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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘DOA’ – Piscedda risponde al sondaggio: “Scelgo il quarto posto, non ci sarà Coppa Italia più importante del 26 maggio…” (AUDIO)

Massimo Piscedda a 'DOVE OSANO LE AQUILE': "Fra Coppa Italia e qualificazione alla Champions League scelto la seconda. Ci sono varie motivazioni, la prima è che per crescere bisogna mettersi alla prova e giocare con i migliori, penso che per la stessa tifoseria l'emozione di vedere la Lazio giocare su grandi campi, contro campioni sia impagabile. C'è anche un discorso economico, l'opportunità di crescere come organico. In tutto questo, c'è anche da dire che dopo il 26 maggio non ci sarà mai Coppa Italia più importante per i biancocelesti".

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CALCIOMERCATO

La Champions porta Wesley

Che Wesley sia un pallino del Ds Tare non è certo un mistero. Il giocatore brasiliano ha visitato Formello la scorsa estate, sembrava ad un passo dalla Lazio prima che la stessa società puntasse a migliorare il centrocampo, puntando ancora su Caicedo come vice Immobile. Il suo valore di mercato era di 12-14 milioni di euro, ma adesso, dopo un ottimo girone di Champions con il suo Brugge, vale oltre i 20 milioni. L'edizione odierna del Corriere dello Sport riporta la vonontà della Lazio di tornare all'assalto del giocatore in caso di qualificazione alla prossima Champions League. Investire cioè una buona parte del capitale nell'attaccante, garantendo ad Inzaghi una coppia gol di alto livello. 

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la panchina decisiva per la Champions: Alberto Moreno bloccato?

ROMA La rivincita dei gregari. Da isolati, derisi e contestati a preziose risorse per Inzaghi. Una rinascita in grande stile. Il capofila di questo bel ribaltone in casa Lazio è Patric Gabarron Gil, l'uomo del momento, ma dietro a lui ci sono Bastos, Cataldi e Caicedo. Tutti accomunati nel segno della riscossa. Nessuno avrebbe scommesso un euro su di loro, soprattutto che, in questo particolare momento della stagione, sarebbero stati indicati tra i giocatori più in vista e tra quelli che meglio si sono comportati sul campo. Ognuno di loro ha dato il proprio piccolo o grande contributo per far sì che la Lazio riprendesse la via giusta per la qualificazione al quarto posto. Naturale che Luis Alberto, Milinkovic, Acerbi, Leiva e Immobile o lo stesso Correa restino gli uomini copertina, se non altro per la loro qualità e costanza di rendimento, ma anche i gregari hanno trovato il loro spazio, dando la possibilità a Inzaghi di poter non solo contare su di loro, ma di allargare la rosa in vista del temibile mese di aprile dove ci saranno otto partite in un mese e ci sarà bisogno di tutti. 
ESEMPI ILLUSTRINon è la prima volta che nella Lazio ci sono ribaltoni di questo tipo. Il più recente e clamoroso è Luis Alberto che dopo un primo anno brutto e anonimo, si è poi trasformato in cigno. Prima di lui ci sono stati Candreva, contestato e poi osannato, ma pure altri esempi come Scaloni o gli stessi Ciani e Cana, tra i protagonisti nella storica cavalcata di Coppa Italia del 2013 con la conquista del trofeo ai danni della Roma. Ora Patric, Bastos, Cataldi e Caicedo sperano di fare le stesse cose e dare il loro contributo per la conquista del quarto posto, ma anche per la coppa Italia. Lo spagnolo, attualmente, risalta un po' più rispetto agli altri perché ha litigato con i tifosi dopo la sfida con la Samp e col tecnico dopo la sostituzione col Siviglia. Da lì in pochi avrebbero puntato sul laterale che, invece, prima si è scusato (tranne ancora con i tifosi) e poi si è messo sotto col lavoro. Talmente bene da indurre il tecnico a studiare una variante tattica fatta su misura per lui: centrale di destra e marcatore, con compiti di spingere in avanti con Marusic. Un guizzo che ha fatto la differenza con Fiorentina e Parma. Per non parlare di Cataldi e Bastos determinanti nel derby o di Caicedo, ormai un vero beniamino dei tifosi laziali. Il gol di Crotone, per non parlare delle minacce di morte nel giorno del compleanno, sono pessimi fatti ma ormai dimenticati. 
BLOCCATO MORENODai gregari ai giovani talenti che incantano in Europa. Si tratta di Pedro Neto che ieri con la maglia del Portogallo Under 19 nella prima gara di qualificazione per gli europei di categoria ha dato spettacolo e annientato i pari età di Cipro con una tripletta. Una di queste tre reti è stata celebrata dai siti portoghesi perché si sarebbe liberato di almeno quattro giocatori prima di entrare in area e beffare il portiere cipriota con un destro all'angolino. Dall'Inghilterra, invece, secondo l'Indipendent la Lazio avrebbe chiuso un pre-contratto con Alberto Moreno (da due giorni a Roma con la famiglia, potrebbe aver incontrato la Lazio), spagnolo classe '92, ex compagno e amico di Leiva e Luis Alberto. E' un ex giocatore del Siviglia, tanto che sulle sue tracce ci sarebbe anche Monchi, ma Tare potrebbe essere arrivato per primo a chiudere per il terzino-centrocampista sinistro. 

Il Messaggero

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO 1900’ – Abbate: “Leiva? Riprenderanno i colloqui dopo una fase di stallo. Alberto Moreno? Possibile sostituto di Durmisi a costo zero” (AUDIO)

'9 GENNAIO 1900' – Alberto Abbate (Il Messaggero): “I rinnovi? Leiva ha un problema noto da dicembre: trattativa bloccata legate alle commissioni degli agenti, non penso accada quanto avvenuto con Biglia; si tornerà a parlare dopo un paio di mesi di stallo. Si parla di Alberto Moreno, soprattutto se la strategia è quella di liberarsi di Durmisi per arrivare al calciatore ora a parametro zero con il Liverpool. Adekanye? Dalla Lazio mai sentita nessuna smentita ufficiale come accaduto per questo esterno, credo fosse legato a mancati idilliaci rapporti con l'agente, lo stesso di Malcom, il giocatore ad un passo dalla Roma poi finito al Barcellona. Mi risulta che la società tratti direttamente con il ragazzo, si attende una risposta; parliamo di una punta in più, non certo un sostituto di Caicedo. Cataldi? Se ne parla più mediaticamente che in concreto, l'agente Riso ha ottimi rapporti con la Lazio. Parolo? Non è più imprescindibile solo da tre, quattro gare. Inzaghi continua a coccolarselo, dipenderà cosa accadrà dalle prossime gare. Nell'ultimo rinnovo si era parlato di un futuro anche in società, dipenderà da cosa vorrà fare il centrocampista, se legarsi a vita o andare altrove, considerando comunque che a gennaio ha compiuto 34 anni”.

 

 

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NAZIONALI

Pedro Neto raccoglie i frutti: dagli applausi dell’Olimpico alla tripletta con il Portogallo

Una tripletta a Cipro per continuare la crescita. Dagli applausi dell'Olimpico ed i primi minuti concessi da Inzaghi in serie A alla consacrazione con la propria rappresentativa Under 19 del Portogallo. Inizia a raccogliere con continuità i frutti del suo lavoro nell'ombra Pedro Neto. E' stato il primo "lazionale" a scendere in campo (questa sera toccherà anche a Milinkovic in amichevole contro la Germania), ed ha battezzato la settimana di impegni internazioni con uno spettacolo in piena regola. Tre reti in 25', tutte nella ripresa per il mancino lusitano: hattrick e pallone ricordo a casa nella gara valida per le qualificazioni dell'Europeo di categoria. DB 

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FORMELLO

FORMELLO – Si riparte con l’Inter nel mirino e senza sei nazionali: Berisha ancora in palestra (VIDEO)

LIVE DA FORMELLO – Ripresa senza 6 nazionali, lavoro in palestra per Correa, Luis Alberto, Berisha e Patric…

Iniziale riscaldamento atletico per i biancocelesti che, dopo aver svolto dei percorsi ad ostacoli ed alcune esercitazioni incentrate sulla forza e sulla propriocettività, sono passati ad una fase tecnica sul possesso palla.

In seguito corsa ad intermittenza agli ordini del Prof. Ripert prima di concludere la seduta con la consueta partitella a campo ridotto. Nella giornata di domani è previsto un allenamento pomeridiano.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mauri risponde al sondaggio: “Champions o Coppa Italia? Scelgo sempre il trofeo che resta in bacheca” (AUDIO)

STEFANO MAURI in collegamento a 'NMM': "Coppa Italia o Champions? Se dovessi fare una scelta punterei sulla Coppa Italia. E' un trofeo che resta e questo fa la differenza. Da esterno ed amante della Lazio, sceglierei sempre qualcosa che rimane in bacheca, anche se sono consapevole che andare in Champions ti permetterebbe di avere un budget più ampio per il mercato. E' normale che un calciatore ambisce a giocare questa competizione e comunque a raggiungere livelli alti, ma non è matematico che, in caso di non raggiungimento dell'obiettivo con la Lazio, poi possano andare a giocare in squadre che gli permettano di farlo. Icardi in Inter-Lazio? In tutta questa vicenda credo che Spalletti c'entri poco, il reale problema riguarda il rapporto con i compagni di squadra. Se domani dovesse tornare ad allenarsi con il gruppo vorrebbe dire che tra le parti c'è stato un confronto positivo. Tornare ok, ma giocare è un'altra cosa, penso che contro la Lazio Spalletti decida di far iniziare Lautaro per poi tenersi Icardi per la panchina. Poi bisogna vedere come tornerà dalla nazionale Lautaro"

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APPROFONDIMENTI

Parolo, da imprescindibile a jolly: si scalda per il rush finale

La Lazio sfreccia senza il suo maratoneta. È solo un apparente paradosso perché Marco Parolo in panchina deriva come conseguenza del modulo fantasia, che ha rilanciato la squadra di Inzaghi. Così il centrocampista è stato “sacrificato” in nome delle nuove esigenze tattiche. Nelle ultime tre giornate Parolo è partito dalla panchina, trovando spazio in corsa solo nel derby. Considerando la squalifica contro l’Empoli e lo stop per infortunio col Genoa, in pratica non gioca dal 1’, dal 4 febbraio, dalla trasferta di Frosinone. Un vuoto piuttosto ampio per uno che nei quattro precedenti campionati in biancoceleste non è mai sceso sotto le 31 presenze. In questo è a quota 23, ma le prospettive non sembrano incoraggianti in quella direzione. Il modulo fantasia ha precettato posti per gli artisti: Milinkovic, Luis Alberto e Correa hanno trovato un loro equilibrio al servizio della squadra. Non sta incidendo, almeno in modo diretto, la carta d’identità visto che Parolo tra i più anziani del gruppo con i suoi 34 anni. E alla vigilia della gara col Parma lo stesso Simone Inzaghi ha voluto precisare. “Nelle ultime giornate Parolo è stato in panchina, per me resta un titolare. Ha sempre giocato, anche a gara in corso ha dato il suo contributo”. Il tecnico è un grande estimatore del centrocampista lombardo, che dall’inizio della sua avventura alla guida alla Lazio è un riferimento nello spogliatoio.

NUOVE OPPORTUNITA’ — Sicuramente Parolo sta attraversando questo periodo non entusiasmante sul piano personale con la professionalità e disponibilità alla causa comune che lo hanno sempre contraddistinto. A inizio stagione aveva sperato anche in suo rilancio in azzurro con il ciclo di Mancini. Non lesina entusiasmo ed energie nella sua quotidianità a Formello. Sa che presto sarà di nuovo in pista. Ha alle spalle una lunga gavetta: in Serie A è arrivato a 25 anni. Non è uno che molla. E in questa stagione si è reso utile anche da play, come vice Leiva, o anche da esterno di centrocampo, ampliando il raggio del suo ruolo di interno con licenza di segnare (tre reti il bottino in campionato in aggiunta alle due in Europa League). Nel rush che attende la Lazio sino a fine aprile (8 gare, con il recupero contro l’Udinese e la semifinale di Coppa Italia col Milan) potrà riemergere anche da prezioso jolly di Inzaghi. Per vedersi riconosciuto anche quel prolungamento di contratto (attuale scadenza 2020) che aspetta perché ormai la maglia della Lazio è la sua seconda pelle. Gazzetta.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Rambaudi: “Inter-Lazio come una finale, vincere vorrebbe dire indirizzare la corsa Champions. De Vrij? Magari questa volta…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a 'NMM': "Vicenda Icardi? Il problema riguarda lo spogliatoio e le dichiarazioni di Wanda Nara. Non so se il gruppo lo riaccetterà, certamente lui rientrando nello stesso deve chiedere scusa. Non conosco bene le dinamiche reali, ma il vero problema è certamente il rapporto con lo spogliatoio. Questa volta credo de Vrij giocherà e magari farà fallo da rigore su Immobile (ride, ndr). Questa partita sarà davvero una finale, se la Lazio dovesse vincere sarebbe davvero tanta roba per il raggiungimento dell'obiettivo. Le qualità per farlo ci sono, l'Inter vive le gare istintivamente, non è affidabile e non ha grandi giocatori. La meno accreditata per andare in Champions del lotto di squadre che sono in concorrenza è la Roma. Penso che il Milan accuserà la botta del derby, la prossima gara non è semplice. Se la Lazio dovesse battere l'Inter indirizzerebbe molto questa corsa Champions. La Lazio deve giocare questa partita come sa, poi è evidente che sarà un match complicato da affrontare. Incontrarla dopo due settimane il derby vinto è un bene. Coppa Italia o Champions? Non c'è dubbio, la seconda. Vincere la Coppa Italia non ti aiuta ad alzare il livello della squadra, andare in Champions si…"

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NAZIONALI

Italia-Finlandia, Immobile in pole su Quagliarella

Sabato a Udine contro la Finlandia il ballottaggio è tra Ciro Immobile e Fabio Quagliarella con il laziale favorito. A giugno, nelle cruciali partite con Grecia e Bosnia, nel cuore dell’attacco azzurro potrebbe tornare Mario Balotelli. Il futuro, invece, è di Moise Kean, il primo duemila ad aver esordito in Nazionale lo scorso novembre contro gli Usa. Roberto Mancini non ha ancora un centravanti. Sino adesso la sua Italia ha segnato con il contagocce, otto reti con otto marcatori diversi nelle prime nove partite e ora che si comincia a fare sul serio il problema va risolto.

L’Italia ha già una sua identità precisa nel gioco e negli uomini: Donnarumma in porta, gli immarcescibili Bonucci e Chiellini nel cuore della difesa, Jorginho e Verratti anime del centrocampo, senza dimenticare Bernardeschi che parla come un leader: «Siamo giovani e

Nel cuore dell’attacco, invece, la corsa è aperta. Anche se il quadro è chiaro. Balotelli con 14 reti è il più prolifico e l’unico secondo il c.t. ad avere una dimensione internazionale. Però deve crescere in fretta e smetterla con certi atteggiamenti. Più campo e meno social. Altrimenti sono guai. Belotti, l’altro grande escluso, è indietro. Ha cinque presenze nel nuovo corso, come nessun’altra punta, ma neppure una da titolare. Il Gallo nel Torino è cresciuto, segna e gioca per la squadra, ma non rapisce l’occhio del commissario tecnico. Il futuro è di Kean, titolare della Under 21, stavolta rapito a Di Biagio. A Mancini piace la forza, l’intraprendenza e la leggerezza del giovane juventino che, secondo lui, «in Italia sarebbe titolare in quasi tutte le squadre della serie A, anche quelle forti». Perciò lo chiama, lo segue, lo consiglia e pensa sia il futuro della Nazionale. Corrieredellasera.it

Il presente, ovvero la Finlandia, è ridotto al testa a testa tra Immobile e Quagliarella, più il primo del secondo, anche perché Ciro è parte integrante del gruppo e contro il Portogallo, nell’ultima sfida della Nations League, ha guidato l’attacco. Mancio, dopo lo scetticismo iniziale, ha cominciato a guardarlo con occhi diversi. Immobile in Nazionale ha segnato 7 reti, come il doriano, che è in fibrillazione perché può tornare a indossare la maglia azzurra a 3.048 giorni di distanza dall’ultima volta (contro la Romania il 17 novembre 2010) e potrebbe diventare il più anziano goleador dell’Italia a 36 anni e 51 giorni. Pavoletti, pronto al debutto e Lasagna, abili soprattutto nel gioco aereo, sono le carte da giocarsi nel finale per scardinare le difese avversarie (il friulano ha servito l’assist a Biraghi in Polonia). Gli altri devono rimontare. Inglese e Zaza, il giovanissimo Pellegri, convocato una volta e subito rimandato a casa per infortunio, lo stesso Cutrone, che sembra aver perso il treno azzurro come quello rossonero. Tutti però possono sperare perché la maglia numero 9 della Nazionale non ha ancora trovato un padrone.