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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate (Il Messaggero): “Ieri Correa aveva ancora dei fastidi, sarebbe fondamentale anche dalla panchina” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a 'NMM': "I dubbi per l'attacco si sono sciolti, Correa ha la possibilità di andare in panchina ma è certo che non giocherà dall'inizio. I medici erano abbastanza ottimisti, ma ieri era ancora con dei fastidi al polpaccio, vediamo oggi se è passato nel corso della rifinitura. Non sono tanto preoccupato per la sua assenza dall'inizio, ma dall'eventuale necessità di cambiare il volto della gara in corso d'opera. A centrocampo ha recuperato Lulic, mentre ho qualche dubbio in difesa visto che ieri Inzaghi ha fatto delle prove inedite. Bastos e non Radu sul centrosinistra, magari può essere un'idea per contenere meglio Callejon. Alla fine credo giochi Radu. Per quanto riguarda il Napoli, ha ragione Inzaghi a temerlo. Contro l'Inter ha giocato bene, pagando soltanto errori individuali"

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AMARCORD

Ripensando a Felice: “La Lazio non è una squadra di calcio. La Lazio ti entra dentro, ti cattura, è lei che ti sceglie”

Non so a quanti giocatori sia capitato di diventare papà e vincere uno scudetto nello stesso giorno. Non so a quanti portieri sia capitato di incassare cinque gol in una partita eppure essere ingaggiati a fine campionato proprio dalla squadra più blasonata che glieli aveva segnati. Non so a quanti sportivi sia capitato di rispondere con una prestazione da 10 in pagella al dolore più grande della propria vita, la perdita imminente e ineluttabile di un “padre”. Non so a quanti uomini sia capitato di iniziare da operaio, studiare da geometra e diventare avvocato. Che è cosa diversa da nascere povero e arricchirsi strada facendo, quello capita e capita spesso. Significa avere dentro dell’altro, puntare su se stessi, credere in alti valori e vivere ogni attimo della propria vita e del proprio lavoro con gli stessi slanci di generosità, la stessa adrenalinica partecipazione.
Non  vi racconterò  nel dettaglio di chi sia stato Felice Pulici per la Lazio. Un campione d’Italia tra i pali prima e dietro la scrivania poi. Non c’è tifoso che non ne conosca le gesta in campo, non foss’altro per le immagini salienti e indelebili della cavalcata strepitosa del ’74 . Ricorderò solo che nella stagione precedente subì solo 16 reti in 30 partite, record ormai imbattibile nel calcio dei super-attacchi e del Var che li protegge. Merito condiviso con una difesa di ferro e un impenetrabile centrocampo. E che resta poi l’essenza di tanti siparietti successivi con Oddi e Wilson: “Non ci fossi stato io…”, diceva; “Senza di noi sai i gol che avresti preso!”, la risposta.

Era lui il capitano nella partita emblematica della stagione trionfale della banda Maestrelli: quel Lazio-Verona senza intervallo, maglie biancocelesti rimaste in campo invece di rifugiarsi negli spogliatoi, ad aspettare a pié fermo chi aveva osato sfidarle chiudendo il primo tempo in vantaggio all’Olimpico, quasi una lesa maestà. Lui concentrato tra i pali nel brusio di sorpresa, nel destino sospeso. Uno dei tanti eventi singolari, uno dei mille aneddoti che ancora accompagnano vividi quei nove mesi esaltanti. Il più gettonato la corsa di Felice verso il Santo Spirito al fischio finale di Lazio-Foggia:  mentre la Roma laziale impazzisce di tricolore, Pulici sta cercando in giro per l’ospedale le sue scarpe che l’emozionato magazziniere Esposito, detto “Pisello”, ha infilato per sbaglio tra la roba di Gigi Martini, portato d’urgenza dallo stadio in sala raggi per una clavicola malconcia e che ha due numeri di piede di meno. E Felice ha fretta di riprendersele, le sue scarpe, e di arrivare subito a Fiumicino per volare a Milano dove gli è appena nato il secondogenito, Gabriele. Il dottor Ziaco, il medico sociale vero alter ego dell’allenatore Maestrelli, scambierà quella visita “interessata” in ospedale per un encomiabile gesto di solidarietà verso il compagno malconcio. Ci hanno riso per anni, i reduci.

La scheda tecnica dice di Pulici Felice Mosè (sì, un nome spensierato e uno biblico) che fu il prototipo del portiere moderno, chiuso in nazionale da scelte geopolitiche e da colleghi eccelsi come Superdino Zoff e Castellini “il giaguaro”, due modi opposti di interpretare il ruolo che lui invece racchiudeva.  La parata più bella un volo che sembrava infinito fino all’incrocio dei pali e oltre a difendere il gol di Giordano in un derby vincente del ’76. Finito con una dedica strozzata dal pianto negli spogliatoi: non riuscì a dirlo proprio quel nome, Tommaso Maestrelli. Era il 28 novembre, il “maestro” sarebbe spirato quattro giorni dopo. Pulici continuerà a pagare ogni volta con il groppo alla gola il ricordo del suo allenatore, o di Cecco, o del Frusta, o di Giorgio, di quella trafila infinita di compagni strappati prematuramente alla vita.Non vi racconterò del come e del perché fu costretto a lasciare la Lazio, del come e perché poi vi ritornò a chiudervi la carriera da dodicesimo. Ci vorrebbero pagine e pagine di una storia che lui non amava raccontare. Troppe amarezze.

Proverò piuttosto a dirvi cosa sia stata la Lazio per Felice Pulici. Un’amica dolcissima, l’amica del cuore, l’amica di una vita, l’amica segretamente amata nonostante i capricci, gli sbuffi, le sbandate, i tradimenti, le scenate, le rotture unilaterali che lo allontanarono a intermittenza, prima da calciatore e poi da dirigente. Una vecchia amica che oggi compie 120 anni. C’è una frase molto significativa che gli appartiene e che la famiglia ha voluto fosse per sempre impressa nell’immaginetta distribuita al suo toccante funerale: “La Lazio non è una squadra di calcio. La Lazio ti entra dentro, ti cattura, è lei che ti sceglie, e come i giovani figli di Sparta attrae a sé solo chi è disposto a soffrire, perché quando c’è la Lazio di mezzo non c’è mai nulla di facile”. Quel giorno, ai titoli di coda, nella solita chiesa gremita come fosse San Pietro, la Lazio capì perché “aveva scelto” Felice, catapultandolo giù dal profondo Nord, un milanese che si è fatto romano, incredibile a dirsi.
Per questa amica, dicevo, Felice ha combattuto con le armi più efficaci. Mani nude e gambe potenti da giocatore, voce tonante da dirigente. Quello di cui ti fidi, quello che ti difende. Nessuno meglio di lui ha cavalcato la polemica, contro chiunque sporcasse la Lazio. Con i giornalisti cui, maniacalmente preciso com’era, non ha mai fatto passare una sbavatura. Ma era così esigente prima di tutto con se stesso, da farsi assolvere ampiamente, sempre stimare se non amare. In un libro che ho scritto sulla Lazio avevo ricordato come nel 2001 da dirigente avesse pagato lui per tutti nella vicenda del “passaporto falso” di Juan Sebastian Veron con qualche mese di inibizione. Per non farmela passare liscia, aveva perfino messo il post-it giallo alla pagina: “Ti sei dimenticato però un particolare – quasi mi aggredì appena mi vide – Che sono stato assolto in tribunale per non aver commesso il fatto…". Aveva ragione, ovviamente.

Teneva alla propria integrità morale. Ma in realtà per me era scontato, quella notazione era solo il passaggio di un discorso più ampio, perché volevo sottolineare che Felice ha sempre pagato di tasca sua, perfino letteralmente quando Chinaglia, da presidente, era oberato di debiti e non sapeva a quale santo votarsi. Ha sempre pagato lui il conto per eccesso d'amore. E quella volta, finito il rimbrotto, mi regalò una sua foto con dedica, perché il rancore non faceva per lui.

Una Lazio amica e a volte ingrata, ho scritto. Non un’amante: della serie “ha tradito la famiglia per il lavoro”. Raccontano che la signora Paola, sua moglie, appena partorito Gabriele si vide dunque portare in dono da Felice la maglietta nera col numero 1, ancora intrisa del sudore e del sogno degli ottantamila dell’Olimpico. E che la gettò a terra. E che quella maglietta sparì per anni in fondo a un cassetto. Ma lui era Felice solo accanto a lei, a Michela, a Raffaella, le due figlie, le donne della sua vita. Anche se è vero, a un’altra famiglia è davvero appartenuto, cominciava per Pulici e finiva per…Maestrelli. Per chi è laziale una filastrocca diventata mantra.

Vincenzo Cerracchio – Repubblica.it

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Cucchi: “Ameri e Ciotti i miei maestri, ho iniziato fingendo di fare le radiocronache della Lazio. Così mi sono innamorato della radio…” (AUDIO)

RICCARDO CUCCHI in collegamento a 'NMM': "Il compleanno della mia Lazio e quello della trasmissione 'Tutto il calcio minuto per minuto' che mi ha accompagnato per grande parte della mia vita, sono giorni davvero speciali per me. Quando ero bambino giocavo a fare il radiocronista, mi ricordo che lo facevo con le gare del capitano Pino Wilson e con la Lazio di Maestrelli. Non si può amare questo sport se non si ha uno storico da tifosi. Io mi sono innamorato del calcio e della radio grazie alla Lazio. Diffidate dai giornalisti che sostengono di non avere una fede calcistica. Amavo alla follia Ameri e Ciotti. Il primo ha inventato la radiocronaca moderna, aveva un grande ritmo. Ciotti aveva una visione di gioco più profonda della nostra, le sue radiocronache erano pagine grandiose di frasi inventate da lui. Era un professionista molto colto. Quando me li sono trovati al fianco mi tremavano le gambe. 

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CITTA'

Lazio-Napoli, piano viabilità e misure sicurezza

Si è tenuto presso la Questura di Roma il tavolo tecnico in vista del doppio impegno di campionato che vedrà allo Stadio Olimpico sabato alle 18 l’incontro Lazio-Napoli e domenica alle 20.45 Roma-Juventus.

Per quanto riguarda il match tra biancocelesti ed azzurri, i supporter della squadra di casa sono invitati ad arrivare allo stadio secondo la direttrice tradizionale di Ponte Milvio. Diversamente, la tifoseria napoletana accederà dal lato Ponte Duca D’Aosta/Ponte della Musica. Tramite le rispettive società è stato consigliato ai tifosi partenopei, che giungeranno in auto e/o bus, di usare l’uscita Aurelia Centro del GRA.

5 ore prima dell’evento, lo sgombero dei veicoli in sosta nel quadrilatero compreso tra lo stadio, lungotevere Diaz, via Antonino di San Giuliano e via Macchia della Farnesina. Da 3 ore prima dell’inizio e sino a 2 ore dopo, nella zona dello stadio e nelle vie limitrofe, è vietata la vendita per asporto di bevande contenute in bottiglie o contenitori di vetro, ad eccezione di generi alimentari di prima necessità esclusivamente in vetro, agli esercizi commerciali (alimentari, bar, pizzerie, ristoranti ecc.).

E’ vietato inoltre il trasporto di bottiglie e contenitori di vetro, ad eccezione di quelli contenenti generi alimentari di prima necessità confezionati esclusivamente in vetro. Per il controllo dell’applicazione dell’ordinanza “anti vetro”, nonché per contrastare i fenomeni del bagarinaggio, dei parcheggiatori e venditori abusivi, sono state istituite 2 task force composte da Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia Locale Roma Capitale, coordinata dal dirigente della Divisione Polizia Amministrativa della Questura.

Il piano di sicurezza non riguarderà solo la zona dello stadio, ma vedrà impegnate le Forze dell’Ordine nelle stazioni Ferroviarie, in quelle degli autobus, ai caselli autostradali, nonché nel centro storico della Capitale.

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TIFOSI

Lazio-Napoli, allerta massima a Roma: “Arrivano gli ultras dei Mastiffs”

Sabato Lazio-Napoli poi, domenica Roma-Juve. C’è allerta massima per il prossimo weekend di Serie A. Stando a quanto riferito da ‘Il Messaggero’, è stato studiato un importante piano di sicurezza per evitare potenziali scontri tra tifosi, dentro e fuori lo stadio. Ci saranno 2mila agenti e 800 steward per una due giorni di fuoco all’Olimpico di Roma. L’arrivo dei partenopei nella Capitale, generalmente, non è accolto da un comitato di benvenuto. Anzi. La trasferta, comunque, non è stata vietata, ma è stato disposto il divieto di vendita dei biglietti ai residenti in Campania che non siano in possesso della tessera del tifoso. Ne dovrebbero arrivare un migliaio, cifra a cui si andranno a sommare altri 500-mille supporter che risiedono fuori dai confini campani. “Tra i primi a destare la massima attenzione – scrive il quotidiano – sono un centinaio di ultras dei Mastiffslo storico gruppo organizzato della Curva A del San Paolo. L’attenzione è alta anche se non ci sono segnali precisi alla vigilia dell’incontro che facciano presagire a scontri o agguati”.

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FORMELLO

La Lazio alza la guardia, Inzaghi: “No alle esaltazioni, io penso ad un Napoli affamato. Spero di recuperare Correa per la panchina. Mercato? Soddisfatti così” (AUDIO)

La Lazio va alla ricerca della decima vittoria consecutiva per stabilire così un nuovo record assoluto per il club. Per entrare ulteriormente nella storia, Immobile e compagni dovranno superare il Napoli di Gattuso, che sabato alle 18 farà visita all'Olimpico. Per presentare la grande gara di domani, alle 14.00 il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi è atteso presso la sala stampa del centro sportivo di Formello. 

Sono giorni di grande esaltazione ed euforia, i tifosi vedono la classifica e sognano…
"Io guardo l'avversario di domani, che è scomodo. Il Napoli due anni fa ha fatto 91 punti e anche l'anno scorso è arrivato secondo. Ha tenuto l'intera rosa e fatto altri investimenti. È una squadra ferita, bisognosa di punti, con un allenatore nuovo e preparato. Dobbiamo giocare con la massima concentrazione, sarebbe uno sbaglio pensare a quello che potrebbe succedere tra tre mesi".

Come sta Correa?
"Manca l'allenamento di oggi e dobbiamo ancora valutarlo. Ha un problemino che ieri lo infastidiva ancora, vedremo come andrà la rifinitura. Mi riservo ancora qualche ora, ha avuto un infortunio simile a quello di Cataldi della scorsa settimana. Speriamo di averlo a disposizione per la panchina. Lui è un giocatore generoso. Probabilmente non ci sarà neanche Marusic, mentre Lulic, Jony e Cataldi stringeranno i denti".

Il Napoli può tornare in corsa per la Champions?
"Per due anni di fila è arrivato secondo e in estate ha messo dentro giocatori importanti come Manolas, Llorente, Di Lorenzo ed Elmas. Ha bisogno di punti e verrà a Roma con molta fame. Dovremo essere molto bravi".

C'è un reparto della Lazio da rinforzare?
"Col direttore c'è un confronto aperto. Siamo soddisfatti ma ci stiamo guardando in giro. Se troviamo qualcosa che ci possa migliorare lo faremo, altrimenti rimarremo così".

Non hai mai battuto il Napoli in Serie A...
"Dobbiamo sfatare questo tabù e abbiamo le carte in regola per farlo. Vogliamo battere il Napoli. I ragazzi hanno capito che tipo di partita andremo a fare, vedremo cosa succederà".

È il momento più stimolante della sua avventura?
"Mi è difficile dirtelo, sono stati 4 anni esaltanti e ricchi di emozioni. Uno meglio dell'altro, con vittorie di trofei e derby vinti in semifinale. Se mi volto indietro li vorrei rifare, ma nel calcio bisogna guardare avanti e al Napoli. Sicuramente a livello di risultati forse lo è, ma non dimentico alcuni momenti del passato".

A livello personale, i festeggiamenti di questi giorni cosa ti hanno lasciato?
"Ho grande soddisfazione e nostalgia, mi ricordo come se fosse ieri la partita col Bologna ma sono passati 20 anni. Fa piacere essere protagonista di questa società, mi rende orgoglioso".

Soltanto 10mila biglietti venduti per domani, come mai?
"La gara non è di domenica, la gente lavora. Ci sarà stato poco tempo, dopo la Supercoppa e quello che stiamo facendo ci aspettiamo un bellissimo colpo d'occhio, non soltanto dalla Curva ma di tutto lo stadio. Abbiamo bisogno della nostra gente. I ragazzi si meritano un grande pubblico per una gara difficile.

Ieri hai incontrato Filippo, verrà domani allo stadio?
"Non c'eravamo riusciti a vedere, complice la Supercoppa, a Natale. Ci siamo abbracciati. Era un po' di tempo che non lo vedevo allenare sul campo, ero curioso di vedere il Benevento, che sta facendo qualcosa di straordinario. Ha battuto anche i record della Juventus in Serie B. Ho visto tanto entusiasmo, mi sono voluto complimentare con lui e i suoi ragazzi".

Che impressione ti sei fatto del Napoli di Gattuso?
"Il Napoli con l'Inter ha fatto un'ottima gara, perché se l'è giocata fino alla fine. Sappiamo la potenza dell'Inter, ma il Napoli nelle occasioni dei gol subiti è stato sfortunato. Sono una grande squadra, ci sono ottimi giocatori che possono fare male in qualsiasi momento. La Lazio dovrà stare molto attenta".

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APPROFONDIMENTI

Caicedo is on fire: ora è anche l’uomo del primo minuto

Non forzate il rientro di Correa in gruppo. Nessun problema, c’è Caicedo. Il quinto tenore si scalda per far coppia con Immobile di nuovo. A Brescia il tandem ha funzionato: Felipao al 43’ si è conquistato il calcio di rigore e Ciro lo ha trasformato. Quindi nel primo minuto di recupero la sponda perfetta per il bomber partenopeo e il suo raddoppio. L’ecuadoregno non fa più solo un lavoro oscuro, è sotto gli occhi di tutti quanto sia diventato decisivo. Per questo Inzaghi non trema in vista del Napoli nel caso in cui Correa dovesse continuare ad essere tormentato dal suo affaticamento. Joaquin ieri è rimasto ancora a riposo, non ha effettuato nessun provino, ma lo staff medico è convinto che possa essere a disposizione almeno per la panchina domani pomeriggio. Non c’è troppa ansia per il polpaccio dell’argentino, Inzaghi non vuole fargli correre alcun rischio. Specialmente adesso che si ritrova fra le mani questo Caicedo. Lui è l’emblema della cattiveria e del cinismo biancoceleste persino oltre il novantesimo. Gattuso ha già detto ai suoi di stare attenti pure ai frangenti finali del recupero. Non possono più essere frutto del caso, i numeri di questa Lazio: 12 punti con le reti realizzate nell’ultimo quarto d’ora di gioco, almeno tre in più rispetto a qualsiasi altra squadra in questo campionato. Sei di queste segnate nel recupero: due da Immobile contro Brescia e Atalanta, uno da Luis Alberto contro il Cagliari, e tre proprio da Caicedo contro Sassuolo, Juventus e in Sardegna. La Pantera vanta un ulteriore record personale: ha messo lo zampino in tre degli ultimi cinque gol realizzati in campionato oltre il 90’ con due reti e un assist letale. 
AMORE 
E’ l’uomo dell’ultimo minuto. Forse per questo qualcuno l’ha ribattezzata zona Caicedo. Sia che giochi titolare o da subentrato, il suo graffio è diventato un marchio. Già l’anno scorso aveva riconquistato il pubblico, quest’anno è un autentico beniamino. E pensare che poteva andare via a giugno, ora è uno degli assoluti protagonisti della cavalcata Champions. La Lazio gli è entrata dentro, come dimostrano pure le suo parole d’amore al compleanno: «Voglio fare gli auguri a una società in cui sono molto orgoglioso di essere. Sono felice di far parte della storia di questa squadra e di poterne festeggiare l’anniversario. A Roma sto imparando tanto. Ora dobbiamo continuare così in campionato, la strada è lunga e dobbiamo rendere i nostri tifosi sempre più felici. Ho girato tante società e città, ma il rapporto tra staff, giocatori e dirigenti che ho trovato qui, non l’avevo mai visto da nessun’altra parte. Lo dice anche Lotito, siamo una famiglia. Ci siamo l’uno per l’altro e questa è l’arma in più di questa squadra». Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Gattuso: “Dobbiamo prendere esempio dalla Lazio. Immobile? Non c’è solo lui, Mertens e Koulibaly out” (AUDIO)

Vigilia di Lazio-Napoli, diciannovesima giornata di Serie A, ultima del girone d'andata. Gattuso in conferenza stampa: "Dobbiamo continuare su questa strada, commettere meno errori. Dare continuità al gioco, essere squadra. Dobbiamo migliorare il palleggio e a tenere il campo. Dalla partita con il Parma a quella con l'Inter sembrano due squadre diverse. Affrontiamo una squadra che da tanti mesi fa un buon calcio. La Lazio nei primi mesi faceva fatica, dobbiamo prendere esempio da loro. Ci servono due o tre risultati per avere la giusta continuità. In questo momento abbiamo bisogno di serenità. Immobile? La Lazio non è solo lui. Hanno grande velocità, grande tecnica. Sarà più o meno la stessa partita che abbiamo giocato con l'Inter. Dobbiamo limitare pregi e giocare sui difetti,  soprattutto levare la profondità ai biancocelesti. Koulibaly e Mertens? Non ci saranno".

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DICHIARAZIONI

La proiezione di Canigiani: “Col Napoli verso le 40.000 presenze. Prima della partita sarà presentata la maglia celebrativa”

Il responsabile marteking Marco Canigiani ai microfoni del canale ufficiale biancoceleste: "Ieri per la partita contro il Napoli avevamo superato le 30 mila presenze, ci aspettiamo un'impennata questa mattina e domani. Credo che verranno sfiorate le 40 mila unità. Ricordiamo che i prezzi sono da big match ma sempre molto popolari, dai 30 euro in su. Sarà presente ovviamente il servizio BusInsieme, mentre è ripartita la campagna abbonamenti, che si chiuderà venerdì 17 gennaio alle ore 19:00: i primi numeri sono positivi, puntiamo ai mille abbonati in più. Speriamo che confermino la propria presenza anche il prossimo anno, così da avere ancora più abbonati dall'estate. Ci saranno sorprese per Lazio-Napoli, a breve comunicheremo le date del tour della Supercoppa nei negozi. Domani, prima della partita, verrà presentata la nuova maglia, per questo invito tutti ad arrivare prima allo stadio. Ci sarà una meravigliosa coreografia della Curva Nord che ricorderà i 120 anni trascorsi. Per il libro infine p terminata la prima stampa, così a breve partirà la seconda ristampa. Un grande successo, visto che online è stato per una settimana il libro più venduto in Italia". sslazio.it

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ESCLUSIVE

60 anni di ‘Tutto il calcio…’ – Corsini: “Ciotti e Ameri fonti d’ispirazione, ai giovani dico: fate gavetta” (AUDIO)

Filippo Corsini (Radio Rai), in occasione dei 60 anni di 'Tutto il calcio minuto per minuto' a 'QUELLI CHE…': "Mai avrei immaginato di poter essere presente al terzo decennio di festeggiamenti di questa storica trasmissione. Ciotti e Ameri fonti d'ispirazione, rimasi folgorato, esser riuscito a diventare un radiocronista è il sogno di una vita. Ai giovani con questo sogno dico: fate gavetta, cominciate a coltivare questo sogno in strada".