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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO 1900’ – Abbate: “Infastidito da Inzaghi perché non risponde alle domande. Sta imparando da altri nella Lazio…” (AUDIO)

'9 GENNAIO 1900' – Alberto Abbate: “Nella conferenza di oggi Inzaghi mi ha dato fastidio. Corretto proteggere la squadra, così come quella del suo lavoro. Sarebbe piaciuto che avesse spiegato perché la Lazio nei 25 minuti finali non gioca mai. In sostanza oggi il tecnico non ha risposto a nessuna domanda, parla di 25 minuti su 270 complessivi come se il derby fosse stato perfetto e invece non l'hai vinto. Ha ripetuto tre volte quello che ha vinto negli ultimi anni, diciamo che sta imparando quanto fatto da altri soggetti in società. Domani match interessante, aspetto risposte vere da tanti giocatori anche in termini di turnover per valutare le seconde linee”. 

 

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CITTA'

Tor di Valle: il gip dà l’ok al giudizio immediato: De Vito ancora ai domiciliari, a processo il 4 dicembre

Marcello De Vito rimane agli arresti domiciliari. Il gip Maria Paola Tomaselli ha disposto il giudizio immediato nell’ambito del procedimento penale che lo vede accusato di corruzione in uno dei filoni d’inchiesta sullo stadio dell’As Roma. Il processo inizierà il prossimo 4 dicembre. Ciò vuol dire che non ci sarà il tanto atteso ritorno in Campidoglio, accarezzato dal presidente, ora sospeso, dell’Assemblea capitolina, dopo che lo scorso 23 agosto la Cassazione aveva messo seriamente in discussione tutto l’impianto accusatorio ai danni dell’ex esponente del Movimento 5 stelle.

Un colpo di scena in piena regola. La difesa di De Vito, infatti, nonostante il pronunciamento estremamente favorevole della Suprema Corte, aveva preferito rinunciare all’udienza davanti al tribunale del Riesame, prevista per il 9 settembre, per non dare modo all’accusa di presentare nuovi elementi e rischiare di vedersi rigettata l’istanza di scarcerazione. La strategia era quella di attendere fino a dopodomani, venerdì 20, quando l’ordinanza di arresto sarebbe scaduta e De Vito sarebbe tornato libero. Qui il coup de théâtre dei pm romani, che hanno presentato richiesta di giudizio immediato, accolta oggi dal giudice per le indagini preliminari: si scavalca il rinvio a giudizio e si va direttamente a processo, prorogando il provvedimento cautelare.

De Vito è stato arrestato il 20 marzo insieme al suo ex socio Camillo Mezzacapo nell’ambito dell’operazione “congiunzione astrale”. Dopo 3 mesi e mezzo di reclusione nel carcere di Regina Coeli, il 6 luglio gli sono stati assegnati i domiciliari. Il filone d’inchiesta è quello parallelo al principale, concernente l’iter autorizzativo dello stadio dell’As Roma, dove sono indagati, fra gli altri, il costruttore romano Luca Parnasi e l’ex consulente dell’amministrazione capitolina guidata da Virginia Raggi. In pratica, secondo i pm De Vito avrebbe sfruttato la propria posizione ai vertici del Campidoglio per influenzare le decisioni dell’amministrazione sull’impianto progettato dal club di James Pallotta e di aver incassato delle consulenze, attraverso lo studio dell’ex socio, con la promessa di sbloccare alcune questioni urbanistiche, fra cui il trasferimento della sede di Acea Spa nel futuro business park dello stadio, un palazzetto polivalente nell’area dell’ex Fiera di Roma e la riqualificazione di un ex albergo nei pressi della stazione Trastevere.

L’ennesimo colpo di scena in questa vicenda avrà anche ripercussioni politiche. Da tempo il M5s in Campidoglio si stava domandando come affrontare il possibile ritorno di De Vito fra i banchi. Nonostante il gruppo pentastellato fosse diviso, alla fine si è deciso di non portare avanti la delibera di revoca del presidente dell’Assemblea capitolina, atto fortemente sconsigliato da un parere del segretariato generale che lasciava aperta la strada a eventuali richieste di risarcimento danni nei confronti dei singoli consiglieri. La decisione, nel luglio scorso, ha portato alle dimissioni del presidente facente funzioni, Enrico Stefano, in favore di Sara Seccia, ex fedelissima di De Vito, che tuttora mantiene il ruolo di presidente de facto, in attesa – a questo punto – che si concluda il processo. Attualmente, in Assemblea capitolina si attende la delibera per la variante urbanistica che dovrà dare – se approvata – il via libera definitivo all’opera.

Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Bastos: “Si lavora meglio quando c’è concorrenza. Vogliamo i primi tre punti in Europa” (AUDIO)

Il difensore biancoceleste Bastos Quissanga ha presentato in conferenza stampa il match di domani con il Cluj: 

“Provo sempre a dare il massimo, per me è un fattore molto positivo quando la competitività si alza all’interno del gruppo. In questo modo ogni calciatore da il massimo per avere l’opportunità di giocare. Domani ci aspetta una partita molto difficile, ma siamo pronti e proveremo a svolgere una buona gara. Speriamo di raccogliere i primi tre punti nella fase a gironi della competizione". sslazio.it

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DICHIARAZIONI

Inzaghi riparte: “Voglio una reazione equilibrata, ma abbiamo sbagliato solo 25′” (VIDEO e AUDIO)

Alla vigilia del match con il Cluj, valido per la prima giornata della fase a gironi di Europa League, il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi è intervenuto in conferenza stampa dallo Stadio Constantin Rădulescu di Cluj: 

“Bisogna mantenere equilibrio. Con la squadra abbiamo analizzato ciò che non è andato domenica contro la SPAL. Io per primo, che sono a capo dello staff tecnico, ho capito che dobbiamo assumerci le nostre responsabilità. Abbiamo sbagliato 15 minuti su 270 disputati da inizio stagione, non voglio andare indietro e fare paragoni con la Lazio di due anni fa o con quella dello scorso anno. Molto spesso ricordate che nella scorsa stagione siamo arrivati all’ottavo posto della classifica, spesso vi scordate che abbiamo vinto una Coppa Italia. Dovevamo far bene, ma anche le altre nostre rivali hanno sbagliato in queste prime tre giornate di campionato. Dobbiamo fare in modo che non si verifichino più dei passi falsi e, per questo motivo, abbiamo già analizzato l’incontro di domenica scorsa. 

La formazione di domani? Ho alcuni dubbi che scioglierò domani, sono rimasti a casa Radu, Luis Alberto e Immobile più Marusic che è squalificato. Domani giocherà Strakosha, ma ho molta fiducia in Guerrieri e Proto. Non mi piace fare gerarchie per la competizione europea. Proto giocherà perché è molto affidabile, ma domani toccherà ancora a Strakosha. Radu, Immobile e Luis Alberto abbiamo deciso di lasciarli a casa per svolgere un allenamento diverso che possa consentire a questi calciatori di giocare la gara di domenica con il Parma. 

I miei ragazzi hanno svolto ottimi allenamenti negli ultimi giorni. In questo momento dobbiamo mantenere lucidità e continuare a lavorar bene, sono stati i 25 minuti finali nei quali avremmo dovuto dare di più. La classifica doveva essere diversa dopo i primi tre turni di campionato, per questo motivo dobbiamo continuare a lavorare intensamente. Il nostro girone è molto difficile e tosto, il Cluj ed il Celtic hanno fatto i preliminari di Champions. Il Rennais ha vinto la Supercoppa di Francia, poteva andare meglio il sorteggio. La gara di domani sarà difficile perché i romeni hanno un ottimo allenatore e sono molto fisici, ci servirà una gara intensa perché sul campo ci saranno tanti duelli. 

Luiz Felipe sarà convocato per la gara di domani. Anche Bastos giocherà dall’inizio, così come Strakosha. Non mi aspetto una reazione da Milinkovic. Mi aspettavo di più da tutti, ma non bisogna cercare necessariamente un colpevole. Io sono il primo responsabile di quanto accaduto, poi tutti potevano dare di più affinché fossero differenti gli ultimi 25 minuti di gioco. Lo scorso anno avremmo firmato ad inizio stagione per vincere la Coppa Italia, ma oggi si parla solo dell’ottavo posto raggiunto in campionato. Secondo me stiamo facendo un grande lavoro, grazie alla Società ed ai nostri giocatori. L’asticella però va alzata affinché non si verifichino più i 25 minuti di Ferrara. I quattro punti ottenuti finora non sono sufficienti per quanto abbiamo visto in campo. Non mi sta bene sentire che siamo la miglior squadra della Serie A nonostante la sconfitta. A volte si può essere anche meno belli, ma vincendo. 

Stefan Radu è stato un mio compagno di squadra, abbiamo giocato insieme. Io sono diventato allenatore e negli ultimi tre anni ha sempre fatto bene con me. È molto serio e concentrato, voleva essere a tutti i costi della gara di domani. Io però devo fare delle scelte e non è rientrato tra i convocati, vedremo se giocherà domenica con il Parma. Il romeno è rimasto a Roma per allenarsi. Abbiamo studiato il Cluj ed ha ottimi giocatori: a me piace molto Omrani che è molto forte e sarà un osservato speciale”. 

sslazio.it

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AVVERSARIO

Cluj, Petrescu: “Lazio forte ma con difetti. Radu leggenda”

Manca un giorno alla prima partita di Europa League per i biancocelesti. La gara di domani vedrà la Lazio affrontare il Cluj squadra romena. In conferenza stampa oggi hanno parlato: il difensore dei romeni Andrei Burca e l’allenatore Dan Petrescu presentando la gara di domani.

Ha parlato per primo il difensore Burca: “Nella mia zona di campo c’è molta competizione ed è un bene. Deciderà il mister chi dovrà giocare. Tutti conoscono la Lazio, squadra di valore e tradizione. Speriamo di rappresentare la Romania con successo domani. Il Mister ha analizzato i nostri avversari”.

Il girone è quasi da Champions League?

“Sarà difficile qualificarsi. Il Celtic lo abbiamo già affrontato, la Lazio è molto forte, il Rennes che ha battuto il PSG”.

Hai studiato gli attaccanti di domani? Immobile e gli altri?

“Si, li ho studiati anche oggi attraverso molti video. Ciro Immobile è fortissimo, Correa è un calciatore che è arrivato a giocare con la nazionale argentina, infine Caicedo che è tecnico e predominante fisicamente”.

Cosa pensi di Stefan Radu?

“Difensore molto forte. Sarebbe molto bello averlo nuovamente in Nazionale. La sua importanza la si capisce anche dal fatto che è alla Lazio da tantissimi anni”.

La parola è poi passata all’allenatore Dan Petrescu.

La Lazio viene da una brutta sconfitta in campionato, potrebbe essere ferita psicologicamente?

“Ho visto la partita chiaramente. La Lazio meritava di più contro la SPAL. Nel primo tempo poteva fare 3-4 gol. Faceva molto caldo, alla fine sono calati fisicamente. Ci sono tanti giocatori di una certa età e diventa difficile giocare a quei ritmi. Con la Roma meritava di vincere, ha preso cinque pali. Con la Sampdoria ha vinto senza problemi. Con più attenzione avrebbero fatto 9 punti. Grande squadra con un allenatore che conosce tutto di quel mondo. Difficile che la Lazio perda due partite di fila, per questo sono preoccupato”.

Punti deboli nella Lazio?

“Tutte le squadre hanno punti deboli, anche il Barcellona, non solo la Lazio”.

Ci sono ricordi da Zeman? Vorresti tornare in Italia?

“Con Zeman si giocava tutti in attacco, ma è difficile giocare come lui. I primi anni ci ho provato, ma non è stato facile. Lo stimo tanto. Mi piacerebbe un giorno tornare in Italia o andare in Inghilterra. Sono paesi dove ho giocato e fatto bene”.

Ritorno in panchina dopo una partita di assenza

“Bello tornare, anche se mi piace la tribuna. La partita si vede meglio. Anche in Inghilterra ci sono allenatori che si mettono in tribuna, vedi a Southampton”.

Tattica per arginare la Lazio?

“La strategia è sempre affrontare partita dopo partita. Domani viene la Lazio. Non ci sono statistiche? Quindi è semplice, dobbiamo vincere”.

Difficile concentrarsi in Europa League dopo non aver raggiunto la Champions?

“Ci sono stati dei preliminari, e a partire dall’anno scorso saranno anche di più. Siamo comunque in un bel girone, dove ci sono squadre famose come Celtic e Lazio. Questo è molto stimolante”.

L’Inter e il pari contro la Slavia Praga è un’ispirazione?

“Per i giornalisti è stata una sorpresa, non per me. Ho sempre detto che lo Slavia è una squadra forte”.

Ci sono dei cambi previsti nella squadra?

“Ci sono ancora dei problemi con gli infortuni di Rondon e Vinicius. Ci sono state tante partite e dopo la pausa abbiamo fatto bene contro il Voluntari. Vedremo. Boly laterale? Solo nel caso in cui gli altri quattro non fossero pronti”.

La formazione sarà schierata anche in funzione del match contro il FCSB?

“No, io penso solo alla Lazio e alla partita che mi si presenta davanti”.

laziopress.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mauri: “Tre partire per capire se i nuovi possono diventare titolari”. Poi sul razzismo in Italia… (AUDIO)

STEFANO MAURI in collegamento a 'NMM': "Razzismo nel calcio italiano? In alcuni casi si, in altri è più stupidità che razzismo vero e proprio. Nella maggioranza dei casi è una cosa sbagliata e fatta apposta per innervosire gli avversari. Certo che in alcuni casi c'è, ma non è così ampio come si vuol far credere. SInceramente da compagno di squadra di calciatori di colore non ho mai ricevuto da loro sfoghi particolari. Si trovavano bene in Italia, anche se poi ci sono stati degli episodi episodi limite di stupidità ed ignoranza. Le scelte di Inzaghi per la gara con il Cluj? Credo che sia giusto cambiare, sono un sostenitore del turnover, anche dopo una gara vinta. La Lazio negli ultimi anni ha dimostrato che fa spesso fatica nella seconda parte della stagione, proprio perchè devono sopperire alle assenze calciatori che hanno poco minutaggio. Serve far giocare i nuovi per tutti. Per Inzaghi che puoi vederli all'opera in un contesto come quello europeo. Da lì potrà capire se sono pronti per essere titolari o se non lo potranno mai diventare o se hanno biosgno di altro tempo. Anche noi potremo poi farci un'idea. E' ancora presto, non ci facciamo delle idee sbagliate, ci sarà tempo per avere idee più precise. Per quanto riguarda vavro e Jony inizieremo a capire che peso possano avere dopo 3 partite, se potranno diventare dei titolari. Diverso il caso di Adekanye, ancora non ha esordito con i professionisti".

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APPROFONDIMENTI

Vavro e Jony, tocca a voi: il mercato estivo al primo esame, ora parla il campo

L'ultimo mercato estivo va a caccia dei suoi primi consensi. Quelli del campo, gli unici che contano, che prendono il sopravvento su buoni propositi, speranze e proiezioni di parte. In Romania tocca a Vavro e Jony dall'inizio, finalmente verrebbe da dire. Per avere i primi segnali dalle uniche due "intuizioni" di un mercato che, in fatto di certezze, ha consegnato ad Inzaghi il solo Lazzari. E non è una coincidenza o sintomo di poco coraggio da parte di Inzaghi se nelle prime tre gare di campionato l'ex laterale della SPAL sia stato l'unico ad essere scelto per variare il tema rispetto alla scorsa stagione. Questione di profili scelti da Tare: ci sono quelli pronti e quelli che vanno aspettati, non bruciati, addestrati. Che sia per questioni di adattamento, tattiche o di lingua, l'identikit dello slovacco e dello spagnolo certamente non corrispondevano a pieno a quelli utili per spedire subito in panchina i veterani Radu e Lulic. "Sono stati presi per fare i titolari", si mormora da Formello e dintorni. Ma con quale pretesa, pronti e via, si poteva immaginare che questo avvenisse?. Jony ha trascorso una vita calcistica a puntare avversari, cercare il fondo, sfornare assist. Ora è chiamato a completarsi anche nell'altra fase di gioco per essere un credibile "quinto" da 3-5-2. Vavro, con Zilina, Copenaghen e nazionale, raramente si è mosso nella linea a tre. Senza dimenticare i primi difetti di lettura e marcatura già palesati nelle prime uscite estive (e a Ferrrara). Logico e doveroso che Inzaghi possa inserirli gradualmente. Lo stesso tecnico che per molti è reo di non aver capito che i suddetti veterani hanno ormai da tempo problemi di tenuta. Ve ne siete accorti voi, certamente se ne sarà accorto anche lui. Qualche dubbio in più sulla reattività del club a muoversi di conseguenza in estate. Ora però i prescelti hanno la loro prima possibilità per accelerare il percorso di inserimento. Parola al campo, all'Europa League. In palio c'è la possibilità di dare un primo indirizzo alla nuova campagna europea, la necessità di dare una prima risposta dopo la caduta del Mazza, ma anche la prima occasione di dimostrare che Lazzari non sia stato l'unico vero valore aggiunto estivo. Daniele Baldini, Radiosei

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi: “Llorente? Se con quell’attacco serviva al Napoli, figuriamoci a noi…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a 'NMM': "L'importanza di un giocatore come Llorente? Ho già detto abbastanza di lui in tempi non sospetti. Con due mezze partite giocate ha già riconsegnato al Napoli parte dei soldi investiti per il suo ingaggio. Nonostante la presenza di Milik, Mertens e Lozano, il Napoli ha acquistato anche lo spagnolo. Penso all'organico offensivo a disposizione di Inzaghi e non posso non dire che sarebbe servito anche a noi. Ancor di più a scadenza di contratto con un ingaggio di 2,5 milioni di euro a stagione".

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APPROFONDIMENTI

La Sla fa un’altra vittima: morto a 43 anni l’olandese Ricksen

La Sla fa un'altra vittima nel mondo del calcio. È morto a 43 anni l'olandese Fernando Ricksen, ex difensore olandese di Alkmaar, Glasgow Rangers e Zenit San Pietroburgo, stroncato dalla sclerosi laterale amiotrofica contro cui combatteva da diversi anni. A dare il triste annuncio in un comunicato è stato il club scozzese con il quale Ricksen ha giocato per sei stagioni, vincendo due campionati e due coppe nazionali e diventando un beniamino dei tifosi. Nel 2006 aveva lasciato i Rangers per trasferirsi allo Zenit in Russia, dove ha vinto un campionato, una coppa Uefa e una Supercoppa europea. La Sla gli era stata diagnosticata nel 2013. Lo scorso giugno, Ricksen aveva dato sui social gli ultimi aggiornamenti non positivi sulla sua condizione di salute: «Il 28 giugno terrò la mia ultima serata di beneficenza. Per me sta diventato molto difficile andare avanti -aveva scritto l'olandese-. Facciamola diventare una grande serata. Un saluto, Fernando». Ricksen aveva infatti creato una fondazione a suo nome per aiutare economicamente i malati di Sla. Ricksen lascia sua moglie Veronika e sua figlia Isabella. «Siamo tutti distrutti dalla morte di Fernando. Ha combattuto coraggiosamente contro una terribile malattia e i nostri pensieri sono con la sua famiglia», sono le parole di cordoglio di Stewart Robertson, ad dei Rangers. «Fernando -ha aggiunto- non sarà mai dimenticato dai suoi compagni di squadra e dai tifosi dei Rangers. Il suo posto nella nostra storia è assicurato».

Ilmessaggero.it

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DICHIARAZIONI

Klose ripensa alla Lazio: “A Roma ho trovato la serenità e la passione dei tifosi”

Un campione dentro e fuori dal campo: Miroslav Klose ha fatto innamorare tutti i tifosi della Lazio nella sua esperienza in biancoceleste dal 2011 al 2016. 171 presenze, 63 gol di cui uno all’ultimo secondo al primo derby giocato. Il bomber tedesco ha terminato la sua carriera da giocatore proprio a Roma e ora lavora nel settore giovanile del Bayern Monaco. Intervenuto ai microfoni di stern.de, l’ex campione ha parlato della squadra di Inzaghi e del legame speciale co

LAZIO – “A Roma ho conosciuto la parola ‘serenità’. Ho anche bevuto il vino lì, non avevo quasi mai toccato l’alcol fino a quel momento. Sono diventato un esperto di vino”.

TIFOSI – “Racconto questa per far capire come vivono il tifo a Roma. Una mattina suonò il corriere a casa, si presentò come un grande fan della Lazio. Mi ha parlato molto, io in realtà ho capito poco, poi alla fine ha detto: “Un momento”. Si è inginocchiato e mi ha baciato il piede destro. Con la Lazio spesso raccoglievo i palloni a fine allenamento. Per me era una cosa normale, non lo facevo per dimostrare agli altri che ero più diligente di loro. Ci sono molti giocatori che cercano di evitare in tutti i modi di farlo. Io non sono mai stato uno di questi. Generalmente sono sempre stato abituato al fatto che gli allenatori assegnano penalità se manca un pallone dopo l’allenamento. Nella mia testa si accende sempre la lampadina di allarme. Non deve mancarne nemmeno uno”.

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