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Coronavirus, positivo al test giornalista spagnolo presente a San Siro per Atalanta-Valencia

Un giornalista spagnolo è stato risultato positivo al Coronavirus. Lo riporta il quotidiano spagnolo 'Marca', sottolineando come il 44enne era a Milano la scorsa settimana per assistere a Atalanta-Valencia di Champions League. L'uomo effettuerà un secondo esame a Madrid, ma al primo è risultato positivo.

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APPROFONDIMENTI

Rigori alla Lazio, ma i punti a Juve e Inter

La Lazio delle meraviglie, delle goleade, del record di punti, è figlia di se stessa, del lavoro di Inzaghi e dei suoi vice, dell’organizzazione, dei suoi campioni e delle loro prodezze, non deve dire grazie per niente e a nessuno. Può essere diventata cara agli dei per lo spettacolo che offre, non agli arbitri. Tanti a dire «la Lazio ha avuto 14 rigori a favore in 25 giornate, più di ogni altra squadra» (come se fossero cadeau), pochi a notare che i famosi 14 rigori (11 segnati, 3 falliti) hanno fruttato 5 punti sul totale di 59. La maggior parte dei punti sono stati conquistati sfruttando 46 gol su azione (in più c’è l’autorete di Belotti in Lazio-Torino, ma fissò il 4-0). Parlano i numeri e dicono che Juve eL Inter, tanto per rimanere in tema scudetto, hanno guadagnato rispettivamente 8 e 7  punti sfruttando i rigori. La Juve ne ha battuti 8, realizzandoli tutti, ha fatto l’en plein. L’Inter ne ha battuti 7 e li ha sfruttati al meglio. La maggior parte dei penalty segnati dalla Lazio non è stata decisiva ai fini delle vittorie. Sono 4 su 14 i rigori che sono valsi 5 punti: il dato emerge escludendo dal risultato finale i gol segnati dal dischetto. Due rigori sono stati calciati da Immobile contro l’Atalanta il 19 ottobre scorso: il primo segnato al 24’ del secondo tempo è valso l’1-3, il secondo è stato timbrato al 93’ ed è valso il 3-3 finale (1 punto). E’ stato pesantissimo il rigore di Ciro a Brescia, firmato sull’1-0 per i padroni di casa (poi arrivò l’1-2 finale, sempre di Immobile, ma su azione). Senza il penalty dell’1-1 la Lazio sarebbe tornata a casa con 1 punto, il rigore ha spianato la strada per la vittoria (due punti). Il quarto rigore di peso (tra l’altro sacrosanto) è stato calciato contro l’Inter, è valso l’1-1 (diventato 2-1 grazie al colpo di Milinkovic), ha prodotto la conquista di altri due punti, totale di 5. Gli altri rigori segnati non hanno portato punti. Decima giornata: in Lazio-Torino (4-0 finale) Ciro ha segnato su rigore il 3-0. Dodicesima giornata: Lazio-Lecce 4-2, Immobile ha segnato il 3-1 parziale. Quattordicesima giornata: Lazio-Udinese 3-0, il 2-0 è arrivato su rigore di Ciro, il 3-0 su rigore di Luis Alberto. Ventesima giornata: Lazio-Samp 5-1, per Ciro due rigori segnati, il 2-0 e il 5-0. La Juve, per completare il confronto, ha fatto valere ogni rigore degli 8 avuti a favore. Ronaldo è stato decisivo per il  2-1 casalingo contro il Verona (5ª giornata), regalò due punti segnando il raddoppio. Sempre Ronaldo ha permesso alla Juve di battere il Genoa (2-1) alla 10ª giornata (raddoppiò su rigore al 96’), altri due punti. A Lecce (12ª giornata) è stato Dybala a segnare l’1-1 dal dischetto (i bianconeri perdevano 1-0). Il rigore di CR7 contro il Sassuolo in casa fruttò il 2-2 (1 punto alla 14ª giornata). Roma-Juve (19ª) si è conclusa 1-2 grazie al penalty del solito Ronaldo (2 punti). L’Inter ha capitalizzato i 7 rigori (7 punti) grazie a Lukaku: 2ª giornata, Cagliari-Inter finì 1-2 col suo gol su penalty (due punti). Sono stati decisivi i rigori per vincere contro il Sassuolo a Reggio Emilia il 20 ottobre (8ª giornata): penalty di Lukaku per l’1-3 e penalty di Lautaro per il 3-4 finale (altri tre punti). E’ stato pesantissimo il gol di Lukaku a Bologna, l’1-2 arrivò al 92’ su rigore (altri due punti all’11ª giornata). In conclusione, per gli amanti della precisione, il record di rigori favorevoli avuti in una stagione di A spetta al Milan (18 nel 1950-51). Piacerà o no, ma i rigori (concessi) quest’anno alla Lazio non sono decisivi quanto quelli (mancanti) che sono costati la Champions nel 2017-18. Corrieredellosport.it

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DICHIARAZIONI

Vavro: “Sento la fiducia di Inzaghi, Scudetto? La priorità è la Champions, ma ci proviamo…”

La prima da titolare a Genova ha rilanciato le quotazioni di Denis Vavro. Il difensore slovacco, parlando ai media in patria, ha ripercorso i primi mesi a Roma: “Anche se non sono titolare, faccio parte di una grandissima squadra che sta facendo davvero bene. La prima da titolare a Genova? Mister Inzaghi mi ha detto per tutta la settimana che se Acerbi non fosse stato in grado di giocare, sarei partito dall'inizio. Per me è stata una situazione particolare, sono passato dalla panchina alla formazione titolare per la prima volta a ridosso del calcio d'inizio. Finora ero sempre entrato in corsa, a Genova invece la situazione è stata completamente diversa, ma mi ha aiutato quando ho visto sul pullman che il mister aveva fiducia in me. L'ha anche dimostrato durante gli allenamenti in settimana, il che mi ha reso molto felice. Mi ha sottolineato di fare quello che avevo preparato, mi ha invitato a fare del mio meglio, poi mi ha augurato una buona partita. Noi non dobbiamo dimenticare ciò che è essenziale, andare passo dopo passo. Nessuno si aspettava la Lazio così vicina alla Juventus, ma ci aspettano ancora 13 partite, con tanti punti in palio. Possiamo raggiungere un grande risultato. Noi e la Juventus abbiamo tante partite difficili, c'è anche lo scontro diretto, vedremo alla fine della stagione come andrà. Ambiamo anche al primo posto visto che siamo così in alto. Dopo aver abbandonato l'Europa League la nostra priorità è ottenere un posto in Champions League".

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APPROFONDIMENTI

Media spettatori record nell’era Lotito, Lazio al quinto posto in Serie A: i numeri

La media spettatori dell'Olimpico biancoceleste è cresciuta. In questa stagione sta toccando la vetta più alta dell'era Lotito: 39.308. Numeri mai raggiunti, nemmeno nel 2004/05, quando la media era di 38.224. Ad oggi la Lazio è al quinto posto in Serie A per media presenze dei propri tifosi all'Olimpico. Davanti ai biancocelesti l'Inter (65.800), il  Milan (53.957), la Roma (39.823), e – di poco – la Juventus (39.681). Ovviamente i numeri definitivi verranno analizzati al termine della stagione, ma finora i dati sono confortanti, specialmente se paragonati al bacino d'utenza inferiore alle concorrenti appena citate.

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ESCLUSIVE

‘DOA’ – Mudingayi: “Mi sento parte della famiglia biancoceleste. Lazio, hai fatto il salto di qualità a livello mentale” (AUDIO)

Gaby Mudingayi a 'DOVE OSANO LE AQUILE': “I miei ricordi della Lazio sono positivi, mi sento parte della famiglia biancoceleste a tutti gli effetti. Lazio-Real Madrid l'emozione più forte provata a Roma, ricordo uno stadio fantastico e una cornice mozzafiato. Inzaghi non mi sorprende, è una persona che conosce il calcio come poche altre. La sua squadra è cresciuta nel tempo, ma la cosa che colpisce di più – al di là della qualità dei giocatori – è la mentalità. Il vero passo in avanti è stato fatto proprio sotto questo punto di vista. Vedo una Lazio matura, che può giocarsi lo Scudetto fino alla fine. Una percentuale? Non saprei, le auguro il meglio e spero che possa farcela. Il Bologna ha un'ottima ossatura e Mihajlovic ha dato forza e carattere a tutto il gruppo. La Lazio non dovrà prendere sotto gamba l'impegno di sabato”.

 

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INFERMERIA

Acerbi può tornare a Bergamo. Occhio alle fasce: Marusic e Jony in dubbio per il Bologna

Francesco Acerbi salterà la seconda gara consecutiva con la maglia della Lazio. Dal suo arrivo, nell'estate del 2018, non era mai successo. Anche il Leone è costretto a tirare il fiato, purtroppo per un problema fisico. L'edizione odierna de Il Corriere dello Sport parla di un sospetto stiramento, vicino al primo grado, per il centrale biancoceleste. Acerbi ha una voglia matta di recuperare, sta facendo di tutto per esserci con l'Atalanta sabato 7 marzo, a Bergamo. Si è trasferito a Formello, sta facendo terapie su terapie per far fronte al problema al polpaccio. Occhio a Marusic: Acerbi infatti non è il solo alle prese con un problema fisico, anche il montenegrino è in dubbio per il Bologna. Ha accusato un affaticamento durante i lavori a Formello, mentre Jony ha preso una botta al piede sinistro. Se dietro fra il recupero di Luiz Felipe e la buona prova di Vavro a Genova Inzaghi può tamponare, sulle fasce si prospetta un'emergenza. Lukaku non ha i 90 minuti, l'opzione Patric o Parolo esterno destro è l'ultima spiaggia. Nella seduta di oggi sarà fondamentale valutare Marusic e Jony.

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ARBITRI

Lazio-Bologna, designazione arbitrale e precedenti

Lazio-Bologna, sabato 29 febbraio ore 15:00. Stadio Olimpico di Roma, la designazione arbitrale.

 

Arbitro: Abisso (sez. Palermo)

Assistenti: Liberti e Bottegoni 

IV Uomo: Robilotta

VAR: Rocchi 

AVAR: Del Giovane

 

Nona designazione con la Lazio per il fischietto siciliano, negli 8 precedenti 4 vittorie, 3 pareggi e una sconfitta. L'ultimo precedente il 5 febbraio, Lazio-Verona 0-0.

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EUROPA LEAGUE

Conte: “Giocare a porte chiuse non è bello ma ci rimettiamo alle decisioni prese”

"Giocare a porte chiuse non è sicuramente bello, alla fine il calcio ha bisogno del pubblico, di sentire intorno l'atmosfera che è la cosa più bella al di là della partita. Però ci rimettiamo a delle decisioni prese per ordine sanitario, mi auguro che però torni tutto quanto prima alla normalità": lo dice il tecnico dell'Inter Antonio Conte a Sky alla vigilia della sfida di Europa League contro il Ludogorets, partita che si giocherà a porte chiuse come la sfida contro la Juventus di domenica a causa dell'emergenza Coronavirus. "Dalla partita con il Ludogorets mi aspetto innanzitutto la qualificazione che è la cosa più importante. Partiamo da un buon risultato, ma sappiamo che tutte le gare iniziano dallo 0-0 e che nascondono delle insidie, bisogna fare una bella partita, con convinzione e voglia di vincere". Così Antonio Conte alla vigilia del ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League. Su Sanchez ed Eriksen. "Sono ulteriori test per capire, da un punto di vista fisico e tattico, se quei giocatori in ritardo per vari motivi stiano progredendo ed entrando sempre di più nel gioco che vogliamo proporre sia nella fase difensiva che in quella offensiva". Domani il Ludogorets, domenica il big match del derby d'Italia contro la Juventus. "Noi eravamo molto concentrati sulla Samp – dice Conte riferendosi alla partita non giocata per il Coronavirus -, il fatto che sia stata rinviata ha cambiato un po' di situazioni, ma comunque ci siamo allenati al meglio per preparare questo ciclo di partite che è molto importante, alla fine di queste gare sapremo cosa l'Inter potrà dire. E' una fase della stagione importante, tutti i cicli che affronti, in base ai risultati, determinano l'andamento complessivo della stagione, ma all'inizio di questo avevo detto che era un ciclo tosto e che alla fine vedremo quali ambizioni possiamo avere e che tipo di situazioni andremo ad affrontare. Handanovic in campo contro la Juve? E' una domanda alla quale oggi non poso rispondere".

corrieredellosport.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO 1900’ – Mauri: “I risultati non fanno sentire la fatica, le riserve sono cresciute ma questa rosa per campionato e Champions non basta” (AUDIO)

'9 GENNAIO 1900' – Stefano Mauri: “Quando sono mancati i titolarissimi in casa Lazio le riserve non hanno fatto sentire la differenza. Quando la squadra va anche alcuni cambi non apportano differenze sostanziale, dandone atto ai calciatori – alcuni dei quali non giocano mai come Vavro – E penso anche a Jony e Cataldi. In questo momento in rosa ci siano valide alternative da utilizzare sia dal primo minuto sia a gara in corsa. I risultati aiutano ad osservare l'obiettivo doi squadra che è totalmente mutato, una meta insperata a inizio stagione. Siamo ad uno step importantissimo, ora la Lazio ha rincorso ed è nella fase in cui la fatica non la senti; va detto che chi entra fa bene e non bisogna pensare che l'anno prossimo con la Champions sia sufficiente questa rosa perché ora chi gioca fa bene. Bisogna guardare oltre il proprio naso, la Champions porta via molte energie, non è l'Europa League: la rosa attuale non basta per competere su campionato e Champions. Tornando ai nuovi Jony è migliorato molto, Vavro da vice Acerbi ha trovato la sua collocazione, poi guardando l'ex Sassuolo in allenamento sicuramente è cresciuto molto”.

 

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APPROFONDIMENTI

Lewandowski Ko, Immobile ancor di più da Scarpa d’Oro

Con i suoi 27 gol e relativi 54 punti, Ciro Immobile comanda non solo la classifica cannonieri della Serie A ma anche l'altra graduatoria, quella dei bomber europei che a fine stagione consegna la Scarpa d'Oro al re dei goleador. Il centravanti di Inzaghi sta trascinando con le sue reti la Lazio nella lotta scudetto con Juve e Inter e ora vede il suo primo inseguitore, Robert Lewandowski, fermarsi per un mese.

Lewandowski ko un mese: microfrattura alla tibia

Il numero 9 del Bayern Monaco, protagonista proprio ieri del 3-0 con cui i bavaresi hanno schiantato il Chelsea a Londra ipotecando i quarti di finale di Champions League, si è ritrovato a fine partita una microfrattura alla tibia che lo terrà lontano dai campi di gioco per quattro settimane, come informa il sito ufficiale del club. Il polacco dovrà rimanere fermo dieci giorni e poi iniziare la terapia riabilitativa, saltando nel frattempo le sfide con Hoffenheim, Schalke, Augusta, Union Berlino, il ritorno col Chelsea e la sfida con l'Eintracht: il momento giusto per Immobile per provare a staccare definitivamente gli inseguitori, che oltre a Lewa vedono in gruppo nomi del calibro di Cristiano Ronaldo, Werner, Haaland, Messi e Lukaku. Corrieredellosport.it