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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Non voglio sentirmi il ‘parente povero’ delle big. A Napoli per invertire il trend” (AUDIO)

Bruno Giordano a 'QUELLI CHE…': "C'è distanza fra Lazio e Napoli, i 12 punti raccontano una differenza evidente. La Lazio però se la deve giocare con coraggio, il Napoli ha defezioni importanti e anche Albiol è in dubbio. Se i biancocelesti vogliono crescere devono fare risultato, dopo l'occasione non sfruttata col Milan si ripresenta una situazione analoga, fare punti significa cambiare la percezione che abbiamo della Lazio. Rispetto alla partita con i rossoneri la Lazio ha un Luis Alberto in crescita, Milinkovic anche ma meno dello spagnolo: è ancora troppo poco costante. Stanno meglio, ma la crescita va confermata contro un avversario di livello. 19 milioni troppi per Zappacosta? Non voglio essere il parente povero delle concorrenti per il quarto posto. Sulla destra vorrei Lazzari, anche per sfruttarlo in un 4-3-3, ma per adesso Zappacosta resta più completo".

 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Pinelli: “Zappacosta quasi impossibile. Napoli? Mertens in dubbio, pronto Ounas” (AUDIO)

Pietro Pinelli a 'QUELLI CHE…': "Pochi margini per ridimensionare la squalifica di Koulibaly, credo che le giornate rimarranno due e quindi ad una sua assenza domenica contro la Lazio. Per i biancocelesti occasione unica, Napoli rimaneggiato e senza i pezzi migliori: anche Mertens in dubbio con Ounas pronto a sostituirlo. Zappacosta? Troppo difficile per la Lazio, il Chelsea chiede una cifra irraggiungibile per la Lazio. Occhio alla pista portoghese, la Lazio cerca un giocatore dello Sporting Lisbona. Credo ad una Lazio competitiva per il quarto posto anche senza Zappacosta, perché la differenza possono farla Milinkovic e Luis Alberto più di tutti gli altri". 

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SOCIETA'

De Martino: “Tolleranza zero verso chi danneggia l’immagine della società”

Le parole di Stefano De Martino (responsabile comunicazione Lazio) ai microfoni dell'organo ufficiale bianciceleste, in merito alle vicende di Lazio-Novara e il polverone sollevatosi: "Riguardo alla partita contro il Novara, come da copione non vi sono stati cori razzisti, ero sicuro di questo e l’avevo già detto al termine della partita. La società ha preso subito una posizione ed ha risposto subito a queste accuse infondate con le parole del nostro portavoce Arturo Diaconale che ha detto che non vi era stata nessuna percezione allo stadio di questi cori. Lo ha testimoniato anche il direttore del TG5 Mimum, coinvolto sempre in prima persona in queste situazioni, che non ha sentito assolutamente nulla esclusi i cori contro il Presidente Claudio Lotito da parte dei tifosi del Novara. Quella è stata una brutta pagina che deve essere sottolineata e non deve più capitare. Un danno di immagine alla società dato che la notizia ha fatto il giro del mondo, un danno di rispettabilità e di immagine verso la stessa tifoseria. Un aspetto che a me ha fatto molto arrabbiare e leggendo tutti i messaggi che sono arrivati capisco e noto la rabbia comune di tutti quanti. Non si può trovare giustificazione e non si deve puntare sempre e subito il dito contro i tifosi biancocelesti, credo che questa volta si sia andati veramente oltre nel riportare la notizia in quel modo. Direi che più che un'anomalia è stato un malcostume giornalistico, non è accettabile fare un copia e incolla senza verificare la notizia. Dispiace tanto perché il danno provocato non è qualcosa di cancellabile, tutto quello di buono che viene svolto, con queste notizie infondate vengono vanificate come accade nel Monopoli.

Facciamo un lavoro incessante ogni giorno, lo fanno i tifosi con i loro comportamenti ed atteggiamenti e poi tutto viene vanificato da questo tipo di notizie, è una cosa che mi dà molto fastidio. La verità è che questo tipo di cori non ci sono stati e non si sono percepiti, è stata riportata una cosa esagerata in maniera puerile ed infantile, non da persone d’esperienza, queste notizie vanno date con attenzione e dopo un'attenta valutazione su argomenti così sensibili. La mia idea è che la Lazio si doveva costituire parte lesa, questo è un danno più grosso rispetto agli altri. Proprio in quei giorni si discuteva dal punto di vista sportivo e politico. Se uno leggeva la notizia sembrava che la curva ed un intero stadio avessero intonato cori razzisti, già l’ho detto alla società, la prossima volta secondo me si deve costituire come parte lesa in questo senso. È troppo grave quello che è accaduto a livello di immagine e sul piano economico per la Lazio. I biancocelesti sono una società quotata in Borsa, è rispettata a livello internazionale perché gioca le competizioni europee e la UEFA leggendo questi articoli potrebbe andarci con la mano pesante dato che non è tenera in questo tipo di situazioni.

Non è possibile e mi dispiace perché questo è un tipo di giornalismo approssimativo e di basso profilo che danneggia tutti quelli che fanno il loro lavoro in maniera puntale, precisa e professionale e nella Lazio ce ne sono tanti. Aiutano nella costruzione della nostra quotidianità. Mi sento di appartenente alla categoria di giornalisti a cui chiedere scusa come a tutti i tifosi della Lazio; so io quello che ha comportato questa notizia e tutte le lettere e le email che mi sono arrivate nelle quali ogni nostro tifoso voleva approfondire questo argomento chiedendo immagini o audio di questi fatti. Ovviamente non vi era nulla e la Lazio infatti non ha ricevuto sanzioni perchè c’è stata zero percezione di questi cori sia dallo stadio che dal direttore di gara che non ha sentito nulla.

Una brutta pagina come non ne ricordavo in questi anni dato che è arrivata anche in un momento particolare e preciso. È un argomento molto sensibile che abbraccia il calcio e la vita di tutti i cittadini, è normale che ci si trovi in prima pagina, la notizia poteva sembrare vera per come è stata trovata, ovvio che il pezzo poi faccia il giro del mondo. È un qualcosa che non doveva proprio partire, in molti mi hanno chiamato indignati dalla tribuna stampa. L’unica cosa da fare nel post partita era far parlare Diaconale che ha parlato di psicosi. Speriamo si tratti solo di psicosi altrimenti si può pensare che ci sia la voglia di tirare uno schiaffo alla Lazio alla prima occasione. Questo non lo possiamo accettare, mi auguro che non accada mai più. Questi errori di valutazione sono cose che non dovremmo proprio vedere o ascoltare. Ci vuole una grande attenzione nel trattare questi argomenti soprattutto quando le cuci addosso a qualcuno, in questo caso ai tifosi della Lazio. Dalla prossima volta ci sarà tolleranza zero per questo tipo di cose. Chiedo a tutti i colleghi di portare attenzione nel dare certe notizie. Come posso immaginare anche dai numerosi colloqui avuti anche del nostro portavoce Arturo Diaconale che non vogliamo più una distorsione della realtà e che ci sarà, ribadisco, tolleranza zero. Voglio essere preciso in questo senso e sottolinearlo in maniera chiara. In questo modo si fa un danno soprattutto ai tifosi che si spendono per la squadra e che vanno allo stadio con tutte le problematiche annesse al caso. Alla fine l’affetto e l’amore che portano fa il giro del mondo, ma in senso negativo, questo non può e non deve essere tollerato. Il lavoro deve essere fatto in maniera puntuale, calibrata, professionale e responsabile. Cosa che in questa vicenda non ho visto nella maniera più assoluta. Questo è il mio dispiacere e il mio disappunto. La radio ufficiale del club è nata anche per confrontarsi e parlare di argomenti non chiari, il compleanno arriva proprio in un momento di discussione importante".

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ALTRE

18 gennaio 1977, 42 fa la morte di Luciano ‘Cecco’ Re Cecconi. Il ricordo della Lazio

Sono passati 42 anni dalla scomparsa di Luciano Re Cecconi, correva il 18 gennaio 1977. Una tragedia che sconvolse il mondo del calcio, uno scherzo terminato nel più assurdo dei modi. 'Cecco' aveva solo 29 anni, perse la vita lasciando un vuoto incolmabile nei cuori di amici, parenti e compagni di squadra, per una vicenda che ancora oggi lascia tutti con l'amaro in bocca. Il ricordo della Lazio: 

"Quarantadue anni fa ci lasciava Luciano Re Cecconi, centrocampista della Lazio dal 1972 e Campione d’Italia con l’Aquila sul petto nella stagione 1973/74.

Scomparso prematuramente a soli 28 anni, l’Angelo biondo resterà per sempre nei cuori di tutti i tifosi laziali ed, ancora oggi, il suo ricordo è più che mai vivo".

 

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CALCIOMERCATO

Mercato, Caceres vicino al Bologna: si tratta per Ristovski

Zappacosta è sempre più lontano. Se il Chelsea non abbasserà drasticamente le richieste l'arrivo dell'esterno di Sora sarà praticamente impossibile, per questo la Lazio studia le alternative. Il nome più ricorrente è quello di Ristovski, esterno macedone dello Sporting Lisbona. Dal Portogallo 'A Bola' continua a parlare di un interesse concreto, con i biancocelesti interessati a prelevare il giocatore in prestito con diritto di riscatto fissato a 5 milioni. La società lusitana vorrebbe un obbligo di riscatti di circa 7 milioni, si tratta. Tutto fermo intanto per Durmisi, con il Celta Vigo non c'è l'accordo per una cessione a titolo definitivo (o con prestito e obbligo di riscatto). In uscita il nome più caldo è quello di Martin Caceres. Nella serata di ieri Gianluca Di Marzio parlava di un accordo praticamente raggiunto fra Lazio e Bologna, ma il giocatore piace molto anche in Brasile. 

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CURIOSITA'

Sorpsasso al San Paolo: Inzaghi fa 132 e supera Reja

Inzaghi entrerà di diritto nei giganti della Lazio. Una carriera quasi interamente dedicata ai biancocelesti, prima da giocatore e poi da allenatore. Da quando ha preso le redini della squadra (nel post Pioli e nel semi-post Bielsa) Simone ha guidato la Lazio per ben 131 incontri, eguagliando le panchine di Edy Reja. Domenica sera al San Paolo festeggerà il sorpasso al goriziano (che sarà in tribuna) e diventerà di diritto (con 132 gare) il sesto tecnico per presenze della storia della società biancoceleste. Ancora lontani Maestrelli (183) e Dino Zoff, primo con 202.

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GIUDICE SPORTIVO

Napoli, squalifica Koulibaly, attesa per la decisione sul ricorso

NAPOLI – Approda oggi alle 13.30 alla corte d'appello della Figc il ricorso del Napoli contro la seconda giornata di squalifica inflitta a Kalidou Koulibaly, per l'espulsione contro l'Inter del 26 dicembre scorso. A discutere il ricorso ci saranno lo stesso giocatore senegalese e il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. Koulibaly era stato espulso per doppia ammonizione dopo aver applaudito a seguito della prima ammonizione per un fallo di gioco. Il senegalese ha già scontato la prima giornata di squalifica. Ad assistere il Napoli ci sarà il legale di fiducia del club, Mattia Grassani.

LA LINEA – Lo stesso Grassani ha anticipato nei giorni scorsi la linea difensiva: "La vicenda di Koulibaly è fuori dall'ordinario, ecco perché ci sarà anche il giocatore davanti al giudice. Il ragazzo vuole spiegare a parole sue come si è sentito durante tutta la partita e perché ha reagito in quel modo, in un modo non daKalidou". Il giocatore ha reagito nei confronti dell'arbitro Mazzoleni non per l'ammonizione, ripete il Napoli, ma per i cori razzisti che lo perseguitavano da inizio partita. "L'arbitro lo ha capito? Secondo noi no", è la tesi di Grassani, il quale si augura che venga sentito anche il direttore di gara di Inter-Napoli proprio per ricostruire il clima di una giornata nera per il calcio.

LE PAROLE DI MERTENS – "Per me Kalidou è un fratello e nello spogliatoio l'ho visto proprio male male. Non per il cartellino rosso, si sentiva male perché sentiva d'aver perso contro il razzismo", è stato il commento dell'attaccante azzurro Dries Mertens. Il Napoli e Koulibaly dunque provano domani a difendere le ragioni del difensore, 'colpevole' di una reazione non contro il cartellino giallo ma per quanto gli veniva urlato dagli spalti. Cori che hanno determinato un'onda lunga di commenti, reazioni e polemiche sull'opportunità di sospendere le partite in caso di manifestazioni razziste dagli spalti.

corrieredellosport.it

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RASSEGNA STAMPA

Leiva studia da ‘ammazzagrandi’

ROMA Una speranza di nome Leiva. L'uomo della Provvidenza. La Lazio s'affida al brasiliano per sbancare Napoli. Per conservare il quarto posto, per battere finalmente una big, ma soprattutto per invertire un'allarmante tendenza del girone d'andata. I biancocelesti, a parte l'Inzaghi-tabù con le grandi in campionato (27 gare e 18 sconfitte da quando è sulla panchina laziale), non sono ancora riusciti ad ottenere una vittoria in questa stagione, oltre che con le prime tre della graduatoria, pure con chi sta più indietro, precisamente fino al Torino che al momento è nono in classifica. E questo, per chi sogna di tagliare il traguardo Champions a fine stagione, è un dato da non trascurare. Numeri che potrebbero far preoccupare, ma essere anche uno stimolo forte per tecnico e giocatori in modo da riprendere la corsa nel migliore dei modi. Al San Paolo c'è il giro di boa, la grande occasione. Si riparte dalla prima di ritorno, con la possibilità di resettare le statistiche e guarire una volta per tutte da una sorta di complesso d'inferiorità. E dare un segnale forte, in vista delle terribili sfide in undici giorni con Napoli e Juve in campionato e Inter in coppa Italia. 
L'AMULETOIn questi quasi quattro anni di Lazio, Inzaghi le ha provate tutte e stavolta la fortuna potrebbe essere dalla sua parte. In questo caso porta il nome e soprattutto lo score di Leiva che, mai come quest'anno, sembra un vero e proprio portafortuna dei biancocelesti. Con lui in campo dall'inizio, la Lazio in questa stagione ha numeri più che confortanti, considerato che su dieci incontri i biancocelesti ne hanno vinti sette, con il settanta per cento di successi e con una media di 2,2 punti a partita. Questa sì che è una media che porta in Champions League. E, guarda caso, il brasiliano è mancato con Atalanta, Sampdoria e Torino, almeno dall'inizio, le tre squadre che allo stato attuale occupano la settima, ottava e nona posizione e con le quali i biancocelesti hanno steccato oltre alle grandi. Nelle nove partite dove Leiva è stato assente, infatti, la formazione laziale ha raccolto appena due vittorie, con una media punti di 1,1 punti a gara, quasi uno score da retrocessione. Domenica il regista brasiliano, che tanto ama i cavalli e cavalcare, sarà regolarmente al suo posto, pronto prendere le briglie della squadra e mettere a disposizione non solo un pizzico di fortuna, ma pure esperienza, quantità e qualità allo stesso tempo. 
OCCASIONE PAZZESCAIl ritorno di Leiva dà speranza, ma anche quanto arriva da Napoli. Mai in questa stagione Ancelotti è stato così in emergenza come lo sarà domenica sera con i biancocelesti. Ai padroni di casa mancano pezzi da novanta, l'intero asse centrale come Koulibaly, Allan, Hamsik e Insigne. Giocatori ammirati, contesi sul mercato e che hanno dato, probabilmente, la spinta maggiore per restare dietro alla Juve. Per la Lazio, al di là di quello che deciderà oggi il giudice sportivo sul ricorso di Koulibaly, è un'occasione quasi irripetibile. Da dover sfruttare, anche con lo spostamento di Lulic sulla fascia destra e l'inserimento per la prima volta da titolare in campionato di Lukaku. Il tecnico laziale deve solo decidere se partire con Parolo, ed essere più equilibrati e accorti, oppure lanciare Correa dietro Immobile e confermare Luis Alberto mezzala accanto a Leiva e Milinkovic-Savic. La logica andrebbe sull'equilibrio, ma l'allenatore, viste le assenze e l'emergenza partenopea, è tentato dall'inserimento dell'argentino. Oggi si decide.

Il Messaggero

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ALTRE

Tanti auguri a Senad Lulic! (33)

AUGURI A… A chi ha inciso il suo nome nella storia biancoceleste. A chi è arrivato in punta di piedi per diventare poi un pilastro di questa squadra. Al boia del #26maggio. I primi 33 anni del capitano della #Lazio, Senad #Lulic!

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

9 GENNAIO 1900′ – Giordano: “Napoli e Lazio sono la mia vita. Al San Paolo ultima prova d’appello contro le big” (AUDIO)

'9 GENNAIO 1900' – Bruno Giordano: Napoli-Lazio cosa rappresenta per te? “Proprio oggi mi hanno mandato una foto con Diego appena arrivato a Napoli, ero un po' frastornato perché la Lazio era stata condannata alla serie C. Queste due squadre rappresentano la mia vita sportiva e non. Con la Lazio, dove arrivai a 13 anni senza scarpini e me andai a 29, al massimo avevo ottenuto un quinto posto, col Napoli ho compensato: ho giocato col più grande, Maradona, rendendo la gente felice vincendo uno scudetto, cosa che a Roma mi era riuscita con la Primavera e la De Martino. Il mio legame con gli azzurri va oltre, ti parlo da Napoli e questo spiega tante cose”. Giordano-Maradona-Careca o Carnevale: avreste giocato oggi con il tatticismo attuale? “Se c'è la voglia di sacrificarsi e hai vicino giocatori di qualità poi le posizioni le trovi, in primis ci deve essere un allenatore disposto a rischiare senza troppe fisse sugli schemi. Noi avevamo Bianchi che ci diceva <<dove finite le azioni vi fermate e recuperate>>. Era una squadra fatta da uomini, pensavamo esclusivamente a vincere, ma insieme”. I top della tua Lazio che potevano giocare nel Napoli scudettato? Wilson, Manfredonia, D'Amico, e Laudrup”. A Napoli sono più preoccupati per le assenze o per la Lazio? “Hanno alternative importanti, se la Lazio avesse le stesse assenze avremmo le mani nei capelli. Sarà un bel test per il Napoli per valutare le seconde linee, se la Lazio non fa punti diventa problematico pensare ai confronti con le grandi dopo la stecca presa contro il Milan, a sua volta fortemente rimaneggiato”. Lazio aggressiva? “Credo di sì. La storia di Lazio-Napoli vede sempre la Lazio partire forte, poi alle prime avversità emerge un problema di personalità, non di concentrazione. Ci sarà da soffrire, bisogna farsi trovare pronti. Una buona prestazione darebbe consapevolezza alla Lazio, diversamente, ripeto, avresti la conferma di una lacuna importante sul versante personalità. Quando bisogna gestire la palla con attenzione e furbizia la Lazio non appare ancora pronta”.