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INDISCREZIONI

Capitolo uscite: Berisha piace in Serie A, su Parolo c’è il Parma…

Il mercato di gennaio è ormai alle porte. Il club biancoceleste non stravolgerà di certo la sua rosa visti i risultati, ma come linea guida cercherà di piazzare quei giocatori che finora hanno avuto poco spazio e relativa possibilità di mettersi in mostra. I primi della lista, dopo la partenza di Durmisi, sono Berisha, Djavan Anderson, Casasola, Minala, Andre Anderson, Andre Silva. La lista potrebbe essere anche più lunga, ma questi sono i nomi dei giocatori che potrebbero effettivamente allontanarsi da Fromello. Berisha piace a Verona e Brescia, con l'Hellas fra l'altro c'è il discorso Kumbulla in piedi, il centrale albanese piace molto e l'eventuale operazione Berisha potrebbe allentare le resistenze dei gialloblù in vista di un assalto a giugno. Parolo è un capitolo a parte: il centrocampista di Gallarate ha il contratto in scadenza a giugno, non ha ancora trovato un accordo per la prossima stagione. Da Parma scrivono di un interessamento dei crociati per il loro ex giocatore, che potrebbe far ritorno in Emilia a fine stagione. Cosa, ovviamente, ancora tutta da definire. La Lazio rimarrà questa fino all'ultima giornata, potrabilmente solo più snella rispetto ad oggi, a maggior ragione senza Europa League.

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RASSEGNA STAMPA

Quanto vale la Supercoppa? Ecco quanto ha incassato la Lazio, c’è anche un bonus per i giocatori

La Lazio è tornata a casa da Riyad con una Supercoppa e 3,5 milioni di euro. La 'trasferta' araba dunque, non ha solo ingrassato la bacheca biancoceleste, ma ha portato una buona fetta dei 7,5 milioni garantiti dall'evento. Il 10% è toccato alla Lega, mentre il srestante 90% è stato suddiviso in parti uguali fra Lazio e Juventus. E per i giocatori? C'era un bonus anche per loro, il premio di produzione ha permesso ai giocatori biancocelesti di portare a casa 20.000 euro ciascuno. 

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APPROFONDIMENTI

Entusiasmo a mille: record di vendite nel nuovo store, riapre la campagna abbonamenti?

In casa Lazio l'entusiasmo è alle stelle. La vittoria in Supercoppa a Riyad contro la Juventus ha chiuso un 2019 da incorniciare, con due Coppe e un persorso in campionato – specialmente in questo girone d'andata – straordinario. L'entusiasmo si è visto anche in via Propaganda, dove il nuovo negozio ufficiale della Lazio ha vissuto il primo grande afflusso, con tante magliette e gadget venduti. Cavalcare questo momento è d'obbligo per il club, che sta pensando, come già altre volte in passato, di riaprire da campagna abbonamenti. L'idea – secondo il Corriere dello Sport – è quella di vendere abbonamenti per la seconda ed ultima parte di stagione, nella quale la Lazio giocherà subito 6 gare all'Olimpico. 

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DICHIARAZIONI

Luis Alberto: “Avanti partita per partita, per ora lo Scudetto non è un obiettivo razionale”

«Lo scudetto non è un obiettivo razionale. Per ora dobbiamo dimenticarlo». Vola basso, Luis Alberto. Il centrocampista della Lazio, autore del gol che ha aperto il 3-1 contro la Juventus in Supercoppa, vuole «guardare partita per partita e ad aprile valuteremo a che punto ci troveremo». Insomma, un passo alla volta, ma con la consapevolezza di essere una formazione competitiva: «Sono sicuro che, se la squadra dovesse continuare a competere su questi livelli e con questa mentalità vincente, alla fine raggiungerà gli obiettivi. Naturalmente, se abbassassimo la guardia poi faremmo un passo indietro che non possiamo permetterci». Il ruolino di marcia è impressionante, soprattutto nelle ultime otto gare di campionato, vinte consecutivamente: «Siamo consapevoli che negli ultimi anni non abbiamo raggiunto i traguardi, che ci eravamo prefissati perché non siamo riusciti a restare forti fino alla fine. Abbiamo imparato dai nostri errori e ciò non accadrà più», spiega lo spagnolo, tornato a Siviglia per godersi il Natale in famiglia, come altri suoi compagni.
Ilmessaggero.it

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APPROFONDIMENTI

Da Murgia a Cataldi, è Supercoppa romana

La Supercoppa di stampo capitolino. La seconda nell'era Inzaghi, con il sigillo finale di un ragazzo del vivaio biancoceleste, quello da cui proviene anche il tecnico piacentino.

Si è passati dal meraviglioso gol di Alessandro Murgia, la sublimazione pura dell'esultanza biancoceleste, in una caldissima serata agostana del 2017, alla magica traiettoria di Danilo Cataldi su punizione nel freddo arabo del dicembre 2019.

C'è un evidente punto di contatto fra i due trofei alzati al cielo, con avversaria sempre la Juventus. Di Allegri nella prima occasione, di Sarri nella seconda. Da Roma a Riyadh per una volta il passo è breve. Dall'Italia all'Arabia Saudita la Lazio ha veicolato svariati messaggi. Quello di essere l'unica in grado di strappare titoli al monopolio bianconero, quello di disputare partite entusiasmanti e coraggiose, quello di ambire al successo con i prodotti del settore giovanile.

Una Lazio romana, verace come da tradizione, rispettosa dell'avversaria e concentrata sull'obiettivo. Merito di tutti, Simone Inzaghi ha saputo plasmare un bel gruppo e la squadra è tale, con la S maiuscola.

Ha dato fiducia a coloro che conoscono bene l'ambiente, i giocatori che sono sempre stati immersi in questo contesto.

Murgia, ora alla Spal, è cresciuto tantissimo. Ricorderà sempre quel tiro di destro finito alle spalle di Buffon, ricorderà quella corsa sotto la Nord, quella maglia baciata, il suo nome impresso sul tabellino dei marcatori.

Cataldi ha vissuto intensamente esperienze in prestito, è rientrato, è ripartito, è tornato per rimanere. Tasso tecnico alto, destro imprendibile per Szczesny e gioia paragonabile a quella del suo grande amico. I gol del 3-2 e del 3-1. Tre foto per descrivere due diversi momenti. Murgia, Cataldi ed Inzaghi, romano acquisito. Il minimo comune denominatore è la Supercoppa alzata al cielo…sslazio.it

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Bonolis: “Ho abbracciato Lotito e chiunque riesca a far piangere i bianconeri…” (AUDIO)

PAOLO BONOLIS in collegamento a 'NMM': "Chiunque riesca a far piangere i bianconeri merita un grande abbraccio. Ho abbracciato anche il presidente Lotito nell'evento organizzato da Suor Paola, poi è andato via dicendo che sarebbe andato a messa. Tanti auguri a tutti gli ascoltatori di Radiosei, vi lascio a sogni, là dove volano le aquile"

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Il segreto è la semplicità di Inzaghi. Ho rivisto Sarri prendere appunti… ma quelli di due settimane fa dove sono finiti!?” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a 'NMM': "Domenica ho visto una squadra, la Lazio, che sapeva quello che doveva fare e un'altra, la Juventus che si affidava solamente ai singoli e che è caduta dela trappola della squadra di Inzaghi che l'ha invitava a scoprirsi per poi colpirla negl spazi. E' tutto nella semplicità di Inzaghi. Sul 2-1 per la Lazio ho visto nuovamente Sarri prendere appunti. Ma allora gli appunti che ha preso due settimane fa all'Olimpico che fine hanno fatto? Pensavo avesse imparato la lezione, invece è caduto nuovamente nella trappola. Sarri sta snaturando la genetica della Juventus che ha sempre portato a casa i risultati in modo operaio. Un allenatore deve rimediare nei 90', deve leggere la partita, deve agire subito e non appuntarsi le cose che non vanno per gli allenamenti". 

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DICHIARAZIONI

Sacchi: “Lazio coerente. Scudetto? Il problema è la poca abitudine”

Analisi della Lazio vincitrice della Supercoppa Italiana e terza forza del campionato, dietro Juventus e Inter, sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, nelle parole di Arrigo Sacchi: "La Lazio ha vinto con merito la Supercoppa Italiana. La Juve è alla ricerca di un cambiamento di gioco che tarda a venire. Gli uomini di Inzaghi replicano il successo di quindici giorni fa in campionato e si candidano come una possibile aspirante allo scudetto. I biancazzurri in questi anni hanno fatto tesoro degli insegnamenti di Inzaghi e giocano un football sempre più convincente, organico e collettivo. Il team si muove compatto e tutti partecipano sia alla fase difensiva che offensiva. Sono una vera squadra nello spirito e nel gioco. In questi anni Inzaghi e Tare hanno ingaggiato alcuni giocatori che per serietà e qualità hanno completato l’organico. L’amara esclusione dalla Europa League ora si sta tramutando in un vantaggio per il campionato. Il sistema di gioco è il collaudato 3-5-2, italianista ma ben interpretato dai calciatori che si completano e si integrano. Leiva è il regista illuminato, coadiuvato all’esterno da Lulic con attitudini più difensive e a destra dal veloce Lazzari con attitudini più offensive. Le mezze ali: Milinkovic, forte fisicamente e bravissimo di testa, Luis Alberto più abile e fantasioso. Gli attaccanti: Immobile e Correa sono veloci, pericolosissimi nelle ripartenze, difficili da marcare. La difesa è guidata dall’esperto Acerbi che contribuisce anche a costruire il gioco. È una compagine coerente con le idee del gioco del bravo tecnico. Il problema potrebbe essere la non abitudine alle vittorie che potrebbero creare presunzione o paure". Tuttomercatoweb.com

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APPROFONDIMENTI

Inzaghi e la Lazio oltre il mercato, gap colmato con idee, voglia di vincere ed unione

Il vaso è totalmente scoperto e c’è una forza sovrumana dentro. E’ smisurato in pochi mesi il doppio salto, sopratutto mentale, oltre che di gioco. Tare e Lotito rivendicano il loro operato, ma è sempre la stessa da due anni la Lazio. Qui c’è qualcosa che va oltre il mercato, che ha portato in dote solo Lazzari di nuovo. La maturazione è avvenuta nella testa, Inzaghi ha fatto un miracolo. Sull’alta qualità dell’undici titolare non aveva alcun dubbio, ma ora i suoi “vecchi” ringiovaniscono e i giovani acquisiscono esperienza in questo gruppo di ferro da lui forgiato e costruito. Un favoloso paradosso. La Supercoppa torna a Roma con merito, la Lazio strapazza la Juve due volte di seguito (c’era riuscito solo il Bayern Monaco, nel 2013, nell’ultimo decennio) e chissà che il mister più vincente di sempre (compresi i titoli da giocatore) del club capitolino, sotto sotto, non coltivi davvero il sogno scudetto. Nessuno osa pronunciare quella parola a Formello, nemmeno dopo questo trionfo. Eppure è il campo a dare ulteriore coraggio. Nella formazione tipo, la Lazio non sembra aver nulla da invidiare ai bianconeri né all’Inter, a soli tre punti di distanza in campionato. Il gap è stato colmato con lo spirito, la fiducia e un intenso lavoro. Inzaghi sbandierava insieme ai suoi giocatori la differenza dell’ultima preparazione ad Auronzo, ha ridato stimoli, convinto tutti suoi ruoli e aspettato, i frutti oggi si vedono in ogni prestazione e risultato. Rimosso quel leggero sbandamento, dopo l’inizio col botto. Aver toccato il fondo contro l’Atalanta in un tempo ha dato una slancio al rovescio verso lo spazio. Vola Lazio.
MATURITÀ
Non c’è stata partita a Riad dal punto di vista tattico e fisico. Con un gioco semplice e intelligente, Inzaghi ha mandato Sarri nel panico. Il tridente bianconero è stato un azzardo, la Lazio ne ha tratto giovamento. Ha aspettato la Juve con cautela e l’ha punita con ancora più freddezza del campionato. Non ha risentito nemmeno del rosso mancato a Matuidi, che avrebbe messo subito in discesa l’incontro. A differenza dei campioni juventini, i 4 tenori biancocelesti si sono sacrificati tutti e sono risultati ancora più utili. Sale così a 15 la striscia di partite senza sconfitte con Immobile, Correa, Luis Alberto e Milinkovic. Portano fortuna, ma sarebbe riduttivo ricondurre solo a loro il secondo successo sui bianconeri. Anche perché Leiva centra la terza coppa su tre finali. Sulle fasce Lulic e Lazzari sono devastanti, ancora una volta risultano decisivi pure i gregari. In teoria, sarebbero proprio quest’ultimi (e in generale la panchina) a tarpare le ambizioni da scudetto biancocelesti, eppure proprio i rincalzi (dimenticate l’Europa League) adesso si stanno rivelando altrettanto risolutivi.
MAGIA
E’ vero, sinora la Lazio non ha avuto infortuni, ma – pure nelle vittorie – in alcune partite ci sono stati frangenti difficili. Già a Cagliari a tempo quasi scaduto fondamentale Caicedo ma sopratutto, col cross giusto sulla la sua testa, il tanto criticato Jony. Per la prima volta sembra che a favore della Lazio ci siano i venti e i pianeti allineati. Li guida il mago Inzaghi, che centra il suo terzo trofeo in quattro anni. A lui vanno fatti solo applausi, ancora una volta per dei cambi apparentemente folli per i soli cartellini gialli. A Simone non interessa l’opinione degli altri, anche perché alla fine ha sempre ragione coi fatti. Cataldi entra al posto di Leiva e segna il 3 a 1 all’incrocio dei pali. Prima ancora Parolo (sostituto niente di meno che di Luis Alberto) regala di testa la torre del raddoppio di Lulic. Anche questi sono segnali, a fine 2019 astri che illuminano nel nuovo anno ulteriori speranze tricolori. ilmessaggero.it

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SOCIETA'

De Martino: “Il nostro un grande progetto. Alziamo ancora l’asticella”

Stefano De Martino, Direttore della Comunicazione biancoceleste, è intervenuto quest’oggi ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 FM:

“La squadra ha festeggiato molto la vittoria, anche alcuni membri dello staff dello stadio si sono uniti alla festa biancoceleste. L’atmosfera al King Saud University Stadium era a favore della Juventus, soprattutto per incitare Cristiano Ronaldo. Dopo la vittoria della Lazio, tanti tifosi sauditi sono rimasti in tribuna per esultare con noi. Abbiamo effettuato tante dirette televisive svolgendo un grande lavoro nel corso dei tre giorni di permanenza: siamo riusciti a rappresentare al meglio i colori della Lazio. Siamo riusciti anche a vincere l’incontro meritatamente, i ragazzi di Inzaghi sono rimasti concentrati ed hanno dominato i bianconeri. Siamo molto soddisfatti, anche se la gara disputata con l’Atalanta valida per la finale della scorsa edizione della Coppa Italia resta la partita con più ascolti. In occasione del match di Supercoppa italiana erano ben 202 i paesi collegati, abbiamo portato a termine una grande doppietta mediatica. Un successo clamoroso che non ricordo nel passato biancoceleste, nonostante le grandi vittorie europee del Club. Stiamo lavorando in silenzio per ottenere ascolti anche lontano dal confine italiano.

La Lazio non ha mai mollato la presa, è sempre rimasta concentrata. Ora c’è maturità e consapevolezza dei propri mezzi, anche a livello societario. Sono arrivato alla Lazio nel 2008 e, lavorando ventiquattro ore al giorno da quel momento, ora riesco a percepire la consistenza dell’atmosfera: la squadra voleva dimostrare di essere più forte della Juventus, tutti sono approdati in Arabia con questo intento. Siamo riusciti a testimoniare questo sia con la squadra, ma anche sul piano societario e dirigenziale. Ringrazio l’ambasciatore italiano di Riad, un grande tifoso laziale che è riuscito a farci sentire a casa. In occasione del pranzo istituzionale abbiamo ricevuto tanti complimenti: negli ultimi anni il Club ha aggiunto senza mai togliere. Il lavoro, così, premia sempre e questo sta accadendo.

A Riad abbiamo affrontato una delle squadre più forte d’Europa a livello tecnico. La differenza c’è stata nell’unione: la Juventus è meno famiglia rispetto alla Lazio. I bianconeri fatturano di più rispetto al club biancoceleste, ma a noi non manca nulla, anzi abbiamo dalla nostra parte tutto ciò che ci è accaduto negli ultimi anni. Siamo rimasti uniti in qualsiasi circostanza, anche nelle più difficili. La Società ha sempre creduto nella crescita di questo Club e noi dirigenti siamo rimasti sempre compatti. In passato un certo tipo di stampa ha coinvolto i tifosi laziali esponendo dei problemi derivanti da contrasti personali: i nostri sostenitori hanno sofferto per questo motivo, chiedendo unione nella piazza. Certe realtà non si fermeranno nella critica a priori: in questa Società c’è il cuore e ci sono tutti i sacrifici svolti nel corso degli anni. Siamo sempre stati presenti ed abbiamo sempre risposto con novità importanti. Siamo stati i primi ad aprire una radio ufficiale, ad esempio. Abbiamo aperto anche un canale tematico ed un magazine tradotto in  inglese per tutti i nostri tifosi, a noi non manca nulla ed abbiamo messo in più il cuore. Vedremo dove arriverà la nostra Lazio, ma finora stiamo esprimendo un calcio che sta stupendo tutti. So con quanto dolore siamo arrivati a questo Natale, dobbiamo dire basta al condizionamento da parte dei media. Invito i nostri tifosi a restare con noi, proponendo critiche costruttive con uno spirito di partecipazione alimentato dall’amore per la squadra.

Se resteremo compatti potremo ottenere risultati ancora migliori, puntiamo alla Champions League e dobbiamo correre verso questo traguardo senza condizionamenti. Simone Inzaghi è diventato romano d’adozione, sente addosso la città ed è lazialissimo come la sua famiglia. Il nostro tecnico mette anche questo nel suo lavoro e non è sfuggita questa caratteristica al nostro Presidente. Con l’allenatore e con gli altri dirigenti viviamo la Lazio ogni giorno, questo è il nostro segreto. Sul mio account Instagram, @stefanodemartino1972, tra poco pubblicherò un momento che rappresenta quanto sto dicendo. Il prossimo 30 dicembre, alle ore 15:00, la squadra svolgerà un allenamento a porte aperte, aspettiamo tutti i tifosi laziali che vorranno scambiare gli auguri con la squadra.

La Lazio ha fatto registrare delle statistiche incredibili: è l’unica squadra in Italia ad aver vinto due trofei nell’anno solare 2019. Sono diventato laziale grazie alla mia famiglia e grazie ad alcuni amici del mio condominio che mi portavano allo stadio: ho vissuto la Lazio più difficile da sostenere, i momenti di sofferenza mi hanno reso laziale nell’animo e nelle ossa. In passato era necessario difendere una fede, spiegare il tifo. Chi vince, dà fastidio. La Lazio soprattutto, ho sentito congetture da persone che non hanno né arte né parte per avere voce in capitolo. È l’esatto contrario, si tratta di figure che non hanno nulla da dire. Sono state dichiarazioni che non esprimono professionalità. Ora registriamo quanto sentiamo come atti sconsiderati legati a malesseri personali, se dovesse degenerare questa situazione reagiremo nei confronti di chi esprime queste idee su piazza.

In Arabia Saudita c’è un problema sociale, ma sta crescendo su questo punto di vista. Ringrazio la Dottoressa Cristina Mezzaroma e le dirigenti presenti nel nostro Club per aver dato vita ad un evento importante sull’emancipazione femminile in occasione della nostra trasferta a Riad. Il nostro Presidente è sempre presente ed ha sempre motivato i suoi calciatori ed i suoi collaboratori: la sua forza dirompente riesce a trasferirla in qualsiasi contesto. Un abbraccio in questo momento a tutte le famiglie che non potranno vivere le feste e condividere questi attimi di positività con un proprio caro, con il quale erano legati anche dalla passione per la Lazio. Diversi paesi ci hanno chiesto delle immagini inedite della trasferta di Supercoppa italiana e lavoreremo su questo per inserire del nostro materiale nel mercato internazionale. Buon Natale a tutti ed un augurio di buon anno, anche ai tifosi biancocelesti che sono all’estero e che hanno vissuto con noi a Riad la vittoria della Supercoppa. Speriamo di aver ripagato lo sforzo logistico ed economico con questo trofeo. Ringrazio anche tutti i tifosi che hanno sempre sostenuto il Club, rappresentano la benzina con la quale viene alimentata questa Società. Ringrazio anche tutti i miei collaboratori, che spesso mettono la Lazio al primo posto della loro vita e solo dopo la loro famiglia, ma voglio dedicare un ringraziamento anche a tutte le donne biancocelesti che si impegnano con una passione speciale per la nostra Lazio”. Sslazio.it