Categorie
CALCIOMERCATO

Dal Kosovo: “Berisha potrebbe tornare al Salisburgo in prestito”

"Valon Berisha potrebbe tornare al Red Bull Salisburgo in prestito per un anno". Un passo indietro per rilanciarsi in avanti, ne parlano alcune testate giornalistiche balcaniche sempre attente alle sorti del nazionale kosovaro. Quotazioni in ribasso dopo la stagione travagliata (complice anche i ripetuti infortuni) in biancoceleste, ma anche un credito ancora da spendere dopo la bella avventura vissuta in Austria. Berisha vuole rilanciarsi, è consapevole che a Roma avrebbe difficoltà a trovare una maglia da titolare, Tare, dal canto suo, ha interesse a rivalutare cartellino (lo scorso anno sbarcò a Roma per 8,5 milioni di euro) e valore di un centrocampista sul quale non ha smesso di puntare. La soluzione di un ritorno in prestito nel club che l'ha lanciato anche in termini continentali (e che giocherà la prossima Champions League) potrebbe rappresentare l'opzione migliore per tutte le parti in causa. DB Radiosei

Categorie
TIFOSI

Abbonamenti, Canigiani: “Noi siamo pronti, attendiamo l’ok burocratico”

Marco Canigiani, responsabile del marketing biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, 89.3 FM.

“Per la campagna abbonamenti siamo in attesa del via libera a livello burocratico. Ci sono delle nuove regole da rispettare e stiamo aspettando dei chiarimenti da questo punto di vista. Noi siamo pronti, è stato tutto definito, aspettiamo solo l’ok.

Per la Supercoppa italiana, la Lega prospetterà una serie di ipotesi poi le due squadre prenderanno le giuste decisioni, la scelta finale dovrà essere condivisa dalle parti per una serie di aspetti, sia a livello economico che tecnico. Penso sia una questione che si risolverà a breve.

Per il ritiro, le date sono più o meno quelle che sono emerse, potrebbe verificarsi qualche piccolo cambiamento, ma nessun stravolgimento. Una maglia verrà presentata sotto le Tre Cime di Lavaredo.

Siamo al rush finale dei lavori per il nostro store in centro, ci stiamo avvicinando all’apertura.

L’idea nella prossima stagione è di proseguire e potenziare il servizio “BusInsieme”, un’iniziativa condivisa ed apprezzata da tutti”. Sslazio.it

Categorie
ALTRE

Juve, Sarri: “Il coronamento di una lunga carriera. Napoli? Ho rispettato tutti e ringrazierò sempre De Laurentiis”

"Sono contento di essere qui oggi. Sono a disposizione per tutte le domande e curiosità e darvi le informazioni che vi posso dare".

E' la scelta più rivoluzionaria della sua vita?
"Non lo so, non lo penso. Bisogna avere le idee chaire sul percorso. Tre anni fa arrivo a Napoli e do tutto. Da bambino ero tifoso del Napoli. Negli ultimi mesi a Napoli ho un dubbio, che è quello tra l'affetto che provavo e la parte più logica di me stesso che mi diceva che il percorso fosse chiuso. Il dubbio era mio e quindi e io che non stavo dando delle risposte. A quel punto ho avuto offerte importanti anche in Italia, ma ho preferito andare all'estero prima. La Premier è stata un'esperienza bellissima, ma poi ho sentito il bisogno di tornare in Italia e l'opportunità me l'ha offerta il club più importante d'Italia. E' il coronamento di una carriera lunghissima che nell'80% è stata anche difficilissima. Penso di aver rispettato tutti e nell'ultima parte dovevo rispettare anche il mio percorso".

Che sensazione è stata la chiamata della Juve?
"La sensazione è stata forte. Non per il quando, per il come. Ho visto una società determinatissima. Mai visto in 30 anni una società così determinata e compattta nell'andare su un allenatore. L'atteggiamento di questi dirigenti di determinazine e compattezza".

Sulconfronto con la Premier.
"Penso abbiamo davanti un percorso lungo. Parlavamo prima con il presidente a livello di strutture e organizzazione e penso che il nostro sarà un percorso un po' lungo. Le strutture devono essere la partenza, poi cambiare l'atmosfera dentro gli stadi, in Inghilterra ti giri e la panchina è circondata da bambini. Il clima è diverso. Ci vorrà un percorso, si deve partire dalle strutture, ma penso che in campo e a livello tattico abbiamo un po' di vantaggio. Il gioco? Qui fatica a decollare rispetto a loro perché lì il risultato è un po' meno importante e rischiano di più. Io sono contento per il fermento che vedo in A perché c'è un bel movimento di allenatori. Conte, Giampaolo, che ritengo uno dei giovani più interessanti finalmente in una grande panchina, Fonseca, Ancelotti, un ragazzo che stimo tanto come De Zerbi. Mi sembra ci siano i presupposti per vedere qualcosa di bello".

Su campionato e Champions.
"Mi aspetto di alzarmi la mattina e studiare il modo di vincere le partite. Non è dovuto. Se il risultato diventa dovuto, è una sconfitta certa. E' chiaro che la Juve ha l'obbligo di fare bene, è la favorita. In Champions la Juve ha l'obbligo di partire con l'obiettivo di vincere, ma in Europa ci sono 8-9 squadre che possono vincere. Le responsabilità sono più forti a livello italiano che europeo. La Champions è un obiettivo, un sogno da perseguire con determinazione feroce e con un coefficiente di difficoltà mostruoso".

Sul modulo.
"Penso che non si può partire dal modulo. Bisogna avere le idee chiare su quali sono i 2-3 giocatori che possono fare la differenza e adeaguare il modulo su di loro. Prima devo parlare con loro. Ho fatto diversi moduli nella mia carriera, al Chelsea dovevo accompagnare le caratteristiche di Hazard. Partiamo dalle caratt degi giocatori. Partiamo da chi può farci fare la differenza, accompagnamoli e il modulo sarà una conseguenza".

Sull'arrivo alla Juventus.
"Non è che passo dai dilettanti alla Juve. E' un percorso lungo. Mi fa piacere essere qui. Mi dà emozione essere qui, ma il percorso è lungo e fatto di passi. Arrivo dal Chelsea, altro grande club chiaramente con meno storia della Juve. Lo ritengo un ulteriore passo in avanti. L'emozione c'è ed è forte, ma non è quella di un allenatore che arriva dai dilettanti".

Su Ronaldo.
"E' un escalation anche sotto questo punto di vista. Negli ultim ianni ho allenato giocatori forti anche al Chelsea. Quisi va al top mondiale. E' un ragazzo che ha quasi tutti i record del calcio mondiale. Mi paicerebbe fargliene battere altri. Mi piacerebbe incidere in questo".

Sul passato al Napoli.
"Io penso che ho vissuto tre anni in cui mi svegliavo alla mattina e iol mio primo pensiero era quello di battere la Juve. In quel periodo eravamo l'alternativa più credibile alla Juve. Ho dato il mio 110% e non ci siamo riusciti. Ci riproverei e lo rifarei. Era un'avversità sportiva. Ma è finita. La mia professionalità mi porterà a dare tutto per questa società. Quello che ho fatto, posso averlo fatto anche con mezzi e modi sbagliati, ma è qualcosa di intellettualmente apprezzabile". 

Si sente un traditore?
"Il giocatore che deve convivere in un ambiente, lancia messaggi per convivere bene in quell'ambiente. Poi ci sono messaggi personali che dicono un'altra cosa. Io penso che nella vita ho rispettato tutti, perché ho datosempre il 110% per la maglia per cui ho lavorato. Questo è il rispetto. Sono scelte logiche, senza romanzarci sopra".

Cosa le piace dell'essere allenatore della Juve?
"I club sono fatti da persone e nel primo approccio mi è piaciuto il fatto che li ho visti molto uniti e compatti. E' qualcosa importante. Quello che ti porta a fare di più è il rapporto tra le persone. Mi sono bastate un paio di cene con loro per capire che sono un gruppo forte per compattezza, determinazione e mentalità. E questo mi paice molto".

Su Ronaldo.
"Per quanto riguarda Ronaldo, io ho allenato il giocatore che ha fatto più gol in Serie A, mi piacerebbe averne due. Sarebbe una soddisfazione enorme".

Sullo scetticismo.
"Arrivo tra lo scetticismo come sempre. A Empoli in B, al Napoli, Al Chelsea, alla Juve. Giusto che ci sia un minimo di rancore e scetticismo. Ma nel calcio conosco un unico modo per togliere lo scetticismo dalla testa delle persone: vincere e convincere".

Dybala e Ronaldo possono giocare da centravanti?
"Un giocatore con le loro qualità può giocare in qualsiasi ruolo. Può cambiare l'interpretazione del ruolo. Come vincere? Io ho vinto poco o comunque in categorie più basse. Penso che l'obiettivo di divertirsi in campo possa coniugarsi con le vittorie. La storia dice che hanno vinto allenatori con filosofie opposte, squadre opposte. Durante il percorso ognuno deve rimanere se stesso".

Tuta o giacca e cravatta in panchina?
"Non lo so, parlerò con la società. Non abbiamoparlato di questi aspetti. Io preferirei non andare in divisa sociale. Sarà argomento di confronto, l'importante è che a questa età non mi mandino nudo".

Sui modi diversi di allenare.
"Cambiano le caratteristiche dei giocatori. Il Napoli era una squadra di giocatori da squadra. Giocatori a disposizione della squadra, muovevano la palla a velocità superiore. Il Chelsea è fatto da gioctori di livello tecnico superiore ma caratteristiche individuali diverse. Viene fuori un calcio meno fluido e altrettanto pericoloso per la qualità dei singoli. Non è che se tu ripeti gli stessi allenamenti con giocatori diversi, esce lo stesso risultato. Altrimenti saresti un folle. Se vuoi cambiare le caratteristiche dei giocatori, non sei più seguibile. Devi andare incontro alle caratteristiche dei giocatori. La tattica va modulata addosso a giocatori fatti e importanti. Bisogna avere questa flessibilità".

Cosa ti aspetti in Napoli-Juve?
"Quando esco dal San Paolo so che se mi applaudono è una manifestazione d'amore. Se mi fischiano, è una manifestazione d'amore. Uscirò volendogli bene lo stesso, qualsiasi cosa accada".

Sui cori razzisti.
"A proposito dei cori razziali io non cambio idea se cambio società. In Italia è l'ora di smetterla, è una manifestazione d'inferiorità netta nei confronti degli tadi europei. E' giusto anche fermare le partite, bisogna dire basta. Lo subivo di più a Napoli perché sono nato a Napoli. La mia idea rimane la stessa. Basta".

Ancora sul passato a Napoli.
"Io posso prendermi una colpa, non tutta".

Sul viaggio in programma da Ronaldo.
"Non so quando sarà, ne parleremo con Fabio nel pomeriggio. Io a Fabio avevo chiesto di parlare con 2-3 giocatori per condividere. Nelle imposizioni ci credevo 20-30 anni fa, l'età mi insegna che bisogna andare a condividere. Voglio capire cosa pensano di se stessi i singoli giocatori. Partendo da chi può incidere di più sui risultati".

Cosa l'ha convinta?
"Ho fatto 30 anni di trattative con i club. Ho affinato una sensibilità per rendermi conto quando davanti a me c'è una persona che mi trasmette grande decisione e determinazione. Non c'è una frase, è l'atteggiamento. Tutta una serie di piccoli atteggiamentoi che dimostrano l'assoluta convinzione di volere te come allenatore. O io mi sto rincoglionendo o loro sono staticapaci di trasmettermi questa sensazione".

Chi sono i 2-3 giocatori con cui parlerà?
"I giocatori che ci possono cambiare la storia sono i gioatori offensivi. Quando entri negli ultimi 30 metri di campo, ci sono giocatori capaci di fare la differenza e giocatori bravi che però non fanno così la differenza. Bisogna partire da chi ha talento e vedere cosa potere costruirgli intorno. Chi fa la differenza è chi ha talento. Bisogna partire dai tecnici e talentuosi".

Sul futuro di Higuain.
"Al Pipa voglio molto bene e penso che dipende da lui. Io ho l'obbligo di ascoltare e adeguarmi, visto che conoscono meglio di me i giocatori. A parte Higuain che conosco anche io".

Sul mercato.
"Parlerò con Fabio, a me interessa trasmettergli le caratteristiche di chi voglio. I nomi li conosce più lui. Il tempo di vedere i campionati in giro non ce l'ho. La competenza di Fabio è superiore alla mia".

Sull'eredità di Allegri.
"Allegri lascia un'eredità pesante. Era difficilmente anche mentalmente da affrontare. Sappiamo che vincere quello che ha vinto lui non sarà semplice. Ha fatto un percorso straordinario, mi piacerebbe vedere nella squadra quello che Massimiliano gli ha dato, magari anche restare mezz'ora in difficoltà e poi in dieci minuti triturare la partita. A me è successo raramente ed è una gran cosa".

Integralista?
"Detto a uno che a Empoli cambiato diversi moduli tra Empoli, Napoli e Chelsea, mi sembra un po' troppo".

Cos'è il sarrismo?
"Sicneramente non lo so cos'è il sarrismo. Ho letto ulla treccani che è una filosofia calcistica e non solo. Io sono sempre statoquesto. Posso aver cambiato leggermente il mio modo di vedere il calcio e lavita per esperienza, ma sono rimasto una persona diretta. Ho bisogno di dire quello che penso e sentoire dagli altri quello che pensano. Questo porta a degli scontri. Ma sono risolvibili. L'irrisolvibile è il non detto, i rancori".

Su De laurentiis
"Non ho sentito il presidente, con i quali tutti pensano che abbia un brutto rapoorto. Io invece lo ringrazierò sempre. Mi ha fatto un regalo, allenare l squadra che tifavo da bambino. Poi possono esserci divergenze ma fa parte dei caratteri. Non ho sentito Aurelio, non dirò mai neanche sotto tortura i nomi dei giocatori che ho sentito, perché sono cose personali".

 

Ha sentito Allegri?
"Non ti dirò mai i nomi dei giocatori che ho sentito, perché sono conversazioni di carattere strettamente personale. Allegri? Non l'ho sentito, di  solito d'estate ci sentiamo tramite amici comuni, ma al momento non l'ho sentito. Di solito è un cazzeggio, non parliamo di argomenti molto seri".

Ha sentito Higuain?
"Con Gonzalo al momento non ho parlato dopo la festa post finale di Baku. Come ho detto prima dovevo farmi le mie idee sulla Juve e su questo ambiente. Lui è un tesserato della Juventus e quando rientrerà avremo modo di parlarci. Convivenza con Ronaldo? Lui per qualità tecnica può giocare con chiunque, non lo vedo un grandissimo problema. Io dicevo che dipende da Gonzalo perché la mia sensazione è che Gonzalo abbia vissuto male il post Juventus e sia uscito un po' scosso dalla Juventus e abbia fatto una stagione in cui come sempre quando uno subisce un trauma emotivo succede. Se ha una reazione forte ha l'età giusta per fare ancora due o tre anni di grande livello".

Sullo stile Juve e sul suo dito medio in passato.
"Non so cosa sia lo stile Juve, io ieri mi sono trovato a cena con amici, non con etichette o differenze. Certe cose le ho dette, certe le ho sbagliate, altre strumentalizzate, ho visto una polemica sulle maglie a strisce che stanno strumentalizzando perché in realtà si tratta di una litigata con Orsato dopo un Empoli-Milan. La questione del dito medio è un errore da parte mia, una reazione esagerata da parte mia, ma penso che fu spiegata da parte mia anche nel post partita. Io andai in sala stampa e dissi che avevo fatto un brutto gesto, un eccesso di reazione nei confronti di 15-20 stupidi, non nei confronti della Juventus. Non ho niente contro i tifosi della Juve, sono stato sempre in panchina in mezzo ai tifosi, poi se in mezzo a 45.000 persone ci sono 10 stupidi che ti sputano e ti dicono 'terrone di merda', dovevo non reagire ma non li ritengo tifosi della Juventus".

Su Bernardeschi.
"E' un giocatore che mi piace, spesi parole belle per lui anche dopo Fiorentina-Napoli. Ha una qualità tipica dei grandi giocatori: la coordinazione. E' tecnico e coordinato. Mi piace molto, gli manca un po' di continuità perché lo vedo fare grandi partite e altre in cui può fare qualcosa di più. Secondo me è il momento della sua carriera in cui deve specializzarsi e iniziare a giocare con continuità in un solo ruolo. L'esperienze inglese, il mondo dei media inglesi ti fortifica. Quello che mi dispiace è che qui viene riportato solo quello che scrivevano i tabloid e non il Times o il Guardian, che usavano altri toni. Però gli attacchi che subisci, se li superi poi ti danno forza".

Dove deve migliorare la Juve?
"Non si tratta di un reparto o un singolo. Il mio modo di fare calcio è diverso, ma mi devo adattare e capire quanto il mio calcio può adattarsi alla Juve. Altrimenti diventa allenare se stessi e porto punti in meno. Devo capire quanto si può fare e quanto va lasciato nelle mani dei giocatori e delle loro caratteristiche. E' un discorso di filosofia. Se chiedi il mio parere, ti dico che vorrei vedere Pjanic toccare 150 palloni a partita, ma bisogna vedere se si può mettere in condizione. Io organizzo molto la palla per 70 metri, ma negli ultimi 30 metri ci sono principi da seguire stop. Ogni squadra è come un figlio, se educhi tre figli nella stessa maniera non crescono allo stesso modo. Vediamo cosa viene fuori, proviamo a continuare a vincere e divertire tutti". 

Categorie
CALCIOMERCATO

Mendes per la difesa: Wallace out, torna di moda Jemerson

La strada della Lazio e di Mendes si incrocia ancora. Gli arrivi di WallacePedro Neto e Bruno Jordao e la cessione di Keita sono l’esempio di quanto lavoro insieme è stato fatto. Con l’addio di Wallace, è ancora Mendes a lavorare per Bruno Viana del Braga. Secondo il Corriere dello Sport, il procuratore avrebbe anche rilanciato Jemerson del Monaco. Il classe ’92 è un vecchio pallino di Tare, costa 10 milioni ed è in uscita dal Principato. Lazionews.eu

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Rambaudi: “Bastos merita fiducia, Bonifazi? Servono titolari veri” (AUDIO)

Roberto Rambaudi a 'QUELLI CHE…': "Bonifazi? Buon giocatore, ma la Lazio ha bisogno di un altro profilo dietro, di maggior spessore. Servono titolari veri, almeno due in difesa. Continuerei a puntare su Bastos, credo meriti ancora fiducia. La sua crescita negli ultimi mesi è un buon segnale per Inzaghi, quando gioca semplice e concentrato porta a casa buoni risultati. Lazzari? Non è scontato che vada in una grandissima squadra, è un giocatore molto particolare e non tutti adottano il modulo adatto a lui. Lazio ed Atalanta sono le indiziate principali”.

Categorie
SUPERCOPPA

Lotito spinge per Gedda: l’Arabia Saudita paga circa cinque volte di più

Sono settimane decisive per la Supercoppa Italiana. Si attende l'ufficialità della data in cui si disputerà, ma soprattutto dove. Gedda è la soluzione più gradita, almeno da Lotito. Giocare il trofeo in Arabia Saudita, garantirebbe alla Lazio (e alla Juventus) una cifra superiore, circa 3,4 milioni a testa. Giocarla in Italia viceversa, vale appena il 45% dell'incasso complessivo, nel 2017 valse solo 700mila euro a testa con un Olimpico da 52.000 spettatori. Insomma, a livello economico non c'è proprio paragone: Gedda paga circa cinque volte di più rispetto all'Italia, giocare la Supercoppa in inverno e all'estero sembra la soluzione migliore.

Categorie
CALCIOMERCATO

La Lazio spinge per Vavro: offerti 10 milioni per superare la concorrenza

La Lazio tenta il colpo Vavro. Il difensore del Copenhagen è pronto a misurarsi in un campionato di primo livello, la Serie A è una meta più che gradita. Tare ha messo gli occhi si di lui, ma non è l'unico. In Italia piace ad Atalanta e Sampdoria, da considerare a tutti gli effetti concorrenti per il giocatore. La richiesta della squadra danese è di 12 milioni, la Lazio ne avrebbe offerti 10 per assicurarsi il gigante slovacco. Dotato di buona accelerazione (nonostante il metro e novantatre di altezza) può diventare il centrale dominante della linea a 3 laziale, con la possibilità di dirottare Acerbi sul centro sinistra e puntare su Luiz Felipe a destra. C'è anche un'altra variante: giocare a 4 con la coppia Acerbi-Vavro, visto che è proprio con questo assetto che il giocatore è abituato a muoversi. Tare guarda anche al futuro, per questo attende una risposta dal Santos per Cipriano, centrale classe 2001. Come riferito in esclusiva ai nostri microfoni da Danilo Caravello, che sta curando l'operazione, la formula per farlo sbarcare a Roma è prestito con diritto di riscatto.

Categorie
CALCIOMERCATO

Jony, c’è anche il Valencia: la situazione

L'affare Jony non è ancora chiuso. Dalla Spagna rimbalzano voci sull'inserimento del Valencia, squadra che già un mese fa aveva mostrato interesse per l'ala del Malaga. La Lazio ha offerto un indennizzo di circa 2 milioni al club andaluso, oltre al contratto al giocatore. Il Valencia avrebbe offerto 2 milioni a stagione, con la possibilità di disputare la Champions il prossimo anno. I biancocelesti però, nonostante offrano un contratto meno ricco (1,5 milioni a stagione) sono forti della promessa di Jony e di una durata del contratto più lunga (5 anni).

Categorie
CALCIOMERCATO

Concorrenza per Lazzari, si muove concretamente la Fiorentina

La Fiorentina di Commisso comincia a muovere i primi passi. Quella di oggi è stata la prima giornata di calciomercato effettivamente "milanese" da parte del ds Pradé, che ha subito mosso i primi contatti per Lazzari della Spal. L'esterno destro piace ai viola, oggi è stata fatta una chiamata esplorativa per conoscerne il prezzo. Si tratta del primo obiettivo della nuova Fiorentina di Montella. Gianlucadimarzio.com

Categorie
GIUSTIZIA SPORTIVA

Nessuna rinuncia, il Milan cerca l’accordo con la Uefa: un anno senza Europa League per il bilancio in pareggio nel 2022

L’anno di purgatorio del Milan, fuori dalle coppe per espiare i suoi peccati e tornare ripulito nel 2020-21, può concretizzarsi oggi pomeriggio. Il club, con la triade Boban-Maldini-Giampaolo al vertice della parte sportiva, è arrivato al dunque, con Boban al timone politico, sulla vicenda del mancato rispetto del fair-play finanziario. È atteso a Nyon l’annuncio della decisione sull’ipotesi di accordo con l’Uefa (il settlement non agreement, un patteggiamento "irrituale" fuori dal perimetro fin qui consueto), presentata ieri in Svizzera dai legali della società per sanare una posizione che rischia di condizionare anche il mercato e la prossima stagione sportiva.

C’è ancora suspence. L’Uefa puntualizza: «Il Club financial control body è un organo indipendente: in questa fase ogni decisione può essere presa soltanto da Cfcb, Milan e Tas».

La strada tracciata è la possibile esclusione del Milan dall’Europa League, per la quale Gattuso si era qualificato col quinto posto, a 1 punto da Atalanta e Inter: gli subentrerebbe nella fase a gironi la Roma, sesta, mentre il Torino, settimo, verrebbe ammesso ai preliminari. Questo esito è legato alla formula della decisione del Cfcb (che può anche chiedere un supplemento di documentazione): non una rinuncia del Milan, che comporterebbe il mancato subentro di una squadra italiana, ma una sanzione imposta. La previsione è appunto l’anno di esilio dalle coppe, più una multa (dai 5 milioni di euro in su), più l’eventuale limitazione della rosa nelle future edizioni.

L’obiettivo è di spostare dal 2021 al 2022 l’obbligo del pareggio in bilancio e di cumulare i due dossier aperti, sia quello al Tas di Losanna per il ricorso contro la sanzione (l’obbligo del pareggio al 2021) per il triennio 2014-17 sia quello alla camera giudicante per il triennio 2015-18.

Il Cfcb aveva rinviato la sentenza a dopo la decisione del Tas. Ma Losanna, in caso di accordo tra club e Uefa, dovrebbe a quel punto soltanto ratificare l’accordo stesso col cosiddetto consent award. Il nodo bilancio è cruciale: il 30 giugno il Milan rischia un deficit di 110 milioni. Spera di ridurlo con una plusvalenza (Donnarumma al Psg del neo ds Leonardo per 55 milioni), col taglio del monte ingaggi (25 milioni) e col tetto degli stipendi (2,5 milioni netti l’anno).

Al doppio contenzioso svizzero, eredità di Fininvest e Yonghong Li, rischia di aggiungersi lo spettro della causa ventilata in Lussemburgo nel 2018 dal misterioso ex proprietario cinese contro il fondo Elliott, che gli subentrò per il mancato pagamento di un debito di 32 milioni: il caso si starebbe riaffacciando, con richiesta di indennizzo. Lunedì Berlusconi, attribuendo il mancato ingaggio di Giampaolo nel 2016 alla bocciatura della cordata cinese all’epoca vincente (rappresentata da Nicholas Gancikoff), ha riacceso i riflettori sulla fase oscura pre-Li, contrassegnata poi dai no a Rybolovlev, padrone del Monaco, a due gruppi arabi e agli americani Ricketts e Commisso, neoproprietario della Fiorentina. Ombre di un passato prossimo che perseguita il Milan.

la Repubblica