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STATISTICHE

Stagioni a confronto: delle ‘big’ solo la Roma ha un saldo negativo peggiore della Lazio

Meglio il Milan di Gattuso di quello di Montella. Allegri supera se stesso, Spalletti e Di Francesco fanno peggio di quanto avevano fatto nello scorso campionato. È quanto emerge dal confronto dell'attuale classifica rispetto a quella di un anno fa dopo 14 giornate. Cristiano Ronaldo ha dato una marcia in più ai bianconeri, semmai ce ne fosse il bisogno, e così i campioni d'Italia, in questo avvio di campionato, sono riusciti a conquistare 6 punti in più rispetto alla stagione 2017-18. Meglio anche il Milan: i rossoneri, stanno vivendo un primo terzo di campionato decisamente migliore rispetto a quello di Montella.
CHI SALE, CHI SCENDE — Il quarto posto di Cutrone e compagni è la prova di questo miglioramento, anche se c'è da dire che la "risalita" del Diavolo è merito – o meglio demerito – delle concorrenti ai posti Champions: hanno perso punti Inter (-7) e Napoli (-6), ma pure Lazio (-8) e Roma, addirittura 14 lunghezze in meno rispetto al 2017-18. Un anno fa, il Milan aveva appena cambiato allenatore: Montella era stato esonerato dopo lo 0-0 interno con il Torino, lasciando a Gattuso un Diavolo settimo e lontano 11 punti dal quarto posto occupato dalla Roma che lo aveva battuto a San Siro a ottobre. Oggi Rino naviga in zona Champions non solo perché le rivali hanno perso terreno rispetto al campionato passato, ma anche perché il Milan regge il confronto nei faccia a faccia. I rossoneri hanno già affrontato Roma, Inter e Lazio capitalizzando 4 punti su 9, nel 2017 erano arrivate solo sconfitte.

TESTA-CODA — In vetta a questa particolare graduatoria c'è il Sassuolo: gli uomini di De Zerbi sono partiti fortissimo in questo inizio di campionato tanto da riuscir ad accumulare ben 9 punti in più rispetto a un anno fa. Chi, invece, sta facendo decisamente peggio è il Chievo: i gialloblù, probabilmente, vivono una delle peggiori annate da quando sono in Serie A. La penalizzazione in panchina e i vari cambi in panchina (con tanto di caso Ventura nel mezzo) non hanno aiutato il cammino dei veneti: i 18 punti in meno rispetto a un fa ne sono la prova.
LA CLASSIFICA — Sassuolo +9, Juventus +6, Milan +5, Genoa +5, Spal +4, Torino +2, Atalanta +1, Cagliari +1, Fiorentina 0, Udinese -2, Napoli -6, Inter -7, Sampdoria -7, Lazio -8, Bologna -9, Roma -14, Chievo -18.Gazzetta.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Che bei ricordi i miei ritiri, oggi lascia il tempo che trova. Se il gruppo è compatto…”

BRUNO GIORDANO in collegamento a 'NMM': "Da calciatore ne ho fatti molti di ritiri, anzi era tutto un ritiro. Eravamo una squadra bella, unita, piena di romani. Ricordo quello dell'83-84 con Carosi allenatore. In quel caso stavamo andando molto male. Ce ne sono stati altri con Lorenzo, poi prendemmo 5 gol dall'Udinese. Era una giornata brutta, di pioggia, eravamo reduci da un lungo ritiro. L'anno precedente con Carosi era tutta un'altra cosa. C'era uno spirito di squadra importante, sapevamo che l'obiettivo era la salvezza. Poi ci salvammo all'ultimo, ma fu una stagione che ricordo con affetto. Una sera mi ritrovai tutta la squadra a casa dopo un pomeriggio al cinema, vennero tutti con il pullman. Per una soceità è importante capire se è la stagione giusta oppure no. Se il gruppo sta bene insieme è utile, ma oggi conta fino ad un certo punto. Non c'è quella voglia di stare insieme e risolvere la situazione. Ognuno sta nella propria stanza. Speriamo che questo ritiro a Formello possa portare dei risultati. Se il gruppo è compatto il ritiro può fare bene, altrimenti fa danni…"

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Cardone (Repubblica): “Lo scorso anno la Lazio-arbitri come Davide e Golia, non ci fu nessuna ammissione di colpa” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (la Repubblica) in collegamento a 'NMM': "E' vero che la Lazio non sempre protesta nel modo giusto contro gli errori arbitrali, magari non potrà avere un Totti da portare in sala stampa, anche se c'è un grande personaggio come Peruzzi che potrebbe anche farlo. Totti l'hanno spinto al microfono, lo facesse la Lazio anche con lui. Il presidente dell'AIA Nicchi non si espresse allo stesso modo dopo la gara dello scorso anno con il Torino. Lo scorso anno abbiamo assistito ad un vero braccio di ferro della Lazio con gli arbitri, è stato come ad assistere ad un confronto tra Davide contro Golia. Quando ti scontri con la classe arbitrale non puoi che rimetterci. Conta molto il supporto della stampa e da questo punto di vista la Lazio non ha lo stesso trattamento di altri club. Sapete chi era al VAR domenica in Roma-Inter? Quel Fabbri che era al VAR in Lazio-Fiorentina dello scorso anno. In quel caso non ammise nessun errore". 

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RASSEGNA STAMPA

Quando il ritiro fa bene: dal ‘patto di Norcia’ al 26 maggio. E Inzaghi iniziò proprio così

La Lazio va in ritiro e medita sui propri errori. È il secondo nell’era Inzaghi, il settimo nell’era Lotito. Non tutti i mali vengono per nuocere, la storia scrive che alla Lazio fa bene andare in ritiro: sei vittorie e un pareggio nelle successive gare

Il primo a Norcia con Rossi, dopo la pesante sconfitta con il Siena, è stato una manna per vincere il derby contro la Roma nell’aprile 2009. Nel novembre 2009 la squadra guidata da Ballardini è rimasta dieci giorni in ritiro a Norcia, fino alla sfida contro il Napoli poi finita 0-0. Sul baratro della Serie B, nel marzo 2010 celebre è rimasto il «Patto di Norcia» stretto da Reja e la squadra per centrare la salvezza. Il sorriso dopo la tempesta è stato lo 0-2 al Cagliari. L’unico ritiro non punitivo, anzi mistico, a Norcia è stato alla vigilia della storica finale di Coppa Italia contro la Roma. Ha funzionato, la Lazio ha trionfato il 26 maggio 2013. Nella stagione 2015/16, la Lazio di Pioli è stata due volte in ritiro a Formello: a settembre, dopo la manita del Napoli, seguito dal successo sul Genoa per 2-0; a novembre dopo il pareggio con il Palermo, ha portato alla vittoria in Europa League sul Dnipro.

Nell’ultimo ritiro a Norcia, nell’aprile 2016, è nata l’avventura di Inzaghi alla Lazio. La sconfitta nel derby con la Roma fu fatale al tecnico della Fiorentina, Simone ha riportato la squadra al successo con il Palermo. Da oggi pomeriggio in ritiro a Formello fino alla gara contro la Sampdoria di sabato sera, Inzaghi metterà tutti in discussione. Da domani ritroverà in gruppo Leiva, da valutare le condizioni di Luis Alberto e Marusic fermi per nuovi guai muscolari. il Tempo / Laziopress

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate (Il Messaggero): “Come possono mancare le motivazioni? Questo gruppo soffre troppo le pressioni” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a 'NMM': "Paradossalmente la strigliata di Lotito prima della gara con il Chievo ha sortito un effetto boomerang. La realtà è che questa squadra soffre troppo pressioni e aspettative, già in passato questo gruppo ha dimostrato di avere limiti caratteriali. A questo gruppo più che una strigliato serve uno psicologo, mansione che in passato ha fatto molto bene, ma ora non ci sta riuscendo. Mi chiedo come sia possibile il primo tempo di Verona. Non ci sono neanche attenuanti fisiche, visto che i titolari non avevano partecipato alla trasferto di Nicosia. C'erano presupposti e motivazioni, nonostante questo contesto ideale la Lazio ha approcciato in quel modo la partita. 

La Lazio va in ritiro e medita sui propri errori. È il secondo nell’era Inzaghi, il settimo nell’era Lotito. Non tutti i mali vengono per nuocere, la storia scrive che alla Lazio fa bene andare in ritiro: sei vittorie e un pareggio nelle successive gare.

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ARBITRI

Var-Lazio, Cesari non dimentica: “Lazio molto penalizzata lo scorso anno”

Il rigore non concesso alla Roma contro l’Inter, infatti, ha fatto tornare di moda il discorso dell’utilità del Var. Durante il programma televisivo, Cesari ha voluto ricordare anche i molti errori arbitrali che hanno sfavorito i biancocelesti nella passata stagione: “Non dimentichiamo i torti subiti dalla Lazio, l’anno scorso sono stati tanti”.

cittaceleste.it

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APPROFONDIMENTI

Inzaghi-Lotito, frizioni nate in estate: il “no” al Napoli e la telenovela Acerbi

Spuntano due retroscena riguardanti la Lazio ed alcuni affari di calciomercato. Come riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport, infatti, lo scorso 25 marzo il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis – ai ferri corti con Sarri – incontrò mister Inzaghi per consegnargli un Napoli in corsa sia in Champions che in Campionato. Il numero uno partenopeo avrebbe messo sul piatto un ingaggio di ben 3 milioni, prontamente rifiutati dal tecnico, legato dal ’99 al club capitolino. A dimostrazione di quanto, anche di fronte all’interesse da parte di una big della Serie A, ‘Simoncino’ non abbia mai messo in discussione la voglia di rimanere nella prima squadra della Capitale.

ACERBI – Ma non finisce qui. Simone Inzaghi fu infatti decisivo anche per portare a Roma Francesco Acerbi. Interessato al difensore del Sassuolo per sostituire de Vrij, l’ex attaccante – in vacanza con famiglia e amici a Milano Marittima – chiamò Lotito e lo esortò ad alzare l’offerta a dieci milioni senza bonus. Solamente il suo intervento diede una svolta alla trattativa, prima di allora ferma a causa della non volontà dei due presidenti di accontentarsi a vicenda.lazionews24

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POLISPORTIVA

Piazza della Libertà, la Lazio Atletica Leggera presenta l’Albero di Natale

La SS Lazio Atletica Leggera è lieta di comunicare che a Piazza della Libertà è stato installato un abete naturale che sarà l’Albero di Natale della Lazio Atletica e di tutti i Laziali. La pianta, attualmente alta 4 metri, può raggiungere negli anni l’altezza di 60 metri. Nei prossimi giorni comincerà ad essere addobbata con le decorazioni natalizie, ovviamente nei colori e sfumature del bianco e del celeste! Buon Natale

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DICHIARAZIONI

Diaconale: “Sarà un ritiro riflessivo, VAR? Noi vittima preferita la scorsa stagione, nessuno ne parlò”

Arturo Diaconale (portavoce del presidente Lotito) è intervenuto in mattinata ai microfoni di Radio 1. Un'intervista a tutto tondo, dall'imminente ritiro della Lazio al capitolo VAR, di cui si parla in abbondanza in questi giorni: "Ogni ritiro ha un aspetto che può essere inteso come punitivo. Questa volta è uno spunto riflessivo. La squadra, insieme a Inzaghi, vuole ritrovare se stessa ritrovando motivazione e voglia. Ci sono stati degli alti e bassi nelle ultime partite. In fondo la classifica resta importante. Il Milan è sopra di un punto, credo che ci saranno sorpassi e controsorpassi da qui alla fine del campionato. I giochi veri si faranno nella seconda parte della stagione. Tutte le squadre nell'arco di un'annata alternano fasi positive a fasi negative. Questa parte è stata ora passata dalla Lazio in maniera quasi indenne, con tre pareggi. Si potevano tranquillamente vincere, questo si". 

Meglio prevenire che curare, questo è il senso?

"Questo è un campionato particolare per la Lazio. Deve stabilizzare la sua capacità di essere squadra di alta classifica. I primi due anni di gestione Inzaghi hanno dimostrato di potersi giocare questo posto. Una condizione che deve essere acquisita e radicata". 

Cosa manca nel gioco?

"Non mi sembra si sia smarrita la trama. La Lazio offre diverse tipologie di gioco grazie a giocatori duttili. Certo, facendo un bilancio fra certi giocatori lo scorso anno e gli stessi in questo, delle differenze ci sono. La rosa è però rinforzata grazie a una panchina più lunga composta da calciatori importanti. Farà la differenza".

Peggio con l'Apollon o col Chievo?

"Credo che la vera partita in cui non c'è stata la consapevolezza del cambio di ruolo sia stata quella di Cipro. Una squadra che assimila una certa mentalità gioca sempre in una certa maniera. Invece turnover massiccio, qualificazione archiviata e gara presa sottogamba".

Lazio prima squadra italiana a qualificarsi al turno successivo

"Le sfide abbordabili si rivelano sempre quelle più ostiche. Preferisco ai sedicesimi un'avversario di alto livello che garantiscono stimoli a tutti. Questo per me è un bene. Il Chelsea? Sarebbe difficile, rischiosa, ma sicuramente affascinante e divertente. Se la Lazio superasse uno scoglio del genere dimostrerebbe di essere una squadra all'altezza della sua tradizione".

Primo tempo con il Chievo

"Credo sia un approccio sbagliato e che purtroppo capita. Tutte le squadre attraversano momenti del genere. Il Napoli con il Chievo ci ha pareggiato in casa. I clivensi sotto la nuova gestione di Mimmo Di Carlo si sta plasmando come una formazione catenacciara con abilità da contropiede".

Le motivazioni dei singoli

"Nel secondo tempo Milinkovic, a Verona, l'ho visto impegnarsi. Forse lo scorso anno il tiro al volo lo avrebbe messo dentro. Il fatto di averci provato mi è sembrato comunque un segnale positivo. È giovane e forte e non mi sorprende che possa soffrire momenti di stanchezza mentale".

La Lazio e il calciomercato

"Io non mi occupo di mercato e non sono in grado di poter dire nulla. In realtà quello di gennaio è più complicato e difficile. Chi ha buoni giocatori se li tiene stretti. Farlo per farlo sarebbe assolutamente sbagliato. Se ci saranno opportunità da cogliere vedremo, ma è un altro conto". 

La Var e le diatribe dopo Roma-Inter e Milan-Parma

"Lo scorso anno la vittima preferita del Var è stata la Lazio e le polemiche erano ridotte. Quest'anno sono coinvolte altre squadre e il tutto è divampato enormemente. Permettetemi questa polemica. Sulla procedura sono convinto che vada modificata. Il protocollo deve consentire un intervento anche dalle parte di squadre e allenatore per considerare momenti di discussione della partita. Questo credo che possa assicurare una migliore funzionalità. Significherà poi attrezzarsi per avere anche un delegato Var per ogni società. Però se all'allenatore o al capitano verrà garantita una review su casi controversi non farà che bene". 

Pochi gol per la Lazio quest'anno

"Non mi pare che le polemiche in Nazionale sul rendimento di Immobile abbiano inciso sullo stesso. Di tutti quanti i calciatori della Lazio resta il giocatore singolo per entusiasmo e impegno. Anche i risultati che produce restano importanti. A Verona ha preso anche un palo. Io credo che tra Correa, Caicedo, gli inserimenti di Parolo si segni. Sono mancati un po' Milinkovic e Luis Alberto. Se ci fossero anche loro, la squadra andrebbe. Il gioco c'è". 

Atalanta-Napoli e il caso dei cori

"Io credo che il confine sia sempre molto labile. Certe volte ci sono delle forzature mediatiche un po' strumentali. Noi della Lazio ne siamo stati vittime più che spesso. Anche invocare l'eruzione vulcanica del Vesuvio va presa in una chiave non dico goliardica, ma che non si leghi poi alla violenza. Io starei molto attento alla criminalizzazione eccessiva delle curve. Secondo me fermare le partite è una misura eccessiva. Logicamente dipende poi da cosa si dice. Se un giocatore viene martorizzato intervenghino l'allenatore o il capitano".

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Pinelli: “Ritiro punitivo e giusto. Cambio modulo? Occhio ai malumori…” (AUDIO)

Pinelli: "Ritiro punitivo perché deciso dal presidente, non certo per fare un barbecue a Formello in allegria. Decisione giusta, ciò che si è visto nel primo tempo di Verona è inaccettabile. Modulo? Non è quello il problema fra Lotito e Inzaghi, ma cambiare potrebbe generare malumore in qualche veterano inamovibile. Vedrei bene Bastots terzino destro, se Inzaghi dovesse effettivamente passare a 4, darei fiducia a Caicedo insieme ad Immobile".