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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Con l’Inter Lulic può esserci nonostante il problema alla caviglia” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a 'NMM': "Credo che Lulic possa giocare contro l'Inter malgrado il problema alla caviglia. Dipende anche dalla sopportazione del dolore, ma penso che con un'infiltrazione si possa fare. Con una puntura il suo prolema non si aggrava, poi dipende anche dalla condizione fisica e quanto riuscirà ad allenarsi. Ci può stare tutto, dipende molto dall'atleta, ci sono giocatori che giocano anche in condizioni non buone ed altri che si tirano indietro. Nel caso specifico, conoscendo Lulic, se riuscisse ad allenarsi giovedì e venerdì credo si possa fare"

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INDISCREZIONI

In Turchia rilanciano su Muriqi, ma la valutazione è altissima

La Lazio si prepara già al calciomercato estivo, in Turchia ne sono sicuri. Il portale Takvim.com mette i biancocelesti in pole per l’attaccante del Fenerbahce Vedat Muriqi. Venticinque anni, albanese di nascita ma naturalizzato kosovaro. Una punta di peso: 194 centimetri con il vizio del gol. Quest’anno ventidue presenze, 13 reti e 5 assist. Su di lui c’è la fila, interessi risultano pure da parte del Monaco, Leicester, Galatasaray e Tottenham. Eppure sulle rive del Bosforo pare mettano la Lazio avanti a tutte con l’intenzione di fare un’offerta: prestito oneroso a 2,5 milioni di euro con diritto di riscatto. Difficile che il Fenerbahce ceda, visto che valuta il cartellino dell’attaccante addirittura 35 milioni di euro. Troppi per il ds Igli Tare. corrieredellosport.it

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APPROFONDIMENTI

Grazie alla Lazio, la Capitale rompe l’asse Torino-Milano

C’è qualcosa di nuovo nel campionato di calcio: un campionato. Le ultime stagioni ci avevano abituato, fino quasi alla noia, a nessun mutamento climatico: un eterno bel tempo per la Juventus e tutte le altre ad arrangiarsi, lontane da quella Luna in bianco e nero. Sì, la Lazio specialmente era bravissima a vincere qualcosa ogni tanto, spesso con merito, pure se c’era chi voleva vedere i trofei che andavano arricchendo le mensole di questa antica e gloriosa polisportiva (la più grande d’Europa) solo briciole lasciate dalla voracità sabauda. Era tanto, ma sembrava poco. La Coppa Italia? Un portaombrelli. La Supercoppa? Un incidente di percorso degli abbonati al trofeo, inseguitori seriali però della Champions, la cui mancanza sentono fin nelle viscere. E il bello è che questo campionato ritrovato non si ferma sulla “Mi-To”, la direttrice Milano-Torino lungo la quale, andata e ritorno, tutto passa o si vorrebbe far passare. C’è anche Roma in questo triangolo d’oro, pure se non si chiama Roma (che per il titolo lotto dieci anni fa con Ranieri), nel caso, ma Lazio. La Lazio sì. Ed è bello, anche se per la città in giallorosso può sembrare “doloroso”, che nella passione della lotta per il vertice, ci sia una squadra della Capitale, proprio in una congiuntura nella quale la Capitale non ha poi tante cose di cui andare fiera. La Lazio quel “quid” glielo sta dando. Anche perché è così diversa da quelle che “soldi alla mano” hanno fatto il più d’un secolo di storia del calcio, che non è storia piccola giacché impegna sentimenti ed energie della maggioranza. Lassù al Nord vige la legge dello “spendere e spandare”, chiamato anche “investire”. Qui la Lazio di Claudio Lotito ha costruito qualcosa di solido senza badare al luccichio dei nomi, ma alla solidità del ben fatto, “investire in capacità”. È una Lazio ragionevole e ragionata, dove tutti hanno fatto e stanno facendo bene. Una curiosità statistica dice che nella storia della serie A, a questo punto dell’intero stagione, l’ultima volta che tre squadre si racchiusero in tre punti fu l’anno fra il 2000 e il 2001. Nel 2000 lo scudetto fu della Lazio, nel 2001 della Roma. Il che vuol dire che quando si riesce (con bravura, sapienza tecnica e finanziaria, va riconosciuto) a costruire qualcosa, Roma c’è e si chiama Lazio. E la Juventus e l’Inter, oggi coniugate a due filosofie che hanno fatto la “fenomenologia del pallone” negli ultimi anni, chiamata Sarrismo o Contismo, debbono farci i conti. Perché c’è il Lotitismo, l’Inzaghismo. Ciro Immobile non si presta al gioco dell’ismo. Questa Lazio costruita un mattoncino dopo l’altro è da anni che riscuote il plauso del “gioca bene”, il contentino dell’elogio. Ora a Torino juventina e Milano interista non suscita solo condiscendente ammirazione: fa paura. Anche perché non ha usato armi loro: il soldo. L’altra novità del campionato è questa: se uno ci sa fare può mettere su qualcosa che piace e che può lottare alla pari e magari, chissà, perfino vincere. Anche nella città di Roma, pure se ha un altro nome, sportivamente buono quanto l’altro. O di più? E senza lo “zio d’America”… Meditate, Trigoria, meditate. La “colpa” non è la città e forse non è neppure in città… Ilmessaggero.it

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APPROFONDIMENTI

Juve, Inter, Lazio: il campionato riscopre la corsa a tre dopo 19 anni

C’era una volta, diciannove anni fa. Quando il campionato italiano brillava della luce di Ronaldo, di Totti, di Del Piero, ma pure di Vieri, di Cassano e di Trezeguet. Quando tutto il movimento era un palcoscenico d’oro; quando giravano soldi e gli stadi erano pieni. Non c’era un dominus, come succede da quasi un decennio qui in Italia, ma c’era più di una ad ambire al posto sul trono, questo sì. Nel campionato 2001-2002 si sono contese lo scudetto Juventus, Roma e Inter. Punto a punto, tanto che all’ultima giornata tutte e tre avevano la possibilità di vincerlo. 
LACRIME DI MAGGIO
Era il 5 maggio del 2002, quello delle lacrime di Ronaldo il Fenomeno all’Olimpico, del titolo sfumato per colpa della amica Lazio («proprio tu, t’ho fatto vincere uno scudetto», il labiale di un disperato Materazzi, che si lamentava con i suoi avversari laziali traditori, che quel giorno vinsero 4-2); fu lo scudetto della Juve, che ormai ci credeva ben poco, dando per scontato il risultato di Roma; fu il campionato del secondo posto ottenuto in extremis dalla Roma, che vinse a Torino con un gol di Cassano. Quel giorno se la Juventus non avesse vinto a Udine, i giallorossi di Capello si sarebbero ritrovati in mano un titolo insperato. Bianconeri campioni d’Italia, invece. Tanto per cambiare. Sono passati diciannove anni, oggi è tornata l’altalena: protagoniste di nuovo tre formazioni, distanti un punto. Ecco la griglia: Juve prima a 54 insieme con l’Inter, e Lazio dietro a 53. I biancocelesti recitano un ruolo da protagonisti, mentre in quella lontana stagione, lo sono diventati solo all’ultima curva per aver “danneggiato” l’Inter. La Lazio è la sorpresa? Ormai non più. E’ in ballo e balla volentieri, punto dopo punto, rigori a favori e contro contestati, anche da chi comincia ad avere un po’ di paura. In questo momento la squadra di Inzaghi è, per energia e per spensieratezza, avanti alla Juventus, che però ha una rosa migliore. L’Inter sembra la più convinta, è quella che sta meglio, ci crede, basti vedere che mercato ha fatto a gennaio. Le prossime quattro partite ci diranno di più, quantomeno se vedremo una lotta a tre fino alla fine o se si ridurrà a due. Venticinque giorni di ulteriori esami. Ilmessaggero.it

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TIFOSI

Lazio-Inter, Canigiani: “Verso quota 60mila” (AUDIO)

Marco Canigiani, responsabile del marketing biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, FM 89.3:

"Sono stati superati i 26 mila biglietti venduti, ci avviciniamo a quota 50 mila presenze. Invito però a fare sempre un tentativo per Curva e Distinti. Anche in Tevere c'è scarsa disponibilità, sicuramente andremo vicino a quota 60 mila che a 50. 

Il biglietto si potrà acquistare fino all'ultimo minuto anche all'ex Ostello della Gioventù. Per il BusInsieme già ieri erano stati esauriti tutti i posti, così sono stati inseriti altri bus per soddisfare le numerose richieste. Ricordo poi gli sconti per gli Under 16 nei settori rimasti". Sslazio.it

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APPROFONDIMENTI

Luis Alberto, da Mago a centrocampista totale

E chi se lo aspettava un Luis Alberto così. Il numero dieci della Lazio si è evoluto: da fantasista a centrocampista totale. Ora è ancora più fondamentale per Simone Inzaghi, perché può contare su lui non solo in fase offensiva. Ci sono dei dati che fotografano un giocatore box to box, come amano dire gli inglesi. A Parma ha chiuso il match contando 11 pallonirecuperati. In 22 partite ne riconquistati 142, con una media di 6.45 a partita. Un record rispetto agli anni passati.

Il nuovo Luis Alberto

Ringhia in fase difensiva, inventa in fase offensiva. Parliamo sempre del giocatore con più assist in Serie A che lotta e corre come un mediano. In stagione 33 contrastieffettuati, 1,41 di media a partita, 18 vinti. Numeri da record rispetto alle stagioni passate. Il merito è sicuramente di Luis, ma anche di Inzaghi, che gli ha dato spazi e libertà in campo. Allenamenti su misuraorganizzati dallo staff tecnico lo hanno migliorato in fase difensiva. Ma non solo: è cresciuto anche a livello fisico, ha rafforzato la muscolatura sconfiggendo la paura di farsi male. Luis Alberto è il mago della Lazio perché gli riesce bene tutto. E i tifosi lo applaudono, da tempo non si vedeva un dieci così. corrieredellosport.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Rambaudi: “Lazio, sei la piacevole anomalia del campionato. Contro l’Inter sceglierei comunque Correa” (AUDIO)

Roberto Rambaudi a 'QUELLI CHE…': “La vittoria di Parma certifica il piazzamento Champions. Vittoria equilibrata, da squadra di spessore. Considerate le assenze, esame ampiamente superato. La Lazio è la piacevole anomalia del nostro campionato.  Correa o Caicedo? A parità di condizione continuo a preferire l’argentino. L’Inter ha difficoltà ad esprimere calcio di qualità con continuità, ma è bravissima a sfruttare al meglio gli episodi. Vedi il gol di Brozovic nel Derby”. 

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DAL MONDO

Incendio al Lazio Club New York, Bartocci: “Nessun ferito, ma sarà dura rialzarsi”

Il Lazio Club New York, con sede al ristorante Via della Pace nella Grande Mela, ha preso fuoco nella notte. Un incendio di cui non si conoscono ancora le cause, che ha però causato ingenti danni al locale. Fortunatamente, nessuno è rimasto ferito. Giovanni Bartocci, fra i Padri Fondatori, ha dato l'annuncio su Istagram: “Ragazzi, tutto bene, nessun ferito. Via della Pace non sta messo bene, un po’ come il mio morale. Grazie a tutti per il supporto, sarà dura alzarsi questa volta”.

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Lazio nelle mani di Strakosha: ottavo clean sheet, c’è la sua firma sulla stagione

Se la Lazio ha la miglior difesa del campionati (al pari dell'Inter) buona parte del merito è anche di Strakosha. Il portiere albanese ha raggiunto l'ottavo clean sheet (porta inviolata) della stagione a Parma. L'ultima volta che il portiere ha subito più di una rete risale addirittura al 10 novembre, nella gara interna contro il Lecce vinta per 4-2. Decisivo in svariati episodi, fra cui mercoledì scorso con un grande riflesso su Borini nei minuti finali. Prima ancora fondamentale il suo apporto a Cagliari, dove salvò per ben due volte il risultato prima della rimonta firmata Caicedo. La Lazio ha trovato un numero uno affidabile, che valorizza un reparto arretrato in crescita esponenziale rispetto alla passata stagione.

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TIFOSI

Cresce l’attesa: già in 46.000 sicuri di un posto per Lazio-Inter

Procede spedita la vendita dei tagliandi per Lazio-Inter di domenica prossima. Ad oggi (martedì 11.02) sono oltre 25.000 i biglietti venduti, scollinata dunque quota 45.000 presenze. Distinti Nord praticamente agli sgoccioli, mentre in Maestrelli ci sarà una massiccia presenza di tifosi nerazzurri (già 5.000 presenti nel settore ospiti). La settimana va avanti, l'Olimpico è pronto a far registrare un nuovo record stagionale.