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APPROFONDIMENTI

Coronavirus, massimo 50 tra giornalisti e fotografi

Lega Serie A, B e Lega Pro hanno comunicato le disposizioni circa il numero di operatori dell'informazione che potranno avere accesso alle gare a porte chiuse nel prossimo mese: "Preso atto della comunicazione della F.I.G.C pervenuta in data odierna, si rende noto, anche a parziale modifica delle indicazioni organizzative riguardo allo svolgimento delle gare "a porte chiuse”, di cui al Com. Uff. n.139/DIV del 05.03.2020, che sono ammessi all’interno dello stadio gli operatori dell'informazione preventivamente autorizzati e comunque nel numero massimo di 50 per la Serie A, 45 per la Serie B e 45 per la Lega Pro

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Mazza: “Stadi chiusi, effetto collaterale inevitabile. Ora inizia un altro campionato, la testa sarà fondamentale” (AUDIO)

MAURO MAZZA in collegamento a 'NMM': "Il campionato a porte chiuse è l'espressione di quanto sta accadendo, un effetto collaterale inevitabile che ci priverà del calore e della passione di questo sport. Il momento lo pretende, fermo restando il rischio di conseguenze definitive per il campionato in caso di contaggio tra i calciatori. La speranza è che presto arrivino buone notizie da questa guerra non ufficializzata dalle cifre dei contagi e dei guariti. All'estero trattano l'Italia in un modo tale da confermare come in altri paesi si sta sottovalentando e sottostimando il fenomeno. E' la vita ad essere condizionata, il calcio è uno dei settori della vita stessa. Impatto sui risultati delle gare? Sicuramente, partita per partita c'è chi ne risentirà meno  e chi ne risentirà di più. Juventus-Inter era già gara equilibrata, ora lo sarà di più. Questa sosta imprevista potrebbe avere effetti benefici sui tempi di recupero e sulla condizione generale. Me la prendo come una cosa buona in quella negativa. A porte chiuse inzia un altro campionato, sarà la testa e la mentalità delle squadre a fare la differenza. L'augurio è che la voglia della Lazio abbia la meglio su tutto"

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DICHIARAZIONI

Prof. Ripert: “Abbiamo approfittato della sosta per recuperare e per programmi individuali. Virus? C’è paura…”

Al termine dell'allenamento odierno, il preparatore atletico Fabio Ripert è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 FM:

“In questa settimana abbiamo apportato un lavoro individualizzato per coloro che avevano bisogno di recuperare, mentre abbiamo allungato il riposo per chi ne necessitava. Abbiamo sfruttato questa sosta per stabilire dei piani individualizzati. Le ultime due gare di campionato sono state più dispendiose sul piano fisico e mentale: ci avviciniamo alla fine del campionato e c’è voglia di far bene ed i ragazzi ce la mettono sempre tutta. I ragazzi hanno fame di risultati e continueremo a dare il massimo fino alla fine.

È importante saper cosa fare in questo periodo di emergenza: c’è paura perché quest’allerta potrebbe portare dei problemi allo svolgimento del campionato. Sarebbe un peccato condizionare questa competizione. Continueremo a lavorare sul piano individuale nel corso di questa sosta e nel corso anche della prossima.

A centrocampo c’è più movimento ed in quelle zone si spende di più sul piano fisico. Tutti i membri della squadra hanno voglia di aiutare il compagno, anche nel raddoppio delle marcature. Ogni singolo calciatore è predisposto al sacrificio, soprattutto sotto il punto di vista fisico.

Ci attende una gara che è sempre molto bella nella quale le due squadre si sono sempre misurate ad alta intensità. Speriamo di andare avanti in questo modo, la squadra è molto coesa così come l’intero gruppo di lavoro: si è creata una vera famiglia”sslazio.it

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APPROFONDIMENTI

Coranavirus, torna il calcio ma sarà uno spettacolo diverso: ecco cosa vedremo (in tv)

Una volta c'era Messi, che metteva a sedere gli avversari senza toccarli. Ma secoli fa (o almeno sembra). Ora nel calcio del "grande freddo" sarà buffo persino assistere ad un contatto, perché in contrasto con lo spirito del tempo e forse del buon senso che ci consiglia di salutarci a distanza, sventolando la mano come gli sportivi di una volta (non prima di averla disinfettata). Ma così è.

Non potendo provvedere alla distanza "fisiologica" o "epidemiologica" fra difensore e attaccante, prepariamoci a goderci partite, come diceva Brera, che sembrano disputarsi nel cratere di un vulcano, in cui tutto rimbomba, al punto da dubitare che sia vero. Il calcio tornerà ufficialmente in campo domenica alle 12.30 a Parma con i recuperi della 7ª giornata di ritorno della serie A. Di sicuro appariranno i giocatori padroni di casa e quelli della Spal. Di sicuro, come recita la circolare n.22 della Lega, vedremo i direttori di gara e lo staff tecnico delle due squadre andare come sempre a prendere il proprio posto. Al momento dell'ingresso non ci saranno invece i bambini, abitualmente tenuti per mano da ogni singolo calciatore. "I wanna hold your hand" cantavano i Beatles, ma oggi no grazie, oggi il sorteggio del campo non sarà più seguito dalla stretta di mano fra capitani e arbitri. Saremo più spicci.

Se ci sarà il deserto sugli spalti – e questa sarà sì una cosa raggelante da vedersi perché saremo costretti ad ammirare i seggiolini vuoti in modo ripetuto (le porte chiuse sono stati sin qui provvedimenti isolati e come tali non così potenti da generare una tendenza) – avremo in compenso la somma stratosferica di non più di 100 persone in giro per lo stadio, inclusi i raccattapalle, gli addetti alla manutenzione del campo e alla pulizia dell'intero impianto. Potranno prendere posto in tribuna un numero limitato (ma a questo punto non si sa quanto privilegiato) di persone: gli incaricati della Procura federale, i delegati della Lega, i Medici antidoping e i rappresentanti della Commissione federale antidoping. Non potranno mancare, a rimpolpare l'esigua compagnia, gli uomini della pubblica sicurezza, le ambulanze con relativo personale e i vigili del fuoco. Poi operatori televisivi e giornalisti delle emittenti titolari dei diritti di trasmissione. Ogni club potrà schierare un solo fotografo ufficiale e un social media manager a testa. Gli altri operatori dell'informazione non dovranno superano le 150 unità.

Il resto, beh, il resto semplicemente non c'è, per precauzione. E se scorgete un arbitro che magari va a pulire con una salvietta il video del Var prima di rivedere un'azione, stategli vicino. Il calcio senza pubblico è come un teatro vuoto. Lo salva la tv. Ma è un corner cui nessuno vorrebbe ricorrere in questo modo. Bisogna far finta che si possa andare avanti lo stesso, certo, anche così, nella speranza che arrivi presto la primavera. Nel frattempo, aspettando che torni la luce dei giorni migliori, i giocatori faranno bene a brancolare in questo buio da campioni e mai come adesso è importante che dimostrino di esserlo, passando (o correndo) da signori sulle difficoltà del momento. Faranno bene, per sé e come esempio per gli altri, anche a non condividere borracce (e i microfoni a fine gara?). E a rispettare le regole anche negli spogliatoi, dove non si vede. E per ora a non firmare autografi: mai accettare penne da una sconosciuto. Meno si mescola e meglio è.

Inoltre sarebbe quanto mai sconsigliato, per ora, strapparsi bende o cerotti: nel silenzio spettrale, dove esclamazioni e urla risuoneranno come nelle terre desolate, c'è il rischio che un "taping" tirato via dalla pelle possa produrre un rumore sinistro nelle case del pubblico televisivo. Infine, onde evitare scompensi emotivi anacronistici nel pubblico televisivo, ai giocatori verrebbe anche da suggerire di non sputare (una volta c'era un tagliandino di metallo sulle piattaforme dei vecchi autobus, vietato sputare, ma venivamo fuori dalla guerra…). Chi ha giocato a pallone sa tuttavia quanto sia difficile non sputare e non dire parolacce. Alcuni (vedi Ibra) sputano per concentrarsi, altri dicono parolacce o smoccolano per abitudine: un'abitudine assai dura a morire.repubblica.it

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FORMELLO

FORMELLO – Inzaghi sorride: Luis Alberto ed Acerbi tornano in campo

Buone notizie per Simone Inzaghi, anche se la sua Lazio non giocherà questa settimana. Come riportato dal club biancoceleste su Twitter, Francesco Acrebi è infatti tornato ad allenarsi e alla ripresa sarà regolarmente a disposizione del suo allenatore, dopo due partite ai box per infortunio.

Non solo Acerbi, anche Luis Alberto. Nella giornata di oggi, come riportato dalla Lazio sul proprio profilo Twitter, lo spagnolo è infatti tornato in campo riprendendo la preparazione, anche se i biancocelesti non saranno impegnati in questo weekend, visto che la sfida contro il Bologna è già stata disputata sabato scorso. Tuttomercatowe.com

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CURIOSITA'

Profeta Tare, quando Tare anticipò la svolta

“Entro due-tre anni lotteremo per lo scudetto”, era quello che sentenziava il ds biancoceleste Igli Tare nel 2015. Di anni ne sono passati cinque e la Lazio, a dodici gare dalla fine del campionato, è candidata alla vittoria del tricolore. Le intuizioni su Milinkovic, Lucas Leiva e Luis Alberto, la valorizzazione di Strakosha e Luiz Felipe sono solo alcuni dei tasselli con cui il ds biancoceleste è riuscito a costuire la squadra che adesso può battere e combattere con tutte, e, che può mettere la parola fine all'egemonia bianconera. 

Ilmessaggero/laziopress

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APPROFONDIMENTI

Che succede in caso di contagio di un calciatore? La risposta del calcio dopo il consiglio del 12 marzo

C'è un caso estremo che deve essere preso in considerazione dai vertici del Calcio, nonché dalle squadre di Serie A. La domanda la pone il quotidiano La Repubblica, la risposta sarà data, con molta probabilità, il 12 marzo nel Consiglio di Lega organizzato per il prossimo giovedì: "Che succede se si ammala un tesserato?". Si valuteranno proposte e rimedi, perché in quarantena finirebbero almeno due squadre, quella del giocatore "contagiato" e l'ultima squadra con la quale ha giocato contro. In tal caso, il rischio di un blocco irreversibile del calcio, sarebbe altissimo.

Laziopress.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Agostinelli: “Atalanta-Lazio a porte chiuse? Vantaggio per i biancocelesti. Sceglierei Marusic al posto di Jony” (AUDIO)

Andrea Agostinelli a ‘QUELLI CHE…’: “Giocare a Bergamo senza pubblico è un vantaggio. Quello stadio è una bolgia, a maggior ragione dopo i recenti rinnovamenti che hanno portato i tifosi praticamente attaccati al campo. Discorso simile per L’Inter a Torino. Difesa a 4 per affrontare l’Atalanta? Assolutamente no. Ma non schiererei Jony a sinistra, visto che la squadra di Gasperini ha grande ritmi e fisicità. Meglio a questo punto provare Marusic a sinistra, con Lazzari di nuovo titolare a destra”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Oddi: “Vi racconto la mia esperienza in Cina ai tempi della SARS. Tutti dobbiamo fare la nostra parte” (AUDIO)

Giancarlo Oddi a ‘QUELLI CHE…’: “Ero in Cina quando scoppiò l’emergenza SARS. Hanno bloccato subito il campionato, fermato il calcio. Non si giocò per oltre un mese e mezzo. Noi (Io e Beppe Materazzi) eravamo lì e non sapevamo cosa fare, telefonammo al garante per avere lumi. Mia moglie non poteva venire, c’era grande paura, era un paese in stato d’allarme. E’ giusto che le istituzioni parlino chiaro alla Nazione, così com’è stato fatto ieri. Tutti possiamo fare la nostra parte nelle piccole cose quotidiane, bisogna essere responsabili verso noi stessi e gli altri intorno a noi”.

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DICHIARAZIONI

Giroud: “Ho ancora tre anni ad alti livelli. Lampard mi ha dato un’altra chance, prenderò una decisione al momento giusto”

Olivier Giroud, il colpo di gennaio sfiorato dalla Lazio, torna a parlare ai microfoni di ‘The Athletic’: “Ovviamente mi piacerebbe rimanere al Chelsea, ora, però, ci sono molte partite da giocare e un trofeo da vincere, poi si vedrà. Ho ancora due o tre stagioni da giocare ad alti livelli, ora non voglio parlare di rinnovo o mercato, prenderò una decisione quando sarà il momento giusto. Gennaio è stato un mese complicato, ora sono felice di essere parte della squadra, sono di nuovo a mio agio qui. Non penso al mercato. Ho parlato con Lampard dopo che i trasferimenti sono saltati, ho creduto a quello che mi ha detto e ho avuto un’altra chance”. La Lazio è pronta ad offrire un triennale da 3,5 milioni a stagione, la stessa proposta recapitata al francese a gennaio. Giroud, a giugno, sarà libero di accordarsi con qualsiasi club, a meno che non rinnovi con i Blues.