Secondo lei la situazione è simile adesso a livello psicologico?
«Non credo. In fondo la Lazio viene da tre pareggi, ma forse Lotito ha fiutato un allarme per l'atteggiamento e ha prevenuto un'altra caduta». 
Possibile si sia rotto qualcosa all'interno dello spogliatoio?
«Ho visto la Lazio, non va bene da qualche mese e non so perché. Ci sono giocatori come Milinkovic, Luis Alberto, Leiva stesso che era un fenomeno l'anno scorso, che stanno giocando al di sotto del loro possibilità».
In caso di sconfitta sabato, il ritiro potrebbe proseguire a oltranza…
«La Samp può mettere in difficoltà, ma la Lazio è forte e deve vincere».
E' libero e qualcuno vede già la sua ombra su Inzaghi.
«Onestamente a un ritorno alla Lazio non direi mai di no. Ho lasciato un pezzo di cuore e potremmo ricostituire la coppia Reja-Bollini (ndc, scherza e ride), ma senza patti di Norcia…».

Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Peruzzi, l’angelo custode sta pensando all’addio

ROMA In estate era stato molto chiaro: firmo il rinnovo ma se verranno meno determinate condizioni mi faccio da parte. Angelo Peruzzi lo ha messo nero su bianco nelle tre ore di colloquio che ha avuto con Lotito e Tare. Un solo anno. Passo dopo passo perché lui è abituato a non andare mai oltre. Figura ingombrante sì, ma solo per la sua corporatura. Più volte decisivo nel corso dei suoi due anni a Roma nel fare da raccordo tra lo spogliatoio e la società. Già, semplice raccordo e non certo una presenza scomoda. Insomma non vuole imporre i diktat ma essere un consigliere perché sa benissimo come funziona uno spogliatoio. Finora ha bene o male avuto mano libera nel farlo. Rapporti sereni con la dirigenza tranne in estate quando restò molto male quando il ds Tare prese Proto come portiere senza chiedergli il minimo parere. Lui avrebbe preso Sirigu. Acqua passata. La figura di Peruzzi era stata una mossa voluta dal presidente per delimitare i ruoli di competenza dei vari dirigenti
SGUARDO AL PASSATOOra è altro che si sta facendo strada nella testa dell'Angelo custode. Il clima di frizione tra tecnico e presidente non sta giovando neanche a lui che è un po' finito ai margini di quel progetto. A lui il compito di comunicare la decisione di andare in ritiro. Questa la sua ultima apparizione. Qualche intromissione di troppo lo ha limitato nella sua azione. Anche il fatto che più di un giocatore lo abbia scavalcato non gli è piaciuto. Ora il club manager potrebbe pensare di lasciare il suo compito a fine anno. Qualcuno dice già a gennaio, ma è una ipotesi molto remota. Possibile per lui un ruolo in Federazione. E' abituato a rispettare le parole date e lo farà anche se non sente più quel feeling. La cosa si vocifera già da qualche tempo dalle parti di Formello e Lotito starebbe già pensando ad una alternativa per non rimanere scoperto in un ruolo che ritiene molto importante. In passato, in ballottaggio con Peruzzi, ci fu Ledesma. L'argentino però si è eclissato dal mondo Lazio. Un nome che sta prendendo sempre più quota è quello dell'ex capitano Mauri. Ha l'avallo di qualche ex compagno, conosce bene l'ambiente e si muove benissimo. Lui, però, per ora preferisce non commentare.

Il Messaggero

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

“9 GENNAIO 1900” – Mauri: “Inzaghi delegittimato? Tolto Acerbi è la squadra dello scorso anno. Le grandi squadre non sbagliano gli approcci alle gare come fa la Lazio” (AUDIO)

Stefano Mauri in collegamento a 9 GENNAIO 1900: “Il ritiro può servire, vedi 26 Maggio e il passaggio di consegne Ballardini-Reja? “Il ritiro a me non è mai piaciuto ma va detto che siamo professionisti e bisogna vedere il contesto. In questo momento la Lazio deve riunirsi e guardarsi in faccia. Credo sia un ritiro per risolvere piccoli problemi dentro lo spogliatoio, stare insieme e superare il momento delicato. L'obiettivo è chiaro: non si possono perdere punti perché le altre vanno veloci ed ogni punto è importante”.  Un ritiro per mostrare il peso della società per legittimare Inzaghi? “Vorrei capire chi delegittima Inzaghi considerando che, tolto Acerbi, giocano gli stessi dello scorso anno. La società? Vanno in campo giocatori e allenatori e se i risultati non arrivano è perché i calciatori non sono al meglio. I risultati fino a due settimane fa erano in linea con le aspettative, non credo sia questo il problema. In realtà sono state sbagliate le gare con l'Apollon e col Chievo, parlerei di approccio sbagliato e non di moduli. Questo può far pensare che la Lazio non sia ancora pronta perché le grandi affrontano tutte le gare come fossero le ultime. Aggiungo che le cose che accadono nello spogliatoio all'esterno non si vengono a sapere nella loro realtà”.  Inzaghi spesso ha sottolineato la maggiore qualità della rosa delle concorrenti alla Champions. "Inzaghi non ha tutti i torti. L'Inter, oltre al budeget per la Champions, ha comunque acquistato giocatori come De Vrij, Keita, Asamoah, Vrsaljko, Nainggolan. Il napoli se ha perso Miilik aveva comunque in casa Rog e Zielinski, ha preso Verdi e Malcuit, di fatto ha ricomprato Milik. La Roma forse si è indebolita nell'asse centrale senza Allison, Nainggolan e Strootman; il MIlan ha comuqnue acquistato e con Gattuso sta crescendo".      

 

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ARBITRI

Valeri: “La VAR può salvare la carriera di un arbitro. Resistenze? Solo a livello di inconscio”

Paolo Valeri, arbitro della sezione di Roma, ha parlato nel seminario “Il calcio a chi lo racconta”, in svolgimento a Coverciano. Come riporta il Corriere dello Sport, al centro del suo intervento il VAR. “Ho iniziato nel 1994 e fino al 2017 ho fischiato prendendo decisioni in un centesimo di secondo. Poi è arrivato il VAR che può correggere una tua decisione – spiega – Qualche resistenza potrà esserci, ma noi arbitri siamo tutti favorevoli al VAR. Se c'è qualche resistenza resta a livello di inconscio, sappiamo che va usato: può salvarti la carriera, non solo un match.  In futuro arriveremo ad avere grande uniformità nell'utilizzo del VAR, sia dall'arbitro sia da chi sta davanti al monitor – continua il direttore di gara – Migliorare? Selezionando con più attenzione le immagini e magari utilizzando più tempo per rivedere le immagini e prendere una decisione”.  

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TIFOSI

‘VDN’ – Piscitelli: “Stop ad alcuni atteggiamenti inaccettabili, risolvete i problemi nello spogliatoio. Noi tifiamo, voi impegnatevi!” (AUDIO)

FABRIZIO PISCITELLI in collegamento a 'LA VOCE DELLA NORD': "“La nostra rabbia é preventiva, così come alcuni striscioni dedicati ad alcuni giocatori. Sono considerati dei campioni, ma a noi interessa vedere giocatori che diano tutto in campo. A noi serve che Milinkovic entri in campo dando tutto per questa maglia, non è accettabile sentire dire che il mercato possa essere una distrazione. Non vogliamo arrivare, come è accaduto lo scorso anno, a recriminare qualcosa. Noi pretendiamo che ci venga dato ciò che si spetta, ma ora siamo noi che stiamo lasciando punti per strada. C’è un ritiro in corso, situazione che denota che ci sono delle problematiche da superare. Aspettiamo cosa accadrà sabato sera contro la Samp, mi auguro che possa arrivare una vittoria che possa far voltare davvero pagina. Vogliamo restare in alto, vogliamo che la Lazio arrivi terza e quarta, non è accettabile vedere giocatori che scendono in campo con un atteggiamento sbagliato. Che vengano risolti i problemi all’interno dello spogliatoio, a questo ci pensi l’allenatore. Noi domenica andremo allo stadio per fare il nostro dovere, tifare e sostenere la Lazio. Gli altri facciano il proprio, che il nostro amore venga ripagato con il vostro impegno"