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ARBITRI

Var, si cambia: centrale unica, ex arbitri. E si potranno spiegare le decisioni

Il Var cambia faccia, o almeno prova a migliorarsi. Se il primo era stato l'anno della sorpresa, il secondo è stato quello delle polemiche. Ora che la Champions ha aperto alla tecnologia, l'Italia ha capito che per restare capofila del movimento aveva bisogno di fare un ulteriore passo: così la Federcalcio e gli arbitri italiani hanno deciso che dalla prossima stagione si partirà con tre tre novità. 

Il manifesto dell'innovazione – perché rivoluzione sarebbe esagerato – è trasparenza e fiducia: non a caso la novità che promette di incidere di più sulla vita del nostro campionato è un fattore invocato dall'alba del Var: dalla prossima stagione, un report degli arbitri spiegherà al termine di ogni giornata il perché delle decisioni più controverse o importanti. Insomma, il "perché" di un intervento avvenuto o mancato, sarà pubblico. Un po' quello che fa già l'Uefa. Ma pubblica sarà anche l'eventuale ammissione di un errore, non per crocefiggere arbitro e video assistente, ma per alimentare la fiducia del pubblico. "Dobbiamo aumentare la velocità di risoluzione e la comprensione delle decisioni da parte del pubblico", l'idea manifestata dal presidente della Figc Gabriele Gravina a Coverciano. Dove – è l'altra novità – nascerà sempre dalla prossima stagione una centrale unica. 

La centrale unica del Var sarà il posto in cui verranno prese le decisioni al video per ogni partita che ne farà uso in Italia. Sorgerà nell'attuale auditorium di Coverciano, che lo scorso novembre ha ospitato la cerimonia per l'assegnazione della Panchina d'oro. Una centrale operativa da 10 postazioni, e che costerà una cifra significativa: 1 milione di euro. Nessuno in Federcalcio prende in considerazione l'idea di uno slittamento dei tempi oltre l'inizio della prossima stagione. Di certo, la sala Var unica, "avrà l’obiettivo di fornire un’attività arbitrale sempre più efficace ed efficiente per l’intero mondo del calcio italiano e internazionale", come spiega l'Associazione italiana arbitri. 

La terza novità riguarda proprio loro: gli arbitri. Perché nella centrale unica del Var, non ci sarà spazio soltanto per direttori di gara in attività. Ma anche per quelle eccellenze che, smessa la carriera sul campo, potranno essere ritenute adatte a proseguire una seconda vita – di certo meno faticosa ma non meno impegnativa – davanti al video. E' la agognatissima "divisione delle carriere", di cui parlò a Repubblica l'arbitro Rocchi. Le condizioni: che non ci siano lunghi periodi di "stacco" e che si tratti di figure che abbiano dimostrato di essere eccellenze assolute al monitor. Repubblica.it

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CITTA'

Stadio Roma, procuratore aggiunto Roma: “Potrebbero essere altre sedi a chiedere che iter venga bloccato, ma non la Procura”

Arrivano buone notizie dalla Procura di Roma nella vicenda stadio. L’arresto del presidente dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito, accusato di aver incassato elargizioni da parte del costruttore Luca Parnasi, non toccherebbe infatti il progetto dello stadio pertanto non ci sarebbe nessuno stop dell’iter burocratico. «La AS Roma non è coinvolta nell’inchiesta, dal momento che per ora non ci sono atti amministrativi relativi allo stadio per cui si ravvisano alterazioni – ha dichiarato Paolo Ielo, procuratore aggiunto di Roma -. Non c’è perciò alcun ostacolo all’iter della costruzione dello stadio e la Procura non chiederà che questo dunque venga bloccato, ma potrebbero essere altre sedi a chiedere di che ciò avvenga». 

QUESTIONI POLITICHE – La Prucura non chiederà dunque lo stop dell’iter, sebbene come ha confermato Ielo «potrebbero essere altre sedi a chiedere di che ciò avvenga». L’iter infatti potrebbe subire dei rallentamenti per questioni politiche. Il destino dello stadio potrebbe essere legato a quello della Giunta capitolina e della Raggi. Se infatti dovesse cadere la maggioranza, gli ultimi due passaggi per l’approvazione della costruzione dello stadio sarebbero sottoposti a una nuova revisione, passando inevitabilmente al controllo e decisione di un commissario straordinario. Il Movimento 5 Stelle, che ha immediatamente escluso De Vito, ha già pronto il sostituto. Si tratta del consigliere Enrico Stefàno. Corrieredellosport.it

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ALTRE

Udinese, esonerato Davide Nicola: torna Tudor

La sconfitta dell'ultimo turno di campionato al San Paolo contro il Napoli, la seconda consecutiva dopo il ko arrivato contro la Juventus, è stata fatale a Davide Nicola. L'Udinese ha deciso, l'allenatore non sarà più alla guida della squadra bianconera. Un esonero improvviso quello di Nicola, che nel corso della stagione era subentrato a Velazquez. Dopo un avvio convincente, l'allenatore non è riuscito a portare il club friulano lontano dai bassifondi della classifica. Con la squadra ad un solo punto di vantaggio dal terzultimo posto, la società ha maturato la decisione per provare a dare una scossa all'ambiente: Davide Nicola è stato esonerato.

L'Udinese ha già individuato quello che sarà il successore di Nicola in panchina. Si tratta di Igor Tudor, ex difensore croato che già alla fine della passata stagione aveva guidato il club friulano conducendolo alla salvezza. Un ritorno dunque per Tudor, che è già in viaggio verso Udine insieme al suo agente Seric. Per lui pronto un contratto fino al termine della stagione: prima della firma dovranno essere limate alcune questioni economiche, ma, salvo clamorosi scenari, l'ex Juventus è pronto a diventare ancora una volta il nuovo allenatore dell'Udinese.

SkySport

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APPROFONDIMENTI

Stadio Roma, Codacons: “Basato su illegalità, stop al progetto”

ISTANZA URGENTE A PREFETTO E MINISTERO DELL’INTERNO: DOPO GRAVI REATI CONTESTATI NOMINARE UN COMMISSARIO CHE SI SOSTITUISCA AL SINDACO

PROGETTO STADIO DELLA ROMA VA BLOCCATO IN ATTESA ESITO PROCEDIMENTO PENALE. OPERA NON PUO’ NASCERE DA ILLEGALITA’

Stop immediato al progetto dello Stadio della Roma e scioglimento del Consiglio comunale. A chiederlo il Codacons, dopo l’arresto del presidente dell’assemblea capitolina, Marcello De Vito.
Presentiamo oggi stesso una istanza urgente al Prefetto di Roma e al Ministero dell’Interno affinché si provveda d’ufficio allo scioglimento del Consiglio comunale con contestuale nomina di un Commissario ad acta – afferma il Codacons – I reati per cui procede la Procura relativi a diversi grandi progetti immobiliari nella capitale e che hanno portato all’arresto di un esponente di spicco del M5S, sono talmente gravi da mettere a rischio la gestione della città con grave danno per i cittadini romani, e pertanto lo scioglimento del Consiglio comunale appare l’unica strada percorribile per garantire gli interessi della collettività.
Allo stesso modo il Codacons – che si costituisce oggi parte offesa nell’inchiesta della Procura – chiede l’immediato stop al progetto dello Stadio della Roma, opera già al centro di gravi scandali che non può basare le proprie fondamenta sull’illegalità. Gli atti dell’inchiesta della magistratura verranno depositati al Tar del Lazio nell’ambito del ricorso promosso dall’associazione per il blocco del progetto Tor di Valle, a sostegno delle tesi del Codacons.

codacons.it

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AVVERSARIO

Inter, Icardi da domani in gruppo

L'esilio forzato sta per finire: Mauro Icardi ha terminato le cure al ginocchio sinistro infortunato da tempo e da domani sarà di nuovo in gruppo a disposizione di mister Luciano Spalletti. L'attaccante argentino dell'Inter era fuori dal 13 febbraio, quando gli venne tolta la fascia da capitano poco prima della trasferta di Europa League contro il Rapid Vienna. Poi un lungo tira e molla e tanta incertezza sul suo futuro.

A questo punto la sosta del campionato servirà a Icardi per recuperare una buona condizione fisica e rientrare al più presto in campo, magari già domenica 31 marzo nella delicatissima sfida contro la Lazio. 

Difficilmente sarà subito titolare, ma di sicuro si presenterà pronto a cancellare l'ultimo periodo difficile con il primo gol importante. Intanto, le polemiche sono state messe da parte, come pure la richiesta di tornare a indossare la fascia. Quanto al rinnovo del contratto, se ne parlerà più avanti con calma. , Ma, intanto, il primo passo verso la riconciliazione è stato fatto.

SportMediaset

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano non ha dubbi: “La Champions vale più della Coppa Italia, può cambiare la prospettiva della Lazio” (AUDIO)

Bruno Giordano a 'QUELLI CHE…': "Coppa Italia o qualificazione in Champions League? Senza dubbi la Champions. 6-7 coppe non cambiano la storia, la Champions è un altro mondo. Lo dice la parola stessa, ci sono i campioni, si gioca ad un altro livello. E' una competizione che può cambiare anche le prospettive economiche di un club, può alzare il livello globale della Lazio".

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L’intercettazione che incastra De Vito. Mezzacapo: “Marce’, questa è una congiunzione astrale, tipo la cometa di Halley”

Questa congiunzione astrale … è tipo l'allineamento della cometa di Halley, hai capito? Cioè è difficile secondo me che si riverifichi così …. e allora noi, Marce', dobbiamo sfruttarla sta cosa, secondo me, cioè guarda…ci rimangono due anni". Questa intercettazione tra Camillo Mezzacapo e Marcello De Vitorisalente al 4 febbraio scorso  è la dimostrazione del "valore commerciale" che l'incarico pubblico di De Vito "ha assunto in relazione – scrive il gip Maria Paola Tomaselli – alle responsabilità di governo che il M5S ha sia a livello comunale che nazionale". Mezzacapo, secondo gli investigatori, è l'avvocato che percepisce le tangenti (che poi spartisce con De Vito) sotto forma di consulenze fittizzie da parte degli imprenditori. Mentre De Vito in Campidoglio si adopera per sbloccare gli iter amministrativi. 

 

  In particolare – prosegue il gip – "il suo potere (De Vito, ndr) di influenza e di intervento è stato notevolmente amplificato per il fatto che il Movimento risulta essere non più solo al governo di Roma ma al governo del Paese". Per questo, la congiuntura astrale favorevole di cui parla Mezzacapo, nell'intercettazione viene paragonata alla cometa di Halley: "presentando – si legge nell'ordinanza- una serie di eventi difficilmente riproponibile e quindi un'occasione da non perdere". 

 

  Nella stessa conversazione viene spiegato come il prezzo delle corruzioni sia dai due (De Vito – Mezzacapo) custodito per poi essere diviso. De Vito: "Va beh ma distribuiamoceli questi". Mezzacapo risponde: "Ma adesso non mi far toccare niente, lasciali lì. Quando tu finisci il mandato, se vuoi non ci mettiamo altro sopra."

De Vito – per i pm – sarebbe stato corrotto "per intervenire nell'iter amministrativo relativo alla progetto Stadio della Roma, per favorire l'approvazione di una delibera in consiglio comunale per la realizzazione nella zona della ex Fiera di Roma di un campo da basket e di un polo per la musica, superando le limitazioni poste alla delibera Berdini che aveva limitato la realizzazione delle cubature in quella zona a 44mila metri cubi. In genere per l'asservimento della funzione esercitata agli interessi del Parnasi e del gruppo imprenditoriale a lui riconducibile" attraverso "molteplici utilità e tra queste l'affidamento e la promessa di lucrosi incarichi in favore dello studio legale Mezzacapo (avvocato vicino a De Vito, ndr)". 

 

Questi gli incarichi che Mezzacapo avrebbe ricevuto da Parnasi: "curare una transazione tra Acea e Ecogena per il quale il costruttore ha corrisposto 95 mila euro". E ancora Parnasi avrebbe offerto a Mezzacapo di curare un altro accordo transattivo tra Parsitalia e il Comune di Roma del valore di 10 milioni di euro. La promessa di un incarico per curare il contenzioso tra Parsitalia e la banca delle Marche. Inoltre Parnasi avrebbe chiesto sempre al legale di curare il progetto per lo spostamento il business park del nuovo stadio della Roma e infine la promessa di incarichi relativi alla realizzazione pressola ex Fiera di Roma di un polo di intrattenimento". 

 

 Inoltre De Vito e Mezzacapo sono indagati per traffico di influenze illecite perchè avrebbero sfruttato le realzioni che avevano con soggetti chiamati a intervenire nell'iter amministrativo per il rilascio del permesso di costruire di un edificio in viale Trastevere nell'area dell'ex stazione di interesse della Ippolito Nievo srl  società del gruppo Statuto. In cambio si facevano promettere, De Vito e Mezzacapo, dall'architetto Fortunato Pititto, del gruppo Statuto 20 mila euro e l'ulteriore somma di 100 mila euro in caso di conseguimento del risultato. Soldi da corrispondere attraverso il conferimento di un incarico professionale allo studio legale di Mezzacapo.

 Tra gli indagati – traffico di influenze illecite – figurano anche Claudio Toti, attuale presidente della squadra di basket Virtus Roma e Pierluigi Toti. Secondo la procura De Vito sfruttando le relazioni che aveva in Campidoglio si era fatto promettere dai due imprenditori 110mila euro in cambio del suo interessamento con il pubblico ufficiale incaricato di approvare il progetto di riqualificazione degli ex mercati generali di Ostiense. De Vito e l'avvocato Camillo Mezzacapo (anche lui finito in carcere), persona vicina al presidente dall'assemblea capitolina, hanno percepito dalla società Silvano Toti Holding spa 48mila euro.

 

 

La Repubblica

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Arrestato Marcello De Vito (5s) per tangenti sul nuovo stadio della Roma

ROMA – Terremoto giudiziario nel Movimento 5 Stelle romano. Marcello De Vito, presidente dell'assemblea capitolina è stato arrestato all'alba con l'accusa di corruzione: è in carcere. I carabinieri di Via In Selci hanno perquisito il suo appartamento e alcuni uffici in Campidoglio. Perquisizioni anche all'Acea.

L'esponente grillino avrebbe incassato direttamente o indirettamente delle elargizioni, questa l'ipotesi dei pm Barbara Zuin e Luigia Spinelli, dal costruttore Luca ParnasiDe Vito, in cambio, avrebbe promesso – all'interno dell'amministrazione pentastellata guidata dalla sindaca Virginia Raggi – di favorire il progetto collegato allo stadio della Roma. 

 

 La misura cautelare emessa dal dip del tribunale di Roma riguarda in tutto 4 persone (per 2 indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per gli altri i domiciliari). Una misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale riguarda invece due imprenditori.

De Vito arrestato: le accuse

L’indagine "Congiunzione astrale" si concentra sulle condotte corruttive e il traffico di influenze illecite nell'iter per la realizzazione del nuovo stadio della Roma, la costruzione di un albergo presso la ex stazione ferroviaria di Roma Trastevere e la riqualificazione dell’area degli ex Mercati generali di Roma Ostiense.

L’inchiesta ha fatto luce su una serie di operazioni corruttive realizzate dagli imprenditori attraverso l’intermediazione di un avvocato e un uomo d’affari, che secondo l'accusa avrebbero interagito con De Vito al fine di ottenere provvedimenti favorevoli alla realizzazione di importanti progetti immobiliari.

Indagato anche Claudio Toti, patron della Virtus Roma

Tra gli indagati – traffico di influenze illecite – figurano anche Claudio Toti, attuale presidente della squadra di basket Virtus Roma e Pierluigi Toti. Secondo la procura De Vito sfruttando le relazioni che aveva in Campidoglio si era fatto promettere dai due imprenditori 110mila euro in cambio del suo interessamento con il pubblico ufficiale incaricato di approvare il progetto di riqualificazione degli ex mercati generali di Ostiense.

De Vito e l'avvocato Camillo Mezzacapo (anche lui finito in carcere), persona vicina al presidente dall'assemblea capitolina, hanno percepito dalla società Silvano Toti Holding spa 48mila euro. 

Oltre a Mezzacapo e De Vito sono stati arrestati (in questo caso ai domiciliari) l'architetto Fortunato Pititto Gianluca Bardelli.

Mentre risultano indagati a piede libero gli imprenditori Toti, l'avvocato Virginia VecchiarelliSara Scarpari amministratore della società Mdl srl (riconducibile a De Vito e Mezzacapo) e l'immobiliarista Giuseppe Statuto a capo dell'omonimo gruppo imprenditoriale. In questa nuova tranche dell'inchiesta sullo stadio è sempre presente Luca Parnasi.

Gli undici indagati sono accusati a vario titolo di corruzione, traffico di influenze illecite, evasioni di imposte e false fatturazioni.

L'inchiesta sullo stadio della Roma

Il nome di De Vito compariva spesso nell'ordinanza che aveva portato all'arresto di Parnasi e di Luca Lanzalone ex presidente di Acea lo scorso giugno. Da quella inchiesta sono finite a processo 18 persone, accusate di aver messo in piedi un sistema corruttivo per la costruzione dell'impianto del club giallorosso, progetto che dovrebbe sorgere a Tor di Valle. I pm avevano messo nel mirino nomi di spicco dell'imprenditoria e politica romana come il costruttore Parnasi e gli esponenti di Pd e Fi, Pier Michele CivitaAdriano Palozzi e Davide Bordoni.

Il 10 dicembre, in un altro filone della stessa inchiesta, erano finiti alla sbarra altri personaggi di rilievo – sempre coinvolti nell'affaire del tempio giallorosso – tra cui l'avvocato genovese Luca Lanzalone, voluto al vertice di Acea dalla nomenclatura pentastellata. Associazione a delinquere, finanziamento illecito e corruzione i reati contestati a seconda delle posizioni. Gli avvisi di garanzia erano stati notificati all'imprenditore Parnasi ritenuto dagli inquirenti "il capo e organizzatore" dell'associazione a delinquere che ha cercato di pilotare le procedure amministrative legate al masterplan, approvato, nell'ambito della conferenza dei servizi, nel febbraio del 2018.

Repubblica.it

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DICHIARAZIONI

Caso Strakosha, il padre Fotaq: “Rispetto la decisione di Panucci”

L'esclusione di Strakosha dalla lista dei convocati della Nazionale albanese sta facendo discutere. Il portiere della Lazio ha mancato l'appuntamento con il suo aereo per raggiungere il ritiro, Panucci (Ct della Nazionale) non ha gradito, depennando il suo nome dalla lista. In un'intervista rilasciata a Panorama.com, Fotaq Strakosha (padre di Thomas) ha espresso la sua sull'argomento:"Mi trovo in difficoltà a parlare di questa vicenda. In ogni caso, l’interesse della nazionale è prioritario. Quindi, nonostante sia il padre e il manager di Thomas, con tutta onestà rispetto la decisione del ct. Non voglio entrare nel merito di quanto successo. Nel momento in cui le regole sono quelle, essendo una violazione disciplinare non arrivare in orario, sostengo e rispetto la decisione dell'allenatore". Un ritardo causato dal traffico? "Non c'è motivo diverso da questo, non ho parlato con Panucci. Non ho il diritto di comunicare con il ct, che ho incontrato per caso una sola volta”.

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ESCLUSIVE

‘DOA’ – Tolfa (Tg2): “Bravo Inzaghi, la vera Lazio è tornata! Champions unica via per crescere” (AUDIO)

Rocco Tolfa (Vice-Direttore Tg2) a 'DOVE OSANO LE AQUILE': "Inzaghi ha trovato la chiave giusta per far tornare la Lazio brillante e pericolosa. Questa nuova formula diverte e ottiene risultati, unita anche ad una condizione fisica che sta migliorando. L'Inter? Dopo il Ko con il Francoforte nel derby ha avuto una reazione d'istinto, di rabbia, ma non credo basti una partita per rilanciarla completamente. Le polemiche sul fronte Icardi inoltre, stanno logorando ancora lo spogliatoio. A Milano la Lazio se la giocherà ad armi pari. Qualificazione in Champions o Coppa Italia? Scelgo senza dubbi la prima, è l'unico modo per pensare ad una società in crescita nel medio-lungo termine. La Coppa Italia è un trofeo importante, nessuno lo nega, ma forse adesso la Lazio avrebbe bisogno di una spinta in più, spinta che può arrivare solo dal quarto posto".