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APPROFONDIMENTI

Milinkovic, 50.000 euro di multa. Oggi la decisione del Giudice Sportivo

La colossale ingenuità contro il Chievo costerà cara a Milinkovic. Il centrocampista serbo dovrà pagare 50.000 euro di multa alla Lazio, in attesa della decisione del giudice sportivo, che potrebbe squalificarlo per due turni. Dopo la partita Sergej si è scusato su Instagram con i tifosi. Luis Alberto non ha fatto meglio: è stato espulso al termine della gara e anche lui è in attesa della decisione del giudice sportivo.

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AVVERSARIO

Milan, Gattuso sorride: Paquetà torna a disposizione

MILANO Quel tocco di imprevedibilità nel momento più delicato della stagione. Rino Gattuso tira un sospiro di sollievo per il rientro di Paquetà. Il brasiliano può già giocare domani sera contro la Lazio, nel ritorno della semifinale di Coppa Italia. Un banco di prova fondamentale prima di un'altra partita difficile per i rossoneri, quella di domenica 28 aprile in casa del Torino.
Quattro giorni per capire davvero se il Milan continuerà a essere in corsa per un trofeo stagionale (la finale si disputa il 15 maggio all'Olimpico) e, soprattutto, per il quarto posto, l'ultimo utile per la qualificazione in Champions League. Paquetà è fuori dal 2 aprile, quando contro l'Udinese si era procurato «un trauma distorsivo di secondo grado della caviglia destra», lasciando il Meazza in stampelle. 
Il suo rientro era previsto per fine aprile-inizio maggio, ma Paquetà ha bruciato le tappe, in settimana si è allenato con il resto della squadra e al Tardini si è seduto in panchina, in attesa della possibile maglia da titolare di domani sera. Paquetà può giocare sia da mezz'ala sia da trequartista e in queste tre settimane è stato davvero difficile rimpiazzarlo, essendo il giocatore con maggior classe nella rosa del Milan e forse il più abile in fase offensiva nell'aiutare gli attaccanti.
Con lui Gattuso avrà a disposizione più soluzioni in fase offensiva. Allarme rientrato, invece, per Cutrone, che ieri si è allenato regolarmente. 
VIBRAZIONI ALLO STADIOCapitolo San Siro. Nella giornata di ieri, Milan e Inter hanno diramato una nota congiunta dopo che nei giorni scorsi si erano verificate delle vibrazioni anomale al terzo anello: «Nessun problema, San Siro è sicuro. Il 7 aprile è stato rilevato un fenomeno di vibrazione, in un settore specifico del terzo anello, superiore ai normali parametri.
È stato analizzato il fenomeno e l'analisi ha evidenziato che il fenomeno registrato non ha indotto diminuzioni dei coefficienti di sicurezza della struttura e che pertanto non debbono essere presi specifici provvedimenti in merito. 
La Commissione Provinciale di Vigilanza ha confermato la presenza delle condizioni di agibilità dello stadio», in sintesi il comunicato dei due club. 

Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, a Milano il bivio per il futuro

ROMA Aggrappati alla rabbia. Perché, con la Champions sempre più lontana, la Coppa Italia rischia d'essere davvero l'ultima spiaggia. Lazio, non fa la stupida domani sera: «Guai a tornare qui senza la finale». Lotito lo ha urlato a squarciagola nel giorno di Pasquetta. Altro che festa e grigliata, è piombato a Formello per strigliare e caricare la squadra. Ha usato toni duri, vuole atteggiamenti maturi. Lui pretende di vedere subito una reazione, ha chiesto a Immobile e compagni di tirar fuori gli attributi, di comportarsi da uomini. Sabato, dopo la sconfitta contro il Chievo, era una furia. Ne aveva per tutti, sopratutto per Inzaghi, ma anche Tare si è beccato i suoi imprechi. Ieri però il presidente ha messo nel mirino solo e soltanto i giocatori: prima li ha rimproverati, poi ha deciso in prima persona di spronarli. Inzaghi stavolta non potrà sbagliare le scelte iniziali, ma Lotito ieri ha confermato di metterne ora in dubbio i suoi metodi motivazionali. Troppo facile prendersela esclusivamente con l'allenatore quando in un flash rischiano di svanire tutti gli obiettivi, ma è vero che i biancocelesti non riescono ad essere mai cattivi. Simone sabato parlava di sfortuna, ma i gol divorati sotto porta sono più una coincidenza. E il tecnico, visti i punti persi per lo stesso motivo in campionato contro Spal, Sassuolo, Milan e Chievo, si è preso già la lavata. Pure perché rischia di perdere non solo la Champions, ma tutta l'Europa: «Siamo ancora convinti in qualche modo d'arrivarci. Dobbiamo resettare il campionato e concentrarci solo sul Milan. Vincere in Coppa Italia può aiutare a smaltire la delusione». 
TESTAIl problema adesso è gestire la pressione, visto che la Lazio in ansia troppo spesso è andata in confusione. Siamo sicuri che abbia fatto la mossa giusta, Lotito? Sabato l'ansia da prestazione ha giocato un altro brutto scherzo e adesso è ancora più importante la posta in palio. Così, dopo l'ultimo suicidio col Chievo, è difficile vedere una luce nel buio. Anzi, è allarme rosso. Oggi arriveranno le decisioni su Milinkovic e Luis Alberto (rischiano più giornate) del giudice sportivo: incideranno sul campionato, ma sono l'indice assoluto del nervosismo all'interno dello spogliatoio. E l'ultimo di tanti episodi in cui la Lazio ha perso la testa nel momento decisivo. In stagione i precedenti sono Marusic a Siviglia nel ritorno per la qualificazione agli ottavi di Europa League e Radu a Milano contro l'Inter al 120' del quarto di Coppa Italia. Meno importante, ma comunque influente per il piazzamento nel girone, la sconfitta di Francoforte, dipesa anche dalle espulsioni di Basta e Correa. Tornando indietro nel tempo la mente indelebile il rosso di Lulic in Lazio-Inter del 20 maggio, un minuto dopo il 2-2 nerazzurro, con i dieci minuti più importanti da giocare. E' come se questa squadra avesse imparato poco o nulla dagli errori della scorsa stagione.
RIVOLUZIONEAnche la società ha fatto i suoi sbagli, ma Lotito non ha fatto certo mea culpa né li ha ammessi: «Ho fatto tutto quello che mi chiedevate per i vostri bisogni qui a Formello e voi non mi ridate nulla in cambio?». L'unica ricompensa è centrare questa sfida col Milan di ritorno, altrimenti il presidente promette a tutti una rivoluzione all'inferno. Alla squadra, persino al diesse e ovviamente al tecnico. Inzaghi rimane il primo nel suo patibolo. 

Il Messaggero

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APPROFONDIMENTI

Classifiche a confronto: ad oggi, 12 punti in meno rispetto alla scorsa stagione

La sconfitta con il Chievo Verona (già retrocesso) ha trasformato l'obiettivo quarto posto in un miraggio. La scorsa stagione la Lazio – a 5 giornate dalla fine – aveva ben 12 punti in più rispetto a quella in corso. Spal, Sassuolo e Chievo hanno cambiato drasticamente la classifica dei biancocelesti, facendola scivolare sotto la soglia dell'Europa League. 

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FORMELLO

Lotito tiene a rapporto la squadra: vuole la finale Coppa Italia e pensa alla rivoluzione

Un calcio ai sogni Champions. Una finale di Coppa Italia da conquistare. Una fiducia da ritrovare. L'umore è dei peggiori in casa Lazio dopo l'inopinata sconfitta casalinga contro il Chievo retrocesso che ha messo a nudo una squadra isterica, fragile e fuori controllo. La Lazio si è autodistrutta sotto i colpi di Vignato ed Hetemaj. Nel giorno di Pasqua, Inzaghi ha parlato alla squadra. Un confronto come tanti altri senza colpi di coda. La richiesta di impegnarsi al massimo da qui fino alla fine della stagione. Stamattina squadra a rapporto a Formello da Lotito a due giorni dalla semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Milan. Non saranno state parole dolci quelle del presidente biancoceleste, che avrà richiamato tutti all’ordine: allenatore e giocatori, soprattutto Milinkovic-Savic, atteso da una multa salatissima, e Luis Alberto dopo i rossi rimediati in campionato.

Il primo passo su quella che si preannuncia come la rivoluzione di luglio che ha in mente Lotito sarà quella di arginare lo strapotere del diesse Igli Tare e dare maggiori responsabilità, e poteri decisionali anche sul mercato, ad Angelo Peruzzi. Azzeramento dello staff sanitario, reo di aver mal gestito infortuni e recuperi. Ma la vera grande novità riguarderà l’allenatore. Il ciclo alla Lazio di Simone Inzaghi è arrivato al capolinea. E così Lotito vuole affidare la panchina a Roberto De Zerbi, attuale tecnico del Sassuolo, alla sua terza esperienza in Serie A dopo quelle di Palermo e Benevento. E’ lui l’allenatore individuato da Lotito per rilanciare le ambizioni della Lazio, aprire un nuovo ciclo che porterà ad una rivoluzione anche a livello di rosa di giocatori: svecchiata e più motivata.sport mediaset

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ARBITRI

Milan-Lazio, scelto Mazzoleni

L'AIA ha reso noto gli arbtri per Milan-Lazio e Atalanta-Fiorentina, ritorno delle semifinali di Coppa Italia. A San Siro (andata 0-0) fischerà Paolo Silvio Mazzoleni di Bergamo mentre all'Atleti Azzurri d'Italia (andata 3-3) toccherà a Gianpaolo Calvarese di Teramo. 

MILAN–LAZIO (h. 20.45): MAZZOLENI
Assistenti: PAGANESSI–VIVENZI
Quarto uomo: GIACOMELLI
VAR: MASSA
AVAR: ALASSIO

ATALANTA–FIORENTINA (h. 20.45): CALVARESE
Assistenti: PERETTI–CARBONE
Quarto uomo: MANGANIELLO
VAR: ORSATO
AVAR: MONDIN

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RADIOSEI

Buona Pasqua da Radiosei!

La Santa Pasqua, il Natale di Roma, la società che ha portato il calcio nell’Urbe Eterna, la radio dei tifosi della Lazio! Radiosei, il suo staff, l’editore Franco Nicolanti e la direttrice artistica Lucilla Nicolanti vi augurano i più sinceri auguri!

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APPROFONDIMENTI

Milinkovic, dalla follia al pentimento: scuse su Instagram

La follia di Milinkovic al 34' del primo tempo ha complicato i piani della Lazio, crollata poi sotto i colpi del Chievo lanciati da Vignato prima ed Hetemaj poi. Un tonfo gigantesco che molto probabilmente mette fuori dai giochi la squadra di Inzaghi dalla corsa alla Champions League, quantomeno rende difficilissima la rincorsa.

Lo sa Sergej, quel calcione rifilato a Stepinski ha messo in crisi la Lazio. E allora, tramite una storia pubblicata su Instagram, ha voluto scusarsi coi tifosi e i compagni di squadra per un gesto incomprensibile. «Voglio chiedere scusa a tutti i miei compagni, tifosi e a tutto il popolo laziale. Non accadrà mai più, mi dispiace che sia successo in un momento così difficile, voglio dimenticarlo il prima possibile. Non molliamo e andiamo avanti fino alla fine!», il messaggio di Milinkovic. Ora testa alla semifinale di Coppa italia con il Milan. Corrieredellosport.it

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DICHIARAZIONI

Parolo amaro: “Siamo dei polli, solo scuse. Espulsione Milinkovic frutto del modo in cui l’abbiamo preparata. Milan? Diamo un senso…”

Nel post partita di Lazio-ChievoVerona, il centrocampista biancoceleste Marco Parolo è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky:

“Dobbiamo restare in corsa affrontando ogni gara al massimo, oggi non lo abbiamo fatto ma colpa è di tutti. Ci siamo svegliati dopo due schiaffi. C’è stata la reazione da parte della squadra, ma non c’è stato lo spirito giusto per affrontare la compagine clivense. A volte ci dimentichiamo chi siamo e cosa vogliamo, dobbiamo solo chiedere scusa per quanto accaduto. 

La testa e la voglia decidono tutto. Una grande squadra può anche non schiacciare l’avversario dall’inizio, ma serve un’altra mentalità e non bisogna rilassarsi prima di aver segnato due o tre gol. Questo è il limite della squadra: pensavamo di averlo arginato, ed invece è emerso nuovamente, abbiamo sbagliato. 

La gara di mercoledì è fondamentale per la stagione, sarà difficile sfidare il Milan in uno stadio ostico. Dobbiamo accettare ogni critica e rispondere in campo con voglia. Siamo stati nervosi in campo, quando vai sotto contro una squadra già retrocessa capisci d’aver sbagliato qualcosa e questo ti porta a compiere gesti sbagliati. Avevamo comunque voglia di riprendere la partita. In dieci contro undici stavamo provando a prendere le misure ed i clivensi ci hanno colpiti in quel momento: non siamo stati lucidi nel disporci subito nel modo corretto e loro sono stati bravi a capitalizzare le due occasioni che hanno costruito inizialmente. 

C’è delusione e rabbia, parlare a caldo si rischia solo di esagerare. Domani saremo più lucidi e riusciremo ad analizzare quanto accaduto nel modo corretto”. 

 

Marco Parolo è rimasto a parlare con i giornalisti anche in zona mista, ecco le sue parole: "Colpa nostra, siamo stati dei polli. Non c’è niente da dire: quando abbiamo reagito era troppo tardi. Dovevamo mettere quello spirito fin dall’inizio e la partita sarebbe stata diversa. Nelle ultime partite avevamo fatto bene, abbiamo mancato ancora quello step di maturità che ci si aspettava. Possiamo chiedere solo scusa e lavorare. Non siamo più forti di nessuno. Se non approcci con lo spirito giusto, perdi anche contro squadre di categorie più basse. Non siamo stati bravi a dare la giusta importanza alla partita, nonostante il mister ci avesse avvisato nella maniera giusta. E’ una mancanza nostra e abbiamo sbagliato. La Champions League? Matematicamente non è finita, nel calcio non si sa mai. Bisogna vincerle tutte, a partire da mercoledì che per noi dovrà essere una finale per dare un senso alla stagione. Dovremo affrontarla nel modo giusto. Sembra paradossale ma alcune partite partiamo con un’altra mentalità, queste invece non le affrontiamo bene. Sembravamo aver superato questo step e invece è tornato più di una volta, forse i troppi ‘bravi’ fanno male. Il rosso a Milinkovic? Non voglio dire sia colpa sua. Ha sbagliato, ma è il figlio dell’approccio sbagliato da parte di tutti. L’atteggiamento era sbagliato e ci siamo innervositi fin da subito. Spero che faccia tesoro di quest’errore, si passa anche da grosse cadute per essere ancora più forti. Sergej vorrà dimostrare di essere importante per noi, è un valore aggiunto. Voglia di rivalsa contro il Milan? Parlo solo di cose di campo, il resto si commenta da solo. Dobbiamo ripartire e cercare di fare una grande gara

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DICHIARAZIONI

Inzaghi a testa bassa: “Mi prendo le responsabilità, ma ne avevamo parlato per due giorni. Ora calma, c’è la Coppa..”

CONFERENZA LIVE – Inzaghi analizza la sconfitta con il Chievo:

"Questi due giorni ne avevamo parlato, dovevamo mantenere alta la concentrazione. Non abbiamo approcciato bene la partita. E' stata macchiata dall'espulsione, un'ingenuità che ci è costata la partita. Abbiamo provato a riaprirla, abbiamo segnato e poi abbiamo preso il palo con Correa. Ma è stata macchiata dall'espulsione".

Qual è la tua responsabilità alla fine di questo ciclo?

Io sono a capo della squadra, normale che le maggior responsabilità siano mie. In una partita in casa con il Chievo dovevamo vincere. Ma in inferiorità numerica può succedere che tu la perda. Poteva essere una partita diversa. Abbiamo avuto l'infortunio di Radu, ho dovuto cambiare qualcosa anche dopo l'espulsione. Ora abbiamo la semifinale, dobbiamo giocarla nel miglior modo possibile.

Come ti spieghi l'approccio nel secondo tempo?

Dovevamo rientrare in un altro modo. Abbiamo visto l'assetto che dovevamo tenere. Sul primo gol è stato bravo il ragazzo del Chievo, nel secondo abbiamo sbagliato lettura. Gli avevo detto di tenere duro, avremmo potuto cambiare la partita. Spiace, sapevo che fosse una partita che ci avrebbe creato insidie, così è stato. Ora dobbiamo dimenticare e ritrovare lo spirito giusto in vista di Milano.

Anche in inferiorità numerica, non sono stati pochi i tiri in porta? Ora l'obiettivo è l'Europa League?

Di occasioni ne abbiamo create, ma la partita è stata viziata dall'espulsione e dall'approccio molle nella ripresa. In questo momento dobbiamo resettare, lasciare da parte il campionato, mercoledì abbiamo una partita difficile. Poi ci sarà un calendario complicato, ma dobbiamo arrivare almeno in Europa.

Cosa dirai a Milinkovic e Luis Alberto (entrambi espulsi, ndr)?

Saranno assenze importanti. Però oggi l'ingenuità di Milinkovbic è stata grandissima. Non doveva farlo, è giovane ma ha esperienza, ha tante partite alle spalle. Gli avevo detto che dovevamo restare concentrati, rispettare arbitro e giocatori. Quando commetti ingenuità nel calcio le paghi sulla tua pelle.